Autunno 2016

ADOZIONE – BORSA DI STUDIO

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Per tantissimi bambini, ragazzi e ragazze la reale possibilità di andare a scuola, di vivere un’infanzia serena e di poter sognare un futuro migliore.
Da tutto il mondo essi gridano a tutti la loro gioia e il loro

 GRANDE GRAZIE!

 Grazie a tutti voi che siete già coinvolti in questa iniziativa.
Grazie a chi, raccontando il proprio impegno, permetterà a colleghi, amici e conoscenti di vivere anche loro questa bella esperienza.
L’avventura continua!
Milioni di bambini contano
ancora su di noi!

Ci hai mai pensato?

ANCHE TU PUOI!…

L’adozione – borsa di studio, lanciata 35 anni fa da p. Mario Pesce sj, ha da sempre posto al centro lo spirito di fraternità e carità cristiana: non si tratta soltanto di un invito a contribuire economicamente ai bisogni di milioni di bambini che non hanno accesso all’istruzione, al cibo e ai beni di prima necessità, ma di convertire il nostro cuore all’amore verso l’altro lontano e sconosciuto. Un messaggio tanto più attuale in questi anni, nei quali i flussi migratori dagli accenti sempre più drammatici interpellano in modo sempre più forte la nostra capacità di accoglienza e fratellanza.

L’aiuto economico – pur necessario e a volte indispensabile – non può essere disgiunto da questo forte impegno di conversione del proprio cuore e del proprio stile di vita. L’unione spirituale è una dimensione non secondaria della “adozione”. Dai vari luoghi sostenuti ci giungono costanti le rassicurazioni della preghiera dei bambini e degli adulti, qualunque sia la loro religione, per tutti i benefattori. E siamo certi che lo stesso avvenga in senso inverso. Anche per questo si insisteva molto nei primi tempi affinché la quota per le “adozioni” venisse versata mensilmente e non una volta per tutto l’anno. I costi postali o bancari ben giustificano (anzi incoraggiano) il versamento unitario della quota, ma è importante evitare che diventi una specie di canone della luce o dell’acqua, bensì sia sempre un’offerta ricordata e pensata.

Le molte richieste che ci pervengono da tanti luoghi e il costante innalzamento dei costi che si registra ovunque, ci ha però indotti a riflettere anche sulla dimensione economica della nostra iniziativa. Pur consapevoli dei notevoli sacrifici con i quali molti benefattori si mantengono fedeli all’impegno assunto ormai da molti anni, osiamo chiedere, ove è possibile, di innalzare l’offerta mensile da 16 a 20 euro. Da parte nostra e di tutti i missionari che raggiungiamo in tanti luoghi del mondo possiamo assicurare che ogni euro viene impiegato per migliorare le condizioni dei bambini sostenuti e assicurare loro migliori opportunità di studio e, quindi, di lavoro e di positivo cambiamento delle vite loro e delle comunità.

autunno2016_2DONO ALLEGRIA – P. Pesce teneva molto che, ogni tanto, ad esempio a Natale o in altre feste, i missionari offrissero ai bambini sostenuti, oltre al necessario quotidiano, un piccolo dono per regalare anche a loro un po’ di quella gioia che troppo spesso viene loro negata. Sebbene sia sempre stata nostra cura coltivare questa idea vogliamo rilanciare l’iniziativa e invitare – nei limiti del possibile – a unire di tanto in tanto un’offerta straordinaria di 5 euro per un vestito nuovo, delle caramelle, un dolcetto, un semplice gioco… per regalare un sorriso e far giungere forte il nostro amore a ciascuno di questi piccoli.

