Pasqua 2019

La nostra società ha ottenuto “grandi risultati” in diversi “ambiti del sapere”, ma milioni di persone nel mondo ancora “soffrono la fame e la malnutrizione”. È la riflessione che papa Francesco ha offerto ai membri del Fondo Internazionale per lo sviluppo agricolo, alla FAO. “Ecco l’uomo” ha detto in pratica il Pontefice nel suo discorso. L’uomo sofferente, l’uomo affamato, l’uomo che deve fare i conti con i cambiamenti climatici, l’inquinamento, la carenza di cure e di strutture di sviluppo. In pratica tutti i poveri della Terra, davanti ai quali ha detto di “non voler arrossire” pensando alle condizioni precarie in cui, ancora oggi, milioni di persone devono condurre la loro esistenza.

La battaglia contro la fame e la povertà si potrà vincere solo con l’aiuto della comunità internazionale, della società civile, di quanti possiedono risorse. Le responsabilità non si evadono: vanno assunte per offrire soluzioni concrete e reali. Infine il Papa ha raccomandato misure volte a stimolare l ’auto-imprenditorialità, in modo che “ognuno possa essere artefice responsabile della sua produzione e del suo progresso”. Solo in questo modo si potrà dire senza fare semplici slogan: “La fame non ha presente né futuro, solo passato”.

Come Gruppo India, ci ritroviamo pienamente sulla strada tracciata da papa Francesco. Tutto il nostro impegno, i progetti da noi sostenuti, sono una risposta all’appello dei poveri che ci giunge da ogni parte del mondo, sono il modo concreto per assumerci la nostra piccola ma importante parte di responsabilità. Sono, soprattutto, strumenti che mirano a dare istruzione e formazione professionale, creare sviluppo, rendere le persone protagoniste e artefici della propria dignità e del proprio progresso. A volte, però, la povertà è così estrema che, “per non dover arrossire” è necessario intervenire anche con aiuti di emergenza… come abba Marcello ci chiede dall’Etiopia. Il tempo di Quaresima che stiamo vivendo è l’occasione per portare avanti e intensificare questo nostro impegno. Grazie a tutti voi per esserci!…

 

I poveri di abba Marcello a Soddo

Si tratta di persone che nessuno aiuta e che la gente comune evita, chiamandoli “lebbrosi”. In realtà non sono lebbrosi, ma sono tenuti a distanza perché estremamente poveri. Ogni settimana abba Marcello e i suoi collaboratori li radunano per consegnare loro del cibo da portare a casa: farina, fagioli… e per curare le ferite; si distribuiscono: sapone, coperte… e tutti possono farsi la doccia. Le spese sono ingenti, il Gruppo India ha deciso di contribuire. Non potevamo non rispondere a questo appello di abba Marcello: «Mi rivolgo a voi, amici del benemerito Gruppo India che tanto bene semina in varie parti del mondo, confidando in un aiuto che, seppur esiguo, sarà sempre ben accetto ed estremamente prezioso. Sappiamo che non è la quantità che conta, anche se necessaria, ma ciò che conta sono la qualità e il cuore che si mette per compiere una buona azione. Grazie di cuore!».

Buona Pasqua a tutti!

Leggi la newsletter completa! (formato PDF)

Natale 2018

Natale è tempo per trasformare la forza della paura in forza della carità, in forza per una nuova immaginazione della carità. La carità che non si abitua all’ingiustizia come fosse naturale, ma ha il coraggio, in mezzo a tensioni e conflitti, di farsi ‘casa del pane’, terra di ospitalità. «Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo» …ci ricordava S. Giovanni Paolo II, all’inizio del suo Pontificato (22 ottobre 1978).

Nel Bambino di Betlemme, Dio ci viene incontro per renderci protagonisti della vita che ci circonda; si offre perché lo prendiamo tra le braccia, perché lo solleviamo e lo abbracciamo. Perché in Lui non abbiamo paura di prendere tra le braccia, sollevare e abbracciare l’assetato, il forestiero, l’ignudo, il malato, il carcerato (cfr Mt 25,35-36). In questo Bambino, Dio ci invita a farci carico della speranza. Ci invita a farci sentinelle per molti che hanno ceduto sotto il peso della desolazione che nasce dal trovare tante porte chiuse. In questo Bambino, Dio ci rende protagonisti della sua ospitalità.

