Lagarto, Brasile: in punta di piedi

Un sogno di quasi tutte le bambine è quello di indossare un tutù e ballare sulla punta dei piedi… grazie a voi è divenuto realtà per un gruppo di ragazzine di Lagarto! Non è solo un sogno realizzato, ma ha avuto una forte valenza educativa: imparare la disciplina, avere un obiettivo e impegnarsi a raggiungerlo. Oltretutto è tempo che le bambine non hanno trascorso in strada alla mercé di persone senza scrupolo, ma in un luogo sicuro e protetto.

Una parte del contributo è servito ad attrezzare il locale: il grande specchio a parete, le sbarre di supporto, l’impianto audio; ora le Maestre Pie Venerini contano di continuare a organizzare questi corsi perché le bambine che ne hanno usufruito sono state veramente felici di questa opportunità e ne hanno tratto grande beneficio:

Desideriamo esprimere la nostra profonda gratitudine al Gruppo India per il contributo inviato per il nostro piccolo progetto “Una danza per la vita”. Nonostante alcuni intoppi, siamo riuscite a svolgere un lavoro significativo e di grande impatto.

Abbiamo riscontrato qualche difficoltà nell’applicazione, in quanto il pavimento non era molto adatto allo svolgimento delle attività. Siamo però riuscite a realizzarlo in un altro spazio, riuscendo a coinvolgere così un gruppo di oltre 20 ragazze. Riconosciamo l’importanza di portare avanti questo progetto. Vi ringraziamo immensamente anche a nome di tutte le Religiose Maestre Pie Venerini che lavorano qua in Brasile, per il vostro generoso contributo, che ci ha permesso di realizzare questo bel lavoro. Il Signore Gesù che conosce tutte le cose vi retribuisca cento volte in più per tutto il bene che avete fatto a queste bambine che sono continuamente esposte a situazione di vulnerabilità.

Con affetto e tanta gratitudine, in unione di preghiere sempre,

suor Claudira Ribeiro dos Santos
Superiora Provinciale

Lagarto, Brasile: promozione donna

Concluso un corso di taglio e cucito che ha dato a un gruppo di donne la possibilità di imparare a cucire abiti per sé, per i familiari, per avviare una piccola attività imprenditoriale.

Le Maestre Pie Venerini hanno organizzato il tutto nei locali della scuola che dirigono, in un quartiere periferico molto povero. Hanno provveduto ad acquistare tutto il necessario per il corso di Taglio e Cucito, cercato un’insegnante e la collaborazione di un ente locale che aiuta chi vuole avviare un’attività a muoversi nel modo giusto. Poi il corso è cominciato con un gruppo di 15 donne, alcune sono mamme dei bambini della scuola ma altre arrivate del barrio (quartiere). Pian piano le alunne hanno cominciato a realizzare vestiti sempre più belli e impegnativi. Le donne hanno prodotto indumenti utili a loro e alle famiglie, ma anche lenzuola che hanno poi venduto per beneficenza.

Preziosi amici del Comitato Gruppo India,

vogliamo dirvi “grazie” per quanto avete pensato e per essere venuti incontro a noi. È stato un percorso breve, ma molto intenso; tutte le donne hanno appreso qualcosa di bello. Ringraziamo Dio perché questo progetto è stato molto fruttuoso.

Tutto questo non sarebbe possibile senza il vostro generoso aiuto. Rinnoviamo i ringraziamenti, anche a nome di tutte le Religiose Maestre Pie Venerini che lavorano qua in Brasile.

Il Signore Gesù che conosce tutte le cose vi retribuisca cento volte in più per tutto il bene che avete fatto per queste donne che sfidano la vita per conquistare il proprio posto nel mondo.

