Kisangani, R.D.Congo: tutti laureati

Il sostegno ai ragazzi universitari di Kisangani è iniziato tanti anni fa grazie a suor Bruna Piva che si faceva in quattro per seguirli tutti. Era un progetto in continua evoluzione perché ogni anno qualcuno si laureava e qualcun altro iniziava la sua carriera universitaria o specialistica. Quando suor Bruna si è ammalata ed è dovuta rientrare in Italia dove poi è morta, il progetto è proseguito fino al termine degli studi degli ultimi ragazzi inseriti nel gruppo.

Michelina è orfana di padre ed essendo la maggiore dei fratelli, deve occuparsi della famiglia. Una laurea le avrebbe facilitato questo dovere perché sarebbe stato più facile trovare un lavoro ben remunerato. Con fatica, perché non ha mai smesso di lavorare, è riuscita ad arrivare alla laurea in infermeria e ora guarda al futuro con maggiore serenità.

Anche Benjamin è orfano di padre e la mamma, che è poverissima con altri tre figli da allevare, non poteva essergli di aiuto pur desiderandolo tanto. Il ragazzo per tre anni è andato a stirare in tre famiglie benestanti della città, poi ha iniziato ad andare fuori città a comperare il carbone per poi rivenderlo. Con questo si è sempre assicurato i bisogni di sussistenza, ma non riusciva a raggranellare quanto serviva per la retta accademica. Ora si è potuto laureare in infermeria con specializzazione in pediatria e ci ha voluto inviare una lettera di ringraziamento. Come spesso accade non sa esattamente chi ha contribuito alla realizzazione del suo sogno e quindi ringrazia le Suore Canossiane che sono state il tramite:

La mia gratitudine è rivolta alle Figlie della Carità Canossiane per l’amore con cui hanno finanziato i miei studi universitari e a voi, benefattori della Congregazione.
Mi avete dato una grande opportunità per inserirmi nella vita sociale. Che Il Signore vi ricolmi della grazia necessaria di cui avete bisogno per continuare ad aiutare tutti coloro che bussano alla vostra porta.
Che la Vergine Maria interceda per voi affinché la fonte delle vostre risorse non si esaurisca e che lo slancio della vostra generosità si rinnovi di giorno in giorno.

Saluti filiali,
Benjamin

La storia e il grazie dell’altra ragazza aiutata, Mireille, la potete leggere qui.

Kabinda, R.D.Congo: luce per l’ospedale

I buoni samaritani esistono ancora, in tanti angoli del mondo, e l’Hopital du Bon Samaritain è una dello loro azioni. È una struttura fondata nella regione di Kabinda nel 2010 per offrire cure e assistenza alla popolazione di più di 100 villaggi, sparsi e distanti dall’ospedale della città più vicina, che si trova a 60 chilometri. Grazie a volontari con diverse specializzazioni lavorative provenienti da una cittadina vicina e provvisti di mezzi propri, l’ospedale ha lavorato molto bene dal 2010 al 2019; loro stessi avevano provveduto all’istallazione di pannelli solari, indispensabili al funzionamento dell’ospedale in un’area dove manca l’energia elettrica.

L’ospedale ha più di 100 letti, camere operatorie, una sala parto e un reparto di pediatria. La mancanza di strade, di mezzi di trasporto pubblico e il bassissimo reddito della popolazione impediva alla gente di curarsi, lasciando i malati morire a casa; anche la mortalità infantile e quella delle puerpere erano le più alte della regione. L’Hopital du Bon Samaritain ha significato molto per tutti.

Purtroppo adesso funziona saltuariamente soltanto un pannello solare, in quanto gli altri sono stati gravemente danneggiati da fulmini in più occasioni. È quindi indispensabile un aiuto finanziario per poter sostituire i pannelli danneggiati e permettere così non solo la totale ripresa delle attività diagnostiche e chirurgiche, ma anche la distribuzione di acqua potabile ai degenti, grazie all’utilizzo di una pompa idraulica. Per ripristinare una buona situazione occorrono 9.200 euro che raccogliamo con il codice 920E.

