Ankilimary, Madagascar: costruiamo una scuola

Nel nostro viaggio missionario di settembre 2025, insieme a p. Jeannot s.j., abbiamo visitato Ankilimary, un villaggio molto povero nel sud del Madagascar: poche capanne di fango e canne e, come unica attività, un po’ di pastorizia e di coltivazione di riso.
P. Jeannot è riuscito a reclutare tre maestri che si dedicano all’insegnamento per i tanti bambini che giungono anche da villaggi limitrofi ma, senza una scuola, la precarietà è tanta specie nella stagione della pioggia. Costruiamo la scuola per questi bambini! P. Jeannot ha già ottenuto in dono dal capo villaggio il terreno, ha avviato la costruzione di due blocchi di tre aule ciascuno e la intitolerà a padre Pesce.

Ognuno può contribuire con il suo mattone (codice progetto 672S)!

Benenitra, Madagascar: aiuti dopo il ciclone

In attesa di realizzazione: abbiamo terminato la raccolta fondi, siamo in attesa che il progetto sia realizzato per darvi maggiori informazioni. Grazie a quanti hanno collaborato!

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Vogliamo dare un aiuto concreto alle famiglie di alcuni villaggi che a causa dei cambiamenti climatici soffrono sia per la siccità che impedisce loro di coltivare riso, manioca e mais, sia per i cicloni tropicali con grandi piogge e forti venti che hanno causato enormi danni distruggendo case e piantagioni. C’è una situazione di profonda crisi di fronte alla miseria di anziani emarginati, bambini malnutriti, donne abbandonate dai mariti. La nostra finalità è di consentire a p. Jeannot sj di fornire un aiuto concreto alle famiglie in difficoltà e povertà fornendo cibo, assistenza e materiali per la casa e le coltivazioni (riso, manioca, mais, vestiti, attrezzi…).

Gli aiuti sono destinati alle famiglie più colpite dall’ultimo ciclone: circa 60 famiglie per un totale di 430 persone nel villaggi di Ranotsara e Andranomanitsy e nel centro principale, Benenitra. I bambini sono i più deboli ed esposti, per cui bisogna combattere la malnutrizione infantile, sostenere i genitori perché possano mandare i figli a scuola, proteggere i piccoli più a rischio (portatori di handicap fisici e mentali). Occorre provvedere all’acquisto di latte e vitamine per i bambini, distribuire pasti e farmaci anti-bilharzosi, acquistare abiti e denunciare alle autorità locali o ai capi villaggio le persone che si approfittano dei bambini e delle donne.

La distribuzione dei primi aiuti sotto forma di pacchi alimentari era già iniziata perché il Gruppo India ha risposto immediatamente alla richiesta di padre Jeannot, ma abbiamo potuto partecipare all’ultima parte dell’attività durante il nostro viaggio in Madagascar. Abbiamo anche visto l’avanzamento dei lavori della costruzione di una casa a Benenitra per la vedova di un catechista, che ha perso la casa per il ciclone subito dopo che il marito era stato ucciso in un agguato di cui ancora non si conoscono né i motivi, né il colpevole. Rimasta sola con quattro figli che ancora studiano, ha trovato in padre Jeannot una spalla su cui piangere e un braccio pronto a risollevare. Un’altra casetta è in costruzione a Andranomanitsy, un villaggio poverissimo che ha beneficiato di buona parte degli aiuti alimentari: i suoi abitanti ne avevano bisogno anche prima dell’arrivo del ciclone…

Le tre case in costruzione (da sinistra: Andranomanitsy, Benenitra, Ranotsara

La terza casa in costruzione è vicina alla scuola di Ranotsara ed eviterà ai tre insegnanti di fare ogni giorno la lunga strada nella boscaglia da Benenitra, difficile e pericolosa soprattutto per la maestra. Infine l’ultimo aiuto servirà a ricostruire la cappella di Mitsinjo, un altro villaggio vicino ad Andranomanitsy, che abbiamo visto senza tetto e con le pareti pericolanti. Questa ricostruzione non era stata richiesta da padre Jeannot, che non voleva pesare troppo sul Gruppo India, ma dopo aver visto la situazione non potevamo non fare nulla!

