pagina degli articoli

India: tornare a vivere

Vite trasformate dal micro-credito che ha consentito a due vedove di sostenere le proprie famiglie. Non è solo un prestito, ma è un accompagnamento per dare a chi è rimasto senza nulla un solido appoggio e la possibilità di acquisire sicurezza e fiducia.
Queste storie vengono entrambe da Payakaraopeta (India) e ce le riportano le Suore Canossiane che operano lì grazie al supporto del Gruppo India, ma sono solo esemplificative di tante altre vicende in ogni angolo del mondo.

La vita di Appalanarasa è cambiata radicalmente quando il marito è deceduto dopo una lunga battaglia contro il cancro. La malattia non ha portato solo dolore emotivo, ma ha anche lasciato la vedova gravata da pesanti debiti. Rimasta sola, ha dovuto lottare per ricostruire la propria vita e far fronte alle spese quotidiane.
Prima della malattia del marito, la famiglia gestiva una piccola attività di vendita di spuntini che garantiva il sostentamento. Tuttavia, durante il periodo della malattia, lei non è riuscita a portare avanti l’attività e la fonte di reddito si è interrotta. Il futuro appariva incerto e il peso delle responsabilità sembrava schiacciante.
In questo momento critico, Appalanarasa ha aderito a un programma di promozione femminile promosso dalle Suore Canossiane. Grazie al loro incoraggiamento, al sostegno economico e a un accompagnamento costante, è riuscita a riavviare l’attività che un tempo sosteneva la sua famiglia.
Oggi il suo negozio di spuntini funziona bene e sta gradualmente prosperando. L’attività l’ha aiutata a ritrovare stabilità economica, a gestire i debiti e a vivere con rinnovata fiducia e dignità. Più ancora del reddito, il sostegno delle suore le ha dato forza, speranza e il coraggio di ricominciare.

Varshala, rimasta vedova diversi anni fa, ha dovuto affrontare gravi difficoltà economiche mentre cercava di prendersi cura dei figli e di gestire le necessità quotidiane della famiglia. Con risorse limitate e poche opportunità, garantire l’istruzione e la stabilità ai figli rappresentava una sfida costante.
Tre anni fa anche lei ha aderito al programma di promozione femminile a Payakaraopeta. Grazie a questa iniziativa, ha ottenuto un piccolo prestito e la guida necessaria per avviare un negozio di ortaggi come fonte di sostentamento. Le suore l’hanno seguita da vicino durante il primo periodo, offrendole incoraggiamento, sostegno pratico e un monitoraggio costante per aiutarla a consolidare l’attività.
Oggi Varshala ha raggiunto una significativa stabilità economica. La sua attività di vendita di ortaggi è diventata una fonte di reddito costante, permettendole di sostenere l’istruzione dei figli e di provvedere ai bisogni fondamentali della famiglia con maggiore sicurezza. Continua a gestire l’attività in autonomia, pur mantenendo un legame con le suore, alle quali si rivolge per ricevere consigli e supporto ogni volta che ne ha bisogno.

Queste storie testimoniano l’impatto di un aiuto tempestivo, di un accompagnamento costante e del valore di piccole opportunità di sostentamento nel restituire dignità, stabilità e speranza alle donne in condizioni di vulnerabilità e alle loro famiglie.

Payakaraopeta, India: sostegno alle donne

Anche questo progetto è giunto con successo al termine, pur avendo avuto alcune modifiche in corso d’opera. Infatti le Suore Canossiane hanno apportato dei cambiamenti differenziando gli aiuti volti a dare dignità e possibilità di guadagno alle donne in maggiori difficoltà. A fianco dei corsi di cucito sono così state avviate altre attività generatrici di reddito, come la vendita di verdure, la gestione di piccoli negozi di alimentari, la vendita di frutta e la preparazione e vendita di snack fatti in casa. Queste piccole iniziative sono diventate fonti affidabili di reddito e stabilità per le loro famiglie, coinvolgendo una quarantina di donne e ragazze.

