Sotouboua, Togo: asilo in costruzione

L’avvio dei lavori di costruzione non è stato facile… Il nostro contributo era solo una parte di quanto necessario e quindi, anche se noi avevamo inviato la somma promessa, i lavori non erano potuti iniziare subito. La lunga attesa è terminata da qualche mese, perché sono stati rimossi tutti gli ostacoli alla realizzazione di questo importante progetto e i lavori sono iniziati. Ora le mamme di Sotouboua vedono avvicinarsi il momento in cui accompagneranno ogni mattina i loro bambini in un vero asilo dove cresceranno sani e sicuri, ben accuditi dalle Suore Canossiane. Abbiamo ricevuto alcune foto e un bel ringraziamento da suor Richarde e speriamo di poter dare presto anche l’annuncio della fine dei lavori:

Consentitemi di iniziare questa lettera esprimendo a tutti voi i nostri più sinceri rimpianti e le nostre scuse per il ritardo nell’avvio della costruzione della scuola materna di Sotouboua.

Infatti, nel novembre 2022, abbiamo ricevuto 40.000,00 euro dal Gruppo India per sostenere il progetto della costruzione. Sebbene sognassimo di dare inizio a questo progetto già da due anni, abbiamo dovuto aspettare… Ringraziamo Dio, finalmente abbiamo iniziato nel mese di gennaio 2025. Quindi vi mando alcune foto dell’avvio dei lavori.

Vorrei cogliere questa occasione anche per ringraziarvi, ancora una volta, per tutto quello che avete fatto per noi, per la pazienza e anche per la fiducia. Vi terremo regolarmente informati sull’avanzamento dei lavori.

Grazie di cuore per ciò che siete e ciò che fate per le missioni nel mondo e per venire in aiuto a coloro che hanno bisogno. Siate certi della nostra profonda stima e gratitudine.

Suor Richarde Benissan, FdCC

Lomé, Togo: formazione giovani

Si è concluso un progetto di formazione per i ragazzi di due scuole superiori alla periferia di Lomé, organizzato dalle suore missionarie “Servitrici del Vangelo della Misericordia di Dio” e che in quest’anno scolastico è stato da noi appoggiato.

Sono stati 50 i ragazzi che hanno aderito ai laboratori di formazione che si sono svolti con una serie di incontri in orario extra-scolastico durante i quali sono proposti vari temi di riflessione, illustrati ognuno in 2-4 sessioni alle quali hanno partecipato 30-50 ragazzi alla volta. Poi ogni tema è sviluppato in altri incontri con gruppetti più piccoli per approfondirlo e calarlo nella situazione personale di ognuno (per chi lo desiderava sono stati svolti anche colloqui individuali).

Le tematiche sono state molte e tutte centrali per la formazione sia scolastica che umana e spirituale: scoprire e sviluppare le proprie capacità, organizzare il tempo di studio e concentrarsi meglio, criteri per scegliere il proprio percorso professionale o l’università, riconoscere e gestire le proprie emozioni, amicizia, dialogo con i genitori, sessualità…

I ragazzi del laboratorio sono stati accompagnati all’orfanotrofio “Vio Dada” perché potessero condurre giochi, balli e trasmettere un messaggio di speranza a questi bambini. Questa è stata una prova molto positiva per i giovani, perché ha permesso loro di mettere a frutto il proprio talento e ricambiare la solidarietà che hanno sperimentato:

Vi ringraziamo molto per il vostro aiuto che è stato così fruttuoso. Grazie per rendere visibile questa solidarietà tra fratelli oltre le frontiere. Continuiamo a pregare per voi e per i vostri progetti. Molto fraternamente,

Suor Isabelle a nome di tutta la comunità delle Servitrice del Vangelo di Lomé

Una piccola parte del contributo è servita a comprare un videoproiettore e alcuni testi per aiutare i ragazzi ad affrontare le sfide della vita reale che possono vivere personalmente (omosessualità, pornografia, ecc.) o a causa del contesto socio-politico; alcuni sono biografie di personalità africane che possono servire da modello e ispirare (come ad esempio il medico congolese Denis Mkwege, che ha vinto il Premio Nobel per la pace e Josefina Bakhita).

