Didambra, India: acqua per la scuola

Anche la terza cisterna interrata per le scuole dei gesuiti è in piena funzione e i bambini della “Loyola School” di Didambra ne sono molto felici e ringraziano per il dono ricevuto.

Didambra si trova in Assam, uno stato del nord-est dell’India dove il problema dell’acqua è molto grave. Infatti è difficile scavare pozzi, i pochi fiumi e stagni sono spesso inquinati perché utilizzati anche dal bestiame e i luoghi dove c’è un maggior bisogno di acqua, come scuole e ostelli, devono ricorrere per molti mesi all’utilizzo di autobotti per approvvigionarsi. Non è un metodo economico, non c’è la certezza dell’igiene, non c’è rispetto per l’ambiente. Tenendo ben presenti tutti e tre questi aspetti, la Regione dei gesuiti (che gestisce molte scuole, quasi tutte affiancate da un ostello) ha cercato e trovato una soluzione alternativa: cisterne sotterranee alimentate dall’acqua piovana. Infatti la zona è comunque piovosa soprattutto in certi periodi e quindi, perché disperdere questo dono del Cielo?

Quella di Didambra è la terza cisterna che aiutiamo a mettere in opera: come negli altri casi (Gunjung e poi Maibang) sono stati installati anche i divisori interni per il serbatoio interrato, per garantire che si possa immagazzinare l’acqua in modo efficiente e nello stesso tempo sia consentita una facile manutenzione. Un sistema di tubi appositamente realizzato convoglia l’acqua piovana dal tetto verso la cisterna e poi tramite una pompa si alimenta l’impianto idrico della scuola. Il tutto è completato da un sistema di filtraggio per rendere l’acqua potabile.

Questo progetto è stato una vera benedizione e una manna per gli studenti e il personale della nostra scuola, soprattutto per quelli che vivono nel campus.

I problemi legati alla carenza d’acqua sono stati la causa di diversi problemi di salute nella scuola e nel convitto, per non parlare del disagio di non avere acqua adeguata per la cucina, per l’igiene personale e per altre necessità sanitarie.

Le autorità scolastiche apprezzano molto la generosa assistenza finanziaria ricevuta dal Gruppo India e il sostegno incondizionato dei gesuiti della Regione di Kohima, dei genitori e della comunità locale di Didambra.

p. Rejin Joseph sj (responsabile locale del progetto)

Guntur, India: acqua per la scuola

In attesa di realizzazione: abbiamo terminato la raccolta fondi, siamo in attesa che il progetto sia realizzato per darvi maggiori informazioni. Grazie a quanti hanno collaborato!


La Lourdes High School è una scuola gratuita della diocesi di Guntur per i ragazzi delle baraccopoli, ma non ha un pozzo e anche le toilette sono poche, solo 4, e in pessimo stato: ci sono ragazze che non bevono per non doverle utilizzare. Aiutiamo il direttore a migliorare le condizioni igienico-sanitarie della scuola per il bene di questi 500 ragazzi!

A Guntur ci sono 221 baraccopoli ufficialmente riconosciute e questo progetto si rivolge ai ragazzi di queste aree, perché vivere in una baraccopoli comporta un forte impatto sulla loro salute, sull’istruzione e sul benessere generale. Le condizioni sono disastrose, senza infrastrutture di base come acqua potabile e servizi igienici adeguati; gli spazi angusti e sovraffollati, con scarsa ventilazione, causano problemi di salute e una scarsa qualità di vita. La mancanza di privacy e sicurezza contribuisce ad aumentare i tassi di criminalità e i matrimoni infantili, mettendo ulteriormente a rischio il futuro dei bambini. Nonostante queste sfide, gli sforzi della Kolping Society (un ente della diocesi di Guntur) si concentrano sulla creazione di un ambiente a sostegno di questi ragazzi attraverso l’impegno della comunità e iniziative educative.

