N’Djamena, Ciad: foyer universitario

Il nuovo foyer per ragazze universitarie ha aperto da poco le porte: una buona accoglienza è indispensabile per queste ragazze che lasciano le famiglie e i villaggi per studiare e diventare promotrici di sviluppo.

Il Ciad è un Paese che il Gruppo India conosce bene, è uno dei più poveri, senza sbocco sul mare, nel cuore dell’Africa con due terzi del suo territorio occupati dal deserto del Sahara. Ciò significa che la terra è molto sterile e le precipitazioni stanno diventando sempre più rare.

Fin dalla sua indipendenza nel 1960, il Ciad è stato quasi sempre un Paese in guerra; ma che ospita anche più di un milione di profughi dalle nazioni vicine dove anche l’ostilità continua a guadagnare terreno. Tutti questi fattori svolgono un ruolo enorme nella vita quotidiana dei ciadiani e la mentalità è quella della sopravvivenza.

Arrivate in Ciad nel 1962, le Suore della Carità si sono dedicate al servizio di tutte le categorie di poveri. Ma hanno sempre prestato particolare attenzione alla promozione della donna aprendo scuole per ragazze e centri di formazione femminile. Dal 1988 hanno continuato ad aprire foyer per ragazze per consentire alle giovani delle zone rurali di beneficiare di un normale percorso scolastico e di avere una formazione cristiana e umana di qualità. Il Gruppo India sostiene molti di questi foyer in tutta l’Africa centrale (Ciad, Centrafrica, Rep. Dem. Congo…). Anche se oggi molti genitori mandano le bambine a scuola come fanno per i figli maschi, essi non esitano a ritirarle in pieno percorso quando mancano loro i mezzi, quando si fa avanti un corteggiatore, o quando raggiungono l’età dell’escissione (da 10 a 20 anni). Quindi, oltre alla formazione e all’istruzione di qualità che i foyer offrono alle ragazze di villaggi remoti o di famiglie povere, essi forniscono anche protezione contro tutte le forme di abuso subite dalle donne e in particolare dalle ragazze della società ciadiana.

Molte ragazze cresciute nei foyer che sono nelle province, una volta finito il liceo, desiderano proseguire gli studi all’università; sia loro che i genitori sanno che essere ospitate in un foyer è la scelta migliore. Per questo, tre anni fa, a N’Djamena, è stata lanciata l’esperienza di un foyer universitario. Per cominciare, sono stati provvisoriamente allestiti alcuni locali della casa provinciale che oggi ospitano una dozzina di ragazze che studiano in diverse istituzioni accademiche. Ma la sfida principale per la sopravvivenza di questo foyer restano i mezzi finanziari. I genitori versano un contributo, che pesa molto sul loro budget, visto che generalmente sono famiglie povere; le suore hanno cercato di ottenere borse di studio per alcune ragazze. La comunità della casa provinciale ha partecipato fornendo acqua ed elettricità alle ragazze, e talvolta anche un aiuto alimentare. Ma tutto questo non basta perché la vita all’università e nella capitale è cara e comporta spese aggiuntive come quelle di viaggio per raggiungere gli atenei e l’alto costo del materiale scolastico. Dalla sua fondazione, il foyer universitario ha sempre chiuso l’anno scolastico in rosso.

Per questo, vogliamo estendere la nostra iniziativa di “adozione – borsa di studio” anche a queste ragazze, affinché questa bella esperienza che sta assicurando una vita dignitosa a tante ragazze continui con efficacia e le giovani ciadiane abbiano l’opportunità di frequentare l’università, crescere in un clima sereno e stimolante e diventare un esempio per tante altre bambine.

Il codice per questo progetto (solo per agevolarvi nell’indicazione della destinazione del vostro dono) è FOYE.

Bocaranga, Centrafrica: borse di studio universitarie

Aggiornamento agosto 2025: un altro ragazzo ha concluso il suo percorso accademico: è Romuald, che invece che trovare lavoro in una grande città come avrebbe potuto, ha scelto di tornare a Bocaranga e insegnare nel liceo delle Suore di S. Antida. Anche questa scelta di vita è un segno che vuole restituire quanto ha ricevuto: porterà il suo esempio a tanti ragazzi e ragazze per evitare che si scoraggino di fronte alle difficoltà

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Aggiornamento marzo 2025: le prime tre ragazze si sono laureate: Rolande è ora una professoressa di lettere moderne e Gertrude di geografia, mentre Ella ha ottenuto il diploma di infermiera (qui trovate la sua lettera di ringraziamento). Complimenti a loro che sono arrivate al termine dei loro corsi di studio e grazie a chi in questi anni le ha aiutate.

