Kisangani, R.D.Congo: tutti laureati

Il sostegno ai ragazzi universitari di Kisangani è iniziato tanti anni fa grazie a suor Bruna Piva che si faceva in quattro per seguirli tutti. Era un progetto in continua evoluzione perché ogni anno qualcuno si laureava e qualcun altro iniziava la sua carriera universitaria o specialistica. Quando suor Bruna si è ammalata ed è dovuta rientrare in Italia dove poi è morta, il progetto è proseguito fino al termine degli studi degli ultimi ragazzi inseriti nel gruppo.

Michelina è orfana di padre ed essendo la maggiore dei fratelli, deve occuparsi della famiglia. Una laurea le avrebbe facilitato questo dovere perché sarebbe stato più facile trovare un lavoro ben remunerato. Con fatica, perché non ha mai smesso di lavorare, è riuscita ad arrivare alla laurea in infermeria e ora guarda al futuro con maggiore serenità.

Anche Benjamin è orfano di padre e la mamma, che è poverissima con altri tre figli da allevare, non poteva essergli di aiuto pur desiderandolo tanto. Il ragazzo per tre anni è andato a stirare in tre famiglie benestanti della città, poi ha iniziato ad andare fuori città a comperare il carbone per poi rivenderlo. Con questo si è sempre assicurato i bisogni di sussistenza, ma non riusciva a raggranellare quanto serviva per la retta accademica. Ora si è potuto laureare in infermeria con specializzazione in pediatria e ci ha voluto inviare una lettera di ringraziamento. Come spesso accade non sa esattamente chi ha contribuito alla realizzazione del suo sogno e quindi ringrazia le Suore Canossiane che sono state il tramite:

La mia gratitudine è rivolta alle Figlie della Carità Canossiane per l’amore con cui hanno finanziato i miei studi universitari e a voi, benefattori della Congregazione.
Mi avete dato una grande opportunità per inserirmi nella vita sociale. Che Il Signore vi ricolmi della grazia necessaria di cui avete bisogno per continuare ad aiutare tutti coloro che bussano alla vostra porta.
Che la Vergine Maria interceda per voi affinché la fonte delle vostre risorse non si esaurisca e che lo slancio della vostra generosità si rinnovi di giorno in giorno.

Saluti filiali,
Benjamin

La storia e il grazie dell’altra ragazza aiutata, Mireille, la potete leggere qui.

Faisalabad, Pakistan: scuola rinnovata

Wow, ora possiamo sederci e studiare come si deve! Prima dovevamo condividere una sedia in due e in tanti dovevamo scrivere sulle ginocchia”: questo grido di gioia di uno dei bambini fa bene capire il successo di questo progetto. Non si tratta solo di mobili, ma di dignità, motivazione e creazione di un ambiente in cui gli studenti si sentano valorizzati. La trasformazione delle loro aule ha chiaramente toccato profondamente gli alunni. La loro gioia e gratitudine spontanee dimostrano che qualcosa di semplice come avere una sedia e un tavolo personali possa cambiare la prospettiva sull’apprendimento. Il fatto che si siano subito impegnati a tenere le aule pulite e ordinate è un segno forte di orgoglio e senso di appartenenza.

Altri studenti hanno espresso il loro parere con maggior pacatezza ma uguale soddisfazione: “La scuola dipinta appare, ora, pulita, sicura e moderna, il che mi rende orgoglioso e mi aiuta a studiare con motivazione e impegno” (Abiha, classe 10ª); “Dipingere le pareti migliora l’apprendimento e influenza positivamente il mio umore. Stimola la mia energia e attira la mia attenzione verso lo studio” (Issac, classe 5ª).

I lavori sono stati tanti: pittura delle aule, delle finestre, delle porte, delle inferriate de dei cancelli; riparazione delle lavagne; ventilatori ove mancavano; riapertura di un’aula chiusa da anni per le sue pessime condizioni; nuove sedie e tavoli; poster didattici…

La scuola St. Anthony sorge in un quartiere cristiano poverissimo, dove le prospettive dei bambini non sono certo rosee, ma un futuro migliore passa attraverso una scuola migliore, come ci dice anche la preside:

