In occasione della Maratona di Roma di marzo 2026, abbiamo lanciato un progetto di solidarietà che aveva lo scopo di fornire acqua potabile a un centro di accoglienza di ragazze e giovani donne in questa località del nord del Benin.
A distanza di pochi mesi, possiamo mostrarvi il risultato di questo gesto di solidarietà. Il centro di accoglienza delle Suore di S. Antida aveva già un pozzo, ma a cielo aperto e questo comportava la contaminazione dell’acqua, oltre alla difficoltà di attingere manualmente.
Era quindi importante costruire un castello d’acqua (una grande cisterna sopraelevata) per conservare l’acqua in condizioni ottimali. I lavori veri e propri sono iniziati il 20 aprile 2026 con gli scavi. Ci sono stati alcuni ritardi nella realizzazione dovuti a una dimenticanza nella programmazione: l’imprenditore non aveva valutato la necessità di costruire un piccolo locale in cui installare il quadro di comando dell’impianto solare che alimenta la pompa d’aspirazione. Questo ha comportato un aumento del costo totale, per cui suor Pauline ha cercato un ulteriore aiuto da una persona del luogo che le ha offerto parte del materiale a prezzo di costo in modo da rientrare comunque nel budget previsto.
Quando l’acqua è sgorgata dal rubinetto, è stata una grande gioia e una meraviglia per alcune ragazze che non avevano mai visto l’acqua scorrere da un rubinetto. Sono stati fatti segni della croce e sono state recitate preghiere spontanee per i benefattori che hanno reso possibile questa realizzazione. Ognuna voleva essere la prima a bere l’acqua che usciva dal rubinetto.
Tutte le ragazze che sono con noi nel convitto sono già state promesse a un uomo come spose. La loro istruzione è considerata secondaria perché i genitori dicono che è uno spreco mandare le figlie a scuola, dato che sono destinate al matrimonio. Infatti quando nasce una bambina, le si trova subito un marito; sembra impossibile, ma questa è la realtà. Dobbiamo quindi fare del nostro meglio per aiutare le nostre ragazze a essere diverse da quelle che non hanno avuto l’opportunità di frequentare il convitto. Tra le ragazze di cui ci prendiamo cura, alcune non hanno mai messo piede in una scuola, ma stanno imparando un mestiere: tessitura, cucito o parrucchiera. Le aiutiamo a diventare indipendenti, il che permette loro di vedere la vita in modo diverso da come è stato insegnato nel villaggio. Oltre alla loro formazione generale, ci occupiamo di giardinaggio e panificazione. Tutto questo con l’obiettivo di mostrare loro che possono prendersi cura di se stesse senza che un uomo le “compri” con una dote. È un’esperienza molto interessante.
Quando l’anno scorso abbiamo iniziato con l’orto, alcune erano titubanti vedendo le verdure biologiche coltivate da chi ci lavorava. Questo ha creato un clima di entusiasmo; tutte volevano dedicarsi al giardinaggio, così abbiamo formato dei gruppi. Anche se annaffiare non è stato facile, abbiamo raccolto le verdure. L’anno prossimo miglioreremo le cose grazie al castello.
Mille grazie. Grazie per aver trasformato in realtà il nostro sogno di avere un castello che ora allevia le nostre sofferenze. Che il Signore stesso ve lo restituisca centuplicato. Preghiamo Dio per voi, affinché vi doni salute, pace, gioia e i doni di cui avete bisogno per continuare a correre in aiuto di chi è nel bisogno in tutto il mondo. Vi assicuriamo delle nostre umili preghiere. Grazie grazie grazie ancora grazie
Suor Pauline Bibake






