Tori Bossito, Benin: cucina per la scuola

In attesa di realizzazione: abbiamo terminato la raccolta fondi, grazie anche a quanto abbiamo ricevuto tramite il 5×1000; siamo in attesa che il progetto sia realizzato per darvi maggiori informazioni. Grazie a quanti hanno collaborato!


Da quattro anni la suore Maestre Pie Venerini sono in questo villaggio e gestiscono una scuola dell’infanzia e primaria molto apprezzata dalla popolazione locale. Purtroppo nella scuola non c’è una vera cucina per cui le suore hanno creato un punto di cottura all’aperto con un tendone che non assicura la necessaria igiene e praticità di utilizzo. Aiutiamo le suore a costruire una cucina per questa scuola, protetta dalle intemperie e da altri eventi negativi (pioggia, caldo, insetti, polvere…) con maggiore igiene e con gli strumenti adatti ad assicurare i pasti dei bambini.

Sarà una cucina semplice, di lamiera e legno, ma è necessario l’aiuto di tutti per raggiungere i 5.000 euro necessari a costruirla e fornirla di un minimo di attrezzature (codice progetto 818C).

Ghanpur, India: problema casa

In attesa di realizzazione: abbiamo terminato la raccolta fondi, la costruzione della casa del signor Shivakrishna è iniziata (come potete vedere dalla foto) e siamo in attesa che il progetto sia realizzato per darvi maggiori informazioni. Grazie a quanti hanno collaborato!

Il problema della casa è un grosso problema a tutte le latitudini e padre Augustine Reddy ci chiede aiuto per dare un luogo dignitoso dove vivere a una povera famiglia della sua parrocchia Nirmala Matha Church, a Ghanpur, che dista circa 25 km dalla diocesi di Warangal (Telangana). Nella parrocchia vivono 320 famiglie, la maggior parte delle quali sono formate da lavoratori giornalieri, così come le altre 160 famiglie delle due sottostazioni. Lavori prettamente agricoli e quindi dipendenti dalla stagionalità dei monsoni. Ecco come padre Reddy descrive la loro situazione:

Sono persone molto semplici e grandi lavoratori. La loro vita è molto dura a causa della povertà e la maggior parte di loro vive in case molto piccole. Tutti i membri della famiglia vivono nella stessa stanza ed è molto triste vedere questo tipo di vita. Non hanno le stanze necessarie per ospitare tutti i membri della famiglia. Cucinano e vivono nella stessa stanza. Durante la stagione delle piogge hanno molti problemi a causa delle infiltrazioni d’acqua nella casa. Queste persone bisognose avrebbero bisogno di un sostegno finanziario per avere una casa migliore per la loro famiglia”.

Tra le tante famiglie bisognose di questo sostegno, il consiglio parrocchiale ne ha scelta una, composta dal signor Shivakrishna, da sua moglie Bhavani e dai due figli, Ashwanth di 9 anni e Akshith di 7 anni che frequentano rispettivamente la terza e la seconda elementare. Entrambi i genitori svolgono diversi lavori come braccianti giornalieri, accettando ogni possibilità di guadagnare qualcosa, ma hanno comunque grandi difficoltà a soddisfare i bisogni della famiglia e l’istruzione dei figli. Vivono tutti insieme in una piccola stanza costruita con materiali poveri; durante la stagione delle piogge, il tetto perde e tutto diventa ancora più difficile…

Con un contributo di 2.000 euro il signor Shivakrishna potrà costruire una vera abitazione di circa 20 metri quadrati per la sua famiglia che consentirà la suddivisione in due stanze e migliorerà sensibilmente le condizioni di vita dei suoi componenti. Ognuno può contribuire con il codice 799C e ricevere il ringraziamento già inviato sulla fiducia da padre Reddy:

“Ancora una volta, esprimo la mia sincera gratitudine a voi e alla vostra organizzazione per la generosità dimostrata nei confronti di questa famiglia bisognosa. Che Dio benedica la vostra famiglia”.