Con affetto e tanta gratitudine, in unione di preghiera sempre,

suor Claudira Ribeiro dos Santos

Superiora Provinciale

Salgado, Brasile: ha riaperto Casa Serena

Casa Serena accoglie ogni giorno dai 20 ai 30 bambini che vivono per le strade di Salgado, bimbi che spesso non hanno neanche un’identità ufficiale, perché nessuno li ha registrati all’anagrafe e che per questo “non esistono”: non vanno a scuola, se si ammalano non hanno diritto alle cure mediche, sono alla mercé della criminalità. Alcuni sono senza genitori, altri hanno una famiglia, ma una famiglia talmente povera (anche culturalmente) che non sa come prendersi cura di loro. A Casa Serena trovano un mondo diverso, che li riconosce come creature di Dio, bisognose di affetto, di cibo, di vestiti, di cure, di istruzione, di svago, di dignità; trovano le Suore Maestre Pie Venerini e i loro collaboratori che gli mostrano una vita diversa e quando serve intraprendono quelle azioni necessarie a dar loro un’identità, che cercano di fargli capire che c’è altro oltre la violenza della strada.

Il periodo del Covid è stato molto pesante qui in Brasile, in maniera particolare per tutti questi bambini che hanno visto chiudere Casa Serena, il loro porto sicuro. Ma le iniziative sono riprese, con il sostegno economico del Gruppo India e con le energie e l’amore delle suore e dei loro collaboratori. Con i bambini e gli adolescenti sono state realizzate con costanza attività sportive e musicali e tutti sono stati seguiti anche con un dopo scuola approfittando il più possibile del tempo disponibile per aiutare a fare i compiti quelli che già sono stati inseriti nel circuito educativo e per dare i primi rudimenti a chi ancora non ha questa possibilità. Inoltre è stato organizzato un orto, per la coltivazione delle verdure: un’esperienza abbastanza positiva anche per il senso di responsabilità che trasmette ai bambini. In questo video alcune scene delle loro attività.

Un’iniziativa lanciata per la prima volta quest’anno è stata quella di coinvolgere le mamme. Non tutte hanno preso parte, ma quelle che hanno aderito (circa 25) sono state molto contente di vedere le tante attività portate avanti dai loro figli. Un’esperienza sicuramente da ripetere!

Preziosi Amici del Comitato Gruppo India,

siamo molto contente di dirvi “Grazie, grazie mille” per quanto avete fatto per i nostri bambini del Centro Educativo “Casa Serena”, a Salgado. Chiediamo umilmente scusa di quanto abbiamo ritardato in fare questo resoconto di quello che abbiamo ricevuto l’anno scorso. Perdonateci.

Sono state grandi le sfide che abbiamo vissuto in questi tempi, ma più grande è stata la gioia che abbiamo provato con il vostro aiuto per l’acquisto degli indumenti, del cibo, per le varie spese necessarie per la missione.

Con la vostra collaborazione abbiamo fatto miracoli, ringraziamo Dio. Comunque, le sfide continuano. La Provvidenza non ci delude mai. Vi ringraziamo per quanto bene avete fatto per la nostra missione. Dio benedica tutti voi.

Con fede e gratitudine,

Suor Claudia Ribeiro dos Santos
Superiora Provinciale

Lagarto, Brasile: arrivati i nuovi banchi

I nuovi arredi scolastici sono arrivati poco prima che terminasse l’anno. I bambini hanno fatto in tempo a godere dei banchi, mentre troveranno le lavagne al loro rientro in aula (in Brasile il periodo natalizio e il Carnevale rientrano nelle vacanze estive). Lasciamo la parola a suor Maria Rita per il ringraziamento e alcune notizie sulla situazione attuale:

Carissimi fratelli del Gruppo India a noi sempre cari,
a nome di tutta la Provincia, esprimo la nostra gratitudine perché abbiamo potuto acquistare i banchi di scuola, gli armadietti e le lavagne tanto necessari e urgenti. Il vostro dono è stato utilizzato per questa finalità, affinché i nostri bambini e adolescenti possano usufruire di migliori condizioni per l’apprendimento.

Dopo un lungo tempo senza scuola per la pandemia, quest’anno gli alunni sono aumentati e ne abbiamo 220. Per loro siamo riuscite ad integrare più attività extra scolastiche: ballo, informatica, chitarra, taglio e cucito… Così possiamo impegnare per più tempo i bambini in programmi educativi, riducendo quello che passano per la strada, esposti a vari pericoli.

