Festeggia il tuo compleanno con i bambini di Lablé

L’idea ci è venuta quando, nel nostro viaggio in Camerun, abbiamo visitato Lablé, un villaggio a 150 km da Yaoundé. Qui le Maestre Pie Venerini gestiscono una scuola con 167 bambine e bambini dai 2 ai 10 anni. Le sorelle non sono in grado di offrire il pranzo e quindi i bambini spesso restano digiuni fino al pomeriggio quando tornano nelle loro “case”. Abbiamo promesso di aiutarle, così un vecchio locale è stato ristrutturato per farne una mensa ed è stato anche avviato un allevamento di polli, che di recente è diventato produttivo.

Il momento più toccante è stato quello della ricreazione. Intorno a mezzogiorno, una signora entra nel cortile con un cesto di pane. I piccoli la circondano sorridendo, pieni di speranza. Ma solo chi ha qualche moneta può acquistare un pezzo di pane. Gli altri rimangono a guardare. Fermi, silenziosi, affamati. Vedere quei bambini – allegri e vivaci – fermarsi di colpo davanti a quel cesto come se fosse un tesoro irraggiungibile, ci ha spezzato il cuore. Ci siamo guardati negli occhi. Bastavano 15 euro, quindici, per offrire una merenda a tutti. Quindici euro per cambiare quella scena. Così, spinti dall’emozione di una ragazza del nostro gruppo, abbiamo deciso che non potevamo tornarcene a casa senza lasciare qualcosa di concreto. Ed ecco l’idea… Un compleanno “sospeso” tra Italia e Africa!

Per il tuo compleanno regala una merenda ai bambini di Lablé e, quando fai la donazione, per favore indicaci il giorno del tuo compleanno così vedremo se e quando tutti insieme riusciremo a coprire tutti i 365 giorni e magari avremo un calendario con tutti i vostri nomi (codice progetto 816C).

Lomé, Togo: soccorriamo i bambini

In attesa di realizzazione: per ora abbiamo terminato la raccolta fondi, perché possiamo garantire il supporto promesso. Appena possibile vi daremo maggiori informazioni su come sta procedendo. Grazie a quanti hanno collaborato!

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I bambini affetti da HIV/AIDS che arrivano all’ospedale S. Bakhita delle Suore Canossiane sono praticamente abbandonati perché molto spesso sono stati contagiati in famiglia: alcuni sono orfani, altri non possono essere accuditi adeguatamente perché i genitori sono essi stessi malati e non hanno i mezzi economici per tutte le medicine. Questa situazione è allarmante e a volte le suore si sentono impotenti di fronte a così tanti bisogni.

L’ospedale Sainte Joséphine Bakhita delle Suore Canossiane è un ente di pubblica utilità senza scopo di lucro e le suore e il personale si dedicano a tutti i pazienti senza distinzione di sesso, etnia o religione. Ma è impossibile non sentirsi maggiormente coinvolti quando il paziente è un bambino abbandonato…

Il nostro desiderio è quello di poter prenderci cura almeno di coloro le cui famiglie sono maggiormente indigenti, così da non potersi permettere l’assistenza sanitaria, un’alimentazione adeguata e neanche una istruzione di base per i bambini. L’ospedale già cerca di coprire alcune spese, in particolare quelle sanitarie, ma non può coprire tutto. Chiediamo quindi l’aiuto del Gruppo India per seminare insieme gioia nei cuori di questi bambini e delle loro famiglie.

Che Dio riversi abbondantemente le Sue grazie sul Gruppo India e su ognuno dei benefattori. Con riconoscenza e gratitudine. Per le Suore Canossiane in Togo

suor Richarde Benissan

Per aiutare questi bambini a superare le grosse difficoltà che già incontrano nella vita si può inviare un contributo con codice progetto 342M.

Sin el Fil, Libano: sostegno agli studenti

La situazione della popolazione libanese è sempre drammatica e ha gravi ripercussioni sulla carriera scolastica dei ragazzi, soprattutto di quelli che frequentano la scuola pubblica: gli insegnanti sono spesso assenti a causa degli stipendi molto bassi e la maggior parte delle scuole è occupata dagli sfollati, costringendo gli studenti a seguire corsi online di qualità estremamente scarsa.