Il vostro contributo non si è limitato a dipingere le pareti, ma ci ha aiutato a costruire una scuola più luminosa, stimolante e accogliente per la nostra comunità cristiana. Una scuola così bella, in una zona così povera, è di grande importanza. Ogni volta che entriamo nelle aule appena tinteggiate, pensiamo alla vostra gentilezza e generosità.
Vorrei condividere con voi i bellissimi commenti dei genitori dopo aver visto la scuola così bella e ridipinta dopo 25 anni. Erano e sono felicissimi!… Si sono congratulati con me e vi hanno inviato i loro ringraziamenti e saluti. La scuola è diventata davvero bellissima e sono arrivati molti nuovi studenti. Sono sicura che con il vostro sostegno e con il nostro impegno, i nostri numerosi studenti cristiani avranno un futuro brillante.
Come preside, vi sono profondamente grata per questo dono prezioso che avete fatto alla nostra scuola. Il vostro contributo non si è limitato a fornire materiali, ma ha portato colore, vita e un rinnovato senso di orgoglio al nostro spazio.

Suor Khalida

Macenta, Guinea: auto-sostentamento dell’orfanotrofio

L’orfanotrofio Santa Rita diretto dalle suore Serve della Vergine Maria ha sempre seri problemi economici perché non è facile dar da mangiare e far studiare 45 bambini e bambine, ma ora si sono fatti dei passi avanti con la messa in opera di un frantoio e di un porcile. Alcuni bambini sono effettivamente orfani, altri appartengono a famiglie molto povere che vivono in villaggi dove non esiste scuola: solo andando alla Casa dei Bambini di Santa Rita questi piccoli possono studiare e mangiare a sufficienza.

Acquistare e installare una pressa per produrre l’olio di palma non è stato un grande problema avendo il contributo inviato dal Gruppo India. Serve sia per l’uso interno sia per le donne del vicinato che ricompenseranno con delle offerte, piccole ma comunque importanti. Inoltre il materiale di scarto può essere riutilizzato per il pastone dei maiali.

L’avvio del porcile è stato invece difficile, perché la persona incaricata della sua costruzione ha avuto un grave incidente ed è morta dopo quattro mesi di cure. Aveva già ricevuto una parte del suo compenso e il denaro per comprare il materiale, ma suor Jeanne non se l’è sentita di chiedere alla moglie di restituire i soldi mentre il marito era così grave e neanche dopo. C’è voluto un po’ di tempo, ma poi si è comunque risolto e ora i bambini potranno contare su un’alimentazione migliore e i più grandicelli impareranno anche un lavoro.

Vorrei innanzitutto ringraziarvi di cuore per tutto il vostro sostegno e il vostro contributo, che ci aiutano a metterci meglio al servizio dei più bisognosi, in particolare dei bambini. Infatti, la difficile situazione in cui versano oggi i bambini ci interpella e ci spinge a impegnarci a loro favore. È proprio ciò che voi non smettete mai di fare. Che Dio vi benedica abbondantemente e vi ricompensi.
Grazie mille per tutto il sostegno che offrite a questo orfanotrofio.
Tutti i bambini pregano per voi e vi ringraziano di tutto cuore, affidandosi sempre più a voi e alla vostra generosità, affinché possano vivere un’infanzia migliore in vista di un futuro radioso.

Suor Jeanne

Zakpotà, Benin: fornitura per l’ambulatorio

L’ambulatorio di Zakpotà è pronto. Il materiale necessario è stato acquistato: bilancia con altimetro e bilance pesa neonati, lettini e lampade per le visite, armadietti per medicine e materiale, carrelli multifunzionali, termometri, ottotipo luminoso, misuratori per la pressione, materiale per le medicazioni e per visite ginecologiche, defibrillatore, aste porta flebo, materiali vari per l’arredo…

Tutto il materiale è ormai sistemato all’interno dell’ambulatorio, sono arrivati anche gli ultimi permessi e a settembre inizierà l’attività con la presenza continua di una infermiera e quella bisettimanale di un pediatra. Successivamente partirà anche la parte riferita alla ginecologia. Grazie a quanti hanno collaborato a realizzare questo ambulatorio!


All’inizio dell’anno scorso è stata terminata la costruzione dell’ambulatorio; le suore hanno ricevuto del materiale sanitario, ma non è sufficiente per avviare il servizio.

Durante l’estate alcuni medici hanno anche espresso il desiderio di andare a prestare la loro opera per un po’ di tempo a Zakpotà, ma questo non è possibile finché non siano stati arredati i due ambulatori previsti: Pediatria e prima accoglienza di ginecologia con Centro ascolto per ragazze e donne.

