Mararal, Kenya: giovani diplomati

Dal 2023 abbiamo sostenuto un gruppo di cinque giovani della tribù seminomade dei Samburo, che desideravano iscriversi all’università o a corsi specialistici. A tre anni di distanza i risultati sono buoni: quattro di loro hanno concluso il percorso previsto e solo uno è in ritardo, perché ha modificato il piano di studi, cogliendo anche l’occasione di un’esperienza all’estero.

Cominciando dalle ragazze, Felista ha completato con successo i suoi studi in “Servizio sociale e sviluppo della comunità” ed esprime un sincero e sentito ringraziamento per l’aiuto ricevuto dal Gruppo India perché stava per rinunciare per le gravi condizioni economiche della famiglia. Ora desidera continuare il suo cammino professionale e umano, mettendo in pratica quanto appreso, con impegno, responsabilità e fede, confidando nell’aiuto di Dio per il futuro.

Anche Hanna, ragazza intelligente e determinata, ha dimostrato di avere grandi capacità di studio e di crescita personale terminando il percorso di formazione tecnica in Business Management presso la Mount Kenya University.

Durante i suoi studi, Hanna si è distinta per un forte impegno accademico, una grande disciplina personale e la capacità di dare sempre il meglio di sé. È molto motivata e consapevole dell’importanza dell’educazione per il suo futuro e per il servizio alla comunità.

David (come è chiamato da tutti i suoi amici Saitu) sta proseguendo i suoi studi con serietà e costanza, ottenendo buoni risultati e mostrando un atteggiamento positivo verso l’apprendimento. Attualmente gli manca ancora un anno e mezzo per completare il suo percorso universitario, perché ha colto la possibilità di uno scambio formativo con un istituto in Tanzania: questo ha aumentato la sua autostima, perché è stato un onore essere scelto, ha aumentato le sue competenze, ma ha anche rallentato il percorso di studio perché questa esperienza non è stata pienamente riconosciuta nel suo piano di studi.
Nel corso di questi anni, David si è distinto per la sua maturità personale, il senso di responsabilità e la capacità di affrontare le sfide della vita universitaria. L’esperienza all’università gli ha permesso di crescere a diversi livelli: umano, accademico e sociale. Ha sviluppato maggiore autonomia, capacità di organizzazione e una visione più ampia del suo futuro.
Nonostante questo rallentamento, padre Jimmy è molto soddisfatto del suo cammino e riconoscente ai benefattori per il sostegno che gli è stato offerto, che sta producendo frutti concreti nella vita di questo giovane e, in prospettiva, anche nella sua comunità di origine.

Matthew ha concluso i suoi studi con ottimi risultati: le sue valutazioni sono molto buone e durante tutto il percorso si è dimostrato molto impegnato nello studio; attualmente è alla ricerca di un lavoro. Tuttavia, la situazione economica e occupazionale nell’area in cui vive non è facile. Continuiamo quindi a pregare e a sperare affinché possa trovare presto un’opportunità lavorativa che gli permetta di mettere a frutto le competenze acquisite e di costruire il suo futuro e accogliamo con gioia il suo ringraziamento:

Caro Gruppo India,
non riesco a esprimere appieno la mia gratitudine per il vostro generoso sostegno, che mi ha permesso di proseguire la mia formazione professionale; il vostro aiuto mi ha aperto porte che altrimenti mi sarebbero rimaste precluse.
Il vostro impegno a favore dell’istruzione e del sostegno agli altri affinché realizzino il proprio potenziale è fonte di ispirazione e lo apprezzo profondamente. Grazie al vostro aiuto, ho potuto interagire con i miei colleghi, imparare da esperti e acquisire conoscenze che andranno a beneficio della nostra comunità; la vostra generosità ha davvero fatto la differenza e ve ne sono profondamente grato.
Vi prego di accettare i miei più sinceri ringraziamenti per il vostro impegno nell’istruzione e per il continuo sostegno offerto a studenti come me.
Cordiali saluti,

Matthew

Chiudiamo la rassegna con John, detto Junior: sognava di diventare un tecnico elettronico ma dopo aver terminato la scuola superiore ha dovuto attendere quattro lunghi anni prima di avere l’opportunità di iscriversi a un corso di specializzazione… ha potuto farlo solo grazie al contributo del Gruppo India e durante tutto il suo percorso scolastico ha dimostrato grande impegno e costanza, ottenendo ottimi risultati accademici.
Junior si è impegnato a fondo per realizzare il suo sogno, dimostrando perseveranza e maturità. Ha dimostrato capacità e impegno tali che i suoi professori lo stanno spingendo a proseguire e a considerare il diploma raggiunto come trampolino per arrivare a una laurea.

