Rep. Dem. Congo

Sostegno ai professori di Kisangani (R. D. Congo)

Kisangani allevamento polli

A Kisangani (R. D. Congo) le suore Canossiane gestiscono un liceo femminile, i cui professori sono pagati dal governo. Si tratta però di uno stipendio molto basso, non sempre retribuito con regolarità, spesso interrotto nei mesi di vacanza. Per ovviare almeno in parte a questi problemi le suore cercano di integrare le entrate dei professori con aiuti economici straordinari in momenti particolari: malattie in famiglia (non esiste una sanità sociale che si faccia carico di medicine, visite, ospedalizzazioni), spese impreviste o particolarmente onerose per l’istruzione dei figli… Inoltre per rendere il sostegno meno estemporaneo si dà ai professori un contributo per dare il via a microprogetti a conduzione familiare: allevamento di maiali, polli, capre; acquisto e lavoro di campi e orti; altre attività che la fantasia o le situazioni contingenti suggeriscono.

Vogliamo illustrarvi alcune delle realizzazione di questi microprogetti che aiutano notevolmente le famiglie dei professori del liceo.

affitto sedieUno molto particolare è quello del professor Okenge. Quest’uomo, bravissimo insegnante di matematica, ha una salute precaria che non gli permette di svolgere attività fisiche con dispendio di energia. Allora che ha fatto? Ha comperato, un poco per volta, un centinaio di poltrone di plastica che affitta a gruppi che organizzano incontri, feste o assemblee. Il ricavato lo divide in due: una parte la affida alla moglie per un piccolo commercio che assicura almeno un pasto al giorno, l’altra serve per pagare, almeno in parte, le rette scolastiche dei figli.

Il microprogetto più realizzato è quello dell’allevamento dei maiali, perché quando mamma maialina partorisce non ci sono mai meno di sei, sette piccoli, vera ricchezza per la famiglia; alcuni professori arrivano a pagare abbastanza facilmente almeno tre, quattro rette scolastiche dei figli. Certo c’è da tener conto che, nella situazione drammatica di miseria che sta vivendo il paese, i ladri sono numerosi e le ruberie all’ordine del giorno, ma i professori non si scoraggiano, cercano di rinforzare il porcile, stabiliscono turni di guardia notturni con i figli più grandi, e la vita continua, perché qui… chi si ferma è perduto!

Alcuni, per non pagare più l’affitto e avere un tetto sicuro (senza il pericolo di essere sfrattati da un giorno all’altro, cosa purtroppo molto frequente), stanno costruendosi la casa un poco alla volta, fabbricandosi loro stessi i mattoni per risparmiare. Altri hanno avviato un’impresa di pescicoltura in uno stagno qui vicino.

Insomma, i professori dimostrano di utilizzare al meglio il piccolo aiuto che ricevono e sono veramente grati per questo, come testimoniano le parole di sr Bruna:

Carissimi tutti,
intanto vi ringraziamo per il frutto della vostra generosità che ancora ci è giunto a bene di tanti.
Davvero questi microprogetti hanno ridato loro un poco di speranza, perché il nostro povero Congo sta rotolando verso il baratro a causa della politica mal gestita e tutta tesa a sfruttare ogni possibilità per arricchirsi: i ricchi diventano sempre più ricchi ed i poveri sempre più poveri.
E chi detiene il Potere… si siede sulla paura del popolo. A 
volte ci vuole coraggio a credere in un futuro migliore, ma le piccole e grandi luci accese da persone generose come voi, aiutano a non abbandonare la lotta.

Sr Bruna

allevamento maiali pescicoltura casa in costruzione

Lubumbashi (R.D.Congo): dall’asilo all’università…

RD Congo bancoLa cappella cattolica dell’Università di Lubumbashi è stata affidata ai padri gesuiti e p. Leon si dedica alla formazione scolastica e spirituale dei ragazzi perché “la scienza senza coscienza è la rovina dell’anima“.

