Shire, Etiopia: a favore delle donne

La guerra in Tigrai è ufficialmente conclusa dal novembre 2022 con la stipula di un accordo di pace, ma la situazione non è certo normalizzata: sono ancora tanti, troppi, gli sfollati che non hanno una casa dove tornare; sono tante le famiglie in cui qualche componente è morto o è stato ferito; sono enormi i danni alle infrastrutture… Tutto questo, unito a un senso di insicurezza generale, rallenta la ripresa della vita normale e le possibilità di sviluppo.

Una delle strutture che ora è a serio rischio è quella del Centro Promozione Donna delle Suore della Carità di Sant’Antida, dove non è stato possibile fare manutenzione da anni e che mostra vari problemi: crepe alle pareti, infiltrazioni d’acqua da tetto e finestre che stanno imbevendo i pannelli di compensato che formano il soffitto, perdite nei servizi igienici.

Il servizio alla Promozione della Donna dedicato alla Beata Nemesia è stato avviato dieci anni fa ed è stato riconosciuto dalle autorità competenti per le scuole tecniche: accoglie giovani che vogliano raggiungere il diploma in scienze informatiche o il certificato di cucina. Quest’ultimo corso è particolarmente gradito alla popolazione locale e ogni anno il Centro Beata Nemesia è frequentato da circa 140-150 giovani della città e anche dei villaggi vicini; finora il 95% degli studenti ha trovato lavoro presso alberghi, ONG e case private.

Nella stessa struttura è ospitato il foyer aperto per le ragazze che provengono dai villaggi a rischio, quelli ai confini con l’Eritrea e dove a causa del conflitto e della presenza delle truppe dell’Eritrea le ragazze sono a rischio di essere vittime dei soldati e dei trafficanti umani. A causa delle tensioni e della paura che la guerra possa ricominciare sempre più giovani ragazze e ragazzi prendono la via della migrazione illegale. Riuscire a formarli e dare loro la possibilità di trovare un lavoro è un ottimo deterrente a questa fuga.

Ridare la piena agibilità al Centro favorirà i circa 140 studenti che frequentano i corsi di computer e cucina, le 20 ragazze del foyer che dormono e studiano nell’edificio, le 10 persone che fanno parte del personale impiegato nel Centro e tutti i poveri che ogni giorno vengono e sono accolti nel centro per essere ascoltati e sostenuti. Per portare a termine tutti i lavori necessari sono necessari 12.500 euro e il codice progetto per partecipare è 883C.

Alitena, Etiopia: apertura al futuro

I lavori di ampliamento della scuola Lideta-Mariam sono quasi completati ed è già stato possibile rispondere alla crescente domanda di istruzione secondaria superiore e migliorare l’ambiente didattico per gli studenti della 11° e 12° classe. L’intervento ha ridotto il sovraffollamento delle aule e rafforzato l’amministrazione scolastica; gli studenti hanno iniziato a frequentare le lezioni nelle strutture di nuova costruzione e ben arredate.

I principali beneficiari di questo progresso sono gli studenti delle ultime due classi del corso di studi della scuola Lideta-Mariam, che ora hanno accesso a spazi didattici migliorati. Il beneficiario indiretto è l’intero distretto di Irob, con oltre 35.000 abitanti. Le limitate opportunità di istruzione superiore nel distretto hanno costretto in passato molti ragazzi a percorrere lunghe distanze con elevati rischi finanziari, di sicurezza e sociali; ora non dovranno più allontanarsi troppo da casa e saranno in maggior numero i giovani che potranno ambire a un buon lavoro, quasi impossibile da trovare per chi si ferma al decimo anno di studi.

Mancano ancora piccoli particolari, che non pregiudicano l’operatività scolastica, tanto che sono utilizzate quattro aule arredate al piano terra che ospitano gli studenti dell’11° e del 12° anno, riducendo in modo significativo il sovraffollamento. Inoltre, una quinta aula già pronta è utilizzata come ufficio amministrativo, migliorando la gestione della scuola e l’erogazione dei servizi. Nel complesso, l’iniziativa ha migliorato l’accesso a un’istruzione di qualità, fornendo un ambiente di apprendimento più favorevole e ben attrezzato, e sostenendo la preparazione degli studenti all’istruzione superiore e al futuro inserimento lavorativo.