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Estate 2016

DALL’INDIA AL MONDO…

UN GRANDE PONTE DI MISERICORDIA

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Praticare la misericordia significa avere il cuore di Dio, che “…risponde e si prende cura dei poveri, di coloro che gridano la loro disperazione, che ascolta e interviene per salvare, ispirando donne e uomini generosi. La misericordia non può rimanere indifferente davanti alla sofferenza degli oppressi, al grido di chi è sottoposto a violenza, ridotto in schiavitù, condannato a morte…” (Papa Francesco, Udienza 27 gennaio 2016)

Fu questa “misericordia”, di cui il cuore di p. Mario Pesce sj era pieno, che 35 anni fa lo ispirò a lanciare l’iniziativa delle “adozioni – borse di studio”. Da qui nacque il Gruppo India! L’obiettivo era rivolto all’India, ove era avvenuto l’incontro con tanti bambini bisognosi di tutto. Da allora il ponte di solidarietà si è andato sempre più allargando a tanti altri Paesi.

Il Comitato ha conservato il nome originario anche in occasione della sua trasformazione in onlus, ma i dati che emergono dal bilancio dell’anno 2015 confermano che – grazie al sostegno di tantissimi benefattori – l’aiuto ha raggiunto oltre 100 località in numerosi stati dell’India e almeno altrettanti luoghi in 30 altri Paesi del mondo: dal Pakistan, Bangladesh, Myanmar, Vietnam, Thailandia, Filippine… al Brasile, Argentina, Paraguay, con un’attenzione sempre maggiore all’Africa: Sudan, Camerum, Etiopia, Togo, Angola, Ciad, R.D. del Congo, Rep. Centroafricana, Tanzania, Malawi, Uganda, Madagascar, senza dimenticare alcune aree critiche dell’Europa e Medio Oriente.

Gli aiuti sono stati destinati per poco più di un terzo all’India e un altro terzo all’Africa.

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La destinazione delle risorse per tipologia di aiuto ha incluso la realizzazione e l’arredo di scuole, ma anche il contributo alla costruzione di casette. Una percentuale significativa degli aiuti è andata al settore sanitario col sostegno a dispensari e ospedali e a interventi per dare l’acqua: pozzi, cisterne, impianti di depurazione. Molteplici anche le iniziative in campo sociale (e in parte pastorale) attuate da religiosi e religiose e da noi appoggiate in vista della promozione e dello sviluppo. Una parte degli aiuti è andata a interventi di emergenza soprattutto nelle aree colpite da guerre o da calamità naturali.

Particolarmente significativo è il fatto che anche nel 2015 il “Gruppo India” è riuscito a mantenere le spese di gestione al di sotto del 10% delle offerte ricevute e dunque a inviare effettivamente a chi ha bisogno oltre il 90% di quanto generosamente ci viene donato.

Tanti gesti concreti di amore che sono la testimonianza migliore della “misericordia” vissuta insieme nel 2015, nei 35 anni di vita del Gruppo India e in quelli che verranno: vogliamo che siano per tutti, sempre più “segnati” dalla “misericordia” da accogliere e da donare. Grazie perché continuerete ad essere con noi.

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Pasqua 2016

I poveri sono…

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la possibilità di conversione che Dio ci offre

Nel gennaio di 35 anni fa al ritorno dal primo incontro con i bambini dell’India p. Pesce sj lanciò l’iniziativa della “adozione a distanza” per aiutare quei piccoli a frequentare la scuola e migliorare le loro condizioni di vita e quelle delle loro famiglie attraverso l’opera preziosa di tanti religiosi e collaboratori. Soprattutto p. Pesce desiderava invitare ciascuno ad aprire il proprio cuore a un fratello lontano e contemporaneamente a quanti incontriamo nella vita quotidiana.

Nel messaggio per la Quaresima di questo anno giubilare, papa Francesco ha ricordato che “la misericordia di Dio è un annuncio al mondo: di tale annuncio ogni cristiano è chiamato a fare esperienza in prima persona”. La speranza è che questo annuncio entri nella nostra vita e ci stimoli all’amore del prossimo, risvegliando “la nostra coscienza spesso assopita davanti al dramma della povertà e per entrare sempre più nel cuore del Vangelo, dove i poveri sono i privilegiati della misericordia divina”.

La generosità di tanti benefattori ha consentito al Gruppo India di sostenere intere comunità (anche con assistenza sanitaria, fornitura di acqua, opere sociali e sostegno a piccole attività imprenditoriali) e vorremmo riuscire a farvi giungere il grazie di chi ha avvertito la vicinanza di un fratello lontano e sconosciuto.