Tali programmi hanno portato a una trasformazione significativa. Molte donne si sono gradualmente liberate dai debiti e non dipendono più dagli usurai locali né sono gravate dal pagamento di interessi elevati. Ora impiegano il loro tempo in modo produttivo e costruttivo. È evidente una crescita della fiducia in sé stesse e dell’autostima: sono orgogliose di contribuire al benessere della famiglia e di svolgere con dignità il proprio ruolo di madri. Diverse donne hanno iniziato a risparmiare piccole somme con regolarità. Un aspetto incoraggiante è che alcuni mariti ora sostengono l’impegno delle mogli, favorendo relazioni familiari più solide, una maggiore unità e una migliore capacità decisionale all’interno del nucleo familiare.

Un gruppo di 15 giovani donne sta continuando il corso di formazione di taglio e cucito, specializzandosi nella confezione di divise scolastiche, affinché il centro possa esso stesso diventare una fonte di reddito e raggiungere l’autonomia economica.

Tante donne riescono ogni anno a migliorare la propria vita e quella della famiglia; tra le tante storie di successo che abbiamo ricevuto vi facciamo conoscere quella di Veeralakshmi, che è iniziata dall’incontro con il programma di formazione e sviluppo delle donne anni fa. Ora, a distanza di tempo, si può dire che la sua vita ha preso una svolta definitiva e lei riesce a far fronte alle necessità della sua famiglia.

La vita di Veeralakshmi ha subito una svolta dolorosa quando il marito è venuto a mancare a causa di un infarto nel 2020. La malattia dell’uomo aveva già costretto la famiglia a vendere gran parte dei propri beni e, dopo la sua morte, la donna si è ritrovata con pesanti debiti e la piena responsabilità di crescere da sola le due figlie. La situazione si è fatta ancora più complessa poiché la figlia minore soffriva di anemia falciforme, una condizione che richiedeva cure e attenzioni costanti.
Sopraffatta e scoraggiata, Veeralakshmi faticava a trovare una via d’uscita. In questo momento difficile, ha aderito al gruppo di auto-aiuto sostenuto dalle Suore Canossiane: un passo che ha segnato una svolta nella sua vita. Ha avuto l’opportunità di partecipare a corsi di formazione sull’uso della macchina da cucire, apprendendo così l’arte della sartoria.
Ha iniziato a confezionare camicette, costruendosi gradualmente una clientela stabile. Oggi riceve regolarmente ordinazioni e ha visto un netto miglioramento della propria situazione economica. Il reddito le permette di gestire le spese domestiche, mantenere le figlie e affrontare la vita con rinnovato coraggio.
Il percorso di Veeralakshmi è un esempio toccante di resilienza e speranza. Grazie a un sostegno tempestivo, alla formazione professionale e a un accompagnamento amorevole, ha trasformato un periodo di profonda difficoltà in un cammino verso la dignità, la stabilità e l’autosufficienza. Continua a essere grata per il costante supporto delle Suore, che le sono state accanto nei momenti più difficili.

Ebolowa, Camerun: tetto riparato

Risolte le problematiche delle infiltrazioni d’acqua dal tetto che portavano danni e disagi a vari locali della missione delle Maestre Pie Venerini tra cui le stanze in cui sono accolti i bambini più piccoli dell’asilo nido e della scuola materna.

Nel corso dei lavori sono stati scoperti altri punti deboli del tetto che entro pochi mesi si sarebbero manifestati chiaramente; anche questi sono stati messi in sicurezza prevenendo ulteriori danni. Ora non ci sono più muffe, rischi da caduta intonaco o pavimento scivoloso!

Ricorderemo insieme p. Mario Pesce

presso le Suore della Carità di S. Giovanna Antida
Via della Greca 11 – Roma – parcheggio interno

Sabato 21 novembre dalle ore 15

È nostro desiderio vivere un pomeriggio/sera insieme, per conoscerci o conoscerci meglio attraverso l’ascolto di testimonianze, la visione di fotografie e filmati, la condivisione di quanto fatto in questi ultimi anni, ma anche dei progetti futuri (iniziative, viaggi, eventi…) possibilmente con qualche momento di sana convivialità. Insieme vogliamo ricordare, così, il nostro fondatore p. Mario Pesce, a 20 anni dalla sua partenza per il cielo.

Un posto centrale avrà la S. Messa che pensiamo vivace e partecipata con canti, intenzioni di preghiera e gesti liturgici che ci permettano di offrire al Signore le tante opere missionarie da noi sostenute nel mondo.

