Ngaoundal, Camerun: formazione femminile

Il Centro di Formazione Femminile esiste ormai da molti anni e nel corso del tempo ha progressivamente cambiato la sua offerta per adeguarla a quanto effettivamente le ragazze cercano e a quello che a loro è più utile. Le Suore della Carità di S. Antida si sono rese conto che strutturare le lezioni comprendendo anche materie teoriche (che permettessero di affrontare al termine l’esame di stato per ottenere il diploma) scoraggiava molte ragazze dalla frequenza: la maggioranza non aveva una preparazione sufficiente. Dopo anni di difficoltà, si è quindi deciso di trasformare i corsi puntando solo sulla parte pratica: mettere in grado le ragazze di tagliare e cucire sia abiti per loro e la famiglia, sia seguendo lo stile dell’alta moda africana. Così dall’anno scolastico 2023/24 il numero di ragazze che si iscrivono è in continuo aumento e quello degli abbandoni in netto calo.

In questi anni, si è avuto conferma che le giovani, a causa della situazione sociale, culturale ed economica svantaggiata in cui vivono, preferiscono gli studi pratici per poter intraprendere un’attività alla fine della loro formazione e diventare finanziariamente indipendenti. La cultura locale non promuove lo sviluppo integrale della donna e le ragazze devono fare di tutto per evitare di cadere nella trappola di consuetudini basate sul matrimonio precoce e sulla prostituzione. I risultati di questi anni sono molto soddisfacenti e incoraggianti. Le ragazze sono molto motivate e impegnate nell’apprendimento del taglio e del cucito; inoltre sia loro che le famiglie stanno prendendo coscienza dell’importanza della formazione.

Per l’anno scolastico 2025-2026 ci sono state 53 iscrizioni, di cui 33 al primo anno, 14 al secondo e 6 al terzo anno, quello del perfezionamento. Considerando che in tutto l’anno ci sono stati solo tre abbandoni, è chiaro che il numero delle partecipanti ai corsi è destinato ad aumentare e questo porta con sé tanta gioia ma anche problemi…
Già quest’anno, per i lavori pratici, si dovevano alternare tre ragazze per ogni macchina da cucire e questo impediva di imparare bene, creando anche nervosismo se una era un po’ più lenta delle altre ad apprendere la giusta tecnica.

Per evitare questi problemi e per facilitare l’apprendimento di tutte, per l’anno prossimo si vogliono acquistare altre 15 macchine da cucire in modo che possano esserci solo due ragazze per ogni postazione. A questa necessità si affianca il bisogno di alcuni lavori di manutenzione alle finestre, al soffitto, ad alcuni tavoli e banchi per rendere più accoglienti le aule.

Ringraziamo Dio perché continua a darci l’opportunità di aiutare i più bisognosi tramite voi, benefattori e collaboratori, per la vostra disponibilità e impegno nel cercare sempre di aiutare tanti poveri e realtà missionarie nel mondo. Grazie in particolare per l’aiuto che continuate a dare alle ragazze del nostro Centro di Formazione Femminile qui a Ngaoundal, accompagnandoci e sostenendoci nella nostra missione di Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret tra i poveri. Esprimiamo la nostra gratitudine a ciascuno di voi e possa Dio restituirvi al centuplo tutto il bene che fate e che permettete di fare.

Suor Claudine Boloum (Responsabile CFF)

Al sostegno straordinario per l’acquisto delle nuove macchine e la manutenzione, il Gruppo India affianca come sempre il suo contributo per il funzionamento del Centro: per fare pratica c’è bisogno di stoffe, fili, forbici e altri strumenti; le ragazze provenienti da famiglie più povere non riescono a pagare il contributo scolastico richiesto ma non per questo possono essere lasciate a casa, senza la speranza di imparare un mestiere. Un’altra difficoltà, sono i numeri crescenti delle adolescenti che non hanno neanche completato la scuola media: lasciano i percorsi scolastici perché sono incinte e poi non possono rientrare in classe insieme con i loro bimbi. Per questo, tanti genitori chiedono di accoglierle al centro con i loro bimbi. L’anno scorso ci sono state una decina di mamme poco più che bambine che hanno finito la formazione con successo.
Per dare una mano al Centro di Formazione Femminile, per qualunque aspetto (macchine da cucire, manutenzione, sostegno generico), il codice progetto è sempre 872I.