Rugombo, Burundi: rafforziamo la solidarietà

In attesa di realizzazione: abbiamo terminato la raccolta fondi, siamo in attesa che il progetto sia realizzato per darvi maggiori informazioni. Grazie a quanti hanno collaborato!


La catena di solidarietà in Burundi, basata sul dono di maialini, si sta allungando ma per accelerare i tempi don Audace Ndayishimiye vuole ampliare l’allevamento che è stato il punto di partenza della catena.

Possedere un maiale può cambiare molto la vita di una famiglia povera, infatti questo animale è utile in molti modi oltre che per il consumo alimentare: i suoi escrementi sono utili per fertilizzare i campi e l’urina è un ottimo insetticida biologico. Il meccanismo della “catena di solidarietà” è semplice: una famiglia riceve in dono una scrofa e si impegna a regolare i porcellini che nasceranno ad altre famiglie per condividere questa fonte di ricchezza.

Questa “catena” era già stata sperimentata con successo in alcune province del Burundi e dall’autunno 2024 don Audace ha avviato con l’aiuto del Gruppo India e di “La Casa di Lucia APS” di Palermo un altro centro di allevamento da cui prelevare le scrofe per le famiglie. Dopo le prime distribuzioni di maialini don Audace ha richiesto un ulteriore aiuto a entrambi per arricchirlo con nuovi animali (tra cui un altro verro), nuovi stalli e un pozzo per far fronte al maggior consumo d’acqua. Una parte di questa somma serve anche per le spese correnti dell’allevamento: il guardiano, l’alimentazione, il veterinario per i controlli sanitari e le medicine all’occorrenza.

Il pozzo sarà alimentato da pannelli solari ed è prevista la realizzazione di un punto di distribuzione acqua esterno al centro, in modo che possa essere usato anche dalla gente che vive nei dintorni; come pure l’energia elettrica prodotta dai pannelli sarà disponibile anche all’esterno per aumentare il numero di famiglie che beneficeranno del progetto.

Per collaborare al progetto e sentirsi quindi un “anello” della catena si può inviare un dono con la sigla progetto 920M. Ci siamo impegnati per 5.000 euro, ma ogni contributo è importante.

Lablé, Camerun: formazione donne

In attesa di realizzazione: abbiamo terminato la raccolta fondi, siamo in attesa che il progetto sia realizzato per darvi maggiori informazioni. Grazie a quanti hanno collaborato!


Dare una preparazione professionale a una donna, aiutarla a sviluppare le proprie capacità e spingerla ad aprirsi alla società può trasformare tutta una famiglia e pian piano un villaggio. Questo è quello che cerca di fare suor Eveline Assen, delle Maestre Pie Venerini, che vuole offrire vari corsi in modo che ogni donna possa trovare la propria strada. Non è facile in un posto come Lablé, dove il ruolo tradizionale delle donne è quello di restare in casa e occuparsi soprattutto del marito.

Per fortuna vicino alla missione ci sono molti locali di proprietà della Diocesi, anche se molti in cattivo stato, e così suor Eveline ha contattato il Vescovo e col suo permesso ha iniziato a ristrutturare una sala per lezioni di cucito e informatica e uno spazio da dedicare a un corso di pasticceria con adiacente un negozio per vendere i prodotti.

Il progetto si rivolge a ragazze e giovani donne sposate per una loro promozione culturale e sociale e per dare loro una attività che le possa rendere più autonome economicamente in famiglia. Si inizierà coinvolgendo un gruppo di circa 20 persone dai 20 ai 35 anni e per invogliare soprattutto le donne sposate, le più difficili da raggiungere, si darà loro un contributo in viveri: significa spronarle a uscire e a credere in una loro crescita senza togliere nulla alla famiglia e sarà importate affinché i mariti accettino di lasciarle andare alla missione per queste attività. Poter guadagnare subito qualcosa vendendo i dolci prodotti, cucendo o riparando un abito sarà uno stimolo sufficiente per poi proseguire.

