Quando si ha poco, bisogna ingegnarsi a ricavare il massimo da quel poco… è quello che deve aver pensato suor Margherita guardando una delle grandi vasche inutilizzate nel territorio della missione delle Maestre Pie Venerini. Così ha avuto l’idea di realizzare un impianto di piscicoltura per migliorare i pasti dei bambini della scuola e avere un po’ di soldi per tutte le altre necessità.

Si parte da ciò che si ha: qualche vascone da riadattare, un po’ di esperienza pregressa che ha fatto scaturire l’idea, i consigli degli abitanti; si punta a un allevamento di pesci gatto, da realizzare in uno stagno artificiale lungo 8 metri, largo 4 metri e profondo 2 metri. Lo stagno scelto ha una capacità di 2.500 pesci, deve essere svuotato e ripulito, vanno sistemate le eventuali crepe e riempito di acqua pulita. Poi si compreranno gli avannotti, per iniziare solo 1.000; è stato scelto il pesce gatto perché ha una rapida crescita, è molto resistente e ha un basso tasso di mortalità rispetto ad altre specie. Inoltre questo pesce è molto apprezzato e richiesto sul mercato, è facile da allevare e sarà alimentato sia con mangimi e che con prodotti trasformati provenienti dal consumo della missione. Saranno allevati in condizioni ottimali per garantirne la salute e la crescita, anche con l’ausilio di alcuni esperti.

Insomma, un progetto ben congegnato che vuole aiutare la missione di Zakpotà ad avvicinarsi a quell’auto-sostentamento tanto caro a p. Pesce e al quale abbiamo cercato di rimanere fedeli negli anni noi del Gruppo India. Ora c’è bisogno di una piccola spinta per far fronte alle prime spese, poi la vendita dei primi pesci e il risparmio sulle spese della mensa dovrebbe garantire la copertura per proseguire. Raccogliamo i contributi con il codice progetto 818M.

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