Nonostante tutto questo continuano ad arrivarci bisogni che attendono la nostra risposta generosa e soprattutto la conversione del nostro cuore. In queste pagine presentiamo alcune iniziative a sostegno dell’istruzione, ma anche una TESTIMONIANZA di chi si fa prossimo alle famiglie colpite da una guerra vicina.

Siria… la vita più forte della morte

SL Siria

“In Siria gestivamo una scuola, bella, nuova, con 2.300 alunni! Mi sembrava di vivere in un paradiso con e per i bambini. Ed ecco che nel 2011 la violenza della guerra scoppia in Siria. La situazione si aggrava, le bombe arrivano fino a scuola. Siamo obbligate a trasferirci nei locali del Patriarcato, privi di arredi e attrezzature ma più sicuri. Siamo quattro Suore della Carità, siriane e libanesi. Abbiamo scelto di restare! Desideriamo condividere con la gente questa vita difficile, cercando di ritrovare la gioia e la speranza nonostante le bombe e la miseria e aspettando soprattutto la pace. Ci siamo avventurate in questa sfida, superando difficoltà e paura… per celebrare la vita più forte della morte. Perché tutti i giorni noi andiamo a scuola senza sapere se rientreremo sane e salve a casa con i nostri alunni. Siamo convinte che se siamo in vita è perché abbiamo ancora una missione grande da svolgere in questa terra. La guerra ci ha spinte a essere ancora più vicine ai poveri e a servirli, come chiedeva la nostra fondatrice S. Giovanna Antida Thouret. Ora abbiamo due priorità: la scuola e le famiglie di rifugiati, impoveriti da questa guerra atroce. Quasi tutti i giorni visitiamo queste famiglie per toccare le piaghe della gente. Talvolta siamo là con queste persone, solamente per offrire il nostro ascolto. La nostra preghiera, quella del popolo siriano, si unisce a quella di Gesù in croce, che si può riassumere in poche parole: Signore, porta la luce nei cuori sprofondati nelle tenebre e perdona tutti quelli che vogliono la guerra, perché essi non sanno quel che fanno”. (Sr. Fida)

 

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In Siria, come pure in Libano, le suore portano avanti questa grande missione a sostegno delle famiglie e dei bambini siriani. Attraverso queste foto hanno voluto trasmetterci il loro GRAZIE e dirci che l’emergenza continua e si aggrava… Noi non le lasceremo sole, sicuri che, ogni nostro dono, piccolo o grande, andrà a “toccare la carne di Cristo” in quella di tanti fratelli e sorelle che sono nella sofferenza. (Prog. SILI)

Buona Pasqua a tutti!

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Natale 2015

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L’amore compassionevole di Dio per l’umanità è rivelato nella persona di Gesù: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito per noi” (Giov. 3,16). Prepariamoci ad accogliere la venuta di Gesù in ognuno di noi. Impegniamoci con tutte le nostre forze a fare in modo che il Santo Natale ci trovi pronti a incontrare Gesù, il Figlio di Dio fatto uomo, che ha vissuto nella storia e ha rivelato la vera natura del Padre, ricco di amore; lasciamoci trasformare dalla Sua presenza!

 L’amore misericordioso del Padre per l’umanità non è terminato con la venuta di Gesù ma continua a manifestarsi nel tempo attraverso persone di buona volontà capaci di essere messaggere di amore e compassione. Così il Suo amore si è manifestato nell’incontro di Padre Mario Pesce sj con i poveri, con i bambini dell’India privati dell’istruzione e della speranza del futuro.

