Autunno 2021

«Quando, nel Natale ’80, il Gruppo India nasceva, non avremmo mai potuto pensare che, dai 20/30…50 bambini che si pensava di “salvare/aiutare”, saremmo arrivati a molte migliaia… e non solo in India ma nel “Mondo intero”. Ma la cosa che più rallegra è che la maggior parte di voi aiuta con amore e sacrificio. Questa iniziativa ha portato molti a vivere il Vangelo con più coerenza e a dare un significato più vero alla Comunione che ci unisce a Cristo ma anche a tutti i fratelli (specie gli ultimi) rendendoci membra di un solo corpo… È importante ricordarsi sempre che l’aiuto materiale, pure necessario, rimane insignificante elemosina se non è unito a uno spirito di sacrificio …soprattutto richiede un costante ricordo e preghiera per le persone che cerchiamo di aiutare, imparando a vedere nel fratello povero o ammalato, Gesù che continua in loro la sua passione». (Estate 1997)

«Mai dobbiamo separare l’Eucarestia dai poveri. L’Eucarestia e i poveri sono una cosa sola. Non c’è l’una senza l’altra. Se noi crediamo veramente che Gesù è sotto le specie del pane, che Gesù è nell’affamato, nel senza tetto, nell’abbandonato, nel non amato, nel disperato… allora “il Pane di Vita sarà mangiato con e per i poveri”. Allora l’adozione – borsa di studio che sosteniamo sarà un gesto di vero amore, non di un solo momento. I bambini “adottati” ci accompagneranno come figli e fratelli e nella Comunione ci accorgeremo che essi sono lo stesso Gesù che si immedesima in ogni sofferenza e dolore». (Settembre 1991)

Il cuore, il pensiero e la spiritualità di p. Pesce riflessi nelle sue lettere continuano ad accompagnarci in questo “anno speciale” per tutti noi che “abbiamo incontrato” la sua grande opera d’amore e che, in vari modi, siamo coinvolti nell’impegno per portarla avanti e trasmetterla ad altri. L’idea che torna ripetutamente è che è alla base di tutto è il legame inscindibile che c’è tra Gesù e i poveri.

Ed è in piena linea con papa Francesco che spesso ce lo ricorda… come fa nel Messaggio per la Giornata Mondiale dei Poveri di quest’anno 14/11/2021…

«Il volto di Dio che Egli rivela è quello di un Padre per i poveri e vicino ai poveri. Tutta l’opera di Gesù afferma che la povertà non è frutto di fatalità, ma segno concreto della sua presenza in mezzo a noi. Non lo troviamo quando e dove vogliamo, ma lo riconosciamo nella vita dei poveri, nella loro sofferenza e indigenza, nelle condizioni a volte disumane in cui sono costretti a vivere (n.2). I credenti, quando vogliono vedere di persona Gesù e toccarlo con mano, sanno dove rivolgersi: i poveri sono sacramento di Cristo… (n.3). “I poveri li avete sempre con voi” (Mc 14,7). È un invito a non perdere mai di vista l’opportunità che ci viene offerta per fare del bene…» (n.8).

La ricorrenza dei 40 anni di vita e di impegno del Gruppo India è, per tutti noi, una tappa importante per ringraziare il Signore per il cammino fatto. Ma è anche l’occasione per proseguire insieme con un rinnovato impegno e una grande fantasia nella carità. Il Gruppo India oggi è affidato a ognuno di noi, alla nostra capacità di mettere in moto cuore, mani, testa e inventiva… perché il contagio della solidarietà raggiunga altre persone, famiglie, scuole, gruppi, colleghi di lavoro… È solo insieme che il bene si moltiplica!

 

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Estate 2021

In questo anno in cui rendiamo grazie al Signore per i 40 anni del Gruppo India, ci sembra bello riportare nelle nostre lettere circolari stralci di quelle che p. Mario Pesce scriveva al rientro dai suoi viaggi. Insieme vogliamo così riscoprire il suo pensiero e ciò che lui riteneva fondamentale. Nel settembre 1987 scriveva:

«Ho innanzitutto il dovere di trasmettervi il grazie grande dei Missionari/e, dei bambini e dei nostri fratelli lebbrosi e di interi villaggi. Il poco che facciamo è per loro cosa grandissima. L’iniziativa “Adozione – Borsa di studio”, punto centrale del nostro lavoro, si è estesa a macchia d’olio. Ma gli occhi di tanti bambini che aspettano ancora un aiuto, non mi lasciano in pace e non mi fanno dormire. La nostra “catena di amore” deve assolutamente allargarsi per andare incontro a tanti altri bambini che ho visto e incontrato e che sperano anch’essi di poter avere un vestito, un pugno di riso, il contributo alle spese scolastiche. Sono nostri fratelli: in loro Gesù continua il Suo Calvario. Indimenticabile l’incontro con i lebbrosi, che non mi stancherò mai di chiamare fratelli carissimi! E allora l’aiuto più importante è coinvolgere altre persone nelle nostre iniziative: non stanchiamoci di parlarne a parenti, amici, gruppi parrocchiali, scuole. Solo così si potrà andare incontro a tanti bisogni toccati con mano e che non lasciano in pace».