La realtà dei barrios (quartieri) che serviamo è di una sofferenza grande: il tasso di violenza, il commercio di droga e la fame sono aumentate tantissimo. Tanti benefici sono stati tolti alla gente più povera negli ultimi tempi! Con l’elezione del nuovo presidente siamo più speranzose perché i progetti sociali sono la priorità del suo governo.

Per tutto ringraziamo Dio dal quale proviene ogni Bene perché Lui stesso è il Bene in assoluto. Rinnovo i ringraziamenti, anche a nome di tutte le religiose Maestre Pie Venerini che lavorano qua in Brasile e dei nostri bambini e adolescenti.

Il Signore Gesù, che ritiene fatto a Sé quello che facciamo per i più piccoli vi ricolmi delle sue più elette benedizioni e vi faccia sperimentare sempre la gioia di chi dona con allegria e amore per alleviare il peso del fratello. Con affetto e tanta gratitudine, in unione di preghiera sempre,

suor Maria Rita Gonçalves Pereira

In questo video il grazie dei bambini.

Imperatriz, Brasile: sostegno a un asilo

Iniziato come un progetto che doveva durare solo un anno, legato a un peggioramento delle condizioni economiche dovute alla pandemia, ora il nostro sostegno a questo asilo è diventato una delle attività continuative… Grazie a quanti hanno collaborato e a quanti continueranno ad essere vicini a questi bambini!

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L’aiuto dato lo scorso anno è stato fondamentale per l’asilo di Imperatriz: i bambini hanno continuato a frequentare, hanno imparato tanto, sono stati sereni… Ma le difficoltà economiche persistono e per questo il Gruppo India ha deciso di prolungare il contributo straordinario giustificato dalla pandemia. Questi piccoli possono ancora contare sul nostro sostegno, nell’attesa fiduciosa della ripresa economica. Ecco come la direttrice, suor Maria, descrive ciò che lei e le educatrici fanno per i bambini:

I piccoli sono stupendi, pieni di vita con la voglia di esprimersi, di conoscere, di crescere e di allacciare sempre più relazioni. Certo la pandemia ha creato anche al nostro interno situazioni difficili da gestire, alcuni di questi piccoli hanno fatto esperienza del lutto per aver perso alcuni familiari soprattutto nonni, figure molto significative e che a volte sostituiscono totalmente la responsabilità che i genitori non possono o non sanno offrire.

Ci preme sottolineare che per noi è di grande importanza tenere presente tutto il “mondo” che gira intorno al bambino: i suoi sogni, le sue possibilità, paure e fantasmi… ecco che qui appare una parolina importante: Amore. Sì la loro povertà economica, di affetti, di cultura, di risorse viene riempita dalla certezza che sono Amati da Dio attraverso i fatti e gli educatori, gli amichetti e le conquiste, i diritti e i doveri.

Vi siamo molto grati per tutto quello che avete fatto per i nostri bambini, fornendo una qualità di apprendimento. Che il nostro buon Dio continui ad effondere molte grazie su tutti voi e che le benedizioni del Dio misericordioso scendano sulle vostre famiglie. Grazie.

Suor Maria das Dores Filgueira dos Santos
(Suora Canossiana)

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Di seguito il lancio del nostro progetto nell’estate del 2021, con maggiorni informazioni sull’asilo e sulla necessità del sostegno.

I 210 bambini del “Jardim Canossa” di Imperatriz hanno bisogno del nostro aiuto: l’asilo ha perso buona parte delle sue sovvenzioni a causa della pandemia. Questa istituzione è da tempo un punto fermo nella vita delle famiglie che vivono in una delle zone più povere e periferiche della città: offre una buona educazione ai piccoli dai 3 ai 6 anni, un buon pasto ogni giorno, la protezione di un ambiente sano, il rafforzamento dei vincoli familiari attraverso la partecipazione delle famiglie alla vita scolastica.