L’imposto totale del progetto è di 12.400 euro raccolti con il codice 672C.

Benenitra, Madagascar: convitto per le ragazze

La costruzione di questo piccolo convitto è terminata un po’ in ritardo sul previsto, ma solo perché padre Jeannot ha voluto seguire con molta attenzione anche l’aspetto sicurezza per queste giovani. L’ostello dispone di 3 stanze che possono ospitare 3 ragazze ciascuna e padre Jeannot sj ha già affrontato il difficile compito di selezionare le ragazze più vulnerabili e che hanno bisogno di maggiore guida e protezione. Tutta la struttura è stata posta sotto la protezione di Sant’Anna.

Qui le ragazze che devono venire a Benenitra per continuare gli studi (nei piccoli centri si può solo completare la scuola primaria) troveranno un rifugio sicuro. Fino ad oggi cercavano alloggio presso famiglie e ricambiavano con un aiuto domestico; molte volte il lavoro era così pesante da non consentire loro un giusto tempo per lo studio e non mancavano neanche le molestie da parte dei datori di lavoro. Ringraziamo di cuore quanti hanno contribuito a sanare questa situazione, che non rispettava la dignità e i diritti di queste giovani.

Per garantire la sicurezza, le porte e le finestre sono in metallo ed è stata realizzata anche una recinzione esterna. Tra queste maggiori attenzioni e un clima poco favorevole, non è stato possibile rispettare il piano previsto e accogliere le ragazze sin dall’inizio dell’anno scolastico 2024/25. Bisogna sottolineare che questa attività è stata una benedizione per le donne del villaggio che hanno avuto alcune giornate di lavoro; loro hanno portato la sabbia e gli uomini le pietre. È stata una gioia per loro trovare i soldi per sfamare le loro famiglie. Grazie a quanti hanno collaborato!

Fianarantsoa, Madagascar: la nuova scuola

La nuova scuola primaria Saint François Xavier è pienamente operativa già dall’anno scolastico 2023-24, ma c’è stato un qualche ritardo nella comunicazione e solo ora possiamo mostrarvi la realizzazione di questo progetto, al quale il Gruppo India ha partecipato facendosi carico delle toilette.

Era un progetto molto ambizioso, deciso dai padri gesuiti che da molti anni gestivano la scuola secondaria, che porta il nome di Collegio Saint François Xavier. Tra il 2016 e il 2017 i gesuiti avevano avviato anche la scuola primaria e la materna all’interno dello stesso edificio; il gran numero di bambini che anno dopo anno si sono iscritti alla primaria ha reso però necessario costruire un nuovo edificio solo per loro.

Programma molto serrato: nel corso dell’estate del 2023, approfittando delle vacanze scolastiche, è stata eretta e arredata la struttura, costruiti i servizi igienici (in un blocco separato), sistemati gli spazi esterni che comprendono gli impianti sportivi e modernizzato il sistema educativo attraverso le tecnologie dell’informazione e della comunicazione nell’istruzione. Programma che è stato possibile impostare per la presenza di tante componenti che hanno contribuito economicamente: prima di tutto il Collegio stesso, poi i padri gesuiti di Fianarantsoa e di altre province, il Ministero dell’Educazione Nazionale, alcune ditte locali e altre associazioni; il Gruppo India è stato contattato quando ci si è resi conti che mancava ancora qualcosa per completare il tutto e come sempre abbiamo ricevuto una risposta generosa al nostro appello.

Tutti i lavori relativi alla realizzazione di questo importante progetto sono stati completati nei tempi previsti grazie a squadre di operai che si alternavano giorno e notte. La cerimonia di benedizione e inaugurazione ufficiale è stata guidata da Sua Eccellenza Mons. Fulgence Rabemahafaly, Arcivescovo di Fianarantsoa, alla presenza delle diverse autorità ecclesiastiche e amministrative il 9 settembre 2023. La scuola è su tre livelli e oltre alle aule ha le stanze dei docenti, un laboratorio di informatica, la biblioteca, gli impianti sportivi e un grande cortile attrezzato. Ne hanno già beneficiato i 750 alunni della scuola primaria e molti altri ne beneficeranno per diversi anni a venire. Solo la rendicontazione è arrivata in ritardo, tranne un breve messaggio dell’anno scorso che annunciava la fine dei lavori e l’inaugurazione.

