Renk, Sud Sudan: scuola per i bambini profughi

Aggiornamento luglio 2026: al momento la nostra collaborazione con il JRS è terminata. Abbiamo accompagnato i bambini rifugiati a Renk grazie soprattutto a un lascito, oltre a qualche donazione. Sono stati sostenuti negli studi quasi 2.500 bambini (di cui 70 particolarmente fragili per disabilità varie); la maggior parte di loro è stata iscritta alla scuola grazie a questo progetto, alcuni sono stati aiutati con la distribuzione di materiale scolastico.

Il sostegno è stato anche indiretto, ma fondamentale, grazie alla formazione di 36 insegnanti che hanno seguito corsi di lingua e pedagogia per poter continuare in Sud Sudan la loro attività. Da segnalare inoltre l’attenzione verso quasi 600 ragazze adolescenti che hanno ricevuto kit igienici e informazioni sul delicato passaggio da bambine a donne. Restando in campo sanitario sono state costruite le toilette per una scuola e punti di lavaggio mani in altre.

Ringraziamo gli operatori del JRS che si sono prodigati in una situazione veramente difficile e quanti hanno contribuito al benessere di questi bambini!


Stiamo collaborando con il JRS – Jesuit Refugee Service a un progetto che risponde ai bisogni educativi di emergenza dei bambini sfollati a Renk (in Sud Sudan, a pochi chilometri dal confine col Sudan) a causa del conflitto sudanese. L’obiettivo è aumentare l’accesso ai servizi educativi per i bambini colpiti dalla guerra. Tra i profughi ci sono sudanesi e anche sud sudanesi che avevano cercato migliori condizioni di vita al nord e che ora cercano di rientrare nel loro Paese d’origine, dove non hanno più la casa o un lavoro.

Circa 2000 bambini rifugiati e/o rimpatriati, economicamente vulnerabili e non in grado di soddisfare le loro esigenze di istruzione, saranno sostenuti per iscriversi e continuare gli studi anche attraverso la fornitura di materiali didattici di base e un corso di lingua inglese appositamente adattato sul modello arabo di loro provenienza al fine di facilitare la loro formazione.

Gli insegnanti coinvolti sono essi stessi profughi che avranno modo di riprendere la loro professione dopo aver ricevuto una formazione in pedagogia, metodologie educative incentrate sullo studente e competenze linguistiche in inglese. Saranno formati anche sull’apprendimento socio-emotivo per rafforzare le loro capacità a rispondere alle esigenze di apprendimento, sicurezza, salute mentale e supporto psicosociale dei bambini nelle scuole e negli ambienti di apprendimento. Di conseguenza, i bambini svilupperanno maggiori capacità di gestire il proprio benessere mentale e psicosociale e migliorare la resilienza.

Le comunità scolastiche saranno attivamente impegnate nella costruzione di ambienti di apprendimento sicuri, non violenti, inclusivi ed efficaci che promuovano la salute mentale e il benessere di tutti i bambini attraverso la consapevolezza e il dialogo sociale. Il progetto fornirà anche stipendi/incentivi agli insegnanti per migliorare il morale e l’attaccamento al lavoro. La difficile situazione economica del Sud Sudan ha infatti influito negativamente sul sistema scolastico: gli insegnanti non sono pagati e questo ha portato il personale docente a lasciare l’insegnamento come carriera e a perseguire altre opportunità di lavoro. Lo stipendio/incentivo agli insegnanti aiuterà a mantenere maestri e professori nelle scuole e quindi a migliorare la qualità dell’insegnamento e dell’apprendimento.

Il progetto sosterrà quattro diverse scuole di Renk, intervenendo anche in ambito sanitario migliorando le strutture igienico-sanitarie, tra cui bagni separati per genere e strutture per la raccolta dell’acqua e il lavaggio delle mani. Un occhio particolare sarà rivolto alle ragazze, fornendo loro kit per l’igiene mestruale ed educazione alla salute riproduttiva, con l’obiettivo di ridurre le barriere alla loro partecipazione all’apprendimento, combattere lo stigma sociale e diminuire i tassi di abbandono scolastico.

Ispirato dall’amore generoso e dall’esempio di Gesù Cristo, il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS) è un’opera della Compagnia di Gesù con la missione di accompagnare, servire e difendere i rifugiati e gli altri sfollati forzati, affinché possano guarire, imparare e determinare il loro futuro. Dalla sua fondazione, più di 40 anni fa, il JRS ha lavorato con milioni di rifugiati e sfollati interni in tutto il mondo, condividendo i loro viaggi e promuovendo i loro diritti alla protezione, alle opportunità e alla partecipazione alla società. Il JRS già operava in Sud Sudan, ma in altre zone. Ha però intensificato la sua attività quando l’emergenza umanitaria creata dal conflitto in Sudan nell’aprile 2023 lo ha spinto a espandere le sue operazioni a Renk, dove fornisce servizi di supporto presso i due centri di transito e supporto educativo di emergenza ai bambini rifugiati e rimpatriati in 4 scuole primarie di Renk.

Dal 15 aprile 2023, il conflitto in Sudan ha causato lo sfollamento di oltre 770.775 sudanesi (23,13%), rifugiati rimpatriati (76,16%) e richiedenti asilo (0,38%) in Sud Sudan, un Paese già travolto da crisi prolungate, dove la pace e la sicurezza rimangono fragili e gli aiuti umanitari sono minacciati da una grave carenza di fondi. Più di 2,2 milioni di sud sudanesi sono sfollati nel paese dal 2013 e oltre 330.000 sono rifugiati nei paesi vicini. Renk, che è il principale punto di transito, ospita attualmente oltre 51.000 rifugiati e rimpatriati dal Sudan, la maggior parte dei quali sono ospitati presso i centri di transito istituiti dall’UNHCR a Renk e altri residenti nelle aree ospitanti adiacenti.