Per dare una mano a bambini e ragazzi a raggiungere quell’istruzione che è diritto di ognuno ma che al momento molti si vedono negata è sorta Maktaba, un’iniziativa della parrocchia Assaydeh di Sin el Fil, comune del Libano dell’ampia periferia di Beirut, e di una associazione locale che hanno creato uno spazio di supporto scolastico. Dopo aver frequentato la scuola la mattina, bambini e ragazzi possono accedere a un doposcuola ed essere seguiti nello studio grazie a corsi pomeridiani di alta qualità, per garantire una buona comprensione e assimilazione delle lezioni. L’attività è già partita con i bambini più piccoli, fino alle medie, ma ora dal viceparroco don Michel-Marie Barakat ci è arrivata la richiesta di aiutare a lanciare lo stesso progetto per i giovani di età compresa tra i 14 e i 18 anni provenienti da contesti svantaggiati.

Maktaba significa biblioteca e conta di sostenere almeno 70 studenti per un anno, offrendo loro le stesse opportunità dei coetanei iscritti a scuole private, le uniche che ancora funzionano abbastanza bene in Libano.

Questo progetto non solo mira a colmare le lacune educative degli studenti, ma rappresenta anche una speranza per molte famiglie che affrontano la precarietà della vita in Libano. Aiutare questi giovani a costruire un futuro migliore attraverso l’istruzione significa proteggerli dalla marginalizzazione e offrire loro la possibilità di un futuro pieno di opportunità.

don Michel-Marie Barakat

Il codice associato a questo progetto è 940M.

Lambaré, Paraguay: educhiamo all’equità

Nel nostro viaggio in Paraguay abbiamo visitato il Centro Santa Juana Antida che si trova tra due diversi quartieri, poche case ben messe e tante baracche. Questo progetto vuole migliorare le possibilità di apprendimento dei ragazzi attraverso materiali didattici e risorse tecnologiche.

Il Centro Santa Juana Antida si trova nel mezzo di due popolosi insediamenti del Comune di Lambaré: San José e Villa Angélica, entrambi sorti con l’occupazione di terreni destinati all’azienda elettrica statale, che ha poi eretto qui delle torri elettriche dell’alta tensione. Dopo le lotte di molte persone, oggi è una zona che si sta urbanizzando, ma la maggior parte dei residenti ha risorse limitate, lavora nel riciclaggio di cartone, plastica, rame, parti di automobili…

A causa del lavoro dei residenti e della cattiva gestione dei rifiuti, c’è un grande inquinamento: immondizie di ogni tipo si accumulano in un canale che corre tra i due quartieri, si brucia la plastica che ricopre i cavi per estrarre il rame (molte volte questi cavi sono frutto di furti), molti residenti scelgono di non pagare il servizio di raccolta rifiuti e di buttarli nel canale oppure approfittano delle giornate piovose per gettarli nei corsi d’acqua che si formano nelle strade. Inoltre tutto ciò è aggravato dallo spaccio di droga nel quartiere, perché molti dei luoghi di raccolta di materiali riciclati sono copertura per micro-traffici; lo spaccio di droga genera anche la presenza di tossicodipendenti che scelgono di vivere qui sulla strada, soprattutto nella piazza dove giocano i bambini, esacerbando ulteriormente l’esposizione dei piccoli a situazioni di vulnerabilità.

I bambini e le loro famiglie sono immersi in questo ambiente; c’è connivenza da parte di vari settori, comprese le autorità pubbliche, affinché questa realtà persista, visti i benefici economici che percepiscono, quindi il rischio per i bambini è sempre maggiore e la possibilità di cercare una realtà diversa è difficile per il sovraffollamento e la precarietà di alcune abitazioni, la violenza sulla strada e nell’ambiente familiare, la povertà generalizzata.

