Mararal, Kenya: studi superiori

Per i bambini della tribù seminomade dei Samburo è difficile andare a scuola, perché sin da piccolissimi sono coinvolti nella pastorizia: è compito dei più giovani della famiglia accompagnare il bestiame al pascolo. Padre Jimmy, un missionario colombiano, ha scelto di vivere con loro e presta la sua opera nella parrocchia di San Joseph a Lodungokwe nella diocesi di Mararal. Ha organizzato una scuola serale per i bambini pastore, detti chakuti, e spinge i migliori giovani della tribù a continuare gli studi.
Per questo ci chiede aiuto per far studiare cinque ragazzi particolarmente meritevoli.

John, detto Junior, già lo conosciamo, perché con il nostro sostegno ha potuto frequentare per tre anni un corso per diventare tecnico elettronico. Per il suo eccellente rendimento accademico e gli ottimi risultati ottenuti, i suoi insegnanti gli hanno consigliato di proseguire gli studi, perché ora sono sufficienti due anni per ottenere la laurea in ingegneria. Lui si è sempre distinto per la sua disciplina e il suo senso di responsabilità ed è stato persino eletto rappresentante accademico della sua università dai suoi compagni, un segno della fiducia e della stima che gli viene riconosciuta. La laurea in ingegneria era il sogno di Junior sin dalla fine della scuola, ma aveva ripiegato su un corso tecnico per i problemi economici della famiglia; ora il destino ha bussato più forte alla sua porta e Junior deve poter rispondere alla chiamata.

Maldi ha 21 anni, è il secondo di tre fratelli ed è orfano di padre. Sua madre non ha un lavoro e il fratello maggiore, pur essendo ancora giovane, fa tutto il possibile per contribuire al sostentamento della famiglia. Maldi desidera diventare insegnante e per raggiungere questo sogno deve studiare per cinque semestri al Teacher Training Center. Già ora è uno dei giovani che collaborano più attivamente per l’educazione di bambini e ragazzi della parrocchia. Svolge anche un ruolo di leadership tra i coetanei. Ha un forte desiderio di imparare per poter aiutare la sua famiglia, migliorare la propria condizione di vita e mettersi al servizio della sua comunità.

Sophia ha solo 20 anni e proviene da una famiglia molto tradizionale; è orfana di padre e sua madre, che segue uno stile di vita tradizionale, non lavora. Sophia è stata molto fortunata perché ha avuto la possibilità di frequentare la scuola pubblica; grazie a questo non è stata data in matrimonio in giovane età, come accade purtroppo ad altre ragazze della comunità. Con grande impegno e sacrificio ha concluso la scuola secondaria pubblica. Si trova però in una situazione di forte vulnerabilità, poiché non ha alcun sostegno economico. Con la borsa triennale diventerà assistente sanitaria e potrà costruire un futuro migliore per sé e per la sua famiglia.

Charles è un 19enne orfano di padre e madre e non ha un sostegno economico stabile: l’unico aiuto che riceve è da parte di una zia che gli permette di rimanere nella sua casa.
Durante gli anni di scuola, Charles si è distinto per il suo comportamento disciplinato e per il suo impegno nello studio. Il suo sogno è diventare un professionista che possa aiutare gli altri a migliorare la propria vita e ad andare avanti. Nel tempo libero legge, lavora e aiuta nella cura degli animali e nelle attività della fattoria. Inoltre partecipa attivamente alla vita della comunità e offre il suo aiuto quando possibile. Desidera frequentare un corso tecnico triennale presso il Meru National Polytechnic per dare una svolta alla sua vita.

Davide ha già beneficiato di una nostra borsa di studio e nel periodo di studio ha avuto la possibilità di partecipare a uno scambio culturale andando per alcuni mesi in Tanzania. Questa esperienza gli ha permesso di acquisire nuove conoscenze e competenze, arricchendo significativamente la sua formazione personale e professionale, ma insieme a un cambiamento del piano di studi e altre difficoltà organizzative, ha prolungato il suo percorso accademico di circa due anni. Vogliamo continuare a sostenerlo perché è un giovane disciplinato e disponibile al servizio degli altri, con una difficile situazione familiare perché non riceve alcun sostegno da parte del padre e sua madre si deve prendere cura di quattro fratelli più piccoli.