Siamo stati in grado di realizzare questo importante progetto grazie al vostro incrollabile sostegno e a quello di numerosi altri partner e vi siamo molto grati. La qualità delle infrastrutture, la qualità del servizio e la capacità di accoglienza di questo Collegio dimostrano che abbiamo una scuola accogliente ed efficiente in questa zona centromeridionale della Grande Isola: ciò suggerisce anche che le risorse finanziarie, generalmente costituite dai contributi dei nostri studenti, saranno confortanti e la situazione finanziaria sarà vitale e sostenibile. Questo ci permetterà di mantenere, migliorare e ottimizzare il Collegio che è il risultato di questo progetto. Speriamo che la vita socioeconomica si riprenda dopo aver sopportato gli effetti dannosi delle diverse crisi di questi ultimi tempi.

P. Andrianaivosoa (rettore)

Ranotsara, Madagascar: una scuola nella boscaglia

Ranotsara è un piccolo villaggio nei dintorni di Benenitra, nella provincia di Tuléar, nel sud-ovest del Paese. Questa è la più grande provincia del Madagascar, la meno popolata e anche una delle più povere, con scarsissime infrastrutture. Fino al 2020 in questo villaggio immerso nella boscaglia (a circa sei chilometri da Benenitra capoluogo dell’omonimo distretto) non c’erano locali per la scuola. Due insegnanti facevano lezione all’interno di un edificio statale: era una sala piuttosto buia, senza nessun arredo, decisamente poco adatta a essere chiamata aula. Ma era il massimo che si poteva offrire… A volte ci si trasferiva sotto gli alberi per far lezione, poi questa è diventata la norma quando le autorità hanno destinato la sala ad altro scopo.

Gli amici del Gruppo India hanno aiutato padre Jeannot Randrianarison sj a costruire una piccola scuola, la Ecole Saint Français Xavier, e da quel momento continuiamo il nostro sostegno nell’ambito della grande iniziativa “Adozione-Borsa di Studio” che dal 1980 permette a tanti bambini e ragazzi di studiare, in tanti angoli del mondo.

Abbiamo conosciuto padre Jeannot, un sacerdote gesuita malgascio, a fine 2018 ed è subito partita una bella collaborazione. Le difficoltà di comunicazione ci sono, come ignorarle! Padre Jeannot opera in una vasta zona intorno a Benenitra, ma lì la connessione è pessima; riesce a leggere/scrivere email dal suo cellulare solo alcuni giorni e a tarda notte, verso le 3 o le 4: inimmaginabile mandare notizie frequenti o foto di buona qualità. Per poter comunicare decentemente deve spostarsi a Tuléar, a circa 200 chilometri, lungo strade in terra battuta: un viaggio che dura come minimo 6 ore e che non è possibile affrontare in alcuni periodi per le condizioni climatiche.

Gli abitanti di Ranotsara vivono soprattutto di agricoltura e di quel che trovano nella boscaglia; una vita povera, soggetta anche stagionalità per cui in alcuni mesi dell’anno si soffre la fame. Per molti di loro la costruzione della scuola è stata anche un’occasione per avere un piccolo guadagno extra perché i banchi sono stati preparati dagli abitanti del villaggio (risparmiando rispetto a un ordine effettuato altrove con le conseguenti spese di trasporto).

La scuola di Ranotsara è una primaria, dura sei anni e nell’anno 2024/25 è frequentata da 135 bambini di cui ben 70 femminucce.  L’aumento del numero degli alunni da quando si faceva lezione sotto gli alberi ha comportato la necessità di assumere un terzo insegnante. Il nostro contributo annuale consente di offrire un pasto almeno nei mesi in cui i bambini non mangiano a sufficienza a casa, di pagare una parte dello stipendio degli insegnanti e di acquistare il materiale scolastico (penne, libri, quaderni, lavagnette…) perché molti entrano in aula senza nulla! Tutto questo permette a padre Jeannot di far frequentare la scuola anche ai bambini delle famiglie che non sono assolutamente in grado di pagare neanche una piccola retta.