Una delle conseguenze di tutto ciò è che molti bambini hanno difficoltà di apprendimento e non acquisiscono comportamenti sociali adeguati alla loro età. Il Centro Santa Juana Antida dal 2013 dà una risposta, offrendo uno spazio sicuro affinché i bambini e le bambine possano sviluppare il loro potenziale e sognare una vita diversa e più dignitosa.

Le attività offerte ai bambini (circa 50 durante la settimana e altri 70 nei fine settimana) consistono nella colazione e una merenda nutriente, oltre al rinforzo scolastico soprattutto in lettura, scrittura e matematica, spazi di danza, musica, laboratori artigianali, educazione ai valori e alla fede, momenti di gioco e di sport.

Con tutto ciò vogliamo che crescano in modo sano e sicuro. Grazie a Dio abbiamo un team di educatori e volontari che hanno uno spirito di carità ammirevole e svolgono il loro servizio con responsabilità e compassione. C’è anche il sostegno della Parrocchia e della Proclade (fondazione clarettiana).

Come Suore della Carità cerchiamo di gestire bene le risorse, ma non sempre riusciamo a coprire tutti i bisogni dei bambini, bisognerebbe fare qualche lavoro nei bagni, posizionare delle ringhiere di sicurezza in un settore del cortile, rinnovare alcuni materiali didattici e giochi destinati ai bambini, migliorare la dieta acquistando più frutta e verdura. Inoltre un sogno accarezzato da tempo è la possibilità di avere uno psicologo che possa accompagnare i bambini, le famiglie e gli educatori, e anche avere più strumenti musicali e materiale sportivo per i laboratori a disposizione dei bambini.

Riassumendo, quello che cerchiamo è dare una maggiore possibilità ai bambini di questa comunità di scoprire che vivere una vita diversa è possibile, che possono sviluppare i propri doni, vivere con gioia la propria infanzia in uno spazio sicuro che guardi soprattutto al loro benessere.

Speriamo che voi possiate aiutarci in questo compito, come Centro Santa Juana Antida, apprezziamo la vostra vicinanza e anche la visita che ci avete fatto. Che Dio continui a benedire ciascuno dei vostri membri e coloro che collaborano con voi per continuare a fare il Bene.

Suor Noemi

Il nostro contributo di 9.000 euro (codice progetto 873E) sarà speso per l’acquisto dei vari materiali necessari (didattici, ludici, sportivi, musicali…), per il rinforzo alimentare e per inserire uno psicologo nell’equipe che segue i bambini e ragazzi che frequentano il Centro.

Libano: un’emergenza aggravata dalla guerra

Stiamo continuando il nostro sostegno per l’accoglienza dei tanti profughi costretti a lasciare le loro case da un momento all’altro. In questo periodo (estate 2026) il nostro aiuto è diretto soprattutto alle Suore di S. Antida che si trovano a Kfour perché questa è una zona molto povera e gli abitanti non potrebbero da soli sostenere l’onere dell’accoglienza.


Una situazione già drammatica, complicata da bombardamenti… Migliaia gli sfollati arrivati dal sud del Paese e anche da zone pericolose di Beirut. Anche le Suore della Carità di S. Antida, che pure vivono il trauma e le conseguenze della guerra, si sono subito mobilitate per dare aiuto e conforto.

Da molti anni siamo presenti in Libano, vogliamo esserlo doppiamente in questo momento di tanta sofferenza e di enormi necessità. Grazie per quanto ci permetterete di fare! (Suor Mary Stephanos)

Nella scuola di Baabda, vicinissima alle zone bombardate, la loro attenzione è rivolta particolarmente alle famiglie dei loro alunni. In tante hanno dovuto lasciare la propria casa per luoghi più sicuri, altre l’hanno persa a causa dei bombardamenti, tutte necessitano di supporto: farmaci, materassi, prodotti alimentari, prodotti per l’igiene, aiuto psicologico.