L’asilo di Imperatriz è stato avviato nel 2013 grazie al lavoro della Pastorale del bambino sviluppato dalle Suore Canossiane per prevenire la malnutrizione e aiutare ad uscirne: “Tuttavia, abbiamo visto che offrire solo cibo sarebbe stato troppo poco e, seguendo le orme della Fondatrice, S. Maddalena di Canossa, la quale ci ricorda che l’educazione è la base della condotta di tutta la vita, abbiamo iniziato a offrire l’educazione come un modo per promuovere i bambini nella loro totalità all’interno del processo cognitivo” (suor Manoela Pereira Nunes, Superiora provinciale). Le situazioni di vulnerabilità sociale e l’aumento di bambini con differenti sindromi, i maltrattamenti sofferti da questi piccoli e le famiglie che portano in sé “segni di violenza” e miseria, sono per le suore “sfide” da combattere.

La città di Imperatriz è in costante espansione, ma con una grave dicotomia: pochi benestanti proprietari di grandi negozi e di latifondi e una crescente maggioranza di poveri in cerca di lavoro. In questa situazione, la violenza tra i giovani e nelle famiglie aumenta sempre più. Il Comune si impegna nei servizi di educazione, ma è necessario che altri lo aiutino, perché mancano ancora scuole, specialmente per i più piccoli.

Durante questo periodo di pandemia la Provvidenza non ci ha mai abbandonato. Siamo riuscite a stare vicino alle nostre famiglie sia per sfamare i bambini sia facendo sentire loro che non sono soli: rapide visite, videochiamate, telefonate, ecc. Stare vicino alle famiglie, specialmente quelle colpite da lutti, è necessario e urgente; abbiamo offerto minestrone, pane e… consolazione perché è necessario far sentire loro che “Dio è misericordioso”.

Ma la pandemia ha colpito duramente tutto il Brasile e ne ha fatto le spese anche la scuola di Araras, sempre gestita dalle Suore Canossiane: drastica diminuzione degli iscritti e quindi degli introiti, che servivano anche a pagare buona parte delle spese dell’asilo di Imperatriz. Così ora il “Jardim Canossa” non è più economicamente autonomo: il Comune contribuisce in parte, ma è un aiuto che non è sufficiente a coprire tutte le spese ed è incostante nel tempo (ogni anno va rivisto il contratto di convenzione, senza nessuna certezza di rinnovo). Suor Manoela ci chiede una mano per sopperire quest’anno al mancato contributo della scuola di Araras, con la speranza che con la fine della pandemia tutto torni alla normalità. Il codice per aiutare i bambini di Imperatriz è 315A.

Imperatriz, Brasile: che gioia la musica!

È stato difficile organizzare corsi di musica in questo brutto periodo, ma l’Associazione “Spazio Vita” ha fatto il possibile per tener fede al suo impegno, soprattutto per dare un po’ di sollievo ai giovani brasiliani…

Da febbraio a marzo 2020 si erano iscritte una sessantina di persone (dagli otto ai quarantacinque anni) ai corsi di chitarra, flauto e canto: alcuni erano neofiti, altri volevano proseguire avendo già frequentato nel 2019. A causa della pandemia covid-19, ci sono state varie interruzioni e riduzioni della frequenza, ma circa 35 persone hanno completato i corsi (svolti quando possibile all’aperto per ridurre i rischi). Tutti questi studenti sono stati contenti, perché i corsi sono stati un grande valore per loro. Durante le festività di Natale si sono esibiti in un grande magazzino, poi alcuni hanno iniziato a suonare la chitarra nelle comunità ecclesiali o sono entrati a far parte dei cori per il canto liturgico.

Il contributo anticipato dal Gruppo India è servito a pagare gli insegnanti di musica, garantire l’igiene dei locali, le spese vive e uno strumento per arricchire la dotazione già presente. Poi siamo riusciti a raccogliere quanto già inviato per poter organizzare questi corsi, grazie ad alcuni doni veramente generosi. Così questo progetto ha portato gioia a una popolazione che ha molto sofferto e sta ancora soffrendo per la pandemia.

La nostra gratitudine per questa preziosissima collaborazione, che ha contribuito molto alla formazione musicale di tanti studenti. Senza questa generosa collaborazione non saremmo in grado di fornire questi corsi ai nostri adolescenti, giovani e adulti che ci aiutano nella nostra missione di “Far conoscere e amare Gesù Cristo”.

