Zakpotà, Benin: piscicoltura

Quando si ha poco, bisogna ingegnarsi a ricavare il massimo da quel poco… è quello che deve aver pensato suor Margherita guardando una delle grandi vasche inutilizzate nel territorio della missione delle Maestre Pie Venerini. Così ha avuto l’idea di realizzare un impianto di piscicoltura per migliorare i pasti dei bambini della scuola e avere un po’ di soldi per tutte le altre necessità.

Si parte da ciò che si ha: qualche vascone da riadattare, un po’ di esperienza pregressa che ha fatto scaturire l’idea, i consigli degli abitanti; si punta a un allevamento di pesci gatto, da realizzare in uno stagno artificiale lungo 8 metri, largo 4 metri e profondo 2 metri. Lo stagno scelto ha una capacità di 2.500 pesci, deve essere svuotato e ripulito, vanno sistemate le eventuali crepe e riempito di acqua pulita. Poi si compreranno gli avannotti, per iniziare solo 1.000; è stato scelto il pesce gatto perché ha una rapida crescita, è molto resistente e ha un basso tasso di mortalità rispetto ad altre specie. Inoltre questo pesce è molto apprezzato e richiesto sul mercato, è facile da allevare e sarà alimentato sia con mangimi e che con prodotti trasformati provenienti dal consumo della missione. Saranno allevati in condizioni ottimali per garantirne la salute e la crescita, anche con l’ausilio di alcuni esperti.

Insomma, un progetto ben congegnato che vuole aiutare la missione di Zakpotà ad avvicinarsi a quell’auto-sostentamento tanto caro a p. Pesce e al quale abbiamo cercato di rimanere fedeli negli anni noi del Gruppo India. Ora c’è bisogno di una piccola spinta per far fronte alle prime spese, poi la vendita dei primi pesci e il risparmio sulle spese della mensa dovrebbe garantire la copertura per proseguire. Raccogliamo i contributi con il codice progetto 818M.

Bohong, Centrafrica: ristrutturiamo il centro sanitario

La missione di Bohong, dopo alcuni anni di sospensione a causa delle devastazioni causate dalla guerra e dagli attacchi dei ribelli, è tornata a vivere. Grazie al Gruppo India molto è stato fatto negli anni scorsi, come per esempio la riapertura del foyer.

Il Centro Sanitario, una risorsa vitale per la popolazione di Bohong e dei villaggi circostanti però è ancora in uno stato di grave degrado.

Le Suore di S. Antida chiedono il nostro aiuto per poterlo ristrutturare e dotare di attrezzature e di medicine, latte e cibo nutriente per la lotta alla malnutrizione molto diffusa sia tra i bambini che arrivano al dispensario, sia tra quelli che affollano l’attigua scuola materna e primaria. Grazie per l’aiuto che ci permetterete di dare (codice progetto 886A).

Ankilimary, Madagascar: costruiamo una scuola

Nel nostro viaggio missionario di settembre 2025, insieme a p. Jeannot s.j., abbiamo visitato Ankilimary, un villaggio molto povero nel sud del Madagascar: poche capanne di fango e canne e, come unica attività, un po’ di pastorizia e di coltivazione di riso.
P. Jeannot è riuscito a reclutare tre maestri che si dedicano all’insegnamento per i tanti bambini che giungono anche da villaggi limitrofi ma, senza una scuola, la precarietà è tanta specie nella stagione della pioggia. Costruiamo la scuola per questi bambini! P. Jeannot ha già ottenuto in dono dal capo villaggio il terreno, ha avviato la costruzione di due blocchi di tre aule ciascuno e la intitolerà a padre Pesce.

Ognuno può contribuire con il suo mattone (codice progetto 672S)!