La presenza della mensa è fondamentale; ai più poveri è offerto il pasto di mezzogiorno: riso, legumi, ortaggi, qualche volta carne… Aiuta molto ad aumentare il livello intellettuale e prevenire l’abbandono scolastico e gli scarsi risultati. Infatti è difficile che ora saltino le lezioni e il rendimento è decisamente migliorato. La dimostrazione è che nell’ultimo anno scolastico (2023/2024) tutti i bambini che hanno affrontato l’esame finale sono stati promossi e nove di loro studiano ora al Magis College a Benenitra, sempre grazie a una borsa di studio del Gruppo India.

Da parte mia e di tutta la popolazione, vi offriamo tutta la nostra gratitudine per il vostro prezioso aiuto, altrimenti non potremmo fare nulla. Vi assicuro che le persone sono felici e riconoscenti e spero che la nostra collaborazione durerà per il bene dei poveri. Desidero informarvi che spesso offro messe per la vostra organizzazione, per i benefattori e le benefattrici.

Padre Jeannot sj

Andina, Madagascar: salone per mensa

Aggiornamento marzo 2025: quando a ottobre 2024 abbiamo dato la notizia del termine dei lavori, la mensa non aveva ancora iniziato la sua attività: il Gruppo India aveva contribuito per la struttura, restavano da comprare arredi e suppellettili: tavole, sedie, piatti, pentole… che esulavano dal progetto presentato a noi. Ora anche questo ultimo passo è stato compiuto e i bambini hanno iniziato a utilizzare la mensa.

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Il grande salone è pronto e finalmente i bambini della scuola di Andina (gestita dalle Maestre Pie Venerini) hanno a disposizione un ambiente dove incontrarsi, giocare e soprattutto usufruire della mensa non appena saranno completati anche gli ultimi ritocchi che non erano compresi nel nostro progetto: tavoli, sedie, stoviglie… che saranno perfezionati direttamente dalla comunità locale.

I lavori sono iniziati in ritardo sul piano previsto perché il governo non ha più inserito la scuola di Andina tra quelle per cui garantiva il pasto ai bambini e quindi la comunità si è interrogata sull’opportunità di realizzare comunque una mensa. Alla fine ha prevalso il desiderio di dare il via ai lavori: le toilette (previste nel piano complessivo) erano comunque necessarie e un ampio locale, che può essere utilizzato anche per altre attività, farà certamente comodo. È stato innalzato anche un castello d’acqua che permette di utilizzare nelle nuove strutture l’acqua del pozzo scavato nel 2021.

Si è lavorato sempre nell’ottica di una mensa, che prima o poi andrà organizzata perché i bambini fanno a volte lunghe camminate per raggiungere la scuola e arrivano digiuni. Il ritardo nell’avvio dei lavori ha anche comportato il non riuscire a terminarli prima dell’inizio delle piogge: questo ha obbligato a preparare una copertura provvisoria di quanto era già stato realizzato per proteggerlo durante i 2-3 mesi di sospensione dei lavori.

Benenitra, Madagascar: agricoltura e istruzione

Anche gli ultimi progetti si sono conclusi con successo: lotta alla fame e nuove tecniche agricole per gli adulti e miglioramento di “Casa Giovani”, unico centro di aggregazione per ragazzi. Parallelamente è continuato il sostegno ormai consueto alla scuola per i bambini del villaggio di Ranotsara e per il progetto sulla salute.

Il progetto contro la fame è stato quello che forse ha inciso di più sulla vita degli abitanti di Benenitra e dintorni… Era nato da una forte carestia dovuta a mancanza di piogge che aveva causato anche lo spostamento di tante persone dai campi non più coltivabili alla città, alla ricerca di cibo e assistenza. Padre Jeannot ha usato un po’ meno di un terzo del nostro aiuto per sfamare i più poveri, perché non si può chiudere il cuore a chi chiede aiuto per mangiare; il grosso della somma però non è stato assistenzialismo ma aiuto per l’agricoltura. Sono stati scavati canali d’irrigazione, distribuite sementi adatte al nuovo tipo di clima, acquistati moderni mezzi per lavorare i campi e istruiti i contadini su queste nuove tecniche. Il tutto è stato benedetto dal Signore, che ha inviato finalmente la pioggia! Grazie al lavoro fatto le coltivazioni di riso e manioca saranno più produttive ed eventuali altri periodi secchi influenzeranno di meno la produzione.

