Circolari

Autunno 2017

Non amiamo a parole ma con i fatti«Non amiamo a parole ma con i fatti». È il titolo e al tempo stesso l’invito del Messaggio di papa Francesco per la prima Giornata mondiale dei poveri da lui istituita e che si celebrerà domenica 19 novembre, in continuità con il Giubileo della Misericordia per “stimolare in primo luogo i credenti perché reagiscano alla cultura dello scarto e dello spreco, facendo propria la cultura dell’incontro. Al tempo stesso l’invito è rivolto a tutti, indipendentemente dall’appartenenza religiosa, perché si aprano alla condivisione con i poveri in ogni forma di solidarietà, come segno concreto di fratellanza. Dio ha creato il cielo e la terra per tutti; sono gli uomini, purtroppo, che hanno innalzato confini, mura e recinti, tradendo il dono originario destinato all’umanità senza alcuna esclusione”.

È un richiamo alla concretezza: la povertà non è un’entità astratta, ma… “ha il volto di donne, di uomini e di bambini sfruttati per vili interessi, calpestati dalle logiche perverse del potere e del denaro… povertà frutto dell’ingiustizia sociale, della miseria morale, dell’avidità di pochi e dell’indifferenza generalizzata!”. Davanti a questi scenari, il Papa ci spinge a non restare inerti e rassegnati, ma a “rispondere con una nuova visione della vita e della società”.

È un appello alla mobilitazione per rimuovere le cause della fame e le fonti di una disuguaglianza sempre più profonda, per porre un freno a un sistema finanziario fuori controllo, per rispondere alla domanda di giustizia e alla necessità di perseguire il bene comune. Occorre passare da “parole vuote” a “fatti concreti” con i quali siamo chiamati a misurarci. La carità per un cristiano deve diventare condivisione: “Se vogliamo incontrare realmente Cristo, è necessario che ne tocchiamo il corpo in quello piagato dei poveri, come riscontro della comunione sacramentale ricevuta nell’Eucaristia. Il Corpo di Cristo, spezzato nella sacra liturgia, si lascia trovare nella carità condivisa, nei volti e nelle persone dei fratelli e delle sorelle più deboli”.

Leggendo queste parole del Papa come non pensare al nostro p. Mario Pesce? Sono parole che tante volte abbiamo ascoltato anche dalle sue labbra; è quanto lui ha vissuto radicalmente e insegnato con forza. È proprio da queste convinzioni profonde che è nato il Gruppo India, quest’opera di carità creativa e fattiva, oggi affidata a tutti noi.

Sono tanti gli appelli che ci arrivano da varie parti del mondo. In particolare fr. Francis Tirkey da Purnea (Bihar, India) ci scrive:

Le pesanti piogge monsoniche che hanno colpito Nepal e Bangladesh si sono riversate su di noi sotto forma di alluvioni: città e paesi allagati, ponti e strade distrutti, case spazzate via dall’acqua che ha superato il metro e mezzo di altezza… Kishanganj è rimasta sotto l’acqua per due giorni; Gopalpur è inondata: entrambi gli ostelli sono chiusi e i bambini sono stati inviati alle loro famiglie ben prima del tempo. Il governo sta cercando di dare sollievo alla popolazione colpita, ma raggiungere tutti è quasi impossibile. Continuate a pregare per noi e per le persone colpite nei villaggi rurali, specialmente per i più vulnerabili.

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Estate 2017

Uniti per dare un volto concreto alla Carità

Estate2017

Dall’India al mondo: un grande ponte d’amore”. È lo slogan che più rappresenta il “Gruppo India” oggi! Pur conservando nel proprio nome il riferimento al Paese per il quale è iniziato il proprio impegno, il suo orizzonte si allarga sempre più al mondo, con una attenzione speciale al continente africano. È da qui, infatti, che ci giungono molte grida d’allarme: conflitti, razzie, scontri etnici, siccità, denutrizione, malattie… sembra che non ci sia un attimo di pace e serenità in questi Paesi, pur nell’indifferenza del resto del mondo.