A Nabaa, periferia di Beirut, dove tanta gente è arrivata dal Sud, le suore, in accordo con la parrocchia, aiutano le tante famiglie che sono state accolte da parenti e ora abitano tutti insieme: due, tre nuclei in uno stesso appartamento appena sufficiente per una famiglia che già viveva in situazioni precarie. A Baskinta, nel pomeriggio, le suore hanno aperto le porte della loro scuola agli alunni di quella statale, perché la loro è occupata dagli sfollati.

Per dare un piccolo segno della nostra vicinanza abbiamo aperto una raccolta fondi con il codice 882E.

Questo è un breve stralcio da un’altra lettera ricevuta il 12 ottobre 2025. Da allora sono senz’altro aumentati i morti, i feriti, gli sfollati, le difficoltà…

In un Paese che passa da una crisi all’altra e si trasforma in un campo di battaglia tra Israele e Hezbollah e anche tra le grandi potenze del mondo, vengo a voi per dirvi il nostro grazie per il vostro sostegno e vicinanza. Siete per noi il barlume di speranza che illumina il nostro cielo e i nostri cuori di fronte agli artigiani della guerra che ricoprono di bombe la nostra terra e distruggono i sogni dei libanesi. Di fronte al diluvio di fuoco che si abbatte sulla periferia sud di Beirut e nel sud del Libano e che abbatte gli edifici e fa scorrere sangue e lacrime, voi siete i fari che illuminano il nostro cielo di umanità e di speranza.

Attualmente il Paese conta un milione e cinquecentomila sfollati senza riparo e migliaia di vittime tra feriti e morti (10.000 feriti e 3.000 morti) e le cifre sono destinate ad aumentare. I terroristi sono orgogliosi di aver ucciso, denaturato, mutilato e diffuso paura e morte, mentre voi, cari benefattori, seminate pace nelle anime e portate sorrisi sui volti. Nonostante la cultura della morte che domina il nostro mondo, voi lavorate per la causa della vita. Grazie per quello che avete fatto e farete per noi.

Suor Saide Khairallah

Yaoundé ed Ebolowa, Camerun: alimentazione di bambini con handicap

Una realtà conosciuta nel recente viaggio in Camerun e che ci ha toccato profondamente perché riguarda veramente gli ultimi, gli indifesi, gli innocenti… La necessità è stata poi confermata da padre Sergio Ianeselli, della congregazione dei Concezionisti, fondata a Roma ad opera di un infermiere dell’Ospedale Santo Spirito, e presente in Camerun dal 1970.

L’impegno dei Padri Concezionisti è specificamente diretto alla cura di ammalati o degli orfani. In un primo tempo il loro lavoro era a favore dei lebbrosi e poi degli ammalati di polio, dopo una epidemia degli anni ‘80-‘90; quando queste malattie sono state più o meno eradicate, il loro impegno si è concentrato sui bambini affetti da handicap, fisico o neurologico.

Due sono i centri oggetto di questa richiesta, a Yaoundé ed Ebolowa. In particolare a Yaoundé c’è un centro, fondato con il contributo di una famiglia di Macerata, che ospita 25 bambini ciechi o con altri gravi handicap fisici. Frequentano tutti la scuola e alcuni di essi hanno anche completato gli studi e ora frequentano l’università. Purtroppo però hanno una alimentazione molto carente, che non varia mai e che ovviamente non aiuta nello studio. I padri chiedono un piccolo contributo per migliorarla.

A Ebolowa invece sono seguiti 65 bambini per la maggior parte sordomuti, ma anche 14 ritardati mentali, 8 cerebrolesi, e altri autistici o con più handicap. Qui la richiesta di un contributo non è solo per l’alimentazione dei bambini, ma anche per pagare gli stipendi dei molti dipendenti necessari per aiutarli a raggiungere una minima indipendenza e dove possibile una capacità lavorativa.

Abbiamo inserito anche questi bambini e ragazzi, particolarmente provati dalle condizioni di salute, nel nostro più ampio progetto di “adozione-borsa di studio”, perché lo studio è un diritto di tutti! La migliore alimentazione non sarà solo un aiuto per la loro salute ma li aiuterà a raggiungere migliori risultati nello studio e nell’autonomia personale. Chiediamo di sostenerli in maniera continuativa, con un contributo di 16-20 euro mensili, come per gli altri gruppi di bambini e ragazzi raggiunti in tanti Paesi del mondo.