È vicino alla conclusione anche Prince, che in quest’anno si laureerà in filosofia. Yvon e Felicite, che hanno iniziato più tardi i loro studi, sono entrambi al 3° anno, rispettivamente in Fisica e in Biologia.

Si unisce a questo gruppo anche un’altra giovane che ha terminato gli studi nel liceo Nemesia di Bocaranga e desidera iscriversi alla facoltà di Genio Civile. Si chiama Doria e vive con la madre e una sorella. Il padre le ha abbandonate quando erano piccole e la mamma si è data da fare per crescerle e mandarle a scuola. La comunità delle suore della Carità di Bocaranga ha dato loro un sostegno perché arrivassero fino al liceo. Doria quindi è ben conosciuta e si sa che è una brava ragazza, ha sofferto molto per l’abbandono del padre ed è giudiziosa.

Questa è la lettera che Yvon (il ragazzo nella foto a destra) ha voluto inviare per ringraziare tutti:

Cari sostenitori, voglio esprimere la mia profonda gratitudine per la vostra generosità e il sostegno inestimabile per l’attribuzione di questa borsa di studio che ho avuto l’onore di ricevere. Il vostro sostegno è stato un vero raggio di luce nella mia vita e ha avuto un significativo impatto per i miei studi.
Questo aiuto finanziario rappresenta molto più di un semplice sostegno economico; è invece un vero trampolino verso la realizzazione delle mie ambizioni accademiche e professionali. Grazie alla vostra generosità, ho potuto concentrarmi pienamente sugli studi senza le preoccupazioni finanziarie che ne avrebbero impedito la riuscita. Provenendo da una famiglia molto povera questa borsa di studio mi ha permesso di proseguire gli studi universitari dopo il primo anno in Fisica-Chimica e sono stato uno dei migliori.
Sono stato già ammesso alla specialistica di Fisica generale. Il mio obiettivo è di proseguire gli studi nel campo dell’elettronica ma il nostro Paese non dispone di un dipartimento per questa materia, ma sono convinto che il vostro sostegno mi sarà di grande aiuto in questo percorso.
Il vostro sostegno non mi ha solo facilitato questa tappa degli studi, ma mi ha anche ispirato a dare di ritorno a chi ne ha bisogno. Mi sforzerò di fare onore a questa borsa di studio impegnandomi con diligenza e passione negli studi.
Ancora una volta di più grazie dal profondo del cuore per la vostra generosità. Spero un giorno di incontrarvi per esprimervi personalmente la mia riconoscenza.

Yvon

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Aggiornamento marzo 2021: il sostegno avviato nel 2018 alle prime ragazze continua: Rolande studia Geografia, Geltrude Lettere Moderne ed Ella Scienze Infermieristiche. Le altre due ragazze hanno dovuto rinunciare per motivi diversi, ma subito sono state sostituite da Prince che ha scelto la facoltà di Filosofia e Romuald quella di Storia. Quest’anno avrebbero dovuto aggiungersi Felicité e Yvon. Entrambi si sono diplomati al liceo di Bocaranga con ottimi voti e, a gennaio 2021, grazie alle nostre borse di studio, avrebbero voluto iniziare l’università a Bangui. Anche loro, infatti, come quelli che li hanno preceduti, non possono pesare sulla famiglia.

Felicité è rimasta orfana di entrambi i genitori lo scorso anno e con le sue tre sorelline vive coi nonni. Il suo sogno è quello di diventare tecnico di laboratorio.

Yvon è un ragazzo figlio di contadini e il padre è spesso ammalato, per cui lui durante la stagione delle piogge coltiva i campi per aiutare la famiglia. Vorrebbe studiare Fisica per poi tornare a Bocaranga e insegnare nel liceo.