La cappella è anche un punto di riferimento per la popolazione circostante, in gran parte famiglie in fuga dal conflitto e dalla precarietà del nord Katanga, Kivu e Kasai. Proprio per aiutare queste famiglie sta sorgendo una scuola. Continua a leggere

Estate 2016

DALL’INDIA AL MONDO…

UN GRANDE PONTE DI MISERICORDIA

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Praticare la misericordia significa avere il cuore di Dio, che “…risponde e si prende cura dei poveri, di coloro che gridano la loro disperazione, che ascolta e interviene per salvare, ispirando donne e uomini generosi. La misericordia non può rimanere indifferente davanti alla sofferenza degli oppressi, al grido di chi è sottoposto a violenza, ridotto in schiavitù, condannato a morte…” (Papa Francesco, Udienza 27 gennaio 2016)

Fu questa “misericordia”, di cui il cuore di p. Mario Pesce sj era pieno, che 35 anni fa lo ispirò a lanciare l’iniziativa delle “adozioni – borse di studio”. Da qui nacque il Gruppo India! L’obiettivo era rivolto all’India, ove era avvenuto l’incontro con tanti bambini bisognosi di tutto. Da allora il ponte di solidarietà si è andato sempre più allargando a tanti altri Paesi.

Il Comitato ha conservato il nome originario anche in occasione della sua trasformazione in onlus, ma i dati che emergono dal bilancio dell’anno 2015 confermano che – grazie al sostegno di tantissimi benefattori – l’aiuto ha raggiunto oltre 100 località in numerosi stati dell’India e almeno altrettanti luoghi in 30 altri Paesi del mondo: dal Pakistan, Bangladesh, Myanmar, Vietnam, Thailandia, Filippine… al Brasile, Argentina, Paraguay, con un’attenzione sempre maggiore all’Africa: Sudan, Camerum, Etiopia, Togo, Angola, Ciad, R.D. del Congo, Rep. Centroafricana, Tanzania, Malawi, Uganda, Madagascar, senza dimenticare alcune aree critiche dell’Europa e Medio Oriente.

Gli aiuti sono stati destinati per poco più di un terzo all’India e un altro terzo all’Africa.

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La destinazione delle risorse per tipologia di aiuto ha incluso la realizzazione e l’arredo di scuole, ma anche il contributo alla costruzione di casette. Una percentuale significativa degli aiuti è andata al settore sanitario col sostegno a dispensari e ospedali e a interventi per dare l’acqua: pozzi, cisterne, impianti di depurazione. Molteplici anche le iniziative in campo sociale (e in parte pastorale) attuate da religiosi e religiose e da noi appoggiate in vista della promozione e dello sviluppo. Una parte degli aiuti è andata a interventi di emergenza soprattutto nelle aree colpite da guerre o da calamità naturali.

Particolarmente significativo è il fatto che anche nel 2015 il “Gruppo India” è riuscito a mantenere le spese di gestione al di sotto del 10% delle offerte ricevute e dunque a inviare effettivamente a chi ha bisogno oltre il 90% di quanto generosamente ci viene donato.

Tanti gesti concreti di amore che sono la testimonianza migliore della “misericordia” vissuta insieme nel 2015, nei 35 anni di vita del Gruppo India e in quelli che verranno: vogliamo che siano per tutti, sempre più “segnati” dalla “misericordia” da accogliere e da donare. Grazie perché continuerete ad essere con noi.

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Pasqua 2016

I poveri sono…

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la possibilità di conversione che Dio ci offre

Nel gennaio di 35 anni fa al ritorno dal primo incontro con i bambini dell’India p. Pesce sj lanciò l’iniziativa della “adozione a distanza” per aiutare quei piccoli a frequentare la scuola e migliorare le loro condizioni di vita e quelle delle loro famiglie attraverso l’opera preziosa di tanti religiosi e collaboratori. Soprattutto p. Pesce desiderava invitare ciascuno ad aprire il proprio cuore a un fratello lontano e contemporaneamente a quanti incontriamo nella vita quotidiana.

Nel messaggio per la Quaresima di questo anno giubilare, papa Francesco ha ricordato che “la misericordia di Dio è un annuncio al mondo: di tale annuncio ogni cristiano è chiamato a fare esperienza in prima persona”. La speranza è che questo annuncio entri nella nostra vita e ci stimoli all’amore del prossimo, risvegliando “la nostra coscienza spesso assopita davanti al dramma della povertà e per entrare sempre più nel cuore del Vangelo, dove i poveri sono i privilegiati della misericordia divina”.

La generosità di tanti benefattori ha consentito al Gruppo India di sostenere intere comunità (anche con assistenza sanitaria, fornitura di acqua, opere sociali e sostegno a piccole attività imprenditoriali) e vorremmo riuscire a farvi giungere il grazie di chi ha avvertito la vicinanza di un fratello lontano e sconosciuto.