 

Khammam, India: contro la TBC

“Health Action 2000” è un progetto per l’eradicazione della TBC in una regione dell’India, attivo da qualche anno, e i primi risultati si sono già visti ma rischiano di perdersi se il progetto non dovesse continuare.

L’India è tra le nazioni con il più alto numero di casi di tubercolosi e con un 36% di mortalità nei soggetti che non hanno altre patologie, molto più alto se sono presenti anche HIV o malaria. Nel 2021 si è avuta una riduzione dei casi maggiore che negli altri Paesi, grazie anche a progetti come questo, ma restano sfide importanti da affrontare: la multi-resistenza ai farmaci tradizionali e le conseguenze del Covid, che ha avuto un impatto devastante riducendo le possibilità di prevenzione e di trattamento.

Obiettivo del progetto è eradicare la TBC nel distretto di Khammam (Telangana), con una diagnosi precoce attraverso lo screening anche per le forme resistenti alle terapie convenzionali, attenzione alle co-infezioni ed educazione sanitaria. Questo è stato raggiunto grazie ad una unità sanitaria mobile -come una ambulanza- con medico e infermieri a bordo che gira per 260 villaggi molto poveri con nessun accesso alle cure, testa la popolazione con screening rapido e somministra farmaci. Un aiuto enorme è dato da animatori presenti nel territorio che si impegnano sensibilizzando alla gravità della malattia e controllando che non sia interrotta le terapia.

Per ora il 90% dei nuovi pazienti è stato trattato con successo. Ma aumenta il numero di soggetti affetti da farmaci resistenti e per i quali bisogna ricorrere a medicine molto costose e difficili da trovare. In alcuni villaggi la presenza di ciarlatani impedisce la diagnosi precoce. Serve perciò il nostro sostegno per poter curare anche i malati affetti da forme più gravi, resistenti ai farmaci tradizionali.

Ogni contributo è utile, il codice per identificare le vostre offerte è 803C.

Cambyretá, Paraguay: salvezza per le ragazze

Continua il nostro supporto alla salvezza di tante ragazze che dalla campagna si trasferiscono in città, cariche di sogni ma sprovvedute sia dal punto di vista economico che culturale. Spesso parlano correntemente  solo il guarani, alcune vorrebbero trovare un lavoro come domestiche ma non hanno mai visto un elettrodomestico o una cucina a gas… Il rischio di entrare nel giro dello sfruttamento lavorativo o sessuale è altissimo.

Ogni anno alcune trovano un appoggio alla “Casa della giovane – Kuñatai Roga” delle Suore Canossiane, che oltre a dare loro un rifugio sicuro, organizzano un “laboratorio terapeutico”: incontri con psicologi, formatori, assistenti sociali e insegnanti per superare il divario culturale e potersi inserire nella società senza rischi. Ogni anno il sostegno del Gruppo India le raggiunge, per coprire almeno in parte il costo di questa accoglienza amorevole, della formazione donata nel carisma della fondatrice S. Maddalena di Canossa, quando è possibile di altre attività come corsi pratici (conservazione alimenti, cucito, informatica…).

Prima del grazie di suor Maria José Dhan ricordiamo che il Paraguay e anche Cambyretá sono stati meta di uno dei viaggi che il Gruppo India organizza per dare modo a tutti coloro che lo desiderano di vedere coi propri occhi le necessità e come le si affronta. In questa pagina potete trovare più informazioni.

Prima di tutto un grazie dal profondo del cuore per il supporto economico che in questi anni il Gruppo India dona per i progetti della nostra Comunità Canossiana in Paraguay “Kuñatai Roga”. L’aiuto è molto, molto utile per il bene delle giovani, un bene che le aiuta a crescere umanamente, spiritualmente, intellettualmente, socialmente e ha fatto sì che già molte potessero inserirsi nella società con quella forza che permette loro di affrontare le difficoltà del vivere quotidiano.