Talasari, India: in aiuto ai lebbrosi

A Talasari l’impegno delle Suore Canossiane per la cura dei lebbrosi è tanto e va al di là delle strette cure mediche, perché si fa il possibile per far tornare le persone a una vita piena, vissuta dignitosamente: impianto di protesi, fisioterapia, formazione professionale per chi deve cambiare lavoro… Sono tante le strutture utilizzate per queste attività e quindi tanti i necessari interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria: ogni anno, in qualche luogo c’è un’impermeabilizzazione da migliorare o un muro da tinteggiare per rendere un locale accogliente.

Si possono aiutare questi nostri fratelli con offerte identificate dal codice 061R che in questo momento saranno dedicate espressamente a Talasari dove stiamo focalizzando l’aiuto per fare anche alcuni interventi di manutenzione straordinaria.

Perecherla, India: scuola a rischio crollo

I Fratelli del Sacro Cuore hanno una scuola a Perecherla nel distretto di Guntur frequentata da circa 250 bambini. La scuola fatica a mantenere adeguatamente le proprie strutture, tanto che il secondo piano è a rischio crollo.

In ricordo di padre Pesce, che ha avviato la sua opera proprio per dare istruzione ai bambini indiani, desideriamo aiutare i Fratelli a eseguire un intervento tempestivo di riparazione e ristrutturazione, necessario per un apprendimento sicuro e di qualità, ma anche essenziale per garantire la sostenibilità a lungo termine del servizio educativo.

La scuola (dalla I alla X classe) è stata avviata nel 1991, anche se l’edificio attuale è del 1995 (piano terra e primo piano), poi rialzato nel 2009 per accogliere locali di servizio comune come biblioteca e aula magna. I problemi finanziari della scuola (che non riceve finanziamenti esterni e accoglie molti bambini delle fasce più deboli della zona) hanno costretto i Fratelli a stare sempre molto attenti alle spese e a ritardare interventi necessari. In particolare in occasione della sopraelevazione non è stata realizzata l’essenziale impermeabilizzazione né si è completato il lavoro di intonacatura sul lato posteriore dell’edificio. Di conseguenza, la struttura ha subito un progressivo deterioramento a causa delle infiltrazioni d’acqua piovana e del ristagno idrico. A seguito di una perizia, è stata raccomandata la demolizione del secondo piano, troppo danneggiato e che rischia di crollare provocando altri danni, e riparazioni importanti per preservare il resto: riempimento delle crepe, ricostruzione, impermeabilizzazione, rinforzo chimico dei pilastri e ripristino delle superfici murarie per prevenire un ulteriore degrado. Senza un intervento immediato, la sicurezza, l’ambiente didattico e il patrimonio della scuola sono ad alto rischio.

La Sacred Heart High School si trova ad un bivio cruciale: sono indispensabili interventi immediati per poter continuare a servire i bambini e le famiglie di Perecherla. La direzione della scuola lancia un appello accorato affinché si riceva un generoso sostegno per la realizzazione di questo progetto. Un intervento tempestivo non solo consentirà di ripristinare una cara istituzione educativa, ma salvaguarderà anche il percorso formativo e i sogni di centinaia di bambini svantaggiati per gli anni a venire.

Fratel M. Guru Vidyasagar, SHJ (preside)

Dopo la demolizione del secondo piano e la conseguente rimozione/smaltimento di tutte le macerie, si procederà alla riparazione e impermeabilizzazione del tetto del primo piano, compresa la posa di lastre/tegole a protezione dagli agenti atmosferici. Si passerà poi all’intonacatura della parete esterna posteriore, al riempimento completo delle fessure strutturali nei restanti pavimenti e pareti, al rinforzo di pilastri e colonne, all’imbiancatura e lavaggio a colori dell’intera struttura sia a scopo protettivo che di rinnovamento estetico. Per partecipare a questo progetto, invia il tuo contributo con il codice 842S: i bambini di Perecherla avranno una bella scuola e ogni giorno vedranno la targa in memoria di padre Pesce, che tanto ha fatto perché tutti i bambini possano godere del loro diritto all’istruzione.

