Khulna, Bangladesh: altre case sicure

“Siamo lieti di comunicare con gratitudine che tre nuove case sono state costruite a Bagerhat. Questa iniziativa ha portato nuova speranza e stabilità a famiglie bisognose, fornendo loro condizioni di vita sicure e dignitose. Ora sono felici e grati ai donatori. Hanno la sicurezza di vivere e di continuare a svolgere il loro lavoro senza preoccupazioni.

I nostri più sentiti ringraziamenti vanno a tutti i generosi donatori, sostenitori e volontari che hanno reso possibile questo progetto grazie al loro incrollabile sostegno e alla loro compassione. I vostri contributi non solo hanno costruito case, ma hanno anche ridato fiducia e sicurezza alle vite dei beneficiari. Questa volta abbiamo dato un piccolo aiuto per riparare alcune delle loro case con il vostro denaro extra”.

Queste le parole con cui monsignor James Romen Boiragi, vescovo di Khulna, ci ha comunicato che le nuove case erano state costruite e assegnate alle famiglie. Non solo, avendo avuto un cambio favorevole, il contributo del Gruppo India ha permesso anche di riparare altre case e quindi ci sono altre famiglie di Bagerhat che ora hanno una dimora sicura.

Il Bangladesh vive un periodo difficile, perché è diretto da un governo provvisorio. La situazione attuale è molto fragile a causa delle relazioni con gli altri Paesi e delle numerose manifestazioni dei partiti politici. I prezzi dei beni sono aumentati e i poveri faticano a sostenere le spese quotidiane. Molte persone si rivolgono alla Diocesi per chiedere aiuto per il cibo, le cure mediche, le rette scolastiche dei figli e così via.

La costruzione delle ultime tre case è costata più delle precedenti, perché è aumentato il costo dei materiali (mattoni e cemento). Ma il deprezzamento del taka sul mercato internazionale ha fatto sì che a parità di contributo in euro don Domenic Halder e le persone della Caritas abbiano risparmiato del denaro che ha poi permesso di effettuare altri lavori. Infatti l’ultima volta il cambio era di 116,45 taka per un euro, mentre ora hanno avuto 125,33 taka per ogni euro arrivato dall’Italia: tutto speso per il benessere delle famiglie più povere.

Sylhet, Bangladesh: Natale nei giardini del tè

Grazie alla generosità di tanti, il Natale è stato un momento sereno anche per molte famiglie di raccoglitori del tè, che erano rimaste senza lavoro dal mese di agosto per la crisi governativa che aveva spinto le grandi multinazionali a sospendere le attività. Con l’aiuto inviato dal Gruppo India, la diocesi di Sylhet ha potuto distribuire dei pacchi a 450 famiglie della parrocchia di Sreemangal, particolarmente colpita dalla crisi. Le famiglie sono state più di quelle previste, grazie al cambio particolarmente favorevole e alla scelta della diocesi di impiegare a questo scopo anche le offerte per le celebrazioni delle Sante Messe.

Ogni famiglia ha ricevuto un pacchetto di aiuti, contenente alimenti essenziali: 10 kg di riso, 2 kg di lenticchie, 2 litri d’olio, 2 chili di zucchero, 3 kg di cipolle e patate, sale, spezie (peperoncino rosso, curcuma, coriandolo, semi di cumino…). Il pacchetto è stato concepito per fornire una dieta equilibrata per circa due settimane. Inoltre sono stati distribuiti saponi e articoli per l’igiene. La distribuzione è avvenuta a volte durante incontri comunitari, altre volte a domicilio per poter raggiungere tutte le famiglie più colpite dalla crisi. È terminata entro dicembre, ma abbiamo atteso le ultime notizie e le foto per darvene conto.

Il progetto di sostegno agli aiuti di emergenza ha raggiunto con successo 450 famiglie vulnerabili, superando l’obiettivo prefissato e realizzando la missione di garantire la sicurezza alimentare e portare la gioia del Natale a chi ne aveva bisogno. Questo intervento tempestivo non solo ha fornito un aiuto essenziale, ma ha anche sollevato lo spirito della comunità in un momento di difficoltà.

