Ebolowa, Camerun: tetto riparato

Risolte le problematiche delle infiltrazioni d’acqua dal tetto che portavano danni e disagi a vari locali della missione delle Maestre Pie Venerini tra cui le stanze in cui sono accolti i bambini più piccoli dell’asilo nido e della scuola materna.

Nel corso dei lavori sono stati scoperti altri punti deboli del tetto che entro pochi mesi si sarebbero manifestati chiaramente; anche questi sono stati messi in sicurezza prevenendo ulteriori danni. Ora non ci sono più muffe, rischi da caduta intonaco o pavimento scivoloso!

Ngaoundal, Camerun: formazione femminile

Il Centro di Formazione Femminile esiste ormai da molti anni e nel corso del tempo ha progressivamente cambiato la sua offerta per adeguarla a quanto effettivamente le ragazze cercano e a quello che a loro è più utile. Le Suore della Carità di S. Antida si sono rese conto che strutturare le lezioni comprendendo anche materie teoriche (che permettessero di affrontare al termine l’esame di stato per ottenere il diploma) scoraggiava molte ragazze dalla frequenza: la maggioranza non aveva una preparazione sufficiente. Dopo anni di difficoltà, si è quindi deciso di trasformare i corsi puntando solo sulla parte pratica: mettere in grado le ragazze di tagliare e cucire sia abiti per loro e la famiglia, sia seguendo lo stile dell’alta moda africana. Così dall’anno scolastico 2023/24 il numero di ragazze che si iscrivono è in continuo aumento e quello degli abbandoni in netto calo.

In questi anni, si è avuto conferma che le giovani, a causa della situazione sociale, culturale ed economica svantaggiata in cui vivono, preferiscono gli studi pratici per poter intraprendere un’attività alla fine della loro formazione e diventare finanziariamente indipendenti. La cultura locale non promuove lo sviluppo integrale della donna e le ragazze devono fare di tutto per evitare di cadere nella trappola di consuetudini basate sul matrimonio precoce e sulla prostituzione. I risultati di questi anni sono molto soddisfacenti e incoraggianti. Le ragazze sono molto motivate e impegnate nell’apprendimento del taglio e del cucito; inoltre sia loro che le famiglie stanno prendendo coscienza dell’importanza della formazione.

Per l’anno scolastico 2025-2026 ci sono state 53 iscrizioni, di cui 33 al primo anno, 14 al secondo e 6 al terzo anno, quello del perfezionamento. Considerando che in tutto l’anno ci sono stati solo tre abbandoni, è chiaro che il numero delle partecipanti ai corsi è destinato ad aumentare e questo porta con sé tanta gioia ma anche problemi…
Già quest’anno, per i lavori pratici, si dovevano alternare tre ragazze per ogni macchina da cucire e questo impediva di imparare bene, creando anche nervosismo se una era un po’ più lenta delle altre ad apprendere la giusta tecnica.

Per evitare questi problemi e per facilitare l’apprendimento di tutte, per l’anno prossimo si vogliono acquistare altre 15 macchine da cucire in modo che possano esserci solo due ragazze per ogni postazione. A questa necessità si affianca il bisogno di alcuni lavori di manutenzione alle finestre, al soffitto, ad alcuni tavoli e banchi per rendere più accoglienti le aule.

Ringraziamo Dio perché continua a darci l’opportunità di aiutare i più bisognosi tramite voi, benefattori e collaboratori, per la vostra disponibilità e impegno nel cercare sempre di aiutare tanti poveri e realtà missionarie nel mondo. Grazie in particolare per l’aiuto che continuate a dare alle ragazze del nostro Centro di Formazione Femminile qui a Ngaoundal, accompagnandoci e sostenendoci nella nostra missione di Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret tra i poveri. Esprimiamo la nostra gratitudine a ciascuno di voi e possa Dio restituirvi al centuplo tutto il bene che fate e che permettete di fare.