Ce n’è bisogno perché i genitori percepiscono un magro reddito come operai giornalieri in lavori instabili e poco remunerativi. La maggior parte di loro è analfabeta e non è in grado di assicurarsi un impiego migliore, perpetuando il ciclo della povertà. I debiti ad alto tasso d’interesse contratti con gli usurai mettono ulteriormente a dura prova la loro situazione finanziaria, lasciando poco spazio ai miglioramenti. Questa situazione ha ripercussioni dal punto di vista educativo, perché anche se molti bambini iniziano la scuola, circa il 90% la abbandona precocemente a causa delle pressioni socio-economiche. La scuola superiore di Lourdes, che serve 500 ragazzi provenienti da queste baraccopoli, fornisce un’istruzione gratuita, offrendo una possibilità reale per un futuro migliore.

Tuttavia, la scuola sta affrontando una crisi idrica e igienico-sanitaria. La scuola non dispone di acqua corrente perché manca un pozzo e un motore per pompare l’acqua. Come soluzione temporanea, l’acqua viene consegnata ogni giorno con un’autocisterna e conservata in fusti, ma questa fornitura è insufficiente a soddisfare il fabbisogno degli studenti. I servizi igienici esistenti sono in uno stato deplorevole e decisamente inadeguati. Con soli quattro servizi igienici per l’intera scuola, in cattive condizioni, la salute e i risultati scolastici degli studenti sono gravemente compromessi. Il problema è particolarmente grave per le studentesse, la cui privacy e salute sono messe maggiormente a rischio. Molte di loro riducono l’assunzione di acqua per evitare di usare i servizi igienici, il che può causare ulteriori complicazioni come infezioni del tratto urinario e disidratazione. Inoltre, l’inadeguatezza dei servizi igienici scoraggia le ragazze mestruate dal frequentare la scuola, causando ulteriori assenze e abbandoni.

È urgente scavare un pozzo per avere a disposizione tutta l’acqua necessaria e ricostruire le toilette, aumentandone il numero e creando una separazione tra quelle femminili e quelle maschili per garantire la necessaria privacy a tutti. Per contribuire raccogliamo 10.000 euro con il codice 802P. Potremo così sanare questa situazione disastrosa che ha causato un’alta percentuale di assenteismo tra gli studenti per le frequenti malattie.

Padre Abraham Chinthapally, che ha richiesto il nostro aiuto, ha preparato un piano di realizzazione a tempi serrati per dare subito una risposta ai suoi ragazzi. Per farlo ha coinvolto il comitato scolastico, quello dei genitori e i rappresentanti del corpo studentesco che, tutti insieme, svolgeranno un ruolo cruciale nel successo del progetto. Sotto la guida del preside, questi comitati collaboreranno strettamente e saranno coinvolti attivamente in ogni fase del progetto, dalla pianificazione iniziale fino alla raccolta di contributi locali, che è già iniziata così come un geologo ha individuato il punto migliore dove scavare il pozzo. Tutto quel che si poteva fare localmente è avviato, ora manca il nostro sostegno per portarlo a termine!

Kfour, Libano: le nuove toilette

Per i bambini di Kfour, che soffrono la grande crisi del loro Paese, una piccola gioia è arrivata dalla ricostruzione dei servizi igienici della scuola delle suore di S. Antida che frequentano. Considerate le condizioni dei bagni non era possibile ripararli o ristrutturarli: è stato necessario smantellare completamente ciò che c’era e ricostruirli completamente. Il progetto è stato pensato e realizzato su più livelli: estetico, igienico e sanitario. Sono stati costruiti due bagni per i ragazzi e altri due per le ragazze con parete divisoria e nello stesso locale è stato installato anche un punto di distribuzione dell’acqua potabile per evitare che gli studenti escano sotto la pioggia per riempire le borracce.

In un Paese che passa da una crisi all’altra e si trasforma in un campo di battaglia tra Israele e Hezbollah e anche tra le grandi potenze del mondo, vengo a voi per esprimervi il nostro grande ringraziamento e gratitudine per il vostro generoso sostegno e vicinanza. Siete per noi il barlume di speranza che illumina il nostro cielo e i nostri cuori di fronte agli artigiani della guerra che ricoprono di bombe la nostra terra e distruggono i sogni dei libanesi.

Di fronte al diluvio di fuoco che si abbatte sulla periferia sud di Beirut e nel sud del Libano e che abbatte gli edifici e fa scorrere sangue e lacrime, voi siete per noi i fari che illuminano il nostro cielo di umanità e di speranza. Attualmente il Paese conta un milione e cinquecentomila sfollati senza riparo e migliaia di vittime tra feriti e morti (10.000 feriti e 3.000 morti) e le cifre sono destinate ad aumentare.