Auguri di cuore a questi giovani che ora hanno davanti a sé possibilità che erano inimmaginabili fino a pochi anni fa. Il loro successo sarà di sprone a tanti altri ragazzi della loro comunità, grazie a quanti li hanno accompagnati!

Koche, Malawi: un ospedale arricchito

Negli ultimi anni abbiamo aiutato molto il Koche Community Hospital, che può ora vantare un reparto maternità in grado di accogliere tante future mamme che desiderano partorire in sicurezza. Le Suore Canossiane, che lo gestiscono, tengono molto a questo ospedale, perché è l’unico punto di riferimento per tante persone che hanno problemi di salute. Gli ultimi due passaggi in questo continuo sviluppo sono stati l’acquisto di varie attrezzature per tutto l’ospedale e poi ancora l’installazione di un impianto solare nel reparto di ostetricia. Lo stesso impianto riesce a garantire illuminazione anche al reparto di chirurgia e quindi la crescita di questo ospedale consente di migliorare sempre più il servizio offerto al bacino di utenza (24 villaggi) con una popolazione totale di oltre 75.000 abitanti.

Ora il Koche Community Hospital può contare su un buon numero di sedie a rotelle, di set per il parto, l’ernia e la laparotomia, ha un localizzatore venoso e altri sussidi come lampade a led e contenitori per medicazioni. Molta tranquillità ha portato a tutti l’installazione dei pannelli solari: non è solo il vantaggio di veder ridotte le bollette ma soprattutto la serenità di poter contrastare i problemi causati dalle interruzioni di corrente che si verificano di tanto in tanto.

Avere i pannelli solari era un sogno, a lungo rimasto irrealizzabile poiché operiamo senza scopo di lucro. Ringraziamo Dio per essere intervenuto attraverso il vostro gentile sostegno. In effetti, ci avete aiutato a raggiungere il nostro obiettivo e avete notevolmente migliorato la nostra capacità di fornire assistenza sanitaria di qualità alla comunità.
Non ce l’avremmo mai fatta senza la vostra donazione. Ancora una volta grazie per aver creduto nella nostra missione e per averci aiutato a lasciare un segno positivo.
Vi ricorderemo sempre nelle nostre preghiere affinché Dio continui a ricoprirvi delle Sue abbondanti benedizioni.

Suor Mary Benito (Delegata Provinciale)

L’ospedale di Koche di notte… Ora i reparti di maternità e chirurgia sono illuminati, grazie!

Ahwa, India: arredi per il nuovo edificio

Anche il secondo blocco della nuova scuola Deep Darshan School è stato completamente arredato. In questo blocco ci sono soprattutto aule per i più piccoli oltre agli uffici di preside e segreteria.
In realtà tutto era pronto già da qualche mese, ma abbiamo aspettato di avere delle belle foto da mostrarvi. Grazie di cuore da parte delle Suore della Carità di Vedruna e di tutti i bambini e ragazzi che grazie a questa bella scuola hanno la possibilità di studiare e aprirsi strade nella vita che i loro genitori non hanno potuto percorrere.

Grazie di cuore da parte delle Suore della Carità di Vedruna e di tutti i bambini e ragazzi che grazie a questa bella scuola hanno la possibilità di studiare e aprirsi strade nella vita che i loro genitori non hanno potuto percorrere.

Quello che segue è il racconto della situazione della situazione nel momento in cui abbiamo chiesto il vostro aiuto…


La Deep Darshan School sta per arrivare al termine dei grandi lavori di ampliamento iniziati nel 2022: abbiamo aiutato per l’arredo del primo edificio costruito, per la cisterna interrata, ora servono banchi e lavagne anche per il secondo edificio che ospiterà le ultime sei aule e gli uffici.

Le suore della Carità di Vedruna avevano avviato la scuola (il cui nome significa “Incontrare la luce”) per aiutare i bambini tribali che non ricevevano nessun tipo di educazione. Il numero degli alunni in continua crescita ha obbligato qualche anno fa a costruire nuove classi che sono state distribuite in due diversi edifici: il blocco A è stato inaugurato nella primavera del 2023, poi si sono avviati in parallelo i lavori per lo scavo di una cisterna interrata (che raccoglie e ricicla l’acqua piovana ed è sovrastata da un palco per le feste e le esibizioni) e per il blocco B. Ora anche questo è pronto e per entrare in funzione attende solo le ultime rifiniture e gli arredi di aule e uffici.