Alcune ragazze, quelle più libere dalla scuola o dal lavoro, partecipano al “Laboratorio VY’APOPE”. Cucinano piatti dolci o salati che poi vendono nelle fabbriche o nei negozi e il ricavato è per loro. E questo è uno stimolo in più per la loro vita.

Finisco questo scritto ringraziando nuovamente tutti voi del Gruppo India. La nostra riconoscenza come Suore Canossiane sfocia nella preghiera per i vostri bisogni, personali e familiari. La nostra benedizione su tutti voi.

Suor Maria José Dhan, FdCC

Questo ringraziamento di suor Maria José racchiude la sua gioia per la salvezza di tante giovani che nel corso degli anni sono state accolte nella Casa e ne sono poi uscite più forti e sicure di sé, pronte ad affrontare la vita. È un grazie rivolto a tutti coloro che si sentono coinvolti dalle difficoltà delle ragazze di Cambyretá. Il Gruppo India continua ad appoggiare quest’opera delle Suore Canossiane con un impegno che si rinnova di anno in anno, anche se può assumere forme diverse a seconda delle necessità. Chi vuole contribuire può inviare la propria offerta con il codice 316L.

In questo articolo potete leggere come si è svolto l’anno 2022/23 e trovate anche un video realizzato dalle ragazze per ringraziare quanti le hanno aiutate in questo loro percorso.

India: i bambini delle “Case della Luce” crescono

…e si fanno strada nella vita, distinguendosi negli studi e nel lavoro nonostante i loro problemi fisici. Una volta completata la classe V, i bambini della “Casa della Luce” di Narengi si trasferiscono alla scuola Montfort, dove proseguono sino alla classe X o XII (se vogliono proseguire con l’università). Questa è una scuola inclusiva, che accoglie studenti normodotati e con varie disabilità, seguendoli con personale specializzato tra cui anche suore Maestre Pie Venerini, le stesse che gestiscono la “Casa della Luce”; alcuni di loro, come i bambini provenienti dalla Jyoti Niketan, vivono nell’ostello annesso. Noi continuiamo a sostenere quelli che decidono di proseguire con l’università, molti dei quali tornano ad alloggiare a Jyoti Niketan. Tra loro ci sono Rubina e Monica che hanno voluto scriverci una lettera, o Writam e Nonu che ci hanno inviato un video per mostrarci le doti musicali con cui si stanno guadagnando da vivere…

Ciao, sono Rubina.
Io, insieme ai miei tre fratelli sono nata e cresciuta in un villaggio del distretto di Morigaon, nello stato dell’Assam. Mio padre è un ispettore del dipartimento marittimo e mia madre è una casalinga. Sono nata ipovedente e per mancanza di consapevolezza riguardo all’educazione dei bambini con problemi di vista sono stata inserita in una scuola statale con i bambini normali e per due anni sono rimasta nella stessa classe senza essere aiutata né promossa. Non riuscivo a confrontarmi con gli altri bambini negli studi o altre attività ed ero totalmente scoraggiata; non potevo andare avanti in quella situazione e ho interrotto i miei studi. In quella situazione disperata mio padre cercava una scuola per i bambini ipovedenti e nel 2009 trovò la scuola per ciechi Jyoti Niketan a Narengi, gestita dalle Suore Venerini. Così sono entrata alla “Casa della Luce” e ho iniziato la mia educazione lì insieme ad altri bambini come me.

A scuola la lingua di insegnamento era l’inglese che io non conoscevo per nulla. La prima parola inglese che ho imparato e pronunciato è stata “yes”, sì. Lentamente e costantemente l’interesse per l’istruzione si è impadronito di me. Ho anche imparato a fare i lavori domestici e altre attività insegnate dai miei maestri. Dopo aver completato i 7 anni dei miei studi fino alla classe V a Jyoti Niketan, sono stata iscritta alla Montfort School a 10 miglia da Narengi e lì ho continuato gli studi. All’inizio è stato molto difficile per me confrontarmi con gli altri studenti. Ma l’ho presa come una sfida per superare tutte le difficoltà e gli ostacoli che si sono presentati sulla mia strada. E poi al termine della XII classe ho ottenuto il diploma statale con 92/100, il voto più alto della mia scuola e questo mi ha dato l’ispirazione per perseverare nello studio.