R.D.Congo: emergenza Ebola

Aggiornamento agosto 2026: i numeri continuano a crescere: il 24 agosto l’OMS parla di oltre 5.500 casi e 2.600 decessi…


L’epidemia di Ebola corre veloce in R. D. Congo e non si è fermata, anche se da noi non se ne parla quasi più. Il Gruppo India ha inviato un significativo contributo economico alle Suore Canossiane che operano a Bunia, Aru, Watsa e Ariwara per metterle in grado di prevenire i contagi. Stanno così acquistando equipaggiamenti di protezione per l’ospedale di Ariwara e il Centro di Salute di Aru: tute protettive, copriscarpe, maschere, guanti, disinfettante, candeggina, detergenti… Altro materiale servirà a mettere in sicurezza le cinque diverse comunità che operano in queste città, per consentire alle suore di proseguire la loro importante opera di servizio alla popolazione.

Ora chiediamo il vostro aiuto perché il quadro è ancora emergenziale. Il governo congolese si sta impegnando nella lotta contro la diffusione del virus, ma come ha dichiarato il direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus: “L’epidemia corre più veloce della risposta”. Al 25 giugno si erano registrati 1.094 casi di Ebola con 277 decessi; al 6 luglio siamo già a 1.460 casi e 452 decessi. Il virus ha anche oltrepassato il confine con l’Uganda, dove i casi sono una ventina, con due decessi, ma dove sembra contenuto perché non ci sono nuovi casi dal 21 giugno.

Allo scoppio dell’epidemia c’erano meno di dieci posti letto disponibili, ora si superano i 500; la capacità dei laboratori è notevolmente aumentata ed è possibile effettuare i test in più laboratori distribuiti in tre province e non più nella sola Kinshasa. Ma tutto ciò va a colpire una regione che è già stremata da decenni di crisi umanitaria.
Questo è stato il primo appello che ci è arrivato a inizio giugno da suor Maria Marcela Lopez, che è rimasta bloccata a Bunia durante una sua visita proprio dallo scoppio dell’epidemia:

Questa epidemia di Ebola è stata dichiarata proprio nella provincia dell’Ituri che ha Bunia come capoluogo. La situazione è pericolosa perché non c’è il trattamento per guarire da questo virus, quasi 90% di casi confermati muoiono, la contaminazione si è propagata prima che il sistema di sanità se ne rendesse conto per lo spostamento della popolazione dal luogo dove è cominciata la malattia verso altri villaggi. Tante strutture sanitarie di Bunia hanno dovuto chiudere attività perché alcuni membri del personale sono morti per questo virus. Si contano più o meno 500 casi confermatati nel Paese di cui 400 nella Provincia dell’Ituri, più o meno 100 morti tra questi casi di cui 80 nell’Ituri. La situazione non è ancora catastrofica, ma è pericolosa; ci sono dei centri abilitati per accogliere e seguire tutti casi, si continua la sensibilizzazione della popolazione.

Il codice per contribuire è 330E.

Kinshasa, R.D.Congo: completiamo la scuola

Aggiornamento aprile 2026: i lavori sono andati avanti e sono state costruite tre aule, di cui una completata per essere utilizzata da subito, mentre le altre due necessitavano ancora di rifiniture. Questo nuovo modulo era stato progettato per poter essere rialzato e accogliere così tre nuove aule e ora è arrivato il momento di procedere verso l’alto. Qualcuno potrebbe pensare che è un progetto che si trascina, ma c’è anche un altro punto di vista: è una scuola che cresce al ritmo che le è naturale, man mano che crescono i bambini che la frequentano e che le risorse sono disponibili. Per questo continuiamo ad aiutare le Suore Canossiane e vi chiediamo di darci una mano in questo sforzo inviando altri contributi con il codice 330K.

Nell’anno scolastico 2024-2025 la scuola materna era frequentata da 60 bambini e la primaria aveva solo le primi due classi con un totale di 54 iscritti. Nell’anno in corso, la materna ha 80 piccoli alunni e la primaria non solo ha avviato la terza classe come previsto, ma ha già aggiunto anche la quarta classe per accogliere le richieste delle famiglie raggiungendo i 135 iscritti. Grazie a quanti hanno già collaborato e a quanti continueranno a credere in questo progetto di sviluppo di uno dei quartieri più poveri di Kinshasa!