Per condividere la gioia e i frutti di tutto ciò che questo progetto ha permesso ai ragazzi di vivere, suor Isabelle ci ha inviato questo video, contenente le testimonianze di alcuni dei giovani coinvolti.

Lomé, Togo: soccorriamo i bambini

In attesa di realizzazione: per ora abbiamo terminato la raccolta fondi, perché possiamo garantire il supporto promesso. Appena possibile vi daremo maggiori informazioni su come sta procedendo. Grazie a quanti hanno collaborato!

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I bambini affetti da HIV/AIDS che arrivano all’ospedale S. Bakhita delle Suore Canossiane sono praticamente abbandonati perché molto spesso sono stati contagiati in famiglia: alcuni sono orfani, altri non possono essere accuditi adeguatamente perché i genitori sono essi stessi malati e non hanno i mezzi economici per tutte le medicine. Questa situazione è allarmante e a volte le suore si sentono impotenti di fronte a così tanti bisogni.

L’ospedale Sainte Joséphine Bakhita delle Suore Canossiane è un ente di pubblica utilità senza scopo di lucro e le suore e il personale si dedicano a tutti i pazienti senza distinzione di sesso, etnia o religione. Ma è impossibile non sentirsi maggiormente coinvolti quando il paziente è un bambino abbandonato…

Il nostro desiderio è quello di poter prenderci cura almeno di coloro le cui famiglie sono maggiormente indigenti, così da non potersi permettere l’assistenza sanitaria, un’alimentazione adeguata e neanche una istruzione di base per i bambini. L’ospedale già cerca di coprire alcune spese, in particolare quelle sanitarie, ma non può coprire tutto. Chiediamo quindi l’aiuto del Gruppo India per seminare insieme gioia nei cuori di questi bambini e delle loro famiglie.

Che Dio riversi abbondantemente le Sue grazie sul Gruppo India e su ognuno dei benefattori. Con riconoscenza e gratitudine. Per le Suore Canossiane in Togo

suor Richarde Benissan

Per aiutare questi bambini a superare le grosse difficoltà che già incontrano nella vita si può inviare un contributo con codice progetto 342M.

Atakpamé, Togo: quasi 3.000 bambini a scuola

Atakpamé è una città del Togo, capoluogo della regione degli Altopiani. Qui il programma di studi prevede 6 anni alle elementari, 4 alle medie, 3 alle superiori. La diocesi è molto impegnata nel settore dell’istruzione e ha creato una rete di scuole per accogliere tanti bambini e ragazzi, dando un insegnamento di qualità superiore a quello delle scuole statali e coprendo anche tanti villaggi non raggiunti dalle strutture pubbliche. Tramite padre Jean Edoh (un sacerdote togolose che ha studiato in Italia) il Gruppo India sostiene cinque scuole elementari in altrettanti villaggi e il Collège Saint Jean-Paul II, scuola media ad Atakpamé; in totale sono quasi 3.000 i bambini che possono studiare e una parte di questi può farlo solo grazie all’iniziativa “adozione-borsa di studio”.

Il Collège Saint Jean-Paul II è considerato un’eccellenza anche dal governo, un modello da seguire. È piuttosto recente, infatti i primi esami di licenza si sono svolti nel 2019, e la percentuale dei promossi è sempre altissima, spesso tutti superano l’esame di stato e molti hanno ottimi voti. Alcuni dei primi diplomati sono arrivati all’università e questo è merito delle buone basi che hanno ricevuto e del fatto che molti ragazzi sono seguiti anche quando vanno alle superiori perché si iscrivono a un liceo la cui preside è consorella della preside della Saint Jean-Paul II. È molto bello anche il clima che si è creato: ogni anno il 22 ottobre (festa di S. Giovanni Paolo II, cui è dedicata la scuola) tutti gli ex-alunni si ritrovano e portano in dono materiale scolastico; alcuni si offrono come tutor nei 2-3 mesi che precedono gli esami finali. Nonostante le difficoltà che incontrano i ragazzi del Togo, sono tanti i giovani che hanno concluso gli studi e hanno ora un buon lavoro (Akakpo, Esanem…) e altri seguono le loro orme (guarda il video ).

