Koumra, Ciad: un foyer da migliorare

Aggiornamento: la raccolta fondi è terminata, a presto per ulteriori notizie!


Questo foyer, uno dei tanti delle suore di S. Antida della Provincia dell’Africa Centrale, accoglie al momento 27 ragazze e altre vorrebbero essere ammesse ma gli ambienti non sono adeguati e sufficienti. Per molte giovani trovare ospitalità in un foyer è l’unica possibilità concreta di studiare e per questo ci sono sempre più richieste di quelle che le suore possono accettare, in tutte le località.
Il Gruppo India sostiene tutte queste realtà, con contributi regolari perché anche le ragazze più povere possano avere l’opportunità di studiare. In Ciad i foyer, oltre che a Koumra, sono a Goré, Sarh e N’Djamena (quest’ultimo riservato alle ragazze universitarie); nella Repubblica Centrafricana sono a Bohong, Bouar, Bocaranga (qui i foyer sono due, uno per le più piccole e uno per le liceali) e un altro a Bangui per le universitarie. In alcuni casi mandiamo contributi eccezionali per il loro avvio (come abbiamo fatto di recente per Moundou, sempre in Ciad), per lavori di ristrutturazione (come a Goré e Bohong) o per miglioramenti (il pozzo a Koumra, la sala studio a Bouar o i pannelli solari a Sarh…).

Ora il foyer di Koumra necessita anche di alcuni interventi straordinari, indispensabili per il benessere delle ragazze. Innanzi tutto bisogna costruire due nuove toilette dotate di doccia e ristrutturare le due già esistenti ma in cattive condizioni: la mattina è una vera impresa prepararsi tutte per arrivare a scuola puntuali. Poi c’è bisogno di un refettorio perché al momento le ragazze mangiano vicino alla cucina e quando piove ognuna si cerca un rifugio, creando disordine e confusione.
Bisogna mettere le zanzariere alle finestre perché questa è una zona dove le zanzare sono più che abbondanti, con tutti i rischi connessi alla malaria e ad altre malattie, le conseguenze che provocano e la difficoltà per curarle correttamente. Infine si vogliono acquistare degli armadi dove le giovani possano mettere la loro biancheria personale, abituandole così a essere pulite e ordinate e rispettose di tutto ciò di cui usufruiscono.

Con il cuore sempre colmo di riconoscenza per tutte le volte che, in passato, nelle varie missioni che mi sono state affidate, voi siete venuti in mio aiuto per migliorare la situazione dei poveri, eccomi di nuovo nella necessità di rivolgermi a voi per poter migliorare la situazione ambientale del nostro foyer di Koumra. Come sempre io mi affido e confido nella vostra generosità, che non mi ha e non ci ha mai deluso, in tutta l’Africa Centrale e… nel mondo.
Di cuore auguro a tutti voi l’abbondanza dei doni dello Spirito Santo, assicurandovi la mia, la nostra preghiera e aspetto fiduciosa la vostra risposta.

Suor Maria Paola Nuzzi

Per rispondere all’appello di suor Maria Paola e delle sue 27 ragazze potete inviare il vostro contributo con il codice 874F.

Le toilette esistenti da ristrutturare e incrementare

Moundou, Ciad: pozzo per futuro foyer

In attesa di realizzazione: abbiamo terminato la raccolta fondi, siamo in attesa che il progetto sia realizzato per darvi maggiori informazioni. Grazie a quanti hanno collaborato!

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L’Università Cattolica dell’Africa Centrale ha avviato alcune facoltà a Moundou e il vescovo ha invitato le congregazioni a seguire i giovani. Le Suore di Santa Antida desiderano rispondere aprendo una residenza per accogliere e aiutare le ragazze.

L’Università Cattolica ha la sua sede principale a Yaoundé (Camerun), ma sta ampliandosi con altre strutture in vari Paesi e dal 2022 è arrivata anche a Moundou. Qui le suore di S. Antida non hanno ancora una loro casa ma possono mettere a frutto la loro esperienza perché hanno già molti foyer in tanti Paesi africani che accolgono bambine e ragazze in cerca di un alloggio sicuro per studiare. Il Gruppo India già sostiene molti di questi foyer nella Repubblica Centrafricana e in qui Ciad, tra cui quello universitario a N’Djamena. In tutte queste residenze le ragazze sono accompagnate nella loro crescita umana, oltre che culturale, e i risultati ci sono e sono molto incoraggianti per la promozione della donna africana.