Il parroco di Sreemangal, p. James Shyamal Gomes, e il Vescovo della Diocesi cattolica di Sylhet, Rev. Shorot Francis Gomes, estendono la loro sentita gratitudine a tutte le parti interessate la cui generosità e impegno hanno reso possibile questa iniziativa. Possa questo atto di amore e compassione continuare a essere un riflesso della presenza di Cristo tra noi.

Padre Soroj Leonard Costa

 

Khulna, Bangladesh: case sicure

La costruzione di quattro casette in un villaggio vicino a Bagerhat, un altro progetto che si è concluso grazie a tutti voi.

Il villaggio, dove vivono per lo più famiglie cristiane che appartengono a una bassa casta indù e alcune mussulmane, è vicino al fiume Gange e purtroppo vittima di frequenti inondazioni nel periodo delle piogge; inoltre il ciclone Remal aveva reso inagibili 21 case e danneggiato gravemente altre 14, lasciandone più o meno intatte solo 16; aveva causato anche la morte di un bambino di 2 anni e il ferimento di altre persone.

La violenza dell’acqua, oltre ad averli privati delle case e dei loro beni, aveva danneggiato i raccolti, rendendo la popolazione ancora più povera.

Ma grazie all’aiuto del Gruppo India è stato possibile costruire quattro casette in muratura, sollevate da terra, nella speranza di garantire sicurezza a questa povera gente in caso di nuove inondazioni.

Grazie per aver dato un po’ di fiducia nel futuro a una popolazione così provata.

Khulna, Bangladesh: acqua in due villaggi

Bellissima notizia: anche a Joypur e a Shelabunia, due piccoli villaggi della diocesi di Khulna, finalmente si può bere acqua pura, non inquinata! Un risultato importante raggiunto con il contributo di tanti, grazie a tutti!

La popolazione di Joypur, prima dello scavo del pozzo, era costretta a bere acqua fortemente inquinata da arsenico; di conseguenza i rischi dell’avvelenamento si aggiungevano alle gravi dissenterie che in questi villaggi causa l’acqua, anche la morte soprattutto nei bambini. Il pozzo molto profondo pesca acqua non contaminata e fornisce oggi acqua potabile a tutti.

Nel caso di Shelabunia, nella parrocchia di Holdibunia, lo scavo non era possibile ma il problema non è la mancanza di acqua, dal momento che il villaggio è circondato da corsi d’acqua, ma la sua salinità molto elevata. Si è quindi deciso di installare un dissalatore. L’area però è molto difficile da raggiungere ed è stato complicato trasportare l’apparecchio e anche costruirgli un riparo dagli agenti atmosferici, ma alla fine il lavoro si è concluso e anche a Shelabunia tutti hanno la possibilità di bere acqua in tranquillità.

A noi, che consideriamo l’acqua un bene “dovuto” e spesso la sprechiamo senza troppe preoccupazioni, sembra impossibile che nel mondo ci siano popolazioni cui questo diritto è negato e ci si offre anche una riflessione sul nostro comportamento talvolta sconsiderato.

Grazie a tutti

Begunbari, Bangladesh: la nuova scuola

Con la costruzione di una scuola primaria, gli studenti hanno a disposizione un luogo adatto, sicuro e protetto per lo studio e la qualità dell’istruzione è assicurata grazie all’aumento delle strutture. Questa costruzione offre l’opportunità di curare adeguatamente i bambini per un futuro migliore.

Il disegno, il progetto e il preventivo per la costruzione del nuovo edificio della scuola di Begunbari sono stati preparati da una ditta locale, che è stata poi incaricata della realizzazione sotto la supervisione di ingegnere della Caritas della diocesi di Rajshahi (di cui fa parte Begunbari). Ora c’è un ambiente favorevole all’istruzione e alla scolarizzazione. Quasi 150 bambini hanno avuto accesso all’istruzione primaria: erano infatti molti quelli che non frequentavano a causa delle grandi distanze da percorrere o delle difficoltà linguistiche (la scuola pubblica fa lezione solo in bengalese, che non è la lingua madre dei bambini adivasi che vivono qui).

La qualità dell’istruzione nella scuola è assicurata anche dalle buone strutture: grazie ai servizi igienico-sanitari gli studenti non soffriranno di malattie causate dall’acqua; i bambini sono sensibilizzati al rispetto del genere per la presenza di bagni e spogliatoi separati per le ragazze.