L’eccellenza di questa scuola media ha portato anche il governo a investire su di essa facendosi carico di una parte degli stipendi degli insegnanti. Questo permette all’istituto di accettare un maggior numero di ragazzi che non avrebbero le possibilità economiche di pagare tasse e materiale scolastico.

Anche i risultati delle scuole elementari sono molto buoni (mediamente il 98% dei promossi): per questo molti genitori preferiscono mandare i figli in queste scuole, anche se devono pagare qualcosa mentre le statali sono gratuite.

Le scuole elementari sono a: Fin Digue, Atchade Kope, Atchou Onougbo (costruita col contributo di alcuni amici del Gruppo India), Abi, Akpare. Tutte queste scuole hanno 6 classi, tranne Akpare che ne ha 12. Vicino ad Atchou Onougbo c’è un altro piccolo villaggio, separato da un ruscello e i genitori hanno paura che i figli attraversino il guado nella stagione delle piogge. Per questo motivo hanno costruito una piccola scuola in loco che accoglie i primi due anni delle elementari (gestita in proprio); poi dalla terza elementare i bambini vanno alla scuola diocesana.

Le scuole hanno tutte un orario molto lungo per le lezioni, dalle 7 alle 17:30, con tre ore di pausa per il pranzo. Solo la scuola media ha una mensa (a pagamento) perché i ragazzi vengono anche da lontano e non potrebbero tornare a casa (è stato anzi necessario organizzare un servizio di trasporto scolastico per quelli che abitano più lontani, nei villaggi).

Il programma di studi è molto aderente a quella che sarà la vita di questi ragazzi e già alle elementari si studia anche agricoltura, mentre alle medie si passa all’allevamento di animali. Circa i 2/3 degli alunni che terminano le elementari proseguono alle medie, poi la metà circa di questi va alle superiori. Le superiori sono solo ad Atakpamé: un istituto di suore e uno di fratelli accolgono gratuitamente i ragazzi meritevoli, ma solo per le lezioni: se vengono da villaggi lontani si devono cercare e pagare un alloggio in città e questo riduce le possibilità di studio.

La diocesi ha creato oltre 100 scuole elementari, per dare la possibilità anche ai bambini delle zone rurali di ricevere una buona educazione, ma nel prossimo futuro una decina saranno abbandonate perché hanno troppi pochi iscritti. Il governo non aiuta queste scuole e quindi il costo non è sostenibile se non si possono riempire le aule. Le strutture saranno lasciate alla gestione dei villaggi che cercheranno di mandarle avanti da soli (in molti casi l’ipotesi è di offrire alloggio e terreno coltivabile agli insegnanti al posto dello stipendio per ridurre le spese). Resteranno sicuramente aperte e sempre seguite dalla diocesi le cinque scuole elementari che possono contare sull’aiuto economico del Gruppo India.

Lente, Togo: un pozzo per un villaggio

Sono finite le camminate di 12 chilometri (più volte al giorno) per attingere acqua al fiume! Ora il villaggio di Lente ha un suo pozzo, fonte di benessere per tutta la popolazione.

Questo villaggio è a quasi 30 chilometri da Atakpamé (Togo). È un villaggio di difficile accesso, soprattutto nella stagione delle piogge, sorto tanti anni fa come tenuta agricola del signor Lente. Nel corso degli anni il signor Lente ha cominciato ad abitarci con le sue mogli e la sua famiglia, poi è stato raggiunto da altre famiglie. Così il villaggio si è ingrandito, grazie alle tante terre coltivabili nei dintorni e ha preso il nome del suo fondatore.

