Soddo, Etiopia: Città dei ragazzi sorridenti

Il nostro impegno con i giovani di Soddo accolti da abba Marcello e dai suoi collaboratori nella Città dei ragazzi sorridenti continua… Periodicamente questo sacerdote va in giro per la città, soprattutto nei mercati e nei pressi della stazione degli autobus, a cercare i bambini e i ragazzi che vivono per la strada; li invita a visitare la Città, regala loro una maglietta, offre un pasto e l’opportunità di una doccia… così di guadagna la loro fiducia e pian piano li coinvolge sempre più. Abba Marcello usa vere e proprie tecniche di fidelizzazione: se vieni ogni giorno, al termine della settimana ti do un paio di scarpe…

Si crea un rapporto e poi i ragazzi accettano di entrare nella Città come residenti e iniziare un percorso di recupero che abbraccia tutti gli aspetti della loro vita. Ricominciano a studiare, seguono corsi di formazione sia umana che professionale, si impegnano in tanti piccoli lavori necessari per la Città: chi fa il pane, chi si occupa delle pulizie, chi dà una mano in cucina.
È impossibile dare un numero preciso dei ragazzi ospiti, perché varia continuamente: qualcuno arriva, qualcuno parte per rientrare in famiglia (grazie alla mediazione di abba Marcello), qualcuno decide di riprendere la vita di strada per poi magari rientrare dopo un periodo più o meno breve. Difficilmente si scende sotto i 120 ospiti…

Sono ormai tanti i ragazzi usciti definitivamente perché hanno terminato gli studi o hanno imparato un lavoro. Ora sono giovani ben inseriti nella società, che hanno trovato la giusta strada per vivere appieno la loro vita. Tra loro c’è Wendewosen, uno dei primi ragazzi accolti al centro, che si è laureato ed è poi rientrato nella Città prima come collaboratore, ora come suo direttore: un esempio bellissimo per tutti, la prova che con l’impegno e un piccolo aiuto si possono raggiungere obiettivi inimmaginabili. E allora, perché non aiutare chi si impegna?
Qui potete leggere uno dei primi appelli per la Città dei ragazzi sorridenti, anche se il nostro aiuto era iniziato già nel 2012 dopo un viaggio di alcune persone del Comitato che avevano visto la bontà dell’iniziativa e la necessità di sostenerla.

Per assicurare un futuro alla Città, abba Marcello sta costruendo una scuola superiore che sarà frequentata anche da ragazzi provenienti da fuori. A Soddo c’è una grande richiesta di insegnamento di qualità e le tasse d’iscrizione pagate dalle famiglie più abbienti daranno un introito sicuro e continuo alla Città. Un altra idea allo studio è quella di ampliare la panetteria (che ora garantisce pane e qualche dolce ai ragazzi sorridenti) per aprire dei punti di vendita esterni. Fino a quando anche questi sogni di abba Marcello non si saranno trasformati in realtà, noi continueremo ad aiutarlo.

Ranotsara, Madagascar: una scuola nella boscaglia

Ranotsara è un piccolo villaggio nei dintorni di Benenitra, nella provincia di Tuléar, nel sud-ovest del Paese. Questa è la più grande provincia del Madagascar, la meno popolata e anche una delle più povere, con scarsissime infrastrutture. Fino al 2020 in questo villaggio immerso nella boscaglia (a circa sei chilometri da Benenitra capoluogo dell’omonimo distretto) non c’erano locali per la scuola. Due insegnanti facevano lezione all’interno di un edificio statale: era una sala piuttosto buia, senza nessun arredo, decisamente poco adatta a essere chiamata aula. Ma era il massimo che si poteva offrire… A volte ci si trasferiva sotto gli alberi per far lezione, poi questa è diventata la norma quando le autorità hanno destinato la sala ad altro scopo.

Gli amici del Gruppo India hanno aiutato padre Jeannot Randrianarison sj a costruire una piccola scuola, la Ecole Saint Français Xavier, e da quel momento continuiamo il nostro sostegno nell’ambito della grande iniziativa “Adozione-Borsa di Studio” che dal 1980 permette a tanti bambini e ragazzi di studiare, in tanti angoli del mondo.

Abbiamo conosciuto padre Jeannot, un sacerdote gesuita malgascio, a fine 2018 ed è subito partita una bella collaborazione. Le difficoltà di comunicazione ci sono, come ignorarle! Padre Jeannot opera in una vasta zona intorno a Benenitra, ma lì la connessione è pessima; riesce a leggere/scrivere email dal suo cellulare solo alcuni giorni e a tarda notte, verso le 3 o le 4: inimmaginabile mandare notizie frequenti o foto di buona qualità. Per poter comunicare decentemente deve spostarsi a Tuléar, a circa 200 chilometri, lungo strade in terra battuta: un viaggio che dura come minimo 6 ore e che non è possibile affrontare in alcuni periodi per le condizioni climatiche.

Gli abitanti di Ranotsara vivono soprattutto di agricoltura e di quel che trovano nella boscaglia; una vita povera, soggetta anche stagionalità per cui in alcuni mesi dell’anno si soffre la fame. Per molti di loro la costruzione della scuola è stata anche un’occasione per avere un piccolo guadagno extra perché i banchi sono stati preparati dagli abitanti del villaggio (risparmiando rispetto a un ordine effettuato altrove con le conseguenti spese di trasporto).

