Ormai Lablé è un nome noto per chi segue il Gruppo India, eppure è solo un villaggio nella foresta che vive di una povera agricoltura, forse un po’ più grande di quelli che gli stanno intorno. Ma qui molto sta cambiando grazie all’opera delle Maestre Pie Venerini che stanno aiutando la popolazione a uscire dalla situazione di arretratezza e povertà in cui si trova.
In particolare le donne non hanno molte possibilità di lavoro, di autonomia e di movimento; le ragazze terminano i loro studi a 14 anni e poi diventano “lavoratrici di casa” senza avere grandi possibilità di crescita e di cammino. In questa cultura le bambine sono viste come un peso economico per le famiglie, che spesso considerano il matrimonio precoce l’unica soluzione per ridurre le proprie difficoltà.
Accompagnare le famiglie, sollecitare le ragazze ad uscire allo scoperto come protagoniste della loro vita, fare prevenzione affinché non siano costrette a sposarsi solo per non essere un peso… questo l’obiettivo dei progetti di formazione dedicati alle donne e alle giovani: taglio e cucito, computer, pasticceria, parrucchiera ed estetista.
Per poter avviare i corsi di formazione previsti è necessario installare dei pannelli solari che possano dare la corrente necessaria all’illuminazione, al funzionamento dei computer e delle macchine da cucire, del frigorifero per la conservazione degli ingredienti per il corso di pasticceria…
Sarà un processo lungo: portare le donne a frequentare i corsi professionali (una novità per Lablé) e poi aiutarle ad avviare le attività generatrici di reddito o a trovare un lavoro nella vicina città di Bafia. Saranno necessari almeno tre anni per avere i primi risultati, ma poiché alcune attività saranno avviate direttamente dalla missione, come per esempio la pasticceria o una piccola sartoria, i ricavi potranno coprire le spese per i successivi corsi professionali e garantire una continuità nella formazione delle giovani di Lablé.
Aiuta le donne di Lablé con un tuo contributo! Il codice 816L identifica questo progetto.
Per i bambini della tribù seminomade dei Samburo è difficile andare a scuola, perché sin da piccolissimi sono coinvolti nella pastorizia: è compito dei più giovani della famiglia accompagnare il bestiame al pascolo. Padre Jimmy, un missionario colombiano, ha scelto di vivere con loro e presta la sua opera nella parrocchia di San Joseph a Lodungokwe nella diocesi di Mararal. Ha organizzato una scuola serale per i bambini pastore, detti chakuti, e spinge i migliori giovani della tribù a continuare gli studi. Per questo ci chiede aiuto per far studiare cinque ragazzi particolarmente meritevoli.
John, detto Junior, già lo conosciamo, perché con il nostro sostegno ha potuto frequentare per tre anni un corso per diventare tecnico elettronico. Per il suo eccellente rendimento accademico e gli ottimi risultati ottenuti, i suoi insegnanti gli hanno consigliato di proseguire gli studi, perché ora sono sufficienti due anni per ottenere la laurea in ingegneria. Lui si è sempre distinto per la sua disciplina e il suo senso di responsabilità ed è stato persino eletto rappresentante accademico della sua università dai suoi compagni, un segno della fiducia e della stima che gli viene riconosciuta. La laurea in ingegneria era il sogno di Junior sin dalla fine della scuola, ma aveva ripiegato su un corso tecnico per i problemi economici della famiglia; ora il destino ha bussato più forte alla sua porta e Junior deve poter rispondere alla chiamata.
Maldi ha 21 anni, è il secondo di tre fratelli ed è orfano di padre. Sua madre non ha un lavoro e il fratello maggiore, pur essendo ancora giovane, fa tutto il possibile per contribuire al sostentamento della famiglia. Maldi desidera diventare insegnante e per raggiungere questo sogno deve studiare per cinque semestri al Teacher Training Center. Già ora è uno dei giovani che collaborano più attivamente per l’educazione di bambini e ragazzi della parrocchia. Svolge anche un ruolo di leadership tra i coetanei. Ha un forte desiderio di imparare per poter aiutare la sua famiglia, migliorare la propria condizione di vita e mettersi al servizio della sua comunità.