Questi drammi e le loro conseguenze sullo sfruttamento delle persone e delle risorse locali non possono non richiamare costantemente la nostra attenzione. Siamo convinti che tante piccole gocce formano un mare di bene. il Comitato ha cercato di gestire al meglio le preziose gocce che ognuno ha donato, spesso con sacrificio e in molti casi con ammirevole fedeltà. Così cresce il supporto dato ai Paesi africani, in risposta alle emergenze e per ricostruire le basi di queste società continuamente minate. L’ultimo appello ci era giunto dalla Rep. Centrafricana (cfr. circolare Pasqua 2017). Quanto sr M. Elena Berini ci scrive è la testimonianza più bella di quanto questo aiuto sia concreto, importante, vitale…

   

5xmille

Codice fiscale
97083850582

RRa Bocaranga«Cari amici del Gruppo India, come dirvi la gioia e la riconoscenza delle tante persone che abbiamo potuto aiutare grazie a voi? Dopo l’attacco dei ribelli a Bocaranga, il 2/2/2017, abbiamo aiutato i più vulnerabili: vedove con bambini, malati che non potevano comperare le medicine, famiglie che avevano perso tutto: materiale da cucina, materassi… Abbiamo organizzato pasti per più di 90 bambini dei rifugiati, acquistato sacchi di fagioli, pagato la retta scolastica a oltre 30 giovani e bambini; a ognuna delle famiglie che si erano rifugiate nelle nostre aule abbiamo dato 50€ per le necessità più urgenti. La situazione resta precaria, gruppi di ribelli circolano e creano paura. Lo stato di allerta continua. Come Suore della Carità siamo attente alle sofferenze, ai bisogni dei più poveri. In questi giorni è tornata una ragazzina delle nostre elementari, presa come moglie da un capo ribelle razziatore di ragazze e che ora è stato ucciso. È orfana e vive con una donna anziana. Le stiamo facendo fare i test per accertarci che non sia stata infettata dall’AIDS. Vuole tornare a scuola e noi faremo di tutto per aiutarla. Tante sono le giovani violentate, obbligate a prostituirsi per vivere, vestirsi e curarsi. La società Centroafricana è allo sfascio… ma ci sono piccoli segnali di ripresa, piccole luci che si accendono qua e là e che invitano a sperare, ad andare avanti. Certamente verranno tempi migliori per questo popolo, per i suoi giovani in cerca di Pace. È bello per noi poter sempre contare su di voi! Continuate a darci una mano… insieme daremo un volto concreto alla Carità».

Dedichiamo queste pagine particolarmente all’Africa. Per tutti l’invito a restare o a entrare in questa bella catena di solidarietà e di vicinanza a quanti, in Africa e nel mondo, si trovano in difficoltà. Insieme continueremo a vivere una Carità concreta e a dare una mano ai tanti che contano su di noi.

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Verso la Pasqua 2017

Pasqua2017

La Quaresima è un tempo propizio per aprire la porta ad ogni bisognoso e riconoscere in lui o in lei il volto di Cristo. Ognuno di noi ne incontra sul proprio cammino. Ogni vita che ci viene incontro è un dono e merita accoglienza, rispetto, amore”. Così papa Francesco nel messaggio per la Quaresima di quest’anno.
L’esortazione del Papa è che la Quaresima segni, per ciascuno di noi, “un nuovo inizio”. È l’invito alla conversione “per non accontentarsi di una vita mediocre, ma a crescere nell’amicizia con il Signore.
La Parola di Dio, “forza viva, capace di suscitare la conversione nel cuore degli uomini”, ci aiuta ad aprire gli occhi per accogliere la vita e amarla, soprattutto quando è debole. L’esempio dell’uomo ricco e del povero Lazzaro ci insegna che “la giusta relazione con le persone consiste nel riconoscerne con gratitudine il valore… perché ogni persona è un dono”.

E come non pensare al nostro p. Mario Pesce SJ? Quante volte, con la vita e la parola, ci ha ripetuto che Cristo e i poveri sono la stessa cosa!… Un cuore grande, il suo, un amore straordinario per i poveri, i lebbrosi, i bambini soprattutto. Ci ha insegnato che ogni “opera di carità” non deve essere un modo di “scaricarsi la coscienza” attraverso l’elemosina, ma deve tradursi in un vero cammino di conversione, che passa attraverso l’incontro spirituale con l’altro, vicino o lontano, soprattutto se debole e povero.
È la grande eredità che ci ha lasciato e che insieme stiamo portando avanti.