I terroristi hanno illuminato i nostri cieli con le loro bombe mentre voi, cari benefattori, illuminate le nostre menti con la vostra luce di amore e di curaEssi sono orgogliosi di aver ucciso, denaturato, mutilato e diffuso paura e morte mentre voi, cari benefattori, seminate pace nelle anime e portate sorrisi sui volti. Nonostante la cultura della morte che domina il nostro mondo, voi lavorate per la causa della vita e per la fioritura dell’essere.

Unisco la mia voce a quella delle suore della comunità educativa e dei genitori per esprimere la nostra immensa gratitudine e gioia per questo progetto. Le parole non bastano per descrivere l’impatto positivo e la reazione di studenti e genitori a questa innovazione.

Cari benefattori, vi assicuriamo le nostre preghiere e il nostro grande apprezzamento per la vostra compassione e solidarietà che ci spingono ad andare avanti e ci incoraggiano a non piegare le ginocchia davanti alle forze del male che ci aspettano e cercano di distruggerci e ci costringono a vivere all’inferno. Con la nostra gratitudine ed i più sinceri saluti.

Suor Saide Khairallah

(La lettera di suor Saide risale a ottobre 2024: i numeri possono essere cambiati, ma purtroppo la situazione generale è ancora la stessa)

La distruzione dei precedenti locali e la loro completa ricostruzione

Ahwa, India: acqua per la scuola

La nuova scuola di Ahwa, che nel 2023 avevamo contribuito ad arredare, ora ha anche tutta l’acqua necessaria alle esigenze degli studenti grazie a una cisterna interrata per la raccolta dell’acqua piovana.

La Deep Darshan School è una scuola in lingua inglese, che apre ai ragazzi molte possibilità di continuare gli studi o di trovare un buon lavoro, molto più di quanto possa fare una scuola in hindi o addirittura in una delle lingue locali parlate nel distretto di Dangs (nel Gujarat). È gestita dalle Suore Carmelitane della Carità Vedruna che hanno fatto molti sforzi per costruire un nuovo edificio ed aumentar il numero di studenti; dopo aver ricevuto un aiuto per gli arredi nel 2023 ci hanno chiesto una mano anche per terminare la costruzione e posa in opera di una cisterna interrata, che consentisse l’approvvigionamento idrico grazie alla raccolta dell’acqua piovana. È stato un lavoro importante, che ha visto la partecipazione di tre diversi enti tra i quali noi del Gruppo India.

La cisterna è lunga 10, 75 metri, larga un po’ più di 7,5 metri e profonda 3,6 metri; di fianco, sempre interrate, si sono costruite due stanze: una contiene le pompe necessarie a far arrivare l’acqua alla scuola, l’altra funge da magazzino per tutti i materiali del sistema audio, come microfoni e altoparlanti, e per le sedie. Infatti si è riusciti a sfruttare anche la parte superiore della cisterna: ricoprendola con una tettoia, è diventato un palco per le assemblee quotidiane degli studenti e per l’organizzazione dei loro eventi.

È stato creato anche un collegamento con tubi sopraelevati che portano l’acqua a un altro edificio della stessa scuola, che si trova più lontano dalla cisterna. I quasi 1500 ragazzi della Deep Darshan School hanno ora sia l’acqua che un posto dove riunirsi. Grazie!

Khulna, Bangladesh: acqua in due villaggi

Bellissima notizia: anche a Joypur e a Shelabunia, due piccoli villaggi della diocesi di Khulna, finalmente si può bere acqua pura, non inquinata! Un risultato importante raggiunto con il contributo di tanti, grazie a tutti!

La popolazione di Joypur, prima dello scavo del pozzo, era costretta a bere acqua fortemente inquinata da arsenico; di conseguenza i rischi dell’avvelenamento si aggiungevano alle gravi dissenterie che in questi villaggi causa l’acqua, anche la morte soprattutto nei bambini. Il pozzo molto profondo pesca acqua non contaminata e fornisce oggi acqua potabile a tutti.

