Bocaranga, Centrafrica: luce per il foyer

Foyer vuol dire letteralmente focolare e anche se ora è molto diffuso l’uso del termine per un ambiente di attesa in un teatro o altro edificio pubblico, in Africa si resta più aderenti al significato originario e designa un piccolo pensionato per studenti. Il Gruppo India sostiene molti foyer in Ciad e nella Repubblica Centrafricana e da uno di questi arriva la richiesta di un aiuto straordinario per installare dei pannelli fotovoltaici.

Il foyer Beata Nemesia di Bocaranga accoglie ragazze provenienti da vari villaggi, bisognose di istruzione e di educazione ai veri valori della vita. Suor Maria Elena Berini ci chiede un aiuto economico per installare qui dei pannelli in modo che le ragazze possano avere luce sufficiente per lo studio anche di sera e usare tranquillamente i computer per fare le ricerche richieste dai professori. Gli stessi pannelli serviranno per far funzionare un frigorifero e un congelatore con l’energia solare eliminando l’utilizzo del petrolio.

Mi viene spontaneo iniziare con un ringraziamento per tutto il bene che operate nel mondo, in Africa e in particolare qui a Bocaranga. Tanti semi di Speranza hanno dato vita nuova a tanti poveri, emarginati, studenti, giovani ragazze…

Siete promotori di sviluppo in un mondo sempre più fragile di umanità in particolare in questa terra d’Africa assetata di Giustizia e di Pace. Formare le nuove generazioni ai valori del rispetto, della Giustizia, della Pace, all’accoglienza della diversità, è una delle priorità per l’Africa e per noi suore della Carità di S. Giovanna Antida. Attraverso la scuola e i foyer delle giovani ragazze, abbiamo in mano la possibilità di affrontare questa sfida.

Certe che, ancora una volta, ci darete una mano, vi ringrazio di cuore anche a nome di tante ragazze che usufruiranno di questo progetto.
Con grande riconoscenza,

Suor Maria Elena Berini

Si può collaborare a questo progetto e aiutare l’istruzione e l’educazione di tante giovani con il codice 886L.

Bohong, Centrafrica: ristrutturiamo il centro sanitario

La missione di Bohong, dopo alcuni anni di sospensione a causa delle devastazioni causate dalla guerra e dagli attacchi dei ribelli, è tornata a vivere. Grazie al Gruppo India molto è stato fatto negli anni scorsi, come per esempio la riapertura del foyer.

Il Centro Sanitario, una risorsa vitale per la popolazione di Bohong e dei villaggi circostanti però è ancora in uno stato di grave degrado.

Le Suore di S. Antida chiedono il nostro aiuto per poterlo ristrutturare e dotare di attrezzature e di medicine, latte e cibo nutriente per la lotta alla malnutrizione molto diffusa sia tra i bambini che arrivano al dispensario, sia tra quelli che affollano l’attigua scuola materna e primaria. Grazie per l’aiuto che ci permetterete di dare (codice progetto 886A).

Bangui, Centrafrica: pozzo in funzione

Il pozzo è stato scavato e al momento, oltre che punto di partenza per i lavori di realizzazione per il nuovo “Centro Talita Kum” che accoglierà i minori in alternativa al carcere, è una risorsa anche per quanti vivono nei dintorni. Ecco cosa ci scrive suor Elvira:

Grazie davvero di cuore per questo grande dono, primo indispensabile passo perché a Ngandala, villaggio in periferia di Bangui, esattamente a 30 km dal centro della capitale, possano iniziare i lavori di costruzione di questo nuovo centro. Il suo scopo è dare a tanti ragazzi in conflitto con la legge l’opportunità di fare un percorso educativo e professionale, con la finalità del reinserimento nella società o nella loro famiglia di origine, con una formazione e una prospettiva positiva per il futuro.

Purtroppo, attualmente in Repubblica Centrafricana – tranne che a Berberati dove esiste già il Centro di formazione di Wotoro, gestito dalla ONG Kizito – i bambini e gli adolescenti che commettono piccoli atti di criminalità o accusati di stregoneria, sono detenuti insieme agli adulti, con tutte le problematiche e i pericoli che questo comporta. L’obiettivo della ONG Kizito è proprio quello di accogliere e dare di nuovo una speranza a questi bambini a cui è stato sottratto tutto e per i quali l’unica forma di educazione ricevuta è stata quella della guerra e della sopravvivenza in strada.