Oltre al grazie grande che ci giunge da vari luoghi, facciamo eco alle sempre nuove richieste di aiuto che riceviamo. E come tacere le “richieste silenziose” che ci giungono come un “urlo” da varie situazioni di emergenza? L’ultima è appena arrivata da Bocaranga (Rep. Centrafricana), missione sostenuta per i due foyers per ragazze e per vari progetti: pozzi, costruzione aule, sala informatica. Sr. Elena Berini delle Suore della Carità di S. Antida ci scrive:

Gruppi di ribelli sono entrati a Bocaranga e hanno iniziato a sparare: ci sono stati più di 18 morti, altri sono scomparsi… Hanno bruciato il mercato, negozi… Hanno forzato le porte delle case della gente e rubato i loro beni …tutto è stato così rapido! La moglie di uno dei nostri insegnanti è stata uccisa. Hanno assaltato la missione dei padri Cappuccini e l’hanno saccheggiata. Quante emozioni, paure! Siamo immerse in un fiume di insicurezza, con le tante persone che si sono rifugiate nella nostra missione. Le abbiamo accolte nei foyers, nelle aule del liceo: più di 250 persone! Cerchiamo di confortare, di alleviare la sofferenza con le nostre parole, con i nostri gesti concreti di aiuto e con la preghiera. Nel Suo cuore di Padre deponiamo le grida e i pianti delle famiglie che hanno perduto persone care, la disperazione di coloro ai quali tutto è stato rubato, bruciato, saccheggiato… la tristezza dei bambini privati dell’istruzione, dei corsi a scuola, la nostra sofferenza di vivere la nostra missione sempre sotto tensione, circondate da tanta violenza. Ma… nonostante tutto noi continuiamo a credere e a sperare che…

Nuove Coordinate Bancarie

La PACE è POSSIBILE,
il CUORE UMANO PUÒ CAMBIARE,
la VITA è più forte della MORTE!

Con le armi dell’amore,
Dio ha sconfitto l’egoismo e la morte.
Con Lui anche noi vogliamo
continuare 
a fare la nostra
piccola, insostituibile parte!

 Buona Pasqua a tutti!

 

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Natale 2016


I doni ricevuti e la misericordia donata

Quanti doni abbiamo ricevuto nella nostra vita? Forse il pensiero corre a quelli materiali, quelli piccoli e grandi, che ci sono stati offerti in diverse circostanze. Certamente pensiamo anche ai doni non materiali, che spesso sono quelli più importanti: l’amore che abbiamo ricevuto, le esperienze che abbiamo vissuto, l’insegnamento di persone speciali.

Al termine dell’anno giubilare della Misericordia, il S. Natale ci offre, ancora una volta, l’occasione per meditare sul mistero del dono. Gesù, piccolo e povero, in mezzo agli uomini è il segno dell’Amore di Dio per ciascuno di noi. È un dono grande sul quale riflettere nel silenzio della preghiera, per continuare il cammino di conversione, che Papa Francesco ci ha proposto anche come responsabilità personale che si fa corresponsabilità comunitaria.

La chiusura delle porte giubilari deve lasciare spalancate le porte del nostro cuore: ciascuno di noi è chiamato a essere “soglia”, attraverso la quale la Misericordia di Cristo è libera di entrare e uscire, in una dinamica continua di dono e accoglienza dell’Amore di Dio. Il dono comporta responsabilità: siamo chiamati a usare bene quel che abbiamo e i talenti ricevuti e – a nostra volta – offrire agli altri un segno di noi. D’altra parte abbiamo certamente tante volte sperimentato che “è più bello donare che ricevere”.

2016natale_2Il Gruppo India, anche nell’anno trascorso, si è fatto strumento per far giungere a migliaia di bambini e alle loro famiglie quel che generosamente è stato donato. Lo ha fatto – come sempre – mantenendo un contatto diretto con i missionari, assicurando l’effettiva realizzazione delle attività e delle opere e contenendo al massimo le spese di gestione. Ci piace offrire in queste pagine qualche piccola eco del molto di più che è stato fatto e, al tempo stesso, presentare altre necessità. È un viaggio ideale attraverso tanti Paesi e volti di fratelli, che non abbiamo bisogno di conoscere per amare e sostenere con il dono materiale ma, soprattutto, in quell’unione di preghiera e solidarietà, che è alla base della proposta del Gruppo India. Un viaggio che continua ogni giorno nel sito internet, che stiamo aggiornando e vi invitiamo a visitare.

