Festeggia il tuo compleanno con i bambini di Lablé

L’idea ci è venuta quando, nel nostro viaggio in Camerun, abbiamo visitato Lablé, un villaggio a 150 km da Yaoundé. Qui le Maestre Pie Venerini gestiscono una scuola con 167 bambine e bambini dai 2 ai 10 anni. Le sorelle non sono in grado di offrire il pranzo e quindi i bambini spesso restano digiuni fino al pomeriggio quando tornano nelle loro “case”. Abbiamo promesso di aiutarle, così un vecchio locale è stato ristrutturato per farne una mensa ed è stato anche avviato un allevamento di polli, che di recente è diventato produttivo.

Il momento più toccante è stato quello della ricreazione. Intorno a mezzogiorno, una signora entra nel cortile con un cesto di pane. I piccoli la circondano sorridendo, pieni di speranza. Ma solo chi ha qualche moneta può acquistare un pezzo di pane. Gli altri rimangono a guardare. Fermi, silenziosi, affamati. Vedere quei bambini – allegri e vivaci – fermarsi di colpo davanti a quel cesto come se fosse un tesoro irraggiungibile, ci ha spezzato il cuore. Ci siamo guardati negli occhi. Bastavano 15 euro, quindici, per offrire una merenda a tutti. Quindici euro per cambiare quella scena. Così, spinti dall’emozione di una ragazza del nostro gruppo, abbiamo deciso che non potevamo tornarcene a casa senza lasciare qualcosa di concreto. Ed ecco l’idea… Un compleanno “sospeso” tra Italia e Africa!

Per il tuo compleanno regala una merenda ai bambini di Lablé e, quando fai la donazione, per favore indicaci il giorno del tuo compleanno così vedremo se e quando tutti insieme riusciremo a coprire tutti i 365 giorni e magari avremo un calendario con tutti i vostri nomi (codice progetto 816C).

Processo a Gesù

Martedì 20 maggio alle ore 21:00 al Teatro Golden di Roma andrà in scena “Processo a Gesù”, uno spettacolo di parole, musiche e segni di pace. L’incasso della Compagnia sarà devoluto al Gruppo India per il sostegno del nostro progetto di costruzione della mensa della scuola delle Maestre Pie Venerini a Lablé in Camerun che abbiamo visitato nel febbraio 2024 e che portiamo nei nostri cuori.

Grazie alla realizzazione di questo progetto sarà possibile dare un pasto a tutti quei bambini che la mattina arrivano spesso digiuni e non possono permettersi di acquistare nulla per il pranzo.

Vi invitiamo a partecipare e a farvi promotori di questa iniziativa, parlandone ad amici e colleghi.

“Gerusalemme. Al tramontare del sole un reparto di Polizia ha arrestato, nel piccolo oliveto del Getsemani, poco fuori della città vecchia, il Profeta Gesù di Nazareth. Fonti non ufficiali riferiscono che il Profeta verrà interrogato questa stessa notte”.

Cari spettatori quella a cui assisterete stasera sarà una rappresentazione insolita. Noi celebreremo ancora il processo a Gesù di Nazareth. Ci domanderemo: Gesù di Nazareth era innocente o colpevole, secondo la legge del tempo? Fu o no condannato ingiustamente? Rifacciamo il processo di allora ma in mezzo alla gente di oggi: ci ritroveremo insieme per assistere e farci testimoni, accusatori, difensori.
Uno spettacolo di parole, musiche dal vivo con la colonna sonora de La Buona Novella di Fabrizio De André e il Corpo di Ballo della Golden Dance Junior Company del Teatro Golden, e segni di pace, nei nostri tempi di orrori di guerra.

Sono disponibili varie modalità per prenotare e acquistare i biglietti:

acquisto online da questa pagina
prenotazione riempiendo un apposito form (impostare la data del 20 maggio!)
prenotazione inviando un messaggio via email all’indirizzo info.teatrogolden@gmail.com, al numero WhatsApp 06 7049382 o anche telefonando allo stesso numero (tra le 15:00 e le 22:00)
presso il botteghino del teatro (Via Taranto, 36) tutti i giorni dalle 15:00 e le 22:00

(dopo la prenotazione, il pagamento può essere effettuato la sera dello spettacolo, anche in contanti).