Grazie al vostro generoso sostegno finanziario e al contributo di altri donatori, associazioni europee ed etiopi, amici e sacerdoti dell’Eparchia di Adigrat, i lavori di ristrutturazione della scuola sono quasi completati.
Speriamo di poter continuare la nostra collaborazione con voi per apportare un cambiamento in meglio, in particolare a favore dei giovani e delle comunità di questo distretto, ormai impoverito dall’emigrazione di tante ragazze e ragazzi che non sono riusciti a condurre una vita significativa nella situazione in cui si trovavano.
Crediamo che offrire un’istruzione completa a livello di scuola superiore e una formazione professionale contribuirà notevolmente a creare giovani e comunità più stabili e piene di speranza.
Dio vi benedica
Che la misericordia, la pace e l’amore siano con voi in abbondanza!! (Giuda 1,2)


Abune Tesfaselassie Medhin
(Vescovo dell’Eparchia di Adigrat)

Soddo, Etiopia: pane per l’autonomia

La Città dei Ragazzi Sorridenti è ormai un’importante realtà a Soddo e accoglie un gran numero di ragazzi di strada per accompagnarli verso lo studio, una vita onesta e dignitosa. Abba Marcello si occupa anche del futuro e vuole rendere quest’opera il più possibile autonoma da un punto di vista economico. Per questo ha intrapreso più attività e noi lo sosteniamo nell’ampliamento del forno. I ragazzi già producono il pane per loro, ma comprando un forno industriale potranno differenziare e aumentare la loro produzione in modo da vendere anche all’esterno pane e dolci e avere un introito per la Città.

Soddo è in continua espansione e nel giro di pochi anni ha visto raddoppiare la sua popolazione che ora supera le 200.000 persone; è diventata la capitale del Sud dell’Etiopia e attrae significativi ed importanti investimenti statali e privati. Questa trasformazione sta facendo cambiare le richieste degli abitanti, soprattutto dei nuovi arrivati, che cercano sempre più servizi di qualità in ogni campo. Si aprono nuove prospettive e abba Marcello le vuole cogliere.

Ha così iniziato la costruzione di una scuola comprendente un ciclo di studi che va dalla prima all’ottava classe (nostra primaria e secondaria inferiore) che una volta realizzata potrà ospitare circa 1.000 studenti. Una parte dei posti sarà riservata ai ragazzi della Città, ma gli altri attireranno i figli delle persone appena arrivate e che non hanno trovato a Soddo la stessa offerta formativa cui erano abituati.

L’altra grande iniziativa per avvicinare la Città dei Ragazzi Sorridenti all’autonomia è quella della produzione di pane e dolci per la vendita. È necessario comprare macchinari e attrezzature varie per la lavorazione dei prodotti, banchi da lavoro e scaffalature e adeguare i locali in modo che siano messi a norma. Oltre a quelli per la produzione e cottura, sarà già previsto un primo ambiente per la vendita al pubblico collegato alla Città.
Il nostro contributo si inserisce in una più ampia raccolta di offerte, abbiamo pensato di dare i 15.000 euro che grosso modo corrispondono alla sistemazione degli ambienti; ma questo serve solo a dare un’idea di tutto il progetto perché fare solo questo sarebbe inutile, così come acquistare le attrezzature e poi non poterle usare per mancanza di spazi… Ora chiediamo a voi di sostenere il progetto, con piccole e grandi offerte (codice 805S).