L’unica fonte di approvvigionamento era il fiume Mono che scorre a circa 6 chilometri dal villaggio. L’aumento degli abitanti ha via via aggravato il problema dell’acqua: quante mamme, quanti bambini in movimento tutto il giorno per andare ad attingere acqua al fiume! Era un via vai impressionante…

Padre Jean si è recato a Lente a marzo, in occasione del funerale del capo villaggio e ha visto la precarietà della vita di questa gente proprio per la difficoltà di rifornirsi d’acqua. Per questo ci ha chiesto aiuto per scavare un pozzo e il Gruppo India ha presto trovato persone generose e disponibili ad alleviare le fatiche delle donne e dei bambini. In breve tempo il pozzo è stato scavato e ora Lente ha il suo pozzo, cui attinge con gioia tutta la comunità.

Sotouboua, Togo: finalmente la luce

Finalmente la luce elettrica è arrivata agli edifici che dovranno ospitare il Centro di Salute di Sotouboua! Si tratta di un complesso costruito inizialmente per ospitare un istituto di studi superiori, ma poi donato dal vescovo alle Suore Canossiane perché non si riusciva ad avviare questa attività per la morte del suo ideatore. Le suore hanno immediatamente pensato a un cambio di destinazione, anche per venire incontro alle esigenze della popolazione e si sono messe all’opera per rendere il complesso gestibile. Le prime necessità erano l’acqua e la luce, senza le quali era impossibile avviare il Centro Sanitario. Il pozzo è stato scavato in tempi abbastanza rapidi con il contributo di un amico del Gruppo India. I problemi più grossi sono sorti per l’allaccio alla rete elettrica: il palo più vicino era a circa 2 chilometri, ma non poteva garantire la necessaria potenza, per cui occorreva raggiungere un traliccio a circa 10 chilometri.

Facendo le pratiche per l’allaccio ci si è accorti di un ritardo nella registrazione della proprietà del terreno e quindi è stato indispensabile attendere che l’ufficio competente completasse la pratica. Tra rallentamenti burocratici e chiusure di vari dipartimenti per la pandemia, dal 2019 si è riusciti a sanare la situazione solo all’inizio del 2022. Fatta immediatamente la domanda alla società elettrica per l’allaccio, questa ha iniziato i lavori a novembre 2022. Ma ora c’è l’acqua, c’è la luce e basta solo ultimare gli ultimi lavori di riqualificazione; poi anche questa zona molto povera nel nord del Togo avrà un Centro di Salute a servizio della popolazione. Nel frattempo, sempre nello stesso comprensorio, stanno procedendo i lavori per la costruzione di un asilo che si spera possa iniziare a operare già a settembre, avvio dell’anno scolastico.

Grazie a Dio, oggi l’allaccio è fatto e il Centro di Salute ha la luce ed è praticamente pronto per l’avvio dei servizi alla popolazione di questa zona.

Diciamo un sincero ringraziamento al Gruppo India a nome delle Suore Canossiane del Togo e a nome degli abitanti dei villaggi della zona che beneficeranno dei servizi di questo nuovo Centro sanitario.

Responsabile dell’attività
Suor Richarde Benissan

 

Atakpamé, Togo: trasporto scolastico

Aggiornamento gennaio 2022: grazie a tante donazioni, abbiamo raggiunto la cifra necessaria a coprire il contributo straordinario inviato ad Atakpamé. Grazie a quanti si sono lasciati toccare dalle sue difficoltà, padre Jean può continuare la sua opera con più serenità.

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Sosteniamo padre Jean nelle iniziative per portare a scuola tanti ragazzi dei dintorni di Atakpamé! l’ultima è l’acquisto di un pulmino, cui è stato “felicemente costretto” per il maggior numero di iscritti alla scuola media.

Padre Jean Edoh è instancabile nel promuovere lo studio: tramite lui aiutiamo 6 scuole diocesane tra cui la scuola media ad Atakpamé e 5 elementari nei villaggi intorno. Il programma di studi in Togo è un po’ diverso dal nostro e prevede 6 anni alle elementari, 4 alle medie, poi solo 3 anni alle superiori. Tutte le scuole (elementari e media) hanno un orario a tempo pieno con una pausa per il pranzo; solo la scuola media ha la mensa perché i ragazzi vengono anche da lontano e non potrebbero tornare a casa (per questo motivo è attivo un servizio di trasporto scolastico, recentemente ampliato).