È importante selezionare la data del 20 maggio, perché solo l’incasso di questa giornata sarà donato al Gruppo India.

Di seguito i recapiti del teatro:

Teatro Golden
Via Taranto, 36 – 00182 Roma
Tel. 06 7049382

Potete trovare altre informazioni sulla locandina dello spettacolo. Grazie per quanto potete fare per diffondere questa notizia e aiutarci a dar da mangiare ai bambini della scuola di Lablé!

Il podcast del Gruppo India

Sabato 7/12/2024 nasce un nuovo canale di comunicazione del Gruppo India, un podcast audio: dalla viva voce dei protagonisti, ascolterete le esperienze, le emozioni, i risultati di oltre 40 anni di attività del Gruppo India. Ogni due settimane un nuovo episodio, per conoscere una nuova realtà o un diverso punto di vista, per condividere i grandi risultati che si possono raggiungere anche con un piccolo sforzo perché ogni goccia contribuisce a formare il mare.

Per seguire il podcast, direttamente dalla piattaforma su cui è pubblicato, clicca qui.

In alternativa, si possono trovare i vari episodi anche nella pagina dedicata al podcast nel menù Testimonianze.

CircAfrica: grande evento di solidarietà a Roma

Anche quest’anno l’Associazione Ex Alunni dell’Istituto Massimo ha organizzato un grande evento di solidarietà, finalizzato a sostenere i bambini di Ranotsara in Madagascar seguiti da p. Jeannot sj e quelli della scuola materna e della clinica delle suore di S. Giovanna Antida a Shire, in Etiopia.

Il 18 dicembre abbiamo avuto in anteprima, solo per noi, lo spettacolo CircAfrica, che poi sarà rappresentato dal 21 dicembre al 2 febbraio, sempre all’ex-velodromo in zona EUR a Roma. È uno spettacolo ricco di talento, colori, musica e magia, un viaggio nel cuore dell’Africa che coinvolge circa 50 talenti da 32 nazioni africane, tra cui Etiopia, Tanzania, Kenya, Egitto, Senegal e Sud Africa. Non è solo circo, ma acrobatica, giocoleria, contorsionismo e danza accompagnate da musiche di famosi artisti africani e da influenze afro-americane, suonate e cantate dal vivo da una band con elementi di varie nazionalità africane. Uno spettacolo che ha colpito ed emozionato tutti gli intervenuti.

Ringraziamo quanti hanno partecipato all’evento, soprattutto i tanti che si sono fatti portavoce dell’iniziativa coinvolgendo amici, colleghi e conoscenti. Chi non l’avesse ancora fatto può sentirsi partecipe delle finalità dell’evento effettuando una donazione a sostegno delle iniziative del “Gruppo India” con la causale “ES24” secondo le consuete modalità descritte in questa pagina. I bambini di Ranotsara e quelli di Shire ve ne saranno grati!
Come tutte le donazioni effettuate al Gruppo India tramite banca, posta o qualsiasi altro metodo fiscalmente tracciabile, anche questa gode dei vantaggi fiscali previsti dalla legge.

Ricordando padre Mario Pesce

L’anniversario della morte di p. Mario Pesce sj (25-11-2006) sarà, come sempre, l’occasione per ritrovarci uniti nella lode al Signore per il bene che continua a operare nel mondo attraverso il Gruppo India e attraverso ognuno di noi.
Vi aspettiamo quindi numerosi insieme agli amici che vorrete invitare

sabato 23/11/2024
a Roma

testimonianze dalle missioni
ore 17:00 in Sala Andrea Pozzo
(Via di S. Ignazio, 65)

Santa Messa in ricordo di padre Pesce
animata dal coro polifonico “Incontrocanto” di Ardea (RM)
ore 18:30 nella Chiesa di S. Ignazio
(Piazza di S. Ignazio)

L’invito è per tutti! È anche per chi desidera conoscerci e impegnarsi insieme a noi. È per quanti, nel mondo, sono stati e sono, in vari modi, raggiunti dal Gruppo India. A ognuno il compito di “inventare” il suo modo per esserci!