Lablé, Camerun: mensa per i bambini

La costruzione della mensa di Lablé ha preso più tempo del previsto ma da alcuni mesi i lavori sono conclusi. C’è stata l’inaugurazione ufficiale, ma al momento funziona ancora a singhiozzo e si spera di attivarla a pieno regime dall’inizio del prossimo anno scolastico.
Sarebbe bello se l’estendersi dell’iniziativa “Compleanno sospeso” riuscisse a trasformare l’offerta della merenda in occasione della propria festa in un vero pasto che celebri più compleanni che cadono nella stessa giornata!

I motivi del ritardo dei lavori sono stati sostanzialmente due: da una parte erano stati sottostimati tempi e costi per far arrivare l’acqua alla mensa; dall’altra si è accavallato il progetto di sistemazione dei locali per i corsi di promozione delle donne e suor Eveline ha preferito portarli avanti in parallelo per non far tornare operai, falegnami, idraulici ed elettricisti più volte aumentando i costi.

Le Maestre Pie Venerini vorrebbero aprire la mensa a tutti i bambini dai 3 ai 10 anni, chiedendo un contributo alle famiglie che possono permetterselo e accogliendo gratuitamente quelli con maggiori difficoltà. Questo ha sia lo scopo diretto di ridurre i costi di gestione che quello di educare le famiglie a cercare un’autonomia economica. Grazie a quanti hanno collaborato alla realizzazione!

Mwanza, Tanzania: mamme e bambini

Il dispensario di Nyakahoja delle Suore Canossiane divide le sue attività in due grandi branchie: il CTC, centro di consulenza e trattamento per pazienti che sono affetti da HIV o AIDS, e l’RCH che si occupa di salute dell’infanzia e dell’età riproduttiva. Spesso i due mondi si incrociano, perché la sieropositività di una gestante può causare problemi al nascituro. Queste future mamme sono seguite molto attentamente, sia tramite la somministrazione di medicinali sia integrando la loro alimentazione.
Nel corso dell’ultimo anno (2025) sono stati seguiti 728 bambini e adulti nel CTC e 425 mamme e neonati nel’RCH. Tutto questo comporta visite sia in ambulatorio che a domicilio, analisi cliniche ripetute nel tempo per controllare l’andamento della carica virale, distribuzione di alimenti e integratori, colloqui e formazione dei pazienti e dei loro familiari.

Le condizioni di salute dei bambini in terapia antiretrovirale presso la nostra struttura sanitaria sono migliorate, poiché hanno potuto assumere i farmaci quotidianamente e grazie al miglioramento del loro stato nutrizionale. Tutte le madri hanno dato alla luce bambini HIV-negativi. Le condizioni di salute delle madri sono notevolmente migliorate. Non si sono verificati casi di abbandono del programma da parte dei pazienti. La carica virale è migliorata. Le condizioni di salute di tutti i nostri pazienti sono migliorate, con una riduzione delle infezioni opportunistiche.

A nome del dispensario di Nyakahoja, desidero ringraziare il Gruppo India per il sostegno offerto ai nostri pazienti nell’ambito di questo progetto, che riveste un’importanza fondamentale per la nostra missione e per la società odierna. Che Dio vi benedica tutti.

Con affetto,
Suor Inviolata Temba

Certo i problemi ci sono, perché alcuni pazienti non riescono a recarsi regolarmente al dispensario a causa dell’instabilità economica della famiglia e questo porta al peggioramento della loro salute; inoltre la collaborazione da parte dei partner maschili per il test dell’HIV è scarsa o assente. Ma le suore non demordono e contano sul nostro sostegno per avere maggiori risorse da impiegare nella formazione e nell’assistenza delle famiglie più bisognose.