Non siamo al momento in grado di essere più precisi, ma appena possibile aggiorneremo questo articolo e comunicheremo i dettagli anche attraverso i nostri canali social e con comunicazioni personali (specie per gli amici di Roma).

Naturalmente siete tutti invitati e vi chiediamo di allargare l’invito a parenti e amici che pensate possano essere interessati a conoscere la nostra realtà e il mondo missionario. P. Mario Pesce sarà in mezzo a noi e, insieme a lui, renderemo lode a Dio per il “miracolo” di questa sua creatura che, a distanza di 46 anni, continua a operare per il bene degli ultimi così come lui l’aveva voluta.

Ngaoundal, Camerun: formazione femminile

Il Centro di Formazione Femminile esiste ormai da molti anni e nel corso del tempo ha progressivamente cambiato la sua offerta per adeguarla a quanto effettivamente le ragazze cercano e a quello che a loro è più utile. Le Suore della Carità di S. Antida si sono rese conto che strutturare le lezioni comprendendo anche materie teoriche (che permettessero di affrontare al termine l’esame di stato per ottenere il diploma) scoraggiava molte ragazze dalla frequenza: la maggioranza non aveva una preparazione sufficiente. Dopo anni di difficoltà, si è quindi deciso di trasformare i corsi puntando solo sulla parte pratica: mettere in grado le ragazze di tagliare e cucire sia abiti per loro e la famiglia, sia seguendo lo stile dell’alta moda africana. Così dall’anno scolastico 2023/24 il numero di ragazze che si iscrivono è in continuo aumento e quello degli abbandoni in netto calo.

In questi anni, si è avuto conferma che le giovani, a causa della situazione sociale, culturale ed economica svantaggiata in cui vivono, preferiscono gli studi pratici per poter intraprendere un’attività alla fine della loro formazione e diventare finanziariamente indipendenti. La cultura locale non promuove lo sviluppo integrale della donna e le ragazze devono fare di tutto per evitare di cadere nella trappola di consuetudini basate sul matrimonio precoce e sulla prostituzione. I risultati di questi anni sono molto soddisfacenti e incoraggianti. Le ragazze sono molto motivate e impegnate nell’apprendimento del taglio e del cucito; inoltre sia loro che le famiglie stanno prendendo coscienza dell’importanza della formazione.

Per l’anno scolastico 2025-2026 ci sono state 53 iscrizioni, di cui 33 al primo anno, 14 al secondo e 6 al terzo anno, quello del perfezionamento. Considerando che in tutto l’anno ci sono stati solo tre abbandoni, è chiaro che il numero delle partecipanti ai corsi è destinato ad aumentare e questo porta con sé tanta gioia ma anche problemi…
Già quest’anno, per i lavori pratici, si dovevano alternare tre ragazze per ogni macchina da cucire e questo impediva di imparare bene, creando anche nervosismo se una era un po’ più lenta delle altre ad apprendere la giusta tecnica.

Per evitare questi problemi e per facilitare l’apprendimento di tutte, per l’anno prossimo si vogliono acquistare altre 15 macchine da cucire in modo che possano esserci solo due ragazze per ogni postazione. A questa necessità si affianca il bisogno di alcuni lavori di manutenzione alle finestre, al soffitto, ad alcuni tavoli e banchi per rendere più accoglienti le aule.

Ringraziamo Dio perché continua a darci l’opportunità di aiutare i più bisognosi tramite voi, benefattori e collaboratori, per la vostra disponibilità e impegno nel cercare sempre di aiutare tanti poveri e realtà missionarie nel mondo. Grazie in particolare per l’aiuto che continuate a dare alle ragazze del nostro Centro di Formazione Femminile qui a Ngaoundal, accompagnandoci e sostenendoci nella nostra missione di Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret tra i poveri. Esprimiamo la nostra gratitudine a ciascuno di voi e possa Dio restituirvi al centuplo tutto il bene che fate e che permettete di fare.