La scuola di Ranotsara è una primaria, dura sei anni e nell’anno 2024/25 è frequentata da 135 bambini di cui ben 70 femminucce.  L’aumento del numero degli alunni da quando si faceva lezione sotto gli alberi ha comportato la necessità di assumere un terzo insegnante. Il nostro contributo annuale consente di offrire un pasto almeno nei mesi in cui i bambini non mangiano a sufficienza a casa, di pagare una parte dello stipendio degli insegnanti e di acquistare il materiale scolastico (penne, libri, quaderni, lavagnette…) perché molti entrano in aula senza nulla! Tutto questo permette a padre Jeannot di far frequentare la scuola anche ai bambini delle famiglie che non sono assolutamente in grado di pagare neanche una piccola retta.

La presenza della mensa è fondamentale; ai più poveri è offerto il pasto di mezzogiorno: riso, legumi, ortaggi, qualche volta carne… Aiuta molto ad aumentare il livello intellettuale e prevenire l’abbandono scolastico e gli scarsi risultati. Infatti è difficile che ora saltino le lezioni e il rendimento è decisamente migliorato. La dimostrazione è che nell’ultimo anno scolastico (2023/2024) tutti i bambini che hanno affrontato l’esame finale sono stati promossi e nove di loro studiano ora al Magis College a Benenitra, sempre grazie a una borsa di studio del Gruppo India.

Da parte mia e di tutta la popolazione, vi offriamo tutta la nostra gratitudine per il vostro prezioso aiuto, altrimenti non potremmo fare nulla. Vi assicuro che le persone sono felici e riconoscenti e spero che la nostra collaborazione durerà per il bene dei poveri. Desidero informarvi che spesso offro messe per la vostra organizzazione, per i benefattori e le benefattrici.

Padre Jeannot sj

Atakpamé, Togo: quasi 3.000 bambini a scuola

Atakpamé è una città del Togo, capoluogo della regione degli Altopiani. Qui il programma di studi prevede 6 anni alle elementari, 4 alle medie, 3 alle superiori. La diocesi è molto impegnata nel settore dell’istruzione e ha creato una rete di scuole per accogliere tanti bambini e ragazzi, dando un insegnamento di qualità superiore a quello delle scuole statali e coprendo anche tanti villaggi non raggiunti dalle strutture pubbliche. Tramite padre Jean Edoh (un sacerdote togolose che ha studiato in Italia) il Gruppo India sostiene cinque scuole elementari in altrettanti villaggi e il Collège Saint Jean-Paul II, scuola media ad Atakpamé; in totale sono quasi 3.000 i bambini che possono studiare e una parte di questi può farlo solo grazie all’iniziativa “adozione-borsa di studio”.

Il Collège Saint Jean-Paul II è considerato un’eccellenza anche dal governo, un modello da seguire. È piuttosto recente, infatti i primi esami di licenza si sono svolti nel 2019, e la percentuale dei promossi è sempre altissima, spesso tutti superano l’esame di stato e molti hanno ottimi voti. Alcuni dei primi diplomati sono arrivati all’università e questo è merito delle buone basi che hanno ricevuto e del fatto che molti ragazzi sono seguiti anche quando vanno alle superiori perché si iscrivono a un liceo la cui preside è consorella della preside della Saint Jean-Paul II. È molto bello anche il clima che si è creato: ogni anno il 22 ottobre (festa di S. Giovanni Paolo II, cui è dedicata la scuola) tutti gli ex-alunni si ritrovano e portano in dono materiale scolastico; alcuni si offrono come tutor nei 2-3 mesi che precedono gli esami finali. Nonostante le difficoltà che incontrano i ragazzi del Togo, sono tanti i giovani che hanno concluso gli studi e hanno ora un buon lavoro (Akakpo, Esanem…) e altri seguono le loro orme (guarda il video ).

L’eccellenza di questa scuola media ha portato anche il governo a investire su di essa facendosi carico di una parte degli stipendi degli insegnanti. Questo permette all’istituto di accettare un maggior numero di ragazzi che non avrebbero le possibilità economiche di pagare tasse e materiale scolastico.

Anche i risultati delle scuole elementari sono molto buoni (mediamente il 98% dei promossi): per questo molti genitori preferiscono mandare i figli in queste scuole, anche se devono pagare qualcosa mentre le statali sono gratuite.

Le scuole elementari sono a: Fin Digue, Atchade Kope, Atchou Onougbo (costruita col contributo di alcuni amici del Gruppo India), Abi, Akpare. Tutte queste scuole hanno 6 classi, tranne Akpare che ne ha 12. Vicino ad Atchou Onougbo c’è un altro piccolo villaggio, separato da un ruscello e i genitori hanno paura che i figli attraversino il guado nella stagione delle piogge. Per questo motivo hanno costruito una piccola scuola in loco che accoglie i primi due anni delle elementari (gestita in proprio); poi dalla terza elementare i bambini vanno alla scuola diocesana.

