Faisalabad, Pakistan: una nuova scuola

Le suore di S. Antida vogliono aprire una nuova scuola a Faisalabad, nel quartiere Chak 4, per dare a tanti bambini la possibilità di studiare. Hanno a disposizione dei locali non utilizzati in un loro dispensario, ma c’è bisogno di ripristinarne la funzionalità, ripulirli, riparare porte e finestre e sistemare lo spazio esterno che al momento sarebbe fonte di pericoli per i bambini.
La realtà del Pakistan è composta da diverse forme di povertà ma quella dell’educazione dei bambini e dei giovani è senz’altro una grande causa di molte altre forme di povertà. Crediamo quindi che l’istruzione sia la chiave per liberare i giovani da una delle principali cause di povertà offrendo loro uno strumento per sviluppare una vita più autonoma per se stessi e anche per chi sta loro vicino.

Nel quartiere Chak 4 le suore hanno una costruzione usata per il dispensario ma, visto che i malati diminuiscono, ci sono alcune stanze vuote ed è quindi possibile trasformarle in aule per aprire una piccola scuola primaria per i bambini della zona. Il Pakistan è un Paese colpito dalla violenza causata dal conflitto tra le religioni, ma la scuola può essere un luogo in cui i bambini non soltanto sviluppano la loro dimensione intellettuale, ma imparano anche a incontrarsi e a convivere con gli altri nel rispetto, nella pace e nella solidarietà.

Ci rivolgiamo a voi, cari amici e benefattori del Gruppo India facendo appello, ancora una volta, alla vostra generosità e al vostro aiuto concreto per la realizzazione del nostro progetto per il bene dei bambini, delle loro condizioni di vita e di sviluppo integrale in modo che possono avere l’opportunità di giocare nella gioia, essere curati in un ambiente fraterno e amichevole con l’obiettivo che la violenza e la discriminazione in Pakistan possano diminuire, mentre la pace e l’amicizia aumentino a partire dai bambini che diventeranno i membri più attivi nella società con una base ben preparata.
Chiediamo al Signore di continuare a benedirvi con la sua grazia, amore e benevolenze in ogni giorno della vostra vita e missione insieme per quelli dei vostri cari.
Sempre con tanta riconoscenza!

Suor Riaz Anwar

Per dare un nuovo luogo di convivenza e di crescita ai bambini di Faisalabad si possono inviare offerte con il codice 878S.

Faisalabad, Pakistan: scuola rinnovata

“Wow, ora possiamo sederci e studiare come si deve! Prima dovevamo condividere una sedia in due e in tanti dovevamo scrivere sulle ginocchia”: questo grido di gioia di uno dei bambini fa bene capire il successo di questo progetto. Non si tratta solo di mobili, ma di dignità, motivazione e creazione di un ambiente in cui gli studenti si sentano valorizzati. La trasformazione delle loro aule ha chiaramente toccato profondamente gli alunni. La loro gioia e gratitudine spontanee dimostrano che qualcosa di semplice come avere una sedia e un tavolo personali possa cambiare la prospettiva sull’apprendimento. Il fatto che si siano subito impegnati a tenere le aule pulite e ordinate è un segno forte di orgoglio e senso di appartenenza.

Altri studenti hanno espresso il loro parere con maggior pacatezza ma uguale soddisfazione: “La scuola dipinta appare, ora, pulita, sicura e moderna, il che mi rende orgoglioso e mi aiuta a studiare con motivazione e impegno” (Abiha, classe 10ª); “Dipingere le pareti migliora l’apprendimento e influenza positivamente il mio umore. Stimola la mia energia e attira la mia attenzione verso lo studio” (Issac, classe 5ª).

