R.D.Congo: laurea per sostenere la famiglia

Mireille è una ragazza di Kisangani che aveva terminato gli studi di base come infermiera da qualche anno, ma per mancanza di mezzi e per la situazione familiare, aveva dovuto cercarsi subito un lavoro senza poter prendere la laurea che avrebbe garantito un maggior guadagno. La madre infatti aveva abbandonato figli e marito e Mireille ha dovuto prendere in mano la situazione, perché il padre è sempre ammalato. Il suo sogno era poter arrivare alla laurea, seguendo i corsi serali per non perdere il piccolo lavoro di sussistenza. L’aiuto economico del Gruppo India è stato un grande regalo per lei che doveva pensare al padre, a tre sorelle e a un orfanello, Jean Pierre, raccolto mentre errava per strada: Mireille non ha nulla, ma ha un cuore grande e aiuta chi è ancora meno fortunato di lei.

Da qualche mese ha ottenuto la laurea in infermeria con specializzazione in chirurgia e questo comporta un buon aumento del salario e ora può aiutare meglio la sua famiglia allargata per il sostegno ricevuto dal Gruppo India a cui ha voluto far arrivare un ringraziamento tramite le Suore Canossiane che sono state il nostro tramite.

I miei più sinceri ringraziamenti vanno alla Congregazione delle Figlie della Carità Canossiane per il loro amore, l’aiuto, lo sforzo e il sostegno finanziario e spirituale per sostenermi nei miei studi universitari. Tutta questa attenzione va dritta al cuore, con le lacrime agli occhi ringrazio la defunta Reverenda suora prefetto Bruna Piva per la sua iniziativa d’aiuto e d’amore verso tutti perché possano guadagnarsi da vivere. Che la sua anima riposi in pace.
Desidero esprimervi la mia profonda gratitudine verso i nostri benefattori per il prezioso sostegno fornito durante tutto il percorso dei miei studi, malgrado le vostre pesanti responsabilità.
Grazie al vostro aiuto e alla vostra fiducia ho potuto seguire bene il mio percorso universitario e raggiungere il mio obiettivo, grazie di cuore.
La vostra generosità e la vostra disponibilità sono state per me una costante fonte di motivazione. Avete giocato un ruolo determinante per l’importante riuscita della mia vita e ve ne sarò sempre riconoscente.

Infinitamente grazie,
Mireille

Pakistan: un incontro proficuo

Durante un viaggio missionario in Pakistan nel 2023, abbiamo incontrato Steve; era un giovane insegnante nella scuola di Shadhra (un sobborgo di Lahore) ma il suo sogno era quello di completare gli studi universitari in Chimica. A causa delle difficoltà economiche della sua famiglia aveva dovuto interromperli; ragazzo intelligente e pieno di buona volontà aveva deciso di insegnare alcune ore nella scuola Saint Jeanne Antide, ma ciò che guadagnava non era sufficiente. Le Suore di S. Antida hanno presentato la sua situazione alle persone del Gruppo India in visita e abbiamo deciso di dare una mano a Steve. Non ha deluso le aspettative e ora i suoi studi sono terminati, coronando il sogno suo, della sua famiglia e della famiglia allargata del Gruppo India:

«Io, Steve, desidero esprimere la mia sincera e sentita gratitudine al Gruppo India per il prezioso supporto fornitomi durante l’ultimo tratto dei miei studi universitari. Grazie al vostro generoso aiuto, ho completato con successo il mio Master in Chimica (Bio) presso l’Università del Punjab, a Lahore. Il vostro sostegno non è stato solo un sollievo finanziario, ma anche una fonte di grande incoraggiamento e motivazione; mi ha permesso di perseguire i miei obiettivi accademici con concentrazione e determinazione. Vi sono profondamente grato per la vostra gentilezza, generosità e fiducia nelle mie capacità. Che Dio vi benedica e vi ricompensi abbondantemente per l’impatto positivo che avete avuto nella mia vita».