I vari corsi di studi hanno durate e costi diversi, che vanno dai 750 ai 1.000 euro annui, comprendendo anche parte delle spese di vitto e alloggio, perché tutti i ragazzi saranno dei fuori sede. Si può contribuire anche in forma parziale inviando un sostegno e indicando il codice 920S.

Centrafrica: ora insegno!

Un’altra bella lettera di una ragazza che è arrivata alla laurea grazie al sostegno ricevuto e ora restituisce alla sua comunità d’origine quanto ha ricevuto.

Gentili amici del Gruppo india, buongiorno!
Ho l’onore di rivolgermi a voi per darvi mie notizie ed esprimere la mia gratitudine e i miei sentimenti di stima.
Sono Rolande K., una delle ragazze che voi avete sostenuto presso il foyer di Bocaranga e poi come universitaria a Bangui, tramite le Suore della Carità di Santa Giovanna Antida; attualmente sono insegnante presso il Liceo Beata Nemesia, dove ho compiuto il mio percorso di studi superiori.
Ho trascorso anni meravigliosi durante la mia formazione, ricevendo non solo istruzione ma anche una preparazione completa (sotto il profilo sociale, educativo e religioso) fino al termine degli studi; oggi, eccomi qui come insegnante. È per me un grande piacere tornare nel mio liceo per formare, a mia volta, i miei fratelli e le mie sorelle; ho fatto bene a tornare, poiché ho vissuto una bellissima esperienza accanto alle suore che mi hanno sostenuta negli studi grazie al vostro aiuto.
Tutto questo non sarebbe stato possibile senza il vostro sostegno e l’assistenza delle Suore della Carità.
Ancora una volta, vi prego di accettare la mia sincera gratitudine.

Rolande

Sushma, India: gioia per una toilette

Mi chiamo Sushma e ho 10 anni. Vivo con i miei genitori e il mio fratellino nella colonia SC del villaggio di Anumarlapudi, nel distretto di Guntur (Andhra Pradesh, India). Prima non avevamo un bagno o una zona lavaggio in casa; dovevamo andare all’aperto. Era molto difficile, soprattutto la mattina presto, di notte e nei giorni di pioggia. Durante la stagione delle piogge, il terreno diventava fangoso e scivoloso: camminare era faticoso e pericoloso. Avevamo paura di insetti e serpenti. A volte dovevamo aspettare a lungo, il che ci causava disagio.

Per lavarci non avevamo alcuna privacy; usavamo vecchi vestiti come pareti, ma non erano resistenti e cadevano facilmente con il vento o la pioggia. Ci sentivamo sempre a disagio e insicuri. A causa di questi problemi, a volte arrivavo in ritardo a scuola ed ero sempre molto preoccupata.

Ora abbiamo un bagno e una zona lavaggio in casa. Mi sento sicura e a mio agio. Ho la mia privacy. Riesco a prepararmi in tempo e ad andare a scuola presto, senza preoccupazioni. Questo è di grande aiuto per tutta la mia famiglia. Ci sentiamo felici, sicuri e rispettati. Ringraziamo il Gruppo India per il sostegno ricevuto.

Maggiori informazioni sul progetto di cui ha beneficiato Sushma.

Guntur, India: toilette nei villaggi

Alcune famiglie dei villaggi intorno a Guntur (Andhra Pradesh) hanno ora i servizi igienici, ma altre sono ancora in lista di attesa… Le 25 toilette per cui avevamo chiesto il vostro aiuto nel 2025 sono state costruite nei villaggi di Thangellamudi e Anumarlapudi, favorendo migliori condizioni igieniche, oltre a garantire maggiore privacy e dignità:

Bambini, giovani, donne e anziani ne traggono beneficio in termini di maggiore sicurezza, fiducia in sé, comfort e benessere generale. Desideriamo esprimere un ringraziamento speciale e la nostra profonda gratitudine al Gruppo India per aver sostenuto questa nobile iniziativa. Il vostro generoso contributo e il vostro impegno a favore del benessere delle comunità emarginate hanno generato un impatto significativo e duraturo.

P. Kiran

Le famiglie scelte da padre Kiran (direttore esecutivo del GDSSWS – Guntur Diocese Diocese Social Service & Welfare Society) sono state le più bisognose dei due villaggi ma ce ne sono molte altre che sono prive di servizi igienici e della possibilità di affrontare la spesa. Per questo abbiamo allargato ad altre 15 famiglie questo progetto e chiediamo ancora il vostro aiuto, lasciando inalterato il codice 802T. Per meglio illustrare l’importanza di questo progetto, vi proponiamo la testimonianza di una dei beneficiari della prima fase, una giovane mamma di nome Mariyamma.