Sta così partendo questo nuovo progetto ed è stato già acquistato un terreno non lontano dalla nuova università. Al momento potremmo farvi vedere solo questo terreno, per cui abbiamo preferito utilizzare foto del foyer di Koumra, sempre in Ciad, dove pure abbiamo realizzato un pozzo (usato anche per l’orto) e di altri foyer… i benefici per le ragazze sono enormi! A Moundou bisogna avviare la costruzione, ma è necessario partire con un pozzo e col piantare un frutteto, così potrà essere innaffiato e gli alberi avranno tempo per crescere.

Dobbiamo scavare un pozzo abbastanza profondo e dotarlo delle strutture necessarie per poter innaffiare gli alberi. E sogniamo, entro la fine del 2026, di poter realizzare un foyer accanto a questo frutteto e di offrire alle ragazze l’opportunità di coltivare un orto per le loro necessità e anche per imparare a prendersi cura della natura e a rispettare l’ambiente. Naturalmente è un sogno; ma… col sostegno del “Gruppo India”, molti dei nostri sogni si sono già avverati. Ecco perché noi abbiamo sempre il coraggio di tendere le mani verso di voi.

Vi ringraziamo fin da adesso per l’attenzione che dedicherete a questo progetto, che per noi è molto importante. A tutti voi i nostri più cordiali saluti a voi, a tutti i vostri cari e ai tanti amici che vi aiutano ad aiutare.

Suor Paola Nelemta (Superiora Provinciale)

Il codice progetto per segnalare che volete contribuire a scavare il pozzo, costruire il castello d’acqua e garantire l’avvio del frutteto e la sua manutenzione per almeno un anno è 874P.

Ndou, Ciad: finalmente inizia la scuola!

La costruzione della scuola di Ndou, fortemente voluta da tutta la comunità locale, comincia a essere realtà e già sono iniziate le lezioni. Si pensava di iniziare con due aule, ma poi si è scelto di partire direttamente con quattro per accogliere da subito più bambini. Questo ha richiesto uno sforzo maggiore e ha allungato i tempi, ma dal gennaio 2023 la scuola ha aperto le sue porte a 16 bambini della scuola dell’infanzia, 12 della prima elementare e 18 della seconda elementare. Gli insegnanti ritengono che il numero aumenterà ulteriormente, poiché tante persone, che hanno perso la casa e il poco che avevano a causa di un’inondazione, non sono ancora tornate nel quartiere.

Sì, perché a ottobre, appena terminati i grandi lavori di costruzione, il quartiere è stato sorpreso dall’inondazione del fiume Chari durata più di due mesi: l’acqua ha finito di ritirarsi solo intorno a Natale! Ora molti di quelli che erano fuggiti stanno rientrando, soprattutto coloro che hanno la propria terra e che si accampano anche in capanne o sotto teloni in attesa della possibilità di ricostruire la casa. Tutti vivono con la paura di ciò che accadrà nella prossima stagione delle piogge.

Queste prime aule sono state costruite col contributo di tanti: molti abitanti del quartiere hanno prestato la loro opera per fabbricare i mattoni; per mesi la parrocchia locale ha raccolto offerte per finanziare i lavori durante le celebrazioni; gli amici del Gruppo India hanno integrato queste somme che, pur essendo un grande sacrificio per le povere famiglie di Ndou, non avrebbero consentito di raggiungere il risultato.

Vi ringraziamo per il vostro sostanzioso contributo che ci ha permesso e ci ha aiutato a realizzare questo bellissimo lavoro. Il Signore vi benedica.

Abbé Raimond Madjiro
(Amministratore del Vicariato)

Cari amici e benefattori del Gruppo India,
ancora una volta, vogliamo ringraziarvi dal profondo del cuore per l’aiuto che ci avete dato per permetterci di avviare la costruzione di una scuola nella parrocchia S. Giovanna Antida a Ndou, N’Djamena. Ancora una volta vi diciamo un grande grazie.

Suor Paola Nelemta
(Superiora Provinciale
Suore S. Giovanna Antida)

N’Djamena, Ciad: foyer universitario

Il nuovo foyer per ragazze universitarie ha aperto da poco le porte: una buona accoglienza è indispensabile per queste ragazze che lasciano le famiglie e i villaggi per studiare e diventare promotrici di sviluppo.

Il Ciad è un Paese che il Gruppo India conosce bene, è uno dei più poveri, senza sbocco sul mare, nel cuore dell’Africa con due terzi del suo territorio occupati dal deserto del Sahara. Ciò significa che la terra è molto sterile e le precipitazioni stanno diventando sempre più rare.