A teatro per il diritto allo studio

Martedì 7 maggio alle ore 21:00 al Teatro Golden di Roma andrà in scena “Il grande inquisitore, di guerra e di amore”, uno spettacolo di parole, musiche e segni di pace. L’incasso della Compagnia sarà devoluto al Gruppo India per il sostegno del nostro progetto principale: “adozioni – borse di studio” per tanti bambini in tutto il mondo, perché il diritto allo studio sia sempre più garantito. Vi invitiamo a partecipare e a farvi promotori di questa iniziativa, parlandone ad amici e colleghi.

Questa rappresentazione nasce dalla profonda emozione del ritorno impensato e impensabile della guerra accanto a noi, alla morte e all’orrore nuovamente arrecato dall’uomo agli altri esseri umani; al bisogno profondo di dire che tutto ciò è terribile e offende la nostra anima e il dono della vita e dell’amore. Il Grande Inquisitore è il capitolo centrale de “I fratelli Karamazov” di Fedor Dostoevskij: Gesù tornato sulla Terra è immediatamente arrestato e interrogato dal Grande Inquisitore, che gli contesta la troppa libertà lasciata agli uomini, creature che ne fanno uso errato distruggendosi a vicenda con guerra e orrore e che dunque hanno bisogno che qualcuno decida per loro.

Guerra e orrore che la storia dell’uomo ripercorre da sempre, come raccontato già da Eschilo ne I Persiani, Aristofane in Lisistrata, Sofocle in Antigone, che lo spettacolo riporterà in scena con flashback accompagnati da musica dal vivo e corpo di ballo, che intercalano l’interrogatorio con il confronto di due pensieri, due ragioni, due modi di interpretare il senso della libertà dell’uomo.

Sono disponibili varie modalità per prenotare e acquistare i biglietti:

– acquisto online da questa pagina
– prenotazione online riempiendo un apposito modulo
– prenotazione inviando un messaggio via email all’indirizzo info.teatrogolden@gmail.com, al numero WhatsApp 06 7049382 o anche telefonando allo stesso numero (tra le 15:00 e le 22:00); o anche direttamente presso il botteghino del teatro (Via Taranto, 36) tutti i giorni dalle 15:00 e le 22:00

(dopo la prenotazione, il pagamento può essere effettuato la sera dello spettacolo, anche in contanti).

È importante selezionare la data del 7 maggio, perché solo l’incasso di questa giornata sarà donato al Gruppo India.

Teatro Golden

Via Taranto, 36 – 00182 Roma
Tel. 06 7049382

Potete anche scaricare la locandina dello spettacolo. Grazie per quanto potete fare per diffondere questa notizia!

In diretta dal Paraguay

L’ultimo dei viaggi già programmati dal Gruppo India è appena iniziato… Siamo arrivati in Paraguay, più precisamente a Fernando de la Mora, alle porte della capitale Asunción. Siamo stati accolti con molta gioia dalle Suore della Carità di Santa Giovanna Antida, che qui hanno una casa dove vivono tre suore e una giovane postulante.

Questa piccola comunità, guidata da suor Raquel, si preoccupa soprattutto dell’educazione dei più giovani, tramite due scuole che accolgono bambini dai 4 agli 11 anni: due anni di scuola materna (di cui il secondo è obbligatorio) e sei anni di scuola primaria. Le due scuole si differenziano per il quartiere in cui si trovano: una in una zona leggermente più benestante, ma dove molti genitori non si rendono conto dell’importanza di una buona educazione, l’altra in un quartiere molto povero. Nei prossimi giorni le visiteremo entrambe e ci recheremo anche a vedere la missione di Lambaré, sempre della stessa congregazione.

