Pasqua 2024

Questa nostra circolare vi raggiunge nel tempo della Quaresima, tempo forte per noi cristiani che ci avviciniamo a vivere il mistero pasquale. Ci piace continuare a chiamare questo tempo così come ci ha insegnato p. Pesce “Quaresima di fraternità”, perché non esiste una via che porti a Gesù senza i fratelli, non esiste una via che porti a Gesù che non sia “sinodale” fatta di cammino insieme, ascolto, condivisione, attenzione specie nei confronti di chi abita le “periferie esistenziali” fatte di solitudine, paura, ignoranza, malattia, fame…

Riteniamo che il modo migliore per vivere questa dimensione della fraternità sia condividere con voi alcuni stralci della testimonianza di Luisa, una nostra benefattrice che ha partecipato al recente viaggio in India (la testimonianza completa è disponibile qui).

«Ho conosciuto il Gruppo India 40 anni fa e da allora ho sostenuto con piccoli contributi annuali le sue attività. Quest’anno finalmente si è offerta l’occasione di un viaggio in Andhra Pradesh e Orissa, dove operano le Suore Canossiane, e l’ho colta al volo. Ero preparata a vedere persone indigenti, villaggi poveri e sperduti… ma a due cose non ero assolutamente preparata:

– l’accoglienza calorosa, gioiosa e festosa, non solo da parte delle comunità visitate, ma anche da tutti i gruppi di persone incontrate;

– l’attività delle sisters… Sisters = vere sorelle di tutti quei bambini, di quelle donne sole, di quegli anziani, di quei malati “invisibili” agli altri e in certi casi addirittura “intoccabili”, da loro trattati come fratelli, sorelle, con cure affettuose, sempre sorridenti, entusiaste del loro durissimo lavoro. Le sisters lavorano senza fermarsi mai, girano per i villaggi, casa per casa, talvolta anche con una “clinica mobile”, per fornire un supporto medico immediato, incuranti del fatto che si tratti di cristiani, hindu o musulmani…

Insomma ho toccato con mano quelle persone le cui storie vengono riportate nelle lettere circolari del Gruppo India e mi sono resa conto che quello che viene raccontato non rende minimamente l’idea dell’impegno delle suore, dei disagi che affrontano percorrendo a piedi o al massimo in scooter km e km.

Infine mi sono sentita in imbarazzo davanti alle numerosissime manifestazioni di affetto e gratitudine nei confronti del Gruppo India …e più che mai mi sono sentita in difficoltà pensando che con quello che si spende per una cena al ristorante si può garantire un mese di alloggio ad un ragazzo nell’ostello o mezza macchina da cucire! E mi sento sicura di affermare che nulla di ciò che il Gruppo India raccoglie viene sprecato, né a Roma dove la maggior parte dei collaboratori è fatta di volontari, né dalle sisters che vivono in maniera semplicissima».

“Anche oggi il grido di tanti fratelli e sorelle oppressi arriva al cielo. Arriva anche a noi? Ci scuote? Ci commuove?”… Lasciamoci provocare da questi interrogativi che papa Francesco ci pone nel suo Messaggio per la Quaresima di quest’anno e, insieme, viviamo intensamente questo tempo che ci prepara alla Pasqua.

A tutti i nostri più sinceri auguri per una S. Pasqua di gioia, di pace e di Risurrezione!

In questo periodo dell’anno, come sempre vi chiediamo di donare il vostro 5×1000. La vostra dichiarazione dei redditi si trasformerà in occasione per donare istruzione, salute, sviluppo, sorriso, futuro…

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Martedì 7 maggio al Teatro Golden di Roma andrà in scena “Il grande inquisitore, di guerra e di amore”, uno spettacolo di parole, musiche e segni di pace. È una rappresentazione che nasce dalla profonda emozione del ritorno impensato e impensabile della guerra accanto a noi, alla morte e all’orrore nuovamente arrecato dall’uomo agli altri esseri umani; al bisogno profondo di dire che tutto ciò è terribile e offende la nostra anima e il dono della vita e dell’amore. L’incasso della Compagnia sarà devoluto al Gruppo India per il sostegno di borse di studio per i bambini del sud del mondo.

Invieremo informazioni più dettagliate via email a tutti coloro che vivono a Roma o dintorni e che sono iscritti alla newsletter (potete farlo da questa pagina). Potete già scaricare la locandina per diffondere la notizia tra i vostri amici e colleghi.

Natale 2023

Mentre scriviamo queste pagine, il Natale si avvicina e la guerra imperversa in Palestina, la terra dove Gesù è nato, e la pace sembra essere un miraggio lontano ma la fiducia non deve abbandonare noi cristiani e papa Francesco ci dice che adottare un atteggiamento missionario può aiutarci a percorrere questa via.