Nel caso di Shelabunia, nella parrocchia di Holdibunia, lo scavo non era possibile ma il problema non è la mancanza di acqua, dal momento che il villaggio è circondato da corsi d’acqua, ma la sua salinità molto elevata. Si è quindi deciso di installare un dissalatore. L’area però è molto difficile da raggiungere ed è stato complicato trasportare l’apparecchio e anche costruirgli un riparo dagli agenti atmosferici, ma alla fine il lavoro si è concluso e anche a Shelabunia tutti hanno la possibilità di bere acqua in tranquillità.

A noi, che consideriamo l’acqua un bene “dovuto” e spesso la sprechiamo senza troppe preoccupazioni, sembra impossibile che nel mondo ci siano popolazioni cui questo diritto è negato e ci si offre anche una riflessione sul nostro comportamento talvolta sconsiderato.

Grazie a tutti

Palavilai, India: pozzo per anziane

Le anziane accolte nella casa Sundar Nivas hanno di nuovo facile accesso all’acqua per tutte le loro necessità! Il vecchio pozzo non era più utilizzabile perché il motore della pompa, dopo tanti anni, si era rotto e non era riparabile perché scoppiato all’interno del tubo. È risultato quindi conveniente trivellare un nuovo pozzo e l’acqua è stata trovata abbondante a una profondità di circa 130 metri.

Il progetto prevedeva anche l’acquisto di un generatore per la pompa, ma le suore di S. Antida hanno pensato di provvedere diversamente, quando hanno saputo di sovvenzioni governative per installare impianti di pannelli solari. Hanno fatto la richiesta, hanno atteso la risposta positiva e poi hanno unito il finanziamento ottenuto a quanto era rimasto del nostro contributo dopo la trivellazione. Ora Sundar Nivas ha dei pannelli solari che forniscono elettricità a tutta la casa, non solo alla pompa del pozzo.

Tutto il lavoro è durato più del previsto, ma anche il risultato è migliore di quanto si sperava!

Vi siamo molto grate per il vostro aiuto perché per mesi siamo state aiutate da un vicino che ci ha dato l’acqua per le necessità quotidiane delle signore anziane. La mancanza d’acqua ci ha fatto capire quanto sia importante. Vi ringraziamo con tutto il cuore.

Maibang, India: acqua per la scuola

Gli studenti della scuola e dell’ostello non devono più andare a prendere acqua da ruscelli o stagni, né attendere l’arrivo di autobotti: l’acqua piovana raccolta e depurata è ora sufficiente per tutti i loro bisogni.

Nella zona di Maibang, che si trova nel nord-est dell’India, le precipitazioni sono abbondanti ma concentrate in alcuni periodi dell’anno. La conformazione del terreno e la necessità di avere poi un generatore alimentato a gasolio rende poco pratico ed ecologico lo scavo o la trivellazione di pozzi e quindi l’approvvigionamento dell’acqua è difficile, per le famiglie ma soprattutto per grandi strutture come scuole o ostelli. Per far fronte al problema, la St. Xavier’s High School si faceva recapitare regolarmente grandi quantitativi di acqua tramite autobotti, ma la soluzione non era certo soddisfacente anche per la scarsa qualità igienica di quanto veniva consegnato. Una soluzione ecologica e efficiente è stata trovata nello scavo di cisterne sotterranee per conservare l’acqua piovana, sistema già sperimentato con successo da un’altra scuola nella stessa regione, la “Good Shepherd” di Gunjung anche questa gestita dai padri Gesuiti.

Da fine luglio 2024 l’istituto è dotato di un sistema che raccoglie e immagazzina in modo efficiente l’acqua piovana per tutte le esigenze quotidiane, garantendo la sostenibilità idrica della scuola St. Xavier e contribuendo a migliorare le condizioni sanitarie dei circa 1000 alunni che la frequentano. L’intero impianto è composto da una cisterna interrata e un sistema di tubazioni collegate agli scarichi sul tetto dell’edificio scolastico per convogliare l’acqua piovana in questo serbatoio di stoccaggio. I tubi sono stati fissati in modo da garantire il flusso continuo dell’acqua dal tetto alla cisterna. Il lavoro è stato supervisionato da p. Thomas Mathew SJ, che ha monitorato meticolosamente i progressi ogni giorno. L’unico problema incontrato è stato il ritardo nella consegna dei tubi per una momentanea carenza nei magazzini della zona.