Nonostante tutto questo continuano ad arrivarci bisogni che attendono la nostra risposta generosa e soprattutto la conversione del nostro cuore. In queste pagine presentiamo alcune iniziative a sostegno dell’istruzione, ma anche una TESTIMONIANZA di chi si fa prossimo alle famiglie colpite da una guerra vicina.

Siria… la vita più forte della morte

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In Siria gestivamo una scuola, bella, nuova, con 2.300 alunni! Mi sembrava di vivere in un paradiso con e per i bambini. Ed ecco che nel 2011 la violenza della guerra scoppia in Siria. La situazione si aggrava, le bombe arrivano fino a scuola. Siamo obbligate a trasferirci nei locali del Patriarcato, privi di arredi e attrezzature ma più sicuri. Siamo quattro Suore della Carità, siriane e libanesi. Abbiamo scelto di restare! Desideriamo condividere con la gente questa vita difficile, cercando di ritrovare la gioia e la speranza nonostante le bombe e la miseria e aspettando soprattutto la pace. Ci siamo avventurate in questa sfida, superando difficoltà e paura… per celebrare la vita più forte della morte. Perché tutti i giorni noi andiamo a scuola senza sapere se rientreremo sane e salve a casa con i nostri alunni. Siamo convinte che se siamo in vita è perché abbiamo ancora una missione grande da svolgere in questa terra. La guerra ci ha spinte a essere ancora più vicine ai poveri e a servirli, come chiedeva la nostra fondatrice S. Giovanna Antida Thouret. Ora abbiamo due priorità: la scuola e le famiglie di rifugiati, impoveriti da questa guerra atroce. Quasi tutti i giorni visitiamo queste famiglie per toccare le piaghe della gente. Talvolta siamo là con queste persone, solamente per offrire il nostro ascolto. La nostra preghiera, quella del popolo siriano, si unisce a quella di Gesù in croce, che si può riassumere in poche parole: Signore, porta la luce nei cuori sprofondati nelle tenebre e perdona tutti quelli che vogliono la guerra, perché essi non sanno quel che fanno”. (Sr. Fida)

 

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In Siria, come pure in Libano, le suore portano avanti questa grande missione a sostegno delle famiglie e dei bambini siriani. Attraverso queste foto hanno voluto trasmetterci il loro GRAZIE e dirci che l’emergenza continua e si aggrava… Noi non le lasceremo sole, sicuri che, ogni nostro dono, piccolo o grande, andrà a “toccare la carne di Cristo” in quella di tanti fratelli e sorelle che sono nella sofferenza. (Prog. SILI)

Buona Pasqua a tutti!

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Kinshasa (R. D. Congo): completato il capannone per il Centro Munzihirwa

capannone MunzihirwaNella circolare di Pasqua 2014 abbiamo chiesto il vostro sostegno per la costruzione di un capannone a Kinshasa. Grazie all’aiuto del Gruppo India, il CMM (Centro Monsignor Munzihirwa) ha potuto mettere a disposizione dei beneficiari (i ragazzi di strada) un hangar metallico per la mostra dei lavori in legno e rifilatura-saldatura a Cogelos. Questo locale permetterà al CMM di rendere visibili le opere fabbricate dai ragazzi e offrire una formazione professionale di qualità a un maggior numero di ragazzi che vogliono apprendere un mestiere.

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Estate 2015

La presenza
di quei volti…
“Ogni persona…
possa percepire
la presenza di quei volti.
Una presenza nascosta,
ma che in realtà dev’essere
la vera protagonista dell’evento:
i volti degli uomini
e delle donne
che hanno fame,
e che si ammalano,
e persino muoiono,
per un’alimentazione
troppo carente o nociva…”
(Papa Francesco,
Videomessaggio
inaugurazione Expo Milano 2015
)

Estate2015

 

In questi giorni tanti ragazzi stanno terminando le fatiche dell’anno scolastico e guardano ai risultati dell’impegno profuso. Anche il “Gruppo India” ha tirato le somme di quanto è stato possibile fare nel 2014 grazie alla generosità di tanti benefattori. Nonostante le difficoltà abbiamo potuto sostenere circa 220 opere gestite da missionari, religiosi e religiose di diversi Ordini o Diocesi per programmi pluriennali o interventi mirati in oltre cento località sparse in 15 stati dell’India e in 27 altri Paesi di Asia, Africa, America Latina, Europa e Medio Oriente con una ripartizione di circa un terzo degli aiuti inviati all’India, un terzo a 13 stati dell’Africa e il restante terzo agli altri luoghi.