La scuola quindi contribuisce ad aumentare il tasso di alfabetizzazione dei bambini svantaggiati perché tutti ricevono un’istruzione e una formazione di qualità e apprendono la lingua bengalese per poter poi continuare il loro percorso educativo nelle scuole pubbliche o essere cittadini capaci di comprendere e far rispettare i propri diritti civili. I bambini stanno crescendo alla luce degli insegnamenti sociali cattolici e si sta sviluppando una qualità di leadership anche tra quelli svantaggiati.

Questa costruzione offre l’opportunità di curare adeguatamente i bambini per un futuro migliore. Esprimiamo la nostra sincera gratitudine a voi e al Gruppo India, ai donatori e ai benefattori per il loro sostegno finanziario e le preghiere che hanno aiutato la nostra diocesi a crescere. Ci auguriamo che un sostegno simile possa continuare anche in futuro.

Padre William Murmu
(direttore dell’Ufficio Diocesano per lo sviluppo)

Bhopanipur, Bangladesh: scuola e doposcuola

Il Bangladesh è uno dei Paesi più poveri del mondo e uno dei suoi maggiori problemi è l’analfabetismo. La maggior parte della popolazione del Bangladesh è formata da agricoltori che non hanno altre fonti di reddito. Il cambiamento climatico qui sta colpendo duramente e le calamità naturali sono diventate parte della vita: ci sono inondazioni, cicloni, frane che si verificano ripetutamente. Si pagano ancora le conseguenze del Covid-19 e ora, a causa della guerra, i beni di prima necessità sono diventati molto costosi e la crisi continua. Dopo la pandemia, sono molti gli studenti che hanno smesso di andare a scuola per ristrettezze economiche: i bambini lavorano nei campi mentre le bambine sono date in sposa.

La maggior parte delle scuole in Bangladesh sono private e il governo non concede sussidi. Significa che i ragazzi devono pagare tasse d’iscrizione e frequenza piuttosto alte. In questo frangente, diventa fondamentale aiutare gli studenti.

I gesuiti in Bangladesh sono al fianco di questi poveri ragazzi e ci chiedono una mano per consentire loro di frequentare le scuole. A Dacca i gesuiti gestiscono la St. Xavier’s International School che è la prima scuola gesuita del Paese, mentre la St. Francis Xavier Primary è una scuola diocesana,  a Bhopanipur (diocesi di Rajshahi). Sono entrambe frequentate da bambini di età compresa tra i 5 e i 12 anni. Grazie a una borsa di studio distribuita mensilmente, 50 bambini di Bhopanipur potranno coprire tutte le spese legate all’istruzione: tasse scolastiche, libri, articoli di cancelleria. I bambini saranno scelti tra i più bisognosi e saranno seguiti attentamente, anche visitando periodicamente le loro famiglie.

La parrocchia di Bhopanipur, affidata a tre sacerdoti gesuiti, ha un territorio molto vasto, con quattro sottostazioni a distanze variabili dai 10 ai 35 chilometri. Queste sottostazioni sono situate tra i tribali, cristiani e non cristiani, che in Bangladesh sono i più trascurati e sono privati dei loro diritti umani fondamentali. In questa zona vivono le tribù Santhal e Pahari. La maggior parte di queste persone è analfabeta e si guadagna da vivere quotidianamente come braccianti giornalieri, perché priva di terra propria. Nella zona rurale di Bhopanipur, il metodo prescelto per aiutare i bambini a raggiungere un buon grado di istruzione è differente, in modo da adattarsi alla specificità del luogo.

Infatti a causa delle lunghe distanze e della mancanza di buone strade, non è possibile portare i bambini tribali a Bhopanipur per educarli. Alcuni di loro frequentano al mattino una scuola pubblica inferiore agli standard; i bambini delle famiglie benestanti seguono lezioni private nel pomeriggio ma i figli dei tribali non hanno questo aiuto esterno, non possono essere aiutati dai genitori analfabeti e molti di loro lasciano la scuola dopo soli due o tre anni, senza aver raggiunto risultati apprezzabili e restando a loro volta analfabeti. Considerando questa patetica situazione, i sacerdoti della parrocchia hanno preso l’iniziativa di avviare centri di insegnamento serale in ognuna delle quattro sottostazioni utilizzando le cappelle presenti.