Tra i ringraziamenti che ci giungono da tante parti del mondo, facciamo nostre le parole di una giovane volontaria in una delle missioni aiutate in Africa: “…Io sono il tramite, ma siete voi che avete fatto tantissime belle cose con i soldi che mi avevate dato prima di partire. Aiutare qua non è sempre facile, ma di certo… quell’anziana mamma all’ospedale quel giorno non aveva niente da mangiare e voi gliene avete dato, quel padre di famiglia aveva bisogno di 8 euro per iniziare un commercio per dare da mangiare ai suoi figli e voi glieli avete dati, a una casa mancavano porte e finestre e voi le avete messe. E quante caramelle, quanti sorrisi, quanti piatti di riso avete regalato! Impossibile elencare tutto! Io dico sempre che sono piccoli gesti che non cambieranno il mondo intero, ma danno vita, danno gioia a chi li riceve. E la gioia porta la pace e la pace leva le ingiustizie, e la pace rende felici e la felicità contagia il mondo intero! Grazie ad ognuno di voi!

A tutti un augurio sincero di Buon Natale!

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Autunno 2016

ADOZIONE – BORSA DI STUDIO

autunno2016_1

Per tantissimi bambini, ragazzi e ragazze la reale possibilità di andare a scuola, di vivere un’infanzia serena e di poter sognare un futuro migliore.
Da tutto il mondo essi gridano a tutti la loro gioia e il loro

 GRANDE GRAZIE!

 Grazie a tutti voi che siete già coinvolti in questa iniziativa.
Grazie a chi, raccontando il proprio impegno, permetterà a colleghi, amici e conoscenti di vivere anche loro questa bella esperienza.
L’avventura continua!
Milioni di bambini contano
ancora su di noi!

Ci hai mai pensato?

ANCHE TU PUOI!…

L’adozione – borsa di studio, lanciata 35 anni fa da p. Mario Pesce sj, ha da sempre posto al centro lo spirito di fraternità e carità cristiana: non si tratta soltanto di un invito a contribuire economicamente ai bisogni di milioni di bambini che non hanno accesso all’istruzione, al cibo e ai beni di prima necessità, ma di convertire il nostro cuore all’amore verso l’altro lontano e sconosciuto. Un messaggio tanto più attuale in questi anni, nei quali i flussi migratori dagli accenti sempre più drammatici interpellano in modo sempre più forte la nostra capacità di accoglienza e fratellanza.

L’aiuto economico – pur necessario e a volte indispensabile – non può essere disgiunto da questo forte impegno di conversione del proprio cuore e del proprio stile di vita. L’unione spirituale è una dimensione non secondaria della “adozione”. Dai vari luoghi sostenuti ci giungono costanti le rassicurazioni della preghiera dei bambini e degli adulti, qualunque sia la loro religione, per tutti i benefattori. E siamo certi che lo stesso avvenga in senso inverso. Anche per questo si insisteva molto nei primi tempi affinché la quota per le “adozioni” venisse versata mensilmente e non una volta per tutto l’anno. I costi postali o bancari ben giustificano (anzi incoraggiano) il versamento unitario della quota, ma è importante evitare che diventi una specie di canone della luce o dell’acqua, bensì sia sempre un’offerta ricordata e pensata.

Le molte richieste che ci pervengono da tanti luoghi e il costante innalzamento dei costi che si registra ovunque, ci ha però indotti a riflettere anche sulla dimensione economica della nostra iniziativa. Pur consapevoli dei notevoli sacrifici con i quali molti benefattori si mantengono fedeli all’impegno assunto ormai da molti anni, osiamo chiedere, ove è possibile, di innalzare l’offerta mensile da 16 a 20 euro. Da parte nostra e di tutti i missionari che raggiungiamo in tanti luoghi del mondo possiamo assicurare che ogni euro viene impiegato per migliorare le condizioni dei bambini sostenuti e assicurare loro migliori opportunità di studio e, quindi, di lavoro e di positivo cambiamento delle vite loro e delle comunità.

autunno2016_2DONO ALLEGRIA – P. Pesce teneva molto che, ogni tanto, ad esempio a Natale o in altre feste, i missionari offrissero ai bambini sostenuti, oltre al necessario quotidiano, un piccolo dono per regalare anche a loro un po’ di quella gioia che troppo spesso viene loro negata. Sebbene sia sempre stata nostra cura coltivare questa idea vogliamo rilanciare l’iniziativa e invitare – nei limiti del possibile – a unire di tanto in tanto un’offerta straordinaria di 5 euro per un vestito nuovo, delle caramelle, un dolcetto, un semplice gioco… per regalare un sorriso e far giungere forte il nostro amore a ciascuno di questi piccoli.