Le scuole hanno tutte un orario molto lungo per le lezioni, dalle 7 alle 17:30, con tre ore di pausa per il pranzo. Solo la scuola media ha una mensa (a pagamento) perché i ragazzi vengono anche da lontano e non potrebbero tornare a casa (è stato anzi necessario organizzare un servizio di trasporto scolastico per quelli che abitano più lontani, nei villaggi).

Il programma di studi è molto aderente a quella che sarà la vita di questi ragazzi e già alle elementari si studia anche agricoltura, mentre alle medie si passa all’allevamento di animali. Circa i 2/3 degli alunni che terminano le elementari proseguono alle medie, poi la metà circa di questi va alle superiori. Le superiori sono solo ad Atakpamé: un istituto di suore e uno di fratelli accolgono gratuitamente i ragazzi meritevoli, ma solo per le lezioni: se vengono da villaggi lontani si devono cercare e pagare un alloggio in città e questo riduce le possibilità di studio.

La diocesi ha creato oltre 100 scuole elementari, per dare la possibilità anche ai bambini delle zone rurali di ricevere una buona educazione, ma nel prossimo futuro una decina saranno abbandonate perché hanno troppi pochi iscritti. Il governo non aiuta queste scuole e quindi il costo non è sostenibile se non si possono riempire le aule. Le strutture saranno lasciate alla gestione dei villaggi che cercheranno di mandarle avanti da soli (in molti casi l’ipotesi è di offrire alloggio e terreno coltivabile agli insegnanti al posto dello stipendio per ridurre le spese). Resteranno sicuramente aperte e sempre seguite dalla diocesi le cinque scuole elementari che possono contare sull’aiuto economico del Gruppo India.

Zakpotà e Tori Bossito, Benin: scuola contro la schiavitù

Aggiornamento gennaio 2026: per quest’anno le Maestre Pie Venerini non hanno chiesto il nostro aiuto, ma le scuole continuano a funzionare sia a Tori Bossito che a Zakpotà.


Esistono realtà dove la scuola fa un’enorme differenza, come questi villaggi del Benin in cui ancora si aggirano mercanti di schiavi: comprano bambini e ragazzi dalle famiglie povere per rivenderli alle grandi piantagioni come manodopera da pagare solo col minimo indispensabile per sopravvivere. Le famiglie accettano, perché con quel che ricavano posso sfamare gli altri figli. A questa realtà bisogna opporsi ed è quello che fanno le Maestre Pie Venerini, che da pochi anni sono arrivate in Benin e come primo impegno si prendono cura dell’istruzione dei bambini, per dare loro la possibilità di un futuro migliore di quello che hanno avuto i loro genitori.

Le comunità sono responsabili delle scuole che la Diocesi di Cotonou ha loro affidato sia come gestione che come didattica. Le suore si dedicano anche alla pastorale, per questo conoscono molto bene le situazioni più difficili di diverse famiglie che vivono in completa povertà.

A Zakpotà, oltre all’ambulatorio che è stato completato con il nostro aiuto, c’è una scuola dell’infanzia frequentata da circa 40 piccoli dai 3 ai 6 anni. Ricevono non solo sicurezza mentre le mamme lavorano o si danno da fare per la famiglia, ma anche un pasto assicurato con la mensa che viene offerta giornalmente. Ogni giorno, terminata la scuola, il cortile si riempie di bambini e ragazzi con la voglia di giocare e con la speranza di ricevere anche loro qualcosa da mangiare.

A Tori Bossito la scuola primaria (cui abbiamo di recente donato un pozzo) ha circa 200 alunni, ma non tutti si possono permettere di pagare la retta mensile, anche se è molto bassa. Una ventina di questi, tra i 6 e i 10 anni, sono accolti grazie all’iniziativa “adozione-borsa di studio” per dare loro una maggiore protezione, sicurezza e istruzione. Vengono non solo da situazioni disagiate, ma anche da famiglie problematiche e se non fossero accolti dalle suore, neppure frequenterebbero la scuola.

Il contributo del Gruppo India serve per coprire le rette scolastiche dei 20 bambini maggiormente disagiati e poveri di Tori Bossito, per sostenere l’asilo di Zakpotà e per acquistare materiale scolastico e libri anche per altri bambini, sempre di famiglie povere che non possono coprire tutte le spese per lo studio dei propri figli.

Il numero degli abbandoni scolastici è sempre molto alto, anche nella primaria, e condiziona pesantemente il futuro; per questo le suore cercano di accogliere tutti e di accompagnarli non solo nel cammino scolastico, ma anche in quello formativo. Diamo loro una mano in questo difficile compito, per cambiare poco a poco una realtà dove donne, ragazzi e bambini rischiano di diventare schiavi per le grandi piantagioni…

Bhopanipur, Bangladesh: scuola e doposcuola

Il Bangladesh è uno dei Paesi più poveri del mondo e uno dei suoi maggiori problemi è l’analfabetismo. La maggior parte della popolazione del Bangladesh è formata da agricoltori che non hanno altre fonti di reddito. Il cambiamento climatico qui sta colpendo duramente e le calamità naturali sono diventate parte della vita: ci sono inondazioni, cicloni, frane che si verificano ripetutamente. Si pagano ancora le conseguenze del Covid-19 e ora, a causa della guerra, i beni di prima necessità sono diventati molto costosi e la crisi continua. Dopo la pandemia, sono molti gli studenti che hanno smesso di andare a scuola per ristrettezze economiche: i bambini lavorano nei campi mentre le bambine sono date in sposa.