Esprimiamo la nostra più sentita gratitudine al Gruppo India, alle scuole gesuite locali e alla popolazione locale, per il loro generoso sostegno finanziario e lavorativo. I loro contributi sono stati determinanti per il buon esito di questo progetto. Il completamento del progetto segna una pietra miliare significativa negli sforzi della nostra scuola per promuovere metodi ecologici per la sostenibilità e garantire un approvvigionamento idrico affidabile per la nostra comunità scolastica. Siamo grati a tutti coloro che ci hanno sostenuto in questa impresa.

P. Rejin SJ

Bohong, Centrafrica: foyer e pozzo

Il foyer, rinnovato e dotato di pozzo, ha finalmente riaperto: darà la possibilità a tante bambine lontane dalle scuole di studiare, vivendo in un ambiente sicuro, sotto lo sguardo vigile e amorevole delle suore di S. Antida.

Bohong è un villaggio della Repubblica Centrafricana, tormentato da anni di guerra e da attacchi dei ribelli (ancora presenti nella boscaglia). La popolazione vive in condizioni di estrema povertà con pochissime risorse. Le Suore di Santa Giovanna Antida, che operano in varie località del Centrafrica, hanno prima rimesso in funzione la scuola ed il dispensario grazie all’aiuto di tanti benefattori, poi sono riuscite a riaprire anche il foyer che accoglie tante bambine e ragazze che vivono in villaggi lontani, per dare loro formazione, assistenza e istruzione.

La struttura era stata devastata durante gli anni della guerra civile; alcune parti sono state ristrutturate, altre ricostruite completamente, grazie all’aiuto di tanti amici del Gruppo India e a un generoso lascito ereditario. Può accogliere fino a 25 ragazze e sono stati già realizzati l’installazione dei pannelli solari con batterie, l’acquisto di un congelatore, la costruzione di cinque docce con WC, un piccolo magazzino, una sala per lo studio, la riparazione del soffitto del dormitorio e della facciata della piccolissima sala da pranzo, l’acquisto delle lenzuola e dei materassi, dei materiali per la cucina e la sala da pranzo… tutto ciò che serve per poter vivere in un ambiente sano e accogliente, anche se molto semplice.

Nello stesso tempo si è provveduto a scavare un pozzo per l’acqua che è un bene primario per la sopravvivenza e per l’igiene. I lavori sono stati realizzati con successo e, tutto intorno al pozzo, è stato costruito un muro di protezione. Grazie a questo grande dono, le ragazze hanno acqua pulita per bere, possono lavarsi e lavare i loro indumenti e perfino predisporre un orto dove coltivare i legumi, perché a Bohong durante tutta la stagione secca non è possibile acquistare legumi verdi né frutta. Certo queste giovani non avranno una vita facile, ma la riapertura del foyer è comunque un segno di speranza in una condizione che resta molto complicata come ci scrive suor Prisca (la responsabile del foyer di Bohong):

Purtroppo la situazione socio economica, culturale e politica del Paese sta peggiorando sempre di più. Tanti bimbi orfani della guerra che vivono soli con nonni e i ragazzi soldato che hanno deciso di lasciare gli armi e rientrare, non hanno sostegno del governo. Situazioni di vera miseria, però crediamo che la via della speranza per il Centrafrica potrà iniziare proprio con gli investimenti sulla cultura come diceva Nelson Mandela: “L’educazione è l’arma più potente per cambiare il mondo”. Quello che le suore della comunità di Bohong cercano di fare è togliere le armi dalle mani dei ragazzi e sostituirle con la penna, togliere gli orfani dalle strade e dalle mani dei nonni per dar loro una educazione e prepararli a un avvenire migliore. Accogliere e istruire le ragazze vittime della guerra per non farle cadere nella prostituzione e nei matrimoni precoci e dar loro una struttura protetta e degna per la formazione come il foyer.