Come non sentire risuonare nel nostro cuore le parole di papa Francesco nell’Enciclica “Fratelli tutti”?

«Desidero tanto che, in questo tempo che ci è dato di vivere, riconoscendo la dignità di ogni persona umana, possiamo far rinascere tra tutti un’aspirazione mondiale alla fraternità. Tra tutti: “Ecco un bellissimo segreto per sognare e rendere la nostra vita una bella avventura. Nessuno può affrontare la vita in modo isolato. C’è bisogno di una comunità che ci sostenga, che ci aiuti e nella quale ci aiutiamo a vicenda a guardare avanti. Com’è importante sognare insieme! […] I sogni si costruiscono insieme”. Sogniamo come un’unica umanità, […], ciascuno con la ricchezza della sua fede o delle sue convinzioni, ciascuno con la propria voce, Tutti fratelli! (n.8). Il bene, come anche l’amore, la giustizia e la solidarietà, non si raggiungono una volta per sempre; vanno conquistati ogni giorno. Non è possibile accontentarsi di quello che si è già ottenuto nel passato e fermarsi, e goderlo come se tale situazione ci facesse ignorare che molti nostri fratelli soffrono ancora situazioni di ingiustizia che ci interpellano tutti (n.11)».

Sognare insieme! Passare parola ad altri! È così che il Gruppo India ha potuto realizzare tanti sogni e continua a realizzarli. Migliaia e migliaia di bambini per i quali la vita è cambiata per sempre, grazie soprattutto alle Adozioni – Borse di studio. Dall’India al mondo… tanti progetti realizzati per creare sviluppo, donare dignità e salute, alleviare sofferenze. Infiniti mattoni posti nella costruzione di un mondo di fraternità, di giustizia e di pace. Ma non possiamo accontentarci. Tanti fratelli aspettano… Il bene va conquistato ogni giorno. Tanti sono i nuovi sogni da costruire insieme. Nelle pagine che seguono ne scoprirete alcuni. Grazie perché sarete con noi, perché inviterete altri a fare altrettanto: con l’impegno di tutti il bene e la fraternità cresceranno!

 

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Pasqua 2021

Padre Pesce ha sempre considerato importante l’educazione, la comunicazione e la condivisione dei progetti. Per questo sin dagli inizi ha voluto tenere informati tutti i membri della grande famiglia del Gruppo India su cosa si stava realizzando e sulle necessità da affrontare.

Ben presto la comunicazione si articolò con l’invio di quattro circolari annue. Purtroppo non tutto questo materiale è stato conservato ma, in occasione dei 40 anni del Gruppo India, pensiamo importante riportare alcuni stralci di quanto p. Pesce scriveva, al rientro da viaggi in India, nella circolare del settembre 1988 e in quella scritta 10 anni dopo il primo viaggio in India, anno che coincideva con il suo 50° di vita religiosa.

Settembre 1988
Amici carissimi,
dopo 37 giorni di esperienza utilissima – e spesso molto dolorosa per l’incontro con la povertà di tanti nostri fratelli – il mio primo pensiero è inviare a tutti, proprio a tutti, un grazie grande per quanto ci permettete di fare. Questo «grazie» non è formale ma è l’espressione di tanti occhi ricchi di gratitudine e di gioia di quanti sanno di essere amati e non solo aiutati.
L’operazione «adozione-borsa di studio» è veramente la salvezza per tanti bambini ed il primo grazie va al Signore che ci aiuta e ci benedice nel lavoro e a ciascuno di voi che contribuisce a fare qualcosa di veramente grande.Non è possibile fare un diario anche minimo del viaggio… Ricordo in particolare gli incontri assai belli con tanti bambini e con i lebbrosi, «nostri fratelli carissimi», che mi hanno fatto sentire come una sola famiglia e figli di uno stesso Padre insieme a voi pure lontani.
Settembre 1990

Aver toccato con mano i bisogni di tanti nostri fratelli non mi lascia in pace e vorrei trasmettere l’estrema necessità e utilità dei vostri preziosi aiuti e coinvolgere, con ogni sforzo, altre persone in questo ponte di amore. Gli occhi dei bambini incontrati sono un qualche cosa che tormenta e fa sentire tutta la vergogna del nostro esagerato benessere.