Suor Claudine Boloum (Responsabile CFF)

Al sostegno straordinario per l’acquisto delle nuove macchine e la manutenzione, il Gruppo India affianca come sempre il suo contributo per il funzionamento del Centro: per fare pratica c’è bisogno di stoffe, fili, forbici e altri strumenti; le ragazze provenienti da famiglie più povere non riescono a pagare il contributo scolastico richiesto ma non per questo possono essere lasciate a casa, senza la speranza di imparare un mestiere. Un’altra difficoltà, sono i numeri crescenti delle adolescenti che non hanno neanche completato la scuola media: lasciano i percorsi scolastici perché sono incinte e poi non possono rientrare in classe insieme con i loro bimbi. Per questo, tanti genitori chiedono di accoglierle al centro con i loro bimbi. L’anno scorso ci sono state una decina di mamme poco più che bambine che hanno finito la formazione con successo.
Per dare una mano al Centro di Formazione Femminile, per qualunque aspetto (macchine da cucire, manutenzione, sostegno generico), il codice progetto è sempre 872I.

Lablé, Camerun: mensa per i bambini

La costruzione della mensa di Lablé ha preso più tempo del previsto ma da alcuni mesi i lavori sono conclusi. C’è stata l’inaugurazione ufficiale, ma al momento funziona ancora a singhiozzo e si spera di attivarla a pieno regime dall’inizio del prossimo anno scolastico.
Sarebbe bello se l’estendersi dell’iniziativa “Compleanno sospeso” riuscisse a trasformare l’offerta della merenda in occasione della propria festa in un vero pasto che celebri più compleanni che cadono nella stessa giornata!

I motivi del ritardo dei lavori sono stati sostanzialmente due: da una parte erano stati sottostimati tempi e costi per far arrivare l’acqua alla mensa; dall’altra si è accavallato il progetto di sistemazione dei locali per i corsi di promozione delle donne e suor Eveline ha preferito portarli avanti in parallelo per non far tornare operai, falegnami, idraulici ed elettricisti più volte aumentando i costi.

Le Maestre Pie Venerini vorrebbero aprire la mensa a tutti i bambini dai 3 ai 10 anni, chiedendo un contributo alle famiglie che possono permetterselo e accogliendo gratuitamente quelli con maggiori difficoltà. Questo ha sia lo scopo diretto di ridurre i costi di gestione che quello di educare le famiglie a cercare un’autonomia economica. Grazie a quanti hanno collaborato alla realizzazione!

Lablé, Camerun: sistemiamo il dispensario

In attesa di realizzazione: abbiamo terminato la raccolta fondi; siamo in attesa che il progetto sia realizzato per darvi maggiori informazioni. Grazie a quanti hanno collaborato!


Stiamo accompagnando da un paio d’anni lo sviluppo della missione di Lablé delle Maestre Pie Venerini, attraverso vari progetti tra cui il Compleanno sospeso, i corsi di formazione per le donne, i lavori per la mensa… In questo momento vogliamo sostenere il piccolo dispensario, che versa in cattive condizioni: ci sono muri da intonacare, porte e finestre da sostituire, materassi da cambiare…

In particolare sono in pessime condizioni le stanze delle partorienti e i bagni a disposizione dei pazienti. Molte finestre sono prive di protezione e questo facilita l’ingresso di insetti, pioggia e polvere.
Suor Eveline vuole ospitare in maniera più dignitosa chi arriva in questo piccolo dispensario, perché si senta accolto fraternamente. Per questo e per migliorare anche la fornitura della piccola farmacia ci chiede un contributo di 6.000 euro. Il codice associato a questo progetto è 816T.