La maggior parte delle scuole in Bangladesh sono private e il governo non concede sussidi. Significa che i ragazzi devono pagare tasse d’iscrizione e frequenza piuttosto alte. In questo frangente, diventa fondamentale aiutare gli studenti.

I gesuiti in Bangladesh sono al fianco di questi poveri ragazzi e ci chiedono una mano per consentire loro di frequentare le scuole. A Dacca i gesuiti gestiscono la St. Xavier’s International School che è la prima scuola gesuita del Paese, mentre la St. Francis Xavier Primary è una scuola diocesana,  a Bhopanipur (diocesi di Rajshahi). Sono entrambe frequentate da bambini di età compresa tra i 5 e i 12 anni. Grazie a una borsa di studio distribuita mensilmente, 50 bambini di Bhopanipur potranno coprire tutte le spese legate all’istruzione: tasse scolastiche, libri, articoli di cancelleria. I bambini saranno scelti tra i più bisognosi e saranno seguiti attentamente, anche visitando periodicamente le loro famiglie.

La parrocchia di Bhopanipur, affidata a tre sacerdoti gesuiti, ha un territorio molto vasto, con quattro sottostazioni a distanze variabili dai 10 ai 35 chilometri. Queste sottostazioni sono situate tra i tribali, cristiani e non cristiani, che in Bangladesh sono i più trascurati e sono privati dei loro diritti umani fondamentali. In questa zona vivono le tribù Santhal e Pahari. La maggior parte di queste persone è analfabeta e si guadagna da vivere quotidianamente come braccianti giornalieri, perché priva di terra propria. Nella zona rurale di Bhopanipur, il metodo prescelto per aiutare i bambini a raggiungere un buon grado di istruzione è differente, in modo da adattarsi alla specificità del luogo.

Infatti a causa delle lunghe distanze e della mancanza di buone strade, non è possibile portare i bambini tribali a Bhopanipur per educarli. Alcuni di loro frequentano al mattino una scuola pubblica inferiore agli standard; i bambini delle famiglie benestanti seguono lezioni private nel pomeriggio ma i figli dei tribali non hanno questo aiuto esterno, non possono essere aiutati dai genitori analfabeti e molti di loro lasciano la scuola dopo soli due o tre anni, senza aver raggiunto risultati apprezzabili e restando a loro volta analfabeti. Considerando questa patetica situazione, i sacerdoti della parrocchia hanno preso l’iniziativa di avviare centri di insegnamento serale in ognuna delle quattro sottostazioni utilizzando le cappelle presenti.

Ci saranno due insegnanti in ciascuno di questi centri che aiuteranno i bambini nei loro studi e li incoraggeranno a continuare la scuola. Circa 120 fanciulli aderiranno al progetto e trascorreranno circa tre ore ogni pomeriggio/sera al centro della sottostazione più vicina a casa. Oltre all’apprendimento delle materie scolastiche, ci saranno giochi e programmi culturali organizzati per loro e da loro per manifestare i loro talenti. I bambini riceveranno anche alcuni rinfreschi come biscotti, dolci locali, riso soffiato con impasti, uova e banane come nutrimento, perché la maggior parte di loro è malnutrita.

Zaroli, India: un ostello nel Gujarat

A Zaroli (nello stato indiano del Gujurat) ci sono due scuole diocesane: la Pavitra Anirudh è una scuola primaria dalla I alla VIII classe, poi si può continuare alla St. Xavier High School fino alla XII classe. Entrambe le scuole accolgono sia ragazzi che ragazze (nell’anno scolastico 2022-23 si sono iscritti in 519 alla primaria e in 579 alla secondaria); ci sono poi due ostelli per chi abita troppo lontano, uno per le ragazze (aiutato negli anni scorsi dal Gruppo India, ma ormai autonomo) e uno per i ragazzi che sosteniamo ancora (inoltre nel 2019 abbiamo inviato qui un contributo straordinario per migliorare l’ostello, a rischio chiusura per l’inadeguatezza della struttura). Padre Julius Patel è il responsabile di questo secondo ostello e ogni anno ci manda una relazione che descrive come si è svolto l’anno scolastico; questa è l’ultima ricevuta che descrive la ripartenza dopo la pandemia…

L’anno accademico 2021-22 è iniziato con la paura del coronavirus, ma le iscrizioni all’ostello sono state lo stesso un buon numero. In totale sono stati 110 i bambini e ragazzi poveri che hanno usufruito dell’ostello grazie al supporto del Gruppo India: 85 a tempo pieno e 25 come semi-ospiti. I semi-ospiti provengono da famiglie povere di villaggi vicini; durante il giorno rimangono in ostello e noi sosteniamo la loro istruzione, i loro pasti e altre necessità; la sera tornano alle loro case. Tutti i bambini erano entusiasti di partecipare alla routine quotidiana della scuola e alle attività dell’ostello.