Grazie a questo nuovo Centro anche i bambini e gli adolescenti vulnerabili di Bangui potranno essere sostenuti attraverso un percorso di reinserimento sociale che potrà dare loro gli strumenti necessari per costruirsi di nuovo una vita e un futuro migliore.

A tutto questo voi avete dato il primo e importante contributo. Grazie davvero di cuore. Come potete vedere dalle foto, il pozzo è una realtà. Quando abbiamo ricevuto il vostro dono, avevamo già contattato la ditta che lo avrebbe realizzato. Alcuni tecnici erano venuti, avevano fatto lo studio del terreno e quindi tutto era pronto per la sua realizzazione. Di conseguenza, appena li abbiamo chiamati, sono stati subito disponibili ad effettuare il lavoro. Come potete vedere dalle foto, l’acqua è stata trovata senza alcun problema e in attesa della costruzione del Centro e di avere una recinzione del terreno destinato al progetto “Talita Kum”, la popolazione del villaggio di Ndangala può servirsi dell’acqua.

È stato spianato il terreno, sono state preparate le fondamenta del Centro, regolarizzate le varie pratiche amministrative… poi si è dovuto sospendere i lavori per l’arrivo della stagione delle piogge. C’è tanto da fare, la spinta della realizzazione del pozzo è stata provvidenziale, grazie a tutti!

Bohong, Centrafrica: foyer e pozzo

Il foyer, rinnovato e dotato di pozzo, ha finalmente riaperto: darà la possibilità a tante bambine lontane dalle scuole di studiare, vivendo in un ambiente sicuro, sotto lo sguardo vigile e amorevole delle suore di S. Antida.

Bohong è un villaggio della Repubblica Centrafricana, tormentato da anni di guerra e da attacchi dei ribelli (ancora presenti nella boscaglia). La popolazione vive in condizioni di estrema povertà con pochissime risorse. Le Suore di Santa Giovanna Antida, che operano in varie località del Centrafrica, hanno prima rimesso in funzione la scuola ed il dispensario grazie all’aiuto di tanti benefattori, poi sono riuscite a riaprire anche il foyer che accoglie tante bambine e ragazze che vivono in villaggi lontani, per dare loro formazione, assistenza e istruzione.

La struttura era stata devastata durante gli anni della guerra civile; alcune parti sono state ristrutturate, altre ricostruite completamente, grazie all’aiuto di tanti amici del Gruppo India e a un generoso lascito ereditario. Può accogliere fino a 25 ragazze e sono stati già realizzati l’installazione dei pannelli solari con batterie, l’acquisto di un congelatore, la costruzione di cinque docce con WC, un piccolo magazzino, una sala per lo studio, la riparazione del soffitto del dormitorio e della facciata della piccolissima sala da pranzo, l’acquisto delle lenzuola e dei materassi, dei materiali per la cucina e la sala da pranzo… tutto ciò che serve per poter vivere in un ambiente sano e accogliente, anche se molto semplice.

Nello stesso tempo si è provveduto a scavare un pozzo per l’acqua che è un bene primario per la sopravvivenza e per l’igiene. I lavori sono stati realizzati con successo e, tutto intorno al pozzo, è stato costruito un muro di protezione. Grazie a questo grande dono, le ragazze hanno acqua pulita per bere, possono lavarsi e lavare i loro indumenti e perfino predisporre un orto dove coltivare i legumi, perché a Bohong durante tutta la stagione secca non è possibile acquistare legumi verdi né frutta. Certo queste giovani non avranno una vita facile, ma la riapertura del foyer è comunque un segno di speranza in una condizione che resta molto complicata come ci scrive suor Prisca (la responsabile del foyer di Bohong):

Purtroppo la situazione socio economica, culturale e politica del Paese sta peggiorando sempre di più. Tanti bimbi orfani della guerra che vivono soli con nonni e i ragazzi soldato che hanno deciso di lasciare gli armi e rientrare, non hanno sostegno del governo. Situazioni di vera miseria, però crediamo che la via della speranza per il Centrafrica potrà iniziare proprio con gli investimenti sulla cultura come diceva Nelson Mandela: “L’educazione è l’arma più potente per cambiare il mondo”. Quello che le suore della comunità di Bohong cercano di fare è togliere le armi dalle mani dei ragazzi e sostituirle con la penna, togliere gli orfani dalle strade e dalle mani dei nonni per dar loro una educazione e prepararli a un avvenire migliore. Accogliere e istruire le ragazze vittime della guerra per non farle cadere nella prostituzione e nei matrimoni precoci e dar loro una struttura protetta e degna per la formazione come il foyer.