Ci saranno due insegnanti in ciascuno di questi centri che aiuteranno i bambini nei loro studi e li incoraggeranno a continuare la scuola. Circa 120 fanciulli aderiranno al progetto e trascorreranno circa tre ore ogni pomeriggio/sera al centro della sottostazione più vicina a casa. Oltre all’apprendimento delle materie scolastiche, ci saranno giochi e programmi culturali organizzati per loro e da loro per manifestare i loro talenti. I bambini riceveranno anche alcuni rinfreschi come biscotti, dolci locali, riso soffiato con impasti, uova e banane come nutrimento, perché la maggior parte di loro è malnutrita.

Khulna, Bangladesh: emergenza freddo

Aggiornamento febbraio 2024: anche questa nuova edizione del progetto “emergenza freddo” si è conclusa. La diocesi di Khulna ha potuto distribuire molte coperte per aiutare i più poveri a proteggersi dal rigore dell’inverno. Grazie!

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Inverno freddo nei dintorni di Khulna, dove la situazione è aggravata dalle condizioni abitative di tante persone: dopo il ciclone e le alluvioni estive alcuni vivono ancora sotto capannoni di plastica o altri alloggi di fortuna. In queste condizioni anche i 5-6 gradi raggiunti in alcune zone sono proibitivi. Troppi non hanno casa, anche chi ce l’ha non è comunque attrezzato per queste temperature non usuali. Si accendono fuochi ovunque e con qualunque cosa per cercare di scaldarsi, perché nessuno ha abiti adatti. Ma anche questi fuochi possono creare problemi…

Il vescovo ha chiesto il nostro aiuto per comprare coperte da distribuire ai più poveri. Sommando il costo di una coperta di media qualità e del suo trasporto anche nei villaggi più remoti, si arriva a circa 3,50 euro. Una piccola somma che può salvare una vita. Saputo di poter contare sul nostro aiuto, il vescovo ha subito acquistato le coperte utilizzando fondi destinati ad altri scopi perché sa che potrà presto colmare il deficit. Stiamo raccogliendo offerte per coperte con il codice 854F.

Ringrazio in anticipo per il vostro gentile e generoso aiuto finanziario. Sono sempre grato per la vostra preghiera e il vostro gentile sostegno. Quest’anno i prezzi sono molto alti rispetto all’anno scorso. I nostri poveri hanno difficoltà a comprare il cibo quotidiano. Vi chiedo di pregare per me. Preghiamo per voi. Che Dio vi protegga e vi mantenga in buona salute. Con i migliori auguri a tutti voi.

Rev. James Romen Boiragi
(Vescovo di Khulna)

Khulna, Bangladesh: proteggere i bambini

In attesa di realizzazione: abbiamo terminato la raccolta fondi, siamo in attesa che il progetto sia realizzato per darvi maggiori informazioni. Grazie a quanti hanno collaborato!


Aggiornamento luglio 2025: considerata l’importanza di questo programma a favore della protezione dei bambini in tutto il territorio della diocesi, abbiamo deciso di proseguirlo accogliendo la richiesta del Vescovo, monsignor James Romen Boiragi, che è passato a trovarci a giugno 2025 e ci ha raccontato dei primi due anni di vita di questo progetto: si è lavorato su un doppio canale perché da una parte sono state intraprese varie iniziative per sensibilizzare tutti gli adulti (insegnanti, educatori e genitori) sui diritti dei bambini, dall’altra ci si è presi cura direttamente di alcuni dei piccoli più fragili, con aiuti materiali a loro o alle loro famiglie perché possano frequentare la scuola e affrontare al meglio le loro disabilità.

Il percorso è ancora lungo, perché va cambiata la mentalità delle persone, ma le parrocchie della diocesi stanno diventando punti di riferimento dove le leggi a protezione dei bambini (che esistono anche in Bangladesh) sono riconosciute e messe in atto:

La creazione di una politica formale di protezione dell’infanzia in tutte le parrocchie ha fornito un quadro di riferimento per identificare, segnalare e rispondere ai casi di abuso e di sfruttamento dei minori. Con l’aiuto del Gruppo India, siamo riusciti a formare oltre 100 membri del Forum per la protezione dell’infanzia per sostenere meglio il loro ruolo. Queste iniziative non solo hanno aumentato la comprensione della protezione dell’infanzia tra le comunità, ma hanno anche permesso di agire contro gli abusi.