 Esattamente 35 anni fa, alcuni ragazzi dell’Istituto Massimo di Roma trascorsero il Natale con i bambini dell’India, assaporando la presenza di Dio. Da quell’incontro del 1980 nacque la sfida di cambiare la vita di quei bambini, delle loro famiglie e soprattutto di noi stessi, troppo presi dalla vita frenetica: così nacque il “Gruppo India”. La gioia di quella esperienza ha contagiato negli anni tanti benefattori e ha consentito di costruire un ponte di amore fra migliaia di persone in tutto il mondo. Davvero ogni benefattore si associa all’opera di Dio e con il suo impegno – e spesso vero sacrificio – rende il Suo amore Paterno visibile nel mondo, attuando la Parola di Gesù: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a Me” (Mt.25,40).

Gruppo India - Padre Pesce con bambiniNon dobbiamo recarci a Betlemme e cercare una mangiatoia per incontrare Gesù: nasce in ciascuno di noi quando Lo riconosciamo nel povero. Papa Francesco ci offre un’occasione speciale per approfondire questo incontro: l’anno giubilare della Misericordia ci invita a riflettere sull’amore di Dio, a riscoprire giorno per giorno i Suoi doni di Padre buono, rendendoci strumenti del Suo amore con la pratica delle opere di misericordia, riconoscendo nel prossimo il fratello: “Chi ha pietà del povero fa un prestito al Signore che gli darà la sua ricompensa” (Prov. 19,17).N2015 basso

Attraverso queste pagine ancora una volta vogliamo farvi giungere la riconoscenza di alcune tra le tante persone che, grazie alla generosità di tanti fratelli lontani, hanno potuto sperimentare l’amore di Dio e aprirsi alla speranza di un futuro migliore. Al tempo stesso continuiamo a chiedere il vostro appoggio e vi invitiamo a colmare questo periodo di Avvento con atti di amore che preparino davvero la venuta di Gesù in un luogo accogliente per vivere insieme nel profondo il Suo Natale.

Buon Natale a ciascuno di voi!

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Autunno 2015

Nagaland 1

UN INCONTRO E UNA GIOIA GRANDE

La sfida del “Gruppo India” è di costruire un ponte di amore e fraternità fra persone che non si conoscono ma che si sentono fratelli. Le quotidiane notizie che in questi mesi ci raccontano storie di migrazioni, spesso tragiche, mettono alla prova una volta di più la nostra capacità di aiutare quanti sono nel bisogno in tante parti del mondo. Persone, mamme, bambini sostenuti dal “Gruppo India”, dei quali intravediamo i volti in qualche fotografia o che alcuni di noi incontrano nei viaggi attraverso i quali periodicamente verifichiamo i bisogni dei vari luoghi sostenuti e l’efficacia dei nostri aiuti. Il nostro grazie e quello che quotidianamente riceviamo dai missionari, ai quali trasmettiamo l’aiuto che spesso con sacrificio tanti benefattori ci fanno pervenire, è poca cosa rispetto a quanto vorremmo far conoscere circa la vera utilità del sostegno e di quelle somme, per noi modeste, che consentono a tanti di avere un futuro migliore. Nelle scorse settimane abbiamo ricevuto la notizia di un incontro e una gioia grande…. da condividere con voi!

Ci scrive Fratel Paride Colombo sj: “Sono ormai 8 anni che ho lasciato il Gruppo India e che mi trovo nel noviziato di Genova. Oggi, 5 agosto, ho avuto un incontro che non posso non condividere con voi benefattori del Gruppo India. Nel noviziato, durante tutto il mese di agosto, ospitiamo gli scolastici gesuiti che provengono da varie parti del mondo per lo studio dell’italiano. Accanto a me, a tavola, c’è uno studente dai lineamenti indio – cinesi. Domando la sua provenienza (India – Kohima Region, al confine con il Myanmar) e subito approfitto per raccontare dei miei viaggi in India e anche della visita in Nagaland e proprio a Kohima. A un certo momento il giovane gesuita, in un italiano da principiante, mi racconta che circa 12 anni fa era studente nella scuola e ostello a Nagaland e ricorda che era passato in visita un gesuita italiano. Lo interrompo e gli dico: “Guarda che quel gesuita ero io”. Ricordava ancora il nome di Suor Rosa e di Liliana che mi accompagnavano. L’emozione è stata grande da parte di tutti e due nel rivivere alcuni ricordi e nel far memoria delle tre giornate che trascorsi con tutti i ragazzi”.