Sophia ha solo 20 anni e proviene da una famiglia molto tradizionale; è orfana di padre e sua madre, che segue uno stile di vita tradizionale, non lavora. Sophia è stata molto fortunata perché ha avuto la possibilità di frequentare la scuola pubblica; grazie a questo non è stata data in matrimonio in giovane età, come accade purtroppo ad altre ragazze della comunità. Con grande impegno e sacrificio ha concluso la scuola secondaria pubblica. Si trova però in una situazione di forte vulnerabilità, poiché non ha alcun sostegno economico. Con la borsa triennale diventerà assistente sanitaria e potrà costruire un futuro migliore per sé e per la sua famiglia.
Charles è un 19enne orfano di padre e madre e non ha un sostegno economico stabile: l’unico aiuto che riceve è da parte di una zia che gli permette di rimanere nella sua casa. Durante gli anni di scuola, Charles si è distinto per il suo comportamento disciplinato e per il suo impegno nello studio. Il suo sogno è diventare un professionista che possa aiutare gli altri a migliorare la propria vita e ad andare avanti. Nel tempo libero legge, lavora e aiuta nella cura degli animali e nelle attività della fattoria. Inoltre partecipa attivamente alla vita della comunità e offre il suo aiuto quando possibile. Desidera frequentare un corso tecnico triennale presso il Meru National Polytechnic per dare una svolta alla sua vita.
Davide ha già beneficiato di una nostra borsa di studio e nel periodo di studio ha avuto la possibilità di partecipare a uno scambio culturale andando per alcuni mesi in Tanzania. Questa esperienza gli ha permesso di acquisire nuove conoscenze e competenze, arricchendo significativamente la sua formazione personale e professionale, ma insieme a un cambiamento del piano di studi e altre difficoltà organizzative, ha prolungato il suo percorso accademico di circa due anni. Vogliamo continuare a sostenerlo perché è un giovane disciplinato e disponibile al servizio degli altri, con una difficile situazione familiare perché non riceve alcun sostegno da parte del padre e sua madre si deve prendere cura di quattro fratelli più piccoli.
I vari corsi di studi hanno durate e costi diversi, che vanno dai 750 ai 1.000 euro annui, comprendendo anche parte delle spese di vitto e alloggio, perché tutti i ragazzi saranno dei fuori sede. Si può contribuire anche in forma parziale inviando un sostegno e indicando il codice 920S.
Alcune famiglie dei villaggi intorno a Guntur (Andhra Pradesh) hanno ora i servizi igienici, ma altre sono ancora in lista di attesa… Le 25 toilette per cui avevamo chiesto il vostro aiuto nel 2025 sono state costruite nei villaggi di Thangellamudi e Anumarlapudi, favorendo migliori condizioni igieniche, oltre a garantire maggiore privacy e dignità:
Bambini, giovani, donne e anziani ne traggono beneficio in termini di maggiore sicurezza, fiducia in sé, comfort e benessere generale. Desideriamo esprimere un ringraziamento speciale e la nostra profonda gratitudine al Gruppo India per aver sostenuto questa nobile iniziativa. Il vostro generoso contributo e il vostro impegno a favore del benessere delle comunità emarginate hanno generato un impatto significativo e duraturo.
P. Kiran
Le famiglie scelte da padre Kiran (direttore esecutivo del GDSSWS – Guntur Diocese Diocese Social Service & Welfare Society) sono state le più bisognose dei due villaggi ma ce ne sono molte altre che sono prive di servizi igienici e della possibilità di affrontare la spesa. Per questo abbiamo allargato ad altre 15 famiglie questo progetto e chiediamo ancora il vostro aiuto, lasciando inalterato il codice 802T. Per meglio illustrare l’importanza di questo progetto, vi proponiamo la testimonianza di una dei beneficiari della prima fase, una giovane mamma di nome Mariyamma.