Mons. James Romen Boiragi (Vescovo di Khulna)

Ora tutto ciò continua e in questo terzo anno di attività si cercherà di influire maggiormente nelle comunità tribali dei Rishi, dei Dalit e di altri indigeni, che spesso incontrano ulteriori barriere nell’accesso all’istruzione e ai servizi di protezione. Sarà possibile anche grazie ai vostri doni, contributi per cambiare la vita di tanti bambini che continuiamo a raccogliere con il codice 854B.

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Il Bangladesh è uno dei Paesi in cui i bambini vivono una maggiore insicurezza nella famiglia e nella società, privati dei loro diritti. Anche se vietati dal governo, il lavoro minorile e i matrimoni precoci sono ancora molto diffusi e non sono riconosciuti come abusi da una gran parte della popolazione. La Diocesi di Khulna sta facendo del suo meglio per migliorare la situazione, organizzando diversi seminari di sensibilizzazione e formazione e altri programmi pastorali in diverse parrocchie e sotto-centri. “Come sapete, la nostra gente è molto povera e poco istruita. Hanno bisogno di formazione e di sensibilizzazione. Spero e credo che attraverso questi programmi ci sarà un progresso nella nostra società” (Mons. J. Romen Boiragi).

Questo progetto vuole diffondere una cultura di protezione dei bambini, agendo su diversi fronti. Il primo è dare a insegnanti ed educatori gli strumenti per riconoscere i segnali di abusi sui bambini e informazioni su come intervenire e denunciare; sarà fatto con una serie di seminari e con la costituzione di forum a livello parrocchiale (più uno di coordinazione a livello diocesano) per il monitoraggio dell’ambiente e il supporto in caso di sospetti abusi.

Un’altra importante iniziativa è quella di fare in modo che sempre più bambini siano registrati all’anagrafe sin dalla nascita e non solo quando è necessario per avere un qualche tipo di documento. Molti bambini vivono i loro primi anni in una situazione di “non esistenza” di fatto, che li rende più facilmente preda di abusi. In questo caso si interverrà sui genitori, per aiutarli a comprendere il rischio che grava sui loro figli. Un’attenzione particolare sarà dedicata ai bambini che presentano un qualche tipo di disabilità o che sono già inseriti nel mondo del lavoro, per lo meno per ridurre il carico di fatica e i rischi cui sono già esposti.

La Chiesa in Bangladesh lavora molto in attività spirituali, caritatevoli, educative e mediche per tutti, soprattutto per i poveri, i diseredati e gli indifesi. In un Paese in cui quasi l’88% della popolazione è musulmana, la gestione di istituzioni e organizzazioni educative e assistenziali cristiane è difficile. Ma le scuole e gli ospedali cristiani sono ben frequentati e utilizzati da membri di tutte le religioni. Il Vescovo ci scrive che è una sfida e un privilegio riuscire a praticare l’amore e i valori cristiani con parole, segni e azioni. I cristiani stanno facendo molte opere di carità e di formazione senza discriminare casta e religione: stanno evangelizzando i non cristiani con la loro testimonianza. È veramente un bel risultato considerando la situazione in cui vivono:

La maggior parte dei cristiani lavora a giornata e dipende dall’agricoltura. Sono trascurati nel campo dell’istruzione, delle strutture mediche, culturali e religiose. Inoltre, la comunità cristiano-cattolica non è in grado di sostenere le proprie spese. Sono privati dei loro diritti umani e talvolta sono vittime di ingiustizie. Hanno bisogno di sapere come superare i loro limiti e costruire armonia e pace per vivere con gli altri. La maggior parte dei bambini e delle comunità vive in una situazione di vulnerabilità e deve affrontare varie violenze e pressioni da parte dei vicini.