I lavori sono stati tanti: pittura delle aule, delle finestre, delle porte, delle inferriate de dei cancelli; riparazione delle lavagne; ventilatori ove mancavano; riapertura di un’aula chiusa da anni per le sue pessime condizioni; nuove sedie e tavoli; poster didattici…

La scuola St. Anthony sorge in un quartiere cristiano poverissimo, dove le prospettive dei bambini non sono certo rosee, ma un futuro migliore passa attraverso una scuola migliore, come ci dice anche la preside:

Il vostro contributo non si è limitato a dipingere le pareti, ma ci ha aiutato a costruire una scuola più luminosa, stimolante e accogliente per la nostra comunità cristiana. Una scuola così bella, in una zona così povera, è di grande importanza. Ogni volta che entriamo nelle aule appena tinteggiate, pensiamo alla vostra gentilezza e generosità.
Vorrei condividere con voi i bellissimi commenti dei genitori dopo aver visto la scuola così bella e ridipinta dopo 25 anni. Erano e sono felicissimi!… Si sono congratulati con me e vi hanno inviato i loro ringraziamenti e saluti. La scuola è diventata davvero bellissima e sono arrivati molti nuovi studenti. Sono sicura che con il vostro sostegno e con il nostro impegno, i nostri numerosi studenti cristiani avranno un futuro brillante.
Come preside, vi sono profondamente grata per questo dono prezioso che avete fatto alla nostra scuola. Il vostro contributo non si è limitato a fornire materiali, ma ha portato colore, vita e un rinnovato senso di orgoglio al nostro spazio.

Suor Khalida

Lahore, Pakistan: scuola ampliata

La scuola St. Jeanne Antide Bible High School ha ora due aule in più e può accogliere meglio il gran numero di bambini di questo sobborgo di Lahore che desiderano studiare. Durante il viaggio in Pakistan del 2023 alcuni membri del Comitato Gruppo India avevano potuto verificare che il numero delle richieste di iscrizioni era superiore a quelle che gli spazi disponibili consentivano di soddisfare. Con le due aule in più costruite dal Gruppo India sarà ora possibile dare risposta positiva molti di questi aspiranti studenti e avere un maggior numero di alunni consentirà anche di supportare il piano di sviluppo a lungo termine della scuola.

I lavori sono durati un po’ più del previsto anche a causa di forti piogge che hanno impedito agli operai di rispettare il programma; per questo al momento in cui sono state scattate le foto mancava ancora l’intonacatura di alcune pareti, per le quali si attendeva il giusto momento in modo che il clima non influisse negativamente sul risultato. È stato comunque già raggiunto l’obiettivo di fornire ulteriore spazio per gli studenti, ridurre la congestione nelle aule esistenti, creare un ambiente di apprendimento favorevole. Si è approfittato dell’occasione dell’intervento per apportare tante altre piccolo migliorie, come la sistemazione degli spazi esterni, la manutenzione dei vecchi bagni, la sostituzione di alcune porte e finestre.

La realizzazione di questo progetto rappresenta una testimonianza duratura del vostro impegno per l’istruzione e la responsabilità sociale. L’impatto del vostro contributo risuonerà per generazioni, offrendo ai bambini conoscenze e opportunità. Grazie alla vostra sensibilità e generosità, innumerevoli giovani menti ora hanno un luogo sicuro in cui sognare, imparare e crescere. Molti studenti che non avevamo potuto accogliere per mancanza di spazi, ora sono tornati e il sorriso si è potuto vedere sul volto dei bambini e nella gioia e gratitudine delle loro famiglie. E questo riflette il profondo impatto avuto dalla vostra sensibilità e generosità.

Ancora una volta vi siamo davvero grati per aver risposto alle nostre necessità. Vi assicuriamo che la vostra organizzazione è nelle nostre incessanti preghiere. Possa il vostro gentile sostegno portare un sorriso a così tante persone bisognose. Ancora una volta, un sentito ringraziamento.
Affido voi e tutto il vostro team alla cura provvidenziale del nostro Signore Gesù Cristo, affinché Egli possa riversare su di voi le Sue abbondanti benedizioni.
Con il più profondo rispetto e gratitudine,

suor Rukhsana Daniel

Lahore, Pakistan: luce per la Casa dei Miracoli

Anche il reparto donne ha i suoi pannelli solari funzionanti e lasciamo la parola a suor Sonia per il ringraziamento e per descrivere l’importanza di quanto realizzato.