Attualmente frequento il Goverment Cotton College, che è una delle più prestigiose università dell’Assam, facoltà di lingua inglese. È proprio grazie al sostegno, all’incoraggiamento e alla cura delle Suore Venerini e degli insegnanti che ho raggiunto questo livello. Esprimo la mia sincera gratitudine a tutti coloro che mi hanno aiutato nella mia crescita e nel mio sviluppo e mi hanno reso quella che sono oggi.

Mi chiamo Monica. Qui prima di tutto vorrei dire alcune parole sulla mia prima vita scolastica e formazione a Jyoti Niketan, dove ho vissuto e studiato dal 2007 al 2015. È stata una scuola molto bella e mi sono goduta il soggiorno e gli studi con i miei amici e le suore. Le suore sono state molto brave con noi e si sono prese cura di noi come i nostri genitori; mi sono sentita come se fosse la mia seconda casa, anche adesso pur avendola lasciata per proseguire gli studi superiori.

La scuola ci ha dato la libertà e ampie opportunità per crescere e studiare e le suore erano molto libere con noi e ci hanno sempre dato l’opportunità di sviluppare tutti i nostri talenti. Tutte le suore e gli insegnanti sono stati molto affettuosi e premurosi nei nostri confronti e ci hanno incoraggiato a fare tutto bene con coraggio e fiducia in noi stessi. E le sorelle erano sempre disponibili in tutte le nostre necessità e si prendevano cura di noi più dei nostri stessi genitori. Loro erano molto libere con noi e anche noi eravamo molto libere con le suore e pronte ad aiutarci e ad ascoltarci sempre in tutte le nostre necessità e nei momenti delle difficoltà. Ora sono fuori dalla scuola per proseguire i miei studi universitari e vorrei che fossi piccola, vorrei tornare di nuovo a scuola.

Un’altra bella storia è quella di Clint, che è cresciuto nella “Casa della Luce” del Kerala.

Vinh Long, Vietnam: cisterne d’acqua

L’acqua qui è un problema perché se non si scende a grosse profondità si trova solo acqua salata; ma gli abitanti vivono lontani tra loro e bisognerebbe scavare molti pozzi. È anche questa una conseguenza dei cambiamenti climatici e dell’innalzamento del mare.

Da alcuni anni collaboriamo con le Suore Adoratrici della Santa Croce che operano in tre provincie: Vinh Long, Ben Tre e Tra Vinh. A Tra Vinh è possibile scavare dei pozzi che raggiungono presto una buona falda acquifera. In questo modo è sufficiente una pompa manuale e il costo è abbastanza contenuto da poter avere un pozzo ad uso di una famiglia. Nelle altre provincie questo non è possibile e scendere a maggiori profondità con la trivellazione vuol dire dover usare pompe elettriche e far lievitare il costo.

Possiamo però dare un valido aiuto anche a queste famiglie con delle taniche da 1.000 litri ciascuna, sistemate nelle immediate vicinanze dell’abitazione. Sono cisterne in plastica, garantite per 10 anni, ma con una durata media di 15 (che più o meno corrisponde agli anni di utilizzo di uno dei pozzi manuali prima di dover effettuare una manutenzione). Una volta esauriti i primi 1.000 litri possono essere nuovamente riempite, con acqua piovana gratuitamente o con acqua filtrata a un costo accessibile alle famiglie (è un servizio dato dal governo).

Le Suore raccolgono le necessità delle famiglie e danno loro il contributo che inviamo: 100 euro per ogni cisterna. Chi vuole contribuire a dissetare una famiglia può inviare la sua offerta indicando come causale la sigla TAVI o la descrizione di questo progetto. Vi faremo poi avere la foto della cisterna che avete donato ed è anche possibile far apporre una targa per trasformarla in un dono solidale per amici e parenti.