Zakpotà, Benin: fornitura per l’ambulatorio

L’ambulatorio di Zakpotà è pronto. Il materiale necessario è stato acquistato: bilancia con altimetro e bilance pesa neonati, lettini e lampade per le visite, armadietti per medicine e materiale, carrelli multifunzionali, termometri, ottotipo luminoso, misuratori per la pressione, materiale per le medicazioni e per visite ginecologiche, defibrillatore, aste porta flebo, materiali vari per l’arredo…

Tutto il materiale è ormai sistemato all’interno dell’ambulatorio, sono arrivati anche gli ultimi permessi e a settembre inizierà l’attività con la presenza continua di una infermiera e quella bisettimanale di un pediatra. Successivamente partirà anche la parte riferita alla ginecologia. Grazie a quanti hanno collaborato a realizzare questo ambulatorio!


All’inizio dell’anno scorso è stata terminata la costruzione dell’ambulatorio; le suore hanno ricevuto del materiale sanitario, ma non è sufficiente per avviare il servizio.

Durante l’estate alcuni medici hanno anche espresso il desiderio di andare a prestare la loro opera per un po’ di tempo a Zakpotà, ma questo non è possibile finché non siano stati arredati i due ambulatori previsti: Pediatria e prima accoglienza di ginecologia con Centro ascolto per ragazze e donne.

Le Maestre Pie Venerini ci chiedono quindi aiuto per poter terminare l’allestimento il prima possibile: sono tanti i bambini e le donne in cerca di cure e ascolto… Sono necessari una bilancia con altimetro e un’altra pesa neonati, lettini per le visite, apparecchi per misurare la pressione, defibrillatore, armadietti per medicine e materiale sanitario, cassettiere, carrelli multifunzionali…

Il preventivo è stato preparato con il supporto dei medici e si sono controllati i prezzi sia qui in Italia che in Benin. Infatti il materiale di facile trasporto sarà acquistato in Italia, mentre il resto sarà preso a Cotonou.

In tutto sono necessari 10.000 euro (codice progetto 818A)

Kandi, Benin: acqua per le ragazze

In occasione della Maratona di Roma di marzo 2026, abbiamo lanciato un progetto di solidarietà che aveva lo scopo di fornire acqua potabile a un centro di accoglienza di ragazze e giovani donne in questa località del nord del Benin.

A distanza di pochi mesi, possiamo mostrarvi il risultato di questo gesto di solidarietà. Il centro di accoglienza delle Suore di S. Antida aveva già un pozzo, ma a cielo aperto e questo comportava la contaminazione dell’acqua, oltre alla difficoltà di attingere manualmente.

Era quindi importante costruire un castello d’acqua (una grande cisterna sopraelevata) per conservare l’acqua in condizioni ottimali. I lavori veri e propri sono iniziati il 20 aprile 2026 con gli scavi. Ci sono stati alcuni ritardi nella realizzazione dovuti a una dimenticanza nella programmazione: l’imprenditore non aveva valutato la necessità di costruire un piccolo locale in cui installare il quadro di comando dell’impianto solare che alimenta la pompa d’aspirazione. Questo ha comportato un aumento del costo totale, per cui suor Pauline ha cercato un ulteriore aiuto da una persona del luogo che le ha offerto parte del materiale a prezzo di costo in modo da rientrare comunque nel budget previsto.

Quando l’acqua è sgorgata dal rubinetto, è stata una grande gioia e una meraviglia per alcune ragazze che non avevano mai visto l’acqua scorrere da un rubinetto. Sono stati fatti segni della croce e sono state recitate preghiere spontanee per i benefattori che hanno reso possibile questa realizzazione. Ognuna voleva essere la prima a bere l’acqua che usciva dal rubinetto.

Tutte le ragazze che sono con noi nel convitto sono già state promesse a un uomo come spose. La loro istruzione è considerata secondaria perché i genitori dicono che è uno spreco mandare le figlie a scuola, dato che sono destinate al matrimonio. Infatti quando nasce una bambina, le si trova subito un marito; sembra impossibile, ma questa è la realtà. Dobbiamo quindi fare del nostro meglio per aiutare le nostre ragazze a essere diverse da quelle che non hanno avuto l’opportunità di frequentare il convitto. Tra le ragazze di cui ci prendiamo cura, alcune non hanno mai messo piede in una scuola, ma stanno imparando un mestiere: tessitura, cucito o parrucchiera. Le aiutiamo a diventare indipendenti, il che permette loro di vedere la vita in modo diverso da come è stato insegnato nel villaggio. Oltre alla loro formazione generale, ci occupiamo di giardinaggio e panificazione. Tutto questo con l’obiettivo di mostrare loro che possono prendersi cura di se stesse senza che un uomo le “compri” con una dote. È un’esperienza molto interessante.