Anche il centro giovanile “Casa dei Giovani” è stato migliorato con il vostro sostegno: nuovi libri e scaffali per la biblioteca e acquisto di alcuni computer. I giovani che lo frequentano avranno modo di migliorare la loro istruzione e trovare sempre nuovi stimoli per migliorarsi, sotto lo sguardo attento dei gesuiti che qui organizzano convegni seguiti da dibattiti sui principali problemi dei giovani (disoccupazione, alcolismo, droga, aborto, questioni bioetiche ed educazione alla vita e all’amore, educazione civica…), momenti di raccoglimento e ritiri spirituali. Non essendoci altri centri di aggregazione per i giovani, è bene che trovino qui un luogo accogliente e attrattivo, per non restare tutto il giorno per la strada e diventare prede della malavita sempre alla ricerca di nuovi adepti.

Per concludere non è mancato l’ormai consueto aiuto alla scuola di Ranotsara, costruita qualche anno fa nella boscaglia per tanti bambini che non potevano recarsi in città: copertura delle tasse scolastiche, distribuzione di materiale scolastico e sussidi salariali per gli insegnanti, oltre alla mensa particolarmente ricca nei mesi della stagione di magra (quando i bambini non ricevono cibo sufficiente in famiglia).

Sono molto felice di aver potuto realizzare con voi questi progetti. Grazie mille: siamo grati al Gruppo India. Avete la mia fiducia e rinnovo la nostra collaborazione per progetti che aiutino i poveri e soprattutto l’educazione dei bambini che sono molto importanti per lo sviluppo del nostro Paese. Voi pensate a noi che siamo qui, molto lontani dalla capitale. Senza nessun nuovo progetto, le prime vittime sono i poveri e i bambini. Dite ai membri del Gruppo India che non dimentico di pregare per la vostra associazione e le vostre famiglie.

Padre Jeannot Randrianarison, sj

Benenitra, Madagascar: la sfida continua

Tutte le iniziative di padre Jeannot sono terminate con successo e ve ne diamo un breve resoconto. Grazie al cielo la scuola Saint Francis Xavier di Ranotsara (nella boscaglia, a 8 chilometri da Benenitra) è rimasta aperta tutto l’anno scolastico (da settembre 2021 a giugno 2022), senza interruzioni dell’insegnamento causate dal Covid. La scuola ha anche ottenuto il riconoscimento ufficiale, ma questo purtroppo non comporta alcun aiuto economico da parte dello Stato. I bambini che la frequentano provengono da famiglie povere e i genitori mandano i loro figli a lezione a stomaco vuoto, senza merenda, senza biscotti… Con il vostro aiuto per il progetto Fanamby 4, la mensa scolastica ha funzionato bene, i bambini sono sani e in buona forma. Sono contenti di andare a scuola e i voti finali sono stati buoni. Noi continueremo questo sostegno.

La crisi sanitaria è ancora presente, ma l’aiuto del Gruppo India (rivolto principalmente alle donne incinte, ai bambini malnutriti, ai malati di schistosomiasi) è stato prezioso per consentire a suor Philemonde, infermiera e levatrice, di salvare tante vite come Antoinette e i suoi due gemellini o Nicolas Dieu Donné, colpito da un tumore.

Anche la realizzazione del campo da basket è stata un’opera importante: bisognava rimuovere le pietre, erigere il muro di contenimento, riportare tonnellate di pietre più piccole e sabbia per livellare il terreno in tutta la sua ampia superficie. Gli studenti delle scuole medie sono stati entusiasti di prestare la loro opera e collaborare al trasporto del materiale e il loro coinvolgimento è stato importante per ridurre il costo del progetto. A causa della crisi tutti i costi sono aumentati e se non ci fosse stato questo volontariato, non sarebbe stato possibile terminare il campo. I due tabelloni sono stati ordinati ad Antananarivo, a più di 567 chilometri di distanza, e l’Arcivescovo di Tuléar Monsignor Fulgence Rabeony, durante la sua visita pastorale, ha inaugurato il campo da basket, utilizzato anche per la pallavolo.