L’ostello è stato riaperto nel mese di settembre, con molte precauzioni. La pulizia e l’igiene hanno avuto la massima priorità con istruzioni rigorose, seguendo le linee guida ricevute. Nel corso dell’anno non è stato riscontrato un solo caso di Covid-19 nel nostro numeroso gruppo di residenti. I genitori sono veramente soddisfatti delle nostre istruzioni per la sicurezza.

L’ambiente tranquillo dell’ostello ha aiutato i bambini a completare i compiti giornalieri di lettura, scrittura e apprendimento. I bambini hanno ottenuto buoni risultati nei test unitari e negli esami semestrali. Gli studenti più svogliati sono stati motivati attraverso lezioni personalizzate e stimolati. L’educazione ai valori e la disciplina sono parte integrante della vita degli studenti nell’ostello. Tutti loro hanno frequentato regolarmente le ore di studio in ostello e a scuola.

Ai bambini viene insegnato a imparare e a gestire la propria vita e a seguire il programma giornaliero dell’ostello. Si prendono cura delle loro cose e le tengono in ordine. Accettano positivamente i consigli per mantenere la buona salute. Crescono in maturità nella comunicazione con i compagni e il personale. Stanno imparando a essere responsabili della loro istruzione e dell’utilizzo del tempo a disposizione nell’ostello.

I festival e le vacanze sono stati parte integrante della vita dell’ostello e i nostri studenti hanno festeggiato con molta gioia. In occasione di Dashera, Diwali, Holi, Festa dei bambini e Natale, la scuola chiude per le vacanze e si celebrano sia in ostello che con le famiglie a casa. Ogni celebrazione inizia con un momento di preghiera. Sono state offerte preghiere e richieste benedizioni sui ragazzi, sulle loro famiglie e suoi loro amici. Dolci, cibi deliziosi, snack e torte fanno sempre parte delle celebrazioni. I bambini hanno festeggiato anche i loro compleanni, la festa del papà, della mamma e degli insegnanti… e queste feste li hanno motivati a realizzare i sogni dei loro genitori e insegnanti con buoni risultati e nobili valori nella vita.

I ragazzi dell’ostello amano giocare all’aperto con giochi come il calcio, il kabaddi il cricket e la pallavolo. Hanno partecipato attivamente alla giornata sportiva della scuola in varie categorie e sport. Lo sport ha mantenuto i nostri bambini in forma fisica e in ottima salute per tutto l’anno accademico. I bambini hanno anche partecipato a gare interscolastiche di disegno, saggi, discorsi, Rangoli, ortografia, costumi, canto, scrittura a mano e così via. Molti hanno acquisito sicurezza partecipando a varie competizioni come scacchi, ciclismo e pittura. Molti studenti hanno avuto la possibilità di mettere in mostra i loro talenti e le loro capacità.

Anche se la pandemia ha ostacolato un po’ l’anno accademico, gli studenti e gli insegnanti hanno superato le difficoltà con nuove e innovative capacità di insegnamento e apprendimento attraverso lezioni online e offline. Durante l’anno accademico 2021-22 i risultati degli studenti dell’ostello sono stati soddisfacenti negli esami di classe X e XII, con un solo studente bocciato.

Infine, siamo grati per il vostro generoso contributo all’emancipazione dei nostri bambini tribali poveri attraverso l’istruzione. Preghiamo e speriamo che continuiate a collaborare con il vostro generoso sostegno.

padre Julius Patel

Imperatriz, Brasile: sostegno a un asilo

Iniziato come un progetto che doveva durare solo un anno, legato a un peggioramento delle condizioni economiche dovute alla pandemia, ora il nostro sostegno a questo asilo è diventato una delle attività continuative… Grazie a quanti hanno collaborato e a quanti continueranno ad essere vicini a questi bambini!

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L’aiuto dato lo scorso anno è stato fondamentale per l’asilo di Imperatriz: i bambini hanno continuato a frequentare, hanno imparato tanto, sono stati sereni… Ma le difficoltà economiche persistono e per questo il Gruppo India ha deciso di prolungare il contributo straordinario giustificato dalla pandemia. Questi piccoli possono ancora contare sul nostro sostegno, nell’attesa fiduciosa della ripresa economica. Ecco come la direttrice, suor Maria, descrive ciò che lei e le educatrici fanno per i bambini:

I piccoli sono stupendi, pieni di vita con la voglia di esprimersi, di conoscere, di crescere e di allacciare sempre più relazioni. Certo la pandemia ha creato anche al nostro interno situazioni difficili da gestire, alcuni di questi piccoli hanno fatto esperienza del lutto per aver perso alcuni familiari soprattutto nonni, figure molto significative e che a volte sostituiscono totalmente la responsabilità che i genitori non possono o non sanno offrire.

Ci preme sottolineare che per noi è di grande importanza tenere presente tutto il “mondo” che gira intorno al bambino: i suoi sogni, le sue possibilità, paure e fantasmi… ecco che qui appare una parolina importante: Amore. Sì la loro povertà economica, di affetti, di cultura, di risorse viene riempita dalla certezza che sono Amati da Dio attraverso i fatti e gli educatori, gli amichetti e le conquiste, i diritti e i doveri.