Mi chiamo Mariyamma. Vivo con i miei figli in una piccola casa alla periferia del villaggio, circondata da campi e vegetazione. Lavoro come bracciante agricola, mentre mio marito lavora nell’edilizia e i nostri figli frequentano una scuola pubblica statale.
I nostri guadagni sono molto scarsi e non sufficienti a coprire le necessità della famiglia e le spese scolastiche dei figli. Facciamo fatica a provvedere al cibo quotidiano, all’istruzione e ad altri bisogni fondamentali.
In passato, la nostra casa non era in buone condizioni. La struttura era precaria e mancavano i servizi igienici di base adeguati. Quando pioveva, l’acqua entrava in casa e l’area circostante diventava fangosa e sporca. Trovandosi alla periferia del villaggio, la casa era isolata e talvolta poco sicura, soprattutto per i bambini.
Non disponevamo di un bagno o di uno spazio adeguato per lavarci; ciò rendeva la nostra situazione ancora più difficile. La sicurezza e la privacy erano motivo di costante preoccupazione.
Ora, grazie al sostegno ricevuto, abbiamo un bagno vero e proprio in casa. Questo ha cambiato notevolmente la nostra vita quotidiana. Non dobbiamo più uscire all’aperto, un’operazione che risultava difficile e pericolosa, soprattutto per me e per i miei figli. Ora ci sentiamo al sicuro, godiamo di maggiore privacy e possiamo mantenere una migliore igiene. Questa struttura ha portato comfort e dignità alla nostra famiglia.
Ringrazio sinceramente il Gruppo India per il prezioso sostegno.

Mariyamma e famiglia

Un’altra bella testimonianza è arrivata da una bambina di nome Sushma. Quello che segue è l’appello pubblicato l’anno scorso, con alcuni dettagli in più sullo svolgimento.


Non è difficile immaginare le difficoltà di un anziano di 96 anni nel doversi recare fuori di notte al buio per le necessità fisiologiche, rischiando di cadere o di ammalarsi d’inverno per il freddo, oppure i timori e i rischi delle ragazze e delle donne o ancora di bambini anche piccoli che si avventurano nel buio. Per ridurre queste situazioni il progetto prevede la costruzione di 25 toilette, a uso privato di altrettante famiglie, composte da anziani, adulti, giovani e bambini allo scopo di restituire loro salute, dignità e migliore qualità di vita. Va considerato che la presenza di defecazioni umane contamina pesantemente il terreno creando ulteriori problemi di salute e – di conseguenza – ridotta presenza a scuola dei bambini o al lavoro degli adulti, perché ammalati.

Da qui è nato il progetto ambizioso della Diocesi di costruire le toilette, ma la sfida maggiore è quella di rendere la popolazione consapevole dei rischi legati alle vecchie abitudini e di fornire sufficienti conoscenze igienico sanitarie che permettano un corretto utilizzo delle toilette e il mantenimento a lungo termine.

Pertanto ci saranno una serie di incontri con le famiglie, una partecipazione attiva della comunità sia alla costruzione dei piccoli fabbricati, che alla conoscenza delle norme basilari di igiene e a come mantenerle pulite e funzionanti nel tempo. Tutto questo richiederà un grande impegno degli operatori che si trovano in villaggi rurali isolati.

Il costo di una toilette, con la sua piccola fossa biologica, è di 320 euro ma si può contribuire anche con somme minori perché è l’unione che fa la forza. La sigla che identifica il progetto è 802T.

L’avvio della costruzione e una toilette quasi terminata

Autunno 2026

“Ci ha taciuto il nome del ricco e ci ha detto il nome del povero…”

Queste parole di sant’Agostino a commento della parabola dell’uomo ricco e del povero Lazzaro, ricordate da papa Leone nel Messaggio per la X Giornata Mondiale dei Poveri che verrà celebrata il prossimo 15 novembre, ancora una volta ci invitano a riflettere sulla circostanza che i poveri non sono una massa indistinta, una categoria da studiare sociologicamente, numeri e percentuali… sono carne viva, individui con una loro storia, i loro affetti, le loro speranze, le loro attitudini, capacità, caratteristiche, abitudini, costumi…

È quanto constatiamo durante i nostri viaggi dove incontriamo donne, uomini e bambini ciascuno con una storia da raccontare, spesso di dolore e solitudine, oppure leggiamo nelle tante testimonianze che ci giungono dalle missionarie e dai missionari presenti nelle periferie più lontane del mondo.