Di seguito l’articolo dell’ottobre 2024 che descriveva l’inizio di questa nuova fase di ampliamento.


Continua la costruzione della scuola “Maria Madre dell’Amore” a Kinshasa, dove sarà aperta almeno un’aula ogni anno per accompagnare fino al termine del ciclo della primaria i bambini che erano entrati alla materna.

Le Suore Canossiane avevano avviato nel 2022 un asilo utilizzando alcune sale di una loro struttura e noi le avevamo aiutate a costruire dei bagnetti su misura di bambino. Il successo di questa iniziativa è stato grande ed è arrivata la richiesta di aprire anche le elementari, così la scuola “Maria Madre dell’Amore” si sta ingrandendo con una nuova struttura. Guardando al futuro si sono gettate le fondamenta di un edificio a due piani: il piano terra ospiterà tre classi, ha già tutte le parti in muratura pronte e per l’anno scolastico 2024/2025 è stata completata un’aula già usata per le elementari; almeno un’altra sarà pronta per il prossimo anno; il piano superiore deve ancora essere innalzato ma avrà altre tre aule.

Gli amici del Gruppo India hanno aiutato anche ad avviare la nuova struttura, ma ora il nostro sostegno continua, sempre con lo stesso codice progetto 330K, per completare l’intera costruzione e negli anni avere tutte e sei le classi della primaria oltre che le tre della materna. Le iscrizioni aumentano di anno in anno: nel 2022/2023 si era partiti con 15 bambini nelle prime due classi della primaria, l’anno dopo erano già in 56 comprendendo la prima elementare e quest’anno sono quasi raddoppiati arrivando a 114 (tre classi della materna e le prime due della primaria).

Una bella notizia a contorno di tutto ciò è il grande aiuto economico che sta dando anche la scuola di Bunia, sempre delle Suore Canossiane e nella R. D. Congo. Anche questa scuola era stata costruita nel corso di alcuni anni, un’aula dopo l’altra con l’aiuto del Gruppo India; ora non solo è economicamente autonoma, ma può sostenere la partenza di altre scuole.

Bell’Air, R.D.Congo: pozzo per la scuola

La scuola di Bell’Air ha finalmente un pozzo che dà acqua buona e abbondante, tanto che può essere condivisa con gli abitanti della zona.

Ringraziamo e benediciamo il Signore nostro Dio per le sue meraviglie durante questo anno 2024/2025, in cui abbiamo beneficiato della generosità del Gruppo India per la costruzione di un pozzo d’acqua all’interno del complesso scolastico Abbé Mulami situato a Bell’Air.

Grazie infinite a tutti i benefattori del Gruppo India che non hanno mai smesso di aiutarci. Possa lo Spirito Santo guidare e precedere sempre i loro interventi affinché l’onore e la gloria tornino a Dio per sempre.

Don Alphonse Mulami

Il pozzo è entrato in funzione già alla fine dell’anno scolastico, ma solo ora abbiamo ricevuto tutte le notizie e possiamo mostrarvi quanto è stato possibile realizzare grazie a voi. Un pozzo era indispensabile per gli studenti e per le attività scolastiche. Al momento sono in costruzione altre tre aule, perché la scuola è in espansione e l’acqua è necessaria anche per proseguire i lavori.

Anche la popolazione circostante può utilizzare l’acqua potabile proveniente da questo pozzo, dietro pagamento di un modesto contributo finanziario. Queste piccole entrate contribuiscono a sostenere questa scuola agli esordi e soprattutto a provvedere alla manutenzione del pozzo.

A Bibanga, dov’era previsto inizialmente lo scavo del pozzo, ha provveduto il governo locale e ora anche lì scuola e abitanti hanno l’acqua.