Bimingue, Camerun: per le donne

Si è concluso un progetto per aiutare le donne di Bimingue, un villaggio dove finora nessuno ha fatto nulla per loro. Per realizzare questo progetto, suor Maria ha collaborato con altre due donne: suor Jacky e la signora Loraine, professoressa presso l’Istituto Tecnico Rosa Venerini di Ebolowa, che è gestito sempre dalle Maestre Pie Venerini. Come era previsto, sono state portate avanti due diverse iniziative, la produzione di saponi che aveva anche lo scopo di far comprendere l’importanza dell’igiene e un laboratori di cucito.

La formazione sulla produzione del sapone in varie forme (sapone liquido, candeggina, sapone duro…) e sui metodi per tingere la stoffa è durata due mesi e si è svolta in diversi villaggi dei dintorni. Le donne hanno partecipato a piccoli gruppi e appreso molto bene l’arte di preparare questi prodotti, che hanno già iniziato a vendere al mercato oltre che a usarli in famiglia.

Nel frattempo il laboratorio, che era stato già avviato, ha proseguito il suo lavoro con la preparazione di tessuti e cuciti sempre più perfetti. Non sempre è stato possibile usare le macchine elettriche per la mancanza della luce, questo ha un po’ rallentato il ritmo, tuttavia le donne sono state contente di quanto appreso e potranno usarlo per guadagnare qualcosa in proprio o quanto meno per ridurre le spese.

Lablé, Camerun: formazione donne

In attesa di realizzazione: abbiamo terminato la raccolta fondi, siamo in attesa che il progetto sia realizzato per darvi maggiori informazioni. Grazie a quanti hanno collaborato!


Dare una preparazione professionale a una donna, aiutarla a sviluppare le proprie capacità e spingerla ad aprirsi alla società può trasformare tutta una famiglia e pian piano un villaggio. Questo è quello che cerca di fare suor Eveline Assen, delle Maestre Pie Venerini, che vuole offrire vari corsi in modo che ogni donna possa trovare la propria strada. Non è facile in un posto come Lablé, dove il ruolo tradizionale delle donne è quello di restare in casa e occuparsi soprattutto del marito.

Per fortuna vicino alla missione ci sono molti locali di proprietà della Diocesi, anche se molti in cattivo stato, e così suor Eveline ha contattato il Vescovo e col suo permesso ha iniziato a ristrutturare una sala per lezioni di cucito e informatica e uno spazio da dedicare a un corso di pasticceria con adiacente un negozio per vendere i prodotti.

Il progetto si rivolge a ragazze e giovani donne sposate per una loro promozione culturale e sociale e per dare loro una attività che le possa rendere più autonome economicamente in famiglia. Si inizierà coinvolgendo un gruppo di circa 20 persone dai 20 ai 35 anni e per invogliare soprattutto le donne sposate, le più difficili da raggiungere, si darà loro un contributo in viveri: significa spronarle a uscire e a credere in una loro crescita senza togliere nulla alla famiglia e sarà importate affinché i mariti accettino di lasciarle andare alla missione per queste attività. Poter guadagnare subito qualcosa vendendo i dolci prodotti, cucendo o riparando un abito sarà uno stimolo sufficiente per poi proseguire.

I costi del progetto sono quindi abbastanza variegati: c’è la spesa legata direttamente alla ristrutturazione, quella dei materiali d’uso (computer, macchine da cucire, stoffe, attrezzature per la cucina…), quella per gli insegnanti e quella in viveri. Suor Eveline ci chiede di collaborare con 15.000 euro per questa prima stagione di corsi e noi li raccogliamo con il codice 816A.

Ngaoundal, Camerun: arrivato il fibroscopio

Aggiornamento ottobre 2025: il nuovo fibroscopio è arrivato in ospedale, è stato predisposto tutto il necessario ed è già in funzione. Grazie a quanti hanno collaborato!

Di seguito l’appello che avevamo pubblicato nel mese di aprile 2025, ormai superato.