Bujumbura, Burundi: microcredito per le famiglie batwa

I Batwa sono un antico popolo indigeno di pigmei originario della regione dei Grandi Laghi nell’Africa centrale e in Burundi formano una parte della popolazione che deve affrontare un circolo vizioso di povertà, esclusione e discriminazione, aggravato dalla mancanza di terreni, dall’accesso limitato ai servizi sociali e da un insufficiente riconoscimento dei loro diritti. Questo progetto dei padri Gesuiti ha consentito a 18 famiglie di avviare attività nel campo dell’agricoltura, dell’allevamento e del piccolo commercio e consorziarsi creando una cassa cooperativa di mutuo aiuto.

I Batwa erano tradizionalmente cacciatori-raccoglitori che vivevano nelle foreste. Con la creazione dei parchi nazionali, la deforestazione e l’espansione agricola, sono stati cacciati dalle loro terre boschive e questo ha sconvolto il loro stile di vita.

Il progetto ha permesso di sostituire la caccia e la raccolta, ormai vietate, con altre attività. Lo scopo finale era comunque quello di consentire a queste famiglie di mandare i propri figli a scuola, perché troppo spesso i bambini dei Batwa non riescono a concludere il ciclo della scuola primaria e secondaria inferiore: vanno a scuola affamati, il che favorisce l’assenteismo e l’abbandono scolastico; le famiglie non possono comprare i libri e l’uniforme e di conseguenza i figli sono vittime di scherno, emarginazione e, talvolta, bullismo. A questo va aggiunto il fatto che molti genitori sono analfabeti e hanno difficoltà a seguire il percorso scolastico dei propri figli e a valorizzare l’istruzione formale.

È stata necessaria molta attenzione perché il progetto fosse “dei Batwa” e non solo “per i Batwa”. È stata fatta una prima riunione con le famiglie, in cui è stato spiegato il progetto e poi sono state invitate a presentare ognuna fino a tre attività produttive di reddito che si sentivano in grado di portare avanti, con relative previsioni di spesa. Nell’incontro successivo sono state esaminate tutte le proposte arrivate e ognuno ha scelto su cosa impegnarsi sotto la guida dei volontari della CVX. Questo ha consentito a padre Gratien, coordinatore del progetto, di pianificare i passi successivi: valutare quanto terreno affittare per le coltivazioni, quali e quanti animali acquistare, predisporre le scorte iniziali per i piccoli commerci, organizzare i successivi incontri con le singole famiglie per valutare l’andamento delle attività e fornire una guida ove necessario.

Delle 18 famiglie coinvolte otto hanno scelto di dedicarsi all’agricoltura, coltivando fagioli, arachidi, soia, mais o manioca; altrettante hanno optato per l’allevamento (una di pollame, quattro hanno scelto le capre e le altre tre i maiali); le ultime due famiglie si sono date al commercio, rispettivamente di articoli per la casa e di verdura.

Le famiglie stesse hanno inoltre espresso il desiderio di costituirsi in una cooperativa di risparmio e credito per aiutarsi a vicenda. L’idea è stata analizzata e accolta favorevolmente dai membri della CVX Burundi ed è stato aperto un conto iniziale.

Rivolgiamo i nostri ringraziamenti al Gruppo India per aver reso possibile la realizzazione di questo progetto. Grazie al vostro sostegno, possiamo compiere passi concreti verso il nostro obiettivo di rendere l’istruzione più accessibile e arricchente per chi ne ha più bisogno. La vostra generosità non rappresenta solo un sostegno finanziario, ma anche un immenso incoraggiamento che ci spinge a continuare e a dare il meglio di noi stessi. Il nostro ringraziamento va anche alla Compagnia di Gesù del Ruanda e del Burundi per tutte le agevolazioni e il sostegno che continua a fornirci.

Padre Gratien Nshimiyimana, SJ

Faisalabad, Pakistan: una nuova scuola

Le suore di S. Antida vogliono aprire una nuova scuola a Faisalabad, nel quartiere Chak 4, per dare a tanti bambini la possibilità di studiare. Hanno a disposizione dei locali non utilizzati in un loro dispensario, ma c’è bisogno di ripristinarne la funzionalità, ripulirli, riparare porte e finestre e sistemare lo spazio esterno che al momento sarebbe fonte di pericoli per i bambini.
La realtà del Pakistan è composta da diverse forme di povertà ma quella dell’educazione dei bambini e dei giovani è senz’altro una grande causa di molte altre forme di povertà. Crediamo quindi che l’istruzione sia la chiave per liberare i giovani da una delle principali cause di povertà offrendo loro uno strumento per sviluppare una vita più autonoma per se stessi e anche per chi sta loro vicino.