Suor Claudine Boloum (Responsabile CFF)

Al sostegno straordinario per l’acquisto delle nuove macchine e la manutenzione, il Gruppo India affianca come sempre il suo contributo per il funzionamento del Centro: per fare pratica c’è bisogno di stoffe, fili, forbici e altri strumenti; le ragazze provenienti da famiglie più povere non riescono a pagare il contributo scolastico richiesto ma non per questo possono essere lasciate a casa, senza la speranza di imparare un mestiere. Un’altra difficoltà, sono i numeri crescenti delle adolescenti che non hanno neanche completato la scuola media: lasciano i percorsi scolastici perché sono incinte e poi non possono rientrare in classe insieme con i loro bimbi. Per questo, tanti genitori chiedono di accoglierle al centro con i loro bimbi. L’anno scorso ci sono state una decina di mamme poco più che bambine che hanno finito la formazione con successo.
Per dare una mano al Centro di Formazione Femminile, per qualunque aspetto (macchine da cucire, manutenzione, sostegno generico), il codice progetto è sempre 872I.

Lablé, Camerun: mensa per i bambini

La costruzione della mensa di Lablé ha preso più tempo del previsto ma da alcuni mesi i lavori sono conclusi. C’è stata l’inaugurazione ufficiale, ma al momento funziona ancora a singhiozzo e si spera di attivarla a pieno regime dall’inizio del prossimo anno scolastico.
Sarebbe bello se l’estendersi dell’iniziativa “Compleanno sospeso” riuscisse a trasformare l’offerta della merenda in occasione della propria festa in un vero pasto che celebri più compleanni che cadono nella stessa giornata!

I motivi del ritardo dei lavori sono stati sostanzialmente due: da una parte erano stati sottostimati tempi e costi per far arrivare l’acqua alla mensa; dall’altra si è accavallato il progetto di sistemazione dei locali per i corsi di promozione delle donne e suor Eveline ha preferito portarli avanti in parallelo per non far tornare operai, falegnami, idraulici ed elettricisti più volte aumentando i costi.

Le Maestre Pie Venerini vorrebbero aprire la mensa a tutti i bambini dai 3 ai 10 anni, chiedendo un contributo alle famiglie che possono permetterselo e accogliendo gratuitamente quelli con maggiori difficoltà. Questo ha sia lo scopo diretto di ridurre i costi di gestione che quello di educare le famiglie a cercare un’autonomia economica. Grazie a quanti hanno collaborato alla realizzazione!

Mwanza, Tanzania: mamme e bambini

Il dispensario di Nyakahoja delle Suore Canossiane divide le sue attività in due grandi branchie: il CTC, centro di consulenza e trattamento per pazienti che sono affetti da HIV o AIDS, e l’RCH che si occupa di salute dell’infanzia e dell’età riproduttiva. Spesso i due mondi si incrociano, perché la sieropositività di una gestante può causare problemi al nascituro. Queste future mamme sono seguite molto attentamente, sia tramite la somministrazione di medicinali sia integrando la loro alimentazione.
Nel corso dell’ultimo anno (2025) sono stati seguiti 728 bambini e adulti nel CTC e 425 mamme e neonati nel’RCH. Tutto questo comporta visite sia in ambulatorio che a domicilio, analisi cliniche ripetute nel tempo per controllare l’andamento della carica virale, distribuzione di alimenti e integratori, colloqui e formazione dei pazienti e dei loro familiari.

Le condizioni di salute dei bambini in terapia antiretrovirale presso la nostra struttura sanitaria sono migliorate, poiché hanno potuto assumere i farmaci quotidianamente e grazie al miglioramento del loro stato nutrizionale. Tutte le madri hanno dato alla luce bambini HIV-negativi. Le condizioni di salute delle madri sono notevolmente migliorate. Non si sono verificati casi di abbandono del programma da parte dei pazienti. La carica virale è migliorata. Le condizioni di salute di tutti i nostri pazienti sono migliorate, con una riduzione delle infezioni opportunistiche.

A nome del dispensario di Nyakahoja, desidero ringraziare il Gruppo India per il sostegno offerto ai nostri pazienti nell’ambito di questo progetto, che riveste un’importanza fondamentale per la nostra missione e per la società odierna. Che Dio vi benedica tutti.

Con affetto,
Suor Inviolata Temba

Certo i problemi ci sono, perché alcuni pazienti non riescono a recarsi regolarmente al dispensario a causa dell’instabilità economica della famiglia e questo porta al peggioramento della loro salute; inoltre la collaborazione da parte dei partner maschili per il test dell’HIV è scarsa o assente. Ma le suore non demordono e contano sul nostro sostegno per avere maggiori risorse da impiegare nella formazione e nell’assistenza delle famiglie più bisognose.