Sorelle Canossiane del Brasile – Imperatriz

Salgado, Brasile: un computer e cibo

Carissimi Amici del Gruppo India,

siamo tanto contente di potere dirvi “Grazie, grazie mille” per quanto avete fatto per i nostri bimbi del Centro Educativo “Casa Serena” di Salgado.

Con il vostro aiuto abbiamo fatto del gran bene, non potete immaginare!!! Comunque con alcune modifiche. Avevamo chiesto una collaborazione per l’acquisto di alcuni computer, ma ne abbiamo comprato soltanto uno e la stampante; il resto del dono l’abbiamo utilizzato per comprare alimenti per i bambini, a causa della crisi economica per la pandemia. Se abbiamo sbagliato, vi chiedo scusa…

Quest’anno avevamo moltiplicato il numero dei bambini assistiti, dai 30 fissi che erano l’anno scorso, siamo passate a 50 bambini quotidianamente e altri 20 bambini che vengono a giorni alterni. Siamo riuscite a integrare alcune giovani per realizzare delle attività sportive, come dopo-scuola, ma è durata appena un mese, perché tutte le attività sono state interrotte con l’arrivo della pandemia di covid-19. Fortunatamente avevamo ancora una buona parte del soldi e ci siamo organizzate per comprare alimenti e preparare dei pacchi per ogni famiglia, più volte, così oltre che i bimbi anche le loro famiglie ne hanno beneficiato. Abbiamo acquistato anche del materiale per i giochi, la pittura e ovviamente anche le mascherine…

Per dare un po’ di consolazione, nel giorno della festa dei bambini (il 12 ottobre) abbiamo preparato dei piccoli pacchi di dolci, caramelle, biscottini… le suore sono andate a consegnarli direttamente a casa loro. C’è stata una gioia infinita!

Ancora una volta vi ringraziamo per quanto bene fate per la nostra missione, direttamente per questi figli di Dio, sparsi per le strade tanto impolverate, a volte dimenticati da tutti, ma con una vivacità incredibile.

Dio benedica tutti voi. Con fede e gratitudine,

Suor Maria Rita Gonçalves Pereira
Superiora Provinciale

Lagarto, Brasile: sala ristrutturata

La sala multiuso di Lagarto (Brasile) è stata completamente rinnovata e messa in sicurezza. Ora si attendono tempi migliori per inaugurarla con una grande festa che veda la partecipazione di tutto il quartiere. Suor Maria Rita ci ha scritto piena di gioia per questo successo che ha alleggerito almeno per un po’ la grave situazione che stanno vivendo:

Vengo con questa lettera, per ringraziarvi della donazione che avete inviato per la ristrutturazione della Sala Multiuso di Lagarto, nel Nord Est del Brasile. Vogliamo dire che tutti i lavori previsti sono stati fatti, e fatti bene. Abbiamo voluto (ri)fare un ambiente degno e bello perché i nostri bimbi, i genitori, la gente del barrio (quartiere) e la Parrocchia potessero frequentarlo e utilizzarlo bene e per il bene.

Siamo immensamente grate a Dio e a voi per avere considerato questa nostra grande necessità, poiché erano già cinque anni che questo spazio così utile era chiuso e indisponibile. Oltre al contributo del Gruppo India, abbiamo cercato altri donatori qui in città per poter fare i lavori completamente e rendere la popolazione partecipe.

Il 31 maggio 2020, Festa di Pentecoste, abbiamo ri-inaugurato con la presenza di alcune suore, rispettando l’isolamento sociale stabilito per legge; quando tutto tornerà alla normalità, faremo una bella celebrazione con la partecipazione di tutti. Passata questa terribile pandemia, saremo così felici di potere ricevere i nostri bimbi, i vari gruppi e la parrocchia a casa nostra per realizzare tante attività, celebrazioni… Lodato sia Dio per questa conquista così bella, anche se in mezzo a tanta tristezza e morte.