Le Maestre Pie Venerini ci chiedono quindi aiuto per poter terminare l’allestimento il prima possibile: sono tanti i bambini e le donne in cerca di cure e ascolto… Sono necessari una bilancia con altimetro e un’altra pesa neonati, lettini per le visite, apparecchi per misurare la pressione, defibrillatore, armadietti per medicine e materiale sanitario, cassettiere, carrelli multifunzionali…

Il preventivo è stato preparato con il supporto dei medici e si sono controllati i prezzi sia qui in Italia che in Benin. Infatti il materiale di facile trasporto sarà acquistato in Italia, mentre il resto sarà preso a Cotonou.

In tutto sono necessari 10.000 euro (codice progetto 818A)

Malom, India: toilette per l’ostello

L’ostello delle suore francescane a Malom (nello stato del Jharkhand) aveva delle toilette in pessimo stato e con la fossa biologica che straripava ad ogni pioggia… eppure questa era l’unica possibilità per tanti bambini e bambine di frequentare la scuola. Le suore ci avevano chiesto solo una quota parte del budget necessario nella speranza, poi delusa, di trovare altri fondi e così dopo qualche mese si sono di nuovo rivolte a noi. Il progetto originale prevedeva la costruzione di due nuovi blocchi ma il costo si è ben presto dimostrato troppo elevato, perché le forti piogge e la nuova richiesta hanno ritardato l’inizio dei lavori e nel frattempo i prezzi sono lievitati. Gli esperti interpellati hanno suggerito una soluzione di compromesso: la realizzazione di un solo nuovo blocco e la riparazione di quello vecchio con la costruzione di una nuova fossa settica, con la ricerca di donatori locali per quella parte di materiale (come sabbia o legname) che poteva essere reperita facilmente.

Le piogge hanno continuato a intralciare l’opera degli operai, che dovevano ogni tanto interrompere il loro lavoro per svuotare dall’acqua le buche e i fossati scavati; ma alla fine l’ostello ha risolto i problemi dei servizi igienici. I bambini sono entusiasti, perché molti di loro non avevano mai visto bagni così belli ed erano abituati a fare i loro bisogni all’aperto, con il conseguente rischio di contrarre varie malattie, specialmente durante la stagione delle piogge. La popolazione, gli insegnanti, i genitori e le suore sono molto grati a quanti hanno contribuito per il grande aiuto e il tempestivo sostegno.

Con sentiti ringraziamenti e preghiere per tutti i benefattori che ci sostengono, affinché possiamo portare avanti la nostra missione in questo momento difficile. Sì, l’opera missionaria è ora più rischiosa che in passato; le suore sono costantemente preoccupate per il contesto socio-politico in cui lavoriamo e viviamo. Ma la mano protettrice di Dio ci guida sempre avanti.
Ancora una volta ci rivolgiamo con le mani giunte a tutti i benefattori che aiutano la nostra missione, in particolare ai responsabili del Gruppo India, sempre pronti ad aiutarci. Con preghiere e ringraziamenti.

Vostra in Cristo,
suor Soley Joseph fmsc

Kandi, Benin: acqua per le ragazze

In occasione della Maratona di Roma di marzo 2026, abbiamo lanciato un progetto di solidarietà che aveva lo scopo di fornire acqua potabile a un centro di accoglienza di ragazze e giovani donne in questa località del nord del Benin.

A distanza di pochi mesi, possiamo mostrarvi il risultato di questo gesto di solidarietà. Il centro di accoglienza delle Suore di S. Antida aveva già un pozzo, ma a cielo aperto e questo comportava la contaminazione dell’acqua, oltre alla difficoltà di attingere manualmente.

Era quindi importante costruire un castello d’acqua (una grande cisterna sopraelevata) per conservare l’acqua in condizioni ottimali. I lavori veri e propri sono iniziati il 20 aprile 2026 con gli scavi. Ci sono stati alcuni ritardi nella realizzazione dovuti a una dimenticanza nella programmazione: l’imprenditore non aveva valutato la necessità di costruire un piccolo locale in cui installare il quadro di comando dell’impianto solare che alimenta la pompa d’aspirazione. Questo ha comportato un aumento del costo totale, per cui suor Pauline ha cercato un ulteriore aiuto da una persona del luogo che le ha offerto parte del materiale a prezzo di costo in modo da rientrare comunque nel budget previsto.