Cuori ardenti, occhi aperti, piedi in cammino… Questo è il segreto: avere un cuore di carne nel quale l’amore è un fuoco ardente, essere attenti a tutto quanto accade attorno a noi, dalla famiglia al mondo intero, non fermarsi mai nell’edificazione del Regno! Ecco l’itinerario dei discepoli missionari, capaci di rinnovare la gioia e l’impegno per testimoniare il Vangelo nel mondo di oggi. Nel suo messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale, il Papa ci indica anche gli strumenti che ci possono aiutare a percorrere questa strada: la Parola di Dio e l’Eucaristia: «Occorre ricordare che, se un semplice spezzare il pane con gli affamati nel nome di Cristo è già un atto cristiano missionario, tanto più lo spezzare il Pane Eucaristico, che è Cristo stesso, è l’azione missionaria per eccellenza, perché l’Eucaristia è fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa».

Come non ricordare, a questo punto, p. Mario Pesce che ripeteva spessissimo: «Mai dobbiamo separare l’Eucaristia dai poveri. L’Eucaristia e i poveri sono una cosa sola. Non c’è l’una senza l’altra».

Cuori ardenti, occhi aperti, piedi in cammino… Cari amici, è con questi atteggiamenti che, insieme, ci apprestiamo a celebrare il Natale. “Alla Chiesa i poveri chiedono amore. Per amore si intende rispetto, accoglienza e riconoscimento, senza i quali fornire cibo, denaro o servizi sociali rappresenta una forma di assistenza certamente importante, ma che non si fa pienamente carico della dignità della persona… Gesù, povero e umile, ha fatto amicizia con i poveri, ha camminato con i poveri, ha condiviso la tavola con i poveri e ha denunciato le cause della povertà…” (Documento di sintesi al termine del Sinodo 2023).

È con questi atteggiamenti che continueremo a guardare il mondo e a fare tutti la nostra parte per renderlo più giusto, più umano e fraterno… e così gettare piccoli ma preziosi semi di pace.

Anche i nostri viaggi nascono da questa “urgenza missionaria” e sono vissuti con questi sentimenti. Sono esperienze che segnano la vita e da cui possono nascere cose grandi. Il Gruppo India, infatti, è nato proprio così: da quel primo viaggio in India, nel Natale 1980, di p. Mario Pesce con 15 giovani, alunni dell’Istituto Massimo di Roma. Quei “giovani” ci sono ancora oggi quasi tutti a fare la loro parte!

Ecco perché il nostro invito è rivolto soprattutto ai giovani!

Camerun e Paraguay: sono le mete dei prossimi viaggi; date e programmi sono da definire, ma ci auguriamo di organizzarli nei primi mesi del prossimo anno. Intanto si è appena concluso il viaggio in India (Andhra Pradesh) e, nel settembre scorso, è stato vissuto quello in Pakistan …un’esperienza straordinariamente bella e “forte” di cui troverete una piccola eco nelle pagine che seguono.

A tutti i nostri più sinceri auguri di Buon Natale e Buon Anno 2024!

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Autunno 2023

Non distogliere lo sguardo da “ogni povero”

«Quando siamo davanti a un povero non possiamo voltare lo sguardo altrove, perché impediremmo a noi stessi di incontrare il volto del Signore Gesù. E notiamo bene quell’espressione “da ogni povero”. Ognuno è nostro prossimo. Non importa il colore della pelle, la condizione sociale, la provenienza /…/. Siamo chiamati a incontrare ogni povero e ogni tipo di povertà, scuotendo da noi l’indifferenza /…/».

È l’invito – tratto dal libro di Tobia – che papa Francesco ci rivolge nel suo messaggio per la giornata dei poveri 2023 che celebreremo domenica 19 novembre prossimo. Sono parole che ci riportano, con forza e convincimento, all’insegnamento di p. Mario Pesce che non si stancava mai di ripetere che Cristo e il povero sono la stessa cosa, che sempre ci ha stimolati ad accompagnare la carità a un cambiamento di vita fatto di generosità, accoglienza, giustizia sociale, ascolto e semplicità di vita.

Il pensiero del Papa si allarga: «Penso in modo particolare alle popolazioni che vivono in luoghi di guerra, specialmente ai bambini privati di un presente sereno e di un futuro dignitoso. Nessuno potrà mai abituarsi a questa situazione; manteniamo vivo ogni tentativo perché la pace si affermi come dono del Signore Risorto e frutto dell’impegno per la giustizia e il dialogo». E non trascura di inserire parole di ringraziamento al Signore perché ci sono tanti uomini e donne che, in vari modi, vivono la dedizione ai poveri e agli esclusi e la condivisione con loro.