Fin dalla sua indipendenza nel 1960, il Ciad è stato quasi sempre un Paese in guerra; ma che ospita anche più di un milione di profughi dalle nazioni vicine dove anche l’ostilità continua a guadagnare terreno. Tutti questi fattori svolgono un ruolo enorme nella vita quotidiana dei ciadiani e la mentalità è quella della sopravvivenza.

Arrivate in Ciad nel 1962, le Suore della Carità si sono dedicate al servizio di tutte le categorie di poveri. Ma hanno sempre prestato particolare attenzione alla promozione della donna aprendo scuole per ragazze e centri di formazione femminile. Dal 1988 hanno continuato ad aprire foyer per ragazze per consentire alle giovani delle zone rurali di beneficiare di un normale percorso scolastico e di avere una formazione cristiana e umana di qualità. Il Gruppo India sostiene molti di questi foyer in tutta l’Africa centrale (Ciad, Centrafrica, Rep. Dem. Congo…). Anche se oggi molti genitori mandano le bambine a scuola come fanno per i figli maschi, essi non esitano a ritirarle in pieno percorso quando mancano loro i mezzi, quando si fa avanti un corteggiatore, o quando raggiungono l’età dell’escissione (da 10 a 20 anni). Quindi, oltre alla formazione e all’istruzione di qualità che i foyer offrono alle ragazze di villaggi remoti o di famiglie povere, essi forniscono anche protezione contro tutte le forme di abuso subite dalle donne e in particolare dalle ragazze della società ciadiana.

Molte ragazze cresciute nei foyer che sono nelle province, una volta finito il liceo, desiderano proseguire gli studi all’università; sia loro che i genitori sanno che essere ospitate in un foyer è la scelta migliore. Per questo, tre anni fa, a N’Djamena, è stata lanciata l’esperienza di un foyer universitario. Per cominciare, sono stati provvisoriamente allestiti alcuni locali della casa provinciale che oggi ospitano una dozzina di ragazze che studiano in diverse istituzioni accademiche. Ma la sfida principale per la sopravvivenza di questo foyer restano i mezzi finanziari. I genitori versano un contributo, che pesa molto sul loro budget, visto che generalmente sono famiglie povere; le suore hanno cercato di ottenere borse di studio per alcune ragazze. La comunità della casa provinciale ha partecipato fornendo acqua ed elettricità alle ragazze, e talvolta anche un aiuto alimentare. Ma tutto questo non basta perché la vita all’università e nella capitale è cara e comporta spese aggiuntive come quelle di viaggio per raggiungere gli atenei e l’alto costo del materiale scolastico. Dalla sua fondazione, il foyer universitario ha sempre chiuso l’anno scolastico in rosso.

Per questo, vogliamo estendere la nostra iniziativa di “adozione – borsa di studio” anche a queste ragazze, affinché questa bella esperienza che sta assicurando una vita dignitosa a tante ragazze continui con efficacia e le giovani ciadiane abbiano l’opportunità di frequentare l’università, crescere in un clima sereno e stimolante e diventare un esempio per tante altre bambine.

Il codice per questo progetto (solo per agevolarvi nell’indicazione della destinazione del vostro dono) è FOYE.

Sarh, Ciad: pannelli solari installati

I pannelli solari per dare luce al foyer sono stati installati a tempo di record e il grazie arriva dalle ragazze, felici di poter finalmente studiare con una luce adatta!

“Il bene che è stato fatto non si perde mai!”. Noi, ragazze del foyer “Sainte Jeanne Antide” di Sarh, vi ringraziamo sinceramente dal profondo del cuore per il bene che continuate a fare per noi, le ragazze dei foyer delle Suore della Carità, in Ciad e nel mondo. Voi contribuite al nostro sviluppo grazie ai sacrifici quotidiani di tante persone generose che vi sostengono nel vostro impegno di carità nel mondo. Grazie a Suor Florence noi conosciamo il Gruppo India, che chiamiamo affettuosamente N. 1, perché attraverso voi noi riceviamo il necessario per il nostro conforto. Da quest’anno avremo in più la fortuna di avere luce dai pannelli solari per poter studiare senza quella delle torce, un vero incubo per i nostri occhi. Ora, con il Gruppo India, il nostro sogno di poter studiare alla luce dei pannelli solari è diventato realtà. Se vi fosse una parola più grande di “grazie”, noi saremmo le prime a dirla per Gruppo India, ma la diremo nella nostra lingua madre per i nostri benefattori di tutti i giorni, e la diciamo insieme ai nostri accompagnatori e accompagnatrici: “krah”.