Commossi dalla gioia del dono, piccolo Bambino di Betlemme, ti chiediamo che il tuo pianto ci svegli dalla nostra indifferenza, apra i nostri occhi davanti a chi soffre. La tua tenerezza risvegli la nostra sensibilità e ci faccia sentire invitati a riconoscerti in tutti coloro che arrivano nelle nostre città, nelle nostre storie, nelle nostre vite. La tua tenerezza rivoluzionaria ci persuada a sentirci invitati a farci carico della speranza e della tenerezza della nostra gente.

Queste parole e questa preghiera di papa Francesco pronunciate nell’omelia della Messa di Natale 2017 ci sono sembrate molto belle e adatte per introdurre e accompagnare questa nostra circolare di Natale 2018. Sono una luce sul significato vero del Natale; sono una spinta a proseguire uniti nel nostro impegno di carità che, dal Natale 1980, continua senza sosta; sono un invito ad aprire sempre di più i nostri occhi e il nostro cuore davanti a ogni fratello che soffre, a riconoscere Gesù nel volto dei tanti bambini che vivono in situazioni di guerra, fame, povertà, impossibilità di andare a scuola…

Nelle pagine che seguono vi proponiamo un nuovo piccolo giro del mondo tra alcune delle tante realtà che stiamo sostenendo in modo regolare, i progetti realizzati e quelli da realizzare, le risposte date e da dare a varie emergenze, l’eco degli innumerevoli grazie che ci giungono da ogni angolo del mondo e i cui veri destinatari siete voi che rendete possibile tutto questo bene.

Il Bambino di Betlemme apra i nostri occhi e i nostri cuori, ci renda sempre più capaci di riconoscerlo e abbracciarlo in ogni fratello che soffre.

È il nostro augurio per questo Natale e per tutto l’anno 2019

Leggi la newsletter completa! (formato PDF)

Autunno 2018

La vita è una missione. Ogni uomo e donna è una missione, e questa è la ragione per cui si trova a vivere sulla terra. Lo scrive papa Francesco nel messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale 2018 che si celebrerà nel prossimo ottobre, quando si svolgerà anche il Sinodo dedicato ai giovani. Si rivolge a loro con l’intento di parlare a tutti i cristiani.

Vivere con gioia la propria responsabilità per il mondo è una grande sfida. Ognuno di noi è chiamato a riflettere su questa realtà: «Io sono una missione in questa terra e per questo mi trovo in questo mondo… Cari giovani, non abbiate paura di Cristo e della sua Chiesa! In essi si trova il tesoro che riempie di gioia la vita. Ve lo dico per esperienza: grazie alla fede ho trovato il fondamento dei miei sogni e la forza di realizzarli. Ho visto molte sofferenze, molte povertà sfigurare i volti di tanti fratelli e sorelle. Eppure, per chi sta con Gesù, il male è provocazione ad amare sempre di più…».

Scrive ancora il Papa: «Da cuori giovani sono nate le Pontificie Opere Missionarie, per sostenere l’annuncio del Vangelo a tutte le genti, contribuendo alla crescita umana e culturale di tante popolazioni assetate di Verità». Parafrasando le parole del Papa, possiamo dire che anche il Gruppo India, oltre che dal cuore di p. Pesce, è “nato da cuori giovani”, da quei 15 ragazzi che, nel Natale 1980, andarono con lui in India e da allora non hanno mai smesso di “esserci”. Le preghiere e gli aiuti materiali, che da 38 anni sono donati e distribuiti attraverso il Gruppo India, aiutano a far sì che quanti ricevono possano, a loro volta, essere capaci di dare testimonianza nel proprio ambiente. Nessuno è così povero da non poter dare ciò che ha, ma prima ancora ciò che è. È l’esortazione che papa Francesco ha rivolto ai giovani cileni nel gennaio scorso: «Non pensare mai che non hai niente da dare o che non hai bisogno di nessuno. Molta gente ha bisogno di te, pensaci. Ognuno di voi pensi nel suo cuore: molta gente ha bisogno di me!».

Molta gente ha bisogno di tutti noi!… I modi per rispondere sono tanti. A ognuno il compito di inventare il suo!… Attraverso queste pagine torniamo a farci eco di alcuni dei tanti appelli che riceviamo.