Quando l’anno scorso abbiamo iniziato con l’orto, alcune erano titubanti vedendo le verdure biologiche coltivate da chi ci lavorava. Questo ha creato un clima di entusiasmo; tutte volevano dedicarsi al giardinaggio, così abbiamo formato dei gruppi. Anche se annaffiare non è stato facile, abbiamo raccolto le verdure. L’anno prossimo miglioreremo le cose grazie al castello.

Mille grazie. Grazie per aver trasformato in realtà il nostro sogno di avere un castello che ora allevia le nostre sofferenze. Che il Signore stesso ve lo restituisca centuplicato. Preghiamo Dio per voi, affinché vi doni salute, pace, gioia e i doni di cui avete bisogno per continuare a correre in aiuto di chi è nel bisogno in tutto il mondo. Vi assicuriamo delle nostre umili preghiere. Grazie grazie grazie ancora grazie

Suor Pauline Bibake

Zakpotà, Benin: piscicoltura

Quando si ha poco, bisogna ingegnarsi a ricavare il massimo da quel poco… è quello che deve aver pensato suor Margherita guardando una delle grandi vasche inutilizzate nel territorio della missione delle Maestre Pie Venerini. Così ha avuto l’idea di realizzare un impianto di piscicoltura per migliorare i pasti dei bambini della scuola e avere un po’ di soldi per tutte le altre necessità.

Si parte da ciò che si ha: qualche vascone da riadattare, un po’ di esperienza pregressa che ha fatto scaturire l’idea, i consigli degli abitanti; si punta a un allevamento di pesci gatto, da realizzare in uno stagno artificiale lungo 8 metri, largo 4 metri e profondo 2 metri. Lo stagno scelto ha una capacità di 2.500 pesci, deve essere svuotato e ripulito, vanno sistemate le eventuali crepe e riempito di acqua pulita. Poi si compreranno gli avannotti, per iniziare solo 1.000; è stato scelto il pesce gatto perché ha una rapida crescita, è molto resistente e ha un basso tasso di mortalità rispetto ad altre specie. Inoltre questo pesce è molto apprezzato e richiesto sul mercato, è facile da allevare e sarà alimentato sia con mangimi e che con prodotti trasformati provenienti dal consumo della missione. Saranno allevati in condizioni ottimali per garantirne la salute e la crescita, anche con l’ausilio di alcuni esperti.

Insomma, un progetto ben congegnato che vuole aiutare la missione di Zakpotà ad avvicinarsi a quell’auto-sostentamento tanto caro a p. Pesce e al quale abbiamo cercato di rimanere fedeli negli anni noi del Gruppo India. Ora c’è bisogno di una piccola spinta per far fronte alle prime spese, poi la vendita dei primi pesci e il risparmio sulle spese della mensa dovrebbe garantire la copertura per proseguire. Raccogliamo i contributi con il codice progetto 818M.

Tori Bossito, Benin: cucina per la scuola

In attesa di realizzazione: abbiamo terminato la raccolta fondi, grazie anche a quanto abbiamo ricevuto tramite il 5×1000; siamo in attesa che il progetto sia realizzato per darvi maggiori informazioni. Grazie a quanti hanno collaborato!


Da quattro anni la suore Maestre Pie Venerini sono in questo villaggio e gestiscono una scuola dell’infanzia e primaria molto apprezzata dalla popolazione locale. Purtroppo nella scuola non c’è una vera cucina per cui le suore hanno creato un punto di cottura all’aperto con un tendone che non assicura la necessaria igiene e praticità di utilizzo. Aiutiamo le suore a costruire una cucina per questa scuola, protetta dalle intemperie e da altri eventi negativi (pioggia, caldo, insetti, polvere…) con maggiore igiene e con gli strumenti adatti ad assicurare i pasti dei bambini.

Sarà una cucina semplice, di lamiera e legno, ma è necessario l’aiuto di tutti per raggiungere i 5.000 euro necessari a costruirla e fornirla di un minimo di attrezzature (codice progetto 818C).

Zakpotà e Tori Bossito, Benin: scuola contro la schiavitù

Aggiornamento gennaio 2026: per quest’anno le Maestre Pie Venerini non hanno chiesto il nostro aiuto, ma le scuole continuano a funzionare sia a Tori Bossito che a Zakpotà.


Esistono realtà dove la scuola fa un’enorme differenza, come questi villaggi del Benin in cui ancora si aggirano mercanti di schiavi: comprano bambini e ragazzi dalle famiglie povere per rivenderli alle grandi piantagioni come manodopera da pagare solo col minimo indispensabile per sopravvivere. Le famiglie accettano, perché con quel che ricavano posso sfamare gli altri figli. A questa realtà bisogna opporsi ed è quello che fanno le Maestre Pie Venerini, che da pochi anni sono arrivate in Benin e come primo impegno si prendono cura dell’istruzione dei bambini, per dare loro la possibilità di un futuro migliore di quello che hanno avuto i loro genitori.

Le comunità sono responsabili delle scuole che la Diocesi di Cotonou ha loro affidato sia come gestione che come didattica. Le suore si dedicano anche alla pastorale, per questo conoscono molto bene le situazioni più difficili di diverse famiglie che vivono in completa povertà.