Il Signore vi benedica e vi protegga in questo momento in cui il mondo sta vivendo ogni tipo di sofferenza e piaghe…

Un grande cuore che attraversa il mare e il deserto per raggiungervi con i cuoricini di ognuna di noi.

Suor Florence e le ragazze del foyer Santa Giovanna Antida

Gorè, Ciad: foyer ristrutturato

Il nostro sogno è diventato realtà… Chi ci avrebbe creduto qualche mese fa? Il Signore riserva sempre sorprese… E questa sorpresa passa attraverso la provvidenza di tante persone di buona volontà… del Gruppo India, i nostri amici e compagni di viaggio nella ricerca del benessere dei poveri.

È suor Satisfaite (Suore della Carità di S. Giovanna Antida) che ci manda questo messaggio insieme alle venti bambine e ragazze del foyer di Gorè. La struttura era in pessime condizioni e da tempo, quando pioveva, erano molto preoccupate, non solo per l’acqua che scorreva in casa, ma per la paura che tutto crollasse loro addosso.

Finalmente la paura è cosa passata, perché ora hanno una casa molto bella… una casa che le fa respirare benessere e un buon ambiente che permette di studiare bene e prepararsi a essere donne responsabili, capaci di farsi carico della propria vita, delle famiglie, della società di domani.

Cogliamo l’occasione per ringraziarvi sinceramente del vostro prezioso gesto che ci permette di vivere in questa bella casa… “Gruppo India è il migliore!”.

Che il Signore vi sostenga, vi protegga e vi mantenga in buona salute in questo difficile tempo a causa della pandemia del Covid -19… Contate sul nostro buon senso di responsabilità per conservare e rendere questa casa sempre bella e accogliente e, siatene certi, ogni sorriso che uscirà da questa casa, tornerà in ringraziamento ai Signore e a tutti voi che tanto lavorate per i poveri.

Suor Satisfaite e le ragazze

Koumra, Ciad: grazie per il pozzo!

Le ragazze del foyer di Koumra e la comunità delle Suore della Carità ringraziano infinitamente per il sostegno economico per la costruzione di un nuovo pozzo e di un castello per il serbatoio. Davvero un grande dono per il foyer dove attualmente (novembre 2021) sono accolte 29 giovani studentesse che vivono con le suore per poter frequentare scuole e università.

Sono ormai molti anni che voi avete sempre questa mano tesa verso di noi, sia nei grandi che nei piccoli progetti. Alcune volte restiamo senza parole per la prontezza e la generosità con cui venite in nostro aiuto. Il Signore benedica ognuno uno di voi, vi protegga in questo difficile tempo di pandemia.

Avere un pozzo di acqua a casa in questa parte del mondo è una fortuna. E ora il foyer di Koumra è tra i fortunati. Il progetto è stato completato senza grossi problemi, soprattutto perché i lavori si sono svolti durante la stagione secca: il cantiere infatti non è stato avviato come previsto. Il programma stabilito è slittato di almeno tre mesi, causando un po’ di ritardo, ma in queste condizioni climatiche le operazioni sono state facilitate e il costruttore si è detto soddisfatto dello svolgimento dei lavori.

La comunità delle Suore della Carità di S. Giovanna Antida che accoglie una trentina di giovani studentesse, grazie al generoso sostegno di tanti amici del Gruppo India ha finalmente il quantitativo di acqua potabile sufficiente: potranno anche coltivare il loro orto e mangiarne i frutti.

Vogliate accogliere la nostra riconoscenza e la nostra gratitudine per questo progetto che è così prezioso per la nostra comunità: noi ben sappiamo l’importanza dell’acqua e allora possiamo dire a ragione che voi non avete solamente aiutato una comunità, ma un’intera generazione che vi sarà per sempre grata.

Grazie: una piccola parola che contiene tutta la nostra ammirazione per la vostra mano tesa, per questa immensa condivisione, per questa amicizia che ci lega sempre e da anni. Sebbene il mare e i continenti ci separino, ci sentiamo di condividere con voi la passione per i più piccoli e il desiderio di migliorare la loro condizione di vita.

La comunità di Koumra
Suor Thérèse Neloumta

Balimba, Ciad: pompa e pannelli installati

Cari amici del Gruppo India, ancora una volta desideriamo esprimervi tutta la nostra gratitudine! Grazie, ora, in particolare, per i due importanti progetti straordinari: la pompa e i pannelli solari.