Nel 2002 James Kulvi e altri 150 studenti potevano frequentare la scuola superiore nel loro villaggio grazie al sostegno dell’adozione/borsa di studio del “Gruppo India”. Oggi ha 27 anni ed è a Roma per gli studi di teologia che lo condurranno a essere ordinato sacerdote nella Compagnia di Gesù fra 3/4 anni. Un suo compagno di studi è diventato medico e un altro lavora in banca… Sono queste storie che testimoniano l’importanza di quel piccolo grande gesto di solidarietà che da tanti anni il “Gruppo India” propone: l’ADOZIONE/BORSA di STUDIO davvero consente a migliaia di bambini di cambiare la propria vita e con essa la vita di un’intera comunità. La solidarietà si trasforma in speranza e in vita…

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Nagaland - James Kulvi James e fr. Paride Nagaland 3

 

Estate 2015

La presenza
di quei volti…
“Ogni persona…
possa percepire
la presenza di quei volti.
Una presenza nascosta,
ma che in realtà dev’essere
la vera protagonista dell’evento:
i volti degli uomini
e delle donne
che hanno fame,
e che si ammalano,
e persino muoiono,
per un’alimentazione
troppo carente o nociva…”
(Papa Francesco,
Videomessaggio
inaugurazione Expo Milano 2015
)

Estate2015

 

In questi giorni tanti ragazzi stanno terminando le fatiche dell’anno scolastico e guardano ai risultati dell’impegno profuso. Anche il “Gruppo India” ha tirato le somme di quanto è stato possibile fare nel 2014 grazie alla generosità di tanti benefattori. Nonostante le difficoltà abbiamo potuto sostenere circa 220 opere gestite da missionari, religiosi e religiose di diversi Ordini o Diocesi per programmi pluriennali o interventi mirati in oltre cento località sparse in 15 stati dell’India e in 27 altri Paesi di Asia, Africa, America Latina, Europa e Medio Oriente con una ripartizione di circa un terzo degli aiuti inviati all’India, un terzo a 13 stati dell’Africa e il restante terzo agli altri luoghi.

 L’iniziativa principale è la “adozione – borsa di studio” per sostenere e accompagnare nella crescita e nell’istruzione gruppi di bambini, ma anche di giovani donne con l’obiettivo dello sviluppo integrale della persona. Tramite tale iniziativa si sostiene la frequenza scolastica di base, ma anche la possibilità di frequentare studi superiori o percorsi di formazione professionale. A questo si è affiancata la realizzazione e l’arredo di scuole, particolarmente ove esse mancano o sono del tutto inadeguate e progetti a favore della popolazione locale, soprattutto pozzi e impianti per l’approvvigionamento e la depurazione dell’acqua. Come sempre si è privilegiato il supporto ad attività generatrici di reddito.

Aiuti e spese 2014

torta2015

Particolare attenzione è stata diretta al settore sanitario con il sostegno a dispensari e ospedali per debellare malattie, prevenire infezioni e favorire lo sviluppo di intere collettività. Oltre a interventi in risposta alle emergenze sono stati sostenuti programmi di sviluppo sociale e di formazione professionale mantenendo una piccola percentuale di contributi per attività più propriamente pastorali. Il grafico qui accanto evidenzia la destinazione delle risorse per tipologia di aiuto e il fatto che siamo riusciti ad inviare effettivamente a chi ha bisogno almeno il 90% di quanto generosamente ci viene donato.

Per noi del “Gruppo India” più dei numeri contano le persone e allora – un po’ come i ragazzi che lasciano i compagni della quotidiana vita scolastica portando con sé il ricordo dei loro volti – vorremo guardare tutti insieme i volti di quelle migliaia di persone, soprattutto bambini, che cerchiamo di aiutare, sapendo bene che anch’essi non cessano di immaginare i volti di chi, con tanta generosità, li ha sostenuti e non li abbandona al bisogno.