I costi del progetto sono quindi abbastanza variegati: c’è la spesa legata direttamente alla ristrutturazione, quella dei materiali d’uso (computer, macchine da cucire, stoffe, attrezzature per la cucina…), quella per gli insegnanti e quella in viveri. Suor Eveline ci chiede di collaborare con 15.000 euro per questa prima stagione di corsi e noi li raccogliamo con il codice 816A.

Benenitra, Madagascar: aiuti dopo il ciclone

In attesa di realizzazione: abbiamo terminato la raccolta fondi, siamo in attesa che il progetto sia realizzato per darvi maggiori informazioni. Grazie a quanti hanno collaborato!

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Vogliamo dare un aiuto concreto alle famiglie di alcuni villaggi che a causa dei cambiamenti climatici soffrono sia per la siccità che impedisce loro di coltivare riso, manioca e mais, sia per i cicloni tropicali con grandi piogge e forti venti che hanno causato enormi danni distruggendo case e piantagioni. C’è una situazione di profonda crisi di fronte alla miseria di anziani emarginati, bambini malnutriti, donne abbandonate dai mariti. La nostra finalità è di consentire a p. Jeannot sj di fornire un aiuto concreto alle famiglie in difficoltà e povertà fornendo cibo, assistenza e materiali per la casa e le coltivazioni (riso, manioca, mais, vestiti, attrezzi…).

Gli aiuti sono destinati alle famiglie più colpite dall’ultimo ciclone: circa 60 famiglie per un totale di 430 persone nel villaggi di Ranotsara e Andranomanitsy e nel centro principale, Benenitra. I bambini sono i più deboli ed esposti, per cui bisogna combattere la malnutrizione infantile, sostenere i genitori perché possano mandare i figli a scuola, proteggere i piccoli più a rischio (portatori di handicap fisici e mentali). Occorre provvedere all’acquisto di latte e vitamine per i bambini, distribuire pasti e farmaci anti-bilharzosi, acquistare abiti e denunciare alle autorità locali o ai capi villaggio le persone che si approfittano dei bambini e delle donne.

La distribuzione dei primi aiuti sotto forma di pacchi alimentari era già iniziata perché il Gruppo India ha risposto immediatamente alla richiesta di padre Jeannot, ma abbiamo potuto partecipare all’ultima parte dell’attività durante il nostro viaggio in Madagascar. Abbiamo anche visto l’avanzamento dei lavori della costruzione di una casa a Benenitra per la vedova di un catechista, che ha perso la casa per il ciclone subito dopo che il marito era stato ucciso in un agguato di cui ancora non si conoscono né i motivi, né il colpevole. Rimasta sola con quattro figli che ancora studiano, ha trovato in padre Jeannot una spalla su cui piangere e un braccio pronto a risollevare. Un’altra casetta è in costruzione a Andranomanitsy, un villaggio poverissimo che ha beneficiato di buona parte degli aiuti alimentari: i suoi abitanti ne avevano bisogno anche prima dell’arrivo del ciclone…

Le tre case in costruzione (da sinistra: Andranomanitsy, Benenitra, Ranotsara

La terza casa in costruzione è vicina alla scuola di Ranotsara ed eviterà ai tre insegnanti di fare ogni giorno la lunga strada nella boscaglia da Benenitra, difficile e pericolosa soprattutto per la maestra. Infine l’ultimo aiuto servirà a ricostruire la cappella di Mitsinjo, un altro villaggio vicino ad Andranomanitsy, che abbiamo visto senza tetto e con le pareti pericolanti. Questa ricostruzione non era stata richiesta da padre Jeannot, che non voleva pesare troppo sul Gruppo India, ma dopo aver visto la situazione non potevamo non fare nulla!

L’imposto totale del progetto è di 12.400 euro raccolti con il codice 672C.