In questo primo anno di apertura, il foyer accoglie 15 ragazze della scuola primaria e una sola della scuola media. L’età delle ragazze va dai 9 ai 15 anni. In gran parte sono orfane. Poiché sono piccole di età, una mamma vive con loro come educatrice e cuoca. Ogni ragazza paga un contributo per il funzionamento del foyer, parte in denaro e parte in cibo come farina di manioca, arachidi, olio e legumi. Alcuni ragazze orfane non hanno potuto finire di pagare la loro quota, ma… come possono? Hanno solo i nonni che sono anziani. Per questo tutte si impegnano in altre attività, come la coltivazione dell’orto o la preparazione dello yogurt da far vendere alla scuola, sperando, così, di avere qualche entrata per comprare cibo e altre cose necessarie per le ragazze di foyer. Questa attività è stata possibile, grazie alla luce dei pannelli solari e del frigo che abbiamo acquistato con l’aiuto del Gruppo India.

Grazie con tutto il cuore a voi, amici del Gruppo India per la speciale attenzione avuta nei nostri confronti, soprattutto affinché le nostre ragazze possano ricevere una formazione integrale e per poter realizzare i loro sogni. Grazie per aver creato un ambiente favorevole che permette a queste ragazze di continuare i loro studi in ottime condizioni, di crescere basando la loro vita su valori cristiani, intellettuali e umani: come l’accoglienza, il dialogo, il perdono, la verità, il servizio, il rispetto, l’impegno nello studio… per facilitare la loro integrazione sociale con cultura e competenza migliorate.

Grazie per la fiducia riposta in noi nel gestire questo aiuto tanto necessario. Il Signore vi benedica e vi ricompensi in tutto ciò che fate per il bene dei poveri nelle varie periferie del mondo. Molto fraternamente.

Suor Prisca

Bangui, Centrafrica: sostegno per studi superiori

In attesa di realizzazione: abbiamo terminato la raccolta fondi, siamo in attesa che il progetto sia realizzato per darvi maggiori informazioni. Grazie a quanti hanno collaborato!
Aggiornamento febbraio 2025: sono passati due anni e i ragazzi hanno fatto il loro meglio per meritare la fiducia loro accordata dalla vostra generosità.

Elvira, soprannominata dal padre “la grande” per quanto la amava e la stimava, sta preparando la tesi in “Scienze umane”, mentre il fratello Michael ha ottenuto quella in Agronomia e ora sarà aiutato a rendere produttivo un vasto terreno lasciato dal padre, morto due anni fa.

Divine ha una disposizione molto forte ad aiutare gli altri e la sua scelta di studiare Infermeria come una vocazione. È al terzo anno e alla fine delle lezioni teoriche dovrà fare uno stage di 6 mesi prima di poter presentare la tesi.

Lundi è un ragazzo proveniente dal Ciad. È tanto sensibile, affezionato alla famiglia che lo accoglie da quando era bambino ma, a causa dei traumi subiti, fa fatica a concentrarsi. È al terzo anno di una Formazione in meccanica auto. Fa fatica per la teoria ma riesce nella pratica. Ha già la patente di guida e quindi buone possibilità di trovare lavoro presso un meccanico.

Il Signore benedica sempre il Gruppo India e tutti i suoi benefattori per il tanto bene che rendono possibile nel mondo. A tutti e a ciascuno un grazie grande per tutto quello che mi permettete di fare per il bene dei poveri e in particolare dei bambini e dei giovani in difficoltà. Con gratitudine immensa: grazie!

sr Elvira Tutolo (Suora dalla Carità di S. Giovanna Antida)

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Anni fa sostenevamo il progetto Kizito, grazie al quale ragazzi di strada erano accolti da altre famiglie come “figli del cuore”. Questi ragazzi sono cresciuti e hanno bisogno del nostro aiuto per proseguire gli studi superiori senza gravare troppo sulle famiglie che li hanno accolti.