È questa la realtà che ci ha fatto conoscere e sperimentare p. Pesce negli anni della scuola e poi con il Gruppo India quando, Vangelo alla mano (e ancor più nel cuore), ci ha insegnato ad avere ferma fiducia nel Signore che con la sua bontà e misericordia costruisce percorsi di giustizia personale e sociale anche attraverso il nostro esempio e la nostra umile opera.

L’invito è a continuare a essere segno di un Dio che, come ci ricorda papa Leone, è “rifugio per i poveri” cercandoli là dove si trovano, sperimentando la loro marginalità con la capacità di ascoltarne i pensieri e condividerne le attese, pronunciando i loro nomi con “tenerezza divina”, sostenendo in loro, attraverso la nostra carità, il desiderio di giustizia e di riscatto.

Accogliamo con gioia questo invito e rendiamolo sempre più segno distintivo del nostro operare individuale e come Gruppo India ancor più in questo anno nel quale ricordiamo i 20 anni dalla morte di p. Pesce facendo tesoro del tanto bene che è stato seminato fin qui e ponendo le basi per un futuro che sappia interpretare i segni dei tempi. Buona lettura!

Leggi il notiziario completo

Qui trovi tutte le informazioni sull’incontro in ricordo di padre Pesce man mano che saranno definiti orari e attività.

Guntur, India: acqua e igiene

La Lourdes High School di Guntur ha finalmente acqua e servizi igienici per tutti i circa 500 allievi. È stato scavato un pozzo artesiano in modo da non dover più dipendere dalle forniture quotidiane di acqua tramite autocisterne e la conseguente conservazione in fusti; inoltre è stato demolito il vecchio blocco che aveva solo quattro bagni e in pessime condizioni, per costruirne uno nuovo con 10 servizi (5 per i ragazzi e altrettanti per le ragazze) e alcune postazioni per lavarsi le mani e bere accessibili a tutti.

L’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari è un diritto umano fondamentale e un elemento essenziale per garantire un’istruzione di qualità. Le scuole svolgono un ruolo vitale nel plasmare non solo lo sviluppo intellettuale dei ragazzi, ma anche la loro salute e il loro benessere. Questo progetto riflette l’impegno della direzione della Lourdes High School nel garantire un ambiente sano, sicuro e dignitoso per ogni ragazzo, specialmente per quelli provenienti da comunità vulnerabili e marginalizzate.

Ha contribuito in modo significativo a migliorare la frequenza, specialmente tra le studentesse che incontravano notevoli difficoltà nel loro periodo mestruale. Inoltre, il progetto promuove un cambiamento comportamentale a lungo termine perché sono stati promossi una serie di incontri sull’importanza delle pratiche igieniche; anche questo è stato molto importante poiché molti degli alunni non dispongono di servizi igienici in casa e quindi non sanno come utilizzarli al meglio e preservarne la funzionalità

La priorità è stata data alla perforazione del pozzo artesiano e all’installazione della pompa sommersa, affinché fosse disponibile acqua a sufficienza per le successive attività di costruzione. Le condutture sono state posate in tutto il campus e collegate a serbatoi di stoccaggio sopraelevati, fontanelle di acqua potabile, postazioni per il lavaggio delle mani e infine al blocco servizi igienici di nuova costruzione.

Esprimiamo la nostra sincera gratitudine al Gruppo India e a tutti i benefattori per il loro generoso sostegno, che ha reso possibile questa trasformazione significativa. I benefici di questo progetto continueranno ad avere un impatto duraturo sulla vita dei ragazzi, contribuendo alla loro crescita, istruzione e opportunità future.

Padre Abraham Chinthapalli

India: tornare a vivere

Vite trasformate dal micro-credito che ha consentito a due vedove di sostenere le proprie famiglie. Non è solo un prestito, ma è un accompagnamento per dare a chi è rimasto senza nulla un solido appoggio e la possibilità di acquisire sicurezza e fiducia.
Queste storie vengono entrambe da Payakaraopeta (India) e ce le riportano le Suore Canossiane che operano lì grazie al supporto del Gruppo India, ma sono solo esemplificative di tante altre vicende in ogni angolo del mondo.