Nel quartiere Chak 4 le suore hanno una costruzione usata per il dispensario ma, visto che i malati diminuiscono, ci sono alcune stanze vuote ed è quindi possibile trasformarle in aule per aprire una piccola scuola primaria per i bambini della zona. Il Pakistan è un Paese colpito dalla violenza causata dal conflitto tra le religioni, ma la scuola può essere un luogo in cui i bambini non soltanto sviluppano la loro dimensione intellettuale, ma imparano anche a incontrarsi e a convivere con gli altri nel rispetto, nella pace e nella solidarietà.

Ci rivolgiamo a voi, cari amici e benefattori del Gruppo India facendo appello, ancora una volta, alla vostra generosità e al vostro aiuto concreto per la realizzazione del nostro progetto per il bene dei bambini, delle loro condizioni di vita e di sviluppo integrale in modo che possono avere l’opportunità di giocare nella gioia, essere curati in un ambiente fraterno e amichevole con l’obiettivo che la violenza e la discriminazione in Pakistan possano diminuire, mentre la pace e l’amicizia aumentino a partire dai bambini che diventeranno i membri più attivi nella società con una base ben preparata.
Chiediamo al Signore di continuare a benedirvi con la sua grazia, amore e benevolenze in ogni giorno della vostra vita e missione insieme per quelli dei vostri cari.
Sempre con tanta riconoscenza!

Suor Riaz Anwar

Per dare un nuovo luogo di convivenza e di crescita ai bambini di Faisalabad si possono inviare offerte con il codice 878S.

Kisangani, R.D.Congo: tutti laureati

Il sostegno ai ragazzi universitari di Kisangani è iniziato tanti anni fa grazie a suor Bruna Piva che si faceva in quattro per seguirli tutti. Era un progetto in continua evoluzione perché ogni anno qualcuno si laureava e qualcun altro iniziava la sua carriera universitaria o specialistica. Quando suor Bruna si è ammalata ed è dovuta rientrare in Italia dove poi è morta, il progetto è proseguito fino al termine degli studi degli ultimi ragazzi inseriti nel gruppo.

Michelina è orfana di padre ed essendo la maggiore dei fratelli, deve occuparsi della famiglia. Una laurea le avrebbe facilitato questo dovere perché sarebbe stato più facile trovare un lavoro ben remunerato. Con fatica, perché non ha mai smesso di lavorare, è riuscita ad arrivare alla laurea in infermeria e ora guarda al futuro con maggiore serenità.

Anche Benjamin è orfano di padre e la mamma, che è poverissima con altri tre figli da allevare, non poteva essergli di aiuto pur desiderandolo tanto. Il ragazzo per tre anni è andato a stirare in tre famiglie benestanti della città, poi ha iniziato ad andare fuori città a comperare il carbone per poi rivenderlo. Con questo si è sempre assicurato i bisogni di sussistenza, ma non riusciva a raggranellare quanto serviva per la retta accademica. Ora si è potuto laureare in infermeria con specializzazione in pediatria e ci ha voluto inviare una lettera di ringraziamento. Come spesso accade non sa esattamente chi ha contribuito alla realizzazione del suo sogno e quindi ringrazia le Suore Canossiane che sono state il tramite:

La mia gratitudine è rivolta alle Figlie della Carità Canossiane per l’amore con cui hanno finanziato i miei studi universitari e a voi, benefattori della Congregazione.
Mi avete dato una grande opportunità per inserirmi nella vita sociale. Che Il Signore vi ricolmi della grazia necessaria di cui avete bisogno per continuare ad aiutare tutti coloro che bussano alla vostra porta.
Che la Vergine Maria interceda per voi affinché la fonte delle vostre risorse non si esaurisca e che lo slancio della vostra generosità si rinnovi di giorno in giorno.