Purtroppo, come più volte abbiamo scritto sulle nostre comunicazioni, la situazione della Repubblica Centrafricana è molto difficile. L’università riprende a funzionare molto lentamente e a fatica dopo anni di guerra civile. Nel 2020, dopo solo tre mesi di lezioni, l’interruzione è arrivata di nuovo a causa del covid-19; a fine luglio i corsi sono ripresi e sono andati avanti fino a inizio dicembre per recuperare i mesi perduti e concludere l’anno accademico. Ma di nuovo, in prossimità delle elezioni presidenziali (27 dicembre 2020), sono riesplose le violenze.

A metà febbraio suor M. Elena Berini, responsabile del progetto ci ha scritto:

Carissimi amici del Gruppo India, grazie per il vostro interessamento. A Bocaranga noi stiamo bene. La scuola ha ripreso con grande gioia degli scolari. A Bouar, invece, la scuola non ha ripreso praticamente dall’inizio del nuovo anno a causa dei ribelli che hanno preso la città. C’è insicurezza dovunque. I ribelli controllano i tre quarti del paese. La capitale, Bangui è accerchiata dal mese di gennaio. L’asse che dalla capitale conduce in Camerun è bloccato, quindi non c’è nessun approvvigionamento: cibo, carburante, prodotti di prima necessità… i prezzi sono andati alle stelle, la popolazione è ridotta in miseria. L’università funziona, ma i giovani che dovevano andare a Bangui sono bloccati a Bocaranga perché la strada è tutta controllata dai ribelli quindi nessuno può entrare nella capitale. È una situazione veramente disastrosa sul piano umanitario, sociale, scolastico… Noi non cessiamo di sperare, anche se alle volte dubitiamo; come gli apostoli nella barca sbattuta dalle onde, gridiamo: “Signore dove sei? Salvaci, affondiamo. Salva il tuo popolo che vive l’angoscia del quotidiano…” Vi chiedo una preghiera per questo paese, per la sua gente tanto provata da decenni di conflitti. Grazie e un abbraccio

suor M. Elena

Purtroppo, ad oggi, Felicité e Yvon non sono ancora riusciti a raggiungere la capitale Bangui. Naturalmente per quest’anno non sono più in tempo per iscriversi all’Università ma, se e quando la situazione lo permetterà, potrebbero seguire un corso di informatica e/o altri corsi preparatori.

Certo sostenere un giovane in tutto il suo percorso universitario è un bell’impegno: bisogna calcolare circa 1.000 euro all’anno (tra tasse, costi dei libri e del soggiorno fuori casa), ma se ognuno offre qualcosa… si riesce ad aiutare tutti questi ragazzi!

Il codice progetto rimane lo stesso: 886U.

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Il Centrafrica vive da anni periodiche crisi, con violenze e disordini, che hanno distrutto il tessuto sociale e portato lo sfascio in molti settori. Vorremmo contribuire alla ricostruzione consentendo ad alcune ragazze di frequentare l’università.

Bocaranga è ormai un nome noto a molti amici del Gruppo India: qui sosteniamo un foyer da tanti anni, abbiamo aiutato a costruire alcune aule scolastiche e ad allestire un’aula informatica. Ma la situazione è sempre difficile. Questo paese non riesce a trovare «cammini di pace» e progetti per il futuro. La società centrafricana è allo sfascio e i più vulnerabili sono i giovani al di sotto dei 18 anni, che costituiscono il 50% della popolazione. Questi sono la vera ricchezza del Paese. Purtroppo quasi dappertutto mancano le infrastrutture più elementari…

Ai bordi delle strade c’è una massa di giovani disoccupati, non hanno i soldi per pagare la scuola, oppure sono intenti nel piccolo commercio o giocano a calcio in attesa che un nuovo Centrafrica rinasca sulle ceneri di un passato tragico. Giovani che vengono facilmente arruolati nei gruppi ribelli dai signori della guerra. Insieme alle Suore della Carità di Santa Giovanna Antida vogliamo dare una mano a questi giovani perché crediamo che l’istruzione è la base per formare la mente e il cuore per aprire cammini di pace e di democrazia.

In un paese distrutto dalla guerra ci sono tanti giovani che sono seri, che s’impegnano, che hanno grinta per poter riuscire nella loro vita. Tra questi ci sono cinque ragazze che vogliamo proporvi per un aiuto concreto perché possano frequentare l’università: Josiane, Gertrude, Melvine, Ella, Rolande. Due hanno terminato il liceo lo scorso anno e tre quest’anno. Sono figlie di contadini, che lottano per sopravvivere. Le famiglie sono impossibilitate ad assicurare il seguito della loro formazione intellettuale e professionale.