Etiopia – Da Soddo, Etiopia, Abba Marcello ci scrive: “Siamo nel periodo delle grandi piogge e tante zone dei nostri villaggi sono state letteralmente coperte dall’acqua. Molti parroci mi hanno chiesto aiuto. Sono anche andato a visitare alcune zone. Tutto sommerso: case, prodotti agricoli, animali… Ho visto l’inferno! Gente ammassata sotto le tende, senza cibo, senza vestiti, molti ammalati, la fame… Una marea di gente si è inginocchiata davanti a me supplicandomi di non abbandonarli. Si tratta di circa 300 famiglie (1600 persone), molte vedove e tantissimi poveri… Non ho potuto lasciarli senza promettere loro un aiuto: granoturco e fagioli… Questo per dirvi che dobbiamo sempre correre a tamponare le continue emergenze a cui questo popolo è soggetto. Grazie anche per la vostra solidarietà nei confronti del nostro Centro per i bambini di strada: “La città dei ragazzi che sorridono”.
India – Dalle loro missioni di Alleppey e Pallithode, in Kerala, devastate dal violentissimo monsone dello scorso agosto, le suore canossiane ci scrivono che sono direttamente impegnate nell’opera di soccorso delle numerose famiglie rimaste senza tetto e provate da dolorosi lutti. Per poter alleviare qualche sofferenza e provvedere ai bisogni più urgenti, fanno appello alla nostra generosità. Alla loro richiesta si aggiunge quella di tanti altri missionari e missionarie.

 

Leggi la newsletter completa! (formato PDF)

Estate 2018

“In un momento così drammatico per il nostro povero Paese, così ricco ma ridotto alla miseria dalla cupidigia di pochi, il vostro tenderci la mano riempie il nostro cuore perché, al di là del gesto, vi si legge il vostro amore, la vostra comprensione, la vostra volontà di condivisione per chi, lontano da voi, sta lottando per la sopravvivenza e al tempo stesso per la libertà, per i propri diritti da decenni calpestati e soffocati dalla violenza. Cari amici del Gruppo India, non vi conosciamo personalmente, non possiamo immaginare i vostri volti, ma pensiamo che sì, tutti avete un volto che vi accomuna: quello della Carità, un volto che è Amore al fratello e dunque al Signore Gesù. Da buoni Samaritani, ci accompagnate lungo il cammino, grazie infinite!”.

Queste brevi espressioni tratte da una lettera di ringraziamento che suor Bruna Piva, Canossiana, ci scrive dalla RD Congo, ci sembra siano la sintesi più bella di quello che, insieme, stiamo cercando di vivere e di trasmettere, sull’esempio di p. Mario Pesce.

Proprio per far fronte in qualche modo a questa e ad altre drammatiche situazioni, sta sempre più aumentando la quota parte degli aiuti destinati all’Africa (37%) che ha ormai praticamente eguagliato quella dell’India (38%). Pressoché invariati gli aiuti al resto del mondo: resto dell’Asia (12%), Europa dell’Est (8%) e Sudamerica (5%).
L’iniziativa principale è sempre la “adozione – borsa di studio” lanciata per sostenere e accompagnare nella crescita e nell’istruzione gruppi di bambini e giovani donne, con l’obiettivo dello sviluppo integrale della persona. Tramite tale iniziativa si sostiene la frequenza scolastica di base ma anche la possibilità di frequentare studi superiori o percorsi di formazione professionale. Nel 2017, più della metà degli aiuti inviati sono stati utilizzati in questo modo.
L’altro grande settore di intervento è stato la sanità: sostegno a dispensari e ospedali per debellare malattie (lebbra, TBC, malnutrizione, malaria, AIDS… ), prevenire infezioni e sostenere lo sviluppo di intere collettività.
Altri aiuti, minori come percentuali ma sempre fondamentali per chi li riceve, sono stati inviati per microcredito, costruzione di casette e scuole, pozzi e impianti di depurazione, sostegno nelle emergenze e alla pastorale.
Come gli altri anni, siamo riusciti a mantenere le spese generali e di comunicazione al 10% del bilancio complessivo, nonostante la diminuzione delle offerte ricevute.

Grazie a tutti voi, amici e sostenitori, che rendete possibile tutto questo bene! Insieme abbiamo cercato di essere il volto della carità per tanti fratelli nelle diverse “periferie” del mondo. Un impegno che continua… Molto resta da fare: ve ne diamo qualche accenno nelle pagine che seguono.