Vi siamo molto grati per tutto quello che avete fatto per i nostri bambini, fornendo una qualità di apprendimento. Che il nostro buon Dio continui ad effondere molte grazie su tutti voi e che le benedizioni del Dio misericordioso scendano sulle vostre famiglie. Grazie.

Suor Maria das Dores Filgueira dos Santos
(Suora Canossiana)

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Di seguito il lancio del nostro progetto nell’estate del 2021, con maggiorni informazioni sull’asilo e sulla necessità del sostegno.

I 210 bambini del “Jardim Canossa” di Imperatriz hanno bisogno del nostro aiuto: l’asilo ha perso buona parte delle sue sovvenzioni a causa della pandemia. Questa istituzione è da tempo un punto fermo nella vita delle famiglie che vivono in una delle zone più povere e periferiche della città: offre una buona educazione ai piccoli dai 3 ai 6 anni, un buon pasto ogni giorno, la protezione di un ambiente sano, il rafforzamento dei vincoli familiari attraverso la partecipazione delle famiglie alla vita scolastica.

L’asilo di Imperatriz è stato avviato nel 2013 grazie al lavoro della Pastorale del bambino sviluppato dalle Suore Canossiane per prevenire la malnutrizione e aiutare ad uscirne: “Tuttavia, abbiamo visto che offrire solo cibo sarebbe stato troppo poco e, seguendo le orme della Fondatrice, S. Maddalena di Canossa, la quale ci ricorda che l’educazione è la base della condotta di tutta la vita, abbiamo iniziato a offrire l’educazione come un modo per promuovere i bambini nella loro totalità all’interno del processo cognitivo” (suor Manoela Pereira Nunes, Superiora provinciale). Le situazioni di vulnerabilità sociale e l’aumento di bambini con differenti sindromi, i maltrattamenti sofferti da questi piccoli e le famiglie che portano in sé “segni di violenza” e miseria, sono per le suore “sfide” da combattere.

La città di Imperatriz è in costante espansione, ma con una grave dicotomia: pochi benestanti proprietari di grandi negozi e di latifondi e una crescente maggioranza di poveri in cerca di lavoro. In questa situazione, la violenza tra i giovani e nelle famiglie aumenta sempre più. Il Comune si impegna nei servizi di educazione, ma è necessario che altri lo aiutino, perché mancano ancora scuole, specialmente per i più piccoli.

Durante questo periodo di pandemia la Provvidenza non ci ha mai abbandonato. Siamo riuscite a stare vicino alle nostre famiglie sia per sfamare i bambini sia facendo sentire loro che non sono soli: rapide visite, videochiamate, telefonate, ecc. Stare vicino alle famiglie, specialmente quelle colpite da lutti, è necessario e urgente; abbiamo offerto minestrone, pane e… consolazione perché è necessario far sentire loro che “Dio è misericordioso”.

Ma la pandemia ha colpito duramente tutto il Brasile e ne ha fatto le spese anche la scuola di Araras, sempre gestita dalle Suore Canossiane: drastica diminuzione degli iscritti e quindi degli introiti, che servivano anche a pagare buona parte delle spese dell’asilo di Imperatriz. Così ora il “Jardim Canossa” non è più economicamente autonomo: il Comune contribuisce in parte, ma è un aiuto che non è sufficiente a coprire tutte le spese ed è incostante nel tempo (ogni anno va rivisto il contratto di convenzione, senza nessuna certezza di rinnovo). Suor Manoela ci chiede una mano per sopperire quest’anno al mancato contributo della scuola di Araras, con la speranza che con la fine della pandemia tutto torni alla normalità. Il codice per aiutare i bambini di Imperatriz è 315A.

Vietnam: 200 studenti del delta del Mekong

Le province di Ben Tre, Vinh Long e Tra Vinh si trovano sul delta del fiume Mekong nel Vietnam meridionale. Le Suore Adoratrici della Santa Croce, tutte vietnamite, sono presenti in zona dal 1844, conoscono bene i bisogni dei più poveri e desiderano aiutarli in maniera concreta: svolgono attività pastorali e sociali tra cui la promozione allo studio.

I rapporti tra il governo vietnamita e la Chiesa Cattolica talvolta sono problematici ma le due realtà hanno trovato un’intesa affrontando i temi dell’educazione e della sanità. In particolare l’educazione è considerato lo strumento per aiutare il Paese a uscire dalla povertà umana e sociale. Il reddito medio mensile di una famiglia (genitori e due figli) è di circa 90 $, ma per soddisfare le necessità di base e mandare i figli a scuola sarebbe necessario molto di più. Per questo molti ragazzi devono rinunciare agli studi, aumentando la percentuale di analfabetismo.

Ogni anno dal 2013 il Gruppo India sostiene nello studio 200 bambini e ragazzi, dalle elementari fino al liceo. Contrariamente ad altre nazioni, dove si sostiene una scuola o un ostello (e quindi i ragazzi che lì studiano o alloggiano) in Vietnam la maggioranza di questi 200 studenti vive nella propria famiglia e frequenta una scuola statale (solo alcune ragazze sono ospitate dalle suore). I loro genitori non guadagnano abbastanza per pagare le tasse scolastiche, le divise, i libri e tutto il materiale necessario… ma interviene il Gruppo India che tramite le Suore Adoratrici della Santa Croce consegna loro a inizio anno un buono per pagare le tasse e gran parte del corredo scolastico in modo che lo studio non gravi sul bilancio familiare.