Il nostro pensiero e il cuore volano anche alle tante realtà che, come Gruppo India, aiutiamo in varie parti del mondo, grazie alla vostra generosità e attraverso la dedizione di donne e uomini come noi che hanno sentito la chiamata alla missione e le restano fedeli nella gioia del darsi agli altri, ai più poveri, agli ultimi.

Dopo il Covid riprendono i viaggi missionari

Libano: è stata una visita breve perché inserita in un viaggio a più ampio raggio, organizzato da una parrocchia di Roma. Abbiamo incontrato alcune comunità delle Suore della Carità di S. Giovanna Antida che qui operano in diverse città con particolare attenzione all’educazione dei piccoli e dei giovani. È stata un’esperienza di amicizia, simpatia, gioia, comunione… con le suore e i loro ospiti. Abbiamo goduto dei loro occhi illuminati dalla luce di Cristo, l’unica che può indicare la strada in situazioni difficili e dare forza e costanza nelle difficoltà.

Il Libano è un Paese tribolato da divisioni religiose, corruzione, assenza di servizi pubblici e, recentemente, ferito dalla grande esplosione nel porto di Beirut col suo lascito di morti, feriti, distruzione e da una crisi economica che ha così deprezzato la moneta locale da rendere povere anche persone che appartenevano al ceto medio. Suor Mary Stephanos, Superiora Provinciale del Medio Oriente che comprende anche Siria, Egitto, Etiopia, Sudan e Sud Sudan, ci ha presentato la loro missione in Libano e ci ha fatto da guida nelle realtà visitate.

Ora un gruppo è in Pakistan e vi aspettiamo per l’India (4-19 novembre), Camerun e Paraguay nel 2024. Contiamo soprattutto sui giovani, sulla loro capacità di guardare con gli occhi del cuore e poi di trasmettere ad altri. II Gruppo India è nato proprio così, da quindici giovani partiti per l’India, nel Natale ‘80!

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Estate 2023

“Chi costruisce un muro – dice papa Francesco – finirà schiavo dentro i muri che ha costruito”. Per questo il Gruppo India è sempre stato e continua a essere un ponte, un ponte d’amore!
Secondo un documento pubblicato dal Parlamento Europeo, nei soli confini dell’Unione europea, a fine 2022, in 12 dei suoi stati, si contavano 2.048 km di barriere, nel 2014 erano appena 315, nel 1990 zero. Se i muri si moltiplicano, i ponti, specie i ponti d’amore, si devono necessariamente moltiplicare!
Gesù ha detto (Mt 19,29) “Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna”… insomma chiunque avrà messo al primo posto l’amore per il Signore ed i fratelli, riceverà la vita eterna, la vita piena nella libertà, mentre chi si chiude dinanzi all’amore gratuito di Gesù e ai fratelli, alzando muri non solo materiali, finirà schiavo di se stesso, proprio come dice papa Francesco.
Per tutti noi questo è l’insegnamento fondamentale che p. Pesce ci ha lasciato e che ci accompagnerà per
tutta la vita. Spesso si sente ripetere “aiutiamoli a casa loro” che nasconde (forse neanche troppo bene) il fastidio per l’arrivo dei migranti. P. Pesce, con una visione profetica della realtà e con l’animo nobile di chi vuole veramente aiutare i popoli che soffrono, 43 anni fa ha cominciato a fare proprio questo: a sostenere progetti di emancipazione umana attraverso le adozioni – borse di studio, l’aiuto all’autonomia economica delle famiglie (caprette e bufale, il microcredito), la tutela della salute (pozzi, dispensari…), il miglioramento professionale (corsi di cucito e altre attività artigianali).
Tutto questo è cresciuto negli anni e, dall’India, si è esteso in circa 30 Paesi del mondo ed è stato possibile grazie alla generosità di tante persone che, come ciascuno di voi che ci state leggendo, ci hanno dato fiducia e ci hanno fatto sentire la loro vicinanza umana e spirituale. Ancora una volta e con il cuore gonfio di gratitudine, desideriamo ripetervi grazie!

Viaggi missionari…
per creare nuovi ponti

Vuoi partecipare a un viaggio in terra di missione? Un modo per sentirci sempre più coinvolti in quest’opera di amore che, insieme, stiamo portando avanti. L’invito è rivolto a tutti, in particolare ai giovani. Il primo viaggio sarà a settembre in Paraguay; tra novembre/dicembre ci potrete accompagnare in Andhra Pradesh, una delle zone più povere dell’India e, a inizio 2024, in Camerun. Il Gruppo India è nato da un viaggio in India che p. Pesce fece, nel Natale 1980, insieme a 15 suoi alunni liceali e sappiamo quanto questa esperienza può essere coinvolgente ed emozionante.
I programmi sono in via di definizione e dipenderanno anche dal numero dei partecipanti, per questo contattateci per poter organizzare il tutto. Le spese di trasporto sono personali, mentre l’ospitalità sarà offerta dalle suore.