Leggi la newsletter completa! (formato PDF)

Pasqua 2018

Se la carità si fosse spenta o affievolita nel nostro cuore, la Quaresima è una nuova occasione che il Signore ci offre per ricominciare ad amare. È quanto papa Francesco scrive, in sintesi, nel suo messaggio per questo tempo che stiamo vivendo. Ne riportiamo qualche espressione particolarmente significativa per noi.

“…L’esercizio dell’elemosina, insieme al digiuno e alla preghiera, ci libera dall’avidità e ci aiuta a scoprire che l’altro è mio fratello: ciò che ho non è mai solo mio. Come vorrei che l’elemosina si tramutasse per tutti in un vero e proprio stile di vita! Come vorrei che, in quanto cristiani, seguissimo l’esempio degli Apostoli e vedessimo nella possibilità di condividere con gli altri i nostri beni una testimonianza concreta della comunione che viviamo nella Chiesa. A questo proposito faccio mia l’esortazione di san Paolo, quando invitava i Corinti alla colletta per la comunità di Gerusalemme: «Si tratta di cosa vantaggiosa per voi» (2 Cor 8,10).

Questo vale in modo speciale nella Quaresima, durante la quale molti organismi raccolgono collette a favore di Chiese e popolazioni in difficoltà. Ma come vorrei che anche nei nostri rapporti quotidiani, davanti a ogni fratello che ci chiede un aiuto, noi pensassimo che lì c’è un appello della divina Provvidenza: ogni elemosina è un’occasione per prendere parte alla Provvidenza di Dio verso i suoi figli; e se Egli oggi si serve di me per aiutare un fratello, come domani non provvederà anche alle mie necessità, Lui che non si lascia vincere in generosità?”

La carità come stile di vita …è quanto p. Mario Pesce ha proposto fin dall’inizio ed è quello che noi e voi, amici del Gruppo India, insieme vogliamo continuare a vivere con sempre più impegno. In queste pagine vi proponiamo un nuovo rapido “giro del mondo” tra alcune delle realtà aiutate e da aiutare.

Viaggio in Bangladesh – Novembre 2017

Partiamo da un viaggio reale, l’ultimo dei tanti che alcuni volontari del Comitato Gruppo India effettuano (sempre a proprie spese) per conoscere più da vicino le varie realtà missionarie, verificare i progetti in atto, studiare il modo migliore per ulteriori interventi. La meta è il Bangladesh, pochi giorni prima del viaggio del Papa in questa terra, e ha toccato quasi tutti i punti aiutati dal Gruppo India.

Istruzione nella grande piantagione di tè (Sylhet). La terra è delle grandi multinazionali del tè e i braccianti sono pagati meno di 1 euro per 12 ore di lavoro. Vivono in una vasta area, dispersi in piccoli villaggi lontani chilometri e chilometri dalle scuole. Padre Toppo, nativo di questa zona, svolge un intenso lavoro nella zona girando tra i villaggi per portare ovunque il sostegno scolastico necessario. “Le anziane di uno sperduto villaggio, saputo che ero la ‘postina’ degli italiani, con mio grande imbarazzo mi hanno lavato, profumato e baciato i piedi in segno di riconoscenza per tutti voi”. Così ha raccontato Luisa Bracco, volontaria.

Scuole e ostelli a Kellabari e Dinajpur. Cittadine ai confini con l’India. Zona tanto povera! Le misere baracche sono costruite lungo corsi d’acqua diventate fogne e scarichi a cielo aperto. La povertà estrema è sofferta soprattutto dai più piccoli. Ma… li riconoscereste? Gli stessi bambini e bambine, grazie alle adozioni-borse di studio, frequentano la scuola delle Suore di Maria Bambina, dove possono lavarsi, usare i servizi igienici, mangiare, avere una divisa, libri, insegnanti, ecc. I loro sorrisi, la gratitudine dei genitori e le preghiere dei missionari sono per voi.

A tutti l’augurio sincero di

una serena e buona Pasqua

e di una carità “inventiva” fino all’infinito!