Anni fa, grazie ad alcuni amici del Gruppo India, l’ospedale di Ngaoundal aveva acquistato un fibroscopio che è stato utilizzato per eseguire gastroscopie nei tanti soggetti affetti da dolori acuti e cronici allo stomaco. La fama di questo apparecchio, la cosiddetta “TV addominale”, si era sparsa rapidamente e il passaparola aveva fatto arrivare in ospedale e guarire molti pazienti.

Purtroppo però da qualche mese il fibroscopio è inutilizzabile perché la perdita di una piccola vite ha fatto entrare acqua nella telecamera. Già precedentemente c’era stato un altro guasto ed era stato possibile ripararlo, ma questa volta non c’è nulla da fare, perché l’apparecchio è vecchio, è difficile trovare pezzi di ricambio e solo a prezzi molto alti, comparabili con quelli di un nuovo fibroscopio.

Per questo suor Christine, che ora dirige l’ospedale delle suore di S. Antida, ha chiesto un contributo di 7.000 euro per comprarne uno nuovo localmente per evitare le alte spese doganali affrontate con il primo acquisto che era stato fatto in Italia (perché all’epoca nessuno vendeva questi apparati sanitari in Camerun).

Per conoscere meglio la realtà di questo ospedale, pubblichiamo una testimonianza del dottor Giuseppe Puglia, un ginecologo siciliano, appena rientrato da uno dei suoi periodi di volontariato a Ngaoundal:

«Sono tornato a Ngaoundal dopo 5 anni, per la sesta volta, accolto dalle Suore della Carità di S. Giovanna Antida che mi hanno fatto sentire uno di loro. Buona anche l’accoglienza del personale dell’ospedale che conoscevo.

Ngaoundal si trova nel Camerun, in una zona rurale dell’Adamoua dove la gente ha un reddito molto basso e non può pagare le prestazioni sanitarie perché lo stato, tranne che per i malnutriti e i soggetti malati affetti da AIDS, non dà quasi nulla. Basti pensare che per i controlli in gravidanza (visite ed ecografie) e l’assistenza al parto, sia spontaneo che con taglio cesareo, corrisponde alla struttura solo 6.000 Franchi CFA che corrispondono a circa 10 euro.

A Ngaoundal, prima che sorgesse l’ospedale (entrato in funzione a metà aprile 2016) l’assistenza sanitaria era demandata ai Centri di Sanità, con sala parto, ma senza sala operatoria. Per poter effettuare un intervento chirurgico in urgenza, i pazienti dovevano essere trasferiti al più vicino ospedale, a 100 km di distanza, ma spesso morivano perché non c’era il tempo per arrivare. In questo contesto svolgevano la loro missione le suore di S. Giovanna Antida Thouret che hanno sentito, così, l’urgenza di costruire un ospedale che si avvia ormai al compimento del decimo anno di attività.

Con soddisfazione ho potuto constatare che negli ultimi anni, grazie al costante impegno e lavoro delle suore, con la presenza dei volontari e con l’aiuto economico di tanti amici e sostenitori, è cresciuta l’offerta dei servizi di oculistica, odontoiatria, oltre al laboratorio analisi, alla radiologia e alla gestione della sala parto.

Anche il blocco operatorio è migliorato nella continuità assistenziale garantita attualmente da una buona equipe medica e infermieristica. Qualche difficoltà c’è, in questo momento, per gli interventi urgenti, in modo particolare per quelli di chirurgia addominale, quando l’unico medico in grado di effettuarli non è presente. Anche i tempi di intervento sono migliorati per la presenza attiva anche di notte del personale del blocco operatorio.

Questo è il frutto della costante formazione del personale che, nel tempo, è stata voluta e sostenuta dalle suore, grazie a quanti, amici e sostenitori, gruppi e organismi, le accompagnano e le sostengono economicamente in questa loro impegnativa missione.

L’offerta aumenta anche con le campagne gratuite di oculistica, odontoiatria, ginecologia e altre specialità (…soprattutto quando sono presenti medici volontari). Naturalmente per tutti i medici c’è l’invito a mettere per qualche tempo la loro vita e le loro specializzazioni al servizio di chi è più svantaggiato.