Anche in questo viaggio siamo accompagnati da un giornalista di Vatican News, Alessandro Guarasci, che ha già pubblicato un primo articolo.

La prima giornata di visita (venerdì 12 aprile) è stata dedicata a queste due scuole, San Roque Gonzáles de Santa Cruz (a Villa del Sur) e Virgen de Caacupé (al Cerrito). Le scuole hanno ciascuna quattro aule, perché i bambini fanno il doppio turno: la mattina dalle 7 alle 11 o il pomeriggio dalle 14 alle 18. Le quattro maestre (una per classe, anzi per aula perché coprono entrambi i turni) sono molto coinvolte e appassionate. Sanno che lasceranno un segno nella vita di questi bambini come testimonia la storia di Saul Lopez, che ha studiato qui. Proveniva da una famiglia povera, è rimasto orfano di entrambi i genitori, ma ha potuto continuare gli studi grazie a sostegni economici. Diventato grande, è voluto tornare nella sua vecchia scuola e ha chiesto come poteva aiutare. A chi gli domandava perché volesse farlo, rispondeva in un modo semplice e meraviglioso: “Qui ho conosciuto l’amore“. Potete leggere un articolo su queste scuole.

Sabato 13 aprile ci siamo spostati a Lambaré, altro comune della Grande Asunción. Al confine tra due baraccopoli c’è un altro centro delle Suore di S. Antida. La zona è poverissima, molti vivono di riciclaggio dei rifiuti e quel che non riescono a rivendere (come carta, cartone, lattine…) lo buttano in mezzo alla strada. Qui campeggiano enormi tralicci dell’alta tensione, rischiosi per la salute, ma nessuno sembra preoccuparsene. Per la strada vivono molti drogati e le violenze sulle donne sono tante.

Il centro S. Giovanna Antida è una piccola oasi di serenità, in cui lavorano anche tanti volontari, molti provenienti dalle baraccopoli che vogliono impegnarsi per migliorare la loro vita e quella di chi sta loro intorno. La comunità è formata solo da due suore e una novizia: suor Noemi (del Paraguay) è la superiora, suor Immacolata è una energica 81enne originaria della provincia di Benevento, suor Rina invece è boliviana e da ragazza ha potuto studiare anche grazie all’ospitalità ricevuta in un ostello delle Suore di S. Antida. Tutti i giorni c’è il doposcuola per i bambini (che incontrano grosse difficoltà negli studi per la precarietà della vita nelle loro famiglie), tre volte a settimana una mensa gratuita per gli anziani, un paio di volte al mese un gruppo di volontari organizza un pranzo per i senzatetto. Inoltre le suore seguono alcuni malati o anziani che non possono uscire di casa o lo fanno con grandi difficoltà: portano loro cibo e medicine, un segno tangibile di vicinanza.

Domenica 14 aprile ci spostiamo a Cambyretá, una cittadina nei pressi di Encarnación. È la volta di suor Gabriela, una Canossiana, che ci guida nella visita a Kuñatai Roga (Casa della Giovane), una struttura che accoglie ragazze dai 16 ai 24 anni che provengono dalle zone più interne del dipartimento, che non offrono possibilitá di studio. Le ragazze hanno quasi tutte rinunciato a tornare in famiglia per il fine settimana per accoglierci: si sono cucite il vestito tradizionale, hanno organizzato un ballo tipico, preparato il pasto con tanti assaggi della cucina paraguayana, ricamato dei piccoli asciugamani da regalarci. Le Suore Canossiane danno loro un posto sicuro dove alloggiare e le aiutano a trovare un lavoro che non sia solo sfruttamento; le ragazze lavorano e studiano per terminare il liceo o laurearsi. Si lavora in gruppo, col supporto di un’assistente sociale e una psicologa, per scoprire gli eventuali punti deboli delle giovani (molte di loro hanno difficoltà di apprendimento anche a causa dell’alimentazione scadente che hanno ricevuto sin da bambine), renderle coscienti dei loro limiti cosicché possano superarli, aggirarli o puntare su altre qualità.