“Vorremmo chiedervi delle borse di studio per cinque anni. Ogni anno occorrono 900 euro per ogni ragazza, una somma di 4.500 euro per tutte e cinque. Vogliamo dare una mano alla ricostruzione di questo paese: aiutando la formazione dei giovani prepariamo il futuro della società.

Vi rivolgo un grazie generoso a nome di queste ragazze; il vostro aiuto e contributo seminano speranza e danno un volto concreto alla carità. Con riconoscenza”
Suor Maria Elena Berini
Suora della Carità di S. Giovanna Antida

Per contribuire a questo progetto potete specificare nella causale il codice 886U o una breve descrizione dello stesso.

Soddo, Etiopia: i poveri e gli asili

Aggiornamento luglio 2024: questo progetto, lanciato ad aprile 2019 per la durata prevista di tre anni, è stato più volte prorogato perché abbiamo garantito questi sostegni ad abba Marcello visto il perdurare della necessità. I suoi rendiconti, le espressioni di ringraziamento e l’assicurazione che il sostegno ai poveri e ai bambini degli asili prosegue non sono mai mancati in questo periodo. Per il momento abbiamo raccolto quanto serve per il nuovo anno di sostegno alle mense degli asili e per i poveri. I bambnini hanno ogni giorno il loro pasto e periodicamente circa 250 persone ricevono pacchi dono con cibo (soprattutto fagioli e farina), prodotti per l’igiene e chi non ha altre possibilità può fare la doccia presso il centro. In più una volta l’anno è donato a ciascuno un vestito e due volte l’anno un paio di scarpe. Per tutti loro ricevere questi doni è una vera festa!

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Aggiornamento novembre 2020: al termine del primo anno abbiamo ricevuto una breve lettera di ringraziamento:

È inutile dire quanto possa essere stato utile e prezioso il vostro contributo che ha procurato cibo giornaliero per le migliaia di bambini che frequentano quotidianamente i nostri asili.

Non siamo in Italia, dove i bambini hanno l’asilo sotto casa. In Etiopia e quindi anche nel Wolayta i bambini sono costretti a fare tanti chilometri a piedi per raggiungere l’unico asilo che serve vari villaggi. Se durante le lezioni non hanno qualche piccolo ristoro (cibo e bevande), non resistono, si addormentano o tornano alle loro case sfiniti.

Ecco perché noi non finiamo mai di ringraziare coloro che ci agevolano in questo lavoro di aiuto ai bambini. Come voi ben sapete, le preghiere degli innocenti salgono direttamente al trono dell’Altissimo, e fanno scendere tante grazie su tutti noi.

Per sfamare i poveri, grazie al vostro prezioso contributo abbiamo avuto la possibilità di acquistare tanti quintali di fagioli e anche tanta farina.

Le persone che avete aiutato e che aiuterete per altri due anni, sono le più abbandonate dalla società e dalle autorità. Persone evitate da tutti perché povere, ammalate, in alcuni casi abbandonate anche dai parenti e senza fissa dimora.

Il grazie di questa povera gente e le loro benedizioni saranno da Dio a voi accreditate.

A tutti voi e ai vostri collaboratori giunga il nostro riconoscente grazie.

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“Quando uno si trova in gravi difficoltà e grandi necessità, a chi si rivolge se non agli amici e a coloro che possono capire le tue difficoltà, i momenti e le situazioni che ti turbano profondamente?”

Così esordisce abba Marcello in una sua lettera, scusandosi perché non può fare a meno di confidare a qualcuno le sue preoccupazioni… Poi continua proponendoci due nuovi e urgenti progetti.

Il primo progetto riguarda l’aiuto ai poveri della città: si tratta di gente che nessuno aiuta, e che la gente comune evita chiamandoli “i lebbrosi”. In realtà non sono lebbrosi, ma sono tenuti a distanza perché estremamente poveri, privi di tutto; nessuno pensa a loro.