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Estate 2016

DALL’INDIA AL MONDO…

UN GRANDE PONTE DI MISERICORDIA

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Praticare la misericordia significa avere il cuore di Dio, che “…risponde e si prende cura dei poveri, di coloro che gridano la loro disperazione, che ascolta e interviene per salvare, ispirando donne e uomini generosi. La misericordia non può rimanere indifferente davanti alla sofferenza degli oppressi, al grido di chi è sottoposto a violenza, ridotto in schiavitù, condannato a morte…” (Papa Francesco, Udienza 27 gennaio 2016)

Fu questa “misericordia”, di cui il cuore di p. Mario Pesce sj era pieno, che 35 anni fa lo ispirò a lanciare l’iniziativa delle “adozioni – borse di studio”. Da qui nacque il Gruppo India! L’obiettivo era rivolto all’India, ove era avvenuto l’incontro con tanti bambini bisognosi di tutto. Da allora il ponte di solidarietà si è andato sempre più allargando a tanti altri Paesi.

Il Comitato ha conservato il nome originario anche in occasione della sua trasformazione in onlus, ma i dati che emergono dal bilancio dell’anno 2015 confermano che – grazie al sostegno di tantissimi benefattori – l’aiuto ha raggiunto oltre 100 località in numerosi stati dell’India e almeno altrettanti luoghi in 30 altri Paesi del mondo: dal Pakistan, Bangladesh, Myanmar, Vietnam, Thailandia, Filippine… al Brasile, Argentina, Paraguay, con un’attenzione sempre maggiore all’Africa: Sudan, Camerum, Etiopia, Togo, Angola, Ciad, R.D. del Congo, Rep. Centroafricana, Tanzania, Malawi, Uganda, Madagascar, senza dimenticare alcune aree critiche dell’Europa e Medio Oriente.

Gli aiuti sono stati destinati per poco più di un terzo all’India e un altro terzo all’Africa.

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clicca per ingrandire

La destinazione delle risorse per tipologia di aiuto ha incluso la realizzazione e l’arredo di scuole, ma anche il contributo alla costruzione di casette. Una percentuale significativa degli aiuti è andata al settore sanitario col sostegno a dispensari e ospedali e a interventi per dare l’acqua: pozzi, cisterne, impianti di depurazione. Molteplici anche le iniziative in campo sociale (e in parte pastorale) attuate da religiosi e religiose e da noi appoggiate in vista della promozione e dello sviluppo. Una parte degli aiuti è andata a interventi di emergenza soprattutto nelle aree colpite da guerre o da calamità naturali.

Particolarmente significativo è il fatto che anche nel 2015 il “Gruppo India” è riuscito a mantenere le spese di gestione al di sotto del 10% delle offerte ricevute e dunque a inviare effettivamente a chi ha bisogno oltre il 90% di quanto generosamente ci viene donato.

Tanti gesti concreti di amore che sono la testimonianza migliore della “misericordia” vissuta insieme nel 2015, nei 35 anni di vita del Gruppo India e in quelli che verranno: vogliamo che siano per tutti, sempre più “segnati” dalla “misericordia” da accogliere e da donare. Grazie perché continuerete ad essere con noi.

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Pasqua 2016

I poveri sono…

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la possibilità di conversione che Dio ci offre

Nel gennaio di 35 anni fa al ritorno dal primo incontro con i bambini dell’India p. Pesce sj lanciò l’iniziativa della “adozione a distanza” per aiutare quei piccoli a frequentare la scuola e migliorare le loro condizioni di vita e quelle delle loro famiglie attraverso l’opera preziosa di tanti religiosi e collaboratori. Soprattutto p. Pesce desiderava invitare ciascuno ad aprire il proprio cuore a un fratello lontano e contemporaneamente a quanti incontriamo nella vita quotidiana.

Nel messaggio per la Quaresima di questo anno giubilare, papa Francesco ha ricordato che “la misericordia di Dio è un annuncio al mondo: di tale annuncio ogni cristiano è chiamato a fare esperienza in prima persona”. La speranza è che questo annuncio entri nella nostra vita e ci stimoli all’amore del prossimo, risvegliando “la nostra coscienza spesso assopita davanti al dramma della povertà e per entrare sempre più nel cuore del Vangelo, dove i poveri sono i privilegiati della misericordia divina”.