Leggi la newsletter completa! (formato PDF)

Natale 2017

«Se vogliamo festeggiare il vero Natale, se vogliamo incontrare il Bambino che nasce, è lì, in quella mangiatoia che dobbiamo guardare, bisogna andare lì, dove Egli sta». E non basta, perché quel Bambino che nasce ci interpella, mette in discussione il nostro modo di essere e di vivere. Così rifletteva papa Francesco nella Messa di Natale dello scorso anno.

Ma non è solo Gesù il bambino davanti al quale dobbiamo metterci in discussione. In un mondo in cui l’infanzia continua a essere violata in tanti modi diversi, il Papa porta all’attenzione di tutti noi, i tanti bambini cui dobbiamo guardare: «Lasciamoci interpellare dal Bambino nella mangiatoia, ma lasciamoci interpellare anche dai bambini che, oggi, giacciono nelle squallide “mangiatoie di dignità”: nei rifugi sotterranei per scampare ai bombardamenti, sul marciapiede di una grande città, sul fondo di un barcone sovraccarico di migranti. Lasciamoci interpellare dai bambini che non vengono lasciati nascere, da quelli che piangono perché nessuno sazia la loro fame, da quelli che non tengono in mano giocattoli ma armi».

Papa Francesco ci esorta, quindi, a uscire dall’indifferenza in cui spesso cadiamo, travolti da una vita quotidiana troppo affannata che non ci permette di accorgerci nemmeno di chi ci è vicino, come è successo a Gesù che: «…nasce rifiutato da alcuni e nell’indifferenza dei più. Anche oggi ci può essere la stessa indifferenza, quando Natale diventa una festa dove i protagonisti siamo noi, anziché Lui; quando le luci del commercio gettano nell’ombra la luce di Dio: quando ci affanniamo per i regali e restiamo insensibili a chi è emarginato. Questa mondanità ci ha preso in ostaggio il Natale; bisogna liberarlo!».

Incontrare Gesù significa riconoscerlo nei “piccoli” del mondo, in tutti quelli che sono considerati scarto. È questo l’unico modo di rendere vivo e attuale il Natale. Il Gruppo India è nato nel Natale 1980 dopo che padre Pesce e 15 giovani suoi alunni, decisero di vivere questo “incontro” in India. Fu proprio quello “scontro” diretto con la povertà che aprì i loro occhi e i loro cuori, e che, ancora oggi, interpella tutti noi che formiamo la grande famiglia del Gruppo India. In queste pagine – insieme alle più recenti richieste di aiuto che attendono una risposta – riportiamo alcune delle tante iniziative che sosteniamo regolarmente in oltre 30 Paesi del mondo, soprattutto attraverso le Adozioni – Borse di Studio. Altre le troverete nel nostro sito internet rinnovato. Possiamo assicurare che ogni euro donato è utilizzato al meglio… eppure non sempre è facile mantenere gli impegni assunti con migliaia di bambini e con le loro famiglie. Ci affidiamo alla generosità, all’inventiva e all’impegno di tutti per cercare di coinvolgere altri, certi che Dio, attraverso noi, continuerà a fare cose grandi che cambiano il mondo.

A tutti l’augurio sincero di Buon Natale e di un sereno Anno 2018!

Leggi la newsletter completa! (formato PDF)

Autunno 2017

«Non amiamo a parole ma con i fatti». È il titolo e al tempo stesso l’invito del Messaggio di papa Francesco per la prima Giornata mondiale dei poveri da lui istituita e che si celebrerà domenica 19 novembre, in continuità con il Giubileo della Misericordia per “stimolare in primo luogo i credenti perché reagiscano alla cultura dello scarto e dello spreco, facendo propria la cultura dell’incontro. Al tempo stesso l’invito è rivolto a tutti, indipendentemente dall’appartenenza religiosa, perché si aprano alla condivisione con i poveri in ogni forma di solidarietà, come segno concreto di fratellanza. Dio ha creato il cielo e la terra per tutti; sono gli uomini, purtroppo, che hanno innalzato confini, mura e recinti, tradendo il dono originario destinato all’umanità senza alcuna esclusione”.

È un richiamo alla concretezza: la povertà non è un’entità astratta, ma… “ha il volto di donne, di uomini e di bambini sfruttati per vili interessi, calpestati dalle logiche perverse del potere e del denaro… povertà frutto dell’ingiustizia sociale, della miseria morale, dell’avidità di pochi e dell’indifferenza generalizzata!”. Davanti a questi scenari, il Papa ci spinge a non restare inerti e rassegnati, ma a “rispondere con una nuova visione della vita e della società”.