Soddo, Etiopia: un rifugio per le donne

È stata completata la costruzione del dormitorio dedicato alle donne sole a Soddo: un rifugio sicuro per loro e per gli eventuali figli; l’inizio di una nuova vita, lontane dalla strada.
Abba Marcello Signoretti ci aveva chiesto di collaborare per coprire quanto mancava a concludere i lavori dopo che alcune promesse di finanziamento non erano state onorate. Ora il dormitorio è stato completato e può iniziare l’ospitalità. Non è solo un posto dove dormire, ma la premessa di una rinascita come ci spiega abba Marcello nella lettera che ci ha scritto per dare la bella notizia e ringraziare per il supporto ricevuto, minoritario rispetto al costo totale del progetto, ma fondamentale per arrivare alla sua conclusione. Quanto segue è tratto dal suo messaggio.
Il fenomeno della violenza sulle donne, con abusi e stupri, è in incremento in Africa, in particolare nei centri di medie-grandi dimensioni dove anche le donne si trasferiscono dai villaggi periferici, in fuga dalla povertà e alla ricerca di condizioni di vita più dignitose. Spesso la realtà contrasta coi sogni: molte fanno fatica a ottenere un’occupazione e quando riescono sono lavori saltuari e con redditi che non consento un dignitoso tenore di vita; altre trovano lavoro come domestiche presso le famiglie, senza ottenere alcun compenso se non la possibilità di usufruire di vitto e alloggio.
In queste condizioni spesso capita che siano anche violentate e poi allontanate. Costrette a vivere in strada, abbandonate anche dalla famiglia di origine, per molte l’unica alternativa per avere un reddito è la prostituzione.
Visto il crescente numero di donne che si trovano in queste condizioni disastrate abba Marcello ha pensato e realizzato, unitamente al Vicariato Apostolico di Soddo, la costruzione di un dormitorio dove le persone accolte (circa 50/60) potranno avere un riparo per la notte, evitando di dormire in strada sotto teli, cartoni o altro materiale da riparo con qualsiasi condizione meteorologica, protette da intemperie e malintenzionati. Avranno inoltre la possibilità di consumare un pasto (la prima colazione) e di usufruire dei servizi igienici (docce e toilette).
La struttura, di circa 300 metri quadri (8 stanze per i letti, stanza comune, bagni) è stata recentemente ultimata e sta diventando operativa. L’opera avrà un impatto significativo su queste donne perché accedere a condizioni di vita più dignitose e ritrovare un minimo di fiducia in se stesse sono elementi che concorrono a ritrovare speranza e dare prospettive e senso alla propria vita.
Certamente questo dormitorio non risolve il problema, ma quanto è stato realizzato non è che un primo passo di un processo di integrazione molto più ampio che prevede interventi nel settore dell’educazione, del lavoro, del sostegno psicologico e quanto altro possa servire per il recupero di queste persone. Non vanno comunque trascurate le ripercussioni immediate che tale intervento avrà sul territorio in quanto garantirà una riduzione del degrado sociale e dei fenomeni di micro-criminalità.
Grazie per l’aiuto che ci avete dato per portare a termine questo importante progetto.

Soddo, Etiopia: Città dei ragazzi sorridenti

Il nostro impegno con i giovani di Soddo accolti da abba Marcello e dai suoi collaboratori nella Città dei ragazzi sorridenti continua… Periodicamente questo sacerdote va in giro per la città, soprattutto nei mercati e nei pressi della stazione degli autobus, a cercare i bambini e i ragazzi che vivono per la strada; li invita a visitare la Città, regala loro una maglietta, offre un pasto e l’opportunità di una doccia… così di guadagna la loro fiducia e pian piano li coinvolge sempre più. Abba Marcello usa vere e proprie tecniche di fidelizzazione: se vieni ogni giorno, al termine della settimana ti do un paio di scarpe…

Si crea un rapporto e poi i ragazzi accettano di entrare nella Città come residenti e iniziare un percorso di recupero che abbraccia tutti gli aspetti della loro vita. Ricominciano a studiare, seguono corsi di formazione sia umana che professionale, si impegnano in tanti piccoli lavori necessari per la Città: chi fa il pane, chi si occupa delle pulizie, chi dà una mano in cucina.
È impossibile dare un numero preciso dei ragazzi ospiti, perché varia continuamente: qualcuno arriva, qualcuno parte per rientrare in famiglia (grazie alla mediazione di abba Marcello), qualcuno decide di riprendere la vita di strada per poi magari rientrare dopo un periodo più o meno breve. Difficilmente si scende sotto i 120 ospiti…

Sono ormai tanti i ragazzi usciti definitivamente perché hanno terminato gli studi o hanno imparato un lavoro. Ora sono giovani ben inseriti nella società, che hanno trovato la giusta strada per vivere appieno la loro vita. Tra loro c’è Wendewosen, uno dei primi ragazzi accolti al centro, che si è laureato ed è poi rientrato nella Città prima come collaboratore, ora come suo direttore: un esempio bellissimo per tutti, la prova che con l’impegno e un piccolo aiuto si possono raggiungere obiettivi inimmaginabili. E allora, perché non aiutare chi si impegna?
Qui potete leggere uno dei primi appelli per la Città dei ragazzi sorridenti, anche se il nostro aiuto era iniziato già nel 2012 dopo un viaggio di alcune persone del Comitato che avevano visto la bontà dell’iniziativa e la necessità di sostenerla.