Eccomi qui con il cuore pieno di gratitudine perché il vostro grande aiuto conta davvero molto, per noi e per i nostri malati. Davvero voi state facendo tanto e da molti anni per la nostra Casa dei Miracoli (Dar-ul-krishma) e sentiamo che è sempre un rapporto di grande rispetto e stima che voi avete per noi Suore della Carità di S. Giovanna Antida in Pakistan. Davvero voi ci fate fare esperienza della Provvidenza di Dio e così si rafforza sempre più in noi la fiducia che il Signore non ci farà mancare il necessario per portare avanti la nostra grande e impegnativa opera, al sevizio dei nostri malati.

In particolare, oggi voglio dirvi grazie mille da parte delle nostre donne che sono super contente perché, grazie ai pannelli solari che ci avete donato, godono sempre dell’energia elettrica, senza le precedenti continue interruzioni. Per noi questo è un aiuto enorme, perché le bollette dell’elettricità erano sempre molto alte. Inoltre, come sapete, i nostri malati/e sono diversamente abili e consumano tanta acqua ed elettricità, anche quando non sono necessarie.

Grazie davvero di cuore per questo importante progetto che ci avete permesso di realizzare, prima per il reparto uomini e ora anche per quello delle donne. Vi siamo infinitamente grate per tutto!


Aggiornamento dicembre 2024: è stata completata la prima parte del progetto, con l’installazione dei pannelli solari per il reparto uomini. Ora inizia la seconda fase, che doterà di analoghi pannelli anche l’edificio che ospita il reparto donne. Il codice per contribuire è sempre 878E.

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La Casa dei Miracoli delle Suore di S. Antida accoglie numerosi malati mentali raccolti dalla strada dove spesso sono abbandonati e derisi. Doniamo dei pannelli solari per garantire la continuità e limitare il costo dell’erogazione della corrente elettrica.

La gestione di questa casa è molto impegnativa e comporta molte spese, tra cui quella dell’energia elettrica la cui fornitura spesso è carente ed è interrotta a causa di strutture obsolete, di aumento della domanda generale di fornitura e di riduzione della disponibilità di energia idroelettrica secondo le stagioni. Quando manca l’energia elettrica molte attività sono cancellate e bisogna far fronte anche alla mancanza d’acqua perché non si possono azionare le pompe per fornire acqua ai locali della casa. A settembre 2023 alcuni amici del Gruppo India sono andati in visita in Pakistan e hanno potuto verificare di persona il problema (le foto che vedete sono state scattate in questa occasione).

La soluzione migliore per risolvere tanti problemi e per ridurre le spese è certamente quella di dotare la Casa dei Miracoli di pannelli solari. Questo permetterà di avere una appropriata cura dei malati, con i servizi sempre efficienti e senza i problemi dovuti alle continue interruzioni di elettricità. Nella casa c’è un generatore che può supplire alla mancanza di elettricità, ma il costo del carburante per farlo funzionare per tante ore incide notevolmente sulle spese di gestione. La configurazione del gruppo di continuità non è sufficiente a colmare il divario durante le ore di riduzione del carico e spesso, nella stagione calda in particolare, le suore si trovano in difficoltà a portare a termine i programmi e le iniziative.

Poiché il costo delle bollette supera sempre i costi preventivati ed erode notevolmente il budget di spesa della casa, c’è l’urgenza di trovare una diversa soluzione al problema energetico sia per la riduzione dei costi e soprattutto per avere la garanzia di una stabilità di fornitura dell’energia elettrica. Per questo ci chiedono aiuto per installare dei pannelli solari che permetterebbero di risparmiare sull’enorme spesa delle bollette elettriche e sui costi del carburante per il generatore (codice progetto 878E). L’installazione di pannelli solari permetterebbe loro di disporre di strutture più avanzate e sostenibili con una garanzia di continuità nella fornitura di energia elettrica per tutti i servizi necessari per la cura dei malati.