Vientiane, Laos: un passo per l’autonomia

Una piccola casa accanto a un foyer è in attesa di ristrutturazione per essere poi affittata e contribuire così al sostentamento di 40 ragazzi e ragazze accolti dalle Suore di S. Antida, che li preparano per la vita con una formazione culturale e professionale di base.

Il foyer “Nazareth Center” di Vientiane ha una lunga storia, perché dal 1996 ha iniziato ad accogliere bambine e ragazze in condizioni sociali di fragilità. Dal 2013 è stato aperto anche ai ragazzi, perché tanti erano nella stessa situazione di povertà. Così il foyer è diventato un centro di apprendimento nel quale ragazze e ragazzi, provenienti da etnie e religioni diverse, sono accolti e possono frequentare corsi per sarti, parrucchieri, meccanici ma anche lezioni di lingua inglese e cinese o informatica.

Con questa preparazione, i giovani trovano più facilmente lavoro nelle città o possono avviare piccole imprese nei propri villaggi. Così si riduce la tendenza ad emigrare dal Laos verso la Thailandia o altri lidi per poi arrendersi ai lavori al nero o alla prostituzione.

Le Suore della Carità del Laos, con le loro attività di vita di ogni giorno, cercano di sostenere questi giovani per il cibo e i loro bisogni di base; un po’ di aiuto viene anche da un’associazione francese con l’adozione a distanza che copre soprattutto le tasse scolastiche. Da parte loro, i ragazzi e i giovani contribuiscono occupandosi della cucina, della pulizia della casa, coltivando verdure ed allevando animali.

Oltre alle due case che ospitano rispettivamente le ragazze e i ragazzi, il “Nazareth Center” ha un’altra piccola struttura composta da quattro stanze che ora è in pessime condizioni. Con qualche intervento potrebbe essere ristrutturata e poi affittata a famiglie di operai vietnamiti che vengono in Laos per motivi di lavoro. Il loro piccolo contributo mensile potrebbe contribuire al mantenimento del foyer e ai bisogni vitali dei giovani. Per la manodopera, i materiali da costruzione e gli impianti elettrici e idraulici ci siamo impegnati a contribuire con 7.000 euro che raccogliamo con il codice 885N.

Guntur, India: toilette nei villaggi

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Non è difficile immaginare le difficoltà di un anziano di 96 anni nel doversi recare fuori di notte al buio per le necessità fisiologiche, rischiando di cadere o di ammalarsi d’inverno per il freddo, oppure i timori e i rischi delle ragazze e delle donne o ancora di bambini anche piccoli che si avventurano nel buio. Per ridurre queste situazioni il progetto prevede la costruzione di 25 toilette, a uso privato di altrettante famiglie, composte da anziani, adulti, giovani e bambini allo scopo di restituire loro salute, dignità e migliore qualità di vita. Va considerato che la presenza di defecazioni umane contamina pesantemente il terreno creando ulteriori problemi di salute e – di conseguenza – ridotta presenza a scuola dei bambini o al lavoro degli adulti, perché ammalati.

Da qui è nato il progetto ambizioso della Diocesi di costruire le toilette, ma la sfida maggiore è quella di rendere la popolazione consapevole dei rischi legati alle vecchie abitudini e di fornire sufficienti conoscenze igienico sanitarie che permettano un corretto utilizzo delle toilette e il mantenimento a lungo termine.

Pertanto ci saranno una serie di incontri con le famiglie, una partecipazione attiva della comunità sia alla costruzione dei piccoli fabbricati, che alla conoscenza delle norme basilari di igiene e a come mantenerle pulite e funzionanti nel tempo. Tutto questo richiederà un grande impegno degli operatori che si trovano in villaggi rurali isolati.

Il costo di una toilette, con la sua piccola fossa biologica, è di 320 euro ma si può contribuire anche con somme minori perché è l’unione che fa la forza. La sigla che identifica il progetto è 802T.