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“Fanamby” è una parola malgascia che vuol dire sfida: padre Jeannot sfida la povertà della sua gente, combattendola con l’istruzione, la salute, il microcredito… Questa è la quarta volta che ci interpella per un sostegno mentre combatte la sua giusta battaglia e noi vogliamo continuare a essere al suo fianco e a quello del popolo di Benenitra e dei villaggi dispersi nella boscaglia.

Questa volta il sostegno sarà diviso quasi equamente tra istruzione e salute, più un extra per donare un campo di pallacanestro a una scuola superiore che festeggia il suo 5° anno di vita.

La scuola Saint François Xavier si trova a Ranotsara (8 km da Benenitra) ed è stata costruita durante la seconda sfida (progetto Fanamby 2). Continuiamo a ringraziare quanti hanno collaborato, insieme ai 70 scolari che hanno da poco terminato il loro primo anno scolastico. I loro genitori sono tutti contadini, famiglie povere, persone senza una fonte di reddito stabile se non la produzione agricola locale. Le rette scolastiche mensili sono un problema e spesso impediscono di mandare i figli a scuola. Per cercare di superare l’ostacolo, padre Jeannot consente il pagamento in sacchi di riso invece che in denaro ma anche in questo modo solo la metà dei genitori è riuscita a mantenere fede all’impegno perché la siccità che ha colpito la zona ha reso la produzione dei campi molto scarsa mentre la pandemia ha causato un aumento di prezzi generalizzato. In questa situazione padre Jeannot riesce a raccogliere circa la metà di quel che serve a pagare gli stipendi dei due insegnanti e si sente ancora più in difficoltà perché da ottobre prossimo dovrebbe assumere una terza maestra per far fronte all’aumento dei bambini. Lo stipendio di un insegnante corrisponde a circa 60 euro al mese e riceve solo 10 mensilità (da ottobre a luglio); con un contributo di soli 900 euro, si potrebbe coprire la metà dello stipendio dei tre maestri che padre Jeannot non riesce a ricavare dalle rette scolastiche e garantire così anche ai bambini che provengono da famiglie più povere la frequenza.

Se la nostra richiesta sarà accolta sarà davvero un aiuto prezioso per l’educazione dei bambini poveri, perché vogliamo fornire istruzione anche a loro, molto numerosi nei villaggi. La scuola è un mezzo di evangelizzazione molto efficace, quindi continua l’opera dei Gesuiti italiani; inoltre far uscire i bambini dall’ignoranza e dall’analfabetismo è anche di aiuto al nostro Paese.

padre Jeannot

Un ulteriore obiettivo di questa scolarità diffusa è il ritardo dei matrimoni precoci delle bambine: quelle che non vanno a scuola spesso si ritrovano sposate già a 12 anni.

Sempre allo scopo di favorire la frequenza scolastica, padre Jeannot vuole continuare a offrire il pasto di mezzogiorno agli alunni di Ranotsara: a causa della crisi economica molti bambini arrivano a scuola a pancia vuota e la mensa può essere la loro unica speranza di mangiare qualcosa. Sarà un pasto semplice, a base di riso e legumi, ma fondamentale perché i bambini possano avere la forza di imparare qualcosa e stimolerà anche i genitori meno interessati alla scuola a iscrivere i propri figli.