Ogni settimana abba Marcello e suoi collaboratori li radunano presso la Città dei Ragazzi Sorridenti (non hanno altra sede capace di contenere questa marea di gente abbandonata e anziana) per consegnar loro del cibo da portare a casa (parecchi chili di farina e di fagioli) e curare le loro ferite (compito assunto dalle suore di madre Teresa di Calcutta); si distribuisce del sapone e tutti possono farsi la doccia. Inoltre ogni anno si consegnano loro coperte, scarpe, vestiti nuovi e dignitosi.

Ci sono poi le visite domiciliari: si fanno le riparazioni necessarie e si consegnano letti, materassi, tutto quanto può servire.

Le spese sono notevoli e il Gruppo India ha deciso di contribuire con 5.000 euro l’anno per il prossimo triennio (codice progetto 805L).

Un secondo progetto riguarda le spese che sostiene per dare il cibo ai bambini che frequentano 15 asili del Vicariato. Anche se indirettamente questi bambini sono vittime del terremoto che ha colpito il centro Italia: infatti era un’organizzazione marchigiana che inviava un generoso contributo ma che ora non può mantenere questo impegno. Ma i 1.380 bambini hanno bisogno di cibo nutriente (costo del progetto € 10.000 l’anno, codice 805B).

Sia per i bambini che per i poveri, non potevamo non rispondere a questo appello: “Mi rivolgo a Voi, amici del benemerito Gruppo India che tanto bene semina in tante parti del mondo, confidando in un contributo, che, seppur esiguo, sarà sempre ben accetto. Sappiamo che non è la quantità che conta, anche se necessaria, ma ciò che conta sono la qualità e il cuore che si mette per compiere una buona azione. Sempre grato, abba Marcello”

India: borse di studio per ragazzi non vedenti

Ogni anno il Gruppo India sostiene alcuni ragazzi non vedenti indiani che desiderano affrontare gli studi universitari. Restiamo al fianco di questi ragazzi, che sono entrati bambini nei nostri cuori come piccoli ospiti delle “Case della Luce” delle Maestre Pie Venerini: qui sono cresciuti, hanno dimostrato il loro valore e la loro buona volontà e noi vogliamo continuare ad accompagnarli e sostenerli, fino alla laurea. Al momento (settembre 2020) quattro giovani hanno terminato l’università e stanno cercando un lavoro: hanno inviato il curriculum a diverse ditte, agenzie e settori governativi e sono in attesa di una chiamata, ma purtroppo tutto è fermo a causa dei blocchi per il coronavirus e probabilmente dovranno aspettare il ritorno alla normalità (o comunque un miglioramento della situazione). Altri 14 sono impegnati negli studi in diverse università del Paese, frequentando i corsi on-line grazie a pc o altri strumenti messi a loro disposizione dalle suore che li seguono sin da quando erano piccoli. Altri ancora hanno ormai trovato un buon impiego…

Questi studenti ipovedenti o non vedenti vivono nei nostri ostelli e ottengono buoni risultati, lavorando duramente per raggiungere il loro obiettivo nella vita. Alcuni dei nostri ex studenti hanno già completato i loro studi e si sono assicurati buone posizioni come dirigenti di banca o nel settore governativo, docenti universitari, impiegati negli uffici governativi, insegnanti, attori cinematografici, musicisti ecc…

Suor Theresa Chandy (Maestre Pie Venerini)

Molti di questi giovani sono particolarmente dotati per la musica, come testimonia questo video.

Gli ex studenti, ormai giovani uomini e donne, sono sempre fonte di motivazione per i ragazzi ancora impegnati negli studi. È diventata una tradizione l’incontro annuale durante le vacanze di Natale per condividere le loro esperienze e dare ispirazione e coraggio ai ragazzi più giovani. Il più delle volte questo incontro si tiene a Jyoti Niketan, la “Casa della Luce” di Narengi (Assam) che per molti di loro è stata la prima scuola: apprezzano con gratitudine il periodo trascorso qui, dove hanno ricevuto luce e vita nei loro giorni oscuri della loro infanzia. Per questo si sentono in debito con la loro prima scuola che ha mostrato loro la via e la speranza nella vita, gli ha dato l’opportunità di crescere bene e trovare significato e mezzi per vivere nella società come normali esseri umani, con dignità e rispetto: “Sono molto grati e debitori al Gruppo India e ai suoi benefattori che si sono presi la massima cura di loro dandogli l’opportunità di studiare fino all’università per raggiungere i loro obiettivi nella vita ed essere in grado di inserirsi nella società e condurre una vita dignitosa sostenendo le loro famiglie, amici e parenti. Pertanto sono estremamente grati e felici e riconoscono il servizio umanitario che rendete ai poveri e ai bisognosi nelle loro necessità, specialmente nel campo dell’educazione grazie alla quale numerosi bambini sono salvati dall’ignoranza e dallo sfruttamento”.