Il programma di protezione dell’infanzia lavora per proteggere i bambini da ogni forma di violenza, abuso e sfruttamento, compresi i matrimoni infantili e la violenza di genere. Ci adoperiamo inoltre per garantire che i bambini che non ricevono cure adeguate, continue e di qualità da parte di membri della famiglia o di chi se ne prende cura possano vivere in un ambiente protettivo. L’obiettivo del programma per i bambini lavoratori è contribuire al graduale allontanamento dei bambini dai lavori pericolosi e migliorare le condizioni di lavoro quando sono impegnati in lavori non pericolosi. Creiamo inoltre opportunità di istruzione e di sviluppo per i bambini come lavoratori qualificati. L’istituzione e il rafforzamento del sistema di protezione dell’infanzia sono al centro di tutti i nostri interventi.

Daremo potere ai bambini, ai loro genitori, a chi li assiste e alle organizzazioni che li rappresentano, affinché possano tutelare i loro diritti. Contribuiremo a garantire che i bambini privi di cure adeguate ricevano l’assistenza dovuta attraverso cure alternative a livello familiare e comunitario. I fornitori di servizi saranno sensibilizzati per garantire che i gruppi di bambini svantaggiati ricevano i servizi senza discriminazioni. Lavoreremo anche con i membri della comunità per creare un ambiente protettivo per i bambini.

La violenza contro i bambini non sarà più tollerata e i cittadini del Bangladesh intraprenderanno azioni per proteggere i propri bambini.

Mons. James Romen Boiragi
(Vescovo di Khulna)

Il codice associato al progetto è 854B e il costo è di 7.000 euro per il primo anno di attività.

Khulna, Bangladesh: ripari dopo il ciclone

A fine maggio 2020 un violento ciclone aveva colpito alcune zone di India e Bangladesh. Il Vescovo della diocesi di Khulna ha utilizzato il nostro aiuto per dare un nuovo riparo a varie famiglie.

Questo ciclone ha causato molti danni nella Diocesi (oltre 180.000 abitazioni distrutte, altri edifici e fabbriche danneggiati, strade impraticabili…) e vittime: 24 persone sono decedute direttamente a causa del ciclone, ma è impossibile sapere quante sono rimaste infettate dal covid-19 quando 2 milioni e mezzo di abitanti hanno dovuto cercare riparo in rifugi di fortuna e convivere a stretto contatto per i tre giorni in cui il vento infuriava all’esterno…

La Diocesi di Khulna è intervenuta in 13 diverse parrocchie, che coprono una vasta area. Per dare questo aiuto straordinario sono state scelte le famiglie più vulnerabili: le donne capofamiglia, i lavoratori a giornata, i disabili, le donne incinte o in allattamento, gli anziani e i malati cronici… Ognuna ha ricevuto dei fogli in lamiera e un contributo in denaro per costruirsi una nuova capanna al posto di quella abbattuta dal ciclone Amphan. Tra le famiglie aiutate, sono state 36 quelle che hanno potuto riparare il proprio domicilio o costruirne uno nuovo grazie al sostegno del Gruppo India.

Sono stati tutti molto felici di ricevere questo sostegno di emergenza che ha ridato loro speranza. Avere di nuovo un tetto, li ha spronati a restare nel loro villaggio con tutta la famiglia, cercando qui i mezzi di sostentamento, senza dover necessariamente emigrare verso le città o l’estero. Anche i parroci e le autorità locali sono stati molto felici per l’iniziativa della Diocesi Cattolica di Khulna, finanziata da tanti benefattori generosi come voi.

La diocesi cattolica di Khulna ha realizzato questo buon progetto di rifugio d’emergenza con il generoso sostegno dei donatori. I sacerdoti delle parrocchie hanno osservato che “quando abbiamo visto la felicità sul volto dei poveri, abbiamo creduto che l’amore dei donatori fosse lì e trasmettiamo loro i nostri ringraziamenti”. Il popolo cattolico della diocesi di Khulna è stato molto felice e grato per questo sostegno urgente ed essenziale dopo il ciclone Amphan e durante il periodo covid-19. L’intera Diocesi cattolica di Khulna è molto grata per questo sostegno di gran cuore. Che Dio vi benedica e ci rafforzi per salvare i poveri e le persone vulnerabili in Bangladesh.

Mons. James R. Boiragi

 

Emergenza coronavirus

Aggiornamento: consideriamo chiusa questa prima fase del progetto, quella dei blocchi totali, del “non sapere”… Ora l’India attraversa una nuova, severa ondata e continuiamo la raccolta fondi con lo stesso codice C.19 per poter intervenire. Nello stesso tempo, dove e quando è possibile, cerchiamo di intervenire con progetti più puntuali adatti alle singole situazioni come quello in soccorso dei non vedenti di Trichy. Grazie di cuore a quanti hanno dato una mano con grande generosità, nonostante le difficoltà che hanno colpito ognuno di noi.