Quando l’acqua è sgorgata dal rubinetto, è stata una grande gioia e una meraviglia per alcune ragazze che non avevano mai visto l’acqua scorrere da un rubinetto. Sono stati fatti segni della croce e sono state recitate preghiere spontanee per i benefattori che hanno reso possibile questa realizzazione. Ognuna voleva essere la prima a bere l’acqua che usciva dal rubinetto.

Tutte le ragazze che sono con noi nel convitto sono già state promesse a un uomo come spose. La loro istruzione è considerata secondaria perché i genitori dicono che è uno spreco mandare le figlie a scuola, dato che sono destinate al matrimonio. Infatti quando nasce una bambina, le si trova subito un marito; sembra impossibile, ma questa è la realtà. Dobbiamo quindi fare del nostro meglio per aiutare le nostre ragazze a essere diverse da quelle che non hanno avuto l’opportunità di frequentare il convitto. Tra le ragazze di cui ci prendiamo cura, alcune non hanno mai messo piede in una scuola, ma stanno imparando un mestiere: tessitura, cucito o parrucchiera. Le aiutiamo a diventare indipendenti, il che permette loro di vedere la vita in modo diverso da come è stato insegnato nel villaggio. Oltre alla loro formazione generale, ci occupiamo di giardinaggio e panificazione. Tutto questo con l’obiettivo di mostrare loro che possono prendersi cura di se stesse senza che un uomo le “compri” con una dote. È un’esperienza molto interessante.

Quando l’anno scorso abbiamo iniziato con l’orto, alcune erano titubanti vedendo le verdure biologiche coltivate da chi ci lavorava. Questo ha creato un clima di entusiasmo; tutte volevano dedicarsi al giardinaggio, così abbiamo formato dei gruppi. Anche se annaffiare non è stato facile, abbiamo raccolto le verdure. L’anno prossimo miglioreremo le cose grazie al castello.

Mille grazie. Grazie per aver trasformato in realtà il nostro sogno di avere un castello che ora allevia le nostre sofferenze. Che il Signore stesso ve lo restituisca centuplicato. Preghiamo Dio per voi, affinché vi doni salute, pace, gioia e i doni di cui avete bisogno per continuare a correre in aiuto di chi è nel bisogno in tutto il mondo. Vi assicuriamo delle nostre umili preghiere. Grazie grazie grazie ancora grazie

Suor Pauline Bibake

Lahore, Pakistan: scuola ampliata

La scuola St. Jeanne Antide Bible High School ha ora due aule in più e può accogliere meglio il gran numero di bambini di questo sobborgo di Lahore che desiderano studiare. Durante il viaggio in Pakistan del 2023 alcuni membri del Comitato Gruppo India avevano potuto verificare che il numero delle richieste di iscrizioni era superiore a quelle che gli spazi disponibili consentivano di soddisfare. Con le due aule in più costruite dal Gruppo India sarà ora possibile dare risposta positiva molti di questi aspiranti studenti e avere un maggior numero di alunni consentirà anche di supportare il piano di sviluppo a lungo termine della scuola.

I lavori sono durati un po’ più del previsto anche a causa di forti piogge che hanno impedito agli operai di rispettare il programma; per questo al momento in cui sono state scattate le foto mancava ancora l’intonacatura di alcune pareti, per le quali si attendeva il giusto momento in modo che il clima non influisse negativamente sul risultato. È stato comunque già raggiunto l’obiettivo di fornire ulteriore spazio per gli studenti, ridurre la congestione nelle aule esistenti, creare un ambiente di apprendimento favorevole. Si è approfittato dell’occasione dell’intervento per apportare tante altre piccolo migliorie, come la sistemazione degli spazi esterni, la manutenzione dei vecchi bagni, la sostituzione di alcune porte e finestre.

La realizzazione di questo progetto rappresenta una testimonianza duratura del vostro impegno per l’istruzione e la responsabilità sociale. L’impatto del vostro contributo risuonerà per generazioni, offrendo ai bambini conoscenze e opportunità. Grazie alla vostra sensibilità e generosità, innumerevoli giovani menti ora hanno un luogo sicuro in cui sognare, imparare e crescere. Molti studenti che non avevamo potuto accogliere per mancanza di spazi, ora sono tornati e il sorriso si è potuto vedere sul volto dei bambini e nella gioia e gratitudine delle loro famiglie. E questo riflette il profondo impatto avuto dalla vostra sensibilità e generosità.