Diyungbra, India: un’altra cisterna in costruzione

Il progetto di raccolta dell’acqua piovana presso la St. Xavier’s School di Diyungbra (Assam) ha registrato un progresso costante negli ultimi mesi: la fase iniziale si è concentrata sulla preparazione del sito ma ben presto sono iniziati i lavori di scavo e, una volta raggiunte le giuste dimensioni, sono state gettate le fondamenta, si è proceduto alla realizzazione della soletta di fondo della vasca e ora si stanno costruendo le pareti. Questo processo è attualmente in corso e i lavori procedono a buon ritmo. Si spera di riuscire a completare questa fase entro l’arrivo delle piogge, in modo da essere pronti per la fase finale, quando l’acqua proveniente dai tetti degli edifici scolastici sarà convogliata nel serbatoio e fornirà una risorsa idrica importante e affidabile per la scuola, i bambini dell’ostello e il personale, specialmente durante i mesi di siccità, quando l’acqua non è sufficiente e la scuola fatica a garantire acqua a sufficienza a studenti e personale.

La direzione, il personale e gli studenti della St. Xavier’s School di Diyungbra esprimono la loro sincera gratitudine al Gruppo India per il generoso sostegno a questa opera. La vostra collaborazione sta rendendo possibile un progetto che porterà benefici duraturi alla comunità scolastica. Estendiamo inoltre i nostri più sentiti ringraziamenti alla comunità locale, ai lavoratori e a tutti coloro che hanno contribuito con la loro collaborazione e il loro impegno. Il loro sostegno è stato fondamentale per consentire il regolare svolgimento dei lavori.

P. William Pinto SJ (preside)

La nostra raccolta fondi per questi importanti lavori prosegue con il codice 537C: garantiremo acqua in maniera eco-sostenibile a Diyungbra come già abbiamo fatto a Gunjung, Maibang e Didambra.

Kinshasa, R.D.Congo: completiamo la scuola

Aggiornamento aprile 2026: i lavori sono andati avanti e sono state costruite tre aule, di cui una completata per essere utilizzata da subito, mentre le altre due necessitavano ancora di rifiniture. Questo nuovo modulo era stato progettato per poter essere rialzato e accogliere così tre nuove aule e ora è arrivato il momento di procedere verso l’alto. Qualcuno potrebbe pensare che è un progetto che si trascina, ma c’è anche un altro punto di vista: è una scuola che cresce al ritmo che le è naturale, man mano che crescono i bambini che la frequentano e che le risorse sono disponibili. Per questo continuiamo ad aiutare le Suore Canossiane e vi chiediamo di darci una mano in questo sforzo inviando altri contributi con il codice 330K.

Nell’anno scolastico 2024-2025 la scuola materna era frequentata da 60 bambini e la primaria aveva solo le primi due classi con un totale di 54 iscritti. Nell’anno in corso, la materna ha 80 piccoli alunni e la primaria non solo ha avviato la terza classe come previsto, ma ha già aggiunto anche la quarta classe per accogliere le richieste delle famiglie raggiungendo i 135 iscritti. Grazie a quanti hanno già collaborato e a quanti continueranno a credere in questo progetto di sviluppo di uno dei quartieri più poveri di Kinshasa!

Di seguito l’articolo dell’ottobre 2024 che descriveva l’inizio di questa nuova fase di ampliamento.


Continua la costruzione della scuola “Maria Madre dell’Amore” a Kinshasa, dove sarà aperta almeno un’aula ogni anno per accompagnare fino al termine del ciclo della primaria i bambini che erano entrati alla materna.

Le Suore Canossiane avevano avviato nel 2022 un asilo utilizzando alcune sale di una loro struttura e noi le avevamo aiutate a costruire dei bagnetti su misura di bambino. Il successo di questa iniziativa è stato grande ed è arrivata la richiesta di aprire anche le elementari, così la scuola “Maria Madre dell’Amore” si sta ingrandendo con una nuova struttura. Guardando al futuro si sono gettate le fondamenta di un edificio a due piani: il piano terra ospiterà tre classi, ha già tutte le parti in muratura pronte e per l’anno scolastico 2024/2025 è stata completata un’aula già usata per le elementari; almeno un’altra sarà pronta per il prossimo anno; il piano superiore deve ancora essere innalzato ma avrà altre tre aule.