Kisangani, R.D.Congo: pannelli solari in funzione

I pannelli solari sono stati installati e finalmente la comunità gode di una fornitura continua di elettricità e non deve più sottoporsi a costosi interventi di manutenzione e riparazione delle apparecchiature elettriche. Questo consente un grande risparmio economico e soprattutto permette alle suore di proseguire nella casa le varie iniziative di formazione rivolte a giovani e abitanti del quartiere.

Dal profondo del nostro cuore, vi ringraziamo ancora una volta per il vostro incrollabile sostegno ai nostri ministeri qui in R. D. Congo. Le nostre condizioni qui non sono facili, ma con la vostra generosità e compassione continuiamo a servire le persone che il Signore ha affidato alle nostre cure, nel miglior modo possibile.

Il Signore continui a benedire abbondantemente ciascuno di voi e le vostre famiglie. Possa l’esperienza della solidarietà continuare ad unirci come membri dell’unica famiglia umana.

Suor Leonora Santiago, FdCC

Quello che segue è l’appello che avevamo pubblicato tempo fa, raccontandovi della difficile situazione che viveva suor Leonara insieme alle sue consorelle.

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Da quando è sorta, la casa delle Suore Canossiane è collegata alla vicina parrocchia per l’energia elettrica; ma l’impianto è vecchio e causa notevoli danni a tutti gli apparecchi e continue interruzioni nell’alimentazione.

Continuare così non è possibile, solo nell’ultimo anno la comunità ha speso più di 1.000 dollari per la sostituzione di fusibili, lampadine e altre riparazioni; è difficile programmare incontri pomeridiani o serali con gli abitanti del quartiere; di recente, dopo l’ultimo tentativo di riparazione, quasi tutti gli elettrodomestici sono stati danneggiati dalle anomalie dei cavi sotterranei.

Piuttosto che tentare ulteriori riparazioni, conviene potenziare il piccolo impianto di pannelli solari installato tempo fa per tamponare la situazione e staccarsi dalla parrocchia San Gabriel per quel che riguarda la rete elettrica.

In questo modo le Suore Canossiane non dovranno più sostenere le spese di riparazione degli elettrodomestici, preoccuparsi di sostituire fusibili e lampadine fulminate, ma potranno proseguire nella loro casa le varie iniziative di formazione e promozione umana offerte ai giovani e agli abitanti del quartiere,

Possa il Signore continuare a benedire ciascuno di voi e le vostre famiglie per la vostra generosità e attenzione alle necessita dei poveri.
Con stima e gratitudine

Suor Leonora Santiago, FdCC
(responsabile dell’attività)

Kinshasa, R.D.Congo: la scuola ha più aule

Dalla fine del 2022 chiediamo aiuto per questo istituto ed è con grande gioia che raccontiamo i progressi: oltre alla costruzione dei bagnetti si sta proseguendo con l’edificazione di nuove aule in grado di accogliere non solo le classi della materna, ma anche le elementari!

Infatti quest’opera delle Suore Canossiane, avviata come asilo con 15 bambini nell’anno scolastico 2022/23 ha riscosso un grande successo nel quartiere e ha visto le iscrizioni aumentare di anno in anno per la materna accompagnate da una pressante richiesta di aprire anche la scuola elementare. Infatti col passare degli anni, il contesto in cui erano inserite è cambiato molto; il quartiere ora è sovrappopolato e ha mutato le proprie esigenze. Tra queste, quella di una formazione completa e di qualità, dove i bambini crescano non solo “informati”, ma altresì “formati”, alimentati da valori etici e morali di matrice cristiana.

Per cercare di offrire alla popolazione di Kinshasa un’educazione secondo lo stile e il carisma canossiano le suore aprono dapprima le porte della loro casa, adattando alcune sale ad aule per i più piccoli e costruendo dei bagnetti. Ma la formazione ha bisogno della continuità: dopo la scuola materna c’è la necessità della scuola elementare…

È stato quindi necessario preparare un piano di espansione che prevedeva la costruzione di altre aule e toilette, da completare mano a mano che aumentavano le classi. Con previdenza, tutto è stato organizzato in modo da dare una risposta immediata ai bisogni ma guardando in avanti, alle necessità degli anni futuri.