Lunedì visitiamo una scuola materna a Encarnación, creata dalle Suore Canossiane all’interno di un progetto più ampio che vuole dare sviluppo e non assistenzialismo. Per questo hanno pensato di partire dai più piccoli abitanti del Barrio Sagrada Familia, una baraccopoli che sorge lungo le rive del fiume Paraná, confine con l’Argentina. Qui vivono circa 700 famiglie, in baracche di legno, senza fogne, servizi igienici, strade… Quando piove (e qui succede spesso) i viottoli tra una capanna e l’altra si trasformano in ruscelli di acqua sporca e fango. Gli abitanti vivono soprattutto di contrabbando, facendo su e giù per il Puente Internacional San Roque Gonzáles de Santa Cruz. Molti bambini soffrivano di malnutrizione e la risposta delle Suore Canossiane è stata duplice: un Centro de Salud che si prenda cura di tutti ma in modo particolare dei bambini sotto i tre anni distribuendo integratori e consigli per le mamme e poi la scuola materna, all’interno della loro stessa casa. Ogni giorno un pulmino va a prendere i bambini nel Barrio e li porta alla scuola, dove ne arrivano anche altri che vivono nelle vicinanze. Una trentina di piccoli in ognuna delle tre aule ci accolgono con occhi pieni di meraviglia per questi stranieri che hanno fatto tanta strada per venirli a incontrare. Giochiamo insieme, scattiamo foto e gliele mostriamo, cerchiamo di adattare le filastrocche italiane, ci lasciamo abbracciare e ci perdiamo nei loro occhi.

Le stesse suore, in collaborazione con  il governo locale, organizzano vari corsi di artigianato per le donne: cucito, confezione di cuscini, cucina, ricamo… Al termine le donne ricevono un diploma e possono iniziare a produrre e vendere per migliorare le proprie condizioni. Nel pomeriggio era prevista la visita al Barrio Sagrada Familia, che purtroppo salta per la pioggia violenta e incessante, che rende impossibili gli spostamenti all’interno della baraccopoli.

La tempesta dura tutta la notte, ma il martedì mattina la pioggia è un po’ diminuita e ci permette di esplorare almeno una parte del Barrio. Sorge sulle rive del Paraná, che qui è larghissimo per effetto di una diga che è stata costruita poco distante per alimentare una centrale idroelettrica. Poche case sono in mattoni, senza intonaco, molte in legno con tetti in lamiera o solo teli di  plastica. I viottoli tra l’una e l’altra sono ruscelli di acqua rossastra, c’è fango ovunque, tutti gli abitanti sono chiusi in casa. Suor Gabriela ci teneva a venire, nonostante le condizioni climatiche: molte persone oggi non si possono muovere e rimediare qualcosa per il pranzo. I nostri zaini sono pieni di cibo e lo distribuiamo alle famiglie in maggiore difficoltà. Qui vivono alcuni dei bambini del Centro Educativo e qualcuno esce di casa sentendo le voci. Ci riconoscono, ma sono molto meno spigliati ed estroversi e non sono belli puliti come li abbiamo visti ieri. Anche su questa realtà potete leggere un articolo pubblicato da Vatican News.

Il Centro de Salud invece è quasi irrangiugibile: con il 4×4 di suor Gabriela potremmo andare, ma si danneggerebbe troppo il fondo della strada in terra battuta, impedendo l’ingresso a chi ha bisogno di cure. Speriamo di riuscire a vederlo un altro giorno.

Giovedì la strada in terra battuta che porta al Centro de Salud è finalmente percorribile, anche se solo parzialmente: il tratto che scende verso il Barrio Sagrada Familia è ancora troppo fangoso. Troviamo anche la bella sorpresa di operai al lavoro per ricoprire la strada con pietre e ridurre almeno un po’ le difficoltà di accesso. Due piccoli pazienti attendono il loro turno sorseggiando la cioccolata che gli è stata offerta, un modo di integrare la loro alimentazione. Il Centro è piccolo, ma molto ben tenuto. C’è una farmacia (con pochi ripiani ben forniti), un piccolo ambulatorio odontoiatrico, una sala per la chinesiterapia, la sala visite e il bagno a disposizione dei bambini del Barrio che vengono qui a farsi la doccia perché nelle loro baracche non possono.