Questi studenti sono sempre apprezzati e ammirati dai loro insegnanti, professori e compagni ovunque vadano. Ricevono una buona formazione del carattere e buone maniere nella fase iniziale della loro istruzione scolastica e dell’infanzia, poi le dimostrano e si comportano molto bene ovunque vadano. Inoltre sono ben noti per la puntualità e il rispetto dei tempi. Questo è molto apprezzato, notato ed evidenziato ovunque nelle loro situazioni di vita. Inoltre questi studenti hanno molto talento nel campo della musica, della cultura e di altre attività extra curricolari e brillano sempre come stelle ovunque, anche durante gli studi di istruzione superiore. Durante gli anni scolastici imparano a suonare diversi strumenti musicali ed esibiscono le loro performance ovunque vadano, sempre molto ammirati da tutti. La maggior parte di questi ragazzi sono musicisti nati, specialmente i tribali degli stati del nord-est. Sono cantanti e musicisti di grande talento e questo è sempre un punto in più a loro favore in tutti gli ambiti della loro vita.

Tutti ragazzi sono ben consapevoli che tutto questo è possibile solo grazie alla generosità dei loro benefattori e all’impegno del Gruppo India e ammirano e apprezzano la bontà di queste persone che si stanno sacrificando per il loro benessere; ringraziano ognuno di loro per la generosità e bontà. Pregano che Iddio l’Onnipotente, datore di tutta la bontà, continui a benedirli in tutti i loro bisogni e aspirazioni nella loro vita quotidiana. Grazie mille.

Ogni contributo può aiutare un ragazzo o una ragazza a realizzare il proprio sogno e diventare autonomo. Codice progetto LUBS

Sylhet, Bangladesh: studi superiori

Aggiornamento agosto 2024: alcuni dei ragazzi sostenuti hanno raggiunto il loro obiettivo e non hanno più bisogno di sostegno, ma altri si sono inseriti… Tra i laureati, particolarmente significativa è la storia di Sunday. È aumentato sia il numero dei ragazzi aiutati, nel 2024 sono 11, che il costo medio annuale.

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È dal 2014 che il Gruppo India aiuta i ragazzi delle piantagioni di tè di Sylhet (Bangladesh) a studiare. Ora i più grandi sono al termine del ciclo scolastico e bisogna pensare al passo successivo.

Quella che padre Lawrence Toppo coordina è un’adozione-borsa di studio che si sviluppa principalmente con l’acquisto dei libri e il pagamento delle tasse scolastiche; ne beneficiano ben 146 ragazzi e un piccolo numero sta per completare la scuola secondaria. Secondo un sondaggio svolto da padre Lawrence solo il 10% dei ragazzi del Tea Garden prosegue gli studi: sono troppe le spese da affrontare per accedere all’università o a corsi professionali di buon livello. Ci sono molti giovani, che sono istruiti e hanno ottenuto il certificato di scuola secondaria, completando lo stadio intermedio del loro percorso formativo. Ma con questo tipo d’istruzione non si può ottenere un buon lavoro perché è richiesta una formazione professionale infermieristica, medica o tecnologica (operai specializzati, operatori informatici, carpentieri, falegnami, elettricisti..). Questo è veramente un peccato: tanti sogni infranti, tante risorse non utilizzate al meglio, tanti ragazzi costretti a lavorare quasi come schiavi nei giardini del tè come i loro padri… e in tutta la diocesi non c‘è neanche un medico cattolico. Fino ad ora Tea Estate Management non ha permesso a nessuna O.N.G. e a nessun benefattore di educare questi ragazzi, ma fortunatamente la situazione sta cambiando. Ci sono molti giovani di buona volontà ansiosi di seguire una formazione professionale o universitaria che li farà diventare infermieri, medici e operai specializzati.