L’avvio della costruzione e una toilette quasi terminata

Mekkalur, India: aiuto ai deboli

In attesa di realizzazione: abbiamo terminato la raccolta fondi, siamo in attesa che il progetto sia realizzato per darvi maggiori informazioni. Grazie a quanti hanno collaborato!


Anche se sono passati molti mesi dalla tempesta ciclonica Fengal, che a fine 2024 ha causato devastazioni su vasta scala nel Tamil Nadu, i suoi effetti negativi si fanno ancora sentire come per la distruzione del muro di cinta della CURE, una struttura che ospita un centinaio di persone disabili, ora a rischio di allontanamento o a causa di intrusione di estranei e animali.

La CURE (Caussanel Universal Rehabilitation and Empowerment) è stata fondata dalla Congregazione dei Fratelli del Sacro Cuore di Gesù come iniziativa specializzata per rispondere all’urgente bisogno di assistenza per le persone affette da malattie mentali e gli adulti con disabilità intellettive nel Tamil Nadu. L’idea è nata quando l’amministrazione del distretto ha contattato i Fratelli per rispondere a una situazione locale allarmante: con oltre 1.000 donne affette da malattie mentali che vagavano per le strade delle principali città del distretto, c’era un urgente bisogno di servizi di riabilitazione strutturati.

Sfruttando la loro precedente esperienza nella gestione di case di accoglienza per persone ipovedenti e con disabilità mentali, i Fratelli del Sacro Cuore hanno intrapreso questa missione nel 2018, su un terreno messo a disposizione dalla diocesi di Vellore. Nel gennaio 2019 è stato inaugurato il Centro di riabilitazione psichiatrica per donne Caussanel, seguito, nel giugno dello stesso anno, dalla casa per adulti Angelo destinata agli uomini con ritardo mentale.

CURE fornisce assistenza, riabilitazione e reinserimento a donne e uomini che altrimenti sarebbero abbandonati, trascurati, lasciati a se stessi. Queste persone, spesso vittime di stigma sociale, discriminazione e abusi, necessitano di un sostegno indispensabile alla loro sopravvivenza e al loro benessere. Le due case offrono tutto: vitto, alloggio, indumenti, prodotti per l’igiene, cure mediche e assistenza psichiatrica tramite un mini-centro sanitario interno, monitoraggio della salute per prevenire ricadute o esacerbazioni dei sintomi.

Inoltre ci sono servizi di riabilitazione, come la formazione sulle abilità di vita quotidiana e sulle relazioni per migliorare l’autonomia e per favorire il reinserimento sociale; si insegnano poi semplici lavori come giardinaggio, coltivazione di ortaggi e attività artigianali quali la produzione di cesti e zerbini. Si danno consulenze alle famiglie per cercare di arrivare a una riconciliazione e si svolgono programmi di sensibilizzazione sulla salute mentale per scuole, insegnanti, genitori e pubblico in generale.

Tutte queste attività hanno subito un forte rallentamento dopo il crollo del muro, perché parte del personale è distolto dal proprio lavoro per controllare il perimetro del centro. Con il nostro aiuto si potrà ricostruire il muro crollato e fare qualche altro intervento per prevenire danni ad altre strutture che solo per causalità non sono state gravemente danneggiate dal ciclone. Come per tutti i nostri progetti, il costo complessivo di 7.500 euro può essere raggiunto con tante piccole offerte riunite sotto il codice 842R.

Bangalore, India: corsi di cucito

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Bangalore è una città del Karnataka, con tante baraccopoli e centri piccoli e grandi nei dintorni, accomunati da una povertà che contrasta con l’India potenza economica mondiale: si viaggia spesso a velocità differenti…

Qui da molti anni opera la BIRDS (Brothers Integrated Rural Development Society, Società di Sviluppo Rurale Integrato dei Fratelli), un’unità di lavoro sociale dei Fratelli del Sacro Cuore fondata per mitigare le sofferenze delle comunità emarginate. La BIRDS si impegna a proteggere e curare i bambini, i giovani e le donne vulnerabili appartenenti alle fasce più svantaggiate della società: facilitando l’accesso all’istruzione e all’assistenza sanitaria, migliorando i servizi civici e aumentando le opzioni di auto-sostentamento.