Saluti filiali,
Benjamin

La storia e il grazie dell’altra ragazza aiutata, Mireille, la potete leggere qui.

R.D.Congo: laurea per sostenere la famiglia

Mireille è una ragazza di Kisangani che aveva terminato gli studi di base come infermiera da qualche anno, ma per mancanza di mezzi e per la situazione familiare, aveva dovuto cercarsi subito un lavoro senza poter prendere la laurea che avrebbe garantito un maggior guadagno. La madre infatti aveva abbandonato figli e marito e Mireille ha dovuto prendere in mano la situazione, perché il padre è sempre ammalato. Il suo sogno era poter arrivare alla laurea, seguendo i corsi serali per non perdere il piccolo lavoro di sussistenza. L’aiuto economico del Gruppo India è stato un grande regalo per lei che doveva pensare al padre, a tre sorelle e a un orfanello, Jean Pierre, raccolto mentre errava per strada: Mireille non ha nulla, ma ha un cuore grande e aiuta chi è ancora meno fortunato di lei.

Da qualche mese ha ottenuto la laurea in infermeria con specializzazione in chirurgia e questo comporta un buon aumento del salario e ora può aiutare meglio la sua famiglia allargata per il sostegno ricevuto dal Gruppo India a cui ha voluto far arrivare un ringraziamento tramite le Suore Canossiane che sono state il nostro tramite.

I miei più sinceri ringraziamenti vanno alla Congregazione delle Figlie della Carità Canossiane per il loro amore, l’aiuto, lo sforzo e il sostegno finanziario e spirituale per sostenermi nei miei studi universitari. Tutta questa attenzione va dritta al cuore, con le lacrime agli occhi ringrazio la defunta Reverenda suora prefetto Bruna Piva per la sua iniziativa d’aiuto e d’amore verso tutti perché possano guadagnarsi da vivere. Che la sua anima riposi in pace.
Desidero esprimervi la mia profonda gratitudine verso i nostri benefattori per il prezioso sostegno fornito durante tutto il percorso dei miei studi, malgrado le vostre pesanti responsabilità.
Grazie al vostro aiuto e alla vostra fiducia ho potuto seguire bene il mio percorso universitario e raggiungere il mio obiettivo, grazie di cuore.
La vostra generosità e la vostra disponibilità sono state per me una costante fonte di motivazione. Avete giocato un ruolo determinante per l’importante riuscita della mia vita e ve ne sarò sempre riconoscente.

Infinitamente grazie,
Mireille

Lablé, Camerun: sistemiamo il dispensario

In attesa di realizzazione: abbiamo terminato la raccolta fondi; siamo in attesa che il progetto sia realizzato per darvi maggiori informazioni. Grazie a quanti hanno collaborato!


Stiamo accompagnando da un paio d’anni lo sviluppo della missione di Lablé delle Maestre Pie Venerini, attraverso vari progetti tra cui il Compleanno sospeso, i corsi di formazione per le donne, i lavori per la mensa… In questo momento vogliamo sostenere il piccolo dispensario, che versa in cattive condizioni: ci sono muri da intonacare, porte e finestre da sostituire, materassi da cambiare…

In particolare sono in pessime condizioni le stanze delle partorienti e i bagni a disposizione dei pazienti. Molte finestre sono prive di protezione e questo facilita l’ingresso di insetti, pioggia e polvere.
Suor Eveline vuole ospitare in maniera più dignitosa chi arriva in questo piccolo dispensario, perché si senta accolto fraternamente. Per questo e per migliorare anche la fornitura della piccola farmacia ci chiede un contributo di 6.000 euro. Il codice associato a questo progetto è 816T.