Dopo i primi anni, questo progetto è stato strutturato dalle Suore di S. Giovanna Antida come ONG nazionale, riconosciuta dallo Stato centrafricano dal 2010 con rinnovo nel 2021. “In tutti questi anni abbiamo combattuto per far valere i nostri diritti ad essere finanziati dallo Stato o comunque dalle Agenzie presenti nel Paese. Non ci siamo ancora riusciti del tutto, ma la strada è tracciata. Soprattutto quando 3-4 anni fa abbiamo minacciato di chiudere il servizio di accoglienza dei minori in alternativa al carcere, qualcuno ha reagito” (Suor Elvira Tutolo). Anche per seguire meglio il tutto, ora suor Elvira si trova a Bangui, la capitale, dove ha l’opportunità di incontrare più facilmente le autorità.

È comunque difficile trovare finanziamenti per la scuola, soprattutto quella superiore, ma i ragazzi tolti dalla strada crescono e molti di loro hanno la volontà e la capacità per continuare gli studi. Ma le Borse di Studio dello Stato non coprono tutte le spese… Molti costi restano a carico delle famiglie rispettive o dell’organizzazione Kizito. Al momento sono 10 i ragazzi che frequentano diversi corsi universitari e altri due seguono una formazione superiore in meccanica.

Suor Elvira ci chiede una mano per quattro di questi giovani, due ragazze e due ragazzi. Tra loro c’è Divine, una ragazza che viene da Berberati, da una famiglia di accoglienza molto volenterosa, bravissima durante elementari e liceo. Ora è accolta a Bangui nel foyer delle Suore della Carità e sogna di diventare infermiera. I due fratelli Elvira e Michael sono rimasti orfani di padre un anno fa e la mamma (che si occupa da sola dei figli naturali e di quelli accolti) non riesce a coprire tutte le spese per i loro corsi universitari (Elvira sta studiando Gestione di Risorse Umane e Michael Agronomia). Infine c’è Lundi, un ragazzo proveniente dal Ciad e affidato a Kizito; da piccolo ha avuto varie vicissitudini, tra l’altro un grave incidente con una moto. Ha lavorato un anno in un garage come apprendista ma è bene che frequenti regolarmente una formazione professionale in meccanica.

Per tutti loro il corso di studi durerà tre anni. I costi variano ma con 2.000 euro annui possiamo garantire a tutti loro il necessario sostegno economico. Per questo vi chiediamo dei contributi (codice progetto 886G).

Bouar, Centrafrica: finalmente i banchi!

Ora i ragazzi del nuovo liceo di Bouar hanno non solo un numero di aule sufficienti ad accoglierli tutti, ma anche gli arredi necessari, donati da voi amici del Gruppo India.

Infatti la vecchia struttura era ormai troppo piccola e per questo si è dato il via ai lavori per il nuovo edificio (finanziato dalla Diocesi), che si sono prolungati oltre i tempi previsti. Per questo motivo il nostro dono è rimasto per un po’ in attesa, finché non è giunto il momento di acquistare 120 banchi e relative panche, 12 scrivanie e 3 armadi per arredare le 12 aule e gli uffici, indispensabili per accogliere il gran numero di studenti che bussano alle porte. Ecco il grazie della preside:

Desidero ringraziarvi per ciò che voi siete e fate per la missione delle Suore della Carità in tutto il mondo, e in particolare per quanto avete recentemente fatto per l’educazione a Bouar.

A nome di tutti i giovani del nostro liceo, del corpo docente, dei genitori e a nome mio, vi giunga la nostra immensa gratitudine per tutti i benefici che riceviamo da voi, in particolare per l’ultimo grande dono: banchi e arredi per il nostro nuovo affollatissimo liceo.

E voi certamente capite quanto l’istruzione e la formazione dei giovani possano essere importanti in questo martoriato Paese, uno dei più instabili e poveri al mondo. Ecco perché noi Suore della Carità di S. Giovanna Antida facciamo tutto il possibile per andare incontro anche ai tanti bisogni educativi, non solo dei bambini!

Ancora una volta vi esprimo la nostra gioia e gratitudine, per tutti i benefici che continuiamo a ricevere dal Gruppo India, qui nella Repubblica Centrafricana e nel mondo intero. Che Dio vi renda il tutto al centuplo.

Suor Marceline Mavoungou

 

Bocaranga, Centrafrica: valorizziamo un terreno del liceo

Aggiornamento febbraio 2024: il muro è stato innalzato e le suore hanno fatto pulire il terreno dalle sterpaglie e sradicare numerosi arbusti da un gruppo di giovani del Liceo Nemesia che hanno così guadagnato un po’ di soldi per pagarsi la scuola nel prossimo anno.