Purtroppo a Ngaoundal le criticità storiche rimangono, quale il pareggio del bilancio e la presenza di un secondo chirurgo autorizzato per il quale si sta cercando di provvedere. C’è anche la necessità di un’ambulanza per il trasporto assistito dei pazienti che debbono essere trasferiti in altri ospedali per terapie specifiche.

L’ospedale è cresciuto ma…è necessario che i gruppi, le associazioni, gli amici e sostenitori che hanno contribuito finanziariamente a rendere possibile tutto questo, continuino a supportare economicamente l’ospedale, per mantenere e migliorare gli standard ottenuti, per completare ciò che manca, perché possa offrire le cure necessarie anche ai tanti che non possono contribuire.

In questa ottica mi rivolgo anche ai colleghi medici con l’invito a voler prendere in considerazione la scelta di dedicare un po’ del loro tempo e della loro professionalità a un’esperienza di volontariato all’ospedale di Ngaoundal: chi è ancora in servizio, utilizzando il tempo delle ferie, chi è in pensione per tempi anche più lunghi di volontariato.

Ve lo assicuro: sarà un dono grande per l’ospedale, ma sarà, soprattutto, un’esperienza che segnerà positivamente la vita di chi sceglierà di farla. Per quanto mi riguarda, vi assicuro che, ogni volta che torno a Ngaoundal,il mio bagaglio umanitario si arricchisce e mi rendo sempre più consapevole che quello che si riceve da questi popoli, in termini di amore e di gratificazione, è sempre molto di più di quello che riesco a fare per loro.

 

Dott. Giuseppe Puglia – ginecologo

Festeggia il tuo compleanno con i bambini di Lablé

L’idea ci è venuta quando, nel nostro viaggio in Camerun, abbiamo visitato Lablé, un villaggio a 150 km da Yaoundé. Qui le Maestre Pie Venerini gestiscono una scuola con 167 bambine e bambini dai 2 ai 10 anni. Le sorelle non sono in grado di offrire il pranzo e quindi i bambini spesso restano digiuni fino al pomeriggio quando tornano nelle loro “case”. Abbiamo promesso di aiutarle, così un vecchio locale è stato ristrutturato per farne una mensa ed è stato anche avviato un allevamento di polli, che di recente è diventato produttivo.

Il momento più toccante è stato quello della ricreazione. Intorno a mezzogiorno, una signora entra nel cortile con un cesto di pane. I piccoli la circondano sorridendo, pieni di speranza. Ma solo chi ha qualche moneta può acquistare un pezzo di pane. Gli altri rimangono a guardare. Fermi, silenziosi, affamati. Vedere quei bambini – allegri e vivaci – fermarsi di colpo davanti a quel cesto come se fosse un tesoro irraggiungibile, ci ha spezzato il cuore. Ci siamo guardati negli occhi. Bastavano 15 euro, quindici, per offrire una merenda a tutti. Quindici euro per cambiare quella scena. Così, spinti dall’emozione di una ragazza del nostro gruppo, abbiamo deciso che non potevamo tornarcene a casa senza lasciare qualcosa di concreto. Ed ecco l’idea… Un compleanno “sospeso” tra Italia e Africa!

Per il tuo compleanno regala una merenda ai bambini di Lablé e, quando fai la donazione, per favore indicaci il giorno del tuo compleanno così vedremo se e quando tutti insieme riusciremo a coprire tutti i 365 giorni e magari avremo un calendario con tutti i vostri nomi (codice progetto 816C).

Ebolowa, Camerun: aule ricostruite

La ricostruzione delle due aule a cui erano crollati i solai è completata nella sua maggior parte e sono già utilizzate dalle ragazze. Questo risultato permette di avere locali sufficienti a coprire tutto il ciclo di studi anche per la sezione anglofona dell’Istituto Tecnico Santa Rosa Venerini.