Pakistan: bufale e pentoloni di cibo

Per alcuni mesi i bambini delle scuole hanno usufruito di pasti più abbondanti e alcune famiglie hanno avuto in dono delle bufale o altri animali da latte per risollevare la loro vita. Grazie a quanti hanno collaborato!

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In Pakistan la pandemia ha avuto un impatto negativo su tanti bambini che sono sottopeso e soffrono di problemi di salute. Vogliamo dare loro un’integrazione al poco cibo che ricevono in famiglia.

Le Suore della Carità di S. Giovanna Antida lavorano nelle periferie della diocesi di Lahore e Faisalabad, in scuole immerse nelle aree più povere e il Gruppo India è al loro fianco da anni. Ora c’è bisogno di un aiuto più grande:

Ogni giorno di più scopriamo le tante urgenze delle famiglie, a partire da quelle dei nostri bambini, che hanno davvero bisogno di cibo, salute e istruzione. Sempre di più stiamo prendendo coscienza della loro situazione familiare che sta attraversando momenti davvero difficili.

Nelle nostre scuole ci sono molti bambini sottopeso e che soffrono di problemi di salute a causa della fame e del cibo poco nutriente che mangiano e anche dell’ambiente inquinato e poco sano in cui vivono. Quando i bambini non hanno abbastanza da mangiare, o si nutrono di cibi poco nutrienti, hanno meno probabilità di raggiungere i loro obiettivi di sviluppo in tempo o di dare il massimo del loro potenziale a scuola. Spesso, infatti, vediamo che alcuni si addormentano durante le lezioni.

Per combattere questa situazione le suore ci hanno proposto due diversi progetti. Il primo va direttamente a favore dei circa 1.000 alunni delle tre scuole (due a Lahore e una a Faisalabad), dando loro un piatto di cibo sostanzioso ogni giorno nel periodo scolastico. I bambini sono tanti e bisognerà riempire tanti pentoloni! Il progetto è già avviato, come vedete dalle foto, ma ha bisogno di essere sostenuto nel tempo. Chi vuole aiutare a moltiplicare i pentoloni di cibo per questi piccoli può inviare un contributo con codice 878P.

Il secondo progetto vuole promuovere economicamente le famiglie fornendo una bufala a quelle più povere. La famiglia se ne prenderà cura e potrà migliorare la dieta dei propri figli grazie al latte. Potrà anche vendere il latte in eccedenza e accrescere il proprio reddito, in modo da poter più facilmente far fronte a tutte le altre spese per i figli: vestiario, libri e cancelleria… Ogni famiglia beneficiaria si impegna a donare i primi vitelli che nasceranno ad altre famiglie in situazione economica disagiata. Lo scopo è quello di aiutarle ad aprirsi alla solidarietà e avviare una bella catena di aiuto. Per aderire a questo secondo progetto il codice è 878A.

Grazie, carissimi amici del Gruppo India, per tutto l’aiuto che finora ci avete dato per la “Casa dei Miracoli” e per le nostre scuole. Ora ci rendiamo conto che abbiamo bisogno di un aiuto ancora più grande per poter andare incontro a tante famiglie povere e bisognose nelle nostre scuole. Grazie se vorrete aiutare le nostre scuole più del solito, vista la grave situazione. Grazie davvero di cuore per tutto quello che ci permettete di fare per tanti poveri. Un saluto pieno di gratitudine per tutto!

Suor Rifat Arya

Lahore, Pakistan: "Casa dei Miracoli"

Il nome “Casa dei Miracoli” (“Dar-ul-Krishma” in lingua locale) designa due istituti per disabili mentali e fisici a Lahore, uno per gli uomini e uno per le donne, creati e seguiti dalle suore di S. Giovanna Antida, grazie anche all’aiuto del Gruppo India. Ospitano una novantina di malati, che altrimenti si sarebbero ritrovati sulla strada, esposti alla violenza e alla derisione dei passanti.