Ancora una volta vi siamo davvero grati per aver risposto alle nostre necessità. Vi assicuriamo che la vostra organizzazione è nelle nostre incessanti preghiere. Possa il vostro gentile sostegno portare un sorriso a così tante persone bisognose. Ancora una volta, un sentito ringraziamento.
Affido voi e tutto il vostro team alla cura provvidenziale del nostro Signore Gesù Cristo, affinché Egli possa riversare su di voi le Sue abbondanti benedizioni.
Con il più profondo rispetto e gratitudine,

suor Rukhsana Daniel

Alitena, Etiopia: apertura al futuro

I lavori di ampliamento della scuola Lideta-Mariam sono quasi completati ed è già stato possibile rispondere alla crescente domanda di istruzione secondaria superiore e migliorare l’ambiente didattico per gli studenti della 11° e 12° classe. L’intervento ha ridotto il sovraffollamento delle aule e rafforzato l’amministrazione scolastica; gli studenti hanno iniziato a frequentare le lezioni nelle strutture di nuova costruzione e ben arredate.

I principali beneficiari di questo progresso sono gli studenti delle ultime due classi del corso di studi della scuola Lideta-Mariam, che ora hanno accesso a spazi didattici migliorati. Il beneficiario indiretto è l’intero distretto di Irob, con oltre 35.000 abitanti. Le limitate opportunità di istruzione superiore nel distretto hanno costretto in passato molti ragazzi a percorrere lunghe distanze con elevati rischi finanziari, di sicurezza e sociali; ora non dovranno più allontanarsi troppo da casa e saranno in maggior numero i giovani che potranno ambire a un buon lavoro, quasi impossibile da trovare per chi si ferma al decimo anno di studi.

Mancano ancora piccoli particolari, che non pregiudicano l’operatività scolastica, tanto che sono utilizzate quattro aule arredate al piano terra che ospitano gli studenti dell’11° e del 12° anno, riducendo in modo significativo il sovraffollamento. Inoltre, una quinta aula già pronta è utilizzata come ufficio amministrativo, migliorando la gestione della scuola e l’erogazione dei servizi. Nel complesso, l’iniziativa ha migliorato l’accesso a un’istruzione di qualità, fornendo un ambiente di apprendimento più favorevole e ben attrezzato, e sostenendo la preparazione degli studenti all’istruzione superiore e al futuro inserimento lavorativo.

Grazie al vostro generoso sostegno finanziario e al contributo di altri donatori, associazioni europee ed etiopi, amici e sacerdoti dell’Eparchia di Adigrat, i lavori di ristrutturazione della scuola sono quasi completati.
Speriamo di poter continuare la nostra collaborazione con voi per apportare un cambiamento in meglio, in particolare a favore dei giovani e delle comunità di questo distretto, ormai impoverito dall’emigrazione di tante ragazze e ragazzi che non sono riusciti a condurre una vita significativa nella situazione in cui si trovavano.
Crediamo che offrire un’istruzione completa a livello di scuola superiore e una formazione professionale contribuirà notevolmente a creare giovani e comunità più stabili e piene di speranza.
Dio vi benedica
Che la misericordia, la pace e l’amore siano con voi in abbondanza!! (Giuda 1,2)


Abune Tesfaselassie Medhin
(Vescovo dell’Eparchia di Adigrat)

Renk, Sud Sudan: scuola per i bambini profughi

Aggiornamento luglio 2026: al momento la nostra collaborazione con il JRS è terminata. Abbiamo accompagnato i bambini rifugiati a Renk grazie soprattutto a un lascito, oltre a qualche donazione. Sono stati sostenuti negli studi quasi 2.500 bambini (di cui 70 particolarmente fragili per disabilità varie); la maggior parte di loro è stata iscritta alla scuola grazie a questo progetto, alcuni sono stati aiutati con la distribuzione di materiale scolastico.

Il sostegno è stato anche indiretto, ma fondamentale, grazie alla formazione di 36 insegnanti che hanno seguito corsi di lingua e pedagogia per poter continuare in Sud Sudan la loro attività. Da segnalare inoltre l’attenzione verso quasi 600 ragazze adolescenti che hanno ricevuto kit igienici e informazioni sul delicato passaggio da bambine a donne. Restando in campo sanitario sono state costruite le toilette per una scuola e punti di lavaggio mani in altre.

Ringraziamo gli operatori del JRS che si sono prodigati in una situazione veramente difficile e quanti hanno contribuito al benessere di questi bambini!