Quello che più mi preme sottolineare è la gratitudine e gioia che i vostri aiuti danno a tanti fratelli quasi sempre privi di tutto; gratitudine e gioia che non si può esprimere a parole, ma che rallegra infinitamente e nello stesso tempo fa vergognare per quanto poco noi facciamo per questi fratelli. Mi sento in dovere di sottolineare la dignità e la grandezza del povero in cui continua la sofferenza di Gesù ed è Lui che dobbiamo vedere in questi fratelli, è il cuore che dobbiamo donare: la carità ha significato se fatta con sacrificio e con un cambiamento di vita e se il povero che aiutiamo avrà un posto grande nella nostra preghiera e nella nostra comunione.

Una notizia personale: quest’anno compio 50 anni di vita religiosa. Il mio primo pensiero è di ringraziamento al Signore che si serve di «servi inutili» e nonostante i miei numerosi limiti mi ha chiamato a servirlo e a lavorare per il Regno dei Cieli, ancora grazie al Signore che mi ha dato una famiglia che mi ha insegnato ad amare Dio e a dare un significato alla mia vita, mettendola al servizio degli altri.

Auguriamo a tutti un buon cammino in questa Quaresima, per andare incontro al Signore Risorto.

Buona Pasqua a tutti!

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Natale 2020

Era la prima volta che non trascorrevo il Natale a casa con la mia famiglia e la prima volta che prendevo l’aereo, per una destinazione lontana e per quindici giorni senza contatti (non esistevano i telefoni cellulari!). Ero stato fra gli ultimi ad accettare l’invito di Padre Mario Pesce, il gesuita che sin dalle scuole medie era più che un educatore. Aveva insegnato a noi studenti dell’Istituto M. Massimo di Roma il senso profondo della Carità cristiana e ad essere – come voleva l’allora Padre Generale della Compagnia di Gesù, Pedro Arrupe – “uomini per gli altri”.

Insieme a lui siamo sbarcati in quindici in India a Bombay (ora Mumbai) e da lì a Dharampur nella parte meridionale dello Stato del Gujarat, in una missione appena avviata dalle Suore Canossiane in favore delle popolazioni tribali e più povere. Abbiamo dormito in una capanna di fango e comunicato solo a gesti e con lo sguardo con le centinaia di bambini e bambine accolti in un capannone per assicurare loro la frequenza scolastica. Ci siamo inerpicati per villaggi sperduti nella foresta incontrando mondi inimmaginabili.

Quell’esperienza ha segnato tutti coloro che l’hanno vissuta allora o nei viaggi successivi. In quel Natale 1980 abbiamo deciso di impegnarci perché quei bambini e le loro comunità avessero un futuro migliore assicurando un piccolo contributo mensile per le spese scolastiche, per il cibo e le necessità vitali. Così, al nostro rientro, abbiamo condiviso con parenti, amici, compagni di scuola l’iniziativa della “adozione-borsa di studio” destinata non ad un singolo bambino, ma a un gruppo e con l’impegno di una unione spirituale costante.

Sono trascorsi quarant’anni e il “Gruppo India” continua nello stesso modo a lanciare la sfida di amore fraterno a favore, non solo dei bambini dell’India, ma di giovani e adulti di circa 30 Paesi in Asia, Africa, America Latina, Europa e Medio Oriente. Tenendo vivo lo spirito iniziale e tramite Istituzioni religiose, con interventi puntuali o in modo continuativo, sosteniamo iniziative di formazione, sviluppo, sanità e tanto altro.

In questi anni il mondo è profondamente cambiato ma povertà ed esclusione continuano a interpellare la nostra sensibilità umana e cristiana e il fondamento del nostro impegno non è mutato. Il contributo generoso di migliaia di singoli benefattori, famiglie, gruppi ha consentito di accompagnare tante realtà in processi di sviluppo, raggiungendo l’obiettivo di non aver più necessità di sostegno. Abbiamo potuto, così, rivolgere lo sguardo ad altre emergenze, soprattutto in Africa.

In queste pagine offriamo solo qualche frammento di quanto realizzato e, insieme al grazie nostro e di quanti hanno beneficiato del contributo, segnaliamo alcune realtà che confidano nel sostegno del “Gruppo India”.

Insieme ai membri del Comitato, ai collaboratori e i volontari rendiamo grazie per i 40 anni del Gruppo India e ci prepariamo ancora una volta ad accogliere Gesù, che viene per ciascuno di noi con il Suo messaggio di Amore e Fraternità. Auguri di cuore a ciascuno di voi.

Marco Petrini
(Presidente Gruppo India)

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Autunno 2020

“Tendi la tua mano al povero”. Questo versetto del Siracide è il tema conduttore del Messaggio di papa Francesco per la IV Giornata Mondiale dei Poveri che quest’anno sarà celebrata domenica 15 novembre. Parole che risuonano ancora oggi con tutta la loro forza, cariche di significato per tutti noi.