La vita di Appalanarasa è cambiata radicalmente quando il marito è deceduto dopo una lunga battaglia contro il cancro. La malattia non ha portato solo dolore emotivo, ma ha anche lasciato la vedova gravata da pesanti debiti. Rimasta sola, ha dovuto lottare per ricostruire la propria vita e far fronte alle spese quotidiane.
Prima della malattia del marito, la famiglia gestiva una piccola attività di vendita di spuntini che garantiva il sostentamento. Tuttavia, durante il periodo della malattia, lei non è riuscita a portare avanti l’attività e la fonte di reddito si è interrotta. Il futuro appariva incerto e il peso delle responsabilità sembrava schiacciante.
In questo momento critico, Appalanarasa ha aderito a un programma di promozione femminile promosso dalle Suore Canossiane. Grazie al loro incoraggiamento, al sostegno economico e a un accompagnamento costante, è riuscita a riavviare l’attività che un tempo sosteneva la sua famiglia.
Oggi il suo negozio di spuntini funziona bene e sta gradualmente prosperando. L’attività l’ha aiutata a ritrovare stabilità economica, a gestire i debiti e a vivere con rinnovata fiducia e dignità. Più ancora del reddito, il sostegno delle suore le ha dato forza, speranza e il coraggio di ricominciare.

Varshala, rimasta vedova diversi anni fa, ha dovuto affrontare gravi difficoltà economiche mentre cercava di prendersi cura dei figli e di gestire le necessità quotidiane della famiglia. Con risorse limitate e poche opportunità, garantire l’istruzione e la stabilità ai figli rappresentava una sfida costante.
Tre anni fa anche lei ha aderito al programma di promozione femminile a Payakaraopeta. Grazie a questa iniziativa, ha ottenuto un piccolo prestito e la guida necessaria per avviare un negozio di ortaggi come fonte di sostentamento. Le suore l’hanno seguita da vicino durante il primo periodo, offrendole incoraggiamento, sostegno pratico e un monitoraggio costante per aiutarla a consolidare l’attività.
Oggi Varshala ha raggiunto una significativa stabilità economica. La sua attività di vendita di ortaggi è diventata una fonte di reddito costante, permettendole di sostenere l’istruzione dei figli e di provvedere ai bisogni fondamentali della famiglia con maggiore sicurezza. Continua a gestire l’attività in autonomia, pur mantenendo un legame con le suore, alle quali si rivolge per ricevere consigli e supporto ogni volta che ne ha bisogno.

Queste storie testimoniano l’impatto di un aiuto tempestivo, di un accompagnamento costante e del valore di piccole opportunità di sostentamento nel restituire dignità, stabilità e speranza alle donne in condizioni di vulnerabilità e alle loro famiglie.

Payakaraopeta, India: sostegno alle donne

Anche questo progetto è giunto con successo al termine, pur avendo avuto alcune modifiche in corso d’opera. Infatti le Suore Canossiane hanno apportato dei cambiamenti differenziando gli aiuti volti a dare dignità e possibilità di guadagno alle donne in maggiori difficoltà. A fianco dei corsi di cucito sono così state avviate altre attività generatrici di reddito, come la vendita di verdure, la gestione di piccoli negozi di alimentari, la vendita di frutta e la preparazione e vendita di snack fatti in casa. Queste piccole iniziative sono diventate fonti affidabili di reddito e stabilità per le loro famiglie, coinvolgendo una quarantina di donne e ragazze.

Tali programmi hanno portato a una trasformazione significativa. Molte donne si sono gradualmente liberate dai debiti e non dipendono più dagli usurai locali né sono gravate dal pagamento di interessi elevati. Ora impiegano il loro tempo in modo produttivo e costruttivo. È evidente una crescita della fiducia in sé stesse e dell’autostima: sono orgogliose di contribuire al benessere della famiglia e di svolgere con dignità il proprio ruolo di madri. Diverse donne hanno iniziato a risparmiare piccole somme con regolarità. Un aspetto incoraggiante è che alcuni mariti ora sostengono l’impegno delle mogli, favorendo relazioni familiari più solide, una maggiore unità e una migliore capacità decisionale all’interno del nucleo familiare.

Un gruppo di 15 giovani donne sta continuando il corso di formazione di taglio e cucito, specializzandosi nella confezione di divise scolastiche, affinché il centro possa esso stesso diventare una fonte di reddito e raggiungere l’autonomia economica.