Ora Steve lavora presso il Catholic Board of Education; l’incontro del 2023 è stato veramente proficuo: sia noi che lui abbiamo realizzato il sogno del consentire gli studi per migliorare nella vita. Con il lavoro che ha trovato, Steve potrà sicuramente fare molto per aiutare altri ragazzi.

Paraguay: da un piccolo villaggio alla laurea

Rinnoviamo la nostra gratitudine verso i nostri cari amici del Gruppo India, che ci mostrano in modo concreto il volto di Dio come un Padre provvidente, attento ai nostri bisogni.

Noi Suore Canossiane e gli altri membri del gruppo di formatori della casa di accoglienza Kuñatai Roga di Cambyretá in Paraguay siamo testimoni dei processi di crescita e miglioramento costante del gruppo di ragazze ospiti in una realtà sempre più impegnativa che ci conferma la necessità di proseguire con la missione che cerca di educare integralmente e promuovere le giovani donne di questo Paese. Condividiamo la storia di una delle nostre ospiti.

Gloria Y. arrivò a Kuñatai Roga nel 2017, proveniente da San Pedro del Paraná, una zona rurale poco accessibile per la precarietà delle strade. Fa parte di una famiglia molto povera, numerosa e segnata dalla violenza. Durante questi anni, già altre tre sorelle di Gloria avevano vissuto a Kuñatai Roga, avevano lavorato qui a Cambyretá e poi si erano trasferite ad Asunción, la capitale del Paese.

Gloria è rimasta a Kuñatai Roga durante la pandemia, quando per motivi di sicurezza molte sono dovute ritornare ai loro luoghi d’origine. Ha sviluppato le sue abilità come sarta, cuoca, esperta badante… con un cuore sensibile e solidale. Ha completato gli studi secondari e universitari e lo scorso sabato 15 novembre 2025 si è laureata in Infermeria, diventando il primo membro della famiglia ad accedere a un titolo universitario.

Durante i suoi anni di permanenza a Kuñatai Roga è sempre stata riconosciuta dalle sue compagne come un punto di riferimento per la sua vicinanza, l’amicizia e la grande attenzione nell’integrare le giovani che arrivano qui.

Contempliamo con immensa gratitudine il suo cammino di guarigione e superamento, ringraziando tante persone che rendono possibile questa missione. In lingua guaraní si dice “oñondive”, che vuol dire “insieme siamo di più”, questa è la nostra convinzione, questa missione è possibile solo insieme.

Suor Gabriela e lo staff di Kuñatai Roga

Madagascar: scoprire la propria strada

Sitraka è una delle tante ragazze che abbiamo conosciuto durante il nostro viaggio in Madagascar ospiti delle Maestre Pie Venerini. Vi presentiamo la sua storia, così come lei ce la ha raccontata; ma il nostro obiettivo è ringraziare tutte loro, ragazze sempre pronte ad anticipare ogni nostra necessità, prima che ce ne rendessimo conto.

Mi chiamo Sitraka, vengo da Andina, ho 24 anni. Ho frequentato i primi anni della primaria in una scuola parrocchiale, che poi ha chiuso e sono andata alla scuola statale. Quando la scuola parrocchiale è stata riaperta grazie alle Maestre Pie Venerini, sono tornata lì per i quattro anni della secondaria (le nostre scuole medie).

Sono stata contentissima della scelta dei miei genitori, perché le suore educano non solo sulle materie scolastiche, ma ci formano spiritualmente, mentalmente. Attraverso la relazione con le suore ho iniziato a sentire il desiderio di seguirle su questa vita religiosa. Grazie alla buona preparazione ricevuta non ho avuto nessun problema al liceo.

Dopo la maturità avevo pensato di andare all’università, ma poi ho seguito la mia vocazione e mi sono fermata con le suore per ricevere la formazione. Ora sono al secondo anno di noviziato, secondo il programma nell’estate del 2026 prenderò i voti e sono molto contenta della strada che ho preso.

Anche i miei genitori sono contentissimi, perché avevano un sogno: un giorno uno dei nostri figli sarà un religioso; e il loro sogno si è avverato in me.