 L’iniziativa principale è la “adozione – borsa di studio” per sostenere e accompagnare nella crescita e nell’istruzione gruppi di bambini, ma anche di giovani donne con l’obiettivo dello sviluppo integrale della persona. Tramite tale iniziativa si sostiene la frequenza scolastica di base, ma anche la possibilità di frequentare studi superiori o percorsi di formazione professionale. A questo si è affiancata la realizzazione e l’arredo di scuole, particolarmente ove esse mancano o sono del tutto inadeguate e progetti a favore della popolazione locale, soprattutto pozzi e impianti per l’approvvigionamento e la depurazione dell’acqua. Come sempre si è privilegiato il supporto ad attività generatrici di reddito.

Aiuti e spese 2014

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Particolare attenzione è stata diretta al settore sanitario con il sostegno a dispensari e ospedali per debellare malattie, prevenire infezioni e favorire lo sviluppo di intere collettività. Oltre a interventi in risposta alle emergenze sono stati sostenuti programmi di sviluppo sociale e di formazione professionale mantenendo una piccola percentuale di contributi per attività più propriamente pastorali. Il grafico qui accanto evidenzia la destinazione delle risorse per tipologia di aiuto e il fatto che siamo riusciti ad inviare effettivamente a chi ha bisogno almeno il 90% di quanto generosamente ci viene donato.

Per noi del “Gruppo India” più dei numeri contano le persone e allora – un po’ come i ragazzi che lasciano i compagni della quotidiana vita scolastica portando con sé il ricordo dei loro volti – vorremo guardare tutti insieme i volti di quelle migliaia di persone, soprattutto bambini, che cerchiamo di aiutare, sapendo bene che anch’essi non cessano di immaginare i volti di chi, con tanta generosità, li ha sostenuti e non li abbandona al bisogno.

Da sempre il “Gruppo India” richiama alla necessità di un “cambiamento di mentalità, per smettere di pensare che le nostre azioni quotidiane – a ogni grado di responsabilità – non abbiano un impatto sulla vita di chi, vicino o lontano, soffre la fame”. È quanto anche Papa Francesco ha ricordato nel suo videomessaggio per l’inaugurazione di Expo, nel quale ha anche raccomandato che tutti, sempre e ovunque siamo accompagnati dalla coscienza dei “volti”: i volti di milioni di persone che oggi hanno fame, che oggi non mangeranno in modo degno di un essere umano.

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Mbuji Mbay (Rep. Dem. Congo): progressi dell’autofinaziamento

MbujiMbayNella Repubblica Democratica del Congo le Suore Francescane Missionarie del Vangelo e dello Sviluppo, con i pochi mezzi a loro disposizione, accolgono numerosi bambini e ragazzi abbandonati. Il Gruppo India le aiuta tramite l’adozione-borsa di studio che consente un aiuto continuo nel tempo per ospitare, curare, nutrire ed educare questi bambini. L’anno scorso le suore hanno richiesto un aiuto straordinario per avviare dei progetti di autofinanziamento e acquistare un terreno con un vecchio edificio da ristrutturare per alloggiare meglio i bambini.

I progressi dei progetti sono testimoniati anche da questa breve presentazione che ci è stata inviata recentemente.