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Pasqua 2023

Carissimi amici, il recente viaggio del Papa in R.D. del Congo e Sud Sudan ha permesso, ancora una volta, di puntare i riflettori sull’Africa, sulle sue immense potenzialità sia umane che naturali ma anche sullo sfruttamento da parte dell’Occidente e sulla corruzione della classe politica che governa tanti Paesi.

“La R.D. del Congo – ha detto il Papa – è come un diamante e i diamanti più preziosi sono i suoi figli. Essi devono poter usufruire di valide opportunità educative, che consentano loro di mettere pienamente a frutto i brillanti talenti che hanno. L’educazione è fondamentale: è la via per il futuro, la strada da imboccare per raggiungere la piena libertà di questo Paese e del Continente africano. In essa è urgente investire /…/. Ma tanti bambini non vanno a scuola: quanti /…/ vengono sfruttati! Troppi muoiono, sottoposti a lavori schiavizzanti nelle miniere. Non si risparmino sforzi per denunciare la piaga del lavoro minorile e porvi fine. Quante ragazze sono emarginate e violate nella loro dignità! I bambini, le fanciulle, i giovani sono la speranza: non permettiamo che venga cancellata, ma coltiviamola con passione!”

Grande rilievo ha dato papa Francesco all’opera dei missionari che, con sacrificio e amore gratuito, offrono il loro servizio per la promozione di tante persone, l’educazione dei bambini e dei giovani, la cura dei malati.

E in quest’opera, grazie a tutti voi, il Gruppo India c’è!

C’è, al fianco di molti missionari/e …nella R.D. Congo, in Sud Sudan e in molti altri Paesi africani. Ecco perché, in questa circolare, abbiamo scelto di posare il nostro sguardo particolarmente sull’Africa.

La R.D. Congo: un Paese grande dove tanti sono stati e sono gli interventi del Gruppo India. Un percorso ideale tra le iniziative sostenute, sarebbe lungo 3.600 chilometri e collegherebbe Suore Canossiane, di S. Antida, missionari laici, gesuiti e sacerdoti diocesani che si sono spesi con noi per il benessere di tanti fratelli! Molto si fa per sostenere l’istruzione per grandi e piccini, con borse di studio per universitari a Kisangani, con la costruzione/ristrutturazione di scuole e foyer (Bunia, Kinshasa, Kisangani) con progetti che aiutano scuole e case famiglia a essere economicamente autonome (Aru, Kisangani e Kabinda). Nel campo della salute sosteniamo le cure dei bambini malnutriti di Aru e abbiamo da poco sostenuto la costruzione del reparto di maternità a Kenge. Molti sono i progetti nel campo del micro-credito e dello sviluppo delle fasce più povere della popolazione: allevamenti di animali, mulini, coltivazioni, corsi professionali, avvio di imprese artigianali (Kabinda, Mbuji-Mayi e Kisangani).

In Sud Sudan le Suore della Carità di S. Giovanna Antida portano avanti una grande missione a Rejaf, un villaggio a 7-8 km da Giuba: scuola materna ed elementare, un orfanotrofio che accoglie 40 orfane o bambine che, nelle fughe a seguito dei combattimenti, hanno perso i genitori e vivevano sulla strada. Curano i malati nel dispensario, si prodigano a favore dei poveri e dei malati del villaggio. Una missione molto simile, con migliaia di sfollati dal Sud Sudan è da noi sostenuta anche a Khartoum, Sudan.

Grazie perché, insieme, continueremo a esserci!

È l’appello che Francesco ha lanciato da Giuba, dove ha incontrato gli sfollati. “In Sud Sudan, infatti, perdura la più grande crisi di rifugiati del continente, con almeno quattro milioni di figli di questa terra sfollati, con l’insicurezza alimentare e la malnutrizione che colpiscono i due terzi della popolazione e con le previsioni che parlano di una tragedia umanitaria che può peggiorare ulteriormente. Soccorriamo il Sud Sudan, non lasciamo sola la sua popolazione, che tanto ha sofferto e soffre /…/ C’è bisogno che tutti i ragazzi abbiano la possibilità di andare a scuola /…/ e vi prego: la donna sia protetta, rispettata, valorizzata… Senza questo non ci sarà futuro. Le madri, le donne sono la chiave per trasformare il Paese…”.