Mi chiamo Mariyamma. Vivo con i miei figli in una piccola casa alla periferia del villaggio, circondata da campi e vegetazione. Lavoro come bracciante agricola, mentre mio marito lavora nell’edilizia e i nostri figli frequentano una scuola pubblica statale. I nostri guadagni sono molto scarsi e non sufficienti a coprire le necessità della famiglia e le spese scolastiche dei figli. Facciamo fatica a provvedere al cibo quotidiano, all’istruzione e ad altri bisogni fondamentali. In passato, la nostra casa non era in buone condizioni. La struttura era precaria e mancavano i servizi igienici di base adeguati. Quando pioveva, l’acqua entrava in casa e l’area circostante diventava fangosa e sporca. Trovandosi alla periferia del villaggio, la casa era isolata e talvolta poco sicura, soprattutto per i bambini. Non disponevamo di un bagno o di uno spazio adeguato per lavarci; ciò rendeva la nostra situazione ancora più difficile. La sicurezza e la privacy erano motivo di costante preoccupazione. Ora, grazie al sostegno ricevuto, abbiamo un bagno vero e proprio in casa. Questo ha cambiato notevolmente la nostra vita quotidiana. Non dobbiamo più uscire all’aperto, un’operazione che risultava difficile e pericolosa, soprattutto per me e per i miei figli. Ora ci sentiamo al sicuro, godiamo di maggiore privacy e possiamo mantenere una migliore igiene. Questa struttura ha portato comfort e dignità alla nostra famiglia. Ringrazio sinceramente il Gruppo India per il prezioso sostegno.
Mariyamma e famiglia
Un’altra bella testimonianza è arrivata da una bambina di nome Sushma. Quello che segue è l’appello pubblicato l’anno scorso, con alcuni dettagli in più sullo svolgimento.
Non è difficile immaginare le difficoltà di un anziano di 96 anni nel doversi recare fuori di notte al buio per le necessità fisiologiche, rischiando di cadere o di ammalarsi d’inverno per il freddo, oppure i timori e i rischi delle ragazze e delle donne o ancora di bambini anche piccoli che si avventurano nel buio. Per ridurre queste situazioni il progetto prevede la costruzione di 25 toilette, a uso privato di altrettante famiglie, composte da anziani, adulti, giovani e bambini allo scopo di restituire loro salute, dignità e migliore qualità di vita. Va considerato che la presenza di defecazioni umane contamina pesantemente il terreno creando ulteriori problemi di salute e – di conseguenza – ridotta presenza a scuola dei bambini o al lavoro degli adulti, perché ammalati.
Da qui è nato il progetto ambizioso della Diocesi di costruire le toilette, ma la sfida maggiore è quella di rendere la popolazione consapevole dei rischi legati alle vecchie abitudini e di fornire sufficienti conoscenze igienico sanitarie che permettano un corretto utilizzo delle toilette e il mantenimento a lungo termine.
Pertanto ci saranno una serie di incontri con le famiglie, una partecipazione attiva della comunità sia alla costruzione dei piccoli fabbricati, che alla conoscenza delle norme basilari di igiene e a come mantenerle pulite e funzionanti nel tempo. Tutto questo richiederà un grande impegno degli operatori che si trovano in villaggi rurali isolati.
Il costo di una toilette, con la sua piccola fossa biologica, è di 320 euro ma si può contribuire anche con somme minori perché è l’unione che fa la forza. La sigla che identifica il progetto è 802T.
L’avvio della costruzione e una toilette quasi terminata
Il Centro di Formazione Femminile esiste ormai da molti anni e nel corso del tempo ha progressivamente cambiato la sua offerta per adeguarla a quanto effettivamente le ragazze cercano e a quello che a loro è più utile. Le Suore della Carità di S. Antida si sono rese conto che strutturare le lezioni comprendendo anche materie teoriche (che permettessero di affrontare al termine l’esame di stato per ottenere il diploma) scoraggiava molte ragazze dalla frequenza: la maggioranza non aveva una preparazione sufficiente. Dopo anni di difficoltà, si è quindi deciso di trasformare i corsi puntando solo sulla parte pratica: mettere in grado le ragazze di tagliare e cucire sia abiti per loro e la famiglia, sia seguendo lo stile dell’alta moda africana. Così dall’anno scolastico 2023/24 il numero di ragazze che si iscrivono è in continuo aumento e quello degli abbandoni in netto calo.