Così i primi bagni “su misura” dei bambini sono stati da subito provvisti di una fossa biologica in grado di sostenerne anche altri e negli ultimi mesi è iniziata la costruzione del complesso delle aule: è stato predisposto un basamento che ospiterà tre aule al piano terra ma che consente anche di elevare la struttura con un secondo piano per ulteriori tre aule.

A tre anni dall’apertura la scuola “Maria Madre dell’Amore” è passata dai 15 bambini di 1° e 2° classe della materna ai 114 delle tre materne e della 1° e 2° elementare. Una di queste classi delle elementari è già ospitata nella nuova struttura, in cui una delle aule è stata completata proprio per accogliere loro. Almeno un’altra aula sarà completata in tempo per ospitare la 3° elementare che debutterà nell’anno scolastico 2024/25.

Certo, la strada è lunga prima che tutto sia completato, ma l’importante è “cominciare bene”, sapendo quale sia il risultato finale desiderato e raggiungendolo passo dopo passo. In questo le Suore Canossiane di Kinshasa sono aiutate economicamente anche dalle Sorelle della scuola di Bunia (sempre situata nella Rep. Dem. Del Congo), che è stata costruita con il sostegno del Gruppo India tra il 2014 e il 2018. Anche in quell’occasione si partì con poche aule e poi si è via via ingrandita la scuola. Sapere che una scuola che abbiamo contribuito a fondare è ora in grado di sostenerne altre è una bella soddisfazione e la prova che un gesto d’amore si moltiplica.

Aru, R.D.Congo: il nuovo salone

La ristrutturazione di una sala polivalente per attività scolastiche e parascolastiche, avvenimenti ecclesiali, sociali e privati è terminata ed è già una fonte di reddito per la scuola. Questo è stato possibile anche grazie a un lascito e siamo molto grati a chi decide di continuare a sostenerci anche in questo modo. Aru è una cittadina all’estremo nord-est della Repubblica Democratica del Congo, molto vicina al confine con l’Uganda. Quando nel lontano 1966 le Suore Canossiane, insieme ad un gruppo di laici, hanno aperto il liceo Adia Lemi questa era l’unica scuola media e superiore per ragazze in un raggio di 250 chilometri. Inizialmente era un Istituto Magistrale che mirava a formare le maestre e le catechiste che sarebbero andate a insegnare nei villaggi. Nel 1999 è stata aperta la sezione di Taglio e Cucito ed in seguito altre quattro sezioni: Scuola Media, Latino-Filosofia, Matematica-Fisica, Gestione Commerciale. I frutti sono stati così abbondanti che ultimamente sono partiti corsi universitari di Moda e di Alberghiera.

Un grosso impegno, anche economico, per le Canossiane, che volendo consentire anche ai meno abbienti la possibilità di frequentare questo istituto hanno cercato un modo per aumentare i proventi. La soluzione era lì, vicinissima ma impossibile da realizzare senza un aiuto: risistemare un grande salone che potesse essere affittato per incontri, feste, celebrazioni…

La sala, attigua alla scuola, era stata costruita come aula magna, per riunioni con studenti di varie classi; ma nel tempo si era deteriorata e non era più utilizzabile. I lavori dovevano partire nel 2020 ma a causa della pandemia sono iniziati veramente solo a luglio 2021. Al termine della prima fase di lavori (marzo 2022), la sala aveva una buona copertura (non in lamiera come prima), illuminazione e impianto audiovisivo garantiti dai pannelli solari. È stato subito possibile usarla per i ragazzi del liceo per incontri, assemblee, visione di documentari … Purtroppo non era ancora possibile affittarla ad altri perché le piastrelle del pavimento, già non in perfette condizioni, erano state ulteriormente danneggiate durante i lavori e c’erano stati episodi di vandalismo: alcuni malintenzionati avevano tirato sassi contro la struttura rompendo dei vetri e attentando all’integrità fisica delle persone. L’unico modo per prevenire simili episodi era la costruzione di un muro che separasse il salone dal vicino sentiero pubblico.