Come ogni anno, anche a giugno 2021 abbiamo ricevuto una lettera con le notizie sull’anno scolastico appena terminato. Nonostante le difficoltà legate alla pandemia, i risultati sono stati buoni perché i ragazzi ripagano con l’impegno nello studio gli sforzi economici dei benefattori.

Quest’anno 12 studenti hanno ottenuto il diploma di scuola superiore e quindi escono dal programma di sostegno. Sui 200 ragazzi, ben 53 hanno ottenuto la votazione finale di Ottimo e altri 91 di Distinto (insieme rappresentano il 72,20% dei ragazzi sostenuti). Quasi tutti gli altri hanno meritato Buono, tranne 4 che si sono fermati alla sufficienza e 9 che purtroppo hanno abbandonato. Questo perché le loro famiglie sono state colpite dal Covid-19 e la loro situazione economica, già molto brutta, è peggiorata: molti genitori hanno perso l’impiego e i loro figli hanno dovuto interrompere la scuola per aiutare la famiglia con lavori estemporanei. Altri ragazzi hanno lasciato il villaggio natale per seguire i genitori alla ricerca di un nuovo lavoro in altre località e molto probabilmente questo per loro vuol dire smettere di andare a scuola, perché non riceveranno più questo essenziale sostegno della borsa di studio.

Visto che il programma va avanti da alcuni anni, ci sono già alcuni studenti che hanno ricevuto una borsa di studio dal Gruppo India durante la scuola superiore e ora si sono laureati all’università o al college e hanno un lavoro. Possono guadagnare abbastanza per mantenersi e aiutare le proprie famiglie. È veramente molto bello che molti di loro stanno cercando di restituire quanto hanno ricevuto, come Trí e tanti altri.

A nome degli studenti poveri, vorrei dire grazie mille per il vostro cuore generoso e il vostro sostegno. Posso dire con sicurezza che senza il vostro aiuto, gli studenti poveri non potrebbero andare a scuola e quindi il loro futuro non potrebbe cambiare. Per favore aiutateli anche il prossimo anno. La vostra generosità porterà il giusto futuro ai bambini poveri. Vi prego di accettare i nostri sinceri ringraziamenti.

Che il Signore vi benedica tutti

Suor Mary Truong Thi Phuong Dung LHC

Balimba, Ciad: togliamo i ragazzi dalla strada

Aggiornamento luglio 2025: questo progetto, come tanti altri, si ripete anno dopo anno perché ci sono sempre nuovi bambini e ragazzi da togliere dalla strada. Si possono leggere alcune notizie più recenti e la testimonianza di un ragazzo che ha trovato la sua giusta strada nella vita.

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Questo centro di recupero dei ragazzi della strada è stato fondato nel 1995 da un giovane volontario francese venuto a prestare servizio nel liceo Charles Losanga, gestito dai Gesuiti, a Sarh. Nel suo tempo libero, andando al mercato, si fece amico di questi ragazzi che avevano fatto della piazza la loro casa: lì dormivano e vivevano rubacchiando, naturalmente senza andare a scuola. Ebbe inizio, così, gradatamente e con poverissimi mezzi questo centro, che ancora oggi viene portato avanti da volontari francesi e con la partecipazione dalle Suore della Carità di S. Giovanna Antida. Proprio le Suore hanno coinvolto il Gruppo India, che da alcuni anni contribuisce al funzionamento del Centro con l’iniziativa “adozione-borsa di studio“.

I bambini accolti a Balimba (periferia di Sarh) sono tutti in situazione di vulnerabilità: orfani, trascurati o maltrattati dai loro genitori, venduti come “bambini bovari” agli allevatori di bestiame. La maggior parte dei bambini accolti sono stati costretti a sopravvivere nei mercati, organizzati in bande, rubando cibo, mangiando gli avanzi di immondizia o lavorando per i commercianti in cambio di alcuni alimenti.

Alcuni ragazzi hanno vissuto diversi anni di vagabondaggio, generalmente sopravvivendo sul marciapiede, e quindi hanno difficoltà a stabilizzarsi in un posto fisso: alcuni vanno avanti e indietro tra il Centro e la città, il marciapiede, il mercato. Quando accettano di tornare, sono accolti senza giudizio. Pazientemente, il personale cerca di incoraggiarli a lasciare le loro vite erranti e rimanere al Centro e a scuola. Quando è possibile si lavora per un loro reinserimento nella famiglia d’origine.

Lo scopo del centro di Balimba è di accogliere questi bambini e ragazzi e offrire loro alloggio, alimentazione, educazione e istruzione e la formazione professionale: agricoltura, meccanica, falegnameria, cucito che faciliterà il loro inserimento futuro nella società quando dovranno lasciare il centro al raggiungimento della maggiore età. Ma c’è anche qualcuno particolarmente dotato che riesce a proseguire gli studi.