È un appello alla mobilitazione per rimuovere le cause della fame e le fonti di una disuguaglianza sempre più profonda, per porre un freno a un sistema finanziario fuori controllo, per rispondere alla domanda di giustizia e alla necessità di perseguire il bene comune. Occorre passare da “parole vuote” a “fatti concreti” con i quali siamo chiamati a misurarci. La carità per un cristiano deve diventare condivisione: “Se vogliamo incontrare realmente Cristo, è necessario che ne tocchiamo il corpo in quello piagato dei poveri, come riscontro della comunione sacramentale ricevuta nell’Eucaristia. Il Corpo di Cristo, spezzato nella sacra liturgia, si lascia trovare nella carità condivisa, nei volti e nelle persone dei fratelli e delle sorelle più deboli”.

Leggendo queste parole del Papa come non pensare al nostro p. Mario Pesce? Sono parole che tante volte abbiamo ascoltato anche dalle sue labbra; è quanto lui ha vissuto radicalmente e insegnato con forza. È proprio da queste convinzioni profonde che è nato il Gruppo India, quest’opera di carità creativa e fattiva, oggi affidata a tutti noi.

Sono tanti gli appelli che ci arrivano da varie parti del mondo. In particolare fr. Francis Tirkey da Purnea (Bihar, India) ci scrive:

“Le pesanti piogge monsoniche che hanno colpito Nepal e Bangladesh si sono riversate su di noi sotto forma di alluvioni: città e paesi allagati, ponti e strade distrutti, case spazzate via dall’acqua che ha superato il metro e mezzo di altezza… Kishanganj è rimasta sotto l’acqua per due giorni; Gopalpur è inondata: entrambi gli ostelli sono chiusi e i bambini sono stati inviati alle loro famiglie ben prima del tempo. Il governo sta cercando di dare sollievo alla popolazione colpita, ma raggiungere tutti è quasi impossibile. Continuate a pregare per noi e per le persone colpite nei villaggi rurali, specialmente per i più vulnerabili.”

Leggi la newsletter completa! (formato PDF)

Estate 2017

Uniti per dare un volto concreto alla Carità

“Dall’India al mondo: un grande ponte d’amore”. È lo slogan che più rappresenta il “Gruppo India” oggi! Pur conservando nel proprio nome il riferimento al Paese per il quale è iniziato il proprio impegno, il suo orizzonte si allarga sempre più al mondo, con una attenzione speciale al continente africano. È da qui, infatti, che ci giungono molte grida d’allarme: conflitti, razzie, scontri etnici, siccità, denutrizione, malattie… sembra che non ci sia un attimo di pace e serenità in questi Paesi, pur nell’indifferenza del resto del mondo.

Questi drammi e le loro conseguenze sullo sfruttamento delle persone e delle risorse locali non possono non richiamare costantemente la nostra attenzione. Siamo convinti che tante piccole gocce formano un mare di bene. il Comitato ha cercato di gestire al meglio le preziose gocce che ognuno ha donato, spesso con sacrificio e in molti casi con ammirevole fedeltà. Così cresce il supporto dato ai Paesi africani, in risposta alle emergenze e per ricostruire le basi di queste società continuamente minate. L’ultimo appello ci era giunto dalla Rep. Centrafricana (cfr. circolare Pasqua 2017). Quanto sr M. Elena Berini ci scrive è la testimonianza più bella di quanto questo aiuto sia concreto, importante, vitale…