Al termine di questo racconto le abbiamo chiesto: “Come pensi sarebbe stata la tua vita, se tu non avessi conosciuto le Maestre Pie Venerini e non fossi andata a scuola soprattutto?” Sitraka è rimasta interdetta e poi: “Non lo so, non lo so… non so come sarebbe stata la mia vita senza queste suore, io non sarei diventata quello che sono, non lo so… Quale sarebbe stato il mio sogno? Non lo so…

Per Sitraka poter frequentare una buona scuola non è stato solo la possibilità di studiare, imparare, crearsi un futuro… è stata la scoperta di una chiamata alla vita religiosa, al dono di sé realizzato anche in tante attività pratiche oltre che nella preghiera. Non è questo il destino dei tanti altri bambini e ragazzi che come lei si sono seduti sui banchi della scuola di Andina, né è lo scopo delle Maestre Pie Venerini che, come dice il loro motto, è “Educare per liberare”.

Un grazie speciale a tutte le ragazze che erano in formazione ad Ampitatafika: Sitraka, Olga, Françine, Melitsoa, Chantal, Régine, Michella, Nathalie, Violette, Marina… perché hanno reso il nostro soggiorno più confortevole e gioioso. Quando ci alzavamo le vedevamo sorridenti, accoglienti e indaffarate; loro erano già in piedi da tempo perché anche il più mattiniero tra noi trovasse l’acqua già scaldata sulla legna per lavarsi, la tavola apparecchiata con cura per la colazione, un caffé pronto e un buongiorno che scaldava il cuore!

Centrafrica: tornare al liceo come professore

Romuald è un ragazzo del Centrafrica e ci è stato presentato da suor Paula Nelemta, Suore della Carità di S. Antida, come particolarmente meritevole di aiuto. È proprio suor Paula a scriverci per dare la bella notizia della sua laurea e del futuro che ha scelto: tornare al liceo di Bocaranga per insegnare a tanti ragazzi come lui e dare un esempio vivo di come si possono raggiungere obiettivi che sembrano lontanissimi.

Cari Amici del Gruppo India,

è con grande gratitudine che Romuald mi chiede di condividere questa notizia con voi. Il vostro sostegno finanziario è stato per lui davvero importante, sia in termini di sostegno materiale che come incoraggiamento a continuare a proseguire gli studi nonostante le tante difficoltà incontrate.

Da parte mia, posso dirvi che Romuald è un giovane molto coraggioso e laborioso, e anche molto grato per l’aiuto che ha ricevuto da voi.

Ha sempre gestito bene l’aiuto che gli avete mandato per sostenere i suoi studi e ha sempre cercato un lavoro per integrare ciò che gli mancava. È stato vittima di furti diverse volte. Ma riesce sempre a ripartire senza avere nulla.

Di solito, i giovani che si laureano cercano lavoro nelle città o continuano gli studi per un master. Ma a differenza degli altri, Romuald ha scelto di andare a Bocaranga per insegnare al liceo delle Suore della Carità. Desidera aiutare gli studenti ad amare lo studio, ma anche ad amare il lavoro della terra e della natura, come lui.

Possiamo assicurarvi che il vostro sostegno è stato di grande aiuto per Romuald nel suo sviluppo professionale e personale. Vi porgiamo inoltre i nostri più sinceri ringraziamenti e vi preghiamo di accettare i nostri più cordiali saluti.

Suor Paola Nelemta

India: restituire il dono

Quella di Ramesh A. è una storia di resilienza e dedizione. A 10 anni gli è stato diagnosticato l’HIV/AIDS a causa di una trasfusione di sangue ed è cresciuto affrontando sfide immense. Nonostante ciò, la sua compassione per i poveri e i bisognosi si è fatta sentire e le Suore Canossiane di Gopalapuram (nello stato indiano dell’Andhra Pradesh) lo hanno accolto come aiutante nel loro team di lavoro sociale, dandogli modo di iniziare a guadagnare qualcosa.