Mancano le ultime rifiniture, che non erano neanche previste nel progetto iniziale, necessarie per rendere più accoglienti e piacevoli le ore scolastiche: la tintura delle mura esterne ed interne e la sistemazione della pavimentazione esterna. Sono però attività che potranno essere realizzate più avanti, nel periodo delle vacanze.

Suor Ndupuechi Perpetual, che ha seguito tutto lo svolgimento dei lavori, è soddisfatta del risultato raggiunto. I lavori sono iniziati un po’ in ritardo sul previsto per motivi organizzativi dell’istituto e questo ha comportato un aumento dei vari costi (demolizione dei solai rovinati, materiale e manodopera per la ricostruzione), ma è intervenuta la congregazione delle Maestre Pie Venerini a coprire il disavanzo.

Ora tutte le ragazze, francofone e anglofone, hanno la possibilità di ricevere una buona formazione in due diversi rami: “economia sociale e familiare” e “taglio e cucito su misura”. Sia queste giovani che le Maestre Pie Venerini che le seguono con affetto e fanno di tutto per renderle donne autonome e indipendenti ringraziano di cuore chi le ha aiutate a ricostruire le aule semi-crollate. Potete ascoltare parte dei ringraziamenti e benedizioni in questo breve video che mostra le aule appena terminati i lavori, prima della ripulitura.

Ebolowa, Camerun: un sostegno ai più piccoli

Apre un centro di accoglienza per bambini sotto i 6 anni, delle famiglie più povere, spesso profughi da zone di guerra. Hanno bisogno di tutto: cibo, vestiario, cure ma soprattutto di amore e attenzione…

Molte persone in Camerun soffrono per la fame. Secondo un rapporto del 2023 del World Food Programme (WFP) il 10% della popolazione non ha abbastanza cibo per nutrirsi e il 22% ha difficoltà a reperirlo; traducendo queste percentuali, si tratta rispettivamente di 3 milioni di uomini, donne, bambini che rischiano di morire di fame e altri 6-7 milioni in gravi condizioni. Il Paese vive in una condizione di insicurezza generale a causa delle incursioni dei gruppi armati che agiscono soprattutto nelle regioni settentrionali; crescono anche le tensioni intercomunitarie, con famiglie costrette ad abbandonare i propri villaggi e una violenza diffusa che colpisce donne e bambini.

Questa “fuga” dal nord interpella spesso anche la realtà a Ebolowa perché sono sempre più numerose le famiglie che arrivano dalle zone dove esistono tensioni. Ci sono numerosi bambini tra 0 e 6 anni che ancora non hanno trovato in città una sistemazione fissa e per i quali i genitori chiedono assistenza alle Maestre Pie Venerini. Da qui l’urgenza di aprire un centro di accoglienza per minori di questa fascia di età dove abbiano assistenza alimentare, formativa, educativa e religiosa. Sono 30 i bambini sotto i 3 anni divisi in due gruppi: 0-24 mesi e 24-36 mesi; poi si assistono altri 70 bambini dai 3 ai 6 anni.

Arrivano la mattina dalle 7.30 fino alla sera, a volte anche fino alle 21.00 perché i genitori non riescono a prendersi cura di loro oppure hanno un piccolo lavoro che li costringe a essere impegnati fino a tardi.

Il nostro desiderio è dare loro prima di tutta una sicurezza psicologica e affettiva, poi che abbiano la giusta alimentazione per la loro crescita, la possibilità di sviluppare capacità motorie e manuali attraverso dei giochi didattici.

Suor Alice Kegni

La somma richiesta al Gruppo India servirà a coprire le spese per gli alimenti, gli indumenti necessari, il materiale didattico e ludico (codice progetto 816B). Il nostro contributo arriverà a questo importante centro anche nei prossimi anni per dare continuità all’opera.