“La preghiera a Dio e la solidarietà con i poveri e i sofferenti sono inseparabili. Per celebrare un culto che sia gradito al Signore, è necessario riconoscere che ogni persona, anche quella più indigente e disprezzata, porta impressa in sé l’immagine di Dio /…/ Quanto è attuale questo antico insegnamento anche per noi! Infatti la Parola di Dio oltrepassa lo spazio, il tempo, le religioni e le culture. La generosità che sostiene il debole, consola l’afflitto, lenisce le sofferenze, restituisce dignità a chi ne è privato, è condizione di una vita pienamente umana /…/. Tenere lo sguardo rivolto al povero è difficile, ma quanto mai necessario per imprimere alla nostra vita personale e sociale la giusta direzione /…/. I poveri sono e saranno sempre con noi (cfr Gv 12,8) per aiutarci ad accogliere la compagnia di Cristo nell’esistenza quotidiana. Sempre l’incontro con una persona in condizione di povertà ci provoca e ci interroga. Come possiamo contribuire ad eliminare o almeno alleviare la sua emarginazione e la sua sofferenza?” (Messaggio GMP 2020, cfr. n. 3, 4)

Ascoltare il grido dei poveri… Fu proprio l’impatto diretto con la povertà negli slum di Bombay e nei villaggi del Gujarat che, nel Natale 1980, accese nel cuore di p. Mario Pesce sj – già pieno di carità – e in quello dei 15 ragazzi che erano con lui, l’urgenza di rispondere a questo “grido”. E fu anche la spinta a darsi da fare perché altri facessero altrettanto. Nacque così il Gruppo India, una grande famiglia che, da 40 anni, prima in India …e oggi nel mondo, sente la responsabilità di tenere lo sguardo rivolto al povero e di lasciarsi provocare dal suo grido.

Infiniti modi per tendere la mano… Sono tante le forme di povertà e di bisogno e tante e diverse sono anche le “risposte” che siamo chiamati a dare. Dalle Adozioni – Borse di studio per assicurare cibo, cure, istruzione, futuro a migliaia di bambini, ragazzi e ragazze, a tanti altri progetti, piccoli e grandi, da realizzare e da sostenere nel tempo. E ancora le emergenze a cui rispondere, ultima quella del coronavirus che ci ha portati in India e in altri paesi asiatici e africani. La testimonianza di Fr. T. Antony Raj, dei Fratelli del Sacro Cuore, in Tamil Nadu, India, ci sembra possa riassumere il tanto bene che è stato seminato nel mondo e la gratitudine di chi lo ha ricevuto…

«Grazie!… Il vostro generoso contributo ha fatto molta, molta strada per fornire articoli sanitari e beni di prima necessità a tante famiglie scelte tra le più povere, tra quelle già colpite da altre malattie o rimaste bloccate lungo le strade e senza reddito. Ringrazio ancora una volta il Gruppo India e tutti i suoi donatori, a nome dei beneficiari e a mio nome. Invoco le benedizioni del Sacratissimo Cuore di Gesù su ognuno di loro e sulle opere del Gruppo India». E allora…

Che il grido silenzioso di tanti poveri possa trovarci sempre e dovunque in prima linea!

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Per i 40 anni del Gruppo India e nel ricordo di p. Mario Pesce

L’anniversario della morte di p. Mario Pesce sj (25-11-2006) per tutti noi, collaboratori, amici del Gruppo India, missionari/e… è sempre stato un momento importante per ritrovarci insieme, uniti nel ricordo e nel rendimento di grazie. Quest’anno c’è un motivo in più per esserci davvero tutti. Vi aspettiamo

sabato 21 Novembre 2020 – ore 18
nella Chiesa del Gesù – Piazza del Gesù – Roma
Preghiera, memoria, lode al Signore per questi 40 anni di impegno nella carità

S. Messa per p. Pesce – ore 19

L’invito è per tutti! È anche per chi desidera conoscerci e impegnarsi insieme a noi. È per quanti, nel mondo, sono stati e sono, in vari modi, raggiunti dal Gruppo India. A ognuno il compito di “inventare” il suo modo per esserci!

Estate 2020

Sono tanti i messaggi di solidarietà, pieni di preoccupazione e affetto, che ci sono giunti da tutto il mondo in questo tempo particolarmente difficile per l’Italia. Piccoli e grandi, missionari/e, vescovi… hanno pregato e pregano per tutti voi, amici e sostenitori del Gruppo India. È il loro modo di esprimere gratitudine e di ricambiare il bene che ricevono. Impossibile riportare qui tutti i messaggi (…chi lo desidera potrà leggerli qui). Per tutti lasciamo che vi parli mons. James Romen Boiragi, Vescovo di Khulna, Bangladesh:

«So che state seriamente lottando per superare il coronavirus. Esprimo il mio profondo cordoglio alle famiglie che hanno perso un loro caro. Mi dispiace per la vostra situazione. Preghiamo per tutti voi. Possa Dio rimuovere questo coronavirus e aiutare la gente a vivere in pace e in buona salute».