Da sempre il “Gruppo India” richiama alla necessità di un “cambiamento di mentalità, per smettere di pensare che le nostre azioni quotidiane – a ogni grado di responsabilità – non abbiano un impatto sulla vita di chi, vicino o lontano, soffre la fame”. È quanto anche Papa Francesco ha ricordato nel suo videomessaggio per l’inaugurazione di Expo, nel quale ha anche raccomandato che tutti, sempre e ovunque siamo accompagnati dalla coscienza dei “volti”: i volti di milioni di persone che oggi hanno fame, che oggi non mangeranno in modo degno di un essere umano.

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Pasqua 2015

DOV’È IL TUO FRATELLO?

Pasqua2015Padre Mario Pesce sj ci insegnava che la quaresima è un tempo forte di riflessione ma anche di azione concreta nel segno della Carità cristiana e dell’attenzione al prossimo.

Papa Francesco nel suo messaggio annuale invita a porci la domanda del Signore “dove è il tuo fratello?”

Il tempo che viviamo ci offre infinite possibilità di incontro con persone di tutto il mondo e spesso le loro sofferenze entrano nelle nostre case attraverso i mezzi di comunicazione o le incrociamo per la strada senza però coinvolgerci troppo.

Il Gruppo India sin dalla sua nascita ha lanciato la sfida della carità che – proprio come ci ricorda ora il Santo Padre – si vive su tre livelli per evitare la tentazione dell’indifferenza. Anzitutto con la preghiera nella comunione della Chiesa terrena e celeste. In secondo luogo con gesti di carità, raggiungendo sia i vicini che i lontani con un segno, anche piccolo, ma concreto, della nostra partecipazione alla comune umanità.

Infine il Papa ci ricorda che la sofferenza dell’altro costituisce un richiamo alla conversione, perché il bisogno del fratello mi ricorda la fragilità della mia vita, la mia dipendenza da Dio e dai fratelli. Se umilmente chiediamo la grazia di Dio e accettiamo i limiti delle nostre possibilità, allora confideremo nelle infinite possibilità che ha in serbo l’amore di Dio. Egli ci dice “poiché siamo legati in Dio, possiamo fare qualcosa anche per i lontani, per coloro che con le nostre sole forze non potremmo mai raggiungere, perché con loro e per loro preghiamo Dio affinché ci apriamo tutti alla sua opera di salvezza” e aggiunge “chi vuole essere misericordioso ha bisogno di un cuore forte, saldo, chiuso al tentatore, ma aperto a Dio. Un cuore che si lasci compenetrare dallo Spirito e portare sulle strade dell’amore che conducono ai fratelli e alle sorelle”.

In questi primi mesi dell’anno riceviamo relazioni e ringraziamenti da tanti luoghi del mondo che, insieme, abbiamo raggiunto nel 2014. In queste pagine ne riportiamo alcuni. È solo un piccolo squarcio sul molto di più che abbiamo realizzato, a volte con somme davvero modeste. Incontriamo alcuni delle migliaia di bambini che hanno l’opportunità di andare a scuola, malati che, nelle tante periferie del mondo, ricevono cure, sostegno e dignità. Vediamo come i frutti dell’istruzione germogliano in giovani donne che saranno promotrici di una società migliore. Ci impegniamo perché il bene primario dell’acqua non sia negato ai più vulnerabili, soprattutto in Africa. Una grande missione che continua… con l’impegno, la generosità e l’inventiva di tutti.

“Credo che il Gruppo India sia la cosa più bella cui lo zio p. Mario abbia dato vita”. Sono parole della nipote Laura che ha partecipato all’incontro degli amici del Gruppo India di Roma, il 21 novembre scorso. Questa grande e bella opera d’amore oggi è affidata a ognuno di noi. P. Pesce guida i nostri passi dal cielo. Sul suo esempio vogliamo farci tutti sempre più “agenti moltiplicatori” di varie iniziative, a partire da quella che ha davvero cambiato la vita di un numero incalcolabile di bambini:

L’ADOZIONE – BORSA DI STUDIO

Un’iniziativa che è sempre rivolta al GRUPPO e assume INFINITE MODALITÀ di espressione e destinatari.