Con il sostegno del Gruppo India, Ramesh ha poi conseguito un titolo in assistenza sociale, migliorando la sua capacità di servire la comunità tribale. Ha poi partecipato a diversi seminari e workshop per aggiornare le sue conoscenze e competenze. Oggi Ramesh è un elemento indispensabile del team di lavori sociali a Gopalapuram e aiuta le comunità tribali ad accedere all’assistenza sanitaria, a ottenere le tessere pensionistiche e i documenti necessari, a iscrivere i bambini a scuola e aiuta i tanti ragazzi, che ogni anno abbandonano la scuola prima di conseguire un diploma, a riprendere gli studi dando loro fiducia nelle proprie possibilità anche grazie al suo esempio.

Il viaggio di Ramesh da vittima delle circostanze a faro di speranza per gli altri sottolinea il potere di trasformazione del vostro sostegno.

Ciad: via dalla strada

Mi chiamo Asde e vorrei condividere la mia storia con voi. Una storia triste, ma che grazie alle Suore della Carità di S. Giovanna Antida è diventata una storia ricca di significato. Ho 20 anni e sono orfano sia di padre che di madre. Io non mi sono ritrovato per la strada a causa della morte dei miei genitori ma ho lasciato prima la mia famiglia e la casa. Nel mio quartiere avevo degli amici che rubavano e continuavano a portarmi soldi e altra refurtiva. Ciò mi ha influenzato e sono stato tentato di seguirli. Ho iniziato a rubare con loro e col tempo ho iniziato ad abituarmici e alla fine ho lasciato la casa di famiglia.

Qualche tempo dopo, mentre ero per strada, seppi che mio padre era morto. Dopo il funerale di mio padre, mia madre e i miei fratelli furono cacciati di casa dalla famiglia di mio padre. Mia madre non riuscì a sopportare lo shock e morì anche lei. Da allora non ho più avuto notizie dei miei fratelli.

Per sopravvivere io ho continuato a rubare. Un giorno uno dei miei amici di nome Junior mi chiese di andare con lui a trovare i nostri amici che erano vissuti anche loro per strada. Siamo andati al Centro Balimba (Centro San Vincenzo de’ Paoli) per fare un bagno e mangiare. Al mio arrivo al Centro sono stato accolto dai papà educatori.

Così è iniziata la mia avventura ed sono rimasto al Centro per molto tempo. Durante i miei studi ho desiderato iniziare anche una formazione in taglio e cucito e questo mi è stato concesso dal Centro e in particolar modo grazie al Gruppo India.

Sono libero dalla tossicodipendenza e mangio a sazietà. Ed eccomi qui, a tornare alla vita normale. Con la mia macchina da cucire e il kit che ho ricevuto, ho aperto un’attività affiancandomi a un altro ragazzo del Centro che è stato reintegrato già da qualche anno e che si guadagna bene da vivere facendo il sarto. Con lui cerco di spiccare il volo verso una nuova vita.

Grazie al Centro San Vincenzo de’ Paoli e al Gruppo India!

Non abbiamo la foto di Asde, ma lui è solo uno tra i tanti ragazzi che rinascono in questo Centro e che vedete nelle foto…

India: nuove speranze

A cavallo tra il 2024 e il 2025 siamo intervenuti nel distretto di Guntur per un aiuto straordinario ai bambini provenienti da famiglie colpite dalla lebbra: anche se sani, hanno bisogno di essere seguiti per non ammalarsi e per combattere lo stigma sociale per cui sono spesso isolati. Questo è quanto ci scrive una delle bambine che ha ricevuto questo aiuto, del quale ha riconosciuto la grande importanza:

Cari benefattori,

il mio nome è Sita, ho 12 anni e vivo in un piccolo villaggio della diocesi di Guntur con mio padre, malato di lebbra. Per molto tempo -non so quanto- la mia famiglia ha dovuto lottare a causa della malattia di mio padre. La gente ci trattava diversamente e io ero molto triste e mi vergognavo. Non avevo vestiti e non avevo materiale scolastico, così anche andare a scuola era molto duro.