In questi anni, si è avuto conferma che le giovani, a causa della situazione sociale, culturale ed economica svantaggiata in cui vivono, preferiscono gli studi pratici per poter intraprendere un’attività alla fine della loro formazione e diventare finanziariamente indipendenti. La cultura locale non promuove lo sviluppo integrale della donna e le ragazze devono fare di tutto per evitare di cadere nella trappola di consuetudini basate sul matrimonio precoce e sulla prostituzione. I risultati di questi anni sono molto soddisfacenti e incoraggianti. Le ragazze sono molto motivate e impegnate nell’apprendimento del taglio e del cucito; inoltre sia loro che le famiglie stanno prendendo coscienza dell’importanza della formazione.
Per l’anno scolastico 2025-2026 ci sono state 53 iscrizioni, di cui 33 al primo anno, 14 al secondo e 6 al terzo anno, quello del perfezionamento. Considerando che in tutto l’anno ci sono stati solo tre abbandoni, è chiaro che il numero delle partecipanti ai corsi è destinato ad aumentare e questo porta con sé tanta gioia ma anche problemi… Già quest’anno, per i lavori pratici, si dovevano alternare tre ragazze per ogni macchina da cucire e questo impediva di imparare bene, creando anche nervosismo se una era un po’ più lenta delle altre ad apprendere la giusta tecnica.
Per evitare questi problemi e per facilitare l’apprendimento di tutte, per l’anno prossimo si vogliono acquistare altre 15 macchine da cucire in modo che possano esserci solo due ragazze per ogni postazione. A questa necessità si affianca il bisogno di alcuni lavori di manutenzione alle finestre, al soffitto, ad alcuni tavoli e banchi per rendere più accoglienti le aule.
Ringraziamo Dio perché continua a darci l’opportunità di aiutare i più bisognosi tramite voi, benefattori e collaboratori, per la vostra disponibilità e impegno nel cercare sempre di aiutare tanti poveri e realtà missionarie nel mondo. Grazie in particolare per l’aiuto che continuate a dare alle ragazze del nostro Centro di Formazione Femminile qui a Ngaoundal, accompagnandoci e sostenendoci nella nostra missione di Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret tra i poveri. Esprimiamo la nostra gratitudine a ciascuno di voi e possa Dio restituirvi al centuplo tutto il bene che fate e che permettete di fare.
Suor Claudine Boloum (Responsabile CFF)
Al sostegno straordinario per l’acquisto delle nuove macchine e la manutenzione, il Gruppo India affianca come sempre il suo contributo per il funzionamento del Centro: per fare pratica c’è bisogno di stoffe, fili, forbici e altri strumenti; le ragazze provenienti da famiglie più povere non riescono a pagare il contributo scolastico richiesto ma non per questo possono essere lasciate a casa, senza la speranza di imparare un mestiere. Un’altra difficoltà, sono i numeri crescenti delle adolescenti che non hanno neanche completato la scuola media: lasciano i percorsi scolastici perché sono incinte e poi non possono rientrare in classe insieme con i loro bimbi. Per questo, tanti genitori chiedono di accoglierle al centro con i loro bimbi. L’anno scorso ci sono state una decina di mamme poco più che bambine che hanno finito la formazione con successo. Per dare una mano al Centro di Formazione Femminile, per qualunque aspetto (macchine da cucire, manutenzione, sostegno generico), il codice progetto è sempre 872I.
Le suore di S. Antida vogliono aprire una nuova scuola a Faisalabad, nel quartiere Chak 4, per dare a tanti bambini la possibilità di studiare. Hanno a disposizione dei locali non utilizzati in un loro dispensario, ma c’è bisogno di ripristinarne la funzionalità, ripulirli, riparare porte e finestre e sistemare lo spazio esterno che al momento sarebbe fonte di pericoli per i bambini. La realtà del Pakistan è composta da diverse forme di povertà ma quella dell’educazione dei bambini e dei giovani è senz’altro una grande causa di molte altre forme di povertà. Crediamo quindi che l’istruzione sia la chiave per liberare i giovani da una delle principali cause di povertà offrendo loro uno strumento per sviluppare una vita più autonoma per se stessi e anche per chi sta loro vicino.