A Zakpotà, oltre all’ambulatorio che è stato completato con il nostro aiuto, c’è una scuola dell’infanzia frequentata da circa 40 piccoli dai 3 ai 6 anni. Ricevono non solo sicurezza mentre le mamme lavorano o si danno da fare per la famiglia, ma anche un pasto assicurato con la mensa che viene offerta giornalmente. Ogni giorno, terminata la scuola, il cortile si riempie di bambini e ragazzi con la voglia di giocare e con la speranza di ricevere anche loro qualcosa da mangiare.

A Tori Bossito la scuola primaria (cui abbiamo di recente donato un pozzo) ha circa 200 alunni, ma non tutti si possono permettere di pagare la retta mensile, anche se è molto bassa. Una ventina di questi, tra i 6 e i 10 anni, sono accolti grazie all’iniziativa “adozione-borsa di studio” per dare loro una maggiore protezione, sicurezza e istruzione. Vengono non solo da situazioni disagiate, ma anche da famiglie problematiche e se non fossero accolti dalle suore, neppure frequenterebbero la scuola.

Il contributo del Gruppo India serve per coprire le rette scolastiche dei 20 bambini maggiormente disagiati e poveri di Tori Bossito, per sostenere l’asilo di Zakpotà e per acquistare materiale scolastico e libri anche per altri bambini, sempre di famiglie povere che non possono coprire tutte le spese per lo studio dei propri figli.

Il numero degli abbandoni scolastici è sempre molto alto, anche nella primaria, e condiziona pesantemente il futuro; per questo le suore cercano di accogliere tutti e di accompagnarli non solo nel cammino scolastico, ma anche in quello formativo. Diamo loro una mano in questo difficile compito, per cambiare poco a poco una realtà dove donne, ragazzi e bambini rischiano di diventare schiavi per le grandi piantagioni…

Tori Bossito, Benin: la scuola ha il pozzo

La missione di questo villaggio ha finalmente un pozzo, che dà acqua sufficiente per la scuola e la casa delle suore. Una fortuna essere riusciti a scavarlo così velocemente, perché nel frattempo la scuola ha visto aumentare il numero degli alunni e quindi la necessita di acqua!

Per rendere veramente autonoma la missione per l’approvvigionamento dell’acqua, sarebbe necessario anche un altro pozzo in un terreno vicino che si vuole coltivare in attesa di poter qui costruire un nuovo centro di formazione, una volta che la missione abbia raggiunto una certa stabilità. Le Maestre Pie Venerini speravano di effettuare i due scavi in contemporanea, anche per ridurre i costi, ma l’altra associazione contattata non è stata altrettanto veloce nel rispondere e così è stato privilegiato il pozzo per la scuola.

Manca un grande serbatoio di riserva (il castello) dove far salire e immagazzinare l’acqua in modo che sia disponibile anche in mancanza di corrente elettrica, ma le suore lo realizzeranno più avanti in autonomia, non essendo molto alta la spesa.

L’importante è che ora l’acqua c’è per la gioia di tutti e questo è stato possibile per la generosità di quanti non hanno girato la sguardo davanti alle difficoltà degli altri. Grazie!

Zakpotà, Benin: ambulatorio in avvio

I lavori all’ambulatorio di Zakpotà sono terminati, a parte piccoli particolari che saranno messi a punto nei prossimi giorni. Alcune porte sono ancora da sistemare e l’idraulico deve montare gli arredi dei bagni, ma tutto è già stato acquistato ed è presente sul posto.

Le Maestre Pie Venerini ci tenevano a offrire un servizio sanitario in questa zona e la costruzione era iniziata nel 2020 con l’obiettivo di realizzare un Pronto Soccorso. Vari problemi burocratici legati ai permessi da richiedere hanno rallentato il progetto e alla fine è stato necessario modificarlo e offrire un ambulatorio pediatrico e di sostegno alle donne (sia medico, con un servizio ginecologico, che di ascolto per ogni difficoltà). Le donne hanno veramente bisogno di aiuto, di guida, di sostegno in queste zone dove ancora arrivano mercanti che acquistano bambini e ragazze per farne schiavi nelle piantagioni di caffè.

L’ambulatorio è composto da due stanze comunicanti per la pediatria, una più grande per l’ascolto delle donne e delle ragazze (e un angolo riservato alle visite ginecologiche), un piccolo ufficio per l’archivio e direzione. Dati gli ultimi ritocchi e sistemato l’arredamento, ci sarà l’avvio ufficiale.

Nel frattempo le Maestre Pie Venerini stanno prendendo accordi con dei centri medici italiani per inviare dei professionisti che possano aiutare le suore a far partire l’ambulatorio nel miglior modo possibile; il progetto poi prevede anche l’inserimento di medici del luogo per dare continuità alle attività.

Un grande grazie di cuore a quanti hanno collaborato!