L’opera dei missionari/e (e di tutti voi amici e benefattori del Gruppo India) è in linea con le modalità del fare il bene indicate da papa Francesco nel suo discorso a Kinshasa del 2 febbraio scorso: “La carità non è solo qualcosa che si fa, ma è espressione di ciò che si è. È vivere il Vangelo, è lungimiranza, il saper guardare avanti ed è connessione. Bisogna saper fare rete, non solo virtualmente ma concretamente: lavorare sempre più insieme, essere in costante sinergia fra di voi, in comunione con le Chiese locali e con il territorio”.

 

Papa Francesco auspica sempre che i luoghi in cui si manifesta la Chiesa, le nostre parrocchie e comunità in particolare,
diventino delle isole di misericordia in mezzo al mare dell’indifferenza.
Padre Pesce sintetizzava questo messaggio invitandoci a vivere una Quaresima di fraternità…
e noi, ogni anno, cerchiamo di rimanere fedeli al suo invito!

Buona Quaresima e Buona Pasqua a tutti!

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Natale 2022

Abbracciare Gesù negli ultimi, servirlo nei poveri

Carissimi benefattori, desideriamo avvicinarci alla prossima ricorrenza del Santo Natale lasciandoci ispirare dalle parole di papa Francesco nella Messa della Notte del 24 dicembre scorso. Sono parole che ci invitano a un cambiamento di vita, a imitazione di Gesù che si fa piccolo, umile, fragile per essere vicino ai poveri e a quanti soffrono per la guerra, le ingiustizie sociali, la solitudine, la fame, la malattia…

«È la sfida di Natale: Dio si rivela, ma gli uomini non lo capiscono. Lui si fa piccolo agli occhi del mondo e noi continuiamo a ricercare la grandezza secondo il mondo. /…/ Dio va in cerca dei pastori, degli invisibili; noi cerchiamo visibilità. Gesù nasce per servire e noi passiamo gli anni a inseguire il successo. Dio non ricerca forza e potere, domanda tenerezza e piccolezza interiore… Ecco che cosa chiedere a Gesù per Natale: la grazia della piccolezza. ‘Signore, insegnaci ad amare la piccolezza. Aiutaci a capire che è la via per la vera grandezza’. /…/ Credere che Dio vuole venire nelle piccole cose della nostra vita, vuole abitare le realtà quotidiane, i semplici gesti che compiamo a casa, in famiglia, a scuola, al lavoro…Gesù non desidera venire solo nelle piccole cose della nostra vita, ma anche nella nostra piccolezza: nel nostro sentirci deboli, fragili, inadeguati, magari persino sbagliati…Accogliere la piccolezza significa ancora una cosa: abbracciare Gesù nei piccoli di oggi. Amarlo, cioè, negli ultimi, servirlo nei poveri. Sono loro i più simili a Gesù, nato povero. È in loro che Lui vuole essere onorato».

Desideriamo fare nostra la preghiera di papa Francesco: «Signore insegnaci la piccolezza, insegnaci la beatitudine dei poveri in Spirito». È questa la via che ci rende i prediletti del Signore che «ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore, ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili, ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote, ha soccorso Israele suo servo».

Ecco, allora, il nostro augurio per il prossimo S. Natale: il Signore ci guidi sulla via dell’umiltà e ci aiuti a essere sempre più vicini agli ultimi anche attraverso i tanti progetti del Gruppo India che, come sempre e come leggerete nelle pagine che seguono, ha a cuore in modo particolare i bambini, i giovani, le donne e chi soffre a causa della guerra e delle sue conseguenze, nello spirito di una fratellanza senza frontiere.

Buon Natale a tutti… accanto ai piccoli di oggi!

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Autunno 2022

Di fronte ai poveri ci si rimbocca le maniche e si mette in pratica la fede

La Giornata Mondiale dei Poveri che celebreremo il 13 novembre prossimo, torna anche quest’anno come provocazione per aiutarci a riflettere, insieme a voi, sul nostro stile di vita e sul nostro impegno a favore dei poveri del mondo ricordando che la proposta del “Gruppo India” non è solo di solidarietà economica ma soprattutto di conversione del cuore e di apertura della nostra vita al fratello più o meno vicino.

Il Messaggio di papa Francesco per questa ricorrenza offre ottimi spunti di riflessione: “Quanti poveri genera l’insensatezza della guerra! […] Sono milioni le donne, i bambini, gli anziani costretti a sfidare il pericolo delle bombe pur di mettersi in salvo cercando rifugio come profughi nei Paesi confinanti. Quanti poi rimangono nelle zone di conflitto, ogni giorno convivono con la paura e la mancanza di cibo, acqua, cure mediche e soprattutto degli affetti. In questi frangenti la ragione si oscura e chi ne subisce le conseguenze sono tante persone comuni, che vengono ad aggiungersi al già elevato numero di indigenti. Come dare una risposta adeguata che porti sollievo e pace a tanta gente, lasciata in balia dell’incertezza e della precarietà? […] È necessario impegnarsi perché nessuno manchi del necessario. Non è l’attivismo che salva, ma l’attenzione sincera e generosa che permette di avvicinarsi a un povero come a un fratello che tende la mano perché io mi riscuota dal torpore in cui sono caduto.