Si stima che circa 6.256 rifugiati e bambini rimpatriati a Renk stiano incontrando ostacoli nell’istruzione, sia per l’aumento della vulnerabilità economica e le difficoltà che colpiscono i rifugiati e i bambini rimpatriati, sia per il cambiamento del programma di studio che passa dall’insegnamento in arabo a quello in inglese.

Inoltre, l’effetto psicologico del conflitto in Sudan ha anche lasciato genitori e figli a combattere con depressione, ansia e disturbi emotivi con un impatto duraturo sulla loro salute mentale e sul benessere psicosociale. Casi di violenza contro i bambini da parte di genitori o tutori che non sono in grado di provvedere ai bisogni dei loro figli sono stati segnalati presso il centro di transito e intorno a Renk. Si teme che l’attuale crisi economica aggravi la vulnerabilità della popolazione e aumenti il rischio di violenza di genere contro le donne e le ragazze. I bambini con disabilità e i genitori affidatari incontrano barriere di accesso ai servizi di fisioterapia a causa delle limitate strutture di riabilitazione a Renk e dei servizi specializzati. Inoltre, l’afflusso di rifugiati e rimpatriati ha creato nuove dinamiche nelle relazioni sociali tra rifugiati, rimpatriati e comunità ospitanti, esacerbate dal sostegno umanitario differenziale, per lo più rivolto ai rifugiati/rimpatriati e non alle comunità ospitanti.

Il Gruppo India si affianca al JRS per dare nuove speranze a tanti bambini e alle loro famiglie, grazie a un importante lascito ma anche confidando nel sostegno di altri amici. Il codice per sostenere questo progetto, che durerà almeno due anni ed è iniziato a ottobre 2024, è 700E.

I bagni della scuola Jok Yousif Nyor prima e dopo la ristrutturazione

Rajaf, Sud Sudan: nuove aule per la scuola

L’aumento del numero di scolari spinge le suore di S. Antida a costruire due nuove aule per la scuola e c’è bisogno anche del nostro aiuto nonostante il grande impegno locale. Il Gruppo India è a fianco delle suore a Rajaf sin dall’inizio della missione nel 2012. Questa è una delle località maggiormente danneggiate dai lunghi anni di guerra, qui tante persone vivono in vera e propria miseria materiale e intellettuale. Molto importante è il servizio offerto nel campo dell’istruzione che ha avuto un grande impatto sulla popolazione, compresa quella dei villaggi circostanti.

Oggi le famiglie sono consapevoli dell’importanza di istruire i propri figli, nonostante le difficoltà della vita; ci sono ragazzi e ragazze che raggiungono livelli universitari anche se altri abbandonano la scuola primaria o secondaria, poiché il costo della vita aumenta ogni giorno.

L’anno scorso, con l’arrivo a Rajaf dei rifugiati dal Sudan e da altre regioni del Paese, il numero degli alunni ha raggiunto quota 400 e le suore hanno dovuto avviare due nuove classi per la scuola primaria inaugurando così un sistema di doppi turni perché le aule sono insufficienti. La situazione non è facile da gestire e c’è grande confusione nell’orario degli insegnanti.

Per questo insegnanti e suore hanno sottoposto le loro difficoltà agli anziani dei villaggi che lavorano per il governo; ed essi hanno risposto positivamente offrendo alla scuola un sostegno che copre l’80% della spesa totale necessaria per la costruzione di due nuove aule. È un impegno importante, segno che è tutta la comunità a volersi far carico della necessità di istruire i bambini e merita una risposta positiva anche da parte nostra coprendo il rimanente 20% (8.800 euro) e rendere così possibile la realizzazione di questo progetto che ridurrà sofferenza e disagi per bambini e insegnanti.

Ogni contributo inviato col codice 875S si trasformerà in mattoni, calce, pittura e domani in istruzione per i bambini da poco arrivati a Rajaf e che si aggiungono a quelli già sostenuti dal nostro progetto principale di adozione-borsa di studio!

Sudan e Sud Sudan: un'emergenza continua…

campo progughi

Emergenza: secondo il vocabolario è una circostanza imprevista, una particolare condizione di cose, un momento critico, che richiede un intervento immediato. Ma in alcune zone è invece una compagna di vita, ogni giorno presente a fianco di chi è costretto a lottare per qualcosa da mangiare, per avere un misero riparo notturno, per assicurare un’educazione e un futuro ai propri bambini…

Uno di questi luoghi è il Sudan, fino al 2011 un solo grande Paese, ora diviso in Sudan e Sud Sudan. Anche papa Francesco ha rivolto un appello per questa terra:

Destano particolare apprensione le dolorose notizie che giungono dal martoriato Sud Sudan, dove ad un conflitto fratricida si unisce una grave crisi alimentare che colpisce la Regione del Corno d’Africa e che condanna alla morte per fame milioni di persone, tra cui molti bambini. In questo momento è più che mai necessario l’impegno di tutti a non fermarsi solo a dichiarazioni, ma a rendere concreti gli aiuti alimentari e a permettere che possano giungere alle popolazioni sofferenti. Il Signore sostenga questi nostri fratelli e quanti operano per aiutarli.

(Udienza generale, mercoledì 22 febbraio 2017)

Il Gruppo India opera in Sudan e in Sud Sudan sin dal 1995, sostenendo l’impegno delle Suore della Carità di Santa Giovanna Antida che raccontano la loro esperienza e ci mostrano il mondo in cui operano in questo documento.