Abbiamo già iniziato a metterlo in valore. Abbiamo fatto arare una parte e seminato arachidi, fagioli, mais, patate e altri prodotti locali. Aspettiamo le grandi piogge per far arare un’altra parte di terreno e piantare alberi da frutto: agrumi, papaye, barbadine, e altri alberi da frutta locali.
Grazie cari amici e benefattori, siete seme di solidarietà sulla nostra terra.
Che Dio benedica voi, le vostre famiglie, la vostra missione di promotori di sviluppo in tutto il mondo.

Suor Maria Elena Berini
Suora della Carità di S. Giovanna Antida

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Il liceo Nemesia ha un terreno da coltivare per insegnare ai ragazzi l’amore per la terra e nello stesso tempo autofinanziarsi, consumando e vendendo i raccolti. Serve però la recinzione.

È un nuovo progetto di suor Elena Berini (Suore della Carità di S. Giovanna Antida) che ha già provato a mettere a frutto questo terreno largo 450 metri e lungo 120 metri, adiacente al liceo dove studiano 450 ragazzi. Il terreno è stato recintato con una semplice rete metallica per dare il via alla produzione ma qualcuno l’ha rubata! Risultato: capre e buoi invadono regolarmente il campo, devastandolo.

Questo è un periodo difficile, le popolazioni più vulnerabili del nostro pianeta soffrono a causa di varie pandemie, siccità, guerre, mancanza di grano e di prodotti energetici… Anche l’Africa soffre e fa fatica a uscire da questo girone di miseria. È un peccato non poter usare un terreno dove coltivare mais, arachidi, sesamo… e dove, nel tempo, avviare una piscicoltura e altri allevamenti.

Per questi motivi il progetto di recinzione in muratura sta a cuore a tutta la comunità e agli studenti, in vista di uno sviluppo agricolo nella zona di Bocaranga. Per i giovani del liceo, sarebbe una grande opportunità per imparare ad amare la terra, a coltivarla in modo razionale e produrre per sostenere finanziariamente il Liceo Nemesia.

Le suore contano molto su questa possibilità di sviluppo e hanno già iscritto due giovani alla facoltà di agronomia nella capitale Bangui perché possano in seguito tornare come insegnanti e quindi invogliare altri giovani a lavorare la terra e a rispettarla.

Se ci aiuterete a realizzare questo progetto potremo dare ai giovani una grande possibilità di formazione e di sussistenza alimentare. Ricorriamo con fiducia al vostro aiuto. Certo, finanziare la realizzazione di un muro non è un progetto molto attraente, ma senza questa struttura non possiamo valorizzare questa terra. L’indipendenza alimentare è oggi più che mai indispensabile in un mondo dominato da grandi potenze che sfruttano e producono dipendenza. Anche le guerre servono a questo.

Grazie se vorrete e potrete darci una mano a realizzare questo progetto il cui costo è di 15.000 euro (codice progetto 886R). Vi saremo infinitamente grate se vorrete aiutarci nei limiti delle vostre possibilità. Un caro e riconoscente saluto a tutti, portati nella preghiera da tutta la comunità.

Suor Maria Elena Berini

Bocaranga, Centrafrica: libri per la biblioteca

Grazie infinite! con il vostro sostegno, sempre generoso, abbiamo potuto acquistare libri, materiale didattico e due computer per la nuova biblioteca del liceo Nemesia che ci avete aiutato a realizzare.

Grande è stata la gioia e lo stupore di tanti giovani quando hanno visto i tanti libri che ora possono consultare per studiare o semplicemente per prendere gusto alla lettura e agli scambi di idee con altri ragazze e ragazzi.

La biblioteca è un luogo d’incontro, di riflessione, di apertura sul mondo, sulle nostre società. Il tutto apre la mente e il cuore all’incontro con il diverso.

Questo è il grazie arrivato da Bocaranga a conclusione di questo piccolo progetto per riempire la nuova biblioteca del liceo. Ora gli studenti dell’istituto e altri giovani la frequentano quattro pomeriggi alla settimana seguiti dalla responsabile. Si conclude così un lungo percorso, iniziato nel 2019 con la costruzione di due locali (biblioteca e sala studio) per arricchire il liceo e dare maggiori opportunità ai giovani di questo Paese, continuamente lacerato da guerre e scorrerie di bande armate.

