
Carissimi, da 20 anni p. Mario Pesce sj ci ha lasciati ma il suo esempio e il suo messaggio di amore sono sempre attuali e vivi nei nostri cuori. Le ricorrenze sono un bel momento per tornare a guardare al passato, per riviverlo nell’oggi, attualizzandolo nella fedeltà ai principi. Il Gruppo India porta avanti, giorno dopo giorno, questo spirito di carità, ricco del fuoco dell’Amore che p. Pesce ha testimoniato.
Vi proponiamo uno stralcio della lettera che scrisse ai benefattori di ritorno dal viaggio in India nell’estate del 1987, pubblicata sul notiziario di allora: testo ciclostilato, tutto in bianco e nero, con le tipiche frecce che p. Pesce metteva per attirare l’attenzione su qualche aspetto peculiare.
«Amici carissimi, appena ritornato dall’India ho innanzitutto il dovere di trasmettervi il grazie grande dei Missionari e delle Missionarie, dei bambini e dei lebbrosi e di interi villaggi: il poco che facciamo è per loro cosa grandissima. La riconoscenza e la gratitudine, manifestata in mille modi, è commovente e, nello stesso tempo, ci fa sentire pieni di vergogna per il nostro esagerato benessere che ci fa dimenticare tanti valori. Questi nostri fratelli – alle volte privi di tutto, proprio tutto – sono ricchi della gioia e del sorriso della vita: hanno la sicurezza che Dio non li abbandonerà mai.
L’anno scorso terminavo la mia lettera, scritta al ritorno dall’India, con queste parole:
“Gli occhi di tanti bambini che aspettano anche loro un aiuto non mi lasciano in pace e non mi fanno dormire:
ognuno cerchi di conquistare un nuovo benefattore”.
Quest’anno vorrei gridare ancor più fortemente a tutti queste stesse parole: non limitiamoci a salvare un bambino con le nostre 300 lire al giorno, non stanchiamoci di coinvolgere amici e parenti in questa nostra “catena di amore” che deve assolutamente allargarsi per venire incontro a tanti altri bambini che ho visto e incontrato e che sperano anch’essi di poter avere un vestito, un pugno di riso, il contributo per le spese scolastiche. Sono nostri fratelli: in loro Gesù continua il suo calvario…».
Ci fermiamo qui ma vi invitiamo a rileggere i primi notiziari pubblicati su questo sito. È incredibile ma, a distanza di quasi 50 anni, quando torniamo dai viaggi, quando leggiamo le lettere che ci giungono dai luoghi aiutati e quando incontriamo missionari e missionarie a Roma, viviamo le stesse sensazioni e portiamo nei nostri cuori gli stessi sentimenti. Buona lettura!
