Nel quartiere Chak 4 le suore hanno una costruzione usata per il dispensario ma, visto che i malati diminuiscono, ci sono alcune stanze vuote ed è quindi possibile trasformarle in aule per aprire una piccola scuola primaria per i bambini della zona. Il Pakistan è un Paese colpito dalla violenza causata dal conflitto tra le religioni, ma la scuola può essere un luogo in cui i bambini non soltanto sviluppano la loro dimensione intellettuale, ma imparano anche a incontrarsi e a convivere con gli altri nel rispetto, nella pace e nella solidarietà.
Ci rivolgiamo a voi, cari amici e benefattori del Gruppo India facendo appello, ancora una volta, alla vostra generosità e al vostro aiuto concreto per la realizzazione del nostro progetto per il bene dei bambini, delle loro condizioni di vita e di sviluppo integrale in modo che possono avere l’opportunità di giocare nella gioia, essere curati in un ambiente fraterno e amichevole con l’obiettivo che la violenza e la discriminazione in Pakistan possano diminuire, mentre la pace e l’amicizia aumentino a partire dai bambini che diventeranno i membri più attivi nella società con una base ben preparata. Chiediamo al Signore di continuare a benedirvi con la sua grazia, amore e benevolenze in ogni giorno della vostra vita e missione insieme per quelli dei vostri cari. Sempre con tanta riconoscenza!
Suor Riaz Anwar
Per dare un nuovo luogo di convivenza e di crescita ai bambini di Faisalabad si possono inviare offerte con il codice 878S.
Torna il progetto “caprette contro l’abbandono scolastico” nelle campagne intorno a Guntur. Qui dove tanti genitori sono costretti a togliere i bambini dalla scuola per mandarli a lavorare, il dono di una coppia di caprette può cambiare radicalmente la situazione economica della famiglia. Non ci sarà più bisogno di scegliere tra istruzione e cibo da mettere in tavola e i bambini non dovranno rinunciare a uno dei loro diritti fondamentali.
La situazione è particolarmente grave perché molte volte chi offre lavoro preferisce assumere i bambini: si accontentano di una paga minore, non protestano per il lungo orario, non sanno cosa sia un sindacato, obbediscono a ogni ordine…
Le caprette sono facili da gestire, normalmente non occorre comprare mangimi perché trovano sufficiente erba per nutrirsi, danno latte per il consumo familiare o per la produzione di formaggi da vendere, si riproducono abbastanza facilmente. Nel progetto sono previste anche incontri di formazione per le famiglie destinatarie degli animali in modo che possano affrontare serenamente ogni piccolo inconveniente. In caso di problemi più seri, padre Chinnaiah Pudota (direttore esecutivo del Pastoral Training Center della diocesi di Guntur) potrà contattare gli esperti del settore.
Come già abbiamo fatto in anni precedenti, questo progetto favorirà un buon numero di famiglie; ma questa è una delle tante soluzioni al problema della povertà che viene attuata spesso in tante missioni anche se di solito coinvolge meno famiglie. Per donare le caprette, si può fare un’offerta con codice progetto 802B.
La guerra in Tigrai è ufficialmente conclusa dal novembre 2022 con la stipula di un accordo di pace, ma la situazione non è certo normalizzata: sono ancora tanti, troppi, gli sfollati che non hanno una casa dove tornare; sono tante le famiglie in cui qualche componente è morto o è stato ferito; sono enormi i danni alle infrastrutture… Tutto questo, unito a un senso di insicurezza generale, rallenta la ripresa della vita normale e le possibilità di sviluppo.
Una delle strutture che ora è a serio rischio è quella del Centro Promozione Donna delle Suore della Carità di Sant’Antida, dove non è stato possibile fare manutenzione da anni e che mostra vari problemi: crepe alle pareti, infiltrazioni d’acqua da tetto e finestre che stanno imbevendo i pannelli di compensato che formano il soffitto, perdite nei servizi igienici.