Bujumbura, Burundi: microcredito per le famiglie batwa

I Batwa sono un antico popolo indigeno di pigmei originario della regione dei Grandi Laghi nell’Africa centrale e in Burundi formano una parte della popolazione che deve affrontare un circolo vizioso di povertà, esclusione e discriminazione, aggravato dalla mancanza di terreni, dall’accesso limitato ai servizi sociali e da un insufficiente riconoscimento dei loro diritti. Questo progetto dei padri Gesuiti ha consentito a 18 famiglie di avviare attività nel campo dell’agricoltura, dell’allevamento e del piccolo commercio e consorziarsi creando una cassa cooperativa di mutuo aiuto.

I Batwa erano tradizionalmente cacciatori-raccoglitori che vivevano nelle foreste. Con la creazione dei parchi nazionali, la deforestazione e l’espansione agricola, sono stati cacciati dalle loro terre boschive e questo ha sconvolto il loro stile di vita.

Il progetto ha permesso di sostituire la caccia e la raccolta, ormai vietate, con altre attività. Lo scopo finale era comunque quello di consentire a queste famiglie di mandare i propri figli a scuola, perché troppo spesso i bambini dei Batwa non riescono a concludere il ciclo della scuola primaria e secondaria inferiore: vanno a scuola affamati, il che favorisce l’assenteismo e l’abbandono scolastico; le famiglie non possono comprare i libri e l’uniforme e di conseguenza i figli sono vittime di scherno, emarginazione e, talvolta, bullismo. A questo va aggiunto il fatto che molti genitori sono analfabeti e hanno difficoltà a seguire il percorso scolastico dei propri figli e a valorizzare l’istruzione formale.

È stata necessaria molta attenzione perché il progetto fosse “dei Batwa” e non solo “per i Batwa”. È stata fatta una prima riunione con le famiglie, in cui è stato spiegato il progetto e poi sono state invitate a presentare ognuna fino a tre attività produttive di reddito che si sentivano in grado di portare avanti, con relative previsioni di spesa. Nell’incontro successivo sono state esaminate tutte le proposte arrivate e ognuno ha scelto su cosa impegnarsi sotto la guida dei volontari della CVX. Questo ha consentito a padre Gratien, coordinatore del progetto, di pianificare i passi successivi: valutare quanto terreno affittare per le coltivazioni, quali e quanti animali acquistare, predisporre le scorte iniziali per i piccoli commerci, organizzare i successivi incontri con le singole famiglie per valutare l’andamento delle attività e fornire una guida ove necessario.

Delle 18 famiglie coinvolte otto hanno scelto di dedicarsi all’agricoltura, coltivando fagioli, arachidi, soia, mais o manioca; altrettante hanno optato per l’allevamento (una di pollame, quattro hanno scelto le capre e le altre tre i maiali); le ultime due famiglie si sono date al commercio, rispettivamente di articoli per la casa e di verdura.

Le famiglie stesse hanno inoltre espresso il desiderio di costituirsi in una cooperativa di risparmio e credito per aiutarsi a vicenda. L’idea è stata analizzata e accolta favorevolmente dai membri della CVX Burundi ed è stato aperto un conto iniziale.

Rivolgiamo i nostri ringraziamenti al Gruppo India per aver reso possibile la realizzazione di questo progetto. Grazie al vostro sostegno, possiamo compiere passi concreti verso il nostro obiettivo di rendere l’istruzione più accessibile e arricchente per chi ne ha più bisogno. La vostra generosità non rappresenta solo un sostegno finanziario, ma anche un immenso incoraggiamento che ci spinge a continuare e a dare il meglio di noi stessi. Il nostro ringraziamento va anche alla Compagnia di Gesù del Ruanda e del Burundi per tutte le agevolazioni e il sostegno che continua a fornirci.

Padre Gratien Nshimiyimana, SJ

Faisalabad, Pakistan: una nuova scuola

Le suore di S. Antida vogliono aprire una nuova scuola a Faisalabad, nel quartiere Chak 4, per dare a tanti bambini la possibilità di studiare. Hanno a disposizione dei locali non utilizzati in un loro dispensario, ma c’è bisogno di ripristinarne la funzionalità, ripulirli, riparare porte e finestre e sistemare lo spazio esterno che al momento sarebbe fonte di pericoli per i bambini.
La realtà del Pakistan è composta da diverse forme di povertà ma quella dell’educazione dei bambini e dei giovani è senz’altro una grande causa di molte altre forme di povertà. Crediamo quindi che l’istruzione sia la chiave per liberare i giovani da una delle principali cause di povertà offrendo loro uno strumento per sviluppare una vita più autonoma per se stessi e anche per chi sta loro vicino.