Per assicurare un futuro alla Città, abba Marcello sta costruendo una scuola superiore che sarà frequentata anche da ragazzi provenienti da fuori. A Soddo c’è una grande richiesta di insegnamento di qualità e le tasse d’iscrizione pagate dalle famiglie più abbienti daranno un introito sicuro e continuo alla Città. Un altra idea allo studio è quella di ampliare la panetteria (che ora garantisce pane e qualche dolce ai ragazzi sorridenti) per aprire dei punti di vendita esterni. Fino a quando anche questi sogni di abba Marcello non si saranno trasformati in realtà, noi continueremo ad aiutarlo.

Soddo, Etiopia: formazione catechisti

Aggiornamento: il progetto è stato realizzato secondo quanto previsto, con una serie di incontri nelle varie parrocchie più tre seminari che hanno raccolto nello stesso centro catechisti provenienti da varie zone. Abba Marcello ringrazia quanti hanno donato per la formazione di queste persone legate alla varie parrocchie del Vicariato e che gratuitamente sono al servizio dei sacerdoti e dei parrocchiani.

ll vostro contributo ci ha permesso di tenere questi importanti meetings, coprendo quasi completamente tutte le spese.
ll Vescovo, il sottoscritto e il responsabile dell’ufficio pastorale, abba Paulos Weysha, vi ringraziano con tutto il cuore.
Sempre grati.

Per il vescovo Mons. Tsegaye Keneny
abba Marcello Signoretti         

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In molte zone il catechista è una figura fondamentale, la vera anima della parrocchia, perché i religiosi sono pochi e non possono occuparsi di tutto. È quindi importantissimo formare queste figure in modo che sappiano portare ovunque il Vangelo, sostenere la loro comunità, rispondere ai bisogni spirituali e materiali di tutte le persone indipendentemente da età, sesso, etnia, religione, colore e razza. Il Vicariato Apostolico di Soddo ci chiede una mano per sostenere i suoi sforzi nella formazione dei catechisti e di altre figure laiche: animatori, leader giovanili, persone da inserire nei consigli delle parrocchie.

Il Vicariato è molto vasto, all’incirca come Toscana, Lazio e Campania messe insieme, con circa 6 milioni di abitanti. Tra le grandi distanze da percorrere e l’esiguo numero di sacerdoti, sono i laici che devono impegnarsi per mantenere viva la Chiesa in quest’angolo di mondo. Il segretariato cattolico di Soddo ha preparato questa proposta di progetto per rafforzare la vita spirituale di catechisti e animatori parrocchiali attraverso diversi corsi di formazione, eventi di condivisione di esperienze e incontri. L’obiettivo è quello di migliorare la conoscenza degli insegnamenti cattolici e del catechismo e rafforzare lo spirito giovanile e laico nell’imparare gli uni dagli altri. Una volta formati, i catechisti, i leader giovanili e il consiglio dei laici parrocchiali saranno in grado di continuare a portare avanti la missione della Chiesa universale in tutte le parrocchie del Vicariato. Durante la formazione, i catechisti che arrivano da fuori Soddo potranno alloggiare nel dormitorio che il Gruppo India ha donato qualche anno fa.

In un modo o nell’altro, saranno quasi 450 le persone coinvolte direttamente in questi corsi e seminari; a loro poi il compito di continuare a seminare organizzando varie attività, con la partecipazione di sempre più comunità. Per esempio, una delle prime iniziativa sarà quella di un festival giovanile della durata di due giorni, che si spera potrà essere svolto ogni anno per favorire l’amicizia e la collaborazione.