Così è partita la seconda fase per il rifacimento del pavimento, l’erezione del muro protettivo, l’acquisto delle sedie e di altro materiale di arredo. Completato il tutto, ci sono state subito occasioni di utilizzare il nuovo salone sia per incontri interni alla scuola, sia concedendone l’uso ad altre persone in affitto. Come ci raccontano le suore nel loro ringraziamento, l’organizzazione di tante feste e cerimonie è anche un’occasione per mettere in pratica ciò che si studia (soprattutto per la sezione di Taglio e Cucito e per gli universitari):

Vogliamo esprimervi il nostro grazie riconoscente, insieme a quello dei nostri alunni e alunne, insegnanti e genitori del liceo Adia Lemi per l’aiuto che ci avete dato per la realizzazione del nostro progetto. I lavori interni ed esterni della sala sono finiti, così pure il muro che dà verso la strada e che permette di proteggere l’edificio e lo stesso Liceo.

I primi beneficiari sono i 1.265 alunni del Liceo Adia Lemi che sono divisi in 29 classi, seguiti da 82 persone tra insegnanti e personale vario, nelle sei sezioni: Scuola Media, Pedagogia Generale, Taglio e Cucito, Latino-Filosofia, Matematica-Fisica, Gestione Commerciale. Per loro nella sala polivalente abbiamo già organizzato parecchie attività: incontri con gli alunni per informazioni e sessioni, riunioni pedagogiche con insegnanti e genitori, proclamazione dei risultati scolastici.

All’inizio dell’anno poi c’è stata la festa per i 25 anni della sezione di Taglio e Cucito. È stato un momento molto bello e commovente. Gli alunni della scuola superiore e gli studenti dell’università si sono esercitati nella loro specializzazione confezionando gli addobbi della sala e servendo gli ospiti con professionalità. E, vista la buona riuscita di questa prima esperienza, ora lo fanno per tutte le altre cerimonie a richiesta di chi vuole affittare la sala. Il ricavato va una parte alla scuola stessa per la manutenzione e una parte per alcuni alunni in difficoltà economiche.

Un altro avvenimento importante è stata in marzo la festa per i 250 anni della nascita di S. Maddalena di Canossa, la nostra Fondatrice (1° marzo 1774/2024). È stata un’occasione per farla conoscere e, attraverso lei, di far conoscere ed amare Gesù secondo il suo mandato missionario. Altri avvenimenti che trovano un luogo sicuro e degno sono: le feste di matrimonio, di compleanni o altre circostanze della vita; senza dimenticare le sessioni formative organizzate dalla Diocesi e dalla Parrocchia.

Come vedete la sala è davvero “polivalente” e grazie al vostro aiuto è stato ed è possibile far circolare il bene attraverso questi incontri. Che il Signore benedica e ricompensi tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione di questo progetto e di tutti i progetti che l’infaticabile Gruppo India propone. Con affetto e riconoscenza

Suore Canossiane di Aru

Kisangani, R.D.Congo: emergenza guerra

Le parole migliori per raccontarvi dell’aiuto del Gruppo India nella grave emergenza causata da una guerra nei pressi di Kisangani sono certamente quelle che ci ha scritto suor Leonora Santiago, una Canossiana che sta proseguendo l’attività di suor Bruna Piva recentemente deceduta.

Dal novembre 2023, suor Bruna Piva vi ha aggiornato con le notizie e le foto degli oltre 2.000 sfollati che cercavano rifugio nella nostra parrocchia di San Gabriele qui a Kisangani. Avete risposto generosamente con il vostro dono che abbiamo utilizzato per far fronte alle loro varie necessità, soprattutto per quanto riguarda i medicinali. Per grazia di Dio e per il vostro generoso sostegno, nessuno è morto tra i nostri fratelli e sorelle sfollati.