Covid-19… una minaccia attuale; una pandemia che ti fa venire un brivido di incertezza, ansia e paura. Siamo stati uno dei primi Paesi colpiti e colpiti pesantemente! Nel periodo iniziale abbiamo ricevuto tante testimonianze d’affetto, benedizioni, preghiere… Da tutto il mondo ci hanno inviato messaggi pieni di premura e preoccupazione per tutti i membri della grande famiglia del Gruppo India: benefattori, volontari, staff e Comitato.

Ora che la pandemia sta dilagando in India, in Africa, in Brasile e in tanti altri luoghi, è il momento di restituire quanto ricevuto: con la preghiera, la compartecipazione e con un sostegno economico verso chi sta perdendo tutto.

Le richieste di sostegno arrivate al Gruppo India sono state tantissime, arrivate anche da enti e congregazioni a noi sconosciuti. Nessuno era rimasto con le mani in mano… gli aiuti erano già avviati (cibo, mascherine, saponi, medicine, alloggi di fortuna), tutti cercavano risorse per continuare le azioni già intraprese. È stato necessario fare una scelta, dolorosa, e inviare un aiuto solo ad alcune realtà. Il Comitato è intervenuto subito, anticipando quanto necessario, fiducioso nella generosità dei nostri amici benefattori. Tutti possiamo mostrare la nostra vicinanza inviando offerte con il codice progetto C.19.

In India la serrata improvvisa decisa dal Governo ha inevitabilmente messo in moto una situazione indescrivibile, con decine di migliaia di persone in tutta la nazione bloccate lontano dalle loro case, costrette a camminare sulle strade verso i loro villaggi natali fino a 500-1000 chilometri di distanza.

Le suore Canossiane della delegazione del Sud dell’India hanno ottenuto dal governo indiano un permesso speciale per raggiungere i villaggi più remoti dell’Andhra Pradesh e dell’Orissa, dove non arrivano gli aiuti statali. Portano cibo e detergenti a 600 famiglie, scelte tra quelle che dipendono dal loro salario giornaliero per sbarcare il lunario e che ora non hanno lavoro e a chi, venuto da villaggi lontani in cerca di impiego, è rimasto bloccato nelle stazioni ferroviarie, nelle fermate degli autobus e persino lungo le strade; non possono tornare alle loro case, non hanno un posto dove stare e stanno lottando oltre ogni immaginazione (in questo video la distribuzione degli aiuti).

Il Mahatma Gandhi afferma: “Ci sono persone nel mondo così affamate, che Dio non può apparire loro se non sotto forma di pane”. Le Canossiane portano pacchi alimentari in varie zone: Draksharama, Nellipaka, Payakaraopeta, Vizag, Veeraghattam, Bathily e Jubo. La comunità di Payakaraopeta da giorni dà da mangiare a un gruppo di 50 camionisti bloccati lì all’inizio della serrata.

Inoltre le suore stanno mettendo a disposizione di chi ne ha bisogno gli ospedali e i locali delle scuole. Hanno cucito mascherine nel Centro di sartoria di Veeraghattam e le hanno distribuite ai poveri, al personale di polizia, ai migranti, ai malati di HIV e ai volontari che conducono indagini o portano consigli e istruzioni porta a porta. Un altro elemento essenziale distribuito è stato il sapone da bagno e i detersivi per il bucato.

Infine un piccolo gesto di carità verso il personale di polizia in piedi per ore sulle strade per mantenere legge e disciplina sotto il sole cocente: bevande arricchite di sali minerali per alleviare lo stress del caldo.