Nutrire, vestire, provvedere a tutti i bisogni di queste persone non è facile in un Paese come il Pakistan, dove il contributo locale è davvero minimo. La Casa dei Miracoli accoglie coloro che sono soli al mondo: i parenti li abbandonano e non appaiono mai più; alcuni sono portati dalla polizia che li raccoglie per strada. La missione di queste suore è quella di prendersi cura di una categoria di persone rifiutate dalla società, di persone abbandonate e malate di mente: bambini, giovani e anziani, uomini e donne. «Abbiamo a che fare con malati mentali, quindi dobbiamo capire la situazione. È grazie al vostro aiuto che possiamo continuare il nostro lavoro, ogni giorno con il loro malumore si strappano i vestiti, buttano via le scarpe, ecc. Come potete intuire, ci sono sempre spese da affrontare. Noi cerchiamo di prenderci cura di loro e di provvedere a tutti i loro bisogni. Cerchiamo di sviluppare le loro capacità incaricandoli di fare alcune faccende, gli facciamo fare lavori molto leggeri in cucina e in giardino e questo lavoro per loro è la terapia migliore perché per quel momento di attività dimenticano la loro situazione. Facciamo del nostro meglio per mantenere vivo il loro spirito, così li facciamo giocare e giochiamo con loro, li facciamo disegnare… credendo che solo l’amore e le cure possano guarire. Grazie a Dio alcuni di loro, come Rubina, hanno dei miglioramenti.

Grazie cari benefattori e amici del Gruppo in India per tutto quello che ci aiutate a realizzare! Noi crediamo che tutto ciò che facciamo con il vostro aiuto per alleviare le sofferenze dei poveri, per aiutarli a vivere con dignità, sia bello e si unisca al disegno d’amore del Padre. Grazie con tutto il cuore!»

Suor Hend, Suor Zarina

Lahore, Pakistan: impianto elettrico rifatto

La “Casa dei Miracoli” può finalmente contare su un impianto elettrico sicuro ed efficiente, che non sarà più un rischio per i ricoverati e per chi li assiste e non causerà danni ai vari apparati (ventilatori, pompe per l’acqua…). I circa 90 disabili mentali e fisici sopporteranno meglio i 40° e oltre raggiunti in estate, avranno l’acqua a disposizione per bere e lavarsi…

Alla fine del 2019, le Suore di Santa Giovanna Antida avevano chiesto al Gruppo India di aiutarle finanziariamente per sistemare l’impianto elettrico. A causa del Covid-19 non è stato possibile realizzare immediatamente questo progetto, perché era troppo alto il rischio che la presenza degli operai portasse il virus all’interno della struttura (anche considerando la difficoltà di far comprendere e rispettare le norme di prevenzione ai ricoverati). Tutto è stato rimandato a momenti più tranquilli e solo nel corso del 2021 sono stati avviati i lavori.

Sin dall’inizio i tecnici si sono accorti che la situazione dell’impianto era peggiore di quanto era sembrato in fase di preventivo; l’unico modo per ottenere un buon risultato, resistente nel tempo, era rifare l’impianto. Sistemare qualcosa qui e lì sarebbe servito a poco. Infatti l’impianto elettrico di questo istituto era vecchio, non professionale e sicuro e aveva già danneggiato o bruciato molti apparecchi elettrici come pompe d’acqua e ventilatori; i danni sarebbero ben presto ripresi se non fossero stati rinnovati cablaggi e collegamenti elettrici.

Dato il via all’impresa, si sono installati anche nuovi ventilatori a soffitto nelle aree comuni (sala da pranzo, soggiorno, ingresso) e due condizionatori in ogni area residenziale (lato femminile e maschile). Inoltre il livello dell’acqua nei pozzi era molto calato negli anni, così si è scesi più in profondità e si è montata una nuova motopompa a cinghia al posto della precedente che aveva più di 20 anni: ora l’acqua arriva facilmente ai serbatoi da cui poi è distribuita alla cucina, ai bagni, alle docce e alla cisterna dell’acqua potabile.