RRa Bocaranga«Cari amici del Gruppo India, come dirvi la gioia e la riconoscenza delle tante persone che abbiamo potuto aiutare grazie a voi? Dopo l’attacco dei ribelli a Bocaranga, il 2/2/2017, abbiamo aiutato i più vulnerabili: vedove con bambini, malati che non potevano comperare le medicine, famiglie che avevano perso tutto: materiale da cucina, materassi… Abbiamo organizzato pasti per più di 90 bambini dei rifugiati, acquistato sacchi di fagioli, pagato la retta scolastica a oltre 30 giovani e bambini; a ognuna delle famiglie che si erano rifugiate nelle nostre aule abbiamo dato 50€ per le necessità più urgenti. La situazione resta precaria, gruppi di ribelli circolano e creano paura. Lo stato di allerta continua. Come Suore della Carità siamo attente alle sofferenze, ai bisogni dei più poveri. In questi giorni è tornata una ragazzina delle nostre elementari, presa come moglie da un capo ribelle razziatore di ragazze e che ora è stato ucciso. È orfana e vive con una donna anziana. Le stiamo facendo fare i test per accertarci che non sia stata infettata dall’AIDS. Vuole tornare a scuola e noi faremo di tutto per aiutarla. Tante sono le giovani violentate, obbligate a prostituirsi per vivere, vestirsi e curarsi. La società Centroafricana è allo sfascio… ma ci sono piccoli segnali di ripresa, piccole luci che si accendono qua e là e che invitano a sperare, ad andare avanti. Certamente verranno tempi migliori per questo popolo, per i suoi giovani in cerca di Pace. È bello per noi poter sempre contare su di voi! Continuate a darci una mano… insieme daremo un volto concreto alla Carità».

Dedichiamo queste pagine particolarmente all’Africa. Per tutti l’invito a restare o a entrare in questa bella catena di solidarietà e di vicinanza a quanti, in Africa e nel mondo, si trovano in difficoltà. Insieme continueremo a vivere una Carità concreta e a dare una mano ai tanti che contano su di noi.

Scarica la newsletter completa! (formato PDF)

Verso la Pasqua 2017

Pasqua2017

“La Quaresima è un tempo propizio per aprire la porta ad ogni bisognoso e riconoscere in lui o in lei il volto di Cristo. Ognuno di noi ne incontra sul proprio cammino. Ogni vita che ci viene incontro è un dono e merita accoglienza, rispetto, amore”. Così papa Francesco nel messaggio per la Quaresima di quest’anno.
L’esortazione del Papa è che la Quaresima segni, per ciascuno di noi, “un nuovo inizio”. È l’invito alla conversione “per non accontentarsi di una vita mediocre, ma a crescere nell’amicizia con il Signore.
La Parola di Dio, “forza viva, capace di suscitare la conversione nel cuore degli uomini”, ci aiuta ad aprire gli occhi per accogliere la vita e amarla, soprattutto quando è debole. L’esempio dell’uomo ricco e del povero Lazzaro ci insegna che “la giusta relazione con le persone consiste nel riconoscerne con gratitudine il valore… perché ogni persona è un dono”.

E come non pensare al nostro p. Mario Pesce SJ? Quante volte, con la vita e la parola, ci ha ripetuto che Cristo e i poveri sono la stessa cosa!… Un cuore grande, il suo, un amore straordinario per i poveri, i lebbrosi, i bambini soprattutto. Ci ha insegnato che ogni “opera di carità” non deve essere un modo di “scaricarsi la coscienza” attraverso l’elemosina, ma deve tradursi in un vero cammino di conversione, che passa attraverso l’incontro spirituale con l’altro, vicino o lontano, soprattutto se debole e povero.
È la grande eredità che ci ha lasciato e che insieme stiamo portando avanti.

Oltre al grazie grande che ci giunge da vari luoghi, facciamo eco alle sempre nuove richieste di aiuto che riceviamo. E come tacere le “richieste silenziose” che ci giungono come un “urlo” da varie situazioni di emergenza? L’ultima è appena arrivata da Bocaranga (Rep. Centrafricana), missione sostenuta per i due foyers per ragazze e per vari progetti: pozzi, costruzione aule, sala informatica. Sr. Elena Berini delle Suore della Carità di S. Antida ci scrive:

Gruppi di ribelli sono entrati a Bocaranga e hanno iniziato a sparare: ci sono stati più di 18 morti, altri sono scomparsi… Hanno bruciato il mercato, negozi… Hanno forzato le porte delle case della gente e rubato i loro beni …tutto è stato così rapido! La moglie di uno dei nostri insegnanti è stata uccisa. Hanno assaltato la missione dei padri Cappuccini e l’hanno saccheggiata. Quante emozioni, paure! Siamo immerse in un fiume di insicurezza, con le tante persone che si sono rifugiate nella nostra missione. Le abbiamo accolte nei foyers, nelle aule del liceo: più di 250 persone! Cerchiamo di confortare, di alleviare la sofferenza con le nostre parole, con i nostri gesti concreti di aiuto e con la preghiera. Nel Suo cuore di Padre deponiamo le grida e i pianti delle famiglie che hanno perduto persone care, la disperazione di coloro ai quali tutto è stato rubato, bruciato, saccheggiato… la tristezza dei bambini privati dell’istruzione, dei corsi a scuola, la nostra sofferenza di vivere la nostra missione sempre sotto tensione, circondate da tanta violenza. Ma… nonostante tutto noi continuiamo a credere e a sperare che…

Nuove Coordinate Bancarie

La PACE è POSSIBILE,
il CUORE UMANO PUÒ CAMBIARE,
la VITA è più forte della MORTE!