Così ci scrive suor Florence Toalta SdC, piena di gioia per quello che lei definisce “il prezioso aiuto che ci donate da anni per i nostri ragazzi di Balimba” e che di recente si arricchito per andare incontro alle esigenze di acqua e luce. Poi continua:

Grazie alla pompa solare ora i ragazzi potranno bere acqua potabile: l’acqua è vita, ma è anche fonte di amicizia tra voi e noi. Il nostro pozzo e la pompa sono un segno della vostra presenza tra noi. Abbiamo ora abbastanza acqua: la beviamo, ci laviamo con acqua pulita, la usiamo per fare il bucato e anche per innaffiare i nostri orti: non dovremo più farlo con i secchi e gli innaffiatoi e… con tanta fatica. Davvero una fonte di gioia per noi e di tanta gratitudine verso tutti voi, amici del Gruppo India, e verso i tanti benefattori che vi hanno permesso di aiutarci.

Anche i pannelli solari sono stati rimessi in funzione grazie alle nuove batterie e altro materiale che è stato necessario sostituire. Finalmente i ragazzi hanno luce per i loro studi e riescono a fare i compiti anche la sera. Inoltre la luce dissuade i ladri notturni che arrivano per rubare un casco di banane o altre povere cose al Centro e impedisce anche le fughe notturne dei ragazzi più grandi.

La corrente elettrica ha anche stemperato la “prigionia” a cui ha costretto la pandemia di Covid-19, perché i ragazzi hanno potuto godere di qualche momento di svago guardando dei programmi televisivi. Ed erano i bambini e i ragazzi più felici del mondo… Vedere un film in questo periodo è una grazia che non è data a tutti in Ciad…

Bella invenzione l’elettricità! Un enorme grazie al Gruppo India che ha finanziato le nuove batterie. Grazie ancora per la vostra generosità, per il vostro senso di condivisione. Possa Dio riempirvi al centuplo di tutte le benedizioni di cui avete bisogno. E siate certi delle nostre umili preghiere per voi.

Rileggiamo insieme queste frasi di Martin Luther King:

“Mi rifiuto di credere che le circostanze attuali rendono gli uomini incapaci di costruire una terra migliore. […] Credo che Verità e Amore, senza condizioni, avranno l’ultima parola”.

Questo per dirvi che, grazie a voi, amici del Gruppo India, una terra migliore è già presente qui nel Centro di Balimba, in Ciad, e in tante altre parti del mondo.

Balimba, Ciad: togliamo i ragazzi dalla strada

Aggiornamento luglio 2025: questo progetto, come tanti altri, si ripete anno dopo anno perché ci sono sempre nuovi bambini e ragazzi da togliere dalla strada. Si possono leggere alcune notizie più recenti e la testimonianza di un ragazzo che ha trovato la sua giusta strada nella vita.

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Questo centro di recupero dei ragazzi della strada è stato fondato nel 1995 da un giovane volontario francese venuto a prestare servizio nel liceo Charles Losanga, gestito dai Gesuiti, a Sarh. Nel suo tempo libero, andando al mercato, si fece amico di questi ragazzi che avevano fatto della piazza la loro casa: lì dormivano e vivevano rubacchiando, naturalmente senza andare a scuola. Ebbe inizio, così, gradatamente e con poverissimi mezzi questo centro, che ancora oggi viene portato avanti da volontari francesi e con la partecipazione dalle Suore della Carità di S. Giovanna Antida. Proprio le Suore hanno coinvolto il Gruppo India, che da alcuni anni contribuisce al funzionamento del Centro con l’iniziativa “adozione-borsa di studio“.

I bambini accolti a Balimba (periferia di Sarh) sono tutti in situazione di vulnerabilità: orfani, trascurati o maltrattati dai loro genitori, venduti come “bambini bovari” agli allevatori di bestiame. La maggior parte dei bambini accolti sono stati costretti a sopravvivere nei mercati, organizzati in bande, rubando cibo, mangiando gli avanzi di immondizia o lavorando per i commercianti in cambio di alcuni alimenti.

Alcuni ragazzi hanno vissuto diversi anni di vagabondaggio, generalmente sopravvivendo sul marciapiede, e quindi hanno difficoltà a stabilizzarsi in un posto fisso: alcuni vanno avanti e indietro tra il Centro e la città, il marciapiede, il mercato. Quando accettano di tornare, sono accolti senza giudizio. Pazientemente, il personale cerca di incoraggiarli a lasciare le loro vite erranti e rimanere al Centro e a scuola. Quando è possibile si lavora per un loro reinserimento nella famiglia d’origine.