Tutto il progetto sarà coordinato da abba Paulos Woysha che crede molto nel coinvolgimento continuo dei laici nella formazione alla fede adulta, tenendo sempre presenti i bisogni particolari e gli interessi in ogni comunità locale. È lui che ci chiede una sovvenzione di 4.000 euro, appoggiato da monsignor Tsegaye Keneni (Vicario Apostolico) che invia in anticipo il suo ringraziamento e la benedizione a quanti collaboreranno con il codice 805F.

Soddo, Etiopia: i poveri e gli asili

Aggiornamento luglio 2024: questo progetto, lanciato ad aprile 2019 per la durata prevista di tre anni, è stato più volte prorogato perché abbiamo garantito questi sostegni ad abba Marcello visto il perdurare della necessità. I suoi rendiconti, le espressioni di ringraziamento e l’assicurazione che il sostegno ai poveri e ai bambini degli asili prosegue non sono mai mancati in questo periodo. Per il momento abbiamo raccolto quanto serve per il nuovo anno di sostegno alle mense degli asili e per i poveri. I bambnini hanno ogni giorno il loro pasto e periodicamente circa 250 persone ricevono pacchi dono con cibo (soprattutto fagioli e farina), prodotti per l’igiene e chi non ha altre possibilità può fare la doccia presso il centro. In più una volta l’anno è donato a ciascuno un vestito e due volte l’anno un paio di scarpe. Per tutti loro ricevere questi doni è una vera festa!

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Aggiornamento novembre 2020: al termine del primo anno abbiamo ricevuto una breve lettera di ringraziamento:

È inutile dire quanto possa essere stato utile e prezioso il vostro contributo che ha procurato cibo giornaliero per le migliaia di bambini che frequentano quotidianamente i nostri asili.

Non siamo in Italia, dove i bambini hanno l’asilo sotto casa. In Etiopia e quindi anche nel Wolayta i bambini sono costretti a fare tanti chilometri a piedi per raggiungere l’unico asilo che serve vari villaggi. Se durante le lezioni non hanno qualche piccolo ristoro (cibo e bevande), non resistono, si addormentano o tornano alle loro case sfiniti.

Ecco perché noi non finiamo mai di ringraziare coloro che ci agevolano in questo lavoro di aiuto ai bambini. Come voi ben sapete, le preghiere degli innocenti salgono direttamente al trono dell’Altissimo, e fanno scendere tante grazie su tutti noi.

Per sfamare i poveri, grazie al vostro prezioso contributo abbiamo avuto la possibilità di acquistare tanti quintali di fagioli e anche tanta farina.

Le persone che avete aiutato e che aiuterete per altri due anni, sono le più abbandonate dalla società e dalle autorità. Persone evitate da tutti perché povere, ammalate, in alcuni casi abbandonate anche dai parenti e senza fissa dimora.

Il grazie di questa povera gente e le loro benedizioni saranno da Dio a voi accreditate.

A tutti voi e ai vostri collaboratori giunga il nostro riconoscente grazie.

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“Quando uno si trova in gravi difficoltà e grandi necessità, a chi si rivolge se non agli amici e a coloro che possono capire le tue difficoltà, i momenti e le situazioni che ti turbano profondamente?”

Così esordisce abba Marcello in una sua lettera, scusandosi perché non può fare a meno di confidare a qualcuno le sue preoccupazioni… Poi continua proponendoci due nuovi e urgenti progetti.

Il primo progetto riguarda l’aiuto ai poveri della città: si tratta di gente che nessuno aiuta, e che la gente comune evita chiamandoli “i lebbrosi”. In realtà non sono lebbrosi, ma sono tenuti a distanza perché estremamente poveri, privi di tutto; nessuno pensa a loro.

Ogni settimana abba Marcello e suoi collaboratori li radunano presso la Città dei Ragazzi Sorridenti (non hanno altra sede capace di contenere questa marea di gente abbandonata e anziana) per consegnar loro del cibo da portare a casa (parecchi chili di farina e di fagioli) e curare le loro ferite (compito assunto dalle suore di madre Teresa di Calcutta); si distribuisce del sapone e tutti possono farsi la doccia. Inoltre ogni anno si consegnano loro coperte, scarpe, vestiti nuovi e dignitosi.

Ci sono poi le visite domiciliari: si fanno le riparazioni necessarie e si consegnano letti, materassi, tutto quanto può servire.