Alle elementari si studia agricoltura, alle medie anche allevamento di animali. Circa i 2/3 degli alunni che terminano le elementari proseguono alle medie, poi la metà circa di questi va alle superiori che si trovano solo ad Atakpamé; due scuole di religiosi accolgono gratuitamente i ragazzi meritevoli, ma se vengono da villaggi lontani si devono cercare e pagare un alloggio in città. Nonostante le difficoltà, sono tanti i giovani che hanno concluso gli studi e hanno ora un buon lavoro (Akakpo, Esanem…) e altri seguono le loro orme (guarda il video ).

Le scuole elementari seguite da padre Jean sono a Fin Digue, Atchade Kope, Atchou Onougbo, Abi e Akpare. Tutte queste scuole hanno 6 classi (una per ogni anno scolastico), tranne Akpare che ha 2 sezioni. Vicino ad Atchou Onougbo c’è un altro villaggio, separato da un ruscello e i genitori hanno paura che i figli attraversino il guado nella stagione delle piogge. Per questo motivo hanno costruito una piccola scuola in loco che accoglie i primi due anni delle elementari (gestita in proprio); poi dalla terza in su i bambini vanno alla scuola di Atchou Onougbo. Tutte queste scuole diocesane prevedono una piccola retta, mentre le scuole statali sono gratuite, ma molti genitori sono contenti di sostenere la spesa perché non c’è confronto sul livello di insegnamento.

In particolare la scuola media “College Saint Jean Paul II”, al centro di questo nuovo progetto, è un’eccellenza: la percentuale di promozione all’esame di stato (esame di licenza, affrontato per la prima volta nel 2019) è altissima e questo ha provocato un aumento di iscrizioni, tanto che padre Jean ha dovuto mettere un limite (450 alunni); e pensare che all’inizio è stata osteggiata e considerata inutile! Gli insegnanti sono dodici e sin dall’inizio lo Stato si faceva carico dello stipendio di due di loro; ora visti gli ottimi risultati altri due professori ricevono parte del loro compenso dallo Stato. Ma le spese sono comunque tante: è stato necessario ampliare e arricchire la mensa, dotare la scuola media (e anche le elementari) di tutte le misure anticovid, acquistare un nuovo pulmino… Per questo motivo padre Jean ha chiesto agli amici del Gruppo India di dare una mano in più: aggiungere al contributo per l’adozione borsa di studio un extra per compensare almeno una parte del costo del pulmino. Vogliamo inviargli 3.000 euro che stiamo raccogliendo con la sigla 922T. Padre Jean già ringrazia:

Saluto con riconoscenza il “Gruppo India” e tutti i generosi benefattori per il continuo appoggio che ci date, segno di una generosa collaborazione, con la speranza di vedere sempre i frutti dei sacrifici di ognuno di voi.
Siete voi che date speranza a questi bambini, che fate loro credere in un futuro positivo.

Grazie infinite a tutti voi.
Vi affidiamo a Colui che meglio di noi saprà tradurvi la nostra riconoscenza.

Lomé, Togo: panetteria in funzione

Nonostante le difficoltà causate dalla pandemia, possiamo considerare ormai concluso il progetto relativo alla panetteria di Lomé (Togo) che è diventato un esercizio commerciale produttivo.

Come forse ricorderete suor Daniela aveva chiesto aiuto per trasformare il panificio (inizialmente solo a uso interno delle Canossiane) in un’attività imprenditoriale capace di generare reddito e dare lavoro. Una prima fase, svolta nel 2019, aveva riguardato la ristrutturazione dei locali e l’acquisto di un nuovo forno elettrico; i risultati erano stati buoni, ma non quanto desiderato proprio per l’elevato consumo del forno che limitava i guadagni. Nel 2020 ha quindi preso il via la seconda fase: l’installazione dei pannelli solari.

I lavori sono stati un po’ rallentati, ma già da qualche mese i pannelli solari sono in funzione. Inoltre è stato acquistato un nuovo freezer perché quello precedente, ormai vecchio, consumava molto e non garantiva la corretta temperatura. L’effetto sulle bollette elettriche è stato immediato e ora la panetteria è produttiva e sono stati assunti altri due dipendenti.