La generosità di tanti benefattori ha consentito al Gruppo India di sostenere intere comunità (anche con assistenza sanitaria, fornitura di acqua, opere sociali e sostegno a piccole attività imprenditoriali) e vorremmo riuscire a farvi giungere il grazie di chi ha avvertito la vicinanza di un fratello lontano e sconosciuto.

Nonostante tutto questo continuano ad arrivarci bisogni che attendono la nostra risposta generosa e soprattutto la conversione del nostro cuore. In queste pagine presentiamo alcune iniziative a sostegno dell’istruzione, ma anche una TESTIMONIANZA di chi si fa prossimo alle famiglie colpite da una guerra vicina.

Siria… la vita più forte della morte

SL Siria

In Siria gestivamo una scuola, bella, nuova, con 2.300 alunni! Mi sembrava di vivere in un paradiso con e per i bambini. Ed ecco che nel 2011 la violenza della guerra scoppia in Siria. La situazione si aggrava, le bombe arrivano fino a scuola. Siamo obbligate a trasferirci nei locali del Patriarcato, privi di arredi e attrezzature ma più sicuri. Siamo quattro Suore della Carità, siriane e libanesi. Abbiamo scelto di restare! Desideriamo condividere con la gente questa vita difficile, cercando di ritrovare la gioia e la speranza nonostante le bombe e la miseria e aspettando soprattutto la pace. Ci siamo avventurate in questa sfida, superando difficoltà e paura… per celebrare la vita più forte della morte. Perché tutti i giorni noi andiamo a scuola senza sapere se rientreremo sane e salve a casa con i nostri alunni. Siamo convinte che se siamo in vita è perché abbiamo ancora una missione grande da svolgere in questa terra. La guerra ci ha spinte a essere ancora più vicine ai poveri e a servirli, come chiedeva la nostra fondatrice S. Giovanna Antida Thouret. Ora abbiamo due priorità: la scuola e le famiglie di rifugiati, impoveriti da questa guerra atroce. Quasi tutti i giorni visitiamo queste famiglie per toccare le piaghe della gente. Talvolta siamo là con queste persone, solamente per offrire il nostro ascolto. La nostra preghiera, quella del popolo siriano, si unisce a quella di Gesù in croce, che si può riassumere in poche parole: Signore, porta la luce nei cuori sprofondati nelle tenebre e perdona tutti quelli che vogliono la guerra, perché essi non sanno quel che fanno”. (Sr. Fida)

 

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In Siria, come pure in Libano, le suore portano avanti questa grande missione a sostegno delle famiglie e dei bambini siriani. Attraverso queste foto hanno voluto trasmetterci il loro GRAZIE e dirci che l’emergenza continua e si aggrava… Noi non le lasceremo sole, sicuri che, ogni nostro dono, piccolo o grande, andrà a “toccare la carne di Cristo” in quella di tanti fratelli e sorelle che sono nella sofferenza. (Prog. SILI)

Buona Pasqua a tutti!

SL BBe Siria 2

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Natale 2015

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L’amore compassionevole di Dio per l’umanità è rivelato nella persona di Gesù: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito per noi” (Giov. 3,16). Prepariamoci ad accogliere la venuta di Gesù in ognuno di noi. Impegniamoci con tutte le nostre forze a fare in modo che il Santo Natale ci trovi pronti a incontrare Gesù, il Figlio di Dio fatto uomo, che ha vissuto nella storia e ha rivelato la vera natura del Padre, ricco di amore; lasciamoci trasformare dalla Sua presenza!

 L’amore misericordioso del Padre per l’umanità non è terminato con la venuta di Gesù ma continua a manifestarsi nel tempo attraverso persone di buona volontà capaci di essere messaggere di amore e compassione. Così il Suo amore si è manifestato nell’incontro di Padre Mario Pesce sj con i poveri, con i bambini dell’India privati dell’istruzione e della speranza del futuro.