Anche tu puoi!… Se lo hai già fatto, passaparola ad altri e moltiplicherai il tuo aiuto!…

 

Pasqua2015 base 1 Pasqua2015 base 2

Un augurio sincero perché il tempo di quaresima possa “rinfrancare i nostri cuori”

e ci conduca alla gioia profonda del mistero d’amore della Pasqua.

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Natale 2014

NATALE È INCONTRO

Natale 2014

La storia del “Gruppo India” nasce da un incontro avvenuto nel Natale 1980, quello fra 15 studenti dell’Istituto Massimo di Roma guidati da P. Mario Pesce sj e centinaia di bambini dei villaggi dell’India. P. Pesce ha poi incontrato e fatto incontrare tante persone attraverso molti luoghi del mondo alimentando il fuoco della Carità, che si è fatta dono vicendevole. Gesù, che è nato per noi a Betlemme, continua oggi a invitarci all’incontro fraterno, che promuove la solidarietà nella condivisione. Il Bambino che nasce povero ci offre il Suo messaggio di salvezza e ci insegna a cercare i valori veri e la ricchezza del cuore. In questo Natale di tempi difficili per chi vive in Italia, ma ancor di più per chi vive nelle periferie del mondo, la “adozione – borsa di studio” è un mezzo semplice per realizzare l’incontro fra persone, riconoscere il nostro fratello da amare come il Bimbo della Grotta, creando spazio nel nostro cuore e nella nostra vita per chi resta lontano e sconosciuto ma viene sostenuto verso un futuro migliore.
Da quel primo incontro il “Gruppo India” continua a farsi strumento per realizzare ponti di solidarietà ed è bello sapere che anche tante scuole italiane accolgono i nostri volontari per conoscere le storie di altri studenti meno fortunati e ricevere stimoli per il cuore e la mente, non meno importanti dell’aiuto economico che si può offrire. Frequentare la scuola, apprendere un mestiere, avere acqua pulita, potersi curare sono esigenze primarie che, attraverso il “Gruppo India”, hanno trovato una risposta concreta per migliaia di persone come testimoniano alcune delle storie che presentiamo in queste pagine, anche come doverosa rendicontazione dello scrupoloso utilizzo di ciò che viene donato nonostante le difficoltà. Molti altri bisogni attendono una risposta generosa: anche un piccolo dono è prezioso e continuerà a consentirci di sostenere decine di luoghi di missione ove tantissimi bambini frequentano la scuola (o vorrebbero averne una) e dove religiosi e laici quotidianamente affrontano con impegno e creatività le sfide della povertà.

E per una risposta ancora più efficace il “Gruppo India”, dal 2 ottobre scorso, ha assunto la qualifica di ONLUS, consentendo così ai benefattori di usufruire dei vantaggi fiscali previsti dalla legge. Un passaggio ponderato e significativo anche per una migliore organizzazione interna, ma che mantiene il “Gruppo India” ben saldo nei principi che hanno ispirato la sua nascita. Lo conferma il fatto che lo scorso settembre è stato eletto presidente del Comitato Marco Petrini, che ha partecipato al primo incontro del 1980 e condiviso da allora l’ormai lungo cammino.

Buon Natale e Felice Anno nuovo a tutti i benefattori
e a tutti coloro che il “Gruppo India” fa incontrare nella solidarietà!