Lo scopo del centro di Balimba è di accogliere questi bambini e ragazzi e offrire loro alloggio, alimentazione, educazione e istruzione e la formazione professionale: agricoltura, meccanica, falegnameria, cucito che faciliterà il loro inserimento futuro nella società quando dovranno lasciare il centro al raggiungimento della maggiore età. Ma c’è anche qualcuno particolarmente dotato che riesce a proseguire gli studi.

I bambini al Centro stanno bene, crescono e nel complesso vanno bene a scuola. Si impegnano e contribuiscono al loro sostentamento con la coltivazione dell’orto e dei campi (miglio, arachidi, legumi…); il ricavato in parte è utilizzato per i pasti, in parte è venduto al mercato.

Il comitato esecutivo dell’associazione ha stabilito di accogliere un massimo di 40 ragazzi, per dare a ognuno lo spazio e l’attenzione necessaria. Tuttavia, a volte il numero viene superato. Infatti, nonostante le difficoltà a convincere alcuni bambini a recarsi al centro di Balimba, altri chiedono di essere accolti, perché hanno capito che il futuro è nel centro e non per le strade. Di conseguenza, si è spesso in difficoltà per offrire loro un posto per dormire e per tenere le loro cose ma non si può negare a nessuno questa opportunità!

Goundi, Ciad: centro nutrizionale

Aggiornamento 2024: purtroppo questo centro è stato chiuso per motivi organizzitivi non dipendenti dalla volontà delle Suore della Carità di S. Antida. Aspettiamo e speriamo che sia possibile continuare ad assistere in altro modo questi bambini, ma al momento non abbiamo la possibilità di aiutarli direttamente.


Ogni giorno nel Centro Nutrizionale di Goundi, gestito dalle Suore della Carità di S. Giovanna Antida, circa 80/90 bambini malnutriti ricevono cibo adeguato alla loro condizione, medicine e cure. Chi guarisce lascia il posto ad altri bambini che il vicino ospedale dichiara in stato di malnutrizione.

E ci sono anche circa 25/28 piccoli orfani di mamma. Quando una mamma muore di parto o di malattia, i bambini sono accolti nel Centro, insieme a una nonna o a una sorellina o fratellino più grandi. Qui ricevono latte e cure fino a circa due anni di età, poi potranno rientrare nella loro famiglia e crescere nel villaggio d’origine.

Ecco che cosa ci ha scritto ad aprile 2017 sr Bernadette, responsabile del Centro:

“Come ogni anno, vi diciamo, in modo rinnovato, la nostra più viva riconoscenza per la fedeltà nel sostenerci in questo servizio ai bambini orfani e malnutriti del Centro Nutrizionale di Goundi. La nostra gratitudine si estende a tutti i benefattori che sappiamo attenti a quella fascia vulnerabile di ogni società che sono i più piccoli!

Issa

Il vostro aiuto è davvero fondamentale per portare avanti questa grande opera: ci permette di assicurare il latte e un’alimentazione ricca e sana ai tanti piccoli orfani che hanno perso la mamma durante il parto o per altre malattie. Lo stesso possiamo fare per i bambini le cui mamme non hanno latte sufficiente per nutrirli. Il piccolo Issa che vedete qui nella foto è l’ultimo orfano che abbiamo accolto nel nostro Centro: sua mamma è morta in un villaggio a circa 30 km da Goundi, dopo un parto a domicilio.

Insieme ai circa 25 orfani che vivono nel centro, ci sono una media di 90 bambini malnutriti a cui assicuriamo tre pasti al giorno. Il vostro aiuto ci permette di comprare il latte, il sorgo (una specie di orzo), il riso, i fagioli, il sale e anche di sostenere qualche spesa di manutenzione, come la riparazione della pompa dell’acqua, il congelatore…

Con il vostro aiuto voi partecipate anche alle cure mediche dei bambini. Ci aiutate a comprare il sapone, a volte anche gli abiti dei bambini perché la partecipazione dei papà è minima e a volte inesistente. Non abbiamo abbastanza parole per esprimervi la nostra gratitudine, lasciamo che ve la dicano i bambini con i loro sorrisi, con i loro occhi che brillano di gioia.

Grazie per le vostre preghiere che ci sostengono, noi facciamo lo stesso per voi. Grazie dal profondo del nostro cuore. Che Dio vi renda tutto al centuplo.“

Sr Bernadette Malao