Il servizio alla Promozione della Donna dedicato alla Beata Nemesia è stato avviato dieci anni fa ed è stato riconosciuto dalle autorità competenti per le scuole tecniche: accoglie giovani che vogliano raggiungere il diploma in scienze informatiche o il certificato di cucina. Quest’ultimo corso è particolarmente gradito alla popolazione locale e ogni anno il Centro Beata Nemesia è frequentato da circa 140-150 giovani della città e anche dei villaggi vicini; finora il 95% degli studenti ha trovato lavoro presso alberghi, ONG e case private.
Nella stessa struttura è ospitato il foyer aperto per le ragazze che provengono dai villaggi a rischio, quelli ai confini con l’Eritrea e dove a causa del conflitto e della presenza delle truppe dell’Eritrea le ragazze sono a rischio di essere vittime dei soldati e dei trafficanti umani. A causa delle tensioni e della paura che la guerra possa ricominciare sempre più giovani ragazze e ragazzi prendono la via della migrazione illegale. Riuscire a formarli e dare loro la possibilità di trovare un lavoro è un ottimo deterrente a questa fuga.
Ridare la piena agibilità al Centro favorirà i circa 140 studenti che frequentano i corsi di computer e cucina, le 20 ragazze del foyer che dormono e studiano nell’edificio, le 10 persone che fanno parte del personale impiegato nel Centro e tutti i poveri che ogni giorno vengono e sono accolti nel centro per essere ascoltati e sostenuti. Per portare a termine tutti i lavori necessari sono necessari 12.500 euro e il codice progetto per partecipare è 883C.
La scuola primaria San Luigi Gonzaga è stata fondata dai Gesuiti del Burundi nel 2004 sulle montagne che sovrastano la città di Bujumbura, in una regione duramente colpita dalla guerra civile, per dare istruzione i figli delle famiglie locali. Si è così evitato che molti ragazzi, privi di una guida, abbiano scelto di unirsi a gruppi armati. Vista come una benedizione dalle famiglie della zona, la scuola è diventata rapidamente una delle più ambite della regione e attualmente conta 1.133 studenti, di cui 580 femmine e 553 maschi dalla prima alla nona classe. I Gesuiti sono responsabili della gestione quotidiana e dello sviluppo della scuola, mentre il governo burundese contribuisce pagando il personale docente e fornendo il materiale didattico necessario.
La visione della scuola è quella di fornire un’educazione integrale alla persona nella sua interezza, e la sua missione continua a essere quella di formare giovani capaci di contribuire alla creazione di un futuro luminoso per le loro famiglie e per l’intero Paese.
Purtroppo la scuola era stata costruita su un terreno instabile e franoso per le piogge e, nell’aprile del 2024, un edificio ha iniziato a presentare crepe, al punto che si è deciso di demolirlo per evitare che crollasse sugli studenti. A seguito di questa situazione, i padri gesuiti hanno deciso di trasferire la scuola in un nuovo sito a circa due chilometri dalla precedente sede. Dopo molti sforzi e grazie al sostegno di diversi benefattori, sono stati recentemente completati due blocchi di sei aule ciascuno e l’inizio del 2026 ha coinciso con il trasferimento della scuola nella sua nuova sede, che ora dispone di 12 aule e un edificio amministrativo. Tuttavia, la scuola non è ancora completata e rimane un cantiere: gli edifici devono essere ampliati per ridurre il numero di studenti in ciascuna classe e devono essere dotati di materiali adeguati.
I lavori del progetto hanno lo scopo di garantire il benessere degli studenti, promuovere un ambiente di apprendimento favorevole e livellare i cortili dove i bambini possono giocare. Lo scopo primario è la salvaguardia della scuola che riveste un ruolo fondamentale per l’istruzione dei bambini più svantaggiati. Tra coloro che beneficeranno direttamente della scuola ci sono gli studenti che si iscriveranno nei prossimi anni. In media ogni anno 150 studenti si iscrivono al primo anno, pertanto, nei prossimi anni saranno migliaia i bambini che frequenteranno la scuola.