Natale 2014

NATALE È INCONTRO

Natale 2014

La storia del “Gruppo India” nasce da un incontro avvenuto nel Natale 1980, quello fra 15 studenti dell’Istituto Massimo di Roma guidati da P. Mario Pesce sj e centinaia di bambini dei villaggi dell’India. P. Pesce ha poi incontrato e fatto incontrare tante persone attraverso molti luoghi del mondo alimentando il fuoco della Carità, che si è fatta dono vicendevole. Gesù, che è nato per noi a Betlemme, continua oggi a invitarci all’incontro fraterno, che promuove la solidarietà nella condivisione. Il Bambino che nasce povero ci offre il Suo messaggio di salvezza e ci insegna a cercare i valori veri e la ricchezza del cuore. In questo Natale di tempi difficili per chi vive in Italia, ma ancor di più per chi vive nelle periferie del mondo, la “adozione – borsa di studio” è un mezzo semplice per realizzare l’incontro fra persone, riconoscere il nostro fratello da amare come il Bimbo della Grotta, creando spazio nel nostro cuore e nella nostra vita per chi resta lontano e sconosciuto ma viene sostenuto verso un futuro migliore.
Da quel primo incontro il “Gruppo India” continua a farsi strumento per realizzare ponti di solidarietà ed è bello sapere che anche tante scuole italiane accolgono i nostri volontari per conoscere le storie di altri studenti meno fortunati e ricevere stimoli per il cuore e la mente, non meno importanti dell’aiuto economico che si può offrire. Frequentare la scuola, apprendere un mestiere, avere acqua pulita, potersi curare sono esigenze primarie che, attraverso il “Gruppo India”, hanno trovato una risposta concreta per migliaia di persone come testimoniano alcune delle storie che presentiamo in queste pagine, anche come doverosa rendicontazione dello scrupoloso utilizzo di ciò che viene donato nonostante le difficoltà. Molti altri bisogni attendono una risposta generosa: anche un piccolo dono è prezioso e continuerà a consentirci di sostenere decine di luoghi di missione ove tantissimi bambini frequentano la scuola (o vorrebbero averne una) e dove religiosi e laici quotidianamente affrontano con impegno e creatività le sfide della povertà.

E per una risposta ancora più efficace il “Gruppo India”, dal 2 ottobre scorso, ha assunto la qualifica di ONLUS, consentendo così ai benefattori di usufruire dei vantaggi fiscali previsti dalla legge. Un passaggio ponderato e significativo anche per una migliore organizzazione interna, ma che mantiene il “Gruppo India” ben saldo nei principi che hanno ispirato la sua nascita. Lo conferma il fatto che lo scorso settembre è stato eletto presidente del Comitato Marco Petrini, che ha partecipato al primo incontro del 1980 e condiviso da allora l’ormai lungo cammino.

Buon Natale e Felice Anno nuovo a tutti i benefattori
e a tutti coloro che il “Gruppo India” fa incontrare nella solidarietà!

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Pasqua 2014

LA MISERICORDIA SI FA SPERANZA

Il tempo di Quaresima è da sempre per noi un tempo forte di riflessione e condivisione perché il comandamento dell’amore verso Dio e verso il prossimo, che è la Carità, trova il compimento nel sacrificio della Croce e la speranza nel mistero della Resurrezione.

Essere misericordiosi e operatori di misericordia” è l’invito che il Santo Padre Francesco ha rivolto a tutti i cristiani per questo tempo, rimarcando che “vi è una sola vera miseria: non vivere da figli di Dio e da fratelli di Cristo” e “ciò che dà vera libertà, vera salvezza e vera felicità è l’amore di compassione, di tenerezza e di condivisione”. Abbiamo bisogno gli uni degli altri perché “la miseria è la povertà senza fiducia, senza solidarietà, senza speranza” e tutti noi – anche se abbiamo i beni materiali – possiamo essere miseri se il nostro cuore non ha l’amore che, per il cristiano, è Carità. Questo richiede una conversione del cuore, un cambiamento del nostro modo di vivere e di relazionarci. Per esempio imparando a non sprecare ciò che abbiamo e a fare piccole o grandi rinunce. Ecco perché la Carità duole.

In tanti anni abbiamo sperimentato esempi magnifici di persone che, condividendo l’impegno del Gruppo India, hanno donato con sacrificio e con vero spirito di solidarietà, che non consiste esclusivamente in azioni di promozione e assistenza, ma prima di tutto è attenzione verso l’altro (vicino o lontano) perché ognuno di noi è chiamato a “prendersi cura della fragilità del popolo e del mondo in cui viviamo” (Evangelii Gaudium, n. 216).

Le difficoltà che molte nostre famiglie sperimentano, hanno comportato anche un notevole calo delle donazioni e diminuito le nostre possibilità di rispondere ai bisogni di tanti bambini e ai vari appelli e richieste di aiuto che riceviamo. Confidiamo però che non mancherà uno sforzo in più di generosità e l’impegno di tutti ad “inventare” iniziative e occasioni per coinvolgere altri.

Potremo così continuare a costruire una catena di solidarietà fraterna che raggiunge con piccoli o grandi gesti di amore persone nel bisogno materiale, assicurando loro un futuro migliore, soprattutto attraverso la formazione e l’autosviluppo.