Ma ormai l’emergenza coronavirus è un dramma che coinvolge il mondo intero. E nei Paesi dove milioni di persone già lottano ogni giorno per la sopravvivenza, le sole restrizioni, più del virus, si stanno rivelando davvero drammatiche e devastanti. Missionari, parrocchie, diocesi stanno facendo il possibile per andare incontro ai poveri, resi ancora più poveri dalla pandemia. E da più parti ci giungono richieste di aiuto…

Nonostante la difficile situazione che stiamo vivendo in Italia…

abbiamo già dato qualche risposta, altre vorremmo ancora poterle dare… E vorremmo anche riuscire a mantenere tutti gli impegni regolari già presi con molte realtà missionarie e poter rispondere ai tanti appelli per varie altre necessità, come le pagine che seguono e le altre nostre lettere circolari vi raccontano.

Tutti architetti e protagonisti di una storia comune

“Siamo un’unica famiglia e nessuno si salva da solo!… È la lezione che abbiamo imparato da questa emergenza! Una lezione che ci permetterà di sentirci tutti architetti e protagonisti di una storia comune, uniti nella lotta ai tanti mali che affliggono milioni di fratelli in tutto il mondo”. È questo, in sintesi, il piano per risorgere tracciato da Papa Francesco in un suo intervento sulla rivista spagnola “Vida Nueva” (17/4/2020). “Riusciremo ad agire responsabilmente anche di fronte alla fame che tanti soffrono, sapendo che c’è cibo per tutti? Continueremo a guardare dall’altra parte di fronte a quelle guerre alimentate dal desiderio di dominio e di potere? Saremo disposti a cambiare gli stili di vita che fanno sprofondare così tanti nella povertà, incoraggiandoci a condurre una vita più austera e umana che consenta un’equa distribuzione delle risorse? /…/ La globalizzazione dell’indifferenza continuerà a minacciare e a tentare il nostro cammino… Che ci trovi con gli anticorpi della giustizia, della carità e della solidarietà”.

Cari amici e sostenitori del Gruppo India,
ci aspetta, dunque, il tempo della civiltà dell’amore da costruire insieme, ogni giorno, con l’impegno e la creatività di tutti.
E noi e voi ci saremo!
È in questo spirito che, insieme, vogliamo camminare verso la celebrazione dei 40 anni del Gruppo India e guardare a un futuro di speranza. Grazie a tutti!

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Pasqua 2020

“Rendiamo grazie per tutto il bene che c’è nel mondo, per i tanti che si impegnano gratuitamente, per chi spende la propria vita nel servire, per chi non si arrende e costruisce una società più umana e più giusta. Lo sappiamo: non possiamo salvarci da soli”…

“Non possiamo, non dobbiamo girarci dall’altra parte di fronte alle ingiustizie, alle disuguaglianze, allo scandalo della fame nel mondo, della povertà, dei bambini che muoiono perché non hanno acqua, cibo, le cure necessarie… Non possiamo chiudere gli occhi di fronte ai tanti nostri fratelli che, a motivo di conflitti e violenze, della miseria o dei cambiamenti climatici, lasciano i loro Paesi e vanno incontro spesso a un triste destino. Non dobbiamo rimanere indifferenti davanti alla dignità umana calpestata e sfruttata, agli attacchi contro la vita umana, sia quella non ancora nata sia quella di ogni persona bisognosa di cure”.
(Papa Francesco e Guterrez, Segretario Generale dell’ONU, video messaggio congiunto 20/12/2019)

È quello che, ancora una volta, vogliamo fare, insieme a tutti voi: rendere grazie al Signore per tutto il bene che, ormai da 40 anni, il Gruppo India opera nel mondo, grazie a voi, amici che lo rendete possibile con grande generosità e infinite forme di impegno e partecipazione. Ma anche, insieme a voi, non vogliamo e non possiamo restare indifferenti di fronte al grido di tanti nostri fratelli che ancora attendono solidarietà e giustizia. Non possiamo dimenticare che ciò che accumuliamo e spesso sprechiamo è il pane dei poveri. Ce lo ricorda papa Francesco anche nel suo Messaggio per la Quaresima 2020:

“È importante richiamare gli uomini e le donne di buona volontà alla condivisione dei propri beni con i più bisognosi attraverso l’elemosina, come forma di partecipazione personale all’edificazione di un mondo più equo. La condivisione nella carità rende l’uomo più umano, l’accumulare rischia di abbrutirlo, chiudendolo nel proprio egoismo…”

Vogliamo che la Quaresima sia per noi il tempo propizio per vivere con intensità questa dimensione della carità e del digiuno praticato con criteri di non-spreco e di risparmio, per destinare il “risparmiato” a chi è nel bisogno. Sarà il modo migliore per prepararci e per vivere davvero una Buona Pasqua!