Grazie per questo dono e che il Signore vi benedica.

Suor Maria Elena Berini
(Suore della Carità S. Antida)

Bocaranga, Centrafrica: borse di studio universitarie

Aggiornamento agosto 2025: un altro ragazzo ha concluso il suo percorso accademico: è Romuald, che invece che trovare lavoro in una grande città come avrebbe potuto, ha scelto di tornare a Bocaranga e insegnare nel liceo delle Suore di S. Antida. Anche questa scelta di vita è un segno che vuole restituire quanto ha ricevuto: porterà il suo esempio a tanti ragazzi e ragazze per evitare che si scoraggino di fronte alle difficoltà

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Aggiornamento marzo 2025: le prime tre ragazze si sono laureate: Rolande è ora una professoressa di lettere moderne e Gertrude di geografia, mentre Ella ha ottenuto il diploma di infermiera (qui trovate la sua lettera di ringraziamento). Complimenti a loro che sono arrivate al termine dei loro corsi di studio e grazie a chi in questi anni le ha aiutate.

È vicino alla conclusione anche Prince, che in quest’anno si laureerà in filosofia. Yvon e Felicite, che hanno iniziato più tardi i loro studi, sono entrambi al 3° anno, rispettivamente in Fisica e in Biologia.

Si unisce a questo gruppo anche un’altra giovane che ha terminato gli studi nel liceo Nemesia di Bocaranga e desidera iscriversi alla facoltà di Genio Civile. Si chiama Doria e vive con la madre e una sorella. Il padre le ha abbandonate quando erano piccole e la mamma si è data da fare per crescerle e mandarle a scuola. La comunità delle suore della Carità di Bocaranga ha dato loro un sostegno perché arrivassero fino al liceo. Doria quindi è ben conosciuta e si sa che è una brava ragazza, ha sofferto molto per l’abbandono del padre ed è giudiziosa.

Questa è la lettera che Yvon (il ragazzo nella foto a destra) ha voluto inviare per ringraziare tutti:

Cari sostenitori, voglio esprimere la mia profonda gratitudine per la vostra generosità e il sostegno inestimabile per l’attribuzione di questa borsa di studio che ho avuto l’onore di ricevere. Il vostro sostegno è stato un vero raggio di luce nella mia vita e ha avuto un significativo impatto per i miei studi.
Questo aiuto finanziario rappresenta molto più di un semplice sostegno economico; è invece un vero trampolino verso la realizzazione delle mie ambizioni accademiche e professionali. Grazie alla vostra generosità, ho potuto concentrarmi pienamente sugli studi senza le preoccupazioni finanziarie che ne avrebbero impedito la riuscita. Provenendo da una famiglia molto povera questa borsa di studio mi ha permesso di proseguire gli studi universitari dopo il primo anno in Fisica-Chimica e sono stato uno dei migliori.
Sono stato già ammesso alla specialistica di Fisica generale. Il mio obiettivo è di proseguire gli studi nel campo dell’elettronica ma il nostro Paese non dispone di un dipartimento per questa materia, ma sono convinto che il vostro sostegno mi sarà di grande aiuto in questo percorso.
Il vostro sostegno non mi ha solo facilitato questa tappa degli studi, ma mi ha anche ispirato a dare di ritorno a chi ne ha bisogno. Mi sforzerò di fare onore a questa borsa di studio impegnandomi con diligenza e passione negli studi.
Ancora una volta di più grazie dal profondo del cuore per la vostra generosità. Spero un giorno di incontrarvi per esprimervi personalmente la mia riconoscenza.

Yvon

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Aggiornamento marzo 2021: il sostegno avviato nel 2018 alle prime ragazze continua: Rolande studia Geografia, Geltrude Lettere Moderne ed Ella Scienze Infermieristiche. Le altre due ragazze hanno dovuto rinunciare per motivi diversi, ma subito sono state sostituite da Prince che ha scelto la facoltà di Filosofia e Romuald quella di Storia. Quest’anno avrebbero dovuto aggiungersi Felicité e Yvon. Entrambi si sono diplomati al liceo di Bocaranga con ottimi voti e, a gennaio 2021, grazie alle nostre borse di studio, avrebbero voluto iniziare l’università a Bangui. Anche loro, infatti, come quelli che li hanno preceduti, non possono pesare sulla famiglia.