Dal Tamil Nadu, che al momento della richiesta di aiuto era il 2° stato più colpito in India, ci hanno interpellato gli Angelo Brothers, impegnati soprattutto nel distretto di Trichy. Secondo i dati ufficiali, i lavoratori giornalieri costituiscono la spina dorsale dell’economia indiana, comprendendo circa l’85 per cento del totale degli occupati. Con la serrata, tutte queste persone si sono ritrovate da un giorno all’altro senza alcuna possibilità di guadagnare. Nel distretto ci sono migliaia di persone vulnerabili come i diversamente abili, i ciechi, i sordomuti, le vedove, le donne abbandonate, le tribù semi-migranti e le popolazioni rurali. Alcuni di loro hanno accesso a un solo pasto al giorno; altri stanno morendo di fame. Le misure del Governo sono inadeguate e per questo i poveri dipendono da gesti di generosità. A loro i Fratelli stanno distribuendo alimenti secchi (come riso, farina di grano o di miglio, legumi, spezie…), olio, piccole somme di denaro per l’acquisto di verdure fresche, articoli sanitari (saponi e disinfettante).

Problemi simili si riscontrano in Sri Lanka e il Gruppo India ha inviato aiuto ai gesuiti di Negombo che hanno aiutato quasi 3000 famiglie fornendo generi alimentari di base. Il passo successivo è di aiutare altre 500 famiglie con un piccolo sostegno economico (circa 20 euro a famiglia), oltre alla distribuzione dei pacchi.

In Bangladesh la situazione può essere misurata con il drastico calo di ordini da parte delle grandi società internazionali, per cui ora circa il 50% delle persone si ritrova senza lavoro. Anche i piccoli artigiani e commercianti hanno dovuto sospendere le loro attività per il blocco. La situazione è poi stata ulteriormente aggravata dall’arrivo del ciclone Amphan che il 20 maggio ha devastato varie aree tra cui la diocesi di Khulna: molte persone si sono ritrovate a condividere alloggi di fortuna e questo sicuramente agevolerà la diffusione del virus. Stiamo sostenendo il Vescovo che distribuisce pacchi contenenti riso, olio, patate, sale e detergenti a 1200 famiglie, scelte tra le più povere.

Anche in Pakistan la crisi pandemica peggiora i problemi della povertà e della malnutrizione, particolarmente nei quartieri a maggioranza cristiana che sono ovunque i più poveri. Inoltre, in alcune zone, alla popolazione cristiana è stata negata la possibilità di ricevere aiuti alimentari. Ed è quello che si sta vivendo anche a Lahore e a Faisalabad dove operano le Suore della Carità di S. Antida. Non potevano stare a guardare… Così, sicure della vostra sensibilità e generosità, hanno organizzato una distribuzione di aiuti per circa 150 famiglie particolarmente bisognose, regalando un sorriso a tante persone che in questo tempo non possono lavorare e quindi non hanno da mangiare.

Continuiamo questa panoramica con il Centrafrica, dove la popolazione vive sulla soglia della povertà, con pochi mezzi di sussistenza, resa fragile dalla guerra; fa molta fatica a fronteggiare tutte le conseguenze legate all’epidemia e la gente più vulnerabile (anziani, handicappati, giovani già malati) vive situazioni di grande povertà. Le strutture ospedaliere non sono molto efficienti, il personale sanitario non è preparato, le suore di S. Antida temono che non riuscirà a far fronte all’epidemia che dilaga nelle province.

La gente cerca di rispettare le misure preventive ma non può vivere senza il mercato, vera fonte di sopravvivenza per gli africani. Loro cercano di dare una mano, ma i mezzi sono limitati per poter acquistare riso, zucchero, sale, sapone, medicine. Il nostro aiuto sarà fondamentale per procurarsi e distribuire alcuni beni di prima necessità e ridare, così, coraggio e speranza a chi vive questo tempo di pandemia nella più grande miseria.

Lasciamo a suor Elena Berini, che ci scrive da Bocaranga (Centrafrica), il compito di stimolare e ringraziare tutti. Lei parla della sua terra, ma descrive una realtà che travalica i confini:

Siamo circondate da tante situazioni di povertà e sofferenza, ma continuiamo a fidarci della Provvidenza. Stupisce sempre nel profondo come i poveri sappiano condividere e ricominciare sempre… Anche da questa terra d’Africa, uomini, donne, giovani provocano la Provvidenza con gesti discreti di solidarietà e nel travaglio dei giorni sanno offrire speranza.

Grazie cari amici, che il gesto di solidarietà non si esaurisca mai nel vostro Gruppo perché la vita possa sempre sorridere ai poveri. Che il Signore benedica voi e le vostre famiglie e vi protegga.