In questo primo anno di apertura, il foyer accoglie 15 ragazze della scuola primaria e una sola della scuola media. L’età delle ragazze va dai 9 ai 15 anni. In gran parte sono orfane. Poiché sono piccole di età, una mamma vive con loro come educatrice e cuoca. Ogni ragazza paga un contributo per il funzionamento del foyer, parte in denaro e parte in cibo come farina di manioca, arachidi, olio e legumi. Alcuni ragazze orfane non hanno potuto finire di pagare la loro quota, ma… come possono? Hanno solo i nonni che sono anziani. Per questo tutte si impegnano in altre attività, come la coltivazione dell’orto o la preparazione dello yogurt da far vendere alla scuola, sperando, così, di avere qualche entrata per comprare cibo e altre cose necessarie per le ragazze di foyer. Questa attività è stata possibile, grazie alla luce dei pannelli solari e del frigo che abbiamo acquistato con l’aiuto del Gruppo India.

Grazie con tutto il cuore a voi, amici del Gruppo India per la speciale attenzione avuta nei nostri confronti, soprattutto affinché le nostre ragazze possano ricevere una formazione integrale e per poter realizzare i loro sogni. Grazie per aver creato un ambiente favorevole che permette a queste ragazze di continuare i loro studi in ottime condizioni, di crescere basando la loro vita su valori cristiani, intellettuali e umani: come l’accoglienza, il dialogo, il perdono, la verità, il servizio, il rispetto, l’impegno nello studio… per facilitare la loro integrazione sociale con cultura e competenza migliorate.

Grazie per la fiducia riposta in noi nel gestire questo aiuto tanto necessario. Il Signore vi benedica e vi ricompensi in tutto ciò che fate per il bene dei poveri nelle varie periferie del mondo. Molto fraternamente.

Suor Prisca

Aayudhakalam, India: attiviamo il pozzo

In attesa di realizzazione: abbiamo terminato la raccolta fondi, siamo in attesa che il progetto sia realizzato per darvi maggiori informazioni. Grazie a quanti hanno collaborato!

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Nel 2019 abbiamo donato un pozzo a un villaggio del Tamil Nadu, ma è ancora privo di collegamento alla rete elettrica… Completiamolo con un gruppo elettrogeno per far funzionare la pompa in modo economico.

Purtroppo ad Aayudhakalam non c’è il collegamento con la rete elettrica, che è stato richiesto all’ente preposto sin da quando si è cominciato a pensare di scavare il pozzo, nel lontano 2018. Il progetto per la trivellazione è stato preparato, sono arrivati i fondi del Gruppo India, si è scavato, si è trovata l’acqua… ma la domanda è rimasta nella lista d’attesa, giustificata da un gran numero di richieste di allaccio e da una scarsa infrastruttura. Inizialmente si sperava che al termine della pandemia i lavori avrebbero preso finalmente il via, ma così non è stato e ancora non si vede luce, letteralmente. Il pozzo non è rimasto inattivo, ma si è alimentata la pompa affittando un generatore a gasolio. Questa soluzione era valida per un breve periodo, ma visto il perdurare della situazione è necessario procedere in proprio, acquistarlo e collegarlo al pozzo.

Per questo padre Joby (della Little Flower Congregation) ha bussato di nuovo alla nostra porta e noi inoltriamo la sua richiesta: 6.000 euro per dare piena funzionalità a questo pozzo (installando anche un impianto depuratore) e far rinascere l’agricoltura nella zona. Il codice per identificare questo progetto è 910P.

Uttar Salbari, India: toilette ricostruite

Aggiornamento marzo 2024: anche questo progetto è stato completato. Le nuove toilette, allocate in un piccolo edificio costruito vicino a quello principale, sono in funzione e hanno migliorato la vita dei tanti ragazzi e ragazze che frequentano la Loyola School. Grazie di cuore a quanti hanno collaborato!

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Aggiornamento ottobre 2023: le nuove toilette per la scuola di Uttar Salbari sono in fase di completamento. I fondi inviati dal Gruppo India non erano sufficienti a coprire tutte le spese, per cui padre Joseph Victor Pitchai SJ si è prima impegnato nella ricerca di altre risorse locali (per iniziare i lavori con la certezza di arrivare al termine). A giugno si è dato il via, ma a luglio è stato necessario interrompere per le forti piogge.