Davanti ai poveri non si fa retorica, ma ci si rimbocca le maniche e si mette in pratica la fede attraverso il coinvolgimento diretto, che non può essere delegato a nessuno”. (Potete leggere il testo completo sul sito www.vatican.va).

Il “Gruppo India” da oltre 40 anni si fa strumento di solidarietà per quanti vivono in situazione di guerra e di emergenza troppo spesso non conosciute o dimenticate. Oggi più che mai abbiamo bisogno di voi, nostri amici di sempre, per farci conoscere da nuovi sostenitori. Per questo abbiamo lanciato l’iniziativa “Trova un amico” presentando alcune necessità urgenti, non solo in Ucraina (Prog. 40.U), ma anche in Sudan e Sud Sudan, Paesi devastati da anni di guerra, in cui la povertà si fa sentire nella fame dei bambini che spesso non hanno neanche un bicchiere di latte e un pezzo di pane (Prog. 40.S) e ancora per sostenere la Casa della Luce in Assam (India) con l’acquisto di strumentazioni idonee a migliorare la qualità della vita dei bambini non vedenti (Prog. 40.I) e per l’acquisto di attrezzature per il reparto maternità dell’ospedale di Koche in Malawi, che è diventato un punto di riferimento importante per la popolazione locale (Prog. 40.M).

E non possiamo non ricordare il Tigray, Etiopia, dove dal novembre 2020 si vive l’orrore di una guerra dimenticata. Donne e bambini sfollati, uccisioni, stupri… in uno scontro, quello tra le forze governative e il Fronte di liberazione del Tigray, che continua. Gli aiuti, interrotti per molto tempo, da qualche mese arrivano, ma in misura del tutto insufficiente, con il risultato che la popolazione è privata dei servizi essenziali e, in particolare i più deboli come anziani e bambini, è ora alle prese con epidemie di malaria, colera, diarree e altre malattie… e l’80% della popolazione rischia di morire per fame.

Il Gruppo India, attraverso le Suore della Carità di S. Giovanna Antida, aiuta questi fratelli sia sul fronte educativo (più di 450 bambini accolti nella scuola materna) che alimentare/sanitario (a circa 200 persone di un centro per sfollati, vengono offerti 2 pasti alla settimana e, nei limiti del possibile, un servizio medico in risposta alle tante urgenze). (Prog. ETBM)

Vi chiediamo, quindi, di continuare a diffondere, presso amici e parenti, nei luoghi di lavoro, nelle parrocchie, nelle palestre, nei condomini… insomma nei luoghi che frequentate, la conoscenza del Gruppo India, piccolo strumento nelle mani del Signore, che cerca di aiutarci a guardare il mondo con occhi diversi, con gli occhi dell’empatia, della generosità, dell’altruismo e della misericordia.

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Estate 2022

Carissimi, ringraziamo sempre il Signore che continua a donarci la vostra vicinanza e generosità per portare un po’ di sollievo e offrire nuove prospettive di vita a tante sorelle e fratelli lì dove più ce n’è bisogno.

Abbiamo in cantiere tanti progetti da sostenere regolarmente, molti altri in corso di realizzazione o in attesa di poter essere avviati; di alcuni troverete notizie e aggiornamenti nel seguito di questa circolare.

Sentiamo forte l’esigenza di far fronte al progressivo aumento di richieste di aiuto dovute alla pandemia, alla guerra in Ucraina e a tante altre emergenze e guerre dimenticate. Povertà alimentare e guerra vanno di pari passo. I conflitti restano la prima causa di fame nel mondo. E il conflitto in Ucraina ci sbatte in faccia, ancora una volta, questo legame drammatico. Pensiamo alla difficoltà di rifornimenti di alcuni generi alimentari (specie grano) per molte popolazioni più povere, soprattutto dell’Africa.

Queste emergenze richiedono un di più di solidarietà!

Per questo, nello scorso mese di aprile, tramite una specifica informativa inviata a tutti voi, vi abbiamo reso partecipi di un’iniziativa speciale che abbiamo chiamato “Trova un amico” con lo scopo di allargare la famiglia del Gruppo India ad altre persone sensibili ad accogliere i nostri valori di condivisione, ascolto, disponibilità all’aiuto. Vi chiediamo, quindi, di aiutarci in questa iniziativa, individuando questi possibili nuovi amici e invitandoli a contattarci al fine di avviare anche con loro il rapporto di collaborazione già in essere con voi.A questi nuovi amici, abbiamo pensato di proporre quattro progetti specifici che intercettano, in modo particolare, alcune gravi difficoltà del momento legate alla qualità della vita dei bambini.