Tante donne riescono ogni anno a migliorare la propria vita e quella della famiglia; tra le tante storie di successo che abbiamo ricevuto vi facciamo conoscere quella di Veeralakshmi, che è iniziata dall’incontro con il programma di formazione e sviluppo delle donne anni fa. Ora, a distanza di tempo, si può dire che la sua vita ha preso una svolta definitiva e lei riesce a far fronte alle necessità della sua famiglia.

La vita di Veeralakshmi ha subito una svolta dolorosa quando il marito è venuto a mancare a causa di un infarto nel 2020. La malattia dell’uomo aveva già costretto la famiglia a vendere gran parte dei propri beni e, dopo la sua morte, la donna si è ritrovata con pesanti debiti e la piena responsabilità di crescere da sola le due figlie. La situazione si è fatta ancora più complessa poiché la figlia minore soffriva di anemia falciforme, una condizione che richiedeva cure e attenzioni costanti.
Sopraffatta e scoraggiata, Veeralakshmi faticava a trovare una via d’uscita. In questo momento difficile, ha aderito al gruppo di auto-aiuto sostenuto dalle Suore Canossiane: un passo che ha segnato una svolta nella sua vita. Ha avuto l’opportunità di partecipare a corsi di formazione sull’uso della macchina da cucire, apprendendo così l’arte della sartoria.
Ha iniziato a confezionare camicette, costruendosi gradualmente una clientela stabile. Oggi riceve regolarmente ordinazioni e ha visto un netto miglioramento della propria situazione economica. Il reddito le permette di gestire le spese domestiche, mantenere le figlie e affrontare la vita con rinnovato coraggio.
Il percorso di Veeralakshmi è un esempio toccante di resilienza e speranza. Grazie a un sostegno tempestivo, alla formazione professionale e a un accompagnamento amorevole, ha trasformato un periodo di profonda difficoltà in un cammino verso la dignità, la stabilità e l’autosufficienza. Continua a essere grata per il costante supporto delle Suore, che le sono state accanto nei momenti più difficili.

Ebolowa, Camerun: tetto riparato

Risolte le problematiche delle infiltrazioni d’acqua dal tetto che portavano danni e disagi a vari locali della missione delle Maestre Pie Venerini tra cui le stanze in cui sono accolti i bambini più piccoli dell’asilo nido e della scuola materna.

Nel corso dei lavori sono stati scoperti altri punti deboli del tetto che entro pochi mesi si sarebbero manifestati chiaramente; anche questi sono stati messi in sicurezza prevenendo ulteriori danni. Ora non ci sono più muffe, rischi da caduta intonaco o pavimento scivoloso!

Ricorderemo insieme p. Mario Pesce

presso le Suore della Carità di S. Giovanna Antida
Via della Greca 11 – Roma – parcheggio interno

Sabato 21 novembre dalle ore 15:45

È nostro desiderio vivere un pomeriggio insieme, per conoscerci o conoscerci meglio attraverso l’ascolto di testimonianze, la visione di fotografie e filmati, la condivisione di quanto fatto in questi ultimi anni, ma anche dei progetti futuri (iniziative, viaggi, eventi…) possibilmente con qualche momento di sana convivialità. Insieme vogliamo ricordare, così, il nostro fondatore p. Mario Pesce, a 20 anni dalla sua partenza per il cielo.

Insieme perché…

  • abbiamo a cuore il creato – percorso Laudato Sì (ore 16:00)
  • ci piace raccontare e raccontarci – parole e musica tra ricordi e storia (ore 17:00)
  • ci piace rendere grazie – Messa (ore 18:30)

Insieme perché… l’amore per gli ultimi è contagioso ed è quello che ci ha trasmesso p. Pesce che ora ricordiamo a 20 anni dalla sua morte.

Appuntamento alle ore 15:45 presso il meraviglioso Parco S. Antida – Via della Greca, 11 (parcheggio interno)

Naturalmente siete tutti invitati e vi chiediamo di allargare l’invito a parenti e amici che pensate possano essere interessati a conoscere la nostra realtà e il mondo missionario. P. Mario Pesce sarà in mezzo a noi e, insieme a lui, renderemo lode a Dio per il “miracolo” di questa sua creatura che, a distanza di 46 anni, continua a operare per il bene degli ultimi così come lui l’aveva voluta.