Non ci resta che ringraziare quanti hanno contribuito al successo di questo progetto di sviluppo che ha portato lavoro stabile ad alcune persone e consente a molti giovani di prestare servizi occasionali (molti ne approfittano per pagarsi almeno in parte le spese scolastiche e non essere di peso alle famiglie).

Togo: sostenere lo studio di tanti ragazzi

Il Togo è un piccolo Paese dell’Africa Occidentale che ha ottenuto nel 1960 l’indipendenza dalla Francia. Purtroppo il governo non ha sviluppato un sistema sociale che prendesse a cuore sia la sanità che l’istruzione. Una persona che desidera essere curata perché malata, sia nel settore pubblico che in quello privato deve pagare ogni prestazione. Lo stesso vale per chi vuole frequentare la scuola.

L’avventura del Gruppo India in questa zona del Togo è iniziata a Kové una località a 20 km a nord-ovest dalla capitale Lomè, affiancando le iniziative delle suore canossiane. La popolazione vive in piccole capanne al centro di un appezzamento di terra che viene coltivato manualmente con attrezzi rudimentali e tradizionali. L’abbondanza o la penuria dei raccolti dipendono dalle piogge: non esiste un sistema di irrigazione. Le entrate familiari sono scarse e spesso inadeguate rispetto al numero dei membri.

Lo stile di vita della gente è molto semplice. La corrente elettrica raggiunge solo poche case mentre le capanne sparse tra le terre rimangono escluse da questo servizio. L’acqua viene attinta da corsi d’acqua naturali o da pozzi scavati manualmente. La scarsità e la poca accessibilità all’acqua è causa di mancanza di igiene e malattie diffuse. Il livello educativo della popolazione è molto basso. Non tutti coloro che cominciano la scuola elementare la portano a termine: il basso reddito delle famiglie non permette il sostenimento delle rette scolastiche.

Da subito siamo state interpellate da genitori che desiderano inviare i propri figli a scuola, ma per mancanza di mezzi non possono offrire loro questa opportunità. Inoltre ci sono gli orfani che vivono soli o alloggiati presso parenti, ma non in grado di pagare la scolarità. Davanti a queste richieste non possiamo rimanere indifferenti perché sappiamo che l’istruzione è il fondamento su cui poggia l’intera società.

Così ci scrivevano nel 2012 Maristella Bigogno e Federica Maifredi e da allora è iniziato l’aiuto del Gruppo India. Poco dopo la missione si è trasferita ad Amakpapé, prendendo il nome di “Missione Cuori Grandi” e col sostegno di varie associazioni ha preso gradatamente forma: con gli aiuti ricevuti sono state costruite la scuola materna ed elementare, la chiesa, l’infermeria, gli alloggi per i volontari, un pozzo per dare acqua a tutti… I ragazzi di Kové che avevano iniziato i loro studi sono accompagnati fino al termine del percorso scolastico, ma pian piano sono sostituiti dai bambini di questo villaggio, che si trova nella diocesi più povera del Togo.

Nel 2017 il Gruppo India ha coperto le rette scolastiche di 163 alunni delle elementari/medie, 42 studenti del liceo e 19 universitari; inoltre 5 giovani usciti presto dal circuito scolastico sono stati accompagnati nel loro apprendistato (anche questo è a pagamento!).

Un grazie sincero al Gruppo India per l’aiuto importante e durevole che ci offre per migliorare la vita di tanti ragazzi e giovani del Togo che altrimenti resterebbero senza istruzione e, di conseguenza, senza un futuro dignitoso. Ci impegniamo a continuare il progetto delle scolarità per far studiare gli alunni nella scuola più adatta alle loro capacità e aspirazioni. Osserviamo il fenomeno di un indirizzo a scolarizzare l’apprendimento dei mestieri, l’apprendistato al seguito di un “patron” inizia ad essere sostituito da alcune scuole professionali. Prevediamo perciò che ci sarà un graduale affermarsi di questo tipo di apprendimento.
Noi, insieme ai Benefattori ci impegniamo per garantire il diritto all’istruzione anche per i poveri. Il resto lo farà il Signore. Grazie.