A voi tutti GRAZIE, GRAZIE MILLE! Dio vi benedica tutti. In riconoscente fraternità,

Suor Maria Rita Gonçalves Pereira
e suore Venerini del Brasile

La sala era ormai inutilizzata da oltre cinque anni perché le infiltrazioni dal terreno avevano reso la struttura instabile. Considerando che l’intera struttura in muratura era compromessa è stato necessario il drenaggio del terreno, il rinforzo della struttura in ferro (ripulita dalle ossidazioni), la pavimentazione, il rifacimento della copertura, delle gradinate, delle finestre, il palco, ecc…

Al termine sono stati adeguati gli impianti elettrici e idraulici, gli scarichi fognari, le porte (sia interne che verso l’esterno), tutti gli impianti di sicurezza secondo le più recenti normative (antincendio e antipanico). L’ultima attività è stata la verniciatura dell’Auditorium. Davvero manca solo una grande festa con la partecipazione di tutti per celebrare degnamente la conclusione del progetto, i cui fondi sono stati in parte coperti dal lascito della signora Ileana. A lei, ai suoi parenti e a tutti gli altri che hanno contribuito va la riconoscenza di Suor Maria Rita e di tutto il Gruppo India.

Imperatriz, Brasile: formazione donne

I corsi previsti nel 2019 si sono regolarmente svolti, dando a tante donne e ragazze un’impagabile possibilità di apprendere tecniche utili per la vita personale e professionale. Il centro “Spazio Vita” organizza ogni anno corsi di questo genere, coinvolgendo le donne dei quartieri più poveri, facendole sentire protagoniste e non succubi di un mondo che tende a escluderle. Quest’anno sono state oltre 90 le donne, ragazze e bambine che hanno partecipato grazie al dono del Gruppo India che ha consentito di comprare tutto il materiale necessario.

Abbiamo ricevuto da Imperatriz un fotoracconto dei corsi svolti, ma altri dettagli ve li raccontiamo noi… Uno dei primi corsi avviati è stato quello di manicure e pedicure: 10 donne hanno imparato a prendersi cura delle mani e dei piedi, soprattutto delle unghie. La parte teorica ha assistito le allieve per quanto riguarda la cura, le malattie e le precauzioni nell’esercizio della professione. La parte finale del corso è stato un servizio pubblico come tirocinio per mettersi in gioco e perfezionare quanto appreso. Due partecipanti sono state premiate con il dono di alcuni attrezzature utili ad avviare un’attività remunerativa.

Il corso di Taglio e cucito è stato più impegnativo, oltre 80 ore tra marzo e giugno, con parte teorica e pratica. Ne hanno usufruito in 17 e molte di loro hanno iniziato a cucire i propri vestiti già durante le lezioni: alla festa di fine corso si sono presentate indossando il frutto del loro impegno!

Il corso di Trucco si è svolto in giungo, con 20 donne di età compresa tra 16 e 40 anni. Sono state istruite circa la cura nella scelta dei prodotti per il trucco e l’importanza di osservare la forma del viso, gli occhi, le sopracciglia e le labbra.

I corsi di artigianato sono stati tre: uncinetto, ricamo a nastro e pittura su stoffa (quest’ultimo svoltosi in due sessioni per poter seguire meglio le partecipanti). Al corso di uncinetto, tra maggio e ottobre, hanno partecipato anche alcune bambine.

Il bilancio finale è sicuramente positivo: grazie ai materiali acquistati col nostro contributo, all’impegno di suor Lenilda Correia Pereira (canossiana, coordinatrice del progetto) e delle volontarie che l’hanno affiancata, circa 90 persone hanno avuto modo di conoscere un mondo diverso da quello violento cui sono abituate, di imparare qualcosa che sarà utile al loro futuro, di diventare più autonome e migliorare la propria autostima

Grazie a tutto il team del Gruppo India che non misura gli sforzi per aiutare le persone più vulnerabili nei Paesi del terzo mondo. Lo stato di Maranhão in Brasile è uno di quelli dove è inferiore lo sviluppo umano. Purtroppo i bambini, gli adolescenti, i giovani e gli anziani sono i meno protetti della società e sono esposti a ogni tipo di violenza. Siamo state in grado con la vostra assistenza di offrire questi corsi a più di 90 persone.