Sul fronte della salute, l’emergenza sanitaria del Covid-19 per ora ha fatto più che altro vittime indirette (anche se la mancanza di tamponi impedisce di sapere il numero dei contagi): il prezzo delle medicine e delle visite è cresciuto e le famiglie senza reddito o con scarse risorse non riescono a pagare le cure. Di conseguenza ogni giorno ci sono decessi legati ad altre malattie come malaria, diabete, TBC…

In Madagascar la salute non è gratuita, in un ospedale pubblico o privato, come il dispensario delle Suore, le medicine sono a carico dei malati. Chi non può permettersele, spesso rinuncia a priori a farsi visitare. Sono particolarmente tre le situazioni che stanno a cuore a padre Jeannot: le donne incinte che devono poter andare a partorire in ospedale o al dispensario per ridurre il tasso di mortalità durante il parto; le parassitosi molto diffuse perché l’acqua è contaminata; la malnutrizione infantile che inizia già da prima della nascita perché le future mamme mangiano solo riso e manioca e non variano la loro dieta. È fondamentale migliorare l’alimentazione di neonati e bambini con l’apporto di vitamine, latte e carne. I precedenti progetti Fanamby hanno fatto molto per migliorare la salute della popolazione, ma è necessario proseguire perché la buona salute è l’unica ricchezza dei poveri.

Diverso il discorso per un’altra scuola della zona, il College Jacques Berthieu che quest’anno celebra il suo 5° anniversario. È frequentato da un centinaio di studenti, tutti provenienti da famiglie che possono pagare le tasse scolastiche (qui studiano ragazzi più grandi e il College non è ancora neanche un sogno per chi non si può permettere le elementari). Si impegnano tutti molto e quelli che hanno affrontato l’esame finale hanno tutti ottenuto il diploma. Per festeggiare l’anniversario della scuola, padre Jeannot vuole donare ai ragazzi un campo per giocare a pallacanestro, perché non hanno nessun luogo dove fare attività sportiva e sfogare la loro energia. Localmente si reperiranno buona parte dei materiali (pietre, sabbia, ghiaia…) e anche gli operai, ma si chiede al Gruppo India di contribuire con l’acquisto del cemento, dei pannelli e pagando il tecnico che dirigerà i lavori. In cambio, una targa ricorderà negli anni il nostro apporto: “Dono del Gruppo India”. Non è un’opera fondamentale, non è paragonabile alle altre sfide, ma il campo di pallacanestro sarà un’enorme gioia per questi giovani.

Insomma anche la grande sfida del 2021 è piena di spunti e di possibilità di partecipazione. La somma totale che padre Jeannot chiede ai suoi amici del Gruppo India è di 8.900 euro (stipendi, mensa, programmi per la salute, campo di pallacanestro) che raccogliamo con la sigla 720S.

Andina, Madagascar: acqua e luce per la scuola

Sono terminati i lunghi e pericolosi viaggi per approvvigionarsi d’acqua… Ora i bambini della scuola di Andina possono bere semplicemente girando un rubinetto! Quello che per noi è un gesto banale, per loro è una conquista, inimmaginabile fino a qualche mese fa.

La scuola di Andina (un villaggio nel centro del Madagascar, circa 260 chilometri a sud rispetto alla capitale Antananarivo) è stata aperta pochi mesi fa dalle Suore Maestre Pie Venerini ma ha subito accolto quasi 400 alunni in 9 aule, dalla materna alle medie. I bambini erano pieni di entusiasmo per la possibilità di studiare, ma spesso arrivavano in ritardo perché dovevano prima andare a raccogliere l’acqua per la famiglia. E la sorgente più vicina si trova a mezz’ora di cammino, lungo un sentiero in terra battuta, frequentato anche dagli animali. Durante l’orario scolastico bisognava ripetere questa raccolta perché le suore non potevano da sole attingere acqua per tutte le necessità della scuola…

Ma il pozzo donato dai tanti amici del Gruppo India ha risolto questi problemi. Ora basta girare un rubinetto per avere tutta l’acqua desiderata e il pozzo è utilizzato anche dalle famiglie. L’opera è stata completata dai pannelli solari che non solo alimentano la pompa ma garantiscono elettricità alla scuola: per illuminare, per guardare film e documentari istruttivi, per ascoltare la radio (utile a migliorare il francese), per il sistema di amplificazione che consente varie animazioni…

Noi suore Maestre Pie Venerini Andina, tutti gli alunni e tutta la comunità parrocchiale vogliamo ringraziare ciascuno di Voi, per il grande dono che ci avete fatto.
Avete fatto un miracolo per noi, i bambini sono contentissimi perché non vanno più lontano per avere l’acqua, finisce il rischio di cadere, di prendere le malattie con il caldo, di incontrare qualche animale selvatico nel sentiero… Possono studiare, lavarsi e bere tranquillamente acqua potabile e sicura.
Non sappiamo quali parole usare per potervi ringraziare. Grazie di cuore per la vostra generosità. Noi preghiamo per Voi, Santa Rosa Vi protegga e il Signore benedica tutti i benefattori. Grazie ancora!