 Esattamente 35 anni fa, alcuni ragazzi dell’Istituto Massimo di Roma trascorsero il Natale con i bambini dell’India, assaporando la presenza di Dio. Da quell’incontro del 1980 nacque la sfida di cambiare la vita di quei bambini, delle loro famiglie e soprattutto di noi stessi, troppo presi dalla vita frenetica: così nacque il “Gruppo India”. La gioia di quella esperienza ha contagiato negli anni tanti benefattori e ha consentito di costruire un ponte di amore fra migliaia di persone in tutto il mondo. Davvero ogni benefattore si associa all’opera di Dio e con il suo impegno – e spesso vero sacrificio – rende il Suo amore Paterno visibile nel mondo, attuando la Parola di Gesù: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a Me” (Mt.25,40).

Gruppo India - Padre Pesce con bambiniNon dobbiamo recarci a Betlemme e cercare una mangiatoia per incontrare Gesù: nasce in ciascuno di noi quando Lo riconosciamo nel povero. Papa Francesco ci offre un’occasione speciale per approfondire questo incontro: l’anno giubilare della Misericordia ci invita a riflettere sull’amore di Dio, a riscoprire giorno per giorno i Suoi doni di Padre buono, rendendoci strumenti del Suo amore con la pratica delle opere di misericordia, riconoscendo nel prossimo il fratello: “Chi ha pietà del povero fa un prestito al Signore che gli darà la sua ricompensa” (Prov. 19,17).N2015 basso

Attraverso queste pagine ancora una volta vogliamo farvi giungere la riconoscenza di alcune tra le tante persone che, grazie alla generosità di tanti fratelli lontani, hanno potuto sperimentare l’amore di Dio e aprirsi alla speranza di un futuro migliore. Al tempo stesso continuiamo a chiedere il vostro appoggio e vi invitiamo a colmare questo periodo di Avvento con atti di amore che preparino davvero la venuta di Gesù in un luogo accogliente per vivere insieme nel profondo il Suo Natale.

Buon Natale a ciascuno di voi!

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Autunno 2015

Nagaland 1

UN INCONTRO E UNA GIOIA GRANDE

La sfida del “Gruppo India” è di costruire un ponte di amore e fraternità fra persone che non si conoscono ma che si sentono fratelli. Le quotidiane notizie che in questi mesi ci raccontano storie di migrazioni, spesso tragiche, mettono alla prova una volta di più la nostra capacità di aiutare quanti sono nel bisogno in tante parti del mondo. Persone, mamme, bambini sostenuti dal “Gruppo India”, dei quali intravediamo i volti in qualche fotografia o che alcuni di noi incontrano nei viaggi attraverso i quali periodicamente verifichiamo i bisogni dei vari luoghi sostenuti e l’efficacia dei nostri aiuti. Il nostro grazie e quello che quotidianamente riceviamo dai missionari, ai quali trasmettiamo l’aiuto che spesso con sacrificio tanti benefattori ci fanno pervenire, è poca cosa rispetto a quanto vorremmo far conoscere circa la vera utilità del sostegno e di quelle somme, per noi modeste, che consentono a tanti di avere un futuro migliore. Nelle scorse settimane abbiamo ricevuto la notizia di un incontro e una gioia grande…. da condividere con voi!

Ci scrive Fratel Paride Colombo sj: “Sono ormai 8 anni che ho lasciato il Gruppo India e che mi trovo nel noviziato di Genova. Oggi, 5 agosto, ho avuto un incontro che non posso non condividere con voi benefattori del Gruppo India. Nel noviziato, durante tutto il mese di agosto, ospitiamo gli scolastici gesuiti che provengono da varie parti del mondo per lo studio dell’italiano. Accanto a me, a tavola, c’è uno studente dai lineamenti indio – cinesi. Domando la sua provenienza (India – Kohima Region, al confine con il Myanmar) e subito approfitto per raccontare dei miei viaggi in India e anche della visita in Nagaland e proprio a Kohima. A un certo momento il giovane gesuita, in un italiano da principiante, mi racconta che circa 12 anni fa era studente nella scuola e ostello a Nagaland e ricorda che era passato in visita un gesuita italiano. Lo interrompo e gli dico: “Guarda che quel gesuita ero io”. Ricordava ancora il nome di Suor Rosa e di Liliana che mi accompagnavano. L’emozione è stata grande da parte di tutti e due nel rivivere alcuni ricordi e nel far memoria delle tre giornate che trascorsi con tutti i ragazzi”.