– Le donne con bambini, profughe dall’Ucraina e ospitate in Polonia e Romania;
– l’istruzione di bambini in Sudan, Paese da anni martoriato da guerra, insicurezza, povertà;
– l’acquisto di ausili per migliorare la qualità della vita dei bimbi non vedenti della Casa della Luce, in India;
– l’acquisto di apparecchiature per il nuovo reparto maternità dell’ospedale di Koche, in Malawi.

Stiamo cercando di migliorare la nostra presenza sui social e vi invitiamo a frequentare il nostro sito dove troverete informazioni aggiornate in base alle notizie che ci pervengono dai vari luoghi di missione che sono raggiunti e accompagnati dalla nostra solidarietà. Seguiteci anche sulle nostre pagine  Facebook e  Twitter. Al fine di rendere più immediato lo scambio di informazioni, abbiamo anche attivato un apposito numero dove potete inviare e ricevere messaggi WhatsApp (3248234416).

Aiutateci a diffondere ciò in cui crediamo e restiamo uniti in questo impegno… Insieme riusciremo a fare meglio ciò che già stiamo realizzando.

Fermarci non possiamo finché ci sarà qualche fratello/sorella a cui tendere la mano. C’è posto per tutti sulle vie della missione.

Marco Petrini

Presidente Comitato Gruppo India

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Pasqua 2022

Buona Quaresima, amici del Gruppo India! È un augurio che facciamo con grande gioia; sì, perché il cammino quaresimale ci porta alla Pasqua, alla Resurrezione del Signore, promessa di vita piena, ricca di luce per ciascuno di noi. Per godere in pienezza la Pasqua, la sapienza della Chiesa ci indica tre riferimenti forti: la preghiera, il digiuno e la carità.

Ritagliamoci tempo per stare con il Signore un po’ nel silenzio per ascoltare la Sua voce, un po’ nel dialogo aperto, sincero, fiducioso nella Sua immensa misericordia, nel Suo amore infinito per ciascuno di noi. Sarebbe bello poter avere momenti di preghiera da vivere insieme. Considerato che siamo sparsi un po’ su tutta la penisola, può sembrare un’utopia… eppure ci stiamo pensando e, forse, la tecnologia potrà aiutarci, nel prossimo futuro, a realizzare questa idea che, ne siamo convinti, sarebbe molto piaciuta al nostro caro padre Pesce.

Il digiuno, nella nostra società dei consumi, è un atto rivoluzionario! Coltiviamo questa prassi quaresimale nella consapevolezza che, oltre a farci sentire più vicini alle sorelle e ai fratelli che sono nel bisogno, ci è di grande aiuto a fare spazio a Gesù dentro di noi… “nel vuoto dell’io, Dio parla!”. Maria ci è di grande esempio: il suo “sì” è stato possibile perché era “piena di Grazia” cioè vuota di sé e pronta ad accogliere il Signore che bussava alla porta del suo cuore.

La carità è l’emblema del Gruppo India per cui siamo tutti impegnati a tenere sempre aperto quel Ponte d’Amore che negli anni (sono oltre 40!) è stato costruito verso tutti gli angoli del mondo. Benediciamoci gli uni gli altri e guardiamo con fiducia dinanzi a noi… siamo in buone mani, quelle di un Dio, padre, pieno di amore per il suo creato!

Carissimi amici, nel momento in cui entro a far parte del Comitato Gruppo India, desidero inviarvi i miei saluti più sinceri e affettuosi. Ho fatto parte del primo viaggio che padre Pesce organizzò in India nel lontano Natale del 1980. Avevo 25 anni e, da quando ne avevo 11, la mia vita vedeva la presenza costante di padre Pesce, per me un secondo padre che, col suo ardore, il suo fuoco d’amore per Gesù e i fratelli, ha sempre cercato di trasformare il mio cuore di pietra in cuore di carne. Dopo tanti anni in cui ho continuato a seguire il Gruppo India un po’ da lontano, ho trovato – ed è stato veramente consolatorio – che lo spirito che anima le persone che se ne stanno prendendo cura – alle quali sento di dover esprimere la mia profonda gratitudine – è rimasto quello di sempre: attenzione agli ultimi nel nome di Gesù.