Nel quartiere Chak 4 le suore hanno una costruzione usata per il dispensario ma, visto che i malati diminuiscono, ci sono alcune stanze vuote ed è quindi possibile trasformarle in aule per aprire una piccola scuola primaria per i bambini della zona. Il Pakistan è un Paese colpito dalla violenza causata dal conflitto tra le religioni, ma la scuola può essere un luogo in cui i bambini non soltanto sviluppano la loro dimensione intellettuale, ma imparano anche a incontrarsi e a convivere con gli altri nel rispetto, nella pace e nella solidarietà.

Ci rivolgiamo a voi, cari amici e benefattori del Gruppo India facendo appello, ancora una volta, alla vostra generosità e al vostro aiuto concreto per la realizzazione del nostro progetto per il bene dei bambini, delle loro condizioni di vita e di sviluppo integrale in modo che possono avere l’opportunità di giocare nella gioia, essere curati in un ambiente fraterno e amichevole con l’obiettivo che la violenza e la discriminazione in Pakistan possano diminuire, mentre la pace e l’amicizia aumentino a partire dai bambini che diventeranno i membri più attivi nella società con una base ben preparata.
Chiediamo al Signore di continuare a benedirvi con la sua grazia, amore e benevolenze in ogni giorno della vostra vita e missione insieme per quelli dei vostri cari.
Sempre con tanta riconoscenza!

Suor Riaz Anwar

Per dare un nuovo luogo di convivenza e di crescita ai bambini di Faisalabad si possono inviare offerte con il codice 878S.

Kisangani, R.D.Congo: tutti laureati

Il sostegno ai ragazzi universitari di Kisangani è iniziato tanti anni fa grazie a suor Bruna Piva che si faceva in quattro per seguirli tutti. Era un progetto in continua evoluzione perché ogni anno qualcuno si laureava e qualcun altro iniziava la sua carriera universitaria o specialistica. Quando suor Bruna si è ammalata ed è dovuta rientrare in Italia dove poi è morta, il progetto è proseguito fino al termine degli studi degli ultimi ragazzi inseriti nel gruppo.

Michelina è orfana di padre ed essendo la maggiore dei fratelli, deve occuparsi della famiglia. Una laurea le avrebbe facilitato questo dovere perché sarebbe stato più facile trovare un lavoro ben remunerato. Con fatica, perché non ha mai smesso di lavorare, è riuscita ad arrivare alla laurea in infermeria e ora guarda al futuro con maggiore serenità.

Anche Benjamin è orfano di padre e la mamma, che è poverissima con altri tre figli da allevare, non poteva essergli di aiuto pur desiderandolo tanto. Il ragazzo per tre anni è andato a stirare in tre famiglie benestanti della città, poi ha iniziato ad andare fuori città a comperare il carbone per poi rivenderlo. Con questo si è sempre assicurato i bisogni di sussistenza, ma non riusciva a raggranellare quanto serviva per la retta accademica. Ora si è potuto laureare in infermeria con specializzazione in pediatria e ci ha voluto inviare una lettera di ringraziamento. Come spesso accade non sa esattamente chi ha contribuito alla realizzazione del suo sogno e quindi ringrazia le Suore Canossiane che sono state il tramite:

La mia gratitudine è rivolta alle Figlie della Carità Canossiane per l’amore con cui hanno finanziato i miei studi universitari e a voi, benefattori della Congregazione.
Mi avete dato una grande opportunità per inserirmi nella vita sociale. Che Il Signore vi ricolmi della grazia necessaria di cui avete bisogno per continuare ad aiutare tutti coloro che bussano alla vostra porta.
Che la Vergine Maria interceda per voi affinché la fonte delle vostre risorse non si esaurisca e che lo slancio della vostra generosità si rinnovi di giorno in giorno.

Saluti filiali,
Benjamin

La storia e il grazie dell’altra ragazza aiutata, Mireille, la potete leggere qui.