L’attuazione del progetto continua a essere corale, con l’intervento di varie realtà oltre alla Provincia dei Gesuiti del Ruanda-Burundi; tra i tanti, il Gruppo India si è impegnato nel sostegno con 10.000 euro che raccogliamo con il codice 720C. Grazie per ogni mattone e ogni lavagna o banco che vorrete donare.
I buoni samaritani esistono ancora, in tanti angoli del mondo, e l’Hopital du Bon Samaritain è una dello loro azioni. È una struttura fondata nella regione di Kabinda nel 2010 per offrire cure e assistenza alla popolazione di più di 100 villaggi, sparsi e distanti dall’ospedale della città più vicina, che si trova a 60 chilometri. Grazie a volontari con diverse specializzazioni lavorative provenienti da una cittadina vicina e provvisti di mezzi propri, l’ospedale ha lavorato molto bene dal 2010 al 2019; loro stessi avevano provveduto all’istallazione di pannelli solari, indispensabili al funzionamento dell’ospedale in un’area dove manca l’energia elettrica.
L’ospedale ha più di 100 letti, camere operatorie, una sala parto e un reparto di pediatria. La mancanza di strade, di mezzi di trasporto pubblico e il bassissimo reddito della popolazione impediva alla gente di curarsi, lasciando i malati morire a casa; anche la mortalità infantile e quella delle puerpere erano le più alte della regione. L’Hopital du Bon Samaritain ha significato molto per tutti.
Purtroppo adesso funziona saltuariamente soltanto un pannello solare, in quanto gli altri sono stati gravemente danneggiati da fulmini in più occasioni. È quindi indispensabile un aiuto finanziario per poter sostituire i pannelli danneggiati e permettere così non solo la totale ripresa delle attività diagnostiche e chirurgiche, ma anche la distribuzione di acqua potabile ai degenti, grazie all’utilizzo di una pompa idraulica. Per ripristinare una buona situazione occorrono 9.200 euro che raccogliamo con il codice 920E.
Foyer vuol dire letteralmente focolare e anche se ora è molto diffuso l’uso del termine per un ambiente di attesa in un teatro o altro edificio pubblico, in Africa si resta più aderenti al significato originario e designa un piccolo pensionato per studenti. Il Gruppo India sostiene molti foyer in Ciad e nella Repubblica Centrafricana e da uno di questi arriva la richiesta di un aiuto straordinario per installare dei pannelli fotovoltaici.
Il foyer Beata Nemesia di Bocaranga accoglie ragazze provenienti da vari villaggi, bisognose di istruzione e di educazione ai veri valori della vita. Suor Maria Elena Berini ci chiede un aiuto economico per installare qui dei pannelli in modo che le ragazze possano avere luce sufficiente per lo studio anche di sera e usare tranquillamente i computer per fare le ricerche richieste dai professori. Gli stessi pannelli serviranno per far funzionare un frigorifero e un congelatore con l’energia solare eliminando l’utilizzo del petrolio.
Mi viene spontaneo iniziare con un ringraziamento per tutto il bene che operate nel mondo, in Africa e in particolare qui a Bocaranga. Tanti semi di Speranza hanno dato vita nuova a tanti poveri, emarginati, studenti, giovani ragazze…
Siete promotori di sviluppo in un mondo sempre più fragile di umanità in particolare in questa terra d’Africa assetata di Giustizia e di Pace. Formare le nuove generazioni ai valori del rispetto, della Giustizia, della Pace, all’accoglienza della diversità, è una delle priorità per l’Africa e per noi suore della Carità di S. Giovanna Antida. Attraverso la scuola e i foyer delle giovani ragazze, abbiamo in mano la possibilità di affrontare questa sfida.
Certe che, ancora una volta, ci darete una mano, vi ringrazio di cuore anche a nome di tante ragazze che usufruiranno di questo progetto. Con grande riconoscenza,
Suor Maria Elena Berini
Si può collaborare a questo progetto e aiutare l’istruzione e l’educazione di tante giovani con il codice 886L.
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