Le spese sono notevoli e il Gruppo India ha deciso di contribuire con 5.000 euro l’anno per il prossimo triennio (codice progetto 805L).

Un secondo progetto riguarda le spese che sostiene per dare il cibo ai bambini che frequentano 15 asili del Vicariato. Anche se indirettamente questi bambini sono vittime del terremoto che ha colpito il centro Italia: infatti era un’organizzazione marchigiana che inviava un generoso contributo ma che ora non può mantenere questo impegno. Ma i 1.380 bambini hanno bisogno di cibo nutriente (costo del progetto € 10.000 l’anno, codice 805B).

Sia per i bambini che per i poveri, non potevamo non rispondere a questo appello: “Mi rivolgo a Voi, amici del benemerito Gruppo India che tanto bene semina in tante parti del mondo, confidando in un contributo, che, seppur esiguo, sarà sempre ben accetto. Sappiamo che non è la quantità che conta, anche se necessaria, ma ciò che conta sono la qualità e il cuore che si mette per compiere una buona azione. Sempre grato, abba Marcello”

Soddo, Etiopia: centro catechistico

Il Vicariato di Soddo ha ora una struttura adatta a ospitare i catechisti e i giovani durante gli incontri di formazione.

Avere dei catechisti ben preparati è fondamentale per l’attività pastorale del vicariato: sono loro che si dedicano a diffondere e a condividere la gioia del Vangelo con la loro testimonianza a gruppi e persone senza discriminazione di razza, etnia e religione, aiutando i sacerdoti a portare anche preziosi aiuti materiali.

Fino alla fine del 2017, il Vicariato non aveva un proprio centro catechistico e organizzava i corsi in saloni affittati per l’occasione. Questo richiedeva un grosso sforzo economico, perché bisognava anche ospitare i catechisti provenienti da fuori città. La ristrutturazione di un grande magazzino trasformato in dormitorio per i catechisti e i tirocinanti che arrivano da tutta l’area del Vicariato, con l’aggiunta di un salone per seguire i corsi.

Abba Marcello, che ci aveva chiesto aiuto per questa realizzazione a giugno 2017 è molto contento:

“Come avrete modo di constatare e vedere dalle foto allegate, il lavoro è riuscito molto bene grazie anche al vostro prezioso contributo. Non abbiamo parole per ringraziare la vostra benemerita organizzazione per la preziosa collaborazione e solidarietà.
Il vescovo, i sacerdoti, i giovani e i catechisti, ringraziandovi, vi riservano un ricordo nelle loro preghiere
”.

Questo progetto è stato realizzato grazie ai doni di molte persone sensibili all’opera evangelizzatrice del Vicariato e a un lascito ereditario.

Shire, Etiopia: giovani donne in azione

A Pasqua 2014 il Gruppo India aveva lanciato un appello per una cooperativa di donne che desiderava avviare una pasticceria a Shire (Etiopia). Ora è stato aperto un piccolo locale con bar, pasticceria e tavola calda, gestito dalle donne della promozione femminile seguite dalle suore di S. Giovanna Antida. Le ragazze si stanno organizzando molto bene, suddividendo i compiti tra parecchie di loro.

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Etiopia: costruzione cappelle

OmoratiA più riprese dall’Etiopia ci sono giunte richieste di aiuto per la costruzione di cappelle (circolare di Natale 2012, appello del dicembre 2013); tutte quelle per cui ci eravamo impegnati sono ora in funzione, con grande gioia della popolazione e dei parroci. Le cappelle sono tutte semplici e sembrano misere confrontate con le nostre chiese, ma sono centri polifunzionali e punti di aggregazione. Ecco le foto delle ultime due cappelle ultimate e il grazie di un parroco:

I cristiani di Bokeshoya vi ringraziano calorosamente per il vostro aiuto nella costruzione della nuova cappella. Sono tutti veramente felici e pregano per voi.

Grazie mille
 Abba Berhanu Dana

Alcune delle cappelle sono state costruite grazie a singole donazioni, altre con il contributo di tante piccole offerte; ma come sempre grazie a tutti gli amici che hanno sostenuto questo progetto!

Omorati Omorati Omorati Bokeshoya