Ma ogni cosa è cambiata quando ho ricevuto il vostro aiuto. Grazie alla vostra generosità ho ricevuto vestiti nuovi, compresa la divisa e medicine per guarire le ferite sulla mia pelle. Non mi sono più vergognata del mio aspetto e sono andata a scuola a testa alta. Il vostro aiuto mi ha dato molta sicurezzaLa parte migliore sono i libri, i quaderni e le penne che mi avete dato. Ora posso studiare meglio e i miei voti sono migliorati. Posso finalmente tenermi al passo con i compagni e raggiungere i miei sogni.

Vi ringrazio tanto per aver cambiato la mia vita. Non mi avete dato soltanto vestiti, libri e medicine; mi avete dato il coraggio di credere in me stessa. Oggi ho la possibilità di costruirmi un futuro migliore e aiutare altri che lottano come ho lottato io.

Grazie dal profondo del mio cuore per tutto. Studierò molto e sfrutterò il più possibile le opportunità che mi avete dato. Con profonda gratitudine

Sita

India: futuri ingegneri elettronici

Gopalapuram è un centro dell’Andhra Pradesh dove le Suore Canossiane hanno avviato una missione molto attiva in vari campi, tra cui l’aiuto ai giovani meritevoli che hanno difficoltà a proseguire con gli studi superiori per problemi economici. Tra loro ci sono SavaraEliya e SavaraElish K., due fratelli provenienti da una famiglia di agricoltori della tribù Savara (che tradizionalmente si antepone ai nomi propri); il loro sogno era diventare ingegneri elettronici. Il padre, SavaraSukku, pur essendo orgoglioso della loro bravura, non era in grado di sostenerli entrambi nei loro studi superiori a causa delle ristrettezze economiche. Si è così rivolto alle Suore Canossiane per avere una guida e tramite loro il Gruppo India è intervenuto per aiutare questi ragazzi a realizzare le loro aspirazioni.

SavaraEliya è stato ammesso a un college cittadino senza una struttura di accoglienza governativa. Il Gruppo India ha coperto la sua retta mensile per l’ostello grazie alle offerte ricevute. SavaraElish riusciva a studiare col solo aiuto della famiglia perché aveva trovato accoglienza in un ostello governativo, ma ha avuto anche lui bisogno di assistenza quando una malattia del padre gli ha impedito di pagare le tasse universitarie. Il Gruppo India si è fatto di nuovo avanti. Oggi, entrambi i ragazzi sono in piena attività di studio, timorati di Dio e fiduciosi per il futuro. Sono sulla buona strada per conseguire la laurea in ingegneria entro un anno e il loro successo è una testimonianza del sostegno ricevuto.

Centrafrica: infermiera!

Anche i ragazzi centrafricani che studiano a Bangui (qui c’è l’unica università del Paese) progrediscono nei loro studi e recentemente si sono laureate Rolande che è ora una professoressa di lettere moderne e Gertrude che ora insegna geografia. È arrivata al diploma finale in Infermieristica anche Ella, coronando il suo sogno. Solo pochi mesi prima ci aveva inviato questa lettera in cui preannunciava che le mancavano solo gli ultimi passi.

È con sentimento che vi scrivo questa lettera. Voglio ringraziarvi per l’aiuto nei miei confronti; mi avete accordato una borsa di studio a partire dal 2018 al liceo di Bocaranga. Sono venuta poi a Bangui per gli studi universitari dove ho optato per Biologia alla facoltà di Scienze, ma era difficile per me anche perché vivevo con i miei tutori e non riuscivo a studiare bene. Grazie però al vostro aiuto della borsa di studio ricevuta attraverso suor Maria Elena che era venuta a trovarmi sono entrata nell’ostello e poiché avevo sognato di lavorare un giorno in ospedale per curare la gente, ho lasciato biologia per entrare nella facoltà di Scienza della salute e diventare infermiera. Eccomi alla fine del ciclo di studi e mi manca solo l’esame di clinica e la tesi che discuterò a settembre del 2024 o inizio ottobre. Così avrò il mio diploma di infermiera.

Sono veramente molto felice e riconoscente nei vostri confronti, perché grazie a voi il mio sogno di bambina si è avverato e ora sono un’infermiera. Voi sapete come ci si sente quando i sogni si realizzano!

Grazie infinite

Ella