Port Sudan, Sudan: laboratorio informatico

In Sudan continua ad infierire la violenza della guerra civile, ma la situazione è relativamente tranquilla a Port Sudan, dove i padri comboniani hanno trasferito la sede della loro università. Ci hanno chiesto un aiuto per attrezzare un laboratorio di informatica, indispensabile perché ogni laurea universitaria in Sudan include nel curriculum un corso d’introduzione all’uso del computer.

I lavori si sono svolti durante questa estate. Prima di tutto sono stati acquistati e installati dei pannelli solari, collegati a delle batterie DIGI, per rendere il laboratorio indipendente dalla rete elettrica e consentirne l’uso anche dopo il tramonto del sole. Sono stati poi acquistati 15 laptop ed eseguiti i lavori elettrici necessari ad installare prese di corrente adatte.

I primi corsi sono cominciati il 19 agosto con due gruppi di 15 studenti: uno lavorava dalle 14:30 alle 16:30 e l’altro fino alle 18:30. Questi studenti erano dei giovani professionisti che non avevano nessuna conoscenza previa del computer. Hanno imparato a utilizzare Word, Excel, Power Point, l’uso dell’internet…

Il 26 ottobre sono arrivati 64 studenti della laurea di infermieristica per la loro formazione pratica. Il laboratorio di computer è stato trasformato per alcune mattine in laboratorio di simulazione o abilità infermieristica consentendo ai futuri infermieri di fare delle prime prove pratiche con manichini, ma lo stesso spazio diventava di nuovo computer lab al pomeriggio, sempre per lezioni ai futuri infermieri: infatti è molto importante che imparino a gestire i dati dei pazienti e dell’amministrazione dei centri sanitari attraverso un computer.

Per proteggere le attrezzature ed i computer, padre Jorge Carlos Naranjo Alcaide ha cercato delle telecamere WIFI di sorveglianza. Siccome non erano disponibili in Port Sudan, le ha comprate in Spagna cogliendo l’occasione di un suo viaggio per effettuare alcuni controlli sanitari. Ora anche le telecamere sono installate, gli studenti di infermieristica stanno continuando il loro tirocinio in tre diversi ospedali della città e il laboratorio è utilizzato per corsi di informatica sia la mattina che il pomeriggio.

Sia padre Jorge che i ragazzi e giovani di Port Sudan che frequentano il Comboni College of Science and Technology ringraziano per le grandi opportunità che il Gruppo India sta loro offrendo con l’allestimento del laboratorio informatico.

Khartoum, Sudan: aiuto a un’università

Terminata la raccolta fondi, attendevamo notizie sulla completa realizzazione ma è scoppiata la guerra civile! I padri comboniani, come molti altri religiosi, sono dovuti fuggire da Khartoum. Ora i locali che avevavo iniziato a ristrutturare e migliorare sono occupati dalle truppe che si combattono. Grazie a quanti hanno collaborato, per un po’ hanno dato una speranza a tanti giovani e speriamo che quando la situazione si sarà risolta non si trovino troppi danni.

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Un’università di Khartoum in “Studi Educativi e Religiosi Cristiani” ci chiede aiuto per poter fornire i suoi servizi a un maggior numero di studenti senza aumentare ulteriormente le rette. Dopo la “Rivoluzione del 2019” la situazione generale in Sudan è nettamente peggiorata: grande incertezza sociale e politica, forte aumento dei prezzi, scarsità di pane e carburante (i black out si verificano a un ritmo giornaliero)… tanto da far quasi rimpiangere il regime precedente.

Il comboniano p. Camillo Ballin nel 1992, realizzando la richiesta e il desiderio del primo Sinodo diocesano di Khartoum, aveva istituito il CTTC (Comboni Teaching Teacher College) che fino al 2008 ha portato alla laurea 365 studenti. Nel 2008 l’Istituto è stato riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione Superiore come Programma quinquennale di “Studi Educativi e Religiosi Cristiani” (ERS) e da questa data si sono laureati altri 120 studenti.

L’ERS è l’unica istituzione accademica pubblica in Sudan che insegna materie cristiane e formative, offrendo una specializzazione in tre campi: Istruzione, Religione cristiana, Computer o lingua inglese. Accoglie studenti cristiani di diverse confessioni e denominazioni ed è destinata agli studenti lavoratori: per questo motivo tutte le lezioni sono in programma nel pomeriggio. La maggior parte degli studenti sono sfollati che vivono alla periferia delle tre città che compongono la Grande Khartoum, mentre il corpo docente è formato da 15 insegnanti di diverse nazionalità (attualmente sudanesi, sud sudanesi, italiani, spagnoli e yemeniti).

Tutti i laureati hanno trovato lavoro nelle Scuole Diocesane Comboniane (primarie e secondarie) o in istituzioni ed enti pubblici; molti degli studenti del primo istituto (CTTC) sono impiegati nelle istituzioni pubbliche del nuovo stato del Sud Sudan.

Nonostante i buoni risultati raggiunti, l’ERS ha grosse difficoltà economiche perché le spese di gestione sono in continuo aumento: tutti i servizi pagati all’amministrazione locale (fognatura, nettezza urbana…) sono sempre più cari, gli stipendi del personale docente sono stati adeguati con una crescita del 50-60%, la struttura ha bisogno di lavori di manutenzione straordinaria e di aggiornare i testi disponibili in biblioteca. L’idea è quella di migliorare l’edificio, anche con pannelli solari che possano garantire l’erogazione dell’energia elettrica ad aule e uffici, per poi affittarlo al mattino ad altri istituti e garantire un buon reddito al college.

Padre Norberto Stonfer, comboniano e coordinatore del programma ERS, ci chiede una mano per fare tutti i lavori necessari e acquistare anche alcuni nuovi arredi. Ha già una lista di istituti che sarebbero interessati ad affittare i locali risistemati e anche corsi di aggiornamento e specializzazione dei docenti che permetterebbero poi di avviare un nuovo programma accademico in “Formazione con specializzazione in lingua inglese”.

Ogni contributo è utile e il codice che identifica questo progetto è 920U. Grazie in anticipo!

Sudan e Sud Sudan: un'emergenza continua…

campo progughi

Emergenza: secondo il vocabolario è una circostanza imprevista, una particolare condizione di cose, un momento critico, che richiede un intervento immediato. Ma in alcune zone è invece una compagna di vita, ogni giorno presente a fianco di chi è costretto a lottare per qualcosa da mangiare, per avere un misero riparo notturno, per assicurare un’educazione e un futuro ai propri bambini…

Uno di questi luoghi è il Sudan, fino al 2011 un solo grande Paese, ora diviso in Sudan e Sud Sudan. Anche papa Francesco ha rivolto un appello per questa terra:

Destano particolare apprensione le dolorose notizie che giungono dal martoriato Sud Sudan, dove ad un conflitto fratricida si unisce una grave crisi alimentare che colpisce la Regione del Corno d’Africa e che condanna alla morte per fame milioni di persone, tra cui molti bambini. In questo momento è più che mai necessario l’impegno di tutti a non fermarsi solo a dichiarazioni, ma a rendere concreti gli aiuti alimentari e a permettere che possano giungere alle popolazioni sofferenti. Il Signore sostenga questi nostri fratelli e quanti operano per aiutarli.

(Udienza generale, mercoledì 22 febbraio 2017)

Il Gruppo India opera in Sudan e in Sud Sudan sin dal 1995, sostenendo l’impegno delle Suore della Carità di Santa Giovanna Antida che raccontano la loro esperienza e ci mostrano il mondo in cui operano in questo documento.