Il costo totale è stato superiore al preventivato per due ragioni: la pandemia del Covid 19 che ha fatto alzare di molto i prezzi e la verifica più approfondita degli impianti che ha fatto emergere l’urgenza di effettuare lavori più radicali su tutto l’impianto elettrico. La somma mancante è stata coperta dalla nostra Congregazione.

Grazie per tutto il vostro generoso servizio nei nostri confronti. Siamo sempre grati a tutti voi per il bene che fate alla nostra missione. Grazie al vostro aiuto queste povere persone possono vivere con serenità e noi possiamo andare incontro a tutti i loro bisogni: sono felici e si sentono amati. Per tutto questo vi assicuriamo il nostro ricordo nella preghiera e vi ridiciamo il nostro grazie.

Suor Rifat Arya

Emergenza coronavirus

Aggiornamento: consideriamo chiusa questa prima fase del progetto, quella dei blocchi totali, del “non sapere”… Ora l’India attraversa una nuova, severa ondata e continuiamo la raccolta fondi con lo stesso codice C.19 per poter intervenire. Nello stesso tempo, dove e quando è possibile, cerchiamo di intervenire con progetti più puntuali adatti alle singole situazioni come quello in soccorso dei non vedenti di Trichy. Grazie di cuore a quanti hanno dato una mano con grande generosità, nonostante le difficoltà che hanno colpito ognuno di noi.

Covid-19… una minaccia attuale; una pandemia che ti fa venire un brivido di incertezza, ansia e paura. Siamo stati uno dei primi Paesi colpiti e colpiti pesantemente! Nel periodo iniziale abbiamo ricevuto tante testimonianze d’affetto, benedizioni, preghiere… Da tutto il mondo ci hanno inviato messaggi pieni di premura e preoccupazione per tutti i membri della grande famiglia del Gruppo India: benefattori, volontari, staff e Comitato.

Ora che la pandemia sta dilagando in India, in Africa, in Brasile e in tanti altri luoghi, è il momento di restituire quanto ricevuto: con la preghiera, la compartecipazione e con un sostegno economico verso chi sta perdendo tutto.

Le richieste di sostegno arrivate al Gruppo India sono state tantissime, arrivate anche da enti e congregazioni a noi sconosciuti. Nessuno era rimasto con le mani in mano… gli aiuti erano già avviati (cibo, mascherine, saponi, medicine, alloggi di fortuna), tutti cercavano risorse per continuare le azioni già intraprese. È stato necessario fare una scelta, dolorosa, e inviare un aiuto solo ad alcune realtà. Il Comitato è intervenuto subito, anticipando quanto necessario, fiducioso nella generosità dei nostri amici benefattori. Tutti possiamo mostrare la nostra vicinanza inviando offerte con il codice progetto C.19.

In India la serrata improvvisa decisa dal Governo ha inevitabilmente messo in moto una situazione indescrivibile, con decine di migliaia di persone in tutta la nazione bloccate lontano dalle loro case, costrette a camminare sulle strade verso i loro villaggi natali fino a 500-1000 chilometri di distanza.

Le suore Canossiane della delegazione del Sud dell’India hanno ottenuto dal governo indiano un permesso speciale per raggiungere i villaggi più remoti dell’Andhra Pradesh e dell’Orissa, dove non arrivano gli aiuti statali. Portano cibo e detergenti a 600 famiglie, scelte tra quelle che dipendono dal loro salario giornaliero per sbarcare il lunario e che ora non hanno lavoro e a chi, venuto da villaggi lontani in cerca di impiego, è rimasto bloccato nelle stazioni ferroviarie, nelle fermate degli autobus e persino lungo le strade; non possono tornare alle loro case, non hanno un posto dove stare e stanno lottando oltre ogni immaginazione (in questo video la distribuzione degli aiuti).