Felicité è rimasta orfana di entrambi i genitori lo scorso anno e con le sue tre sorelline vive coi nonni. Il suo sogno è quello di diventare tecnico di laboratorio.

Yvon è un ragazzo figlio di contadini e il padre è spesso ammalato, per cui lui durante la stagione delle piogge coltiva i campi per aiutare la famiglia. Vorrebbe studiare Fisica per poi tornare a Bocaranga e insegnare nel liceo.

Purtroppo, come più volte abbiamo scritto sulle nostre comunicazioni, la situazione della Repubblica Centrafricana è molto difficile. L’università riprende a funzionare molto lentamente e a fatica dopo anni di guerra civile. Nel 2020, dopo solo tre mesi di lezioni, l’interruzione è arrivata di nuovo a causa del covid-19; a fine luglio i corsi sono ripresi e sono andati avanti fino a inizio dicembre per recuperare i mesi perduti e concludere l’anno accademico. Ma di nuovo, in prossimità delle elezioni presidenziali (27 dicembre 2020), sono riesplose le violenze.

A metà febbraio suor M. Elena Berini, responsabile del progetto ci ha scritto:

Carissimi amici del Gruppo India, grazie per il vostro interessamento. A Bocaranga noi stiamo bene. La scuola ha ripreso con grande gioia degli scolari. A Bouar, invece, la scuola non ha ripreso praticamente dall’inizio del nuovo anno a causa dei ribelli che hanno preso la città. C’è insicurezza dovunque. I ribelli controllano i tre quarti del paese. La capitale, Bangui è accerchiata dal mese di gennaio. L’asse che dalla capitale conduce in Camerun è bloccato, quindi non c’è nessun approvvigionamento: cibo, carburante, prodotti di prima necessità… i prezzi sono andati alle stelle, la popolazione è ridotta in miseria. L’università funziona, ma i giovani che dovevano andare a Bangui sono bloccati a Bocaranga perché la strada è tutta controllata dai ribelli quindi nessuno può entrare nella capitale. È una situazione veramente disastrosa sul piano umanitario, sociale, scolastico… Noi non cessiamo di sperare, anche se alle volte dubitiamo; come gli apostoli nella barca sbattuta dalle onde, gridiamo: “Signore dove sei? Salvaci, affondiamo. Salva il tuo popolo che vive l’angoscia del quotidiano…” Vi chiedo una preghiera per questo paese, per la sua gente tanto provata da decenni di conflitti. Grazie e un abbraccio

suor M. Elena

Purtroppo, ad oggi, Felicité e Yvon non sono ancora riusciti a raggiungere la capitale Bangui. Naturalmente per quest’anno non sono più in tempo per iscriversi all’Università ma, se e quando la situazione lo permetterà, potrebbero seguire un corso di informatica e/o altri corsi preparatori.

Certo sostenere un giovane in tutto il suo percorso universitario è un bell’impegno: bisogna calcolare circa 1.000 euro all’anno (tra tasse, costi dei libri e del soggiorno fuori casa), ma se ognuno offre qualcosa… si riesce ad aiutare tutti questi ragazzi!

Il codice progetto rimane lo stesso: 886U.

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Il Centrafrica vive da anni periodiche crisi, con violenze e disordini, che hanno distrutto il tessuto sociale e portato lo sfascio in molti settori. Vorremmo contribuire alla ricostruzione consentendo ad alcune ragazze di frequentare l’università.

Bocaranga è ormai un nome noto a molti amici del Gruppo India: qui sosteniamo un foyer da tanti anni, abbiamo aiutato a costruire alcune aule scolastiche e ad allestire un’aula informatica. Ma la situazione è sempre difficile. Questo paese non riesce a trovare «cammini di pace» e progetti per il futuro. La società centrafricana è allo sfascio e i più vulnerabili sono i giovani al di sotto dei 18 anni, che costituiscono il 50% della popolazione. Questi sono la vera ricchezza del Paese. Purtroppo quasi dappertutto mancano le infrastrutture più elementari…

Ai bordi delle strade c’è una massa di giovani disoccupati, non hanno i soldi per pagare la scuola, oppure sono intenti nel piccolo commercio o giocano a calcio in attesa che un nuovo Centrafrica rinasca sulle ceneri di un passato tragico. Giovani che vengono facilmente arruolati nei gruppi ribelli dai signori della guerra. Insieme alle Suore della Carità di Santa Giovanna Antida vogliamo dare una mano a questi giovani perché crediamo che l’istruzione è la base per formare la mente e il cuore per aprire cammini di pace e di democrazia.