Ora la diocesi di Sylhet vuole cambiare marcia e formare alcuni ragazzi come infermieri, medici, tecnici e operatori informatici. Il Bangladesh sta diventando un paese industriale e cresceranno le opportunità lavorative per giovani adeguatamente formati in vari campi professionali. In realtà l’esperimento è già partito, ma unendo le forze di molte persone, si riesce ad aiutare solo un ragazzo iscritto alla facoltà di medicina.

Perché il progetto abbia reali possibilità di riuscita serve il nostro aiuto: un sostegno di 700 € l’anno ciascuno per cinque ragazzi, che nell’arco di 5 anni termineranno una preparazione universitaria o tecnica e saranno guida e speranza per la futura generazione nella società.

Il nostro obiettivo è scegliere solo cinque giovani che siano meritevoli e interessati a conseguire la formazione che li farà diventare infermieri, medici, operai specializzati.

Sono bravi ragazzi, nati qui, educati qui, ma non sono in grado di competere con le altre persone a causa della loro scarsa preparazione in campo professionale. Questo progetto aiuterà molto i giovani ad apprendere le varie competenze e a liberarli dalla vita di schiavitù. La formazione professionale li aiuterà sicuramente ad essere efficienti e autosufficienti.

Cordialmente, estendo la nostra sentita gratitudine per il vostro generoso sostegno che state prolungando da circa cinque anni per i nostri ragazzi. Salutandovi cordialmente vi invio la benedizione sacerdotale.

Fr. Lawrence Toppo

Questo programma sarà attuato attraverso un comitato approvato dal Vescovo della Diocesi, che selezionerà i giovani in base ai risultati conseguiti a scuola dando la precedenza agli orfani e a quelli provenienti dalle famiglie più povere. Ai ragazzi sarà richiesto di firmare una ricevuta ogni volta che riceveranno un contributo per gli studi (in modo da renderli più responsabili) e ci saranno frequenti incontri con loro per verificare il loro impegno e la riuscita negli studi.

Per contribuire al futuro non solo di questi ragazzi, ma anche di quanti potranno poi seguire la strada tracciata, ogni offerta è più che utile e necessaria: non occorre coprire l’intera borsa di studio, basta partecipare alla sua creazione! Codice progetto 851U.

Vietnam: casette della solidarietà

Aggiornamento marzo 2023: negli ultimi 10 anni grazie a voi abbiamo costruito oltre 160 casette per altretttante famiglie in collaborazione con le Suore Adoratrici della Santa Croce. Ora è arrivato il momento di rivedere il contributo necessario ad ogni famiglia… I prezzi in Vietnam sono notevolmente aumentati, in modo ancora più veloce dopo la pandemia e la guerra in Ucraina. Le famiglie fanno il possibile per risparmiare e mettere la loro parte per i lavori, ma per riuscire a costruire una di queste casette servono ora almeno 1.600 euro di dono.

Si può contribuire anche con offerte minori, ma bisognerà attendere che si sia raggiunta la cifra minima per cercare una famiglia cui donare la casa.

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CV 37 casa - Thi DauDa alcuni anni il Gruppo India sta aiutando gli abitanti di tre province del Vietnam meridionale a costruirsi delle casette in cui vivere dignitosamente. Il progetto, che ci è stato presentato dalle Suore Adoratrici della Santa Croce, è stato da loro battezzato “casette della solidarietà” ed è stato lanciato con la circolare dell’autunno 2013.

Le province di Ben Tre, Vinh Long e Tra Vinh si trovano sul delta del fiume Mekong nel Vietnam meridionale. Le Suore della Santa Croce sono presenti in questa zona dal 1844 e svolgono sia attività parrocchiali (catechismo, attività dei bambini, canto) sia opere di carità verso gli anziani soli, i malati, i disabili, i lebbrosi, i malati di AIDS.

La regione è prevalentemente povera e gli abitanti non hanno cure mediche, né servizi, né istruzione. Molti di essi cercano di andare avanti con piccole coltivazioni per la sussistenza, con l’allevamento di animali e lavori occasionali. Vivono in case fatte di foglie di cocco intrecciate che forniscono un minimo riparo dalle intemperie del clima tropicale. I raccolti sono spesso soggetti alle inondazioni e il rendimento è sempre più ridotto a causa dei metodi di coltivazione antiquati, delle conoscenze limitate e dell’aumento dei costi dei pesticidi, erbicidi e fertilizzanti. Continua a leggere “Vietnam: casette della solidarietà”