Con le armi dell’amore,
Dio ha sconfitto l’egoismo e la morte.
Con Lui anche noi vogliamo
continuare 
a fare la nostra
piccola, insostituibile parte!

 Buona Pasqua a tutti!

 

Scarica la newsletter completa! (formato PDF) 

 

Natale 2016

Quanti doni abbiamo ricevuto nella nostra vita? Forse il pensiero corre a quelli materiali, quelli piccoli e grandi, che ci sono stati offerti in diverse circostanze. Certamente pensiamo anche ai doni non materiali, che spesso sono quelli più importanti: l’amore che abbiamo ricevuto, le esperienze che abbiamo vissuto, l’insegnamento di persone speciali.

Al termine dell’anno giubilare della Misericordia, il S. Natale ci offre, ancora una volta, l’occasione per meditare sul mistero del dono. Gesù, piccolo e povero, in mezzo agli uomini è il segno dell’Amore di Dio per ciascuno di noi. È un dono grande sul quale riflettere nel silenzio della preghiera, per continuare il cammino di conversione, che Papa Francesco ci ha proposto anche come responsabilità personale che si fa corresponsabilità comunitaria.

La chiusura delle porte giubilari deve lasciare spalancate le porte del nostro cuore: ciascuno di noi è chiamato a essere “soglia”, attraverso la quale la Misericordia di Cristo è libera di entrare e uscire, in una dinamica continua di dono e accoglienza dell’Amore di Dio. Il dono comporta responsabilità: siamo chiamati a usare bene quel che abbiamo e i talenti ricevuti e – a nostra volta – offrire agli altri un segno di noi. D’altra parte abbiamo certamente tante volte sperimentato che “è più bello donare che ricevere”.

2016natale_2Il Gruppo India, anche nell’anno trascorso, si è fatto strumento per far giungere a migliaia di bambini e alle loro famiglie quel che generosamente è stato donato. Lo ha fatto – come sempre – mantenendo un contatto diretto con i missionari, assicurando l’effettiva realizzazione delle attività e delle opere e contenendo al massimo le spese di gestione. Ci piace offrire in queste pagine qualche piccola eco del molto di più che è stato fatto e, al tempo stesso, presentare altre necessità. È un viaggio ideale attraverso tanti Paesi e volti di fratelli, che non abbiamo bisogno di conoscere per amare e sostenere con il dono materiale ma, soprattutto, in quell’unione di preghiera e solidarietà, che è alla base della proposta del Gruppo India. Un viaggio che continua ogni giorno nel sito internet, che stiamo aggiornando e vi invitiamo a visitare.

Tra i ringraziamenti che ci giungono da tante parti del mondo, facciamo nostre le parole di una giovane volontaria in una delle missioni aiutate in Africa: “…Io sono il tramite, ma siete voi che avete fatto tantissime belle cose con i soldi che mi avevate dato prima di partire. Aiutare qua non è sempre facile, ma di certo… quell’anziana mamma all’ospedale quel giorno non aveva niente da mangiare e voi gliene avete dato, quel padre di famiglia aveva bisogno di 8 euro per iniziare un commercio per dare da mangiare ai suoi figli e voi glieli avete dati, a una casa mancavano porte e finestre e voi le avete messe. E quante caramelle, quanti sorrisi, quanti piatti di riso avete regalato! Impossibile elencare tutto! Io dico sempre che sono piccoli gesti che non cambieranno il mondo intero, ma danno vita, danno gioia a chi li riceve. E la gioia porta la pace e la pace leva le ingiustizie, e la pace rende felici e la felicità contagia il mondo intero! Grazie ad ognuno di voi!”

A tutti un augurio sincero di Buon Natale!

Scarica la newsletter completa! (formato PDF)