Come vi raccontiamo in queste pagine, sono molti i luoghi del mondo dove il Gruppo India, attraverso missionari di vari Ordini religiosi, si fa presente per prendersi cura soprattutto di bambini e giovani, perché in futuro siano capaci essi stessi di promuovere la crescita culturale, sociale e sanitaria di intere comunità. Purtroppo non mancano drammatiche situazioni di emergenza di cui occuparsi, ma c’è anche l’evidenza di quanto si è potuto già realizzare e l’esempio di belle iniziative di solidarietà dei nostri benefattori.

Così la misericordia si fa speranza.

A tutti voi, amici e benefattori, con il nostro grazie,
gli auguri più sinceri di Buona Pasqua!

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Natale 2013

 

 

 

Natale 2013!

La grotta di Betlemme ci insegna ad amare l’uomo, ogni uomo, ad amarlo di più se è debole, povero, piccolo.

Nell’avvicinarsi del Santo Natale contempliamo ancora una volta il mistero dell’incarnazione di Gesù, che è venuto a portare a ciascuno di noi il messaggio di amore.

Come papa Francesco non manca di ricordarci, Gesù ci ha insegnato che “il più grande comandamento è questo: l’amore!”.

Per noi del “Gruppo India” il Natale è legato alle origini stesse del nostro impegno: in questo tempo, ormai 33 anni fa, un gruppo di giovani dell’Istituto Massimo di Roma accolse l’invito di P. Mario Pesce sj di incontrare Gesù nei bambini dell’India trascorrendo con loro alcuni giorni di condivisione e servizio.

Da quel viaggio è nata l’iniziativa “ADOZIONE – BORSA DI STUDIO” fondata sull’amicizia sincera, il ricordo quotidiano, la condivisione materiale fra fratelli. Ormai tantissime organizzazioni promuovono – anche con grandi mezzi – iniziative simili, ma per noi è importante che all’aiuto materiale – certamente necessario – si accompagni un coinvolgimento personale, in spirito di vera solidarietà.

In queste pagine potrete leggere la testimonianza di uno di quei “ragazzi” che ha recentemente vissuto l’emozione di tornare in quei luoghi e constatare i grandi benefici che l’aiuto dei benefattori del Gruppo India ha recato alle intere popolazioni locali, migliorando di molto le loro condizioni di vita e di istruzione.

Rimane ancora molto da fare come emerge dall’altra testimonianza di chi ha da poco visitato le missioni che aiutiamo in Congo e Uganda, e dalle notizie che ci arrivano da altri Paesi africani. Dinanzi ai drammi umani, che coinvolgono soprattutto bambini che subiscono violenza e sfruttamento, che soffrono la fame, la miseria, l’ignoranza e l’abbandono, nessuno può tirarsi indietro, tutti siamo chiamati in causa e i cristiani più degli altri, perché nel volto di ogni bambino noi adoriamo quello del bambino Gesù, il volto di Dio.

In questo tempo in cui le migrazioni ci interpellano a tanti livelli, lo spirito di fraternità, che è a fondamento della proposta del Gruppo India, sia per noi un dono reso fecondo dalla ricchezza dell’incontro con l’altro e dalla solidarietà vera, fatta di risposta ai bisogni materiali e attenzione alla singola persona vicina o lontana. Questo aiuta tutti a recuperare la fiducia e a tenere sempre viva la speranza: come ha detto papa Francesco in visita al Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati “con l’accoglienza e la fraternità si può avere ancora un futuro” e ha continuato: “i poveri sono maestri privilegiati della nostra conoscenza di Dio; la loro fragilità e semplicità smascherano i nostri egoismi, le nostre false sicurezze, le nostre pretese di autosufficienza e ci guidano all’esperienza della vicinanza e della tenerezza di Dio, a ricevere nella nostra vita il suo amore, la sua misericordia di Padre che, con discrezione e paziente fiducia, si prende cura di noi, di tutti noi”.

Siamo perciò chiamati a riflettere e ad agire perché a tutti i livelli la persona umana sia rispettata, accolta, amata. Grazie a ognuno di voi per essere, insieme a noi, tra i poveri della terra. Il Dio-Bambino venuto a raccontarci il suo amore, ci renda sempre più capaci di riconoscerlo e ad accoglierlo in ognuno di loro.

A tutti gli auguri sinceri di Buon Natale e di un sereno Anno 2014 !

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