Oggi è il giorno delle visite odontoiatriche; il dentista ci racconta che molto spesso è costretto a fare estrazioni dentarie perché molti arrivano qui solo quando i danni sono tali da non poter salvare i denti. Sta nascendo l’idea di fare una campagna di sensibilizzazione andando di baracca in baracca al Barrio per fare visite preventive. Arriva un bambino affetto da paralisi cerebrale, si spaventa per la presenza di tanti estranei ed è necessario farlo entrare rapidamente nella sala della chinesiterapia in modo che ritrovi la tranquillità in un locale a lui noto. Tutta l’attività è coordinata da Delma un infermiera che è cresciuta nel Barrio ma che ne è uscita e, ora può dare una forte testimonianza di speranza con la sua sola presenza.

In un piccolo locale annesso al centro si sta svolgendo un corso di formazioni per parrucchieri, organizzato sempre in collaborazione con le Suore Canossiane. L’insegnante è Carmen, che precisa subito di non aver diritto a questo titolo, ma di avere 15 anni di esperienza come parrucchiera. Anche lei proviene dal Barrio, è cresciuta con le suore ed ora ricambia quanto ha ricevuto con quest’opera di volontariato: ha 14 studenti, tutti giovanissimi, che si alternano nei ruoli di praticanti e modelli, per imparare un mestiere che darà loro la possibilità di guadagnarsi il pane quotidiano.

Nel pomeriggio ci spostiamo più a nord, raggiungendo Puerto Triunfo, sempre sulle rive del Paranà. Qui siamo ospitati dalle suore di S. Giovanna Antida: suor Celestina che è italiana, suor Elina argentina e un’altra suor Celestina che viene dalla Bolivia. Venerdì andiamo a visitare due diversi centri di appoggio scolastico, uno a Puerto Triunfo e uno nella vicina  comunità di Cristo Re. È il giorno della terra ed entrambi i gruppi di bambini sono impegnati a celebrare questa giornata di sensibilizzazione. Le educatrici sono tutte volontarie che prestano molte ore settimanali a questo servizio, importantissimo perché molti dei genitori sono analfabeti e non possono aiutare i figli negli studi. Tra loro ci sono insegnanti in pensione e giovani universitari.

Nel centro di Cristo Re una delle educatrici ci ringrazia calorosamente per il dono del pozzo: con le lacrime agli occhi ci racconta anni di richieste presentate alle autorità per avere l’acqua nelle case, mai ascoltate… Lei impiegava un’ora e mezzo o due per andare a prendere l’acqua a un ruscello, spingendo ua carretto su cui caricava tre bidoni da venti litri l’uno. Non faceva bollire l’acqua prima di usarla perché le mancava il tempo di andare anche a raccogliere la legna necessaria. Ora ha più tempo a disposizione per sé, la famiglia, l’attività di volontariato e ha già potuto notare un miglioramento delle condizioni di salute dei suoi familiari. Suor Celestina conferma: nei primi mesi di funzionamento del pozzo, l’incidenza delle malattie trasmesse dall’acqua è scesa del 75% tra le famiglie raggiunte dall’acqua del pozzo.

Sabato è dedicato alla visita di alcuni progetti finanziati dal Gruppo India. Iniziamo dalla mensa di Puerto Triunfo, parlando con alcune delle cuoche volontarie che si sono organizzate in commissione, con una presidente e una tesoriera. Ci raccontano che il locale che usano è  stato loro prestato e che, nonostante l’aiuto del Gruppo India, hanno difficoltà a comprare tutti gli alimenti necessari a preparare il pasto per un centinaio di persone, scelte tra le più povere, due volte alla settimana. Per questo alle 5 ore di ogni turno di lavoro volontario si aggiunge quello di attività speciali volte a raccogliere fondi per gli alimenti e le bollette (acqua e luce): almeno una volta al mese preparano dei piatti locali che poi vendono per la strada. Le famiglie beneficiarie della mensa sono scelte tra le più povere e sono sempre queste donne che si recano a visitarle nelle loro case per rendersi conto della situazione reale.