Ogni nostra scelta sarà un atto di giustizia verso tanti fratelli che sono nel bisogno, diventerà, ad esempio

pane, latte, medicine… per tanti bambini malnutriti

che il Gruppo India raggiunge e sostiene in Ciad, Etiopia, R. D. del Congo… appoggiando regolarmente l’opera delle suore in vari centri nutrizionali, dispensari e ospedali…

“È impossibile salvarli tutti: qualcuno arriva in condizioni disperate. Tuttavia… ogni bimbo che arriva al centro è una sfida e un invito all’amore, ogni bimbo che torna a casa è un inno alla vita. Grazie a voi!” (Sr Claire Acen, da Aru, R. D. Congo)

A tutti una Buona Pasqua ricca di carità e di vera fraternità!

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Sono attive nuove modalità per aiutarci! Tutte le informazioni sono in questa pagina.

Natale 2019

Natale torna puntualmente a dirci che Cristo deve nascere di nuovo dentro di noi, presentarsi al mondo con la nostra faccia, le nostre mani, la nostra volontà di trasformare il mondo in qualcosa di più bello, più umano, più giusto. Come cristiani non possiamo limitarci a ricordare il Natale di Gesù, dobbiamo “costruirlo” ogni giorno con un impegno concreto di vita. È una festa che pone domande, che chiede risposte.

Come i pastori accorsi per primi alla grotta, anche noi vogliamo dunque metterci sempre di nuovo in cammino verso Betlemme e verso i tanti “Presepi del mondo”. Ci lasceremo accompagnare da alcuni dei tanti missionari raggiunti dal Gruppo India: saranno loro le nostre stelle comete… Ci condurranno tra i tanti fratelli, soprattutto bambini, affamati, sfruttati, profughi, ciechi, malati di lebbra, malaria, TBC, AIDS… tra chi non ha i mezzi per andare a scuola e per curarsi. Ci porteranno nelle case fatiscenti dei quartieri diseredati, negli ospedali e nelle carceri, dove tanti sofferenti attendono cure, sostegno e conforto. Ci condurranno tra chi chiede un pozzo, tra chi chiede istruzione, formazione, sviluppo… per poter guardare a un futuro di speranza.

Ci presenteranno i loro appelli e richieste di sostegno, ci racconteranno anche la gioia e il grazie di quanti, in vari modi, sono stati raggiunti dalla nostra carità, per i progetti realizzati, per le vite salvate e i sorrisi regalati, per l’aiuto con cui accompagniamo regolarmente la loro missione.

Insieme arriveremo all’umile capanna di Betlemme, dove ci sarà un Bambino appena nato ad aspettarci, per dirci che, in ogni povertà che abbiamo scoperto viaggiando con le nostre “stelle comete”, c’è Lui. E ancora una volta leverà verso di noi il suo grido di aiuto per l’umanità perché: “…Ogni volta che avete fatto queste cose a uno di questi fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25).

È da qui, da questo “incontro con il Povero” che vogliamo ripartire insieme per nuovi cammini di carità, attenti sempre al “grido dei poveri” che continua a giungerci da ogni parte del mondo. Rispondere a questo grido con una generosità e una fantasia sempre più grandi, capaci di coinvolgere nuovi amici, sarà il modo migliore per vivere il Natale che viene. E sarà con questo “più” di impegno e di generosità che, tutti insieme, vogliamo rendere speciale anche l’anno 2020 che segnerà i 40 anni di vita del Gruppo India.

Mentre celebriamo la nascita di “quel Bambino” nato povero, debole, indifeso, costretto a fuggire in Egitto per sfuggire alla morte… non dimentichiamo i tanti “Gesù” che oggi sono nella stessa condizione: ogni volta che ci chineremo su uno di loro, ci chineremo su Dio!

Buon Natale e Buon Anno 2020 a tutti!

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Grazie dal mondo!