Gli amici del Gruppo India hanno aiutato anche ad avviare la nuova struttura, ma ora il nostro sostegno continua, sempre con lo stesso codice progetto 330K, per completare l’intera costruzione e negli anni avere tutte e sei le classi della primaria oltre che le tre della materna. Le iscrizioni aumentano di anno in anno: nel 2022/2023 si era partiti con 15 bambini nelle prime due classi della primaria, l’anno dopo erano già in 56 comprendendo la prima elementare e quest’anno sono quasi raddoppiati arrivando a 114 (tre classi della materna e le prime due della primaria).

Una bella notizia a contorno di tutto ciò è il grande aiuto economico che sta dando anche la scuola di Bunia, sempre delle Suore Canossiane e nella R. D. Congo. Anche questa scuola era stata costruita nel corso di alcuni anni, un’aula dopo l’altra con l’aiuto del Gruppo India; ora non solo è economicamente autonoma, ma può sostenere la partenza di altre scuole.

Soddo, Etiopia: pane per l’autonomia

La Città dei Ragazzi Sorridenti è ormai un’importante realtà a Soddo e accoglie un gran numero di ragazzi di strada per accompagnarli verso lo studio, una vita onesta e dignitosa. Abba Marcello si occupa anche del futuro e vuole rendere quest’opera il più possibile autonoma da un punto di vista economico. Per questo ha intrapreso più attività e noi lo sosteniamo nell’ampliamento del forno. I ragazzi già producono il pane per loro, ma comprando un forno industriale potranno differenziare e aumentare la loro produzione in modo da vendere anche all’esterno pane e dolci e avere un introito per la Città.

Soddo è in continua espansione e nel giro di pochi anni ha visto raddoppiare la sua popolazione che ora supera le 200.000 persone; è diventata la capitale del Sud dell’Etiopia e attrae significativi ed importanti investimenti statali e privati. Questa trasformazione sta facendo cambiare le richieste degli abitanti, soprattutto dei nuovi arrivati, che cercano sempre più servizi di qualità in ogni campo. Si aprono nuove prospettive e abba Marcello le vuole cogliere.

Ha così iniziato la costruzione di una scuola comprendente un ciclo di studi che va dalla prima all’ottava classe (nostra primaria e secondaria inferiore) che una volta realizzata potrà ospitare circa 1.000 studenti. Una parte dei posti sarà riservata ai ragazzi della Città, ma gli altri attireranno i figli delle persone appena arrivate e che non hanno trovato a Soddo la stessa offerta formativa cui erano abituati.

L’altra grande iniziativa per avvicinare la Città dei Ragazzi Sorridenti all’autonomia è quella della produzione di pane e dolci per la vendita. È necessario comprare macchinari e attrezzature varie per la lavorazione dei prodotti, banchi da lavoro e scaffalature e adeguare i locali in modo che siano messi a norma. Oltre a quelli per la produzione e cottura, sarà già previsto un primo ambiente per la vendita al pubblico collegato alla Città.
Il nostro contributo si inserisce in una più ampia raccolta di offerte, abbiamo pensato di dare i 15.000 euro che grosso modo corrispondono alla sistemazione degli ambienti; ma questo serve solo a dare un’idea di tutto il progetto perché fare solo questo sarebbe inutile, così come acquistare le attrezzature e poi non poterle usare per mancanza di spazi… Ora chiediamo a voi di sostenere il progetto, con piccole e grandi offerte (codice 805S).