Faisalabad, Pakistan: scuola rinnovata

“Wow, ora possiamo sederci e studiare come si deve! Prima dovevamo condividere una sedia in due e in tanti dovevamo scrivere sulle ginocchia”: questo grido di gioia di uno dei bambini fa bene capire il successo di questo progetto. Non si tratta solo di mobili, ma di dignità, motivazione e creazione di un ambiente in cui gli studenti si sentano valorizzati. La trasformazione delle loro aule ha chiaramente toccato profondamente gli alunni. La loro gioia e gratitudine spontanee dimostrano che qualcosa di semplice come avere una sedia e un tavolo personali possa cambiare la prospettiva sull’apprendimento. Il fatto che si siano subito impegnati a tenere le aule pulite e ordinate è un segno forte di orgoglio e senso di appartenenza.

Altri studenti hanno espresso il loro parere con maggior pacatezza ma uguale soddisfazione: “La scuola dipinta appare, ora, pulita, sicura e moderna, il che mi rende orgoglioso e mi aiuta a studiare con motivazione e impegno” (Abiha, classe 10ª); “Dipingere le pareti migliora l’apprendimento e influenza positivamente il mio umore. Stimola la mia energia e attira la mia attenzione verso lo studio” (Issac, classe 5ª).

I lavori sono stati tanti: pittura delle aule, delle finestre, delle porte, delle inferriate de dei cancelli; riparazione delle lavagne; ventilatori ove mancavano; riapertura di un’aula chiusa da anni per le sue pessime condizioni; nuove sedie e tavoli; poster didattici…

La scuola St. Anthony sorge in un quartiere cristiano poverissimo, dove le prospettive dei bambini non sono certo rosee, ma un futuro migliore passa attraverso una scuola migliore, come ci dice anche la preside:

Il vostro contributo non si è limitato a dipingere le pareti, ma ci ha aiutato a costruire una scuola più luminosa, stimolante e accogliente per la nostra comunità cristiana. Una scuola così bella, in una zona così povera, è di grande importanza. Ogni volta che entriamo nelle aule appena tinteggiate, pensiamo alla vostra gentilezza e generosità.
Vorrei condividere con voi i bellissimi commenti dei genitori dopo aver visto la scuola così bella e ridipinta dopo 25 anni. Erano e sono felicissimi!… Si sono congratulati con me e vi hanno inviato i loro ringraziamenti e saluti. La scuola è diventata davvero bellissima e sono arrivati molti nuovi studenti. Sono sicura che con il vostro sostegno e con il nostro impegno, i nostri numerosi studenti cristiani avranno un futuro brillante.
Come preside, vi sono profondamente grata per questo dono prezioso che avete fatto alla nostra scuola. Il vostro contributo non si è limitato a fornire materiali, ma ha portato colore, vita e un rinnovato senso di orgoglio al nostro spazio.

Suor Khalida

Guntur, India: caprette per lo studio

Torna il progetto “caprette contro l’abbandono scolastico” nelle campagne intorno a Guntur. Qui dove tanti genitori sono costretti a togliere i bambini dalla scuola per mandarli a lavorare, il dono di una coppia di caprette può cambiare radicalmente la situazione economica della famiglia. Non ci sarà più bisogno di scegliere tra istruzione e cibo da mettere in tavola e i bambini non dovranno rinunciare a uno dei loro diritti fondamentali.

La situazione è particolarmente grave perché molte volte chi offre lavoro preferisce assumere i bambini: si accontentano di una paga minore, non protestano per il lungo orario, non sanno cosa sia un sindacato, obbediscono a ogni ordine…

Le caprette sono facili da gestire, normalmente non occorre comprare mangimi perché trovano sufficiente erba per nutrirsi, danno latte per il consumo familiare o per la produzione di formaggi da vendere, si riproducono abbastanza facilmente. Nel progetto sono previste anche incontri di formazione per le famiglie destinatarie degli animali in modo che possano affrontare serenamente ogni piccolo inconveniente. In caso di problemi più seri, padre Chinnaiah Pudota (direttore esecutivo del Pastoral Training Center della diocesi di Guntur) potrà contattare gli esperti del settore.

Come già abbiamo fatto in anni precedenti, questo progetto favorirà un buon numero di famiglie; ma questa è una delle tante soluzioni al problema della povertà che viene attuata spesso in tante missioni anche se di solito coinvolge meno famiglie. Per donare le caprette, si può fare un’offerta con codice progetto 802B.