R. D. Congo – Grazie a ognuno di voi e a tutti i nostri benefattori per la vicinanza. Noi, io con i miei, con i tanti che ci permettete di aiutare con progetti di alfabetizzazione, sviluppo, salute… siamo lieti di sentirvi sempre con noi. La vostra vicinanza durante questi 10 anni dal primo incontro col Gruppo India fa di voi per noi “sale e luce”. Con molta gratitudine per le vostre preghiere e il vostro supporto, auguriamo a tutti un S. Natale e un felice Anno 2020. Continuiamo a contare su di voi! (don Alfonso Mulami)
Bangladesh – Grazie a voi quest’anno, a Beneedwar, abbiamo potuto sostenere più di 100 bambini tra i più bisognosi della parrocchia. Abbiamo fornito loro cibo, vestiti, libri di testo, medicine, tasse scolastiche… I genitori lottano per sopravvivere e non possono compiere altri sforzi per l’istruzione dei figli. Vi ringraziamo molto e vi chiediamo di continuare ad assisterci anche in futuro. Che Dio vi benedica abbondantemente. (p. Cornelio Murmu, suore e catechisti)
India/West Bengal – Grazie! Ad Hatighisa tutti i lavori per la costruzione della nuova ala della scuola “St. Vincent de Paul” sono stati completati! Già sono attivi anche i corsi della secondaria superiore, grado XI e XII. I ragazzi riempiono le nuove aule, gli insegnanti hanno dei locali a loro disposizione per le riunioni e gli incontri con i genitori, c’è un laboratorio di informatica, una biblioteca, l’infermeria. Grazie a voi per il generoso contributo dato a questa importante realizzazione. (p. Lawrence Thanieslous sj)
Madagascar – Grazie dalle 50 donne che sono state accompagnate a partorire in ospedale, con più sicurezza per loro e per i neonati! Grazie dai 600 bambini sottoposti allo screening per le parassitosi e curati! Grazie dagli anziani poveri e malati che hanno ricevuto assistenza domiciliare, medicinali, cibo, trasporto in ospedale o nel dispensario! Grazie dai 15 malati di TBC che hanno ricevuto aiuti alimentari! Grazie dai tanti bambini malnutriti per il cibo e le vitamine! Grazie dalle 10 famiglie che col microcredito hanno iniziato una nuova vita! Grazie dalle 5 famiglie che hanno potuto costruirsi un carretto e acquistare i buoi per trainarlo! (p. Jeannot sj)
India/Karnataka – Grazie! Il pozzo che ci avete donato è motivo di felicità per tante persone. La gente del villaggio doveva percorrere molta strada per procurarsi l’acqua. Soprattutto le donne dovevano faticare duramente. Ma ora hanno acqua accessibile, sufficiente anche per i bisogni di agricoltori e pastori. La gente di Karadi vi sarà sempre grata per il vostro amore e generosità. Promettiamo le nostre preghiere per tutti i benefattori del Gruppo India. (p. Melwyn D’Souza)
Vietnam – Grazie dalle 18 famiglie che nel corso del 2019 hanno ricevuto da voi in dono una casetta o un pozzo! La loro vita ora è più bella, più sicura, meno disagiata. Le donne non dovono più andare a cercare acqua lontano da casa, i bambini crescono senza le malattie causate dal freddo, dall’umidità o dall’acqua poco pulita. Grazie per il vostro cuore generoso! Che Dio vi benedica tutti! (sr Mary)
India/Gujarat – Grazie! Bilpudi deve molto al Gruppo India. Abbiamo sentito il vostro sostegno fin dall’inizio e vi saremo sempre infinitamente grati. Per anni ci avete accompagnati con le Adozioni -Borse di Studio, avete risposto ai bisogni che si presentavano: la costruzione di una scuola più grande, la pavimentazione del cortile, i pannelli solari per dare acqua calda ai ragazzi dell’ostello! E poi ancora: il dispensario, la promozione delle donne, il progetto caprette, i programmi di formazione degli adulti… Ma ora abbiamo la gioia di dirvi che Bilpudi è autonoma e questo è certamente il regalo più bello per voi. Grazie a quanti hanno permesso, negli anni, questo risultato! (sr Susan Parmar)

 

Autunno 2019

Risvegliare nella comunità cristiana il dovere e l’entusiasmo di annunciare il Vangelo: è l’obiettivo posto da Papa Francesco al Mese Missionario Straordinario – Ottobre 2019, da lui indetto, con il tema “Battezzati e inviati: la Chiesa di Cristo in missione nel mondo”.

«La Chiesa è in missione nel mondo /…/ Una Chiesa in uscita fino agli estremi confini richiede conversione missionaria costante e permanente. Quanti santi, quante donne e uomini di fede ci testimoniano, ci mostrano possibile e praticabile questa apertura illimitata, questa uscita misericordiosa come spinta urgente dell’amore e della sua logica intrinseca di dono, di sacrificio e di gratuità (cfr 2 Cor 5,14-21)! /…/ È un mandato che ci tocca da vicino: io sono sempre una missione; tu sei sempre una missione; ogni battezzata e battezzato è una missione. Chi ama si mette in movimento, è spinto fuori da sé stesso, è attratto e attrae, si dona all’altro e tesse relazioni che generano vita…».