Uno dei programmi offerti all’interno del campus BIRDS, che ha sempre avuto successo nel cambiare la vita di tante donne, è quello di formazione imprenditoriale nella sartoria. Ultimamente non si sono più potuti tenere questi corsi, perché le macchine a disposizione sono diventate troppo poche a causa del trascorrere del tempo. Per questo fratel James Antony ha chiesto il nostro aiuto per rinnovare le attrezzature disponibili nel campus e aggiungere anche delle macchine industriali; infatti la formazione su questi apparecchi darà la possibilità alle donne di lavorare in alcune delle imprese dei dintorni oltre a quella di avviare una piccola attività domestica.

Con soli 6.000 euro possiamo dare nuove speranze a tante donne e di conseguenza alle loro famiglie! (codice progetto 842C)

Moundou, Ciad: pozzo per futuro foyer

In attesa di realizzazione: abbiamo terminato la raccolta fondi, siamo in attesa che il progetto sia realizzato per darvi maggiori informazioni. Grazie a quanti hanno collaborato!

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L’Università Cattolica dell’Africa Centrale ha avviato alcune facoltà a Moundou e il vescovo ha invitato le congregazioni a seguire i giovani. Le Suore di Santa Antida desiderano rispondere aprendo una residenza per accogliere e aiutare le ragazze.

L’Università Cattolica ha la sua sede principale a Yaoundé (Camerun), ma sta ampliandosi con altre strutture in vari Paesi e dal 2022 è arrivata anche a Moundou. Qui le suore di S. Antida non hanno ancora una loro casa ma possono mettere a frutto la loro esperienza perché hanno già molti foyer in tanti Paesi africani che accolgono bambine e ragazze in cerca di un alloggio sicuro per studiare. Il Gruppo India già sostiene molti di questi foyer nella Repubblica Centrafricana e in qui Ciad, tra cui quello universitario a N’Djamena. In tutte queste residenze le ragazze sono accompagnate nella loro crescita umana, oltre che culturale, e i risultati ci sono e sono molto incoraggianti per la promozione della donna africana.

Sta così partendo questo nuovo progetto ed è stato già acquistato un terreno non lontano dalla nuova università. Al momento potremmo farvi vedere solo questo terreno, per cui abbiamo preferito utilizzare foto del foyer di Koumra, sempre in Ciad, dove pure abbiamo realizzato un pozzo (usato anche per l’orto) e di altri foyer… i benefici per le ragazze sono enormi! A Moundou bisogna avviare la costruzione, ma è necessario partire con un pozzo e col piantare un frutteto, così potrà essere innaffiato e gli alberi avranno tempo per crescere.

Dobbiamo scavare un pozzo abbastanza profondo e dotarlo delle strutture necessarie per poter innaffiare gli alberi. E sogniamo, entro la fine del 2026, di poter realizzare un foyer accanto a questo frutteto e di offrire alle ragazze l’opportunità di coltivare un orto per le loro necessità e anche per imparare a prendersi cura della natura e a rispettare l’ambiente. Naturalmente è un sogno; ma… col sostegno del “Gruppo India”, molti dei nostri sogni si sono già avverati. Ecco perché noi abbiamo sempre il coraggio di tendere le mani verso di voi.

Vi ringraziamo fin da adesso per l’attenzione che dedicherete a questo progetto, che per noi è molto importante. A tutti voi i nostri più cordiali saluti a voi, a tutti i vostri cari e ai tanti amici che vi aiutano ad aiutare.

Suor Paola Nelemta (Superiora Provinciale)

Il codice progetto per segnalare che volete contribuire a scavare il pozzo, costruire il castello d’acqua e garantire l’avvio del frutteto e la sua manutenzione per almeno un anno è 874P.