La nuova preside, suor Nightingale, spera molto nel nostro aiuto perché siamo rimasti al fianco della Deep Darshan School in tutto questo processo di trasformazione volto a dare la possibilità a tanti ragazzi di studiare e ci ringrazia in anticipo con questo testo:

Vorrei concludere ringraziandovi con le parole di un leader visionario dei nostri giorni che è fonte di grande ispirazione per tutti: «Siamo anche consapevoli che un cammino di vita ha bisogno di una speranza fondata sulla solidarietà, e che ogni cambiamento richiede un percorso educativo, per costruire nuovi paradigmi capaci di rispondere alle sfide e alle emergenze del mondo contemporaneo, di capire e di trovare le soluzioni alle esigenze di ogni generazione e di far fiorire l’umanità di oggi e di domani» (Papa Francesco).

Per collaborare al sogno della grande scuola potete inviare un’offerta con il codice 837B. Grazie!

Bilila, Malawi: pozzo per la missione

Il pozzo a Bilila è stato scavato e al suo fianco stanno costruendo gli altri edifici necessari all’avvio della nuova missione delle Suore Canossiane che sarà chiamata Jubilee Mission.
Il primo passo ufficiale, alla presenza delle autorità civili e religiose della zona, è stato il posizionamento dei picchetti per delimitare l’appezzamento che sarà della parrocchia e quello che sarà affittato all’Istituto Canossiano; è subito seguita la benedizione e la posa della prima pietra della casa delle suore.

Due giorni dopo, i perforatori erano sul posto e hanno iniziato il lavoro di scavo che è stato rallentato dalla rottura della loro macchina per cui sono dovuti tornare alla sede centrale a Blantyre per ripararla. Un’altra pausa è stata causata dalle piogge, ma alla fine il lavoro è terminato ed è stato portato sul luogo un generatore per saldare la torre metallica per i serbatoi dell’acqua (la zona non aveva ancora una fornitura di elettricità).

Caro Gruppo India, questo è il sogno che il Malawi ha, e che sta diventando realtà poco a poco. In effetti, ci chiede di essere coraggiosi nel confidare in Dio e nella Provvidenza. Abbiamo bisogno di risorse umane oltre che economiche, ma abbiamo avviato la missione nell’anno del Giubileo della Speranza, e noi ci aggrappiamo pienamente ad essa.

Suor Mary Benito (responsabile della Delegazione)


Un grande grazie a quanti hanno collaborato a dare acqua alla Jubilee Mission e tanti auguri per il futuro di questa nuova missione: che porti pace e sviluppo a Bilila!

Mafuiane, Mozambico: fattoria lanciata

Al termine del periodo di sostegno alla fattoria abbiamo ricevuto una lunga lettera che illustra l’importanza di questo progetto per la missione San Frumenzio e le varie attività svolte negli ultimi anni
La missione possiede un terreno adibito a fattoria che, oltre a dare lavoro a diverse famiglie, ha nella sua prospettiva l’idea di sviluppo per il mantenimento della missione stessa e per far evolvere i metodi di coltivazioni dei campi. Dei 13 ettari disponibili, solo 5 non sono ancora disponibili, mentre 6 ettari sono attualmente coltivati e gli altri due sono dedicati all’allevamento e al mulino.

Negli anni la fattoria ha sperimentato diversi tipi di culture come per esempio ravanelli, patate, diversi tipi patata dolce, fagioli, peperoncino, cipolle, mais giallo. Una nota particolare merita la produzione del peperoncino che viene facilmente commercializzato in collaborazione con una impresa mozambicana. È stata sperimentata l’integrazione tra Mozambico e Italia anche attraverso l’uso di differenti sementi; infatti oltre a quello locale è stato seminato il peperoncino calabrese, con grande soddisfazione e risultati.
Un’altra nota la merita la produzione del “miglio amarello” (mais giallo): questa coltivazione era stata un po’ dimenticata dalla cultura locale ma ora è ripresa perché un prodotto che contiene molta vitamina A, importante anche per l’alimentazione dei bambini della scuola d’infanzia della missione. Va inoltre evidenziata la collaborazione con lo IIAM (Istituto di Investigazione Agraria del Mozambico), che ha fornito le sementi per una produzione senza additivi chimici, i cui prodotti sono stati immessi sul mercato con molto successo. La fattoria è diventata anche un luogo scolastico/formativo che l’Istituto utilizza per gli agricoltori e studenti. C’è una zona dove si sviluppano delle colture sintropiche (si recupera l’erba a protezione del terreno per il drenaggio dell’acqua) per coltivare così zucchine e patate dolci, creando un concime naturale.