I missionari che partono per terre lontane sono solo la punta dell’iceberg, ma dietro di loro c’è una comunità che li manda, li accompagna, una comunità impegnata a riscoprire e a vivere, ogni giorno, la dimensione missionaria del proprio Battesimo con la preghiera, la testimonianza e la carità. Ci siete tutti voi, amici del Gruppo India che, con la vostra generosità e il vostro impegno, rendete possibile la carità dei missionari, la carità della Chiesa. Da tutto il mondo ce ne arrivano conferme. Dall’Etiopia Abba Marcello ci scrive…

«La Provvidenza fa sentire la sua voce: quando arrivano gli aiuti dall’Italia, il nostro volto si illumina perché in quel momento vediamo, come in anteprima, tante famiglie, papà e mamme schiacciati dal peso della sofferenza della miseria, con il rinnovato sorriso sul volto e la rinata speranza nel cuore. Perché… il missionario è il piede che va, l’occhio che vede, la mano che dà, ma il cuore della provvidenza, che pulsa e irrora di sangue fresco e pulito tutte le arterie del mondo, siete voi, con la vostra generosità e sensibilità. Il bene, dovunque lo seminerete, in Africa o in Italia, farà scendere tante grazie su tutti voi e le vostre famiglie. Amici cari, i poveri ci attendono… i modi per aiutare sono infiniti, inventiamo vie nuove per fare del bene e vivremo nuovi cieli e nuove terre, ogni giorno della nostra vita».

Essere missionari è, dunque, annunciare il Vangelo fino ai confini della terra. È anche chinarsi, come il buon samaritano, sulle necessità dei più bisognosi. È quello che, come Gruppo India, cerchiamo di fare da ormai quasi 40 anni. Proseguire su questa strada con un più di impegno e di inventiva sarà il modo migliore per vivere il prossimo mese Missionario straordinario e per restare uniti “in missione nel mondo”. Nelle pagine che seguono troverete qualche idea per concretizzare questo impegno.

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Estate 2019

«Dacci oggi il nostro pane quotidiano!… Quante madri e quanti padri, ancora oggi, vanno a dormire col tormento di non avere l’indomani pane a sufficienza per i propri figli! Immaginiamo questa preghiera recitata non nella sicurezza di un comodo appartamento, ma nella precarietà di una stanza dove manca il necessario per vivere. Le parole di Gesù assumono una forza nuova. L’orazione cristiana comincia da questo livello… dal cuore e dalla carne di persone che vivono nel bisogno o che condividono la condizione di chi non ha il necessario per vivere. Nemmeno i più alti mistici cristiani possono prescindere dalla semplicità di questa domanda. “Padre, fa’ che per noi e per tutti, oggi ci sia il pane necessario”. E “pane” sta anche per acqua, medicine, casa, lavoro…».

Così papa Francesco nell’Udienza del 27/3/2019, commentando la seconda parte del “Padre nostro”. Per tutti è una provocazione a pensare ai tanti fratelli per i quali questa preghiera è un grido che accompagna l’ansia di ogni giorno; è un invito a pensare ai “bambini affamati” del mondo d’oggi, a quelli che vivono in Paesi in guerra o dove manca il pane. Il Vangelo di Giovanni, ha sottolineato il Papa, racconta di una folla affamata e di un solo bambino “disposto a condividere i suoi cinque pani e due pesci”. Gesù moltiplicò quel gesto generoso: quel bambino aveva capito la lezione del “Padre nostro”. Il vero miracolo compiuto da Gesù non è tanto la moltiplicazione, ma la condivisione.

Come nei Vangeli ancora oggi una moltitudine di fratelli chiede pane, cure, casa, acqua, ospedali, scuole… Gesù, che non è mai passato indifferente accanto a queste richieste e a questi dolori, oggi chiede a noi di rendere possibile il “miracolo della condivisione”. Ed è quello che tutti noi e voi, amici del Gruppo India, cerchiamo di fare da quasi 40 anni. È quello che vogliamo continuare a fare con sempre più impegno, generosità e… “Fantasia nella carità”. Le pagine che seguono ne sono una conferma e una provocazione.

La nostra missione… incompleta senza il vostro aiuto

È grazie al vostro aiuto, cari amici del Gruppo India, che noi possiamo portare avanti la nostra missione presso i più poveri. Possiamo soddisfare i bisogni urgenti delle famiglie, dei bambini malnutriti, delle ragazze madri con i loro figli, dei malati… Quanti bambini, soprattutto, vivono in condizioni d’urgenza! Orfani di madre e di padre, o bambini che soffrono di AIDS, tubercolosi, malnutrizione, cecità e altri handicap. I bambini della nostra scuola materna beneficiano non solo di una buona educazione, ma anche di cibo, igiene personale, vestiario, cure mediche e di tanto affetto. Senza il vostro aiuto la nostra missione a Shire e in tanti villaggi della zona sarebbe incompleta e molto limitata. Vorrei potervi raccontare alcune situazioni per farvi riscoprire l’importanza e l’urgenza della vostra partecipazione alla nostra missione. Grazie per tutto quello che ci permettete di fare! (sr Aline Sfeir – Suore di S. Antida)

Padre, fa’ che per tutti ci sia il pane necessario…

Pane che è anche acqua, medicine, casa, lavoro…

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