Il Mahatma Gandhi afferma: “Ci sono persone nel mondo così affamate, che Dio non può apparire loro se non sotto forma di pane”. Le Canossiane portano pacchi alimentari in varie zone: Draksharama, Nellipaka, Payakaraopeta, Vizag, Veeraghattam, Bathily e Jubo. La comunità di Payakaraopeta da giorni dà da mangiare a un gruppo di 50 camionisti bloccati lì all’inizio della serrata.

Inoltre le suore stanno mettendo a disposizione di chi ne ha bisogno gli ospedali e i locali delle scuole. Hanno cucito mascherine nel Centro di sartoria di Veeraghattam e le hanno distribuite ai poveri, al personale di polizia, ai migranti, ai malati di HIV e ai volontari che conducono indagini o portano consigli e istruzioni porta a porta. Un altro elemento essenziale distribuito è stato il sapone da bagno e i detersivi per il bucato.

Infine un piccolo gesto di carità verso il personale di polizia in piedi per ore sulle strade per mantenere legge e disciplina sotto il sole cocente: bevande arricchite di sali minerali per alleviare lo stress del caldo.

Dal Tamil Nadu, che al momento della richiesta di aiuto era il 2° stato più colpito in India, ci hanno interpellato gli Angelo Brothers, impegnati soprattutto nel distretto di Trichy. Secondo i dati ufficiali, i lavoratori giornalieri costituiscono la spina dorsale dell’economia indiana, comprendendo circa l’85 per cento del totale degli occupati. Con la serrata, tutte queste persone si sono ritrovate da un giorno all’altro senza alcuna possibilità di guadagnare. Nel distretto ci sono migliaia di persone vulnerabili come i diversamente abili, i ciechi, i sordomuti, le vedove, le donne abbandonate, le tribù semi-migranti e le popolazioni rurali. Alcuni di loro hanno accesso a un solo pasto al giorno; altri stanno morendo di fame. Le misure del Governo sono inadeguate e per questo i poveri dipendono da gesti di generosità. A loro i Fratelli stanno distribuendo alimenti secchi (come riso, farina di grano o di miglio, legumi, spezie…), olio, piccole somme di denaro per l’acquisto di verdure fresche, articoli sanitari (saponi e disinfettante).

Problemi simili si riscontrano in Sri Lanka e il Gruppo India ha inviato aiuto ai gesuiti di Negombo che hanno aiutato quasi 3000 famiglie fornendo generi alimentari di base. Il passo successivo è di aiutare altre 500 famiglie con un piccolo sostegno economico (circa 20 euro a famiglia), oltre alla distribuzione dei pacchi.

In Bangladesh la situazione può essere misurata con il drastico calo di ordini da parte delle grandi società internazionali, per cui ora circa il 50% delle persone si ritrova senza lavoro. Anche i piccoli artigiani e commercianti hanno dovuto sospendere le loro attività per il blocco. La situazione è poi stata ulteriormente aggravata dall’arrivo del ciclone Amphan che il 20 maggio ha devastato varie aree tra cui la diocesi di Khulna: molte persone si sono ritrovate a condividere alloggi di fortuna e questo sicuramente agevolerà la diffusione del virus. Stiamo sostenendo il Vescovo che distribuisce pacchi contenenti riso, olio, patate, sale e detergenti a 1200 famiglie, scelte tra le più povere.

Anche in Pakistan la crisi pandemica peggiora i problemi della povertà e della malnutrizione, particolarmente nei quartieri a maggioranza cristiana che sono ovunque i più poveri. Inoltre, in alcune zone, alla popolazione cristiana è stata negata la possibilità di ricevere aiuti alimentari. Ed è quello che si sta vivendo anche a Lahore e a Faisalabad dove operano le Suore della Carità di S. Antida. Non potevano stare a guardare… Così, sicure della vostra sensibilità e generosità, hanno organizzato una distribuzione di aiuti per circa 150 famiglie particolarmente bisognose, regalando un sorriso a tante persone che in questo tempo non possono lavorare e quindi non hanno da mangiare.