Sono già passati più di sei mesi e le persone sono ancora nelle loro tende, senza sapere quando potranno tornare alle loro case e a una vita normale. Abbiamo anche esteso l’aiuto ad altri rifugiati che vivono nella vicina parrocchia di Nostra Signora della Consolata. Lì sono più di 3.000 i rifugiati che vivono con i loro parenti e amici. Immaginate le famiglie povere che devono accogliere altre persone nelle loro piccole case. Abbiamo saputo che molti erano morti di fame, per questo abbiamo deciso di condividere con loro ciò che era rimasto dal bilancio della nostra parrocchia.

Durante la scorsa Quaresima, ho portato le mie studentesse ospiti dell’internato all’ospedale per visitare i rifugiati feriti. Ce n’erano ancora una decina che si stavano riprendendo da tagli e ferite profonde. Abbiamo comprato le stampelle al signor Joseph, a cui è stata amputata una gamba, e gli abbiamo dato i soldi per il trasporto quando ha deciso di andare dai parenti in un villaggio a 260 chilometri da Kisangani. Le condizioni più pietose erano quelle di Mama Madeleine, Mama Veronique, Betty e Sophie. Le due signore e Betty avevano ancora proiettili nelle gambe e nelle braccia, mentre la povera Sophie aveva perso entrambe le braccia. Questa esperienza è stata molto toccante per me e per le mie studentesse. Le ragazze hanno offerto il loro aiuto con le loro scarse risorse e io ho contattato gli specialisti per l’intervento necessario. Le tre signore sono state poi operate martedì 23 aprile e ora stanno recuperando molto bene. Per Sophie hanno detto che è ancora troppo giovane per avere le protesi.

Grazie al vostro generoso aiuto, cari amici, abbiamo portato il sorriso sulle labbra dei nostri fratelli e sorelle sofferenti. Che il Signore continui a benedire ognuno di voi e le vostre famiglie e che molti altri sorrisi possano alleviare le loro pene, sapendo che ci sono persone che si preoccupano per loro.

La scomparsa di suor Bruna ci ha lasciati tutti “orfani”, ma con la certezza del vostro continuo aiuto, siamo fiduciosi che i nostri fratelli e sorelle bisognosi continueranno a sperimentare il suo amore materno e costruttivo.

Suor Leonora Santiago, FdCC

Suor Bruna Piva è deceduta all’età di 82 anni a Vimercate (MB), dove era da poco rientrata per alcune cure. Quella dei rifugiati della guerra nei pressi di Kisangani è stata solo l’ultima delle tante sfide che ha raccolto e combattuto nei suoi quasi 60 anni di vita religiosa, donata totalmente al Signore, mettendosi a servizio prima di tutto della comunità. Aveva un solo scopo: la formazione integrale della persona, come scrive S. Maddalena di Canossa, raccomandando soprattutto di far conoscere ed amare Gesù, il solo che può dare pienezza alla vita. Il suo stile non la portava a trovare delle soluzioni di semplice elemosina, ma di promozione umana, così aiutava rispettando e sostenendo la dignità di ogni persona.

Kisangani, R.D.Congo: terminato il secondo corso

Anche il secondo corso per la fabbricazione di borse con le strisce di plastica colorata è giunto al termine, con qualche modifica rispetto al previsto… L’insegnante è stata ancora una volta Germaine e non la sua assistente, mentre il numero dei partecipanti è aumentato. Era previsto di far partecipare al corso solo sei donne, per evitare che troppe artigiane si rubassero il lavoro a vicenda; invece il gruppo è stato composto da cinque mamme e 13 orfanelli che Germaine ha voluto accogliere per dare loro la possibilità di guadagnare qualcosa. Le donne hanno completato la loro istruzione e hanno ricevuto ciascuna una piccola somma per comperare il materiale necessario ad iniziare l’attività.

I bambini continueranno ancora un poco la loro preparazione sotto la guida di Germaine. Nove di loro sono orfani di entrambi i genitori e vivono con dei familiari, che cercano di far fronte alle loro necessità: cibo, alloggio, scolarizzazione (almeno fino alla fine delle elementari). Ma è gente molto povera, suor Bruna sta cercando tutte le strade possibili per aiutare e tra queste c’è la paziente opera di Germaine che dà loro le basi dell’arte della confezione borse che potrà, in seguito, aiutarli a “racimolare” qualche soldino.