Tuttavia, l’impegno dei lavoratori è stato encomiabile e i progressi nei lavori costanti. Con i nostri fondi alle spalle della Loyola School sono stati completati lo scavo, le fondamenta, i pilastri, una parte dei muri e la fossa settica, come mostrano le foto. Ora si procede: resto dei muri, intonacatura, pavimenti, montaggio delle piastrelle, porte, finestre, pittura, impianto idraulico… con la speranza di terminare il tutto prima dell’arrivo dell’inverno.
A presto per ulteriori notizie, e intanto grazie!

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La Loyola School, situata in un’area rurale e remota, frequentata da bambini tribali figli dei raccoglitori del tè, ha urgente bisogno di aiuto per ricostruire le toilette. Questa scuola, costruita e gestita dai gesuiti del West Bengal, è stata gravemente colpita dalla pandemia: oltre 200 studenti l’hanno abbandonata perché i genitori avevano perso il lavoro e non potevano più pagare neanche l’esiguo contributo richiesto. Ora la situazione sta migliorando e i bambini stanno gradualmente tornando a scuola.

La scuola è una delle tante attività della missione avviata dai gesuiti nel 1997 a Uttar Salbari, un piccolo villaggio, per servire l’ampia area nei dintorni: programmi educativi, pastorali e sociali a favore di una popolazione povera e svantaggiata che vive nelle pianure, nelle colline o nelle circostanti piantagioni di tè.

Le persone che vivono intorno a Uttar Salbari sono in gran parte indigeni, tribali adivasi che lavorano nelle piantagioni di tè e guadagnano circa 2,50 euro al giorno. Un numero significativo di abitanti delle piantagioni di tè è malnutrito e in cattive condizioni di salute. La maggior parte degli studenti della Loyola School è di prima generazione (quindi figli di analfabeti) e alcuni di loro provengono da luoghi lontani con veicoli pubblici o in bicicletta.

I gesuiti hanno costruito l’edificio scolastico e ne hanno curato la manutenzione nel corso degli anni, ma i bagni sono in pessime condizioni tanto che gli studenti hanno difficoltà a utilizzarli. Inoltre, questi bagni sono stati costruiti circa 25 anni fa, per un massimo di 300 studenti. Ora il numero degli studenti della primaria è cresciuto fino a circa 500 (di cui 300 bambine). I ragazzi si recano spesso in uno spazio aperto per fare i bisogni, cosa poco igienica e comunque difficile nel periodo dei monsoni. È un problema che ostacola l’atmosfera necessaria all’istruzione. C’è quindi urgentemente bisogno di migliori servizi igienici. La pandemia di Covid-19 ha peggiorato le finanze della scuola, riducendo il numero degli studenti e facendo quindi mancare parte degli introiti, mentre le spese sono rimaste inalterate; non è quindi possibile per i gesuiti sostenere da soli il costo della ristrutturazione.

È necessario abbattere il vecchio blocco di servizi igienici e costruirne uno nuovo e migliore nello stesso luogo, dotato di tutte le strutture necessarie. Ciò consentirà agli studenti di avere accesso a buoni servizi e promuoverà le loro abitudini igieniche. La scuola si farà carico delle spese relative alla demolizione dell’edificio esistente, noi contribuiremo alla ricostruzione e per questo vi invitiamo a collaborare con il codice 530T.

Dopo il completamento del progetto, i bambini della scuola primaria disporranno di bagni decenti, facili da usare e confortevoli. L’ambiente migliore influirà sulla capacità di apprendimento delle giovani menti, la sicurezza e la salute dei bambini miglioreranno notevolmente e diminuirà il numero degli abbandoni scolastici.

A nome della Provincia dei Gesuiti di Darjeeling, vi ringrazio molto per aver preso in considerazione questo progetto tra le tante richieste che il Gruppo India riceve. Siamo grati del vostro sostegno agli studenti della scuola primaria Loyola. Sarà di grande aiuto per risolvere il loro desiderio di lunga data. Mobiliteremo altri fondi e completeremo il progetto in pochi mesi. Con i migliori auguri,

padre Joe Victor Pitchai SJ
(Economo della Provincia)