La fattoria ora disponibe di un impianto d’irrigazione che preleva l’acqua dal fiume Umbeluzi, distante circa 2 chilometri, con un sistema composto da due pompe che aspirano 9.000 litri d’acqua al giorno; è raccolta in sei cisterne e successivamente distribuita con un sistema di irrigazione a goccia o a gravità.

Il mulino che lavora per tutta la comunità di Mafuiane, l’allevamento di maiali con 10 scrofe e due verri, un pollaio con papere e galline sia per la produzione di uova (consumate nella scuola dell’infanzia della Missione) e sia per la riproduzione di polli per la vendita e una serra per la riproduzione di sementi di piante ed ortaggi completano la fattoria di San Frumenzio e fanno presagire un netto miglioramento della qualità di vita della popolazione.

Nigeria: giovani laureati

Anche questo progetto per la crescita dei ragazzi dei Paesi africani è praticamente giunto a conclusione e vogliamo condividere i suoi successi e anche qualche ombra… ma così accade e non si può nascondere. Tutto è iniziato nel settembre 2018 ed ha coinvolto sei giovani che si sono succeduti nel tempo: qualcuno lasciava il gruppo, qualcun altro si inseriva. Su tutti ha vegliato padre Niku sj, controllando il loro impegno e informandoci via via dei risultati. Solo Clement non è arrivato al termine, anzi ha lasciato quasi subito. Gli altri si sono laureati, tranne Benita l’ultima arrivata: lei sta ancora studiando Nutrizione e Dietetica, ha buoni risultati e non ha più bisogno di sostegno economico perché l’abbiamo già aiutata a far fronte alle ultime spese e ormai aspettiamo solo la notizia della laurea.

Gabrielle faceva parte del gruppo iniziale, ma è stata molto rallentata nel corso degli studi da problemi personali, dal Covid e da un lungo sciopero della sua università; finalmente a gennaio di quest’anno si è laureata in lettere. Si sono invece laureati già da un paio d’anni George Alex in Informatica e Clementina in Business Administration. Un anno prima di Benita aveva iniziato i suoi studi anche Rita Chamaka, che era già mamma ma ha avuto la costanza di perseguire il suo sogno di diventare infermiera; si è laureata e ha trovato un ottimo lavoro presso una clinica dei gesuiti.
Grazie di aver accompagnato questi giovani per un tratto del loro cammino!

Fernando de la Mora, Paraguay: tettoie per tanti bambini

Revisione marzo 2026: anche la seconda tettoia è stata completata e offre riparo agli alunni della scuola Virgen de Caacupé. Qui gli spazi erano più ridotti ma le Suore di S. Antida sono riuscite lo stesso a creare ombra e preservare lo spazio di gioco, indispensabile per i bambini. Grazie a quanti hanno collaborato!


Aggiornamento marzo 2025: la prima tettoia è già stata costruita presso la scuola San Roque de Santa Cruz ed è già stata usata per rappresentazioni scolastiche. Ora inizieranno i lavori per dotare anche la seconda scuola, la Virgen de Caacupé, di un simile riparo.

Anche questa seconda scuola è stata da noi visitata ad aprile 2024 ed è del tutto analoga alla prima, anche come numero di alunni… Si trova in un altro quartiere di Fernando de la Mora chiamato Cerrito, che è più povero di Villa Sur; è leggermente più piccola, soprattutto come spazi esterni, ma sempre dotata di quattro aule in cui si alternano le otto classi (le due della materna e le sei della primaria).


La scuola San Roque Gonzalez de Santa Cruz offre un’istruzione di qualità a bambini che vivono in un quartiere molto povero. C’è un campetto usato per ricreazione, ginnastica ed eventi vari che però è impraticabile quando piove o fa troppo caldo; per questo chiedono il nostro aiuto per costruire una tettoia, così da renderlo utilizzabile tutti i giorni dell’anno.