Stiamo collaborando con il JRS – Jesuit Refugee Service a un progetto che risponde ai bisogni educativi di emergenza dei bambini sfollati a Renk (in Sud Sudan, a pochi chilometri dal confine col Sudan) a causa del conflitto sudanese. L’obiettivo è aumentare l’accesso ai servizi educativi per i bambini colpiti dalla guerra. Tra i profughi ci sono sudanesi e anche sud sudanesi che avevano cercato migliori condizioni di vita al nord e che ora cercano di rientrare nel loro Paese d’origine, dove non hanno più la casa o un lavoro.

Circa 2000 bambini rifugiati e/o rimpatriati, economicamente vulnerabili e non in grado di soddisfare le loro esigenze di istruzione, saranno sostenuti per iscriversi e continuare gli studi anche attraverso la fornitura di materiali didattici di base e un corso di lingua inglese appositamente adattato sul modello arabo di loro provenienza al fine di facilitare la loro formazione.

Gli insegnanti coinvolti sono essi stessi profughi che avranno modo di riprendere la loro professione dopo aver ricevuto una formazione in pedagogia, metodologie educative incentrate sullo studente e competenze linguistiche in inglese. Saranno formati anche sull’apprendimento socio-emotivo per rafforzare le loro capacità a rispondere alle esigenze di apprendimento, sicurezza, salute mentale e supporto psicosociale dei bambini nelle scuole e negli ambienti di apprendimento. Di conseguenza, i bambini svilupperanno maggiori capacità di gestire il proprio benessere mentale e psicosociale e migliorare la resilienza.

Le comunità scolastiche saranno attivamente impegnate nella costruzione di ambienti di apprendimento sicuri, non violenti, inclusivi ed efficaci che promuovano la salute mentale e il benessere di tutti i bambini attraverso la consapevolezza e il dialogo sociale. Il progetto fornirà anche stipendi/incentivi agli insegnanti per migliorare il morale e l’attaccamento al lavoro. La difficile situazione economica del Sud Sudan ha infatti influito negativamente sul sistema scolastico: gli insegnanti non sono pagati e questo ha portato il personale docente a lasciare l’insegnamento come carriera e a perseguire altre opportunità di lavoro. Lo stipendio/incentivo agli insegnanti aiuterà a mantenere maestri e professori nelle scuole e quindi a migliorare la qualità dell’insegnamento e dell’apprendimento.

Il progetto sosterrà quattro diverse scuole di Renk, intervenendo anche in ambito sanitario migliorando le strutture igienico-sanitarie, tra cui bagni separati per genere e strutture per la raccolta dell’acqua e il lavaggio delle mani. Un occhio particolare sarà rivolto alle ragazze, fornendo loro kit per l’igiene mestruale ed educazione alla salute riproduttiva, con l’obiettivo di ridurre le barriere alla loro partecipazione all’apprendimento, combattere lo stigma sociale e diminuire i tassi di abbandono scolastico.

Ispirato dall’amore generoso e dall’esempio di Gesù Cristo, il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS) è un’opera della Compagnia di Gesù con la missione di accompagnare, servire e difendere i rifugiati e gli altri sfollati forzati, affinché possano guarire, imparare e determinare il loro futuro. Dalla sua fondazione, più di 40 anni fa, il JRS ha lavorato con milioni di rifugiati e sfollati interni in tutto il mondo, condividendo i loro viaggi e promuovendo i loro diritti alla protezione, alle opportunità e alla partecipazione alla società. Il JRS già operava in Sud Sudan, ma in altre zone. Ha però intensificato la sua attività quando l’emergenza umanitaria creata dal conflitto in Sudan nell’aprile 2023 lo ha spinto a espandere le sue operazioni a Renk, dove fornisce servizi di supporto presso i due centri di transito e supporto educativo di emergenza ai bambini rifugiati e rimpatriati in 4 scuole primarie di Renk.

Dal 15 aprile 2023, il conflitto in Sudan ha causato lo sfollamento di oltre 770.775 sudanesi (23,13%), rifugiati rimpatriati (76,16%) e richiedenti asilo (0,38%) in Sud Sudan, un Paese già travolto da crisi prolungate, dove la pace e la sicurezza rimangono fragili e gli aiuti umanitari sono minacciati da una grave carenza di fondi. Più di 2,2 milioni di sud sudanesi sono sfollati nel paese dal 2013 e oltre 330.000 sono rifugiati nei paesi vicini. Renk, che è il principale punto di transito, ospita attualmente oltre 51.000 rifugiati e rimpatriati dal Sudan, la maggior parte dei quali sono ospitati presso i centri di transito istituiti dall’UNHCR a Renk e altri residenti nelle aree ospitanti adiacenti.