I bambini al Centro stanno bene, crescono e nel complesso vanno bene a scuola. Si impegnano e contribuiscono al loro sostentamento con la coltivazione dell’orto e dei campi (miglio, arachidi, legumi…); il ricavato in parte è utilizzato per i pasti, in parte è venduto al mercato.

Il comitato esecutivo dell’associazione ha stabilito di accogliere un massimo di 40 ragazzi, per dare a ognuno lo spazio e l’attenzione necessaria. Tuttavia, a volte il numero viene superato. Infatti, nonostante le difficoltà a convincere alcuni bambini a recarsi al centro di Balimba, altri chiedono di essere accolti, perché hanno capito che il futuro è nel centro e non per le strade. Di conseguenza, si è spesso in difficoltà per offrire loro un posto per dormire e per tenere le loro cose ma non si può negare a nessuno questa opportunità!

Kohima, India: lasciar sbocciare mille fiori

“Lasciar sbocciare mille fiori” è il motto dell’ostello Eden Gardens (Nagaland, India), che si trova nel villaggio di Khuzama, presso Kohima. Accoglie 240 piccoli ospiti (anno scolastico 2019), bambine e bambini di origine tribale, permettendo loro di seguire quegli studi negati ai loro genitori. Vi raccontiamo le loro giornate, un po’ con le parole del responsabile padre Rajesh Lobo s.j., un po’ riassumendo le sue lettere.

Saluti e tanto amore da Eden Gardens. Sto scrivendo questa lettera a nome di tutti i bambini della casa, che è sempre vibrante e piena di vita con tanti bambini allegri. Tutti noi siamo davvero grati per il continuo sostegno a questa casa. Un sincero ringraziamento a tutto il Gruppo India.

L’ultimo anno accademico è iniziato nel mese di febbraio 2019. In realtà si è partiti con esercitazioni di violino, viola, chitarra, tastiera sin dal novembre 2018. Nel giro di 2 mesi i bambini hanno potuto suonare l’Inno alla Gioia di Beethoven in perfetta armonia, un ottimo risultato per tutta la casa. Tutto il merito va ai bambini di grande talento e naturalmente all’insegnante Samuel.

I bambini seguono una serrata tabella di marcia che dà importanza allo sviluppo a tutto tondo della personalità di ciascuno. La sveglia è alle 5 del mattino, seguita da un periodo di studio di 45 minuti e dalla Santa Messa: non passa un solo giorno senza pregare per tutti i benefattori! Alle 7 del mattino c’è la colazione e alle 7.30 si parte per la scuola che si trova a circa 2 km, giù dalla montagna: lezioni nella scuola pubblica dalle 8.00 alle 1.30 del mattino. Entro le 2 del pomeriggio i bambini ritornano a casa, pranzano e dalle 2.30 tutti lavorano per un’ora. Quest’ora li mette in contatto con il tipo di lavoro che farebbero i loro genitori o gli abitanti del villaggio, per ricordare anche le loro radici: coltivazione di ortaggi, pulizie, taglio della legna, cura della porcilaia… Dopo il lavoro hanno 40 minuti di gioco seguiti dalla doccia. Entro le 16.30 tutti sono alla loro scrivania per studiare fino alle 19.00, con una pausa intermedia. Alle 19.00 hanno la loro preghiera durante la quale tutti i benefattori sono nuovamente ricordati. La cena è servita subito dopo seguita da 15 minuti di TV: un po’ di notizie per tenersi in contatto con il mondo. Alle 20.30 si spengono le luci ma coloro che lo desiderano possono studiare ancora un’ora. Questo è in breve il programma giornaliero, a cui si aggiunge la formazione musicale per i bambini selezionati (solo i più piccoli hanno lezioni regolari per dare le basi e scoprire i talenti di ciascuno).

I bambini sono seguiti attentamente da 3 “guardiani” per i ragazzi e altri 3 per le ragazze, compresa una suora. Inoltre è spesso presente padre Raymond (fondatore dell’ostello e ormai molto anziano) che continua ad essere fonte di ispirazione e nonno per tutti i bambini.

Durante tutto l’anno “Eden Gardens” accoglie molti visitatori: studenti delle superiori, club, associazioni, ristoratori trascorrono un po’ di tempo con i bambini e sono di grande aiuto nel motivarli. Anche alcuni soldati dell’Esercito Indiano a volte visitano la casa, portando un po’ di cibo come riso, olio, legumi… A volte offrono assistenza medica e in questo modo anche loro si prendono cura di questi bambini.

Tutti i bambini affrontano gli studi cercando di fare del loro meglio. Molti di loro sono studenti di prima generazione, ma stanno lavorando sodo. Provengono dai villaggi remoti del Nagaland e del Manipur (due stati al nord dell’India), appartengono alle tribù Angami, Poumai, Tanghkul, Rongmei, Lotha, Chakesang.
Continueremo a lavorare per la crescita di tutti i bambini e puntiamo all’eccellenza, perché continuino le storie di successo
(come le 5 ex-alunne che ora il Gruppo India sta sostenendo negli studi universitari). Questo è tutto per ora, vi terrò aggiornati.
Grazie ancora una volta per tutto il sostegno. Siate certi delle nostre preghiere e dei nostri auguri. Vostro fedelmente nel Signore,

padre Rajesh Lobo s.j.