Fernando de la Mora è una cittadina che ha una propria amministrazione, ma fa parte della cosiddetta Grande Asunción, che comprende la capitale e alcuni comuni limitrofi, senza soluzione di continuità, tra cui Fernando e Lambaré. A Villa del Sur, un quartiere molto povero di questa cittadina, le suore di S. Giovanna Antida avevano avviato circa 30 anni fa un doposcuola per compensare le lacune della scuola pubblica che non dava una buona istruzione ai bambini favorendo di fatto l’abbandono scolastico. Dal 2013 questo centro si è trasformato in una vera e propria scuola, riconosciuta dallo stato.

Quando l’abbiamo visitata ad aprile 2024 era frequentata da 127 alunni suddivisi in otto classi: Jardín (per i bambini di 4 anni), Preescolar (a 5 anni, obbligatoria) e i sei anni della scuola primaria. Le aule sono solo quattro e quindi le lezioni si svolgono in doppio turno, mattina e pomeriggio: un’aula dedicata ai piccoli, le altre ai più grandicelli. Le maestre sono pagate dallo stato, ma sono scelte dalle suore che si fanno carico anche del pagamento delle insegnanti delle materie non previste dall’ordinamento statale che sono offerte ai bambini (informatica, musica, religione, danza, educazione fisica).

Durante la nostra visita abbiamo parlato con le maestre e ci hanno tutte colpito per la loro passione e dedizione: sono molto coinvolte e lavorano sia la mattina che il pomeriggio in due classi diverse. Insieme ai bambini avevano preparato uno spettacolino per festeggiare ma, pur apprezzando molto la loro accoglienza, avevamo sperimentato la difficoltà di organizzare queste festicciole… Per il caldo, nonostante fossimo ad aprile, non era possibile stare nel campetto e quindi si era usato un altro piccolo spazio che godeva almeno in parte dell’ombra prodotta dall’edificio.

Vi ringraziamo in anticipo per tutto l’aiuto e la generosità, per poter garantire sicurezza e cura ai più piccoli, affinché possano imparare, crescere, giocare, rilassarsi e svilupparsi in modo sano e felice.

Ringrazio ancora una volta l’intera comunità educativa, suore e laici, per l’aiuto generoso che ci danno, per andare incontro ai bambini, alle loro famiglie; vediamo che grazie all’aiuto che riceviamo da voi gli scolari possono crescere integralmente e andare avanti, lasciando la realtà, spesso triste, della droga e dell’alcol in cui sono immersi tanti bambini e adolescenti del quartiere in cui si trovano le nostre scuole. Grazie per questa opportunità che ci è stata data.

Per questo vi ringrazio sentitamente dal profondo del mio cuore e che Dio benedica voi e le vostre famiglie.

Suor Raquel Caceres

Bimingue, Camerun: per le donne

Si è concluso un progetto per aiutare le donne di Bimingue, un villaggio dove finora nessuno ha fatto nulla per loro. Per realizzare questo progetto, suor Maria ha collaborato con altre due donne: suor Jacky e la signora Loraine, professoressa presso l’Istituto Tecnico Rosa Venerini di Ebolowa, che è gestito sempre dalle Maestre Pie Venerini. Come era previsto, sono state portate avanti due diverse iniziative, la produzione di saponi che aveva anche lo scopo di far comprendere l’importanza dell’igiene e un laboratori di cucito.

La formazione sulla produzione del sapone in varie forme (sapone liquido, candeggina, sapone duro…) e sui metodi per tingere la stoffa è durata due mesi e si è svolta in diversi villaggi dei dintorni. Le donne hanno partecipato a piccoli gruppi e appreso molto bene l’arte di preparare questi prodotti, che hanno già iniziato a vendere al mercato oltre che a usarli in famiglia.

Nel frattempo il laboratorio, che era stato già avviato, ha proseguito il suo lavoro con la preparazione di tessuti e cuciti sempre più perfetti. Non sempre è stato possibile usare le macchine elettriche per la mancanza della luce, questo ha un po’ rallentato il ritmo, tuttavia le donne sono state contente di quanto appreso e potranno usarlo per guadagnare qualcosa in proprio o quanto meno per ridurre le spese.

Gitega, Burundi: avviati orti e allevamento

Il progetto di microcredito proposto dalle suore Bene-Tereziya a favore delle famiglie più povere dei bambini del loro asilo ha avuto un buon risultato e gli effetti si sono visti con la diminuzione di malattie causate dalla malnutrizione e con la maggiore attenzione e partecipazione alle lezioni di questi piccoli.