Si stima che circa 6.256 rifugiati e bambini rimpatriati a Renk stiano incontrando ostacoli nell’istruzione, sia per l’aumento della vulnerabilità economica e le difficoltà che colpiscono i rifugiati e i bambini rimpatriati, sia per il cambiamento del programma di studio che passa dall’insegnamento in arabo a quello in inglese.

Inoltre, l’effetto psicologico del conflitto in Sudan ha anche lasciato genitori e figli a combattere con depressione, ansia e disturbi emotivi con un impatto duraturo sulla loro salute mentale e sul benessere psicosociale. Casi di violenza contro i bambini da parte di genitori o tutori che non sono in grado di provvedere ai bisogni dei loro figli sono stati segnalati presso il centro di transito e intorno a Renk. Si teme che l’attuale crisi economica aggravi la vulnerabilità della popolazione e aumenti il rischio di violenza di genere contro le donne e le ragazze. I bambini con disabilità e i genitori affidatari incontrano barriere di accesso ai servizi di fisioterapia a causa delle limitate strutture di riabilitazione a Renk e dei servizi specializzati. Inoltre, l’afflusso di rifugiati e rimpatriati ha creato nuove dinamiche nelle relazioni sociali tra rifugiati, rimpatriati e comunità ospitanti, esacerbate dal sostegno umanitario differenziale, per lo più rivolto ai rifugiati/rimpatriati e non alle comunità ospitanti.

Il Gruppo India si affianca al JRS per dare nuove speranze a tanti bambini e alle loro famiglie, grazie a un importante lascito ma anche confidando nel sostegno di altri amici. Il codice per sostenere questo progetto, che durerà almeno due anni ed è iniziato a ottobre 2024, è 700E.

I bagni della scuola Jok Yousif Nyor prima e dopo la ristrutturazione

Calicut, India: case per i più bisognosi

L’Arcidiocesi di Calicut ha celebrato il suo Giubileo del Centenario nel 2023, che segna cento anni di servizio pastorale, evangelizzazione e impegno sociale a favore della popolazione del Kerala settentrionale. Tra le tante iniziative spirituali, pastorali e sociali per commemorare questa importante ricorrenza, era prevista la costruzione di abitazioni per famiglie economicamente svantaggiate e per questo era stato richiesto l’aiuto del Gruppo India che si è impegnato a collaborare per cinque case sulle 25 previste nella prima fase.

Si pensava di poter costruire le case rapidamente, ma purtroppo i tempi si sono allungati per vari problemi e solo da poco le case sono state consegnate alle prime dieci famiglie, selezionate tra quelle più bisognose appartenenti a varie parrocchie dell’Arcidiocesi, quelle senza un’abitazione adeguata, con vedove, anziani o persone con esigenze particolari al proprio interno. Ogni casa è composta da soggiorno, due camere da letto, cucina, servizi igienici ed è dotata di allacciamenti di base per l’elettricità e l’acqua.
Durante l’inaugurazione, a ogni famiglia è stata consegnata simbolicamente una grande chiave e un quadro per iniziare la decorazione della casa.

Le famiglie beneficiarie hanno espresso profonda gratitudine per questo aiuto, che ha migliorato in modo significativo le loro condizioni di vita e ha offerto loro un senso di sicurezza e dignità. Il complesso residenziale, che costituisce la prima fase dell’iniziativa in occasione del Giubileo del Centenario dell’Arcidiocesi di Calicut, rappresenta un’espressione significativa di gratitudine verso Dio e di solidarietà con i poveri. Il progetto riflette i valori evangelici della compassione, del servizio e dell’attenzione verso chi si trova in condizioni di bisogno.
L’Arcidiocesi cattolica romana di Calicut esprime il suo sincero apprezzamento a tutti i benefattori, alle comunità parrocchiali e alle persone che hanno sostenuto questa iniziativa.
Possa questo progetto continuare a dare frutti nella vita delle famiglie beneficiarie e servire da promemoria della missione della Chiesa di portare speranza e dignità agli emarginati.

Padre Paul Percy D’silva (Procuratore)