Khabab, Siria: emergenza sfollati

Violenti scontri nel mese di luglio hanno causato migliaia di morti, feriti e sfollati in Siria; ancora oggi la città di Sweida rimane sotto assedio e sta vivendo sofferenze e carenze di ogni genere. Le Suore della Carità di S. Antida si trovano a Khabab, nella Siria meridionale, dove sono arrivati un centinaio di rifugiati provenienti da diversi villaggi della regione, tra cui 40 famiglie: anziani, bambini e adulti che hanno lasciato le loro case senza portare nulla con sé, a volte nemmeno i documenti perché forse speravano che sarebbero rientrati molto presto.

In accordo col parroco, la sala della parrocchia di Santa Rita è stata trasformata in un rifugio. Sul pavimento, decine di materassi sono stati posizionati tra sacchi di vestiti e quel poco che queste persone sono riuscite a portare con sé prima di fuggire dalle loro case. Hanno tutti sofferto molto a causa di ciò che hanno visto come violenza e terrorismo. Alcuni di loro, per 20 giorni, hanno dovuto spostarsi più volte tra diversi rifugi, cercando sicurezza prima di arrivare a Khabab.

In questa situazione c’è spazio anche per la Misericordia che si manifesta in tanti gesti di solidarietà come ci racconta suor Mona:

“Fortunatamente, la gente di Khabab, insieme a quella dei villaggi circostanti, li sostiene il più possibile, moralmente e materialmente. La bontà e la solidarietà sono sempre presenti nel cuore dell’umanità, grazie a Dio. Nella loro povertà, trovano il modo di venire e condividere qualcosa con queste persone che hanno lasciato le loro case e ora sanno che non potranno tornarvi mai più perché, in seguito, tutte le loro case sono state saccheggiate e bruciate… persino spalate con le ruspe.

Tra i rifugiati ci sono anche molti anziani che hanno bisogno di cure, medicine… Chiediamo la vostra generosità per aiutare queste famiglie senza sapere quanto durerà il loro soggiorno, perché dove potranno andare dopo? Grazie per tutto quello che potete fare per alleviare le sofferenze dei nostri fratelli e sorelle. Che il Signore benedica il vostro lavoro e vi conceda le grazie di cui avete bisogno”.

Ai gesti degli abitanti di Khabab vogliamo unire i nostri e inviare un sostegno che raccogliamo con il codice 882G. Sarà tutto a favore di Amal, di Hoda e di tante altre persone, alcune delle quali ci hanno trasmesso testimonianze strazianti che condividiamo con voi.

La signora Amal, una donna di 75 anni, viveva da sola. Il 20 luglio, sua figlia le fece visita con tutta la famiglia e, poco dopo, si ritrovarono tutti sotto bombardamenti e colpi d’arma da fuoco da ogni dove; era scoppiata la guerra. “Siamo scappati tutti, senza capire cosa stesse succedendo, e abbiamo cercato rifugio nel villaggio vicino. Il giorno dopo, speravamo di poter tornare alle nostre case. Non era possibile e ci hanno chiesto di partire per un altro villaggio più lontano, e così via per 20 giorni, finché non siamo arrivati qui a Khabab”.

“Sono Hoda, sposata e ho avuto due figli, uno dei quali è morto. Sono incinta; l’ho scoperto solo qui in questo rifugio, a casa vostra a Khabab. È un segno, un barlume di speranza nel caos che abbiamo vissuto e che stiamo ancora vivendo. Sono dovuta fuggire con mio figlio, senza mio marito… Gli uomini sono rimasti indietro, presumibilmente a guardia delle case. Ma purtroppo, tutto è stato bruciato, distrutto. Abbiamo perso tutto, tutto. Non sono riuscita nemmeno a salvare la foto del mio piccolo che è morto. Tutti i nostri ricordi sono stati rubati in un batter d’occhio. Il mio bambino di 4 anni mi chiede dov’è il suo orsacchiotto, perché non glielo restituiscono… Grazie per la loro grande gentilezza al sacerdote, alle suore e alla gente di Khabab che, con un semplice gesto, sono riusciti a far tornare il sorriso sui volti dei nostri bambini e di noi stessi, mentre festeggiavamo i compleanni di due bambini… Sì, anche in mezzo all’angoscia, il Signore si rende presente attraverso i nostri fratelli e sorelle in umanità”.