Nel 2002 James Kulvi e altri 150 studenti potevano frequentare la scuola superiore nel loro villaggio grazie al sostegno dell’adozione/borsa di studio del “Gruppo India”. Oggi ha 27 anni ed è a Roma per gli studi di teologia che lo condurranno a essere ordinato sacerdote nella Compagnia di Gesù fra 3/4 anni. Un suo compagno di studi è diventato medico e un altro lavora in banca… Sono queste storie che testimoniano l’importanza di quel piccolo grande gesto di solidarietà che da tanti anni il “Gruppo India” propone: l’ADOZIONE/BORSA di STUDIO davvero consente a migliaia di bambini di cambiare la propria vita e con essa la vita di un’intera comunità. La solidarietà si trasforma in speranza e in vita

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Nagaland - James Kulvi James e fr. Paride Nagaland 3

Estate 2015

La presenza
di quei volti…
“Ogni persona…
possa percepire
la presenza di quei volti.
Una presenza nascosta,
ma che in realtà dev’essere
la vera protagonista dell’evento:
i volti degli uomini
e delle donne
che hanno fame,
e che si ammalano,
e persino muoiono,
per un’alimentazione
troppo carente o nociva…”
(Papa Francesco,
Videomessaggio
inaugurazione Expo Milano 2015
)

Estate2015

 

In questi giorni tanti ragazzi stanno terminando le fatiche dell’anno scolastico e guardano ai risultati dell’impegno profuso. Anche il “Gruppo India” ha tirato le somme di quanto è stato possibile fare nel 2014 grazie alla generosità di tanti benefattori. Nonostante le difficoltà abbiamo potuto sostenere circa 220 opere gestite da missionari, religiosi e religiose di diversi Ordini o Diocesi per programmi pluriennali o interventi mirati in oltre cento località sparse in 15 stati dell’India e in 27 altri Paesi di Asia, Africa, America Latina, Europa e Medio Oriente con una ripartizione di circa un terzo degli aiuti inviati all’India, un terzo a 13 stati dell’Africa e il restante terzo agli altri luoghi.

 L’iniziativa principale è la “adozione – borsa di studio” per sostenere e accompagnare nella crescita e nell’istruzione gruppi di bambini, ma anche di giovani donne con l’obiettivo dello sviluppo integrale della persona. Tramite tale iniziativa si sostiene la frequenza scolastica di base, ma anche la possibilità di frequentare studi superiori o percorsi di formazione professionale. A questo si è affiancata la realizzazione e l’arredo di scuole, particolarmente ove esse mancano o sono del tutto inadeguate e progetti a favore della popolazione locale, soprattutto pozzi e impianti per l’approvvigionamento e la depurazione dell’acqua. Come sempre si è privilegiato il supporto ad attività generatrici di reddito.

Aiuti e spese 2014

torta2015

Particolare attenzione è stata diretta al settore sanitario con il sostegno a dispensari e ospedali per debellare malattie, prevenire infezioni e favorire lo sviluppo di intere collettività. Oltre a interventi in risposta alle emergenze sono stati sostenuti programmi di sviluppo sociale e di formazione professionale mantenendo una piccola percentuale di contributi per attività più propriamente pastorali. Il grafico qui accanto evidenzia la destinazione delle risorse per tipologia di aiuto e il fatto che siamo riusciti ad inviare effettivamente a chi ha bisogno almeno il 90% di quanto generosamente ci viene donato.

Per noi del “Gruppo India” più dei numeri contano le persone e allora – un po’ come i ragazzi che lasciano i compagni della quotidiana vita scolastica portando con sé il ricordo dei loro volti – vorremo guardare tutti insieme i volti di quelle migliaia di persone, soprattutto bambini, che cerchiamo di aiutare, sapendo bene che anch’essi non cessano di immaginare i volti di chi, con tanta generosità, li ha sostenuti e non li abbandona al bisogno.

Da sempre il “Gruppo India” richiama alla necessità di un “cambiamento di mentalità, per smettere di pensare che le nostre azioni quotidiane – a ogni grado di responsabilità – non abbiano un impatto sulla vita di chi, vicino o lontano, soffre la fame”. È quanto anche Papa Francesco ha ricordato nel suo videomessaggio per l’inaugurazione di Expo, nel quale ha anche raccomandato che tutti, sempre e ovunque siamo accompagnati dalla coscienza dei “volti”: i volti di milioni di persone che oggi hanno fame, che oggi non mangeranno in modo degno di un essere umano.

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