In un paese distrutto dalla guerra ci sono tanti giovani che sono seri, che s’impegnano, che hanno grinta per poter riuscire nella loro vita. Tra questi ci sono cinque ragazze che vogliamo proporvi per un aiuto concreto perché possano frequentare l’università: Josiane, Gertrude, Melvine, Ella, Rolande. Due hanno terminato il liceo lo scorso anno e tre quest’anno. Sono figlie di contadini, che lottano per sopravvivere. Le famiglie sono impossibilitate ad assicurare il seguito della loro formazione intellettuale e professionale.

“Vorremmo chiedervi delle borse di studio per cinque anni. Ogni anno occorrono 900 euro per ogni ragazza, una somma di 4.500 euro per tutte e cinque. Vogliamo dare una mano alla ricostruzione di questo paese: aiutando la formazione dei giovani prepariamo il futuro della società.

Vi rivolgo un grazie generoso a nome di queste ragazze; il vostro aiuto e contributo seminano speranza e danno un volto concreto alla carità. Con riconoscenza”
Suor Maria Elena Berini
Suora della Carità di S. Giovanna Antida

Per contribuire a questo progetto potete specificare nella causale il codice 886U o una breve descrizione dello stesso.

Bocaranga, Centrafrica: le nuove aule

I nuovi locali per la scuola di Bocaranga (Repubblica Centrafricana) sono pronti: una sala studio e una biblioteca, per consentire a sempre più ragazzi di studiare e realizzarsi anche in questo Paese, uno dei più poveri del nostro pianeta.

La scuola è stata chiusa a lungo per il Covid-19, in questi giorni (ottobre 2020) si stanno svolgendo gli esami per l’anno 2019/20 (in netto ritardo a causa della pandemia) e si spera di riaprire per il nuovo anno scolastico a fine mese.

Ecco il grazie di suor Maria Elena Berini…

Carissimi Amici del Gruppo India,

anche se l’attesa è stata lunga, eccoci con la gioia di dirvi che anche questo progetto è stato realizzato. Il ritardo è stato dovuto a cause molteplici tra cui il cambio di data dell’arrivo del costruttore, un volontario italiano che ogni tanto viene a Bocaranga e ci aiuta nella realizzazione di qualche progetto. Poi c’è stato il covid 19, la chiusura delle frontiere, la mancanza di materiale… e ancora gli attacchi dei ribelli del movimento 3R con strade insicure… tanti avvenimenti che non ci hanno permesso di realizzare l’opera nel tempo stabilito. Ma finalmente la struttura è terminata: una sala adibita a biblioteca e una sala studio.

Mi sento in dovere di chiedervi scusa per questo ritardo. Anche se tutto era stato programmato, gli avvenimenti non ci hanno permesso di realizzare il progetto nei tempi previsti. Grazie per la vostra comprensione.

Le parole non bastano per esprimervi la nostra riconoscenza per la generosità con cui, da anni, ci accompagnate nella nostra missione e nella realizzazione dei progetti che ci stanno a cuore: costruzione di aule per la scuola media e il liceo, sala polivalente, borse di studio, pozzi, risposte a situazioni di emergenza, aiuto ai più poveri, agli orfani e anziani…

Se un giorno verrete a Bocaranga, potrete ammirare quanto avete realizzato in questo paese, uno dei più poveri del nostro pianeta. Grazie per il vostro grande aiuto reso possibile da quello di tante persone generose, sensibili ai bisogni e alle sofferenze di tanti poveri. Quanti bambini, giovani, possono oggi studiare in aule pulite, con banchi, lavagne, libri… Quanti giovani possono frequentare le università grazie alle vostre borse di studio! Quante persone sono uscite da situazioni di povertà estrema, quanti anziani sono stati nutriti, assistiti, curati..

Carissimi amici, possa il Signore benedire la vostra Onlus. La Provvidenza si serve di voi per continuare la sua opera di carità sulla nostra terra, con popolazioni fragili, ma ricca di tante persone generose, e sensibili a tante situazioni di povertà.

Grazie di cuore!

Suor Maria Elena Berini