Suor Lenilda Correia Pereira

Jaboticaba, Brasile: Scuola Famiglia Agricola

La Scuola Famiglia Agricola di Jaboticaba (Capim Grosso, Brasile) è un centro residenziale che ospita ragazzi e ragazze. Il corso di studio è completo, non solo materie legate al mondo agricolo ma anche portoghese, matematica, economia… Al termine si ottiene un diploma equivalente alla nostra maturità, che consente di lavorare ma anche di proseguire gli studi all’università.

È un modo diverso di fare scuola, la pedagogia dell’alternanza: i ragazzi alloggiano presso il centro per 15 giorni, frequentando le lezioni teoriche e pratiche, poi rientrano a casa per le successive due settimane per mettere in pratica quanto hanno imparato e trovare nuovi stimoli per progredire nello studio. Per questo si parla di Scuola Famiglia (Escola Familia Agricola in portoghese, EFA in breve), perché si alternano due saperi diversi ma non per questo in conflitto tra loro: la tradizione agricola del territorio semi-arido del Capim Grosso e le nuove tecniche di coltivazione e allevamento. I giovani imparano dai genitori e dalla scuola, confrontano e integrano due mondi che possono sembrare diversi… In questo modo restano radicati al loro territorio e non lo abbandonano per le facili lusinghe delle città, dove spesso i ragazzi provenienti da villaggi rurali diventano preda di alcol, droga, sfruttamento.

L’EFA di Jaboticaba comprende le ultime due classi del Curso Fondamental (ottavo e nono anno, corrispondenti agli ultimi due della scuola media italiana) e l’istituto tecnico che dura 4 anni. I ragazzi non imparano solo a coltivare la terra o le tecniche dell’allevamento, ma ricevono un’istruzione completa, che consente loro sia di continuare gli studi all’università, sia di lavorare in società o industrie, sia di rientrare in famiglia per continuare l’attività dei genitori e dei nonni ma con un bagaglio culturale completamente diverso: diventano piccoli agricoltori che sanno come preparare progetti, interfacciarsi con le banche se hanno necessità di un prestito, investire in nuove tecnologie…

La scuola di Jaboticaba è stata fondata da padre Xavier Nichele (un gesuita italiano), con il motto “Coraggio, esci dalla povertà!”. In effetti la scuola presenta ai giovani molte possibilità di uscire dalla povertà insegnandogli a pescare (non donando pesci, come dice il proverbio) e a credere nelle loro potenzialità di vivere in campagna in modo dignitoso attraverso la ricerca di nuove alternative per convivere con il semi-arido e non fuggire da esso.

Ecco come due ragazze che hanno studiato a Jaboticaba ricordano i loro anni di scuola…

Così tanti ricordi, così tanti insegnamenti… È difficile parlare della Scuola Famiglia Agricola di Jaboticaba (EFAJ) senza sentirne nostalgia… È un grande privilegio far parte di questa istituzione, perché è stato in EFAJ che ho imparato a muovere i primi passi nella vita sociale.

Sin da quando ho iniziato il corso (avevo solo 11 anni), ho sperimentato la necessità di vivere fuori della famiglia, di organizzare le mie cose in un ambiente condiviso con altre 9 ragazze, di lavarmi i vestiti, di dover rispettare gli orari… Questo può non sembrare molto, ma per una ragazza di 11 anni è molto! Il peggio è stato essere lontana da casa, dalla famiglia. Ma poi c’è stato l’adattamento all’ambiente scolastico, soprattutto attraverso il supporto di insegnanti e tutor che hanno sempre svolto il ruolo di padri e madri.

Vivere il ciclo alternato, gli stage, gli eventi, le conferenze, i laboratori e tutte le altre attività che EFAJ offre è gratificante e incommensurabile, sono insegnamenti che sono presenti nella mia vita di tutti i giorni. Oggi riconosco l’importanza di aver vissuto in un luogo che per otto anni mi ha permesso di imparare a valorizzare il mio ambiente, a rispettare la terra, a cercare miglioramenti per la comunità, a curare e rispettare la famiglia, a cercare Dio, ad avere buone amicizie, ad impormi di fronte alle irregolarità e a essere un agente di trasformazione, indipendentemente da dove mi trovo.