Continuiamo questa panoramica con il Centrafrica, dove la popolazione vive sulla soglia della povertà, con pochi mezzi di sussistenza, resa fragile dalla guerra; fa molta fatica a fronteggiare tutte le conseguenze legate all’epidemia e la gente più vulnerabile (anziani, handicappati, giovani già malati) vive situazioni di grande povertà. Le strutture ospedaliere non sono molto efficienti, il personale sanitario non è preparato, le suore di S. Antida temono che non riuscirà a far fronte all’epidemia che dilaga nelle province.

La gente cerca di rispettare le misure preventive ma non può vivere senza il mercato, vera fonte di sopravvivenza per gli africani. Loro cercano di dare una mano, ma i mezzi sono limitati per poter acquistare riso, zucchero, sale, sapone, medicine. Il nostro aiuto sarà fondamentale per procurarsi e distribuire alcuni beni di prima necessità e ridare, così, coraggio e speranza a chi vive questo tempo di pandemia nella più grande miseria.

Lasciamo a suor Elena Berini, che ci scrive da Bocaranga (Centrafrica), il compito di stimolare e ringraziare tutti. Lei parla della sua terra, ma descrive una realtà che travalica i confini:

Siamo circondate da tante situazioni di povertà e sofferenza, ma continuiamo a fidarci della Provvidenza. Stupisce sempre nel profondo come i poveri sappiano condividere e ricominciare sempre… Anche da questa terra d’Africa, uomini, donne, giovani provocano la Provvidenza con gesti discreti di solidarietà e nel travaglio dei giorni sanno offrire speranza.

Grazie cari amici, che il gesto di solidarietà non si esaurisca mai nel vostro Gruppo perché la vita possa sempre sorridere ai poveri. Che il Signore benedica voi e le vostre famiglie e vi protegga.

Faisalabad, Pakistan: scuola arredata

La “St. Albert high school” di Faisalabad ha finalmente banchi, cattedre, sedie… Studenti e insegnanti potranno godere al massimo del privilegio di essere a scuola, senza soffrire per la mancanza di adeguate strutture. Ce ne scrive suor Arshad, che ha seguito tutto il progetto:

Io, suor Arshad, e tutte noi Suore della Carità di S. Giovanna Antida, insieme allo staff della scuola St. Albert siamo molto grati a voi, carissimi amici del Gruppo India, per l’aiuto che da anni donate ai nostri bambini poveri. Ma in particolare, desideriamo dirvi un grande grazie per il più recente dono che abbiamo ricevuto: banchi, tavoli e sedie… I nostri bambini adorano studiare, promuovere le loro famiglie e avere un futuro migliore. Qui le famiglie sono molto povere e svolgono lavori di basso livello nelle fabbriche di mattoni, per cui è molto difficile per loro affrontare le spese per le necessità e l’educazione dei loro figli.

Tutti noi, e i bambini prima di tutti, siamo molto felici del vostro grande sostegno e attenzione, e sono proprio loro a gridarvi il grazie più grande e carico di affetto… un grazie che vi hanno scritto e disegnato e che abbiamo cercato di raccontarvi attraverso le foto. Il numero degli studenti è in aumento e i genitori sono felici di mandare i loro figli a scuola. Desiderano che i loro figli ricevano istruzione in un ambiente cristiano e che abbiano un futuro luminoso nella vita, ma purtroppo non possono permettersi le spese dell’istruzione poiché già vivono alla giornata. Grazie, allora, a voi per la possibilità che ci donate di sostenerli col vostro grande aiuto e generosità.

Vi assicuriamo che tutti gli studenti e i loro genitori, il personale della St. Albert di Faisalabad e tutte le suore vi ricordano nelle loro preghiere. Ancora una volta i nostri più sentiti ringraziamenti per la vostra generosità e che le benedizioni di Dio siano sempre con voi.

Suor Arshad Yousaf SdC