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Autunno 2014

Autunno 2014

VOI STESSI DATE LORO DA MANGIARE

BBa con quaderno
piatto riso
Congo -BBo
Cari amici, mentre vi scrivo nella mia mente si fanno presenti volti, storie e incontri vissuti in questi anni dedicati al Gruppo India. Sono le parole di Gesù rivolte agli apostoli: “… voi stessi date loro da mangiare” (Mt 14,16), a creare il clima di questa mia comunicazione. Quante mani del Gruppo India distribuiscono pane, acqua, medicine, scolarizzazione, dignità, futuro…! Mani bianche, nere, gialle, ma sempre docili alla carità e alla speranza: virtù che rendono visibile la fede in Gesù Cristo figlio di Dio. E allora non deve sorprendere il “miracolo” per il quale dalla povertà e dalla rassegnazione si conosce la forza della vita; dalle paure e dalle violenze si scopre il coraggio di opporsi in modo attivo e costruttivo; dall’esclusione e dallo sfruttamento si afferma e si difende il diritto di esistere di ogni persona, la cui dignità va promossa e custodita.
Alla luce di queste convinzioni maturate perché sperimentate negli anni, anche attraverso le iniziative e l’opera del Gruppo India, vi comunico che anche per me è giunto il tempo di passare il “testimone” in quanto assegnato a una nuova missione.
Lascio il Gruppo India e tutti voi con sentimenti di gratitudine e meraviglia per tutto ciò che ho ricevuto e per tutto ciò che continuate, ciascuno di voi, a rappresentare per la mia vita. Sapere che le vostre mani caritatevoli continuano a distribuire speranza mi conforta e rafforza la mia fede in Colui che ha reso possibile l’incrocio delle nostre strade. Pregate per me e per quanti incontrerò nella nuova missione. Vi ricordo con affetto e nella preghiera.
 Vostro
P. Gianni Di Gennaro s.j.

“Quel poco che abbiamo, quel poco che siamo,

se condiviso, diventa ricchezza”

(Papa Francesco)

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Estate 2014

Estate2014

Quando Kum Kum Kumari, lo scorso anno, arrivò al nostro ostello da un remoto villaggio di famiglie povere e analfabete, non riusciva neanche a pronunciare il proprio nome ed era molto scontrosa. Ora è capace di leggere e scrivere oltre che di prendersi cura della propria igiene personale. Le piace pettinarsi i lunghi capelli, cantare, danzare e pregare. Grazie alla formazione ricevuta i suoi progressi sono stati impressionanti e la sua crescita integrale è stata resa possibile dall’aiuto del “Gruppo India”.

Far frequentare la scuola a Esther Ankita era un grande sogno per la sua famiglia, che vive alla giornata in un povero villaggio e non ha le possibilità di sostenerne la spesa. Inoltre la bambina sembrava aver poca voglia di studiare. Grazie al “Gruppo India” è stata accolta nell’ostello e in un anno e mezzo è diventata una delle allieve più brillanti della scuola St. Mary: eccelle in inglese, musica e danza. Guida il coro e, quando può, legge le letture in chiesa e serve la messa. Il suo comportamento e la cura di sè sono esemplari.

Nel visitare qualche mese fa la diocesi di Buxar, nel Bihar, nord dell’India, alcuni componenti del “Gruppo India” hanno potuto constatare di persona i cambiamenti che piccole somme possono consentire a Kum Kum ed Esther, ai loro 316 compagni di scuola (ospitati nei 5 ostelli sostenuti) e a tante migliaia di bambini e bambine, di cui il “Gruppo India” si prende cura in decine di località del mondo.

Esther e Kum KumL’iniziativa della “ADOZIONE – BORSA DI STUDIO” dopo oltre trent’anni continua a consentire di assicurare il cibo quotidiano, l’alloggio e la formazione scolastica a giovani e bambini di tante località, che nel tempo vedono cambiare le proprie condizioni di vita, anche grazie al miglioramento delle condizioni igieniche e sanitarie.

In queste pagine presentiamo in sintesi quanto è stato possibile realizzare nel 2013 (grazie all’aiuto di tanti benefattori e l’attenzione al miglior utilizzo dei fondi disponibili) ma rilanciamo anche l’appello a sostenere i tanti bambini che attendono il nostro aiuto, presentando solo alcune delle iniziative vecchie e nuove che bussano alla nostra porta.

Da sempre la “adozione – borsa di studio” non significa solo un aiuto economico, ma l’impegno a una amicizia con l’Altro anche ignoto, all’apertura del cuore, al cambiamento di vita.

Così mentre auguriamo a tutti voi un periodo di meritato riposo confidiamo che anche in questi mesi estivi non farete andare in vacanza la solidarietà!

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