Ringrazio per tutta l’esperienza, per le riflessioni quotidiane nella cappella, per le serate culturali, per i pasti, per la condivisione del dormitorio, per aver creduto nella gente di campagna e nei figli dei piccoli contadini come me, per tutte le amicizie, per le gite a manifestazioni importanti, per le lezioni pratiche e teoriche, per i meravigliosi insegnanti che ho avuto, per tutte le volte che le lamentele sono state necessarie… Infine, grazie EFA, per avermi insegnato il senso di essere rurale e per aver voluto continuare su questa strada. Grazie per avermi modellato in una tecnica agricola che valorizza prima di tutto la vita.

Lívia A.

L’EFA mi ha insegnato a vivere, a essere protagonista delle mie lotte, ad avere l’autonomia per esprimere la mia voce, ma a dover rispettare lo spazio degli altri. Mi ha insegnato che non ci vuole molto per essere felici, e che è possibile trasformare la nostra realtà in qualcosa di meglio, senza doverla lasciare. Ho conosciuto la semplicità e la sua importanza.

Ho imparato a vivere nel collettivo, a pensare all’altro, e che questa è la chiave per una buona convivenza e che finisce per renderti più umile. Ho imparato a rispettare tutti gli esseri: dalla terra che ci nutre agli animali che abbiamo il dovere di curare, e a proteggere l’ambiente in generale, perché è la nostra casa. Ho imparato quanto sia importante essere attivi nella comunità, e che diventare leader non è dare ordini, ma dirigere percorsi migliori, sono cresciuta nella scuola sapendo che avrei dovuto obbedire, seguire regole, sopportare le conseguenze, e sapevo che tutto questo mi avrebbe reso una persona migliore. Ho imparato che rispettare e difendere le minoranze è di fondamentale importanza e che i movimenti sociali non sono altro che la nostra voce davanti alla società e che il produttore rurale è il grande protagonista di questo paese.

L’EFA è stata la mia seconda casa per molti anni, ma anche dopo il diploma lo è ancora, perché ho avuto padri, madri, fratelli e amici che sono e saranno parte della mia vita per sempre. Ho un legame eterno di gratitudine a questo luogo che mi ha accolto da bambina e mi ha preparato alla vita, che mi ha reso più umana, più responsabile e molto felice. Mi sento onorata di averne fatto parte, di aver indossato e indossare ancora la camicia della mia scuola, difendendola e dimostrando con grande orgoglio di provenire da un’EFA.

Thawane O.

Non solo loro, ma tutti i ragazzi che studiano all’EFA mantengono uno stretto rapporto con questa istituzione che è stata per loro una seconda casa e riconoscono il grande valore aggiunto ricevuto, tanto da caldeggiare il diffondersi di questa modalità di studio e difendere il loro mantenimento (a rischio per la crisi economica):

Pertanto, come appello, vorrei dire che l’istruzione in campagna è davvero un nostro diritto e che lo Stato ha bisogno e deve guardare a queste esperienze con maggiore attenzione e affetto, perché quando un’EFA chiude le sue porte per mancanza di fondi, non è più una scuola che non ha avuto le gambe per camminare, è il futuro di innumerevoli figli di agricoltori che non potranno avere la stessa opportunità che io ho avuto di avere la migliore esperienza educativa che potrei avere.

Angela S. L.

Ho riflettuto su come l’EFA ha fatto bene per me e ha trasformato la mia vita, anche quando tutto sembrava indicare il contrario! Un’educazione contestualizzata, sistematizzata, incastrata nella realtà e che mi ha orientato alla vita, che mi ha offerto altre possibilità e percorsi. E questo oggi mi garantisce una qualità di vita infinitamente migliore. Per questo motivo, sono grato e seguirò sempre le lezioni apprese in questa scuola!

Fabio B.

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