Il progetto è stato portato avanti con oculatezza, coinvolgendo in ogni passaggio le famiglie: dapprima sono state effettuate una serie di visite a domicilio, per verificare le loro condizioni economiche e la volontà di impegnarsi per migliorarle. Una volta scelte le dieci famiglie da coinvolgere si sono svolti degli incontri di formazione per decidere insieme cosa coltivare e dare le necessarie istruzioni. Le suore hanno affittato un terreno vicino all’asilo perché l’acquisto era troppo costoso; al termine dei tre anni previsti dal contratto potranno rinnovarlo o fare una scelta diversa, a seconda dell’evolversi della situazione.

Si è iniziato piantando del mais, che ha dato ottimi risultati, poi dei fagioli che hanno invece sofferto per un periodo di siccità, infine delle patate. In parallelo si è avviato un piccolo allevamento di suini che dovrebbe consentire di dare ad ogni famiglia un maialino.
Tanti gli aspetti positivi perché non solo si è contributo al benessere delle famiglie per quest’anno, ma si è dato il via a un autofinanziamento delle famiglie, grazie al lavoro svolto insieme e all’allevamento dei maiali. Anche la formazione ricevuta è da importante, perché al termine di questo progetto le famiglie sanno come coltivare il terreno.

Cari amici del Gruppo India, con la presente vorremo ringraziarvi per il finanziamento che ci ha reso capaci di realizzare il progetto a favore dei bambini poveri affamati di Santa Teresina. Abbiamo radunato i genitori, abbiamo lavorato insieme e raccolto insieme quello che abbiamo piantato. Abbiamo anche potuto fare un progetto dei maiali perché nel futuro, quando si saranno moltiplicati, potranno condividere il risultato e aver ognuno un maiale. Anche i bambini che frequentano l’asilo a Gitega hanno potuto partecipare a questo progetto aiutando come potevano. Le famiglie povere hanno condiviso il risultato e sono pronta a ripetere ogni anno questa esperienza. Per questo vi ringraziamo per la vostra generosità e vi assicuriamo la nostra preghiere come riconoscimento a questo atto di carità.
Distinti saluti,

Suor Joséphine Toyi

Atilima, India: centro polifunzionale

La costruzione del centro polifunzionale è ormai completa ed è già stata benedetta dal vescovo della diocesi di Berhapur, monsignor Sarat Chandra Nayak. Ecco cosa ci scrive suor Jisha, Suora Canossiana:

Quando abbiamo iniziato la costruzione del nostro edificio polifunzionale ad Atilima – con un’aula per l’asilo nido, un dispensario, una cappella e un semplice spazio abitativo per le suore – sognavamo di creare un luogo che potesse servire sia la nostra comunità che le persone che ci circondano. L’appaltatore ci aveva assicurato che i lavori sarebbero stati completati entro un anno, ma come ci ricorda la Parola di Dio, “Nel suo tempo, Egli rende belle tutte le cose”.

Già da un paio di mesi 25 bambini si riuniscono qui ogni giorno per imparare e molte persone povere e malate vengono a cercare medicine e cure. Il progresso tempestivo di questa costruzione non riguarda solo muri e stanze, ma offre speranza, dignità e sollievo a chi ne ha più bisogno. Questo progetto è davvero opera di Dio, che attraverso di esso continua a insegnarci la pazienza, la fede e la fiducia totale nella Sua provvidenza.

In realtà i lavori sono stati rallentati da tutta una serie di problemi: la necessità di cambiare destinazione d’uso del terreno, piogge e temporali che hanno causato la caduta di pali elettrici e la rottura dei cavi, gli alberi abbattuti che hanno bloccato la strada a lungo e quando è stata riaperta il terreno cedevole che non permetteva il passaggio di mezzi pesanti… Anche uno sciopero dei mezzi pubblici ha impedito per lungo tempo l’arrivo degli idraulici provenienti dall’Orissa. Il progetto inoltre è stato modificato in corso d’opera per scavare subito il pozzo e recintare il terreno, attività non previste inizialmente ma che erano importanti sia per favorire il progresso dei lavori che per proteggere il terreno dalle intrusioni degli animali al pascolo. L’edificio non è quindi stato interamente completato nei tempi desiderati, ma ringraziamo quanti hanno contribuito sia nel Gruppo India che in altri enti perché in tanti hanno collaborato alla raccolta dei fondi necessari.