Arrivano i bambini a prendere il pasto da portare a casa, ognuno nel numero di porzioni previsto per la famiglia. Prima della pandemia, venivano tutti a mangiare qui, poi è iniziato questo metodo con asporto che continua ancora oggi, anche perché gli spazi sono ristretti. Il compito di prendere il pasto è dei bambini, perché le mamme stanno lavorando nei campi o devono occuparsi dei più piccoli. Un progetto molto simile è portato avanti anche a Cristo Re, un villaggio poco lontano da Puerto Triunfo.

Anche noi lasciamo la mensa e andiamo a vedere il punto dove è stato scavato il pozzo, su un pezzo di terreno donato da un membro della comunità di Cristo Re. Qui condividiamo un pranzo comunitario con le persone che fanno parte della commissione del pozzo e alcune delle famiglie che ora sono raggiunte dalla rete di distribuzione idrica. È bello sentire come tutto è stato organizzato a livello comunitario: ogni famiglia che voleva avere l’acqua corrente in casa ha dovuto garantire un certo numero di ore di lavoro gratuito (preparare i pasti per gli operai che hanno trivellato o posato i tubi, sbrigare le varie pratiche necessarie per avere tutte le autorizzazioni, installare i contatori dell’acqua nelle case…). Avere il pozzo, avere l’acqua è stata una conquista di tutta la comunità che la aspettava da anni.

Terminato il pranzo ci rechiamo al punto dove sorge il grande serbatoio riempito con l’acqua del pozzo prima di essere distribuita tra le case. È con noi anche uno dei tecnici che hanno partecipato a tutto lo scavo e alla preparazione della rete che ci dà qualche dettaglio in più sulle scelte effettuate e sulle difficoltà incontrate. Anche sulle mense e sul pozzo potete leggere l’articolo di Alessandro Guarasci su Vatican News. Prima di ripartire, siamo andati con suor Celestina a trovare due famiglie in gravi difficoltà: Anna, che ha più di 80 anni e vive sola, dimenticata dai figli emigrati in Argentina e una famiglia numerosa, dove il primo figlio affetto da paralisi celebrale e totalmente invalido è stato seguito da altri otto fratelli. La loro situazione è descritta in questo articolo di Alessandro Guarasci.

Il nostro viaggio è terminato, siamo rientrati in Italia carichi di entusiasmo per questa bellissima esperienza! A presto con un resoconto più completo!

In diretta dal Camerun

Sabato 3 febbraio un gruppo di sette persone è partito alla volta del Camerun, per visitare le località già raggiunte dal sostegno del Gruppo India e anche altre realtà, portando a tutti il vostro abbraccio. Sono quattro membri del Comitato, due amici e una giornalista di Vatican News (Francesca Sabatinelli).

Il viaggio si snoda tra Yaoundé, Ebolowa, Bimengue, Ntui e Ngaoundal come tappe principali, incontrando le suore Maestre Pie Venerini e della Carità di S. Giovanna Antida.

Da lunedì 5 a mercoledì 7 sono stati a Ebolowa (ospiti delle Venerini) dove sosteniamo una scuola e un centro di formazione per ragazze madri e da qui si sposteranno a Bimengue (una piccola missione nella foresta, dove non abbiamo al momento progetti attivi, ma con una scuola e un pozzo a disposizione del villaggio scavato dalla comunità delle Maestre Pie).

Da Ebolowa, Francesca Sabatinelli è riuscita a spedire del materiale per un primo reportage, che è stato pubblicato da Vatican News. Vi invitiamo a leggere l’articolo, mentre questo è un breve messaggio ricevuto:

Carissimi,
siamo in Camerun da qualche giorno ed abbiamo già visitato tante realtà: asili, scuole primarie, scuole professionali, scuole per ragazzi handicappati, dispensari, villaggi, insediamenti urbani…ovunque siamo stati accolti dall’ospitalità delle suore e l’allegro affetto dei bambini. Noi siamo semplici ambasciatori della vostra generosità!