Tutto il gruppo: le suore Maestre Pie Venerini,
gli alunni della scuola “Sacro Cuore di Gesù Andina”,
tutto il popolo del villaggio Andina

 

Benenitra, Madagascar: sfide di successo

I progetti Fanamby (cioè “sfida”) hanno avuto risultati molto incoraggianti; come scrive padre Jeannot “Siamo stati in grado di salvare molte vite, le donne sono state aiutate e anche molti bambini poveri sono stati scolarizzati. Siamo tutti molto grati per il vostro aiuto”. I vari progetti si susseguono di anno in anno, coinvolgendo soprattutto l’istruzione e la sanità (in modalità simile a quella qui descritta relativa al 202/21); altre iniziative riguardano il microcredito o i giovani.

Le donne dei villaggi hanno imparato che è meglio andare al dispensario per partorire, perché hanno visto le loro amiche rientrare a casa con bambini sani. Il progetto ha ridotto il tasso di mortalità infantile e delle puerpere. L’obiettivo del progetto era di portare almeno 50 donne a partorire al dispensario, in modo da garantire una maggiore sicurezza grazie al supporto di suor Philemonde, ostetrica. Lei è stata molto brava a condurre da sola tutte le attività necessarie: non solo aiuto al momento del parto, ma anche distribuzione di consigli e medicinali durante la gravidanza e nei primi mesi di vita dei bimbi (soprattutto antimalarici e antimicrobici). Tra l’altro bisogna considerare che ci sono molti parti di giovanissime tra i 12 e i 15 anni, vittime dell’ignoranza; il grosso sforzo è ridurre il numero di aborti, accompagnando queste ragazze durante tutti i mesi della gravidanza e anche nel periodo successivo.

“Molte donne hanno bussato alla nostra porta per chiedere aiuto per la loro gravidanza… Non possiamo prenderci cura di tutte le donne, è impossibile, ma abbiamo dato la priorità alle donne povere abbandonate dai mariti e alle ragazze minorenni. Al momento della nascita, le mamme più povere ricevono anche un corredino per il neonato: lenzuola, camiciole, copertina, latte in polvere se è nato sottopeso”.

In effetti quella della malnutrizione infantile è stata un’altra grande sfida: è stato istituito un programma di sostegno nutrizionale distribuendo latte in polvere per i più piccoli e integratori alimentari per i grandicelli. I genitori dimostravano tutta la loro felicità e il sollievo di poter soddisfare le esigenze dei loro figlioli.

Si sono fatti altri passi avanti anche contro la bilharziosi, una malattia causata da parassiti, intervenendo sia sulla cura di chi è già malato sia nella prevenzione, anche nelle scuole per partire dalla tenera età. Per raggiungere anche i villaggi più remoti è stata acquistata una moto, che consente di muoversi più rapidamente e portare aiuto a molte più persone. Anche molti anziani con ridotte capacità di movimento hanno ricevuto visite domiciliari, con un sostegno sia medico che umano.

La crisi sanitaria causata dal covid-19 ha raggiunto anche Benenitra: molti hanno perso il lavoro, la vita è diventata molto costosa. L’ultimo progetto Fanamby è stato in grado di aiutare dieci famiglie prestando loro denaro per avviare piccoli progetti come l’allevamento di un maiale, l’acquisto di sementi, l’apertura di un chiosco… Si tratta di somme che i beneficiari si sono impegnati a restituire dopo 6 mesi dall’apertura delle attività. È presto per sapere quanti riusciranno a mantenere questa promessa, ma a volte bisogna rischiare per ottenere dei bei risultati.