Il cammino che ha compiuto, in questi anni, il Gruppo India mi sembra che incarni bene quanto papa Francesco ci ha detto nella “Fratelli Tutti”: nessuno si salva da solo, siamo sulla stessa barca, il bene di ciascuno è strettamente collegato al bene di tutti. Il bene di tutti è anche il bene del creato (“Laudato Sii”) da ricercare cambiando i nostri stili di vita troppo consumistici, rispettando gli equilibri naturali, rifiutando ogni forma di guerra e l’industria a essa collegata, promuovendo la crescita sociale dei popoli nella coscienza dei propri diritti, affermando la giustizia, l’equità, la tutela dei più deboli (bambini e donne), combattendo ogni forma di razzismo, di sfruttamento e di chiusura all’altro (dai confini degli stati ai cuori di ciascuno di noi).

Ringraziamo il Signore che ha reso possibile e mantenuto questo piccolo miracolo che si chiama “Gruppo India” e chiediamogli fiduciosi che lo Spirito illumini il nostro agire affinché si possa continuare quest’opera che tanti semi di speranza ha sparso e continua a spargere nel mondo. Con affetto e con i più sinceri auguri di Buona Pasqua.

Lello Carbone

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Natale 2021

Il Gruppo India: una grande pagina della “carità” scritta in 40 anni di presenza e di servizio a tanti fratelli, in vari Paesi del mondo. Davvero incalcolabile è il bene che, insieme, abbiamo potuto seminare nel mondo e per il quale, insieme, sentiamo il bisogno di ringraziare il Signore che ha voluto renderci “strumenti di questo bene” e ci ha permesso di vivere la Carità aprendo il nostro cuore a tanti fratelli.
Ma tornano a risuonarci nel cuore le parole forti e sempre attuali di p. Mario Pesce:

«L’anno scorso terminavo la mia lettera, scritta al ritorno dall’India, con queste parole: “Gli occhi di tanti bambini che aspettano anche loro un aiuto non mi lasciano in pace e non mi fanno dormire: ognuno cerchi di conquistare un nuovo benefattore”. Quest’anno vorrei gridare ancora più forte a tutti queste stesse parole. Non limitiamoci a dare il nostro contributo. Non stanchiamoci di coinvolgere amici e parenti in questa “catena di amore” che deve assolutamente allargarsi per venire incontro a tanti altri bambini che ho visto e incontrato» (Settembre 1987).
«La nostra iniziativa principale e che caratterizza il nostro lavoro, l’Adozione – Borsa di studio con cui siamo nati nel Natale 1980… è davvero la salvezza per tanti bambini. Solo con l’aumento delle “adozioni” si potrà venire incontro a tanti bisogni toccati con mano». (Settembre 1988)
«L’esperienza vissuta mi spinge ad esortare ad un vero cambiamento di vita, nel desiderio che la nostra carità sia sempre più un atto di amore, che ci deve costare sacrificio e darci la gioia di sentirci figli di un Padre che ci ama con un amore grande e non ci lascia mai soli». (Settembre 1988)

 

È quanto anche noi abbiamo voluto sottolineare e richiamare in questa lettera di Natale. Dopo tanti anni di impegno sentiamo l’urgenza di chiedere a tutti e a ciascuno un ulteriore sforzo particolarmente su questi due punti. Le condizioni di vita di milioni di bambini continuano a interpellarci. Ed è facile immaginare quanto la pandemia del COVID ha inciso nella vita di milioni di persone soprattutto nei Paesi più poveri dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina ma anche nel vicino Oriente, ponendo ostacoli di ogni genere alla frequenza scolastica che è alla base di ogni sviluppo umano ed economico.
È solo grazie a tutti voi che a tante realtà missionarie nel mondo non mancherà il sostegno del Gruppo India. Per questo Natale e per il Nuovo Anno abbiamo scelto di lanciare una straordinaria campagna per le Adozioni – Borse di studio e, con esse, alcuni dei tanti progetti e situazioni di emergenze che necessitano di una risposta.

«Di fronte a sofferenze e bisogni tanto grandi, Gesù rivolge anche a noi un invito simile a quello che probabilmente ricevette il ragazzo del Vangelo (brano della moltiplicazione dei pani e dei pesci), che non ha nome e nel quale possiamo vederci tutti noi: Coraggio, dona il poco che hai, i tuoi talenti e i tuoi beni, mettili a disposizione di Gesù e dei fratelli. Non temere, nulla andrà perso, perché, se condividi, Dio moltiplica». (Papa Francesco, Angelus 25 luglio 2021)

 

È grazie al piccolo dono di un ragazzo che Gesù può sfamare tutti. Gesù può fare molto con il poco che gli mettiamo a disposizione. Il vero miracolo non è la moltiplicazione, ma la condivisione, che permette a Dio di compiere prodigi. E allora proviamo a condividere di più, proviamo questa strada che Gesù ci indica, impegniamoci a coinvolgere quante più persone possibili nel “ponte d’amore” che il Gruppo India vuole continuare a costruire nei prossimi anni.

Auguri di cuore a ciascuno di voi!

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