“Abbiamo trovato rifugio inizialmente in una chiesa, ma le condizioni erano molto precarie, gli uni sugli altri, senza cibo né acqua. Ed eccoci qui, dopo essere stati in tre rifugi, qui a Khabab. Siamo qui, fino a quando? Come potremo vivere e pensare al futuro? Non abbiamo più una casa, né documenti, né… La nostra fede in Dio è grande. In questo momento, è difficile rimanere saldi in Lui e continuare a sperare… È la gioia e la forza della vita dei bambini che ci aiutano ad andare avanti e a voler vivere… Ma portiamo anche questo grande peso: trovare cibo, un riparo, andare a scuola, semplicemente vivere”.

Koumra, Ciad: un foyer da migliorare

Aggiornamento: la raccolta fondi è terminata, a presto per ulteriori notizie!


Questo foyer, uno dei tanti delle suore di S. Antida della Provincia dell’Africa Centrale, accoglie al momento 27 ragazze e altre vorrebbero essere ammesse ma gli ambienti non sono adeguati e sufficienti. Per molte giovani trovare ospitalità in un foyer è l’unica possibilità concreta di studiare e per questo ci sono sempre più richieste di quelle che le suore possono accettare, in tutte le località.
Il Gruppo India sostiene tutte queste realtà, con contributi regolari perché anche le ragazze più povere possano avere l’opportunità di studiare. In Ciad i foyer, oltre che a Koumra, sono a Goré, Sarh e N’Djamena (quest’ultimo riservato alle ragazze universitarie); nella Repubblica Centrafricana sono a Bohong, Bouar, Bocaranga (qui i foyer sono due, uno per le più piccole e uno per le liceali) e un altro a Bangui per le universitarie. In alcuni casi mandiamo contributi eccezionali per il loro avvio (come abbiamo fatto di recente per Moundou, sempre in Ciad), per lavori di ristrutturazione (come a Goré e Bohong) o per miglioramenti (il pozzo a Koumra, la sala studio a Bouar o i pannelli solari a Sarh…).

Ora il foyer di Koumra necessita anche di alcuni interventi straordinari, indispensabili per il benessere delle ragazze. Innanzi tutto bisogna costruire due nuove toilette dotate di doccia e ristrutturare le due già esistenti ma in cattive condizioni: la mattina è una vera impresa prepararsi tutte per arrivare a scuola puntuali. Poi c’è bisogno di un refettorio perché al momento le ragazze mangiano vicino alla cucina e quando piove ognuna si cerca un rifugio, creando disordine e confusione.
Bisogna mettere le zanzariere alle finestre perché questa è una zona dove le zanzare sono più che abbondanti, con tutti i rischi connessi alla malaria e ad altre malattie, le conseguenze che provocano e la difficoltà per curarle correttamente. Infine si vogliono acquistare degli armadi dove le giovani possano mettere la loro biancheria personale, abituandole così a essere pulite e ordinate e rispettose di tutto ciò di cui usufruiscono.

Con il cuore sempre colmo di riconoscenza per tutte le volte che, in passato, nelle varie missioni che mi sono state affidate, voi siete venuti in mio aiuto per migliorare la situazione dei poveri, eccomi di nuovo nella necessità di rivolgermi a voi per poter migliorare la situazione ambientale del nostro foyer di Koumra. Come sempre io mi affido e confido nella vostra generosità, che non mi ha e non ci ha mai deluso, in tutta l’Africa Centrale e… nel mondo.
Di cuore auguro a tutti voi l’abbondanza dei doni dello Spirito Santo, assicurandovi la mia, la nostra preghiera e aspetto fiduciosa la vostra risposta.

Suor Maria Paola Nuzzi

Per rispondere all’appello di suor Maria Paola e delle sue 27 ragazze potete inviare il vostro contributo con il codice 874F.

Le toilette esistenti da ristrutturare e incrementare