Un abbraccio a tutti!

Giovedì 8 è stato un giorno di trasferimento per tornare a Yaoundé lungo strade sterrate che li hanno ricoperti di terra rossa. Nel pomeriggio è stato possibile inviare un nuovo articolo, sempre pubblicato da Vatican News, relativo ad altre attività delle Maestre Pie Venerini a Ebolowa e dintorni.

Poi i nostri amici hanno avuto il tempo di fare una doccia prima di andare a prendere il treno e con 12 ore di viaggio notturno arrivare la mattina dopo a Ngaoundal, accolti dalle suore di S. Giovanna Antida. Anche qui due giorni di sosta per visitare l’ospedale (che desidera sempre ricevere medici e infermieri italiani disponibili a vivere una bella esperienza di volontariato), il Centro di Formazione Femminile e altre attività. Anche da qui, Francesca Sabatinelli è riuscita a inviare un articolo a Vatican News. Un secondo articolo sull’ospedale di Ngaoundal è stato pubblicato solo a marzo.

Martedì 12 il gruppo si è diviso, per poter visitare la scuola delle Maestre Pie Venerini a Yaoundé anche il villaggio di Lablé a favore del quale è stato lanciato un progetto per ripristinare e arricchire il sistema di pannelli solari non più funzionante: l’unico modo per garantire la corrente elettrica a questa missione e dare luce a scuola, dispensario, casa delle suore. Purtroppo non c’è stato il tempo per la prevista visita al villaggio di Ntui…

Ora sono tutti rientrati a Roma, molto toccati dalle esperienze vissute e dalle persone incontrate. Appena possibile pubblicheremo un resoconto di questo viaggio, più dettagliato rispetto alle brevi notizie che hanno potuto inviare dal Camerun.

Il Gruppo India a Radio Vaticana

Pochi giorni prima di Natale, su Radio Vaticana è andata in onda una trasmissione dedicata al Gruppo India con l’intervista al presidente l’avvocato Marco Petrini e a suor Mary Stephanos, provinciale Medio Oriente per le suore di S. Antida, una delle tante aiutate dal Gruppo India all’insegna del senso vero della carità e dell’amore fraterno. Qui potete leggere il testo dell’articolo tratto dalle due interviste, mentre di seguito trovate gli audio dei due interventi:

Intervista a suor Mary Stephanos

 

Intervista a Marco Petrini

 

L’articolo completo può anche essere letto sul sito di Vatican News.

Concerto di Andrea Morricone

Il concerto evento “Musiche per il cinema di Ennio e Andrea Morricone” a sostegno di alcuni progetti del Gruppo India tenutosi all’Auditorium del Massimo ha avuto una buona partecipazione di pubblico, sia persone che già conoscevano le nostre attività sia di nuovi, potenziali, amici. Speriamo che il rapporto instaurato in questa occasione continui nel tempo.

Per tutti coloro che non hanno potuto partecipare, ci fa piacere raccontarvi che oltre a far vedere il nuovo reparto di maternità dell’ospedale di Koche in Malawi (iniziativa lanciata sempre all’Istituto Massimo l’anno scorso), abbiamo presentato altre tre progetti: l’installazione di cisterne d’acqua nella scuola “St. Xavier” di Maibang (Assam) e il programma di “adozione-borsa di studio” alla scuola e ostello “Eden Gardens” di Khuzama (Nagaland), entrambe dei padri Gesuiti in India, e la realizzazione di un asilo delle Suore Canossiane a Kinshasa (Rep. Dem. Congo). Per tutte e tre le iniziative è ancora aperta la raccolta fondi con i seguenti codici:

537C per le cisterne d’acqua a Maibang
537A per lo studio a Khuzama
330K per l’asilo a Kinshasa.

Tutti sono invitati a partecipare a queste tre sfide!