Salgado, Brasile: una “Casa Serena” per i meninos da rua

A Salgado, una cittadina dello stato di Sergipe (nordest del Brasile), c’è “Casa Serena” un centro educativo che aiuta i tanti bambini di strada. Ma si può fare molto di più per aiutare quelli già accolti e incrementare il loro numero. (Progetto 812M

Brasile Salgado_04Il Centro Educativo Casa Serena fu fondato nel 1986 da un missionario italiano per accogliere i bambini e gli adolescenti a rischio sociale dei quartieri e dei villaggi di Salgado; in seguito è stato affidato alle suore Maestre Pie Venerini, il cui motto è “Educare per salvare“. Questi bambini e adolescenti provengono da famiglie con genitori disoccupati, padri che abusano sessualmente dei figli, consumatori di droghe e alcol, madri prostitute e/o adolescenti. Nel centro usufruiscono di due pasti al giorno e sono istruiti e preparati per la vita.

Sono molte le generazioni che hanno ricevuto amore, cure, educazione e molti di questi giovani hanno trovato lavoro come meccanici, carpentieri, elettricisti, parrucchieri e altro. Nel corso degli anni l’aiuto dello stato si è quasi estinto e l’istituzione si basa esclusivamente sulla generosità dei contributi volontari e la collaborazione del sindaco del comune, che mette a disposizione un pullmino per portarli dai loro quartieri, al Centro, alla scuola.

Questo lavoro sociale è di grande importanza per la comunità salgadense perché aiuta molte famiglie bisognose. I bambini e gli adolescenti frequentano le scuole pubbliche nel turno del mattino e il Centro (nel pre-scuola e nel pomeriggio) dove possono fare la doccia, pranzare e partecipare a diverse attività: sostegno scolastico, tempo di spiritualità, attività ricreative, laboratori di sport, danza, teatro e capoeira e naturalmente calcio.

Brasile Salgado_05Attualmente “Casa Serena” ha in affido 30 bambini tra i 4 e i 14 anni, ma si vorrebbe aumentare il loro numero. Per il momento le suore e le educatrici operano anche all’esterno avvicinando altri adolescenti, parlando con loro e offrendo cibo e qualche indumento. Inizialmente la diffidenza dei minori è tanta, perché nella loro breve vita hanno subito ogni genere di violenza. Non si fidano di nessuno, ma il desiderio del cibo e di tranquillità Ii porta spesso a cedere e ad avvicinarsi.

Occorrono risorse economiche per svolgere attività diverse e per mezzo di queste suscitare e stimolare l’interesse dei piccoli e degli adolescenti, in modo che abbandonino la vita di strada.

Purtroppo la sera questi ragazzi tornano alla favelas di provenienza e qui ritrovano tutta ciò da cui si sono allontanati per alcune ore: adolescenti e bambini costretti a spacciare a servizio di adulti senza scrupoli, violenza di ogni genere fisica e morale, corse senza fiato perché hanno sentito che la polizia è nei paraggi, fuggono si nascondono… sperano di farcela. Molti hanno visto uccidere tanti loro amici e questo resta impresso nel loro animo.

La maggior parte di loro non è registrata e la loro morte non conta… Vivono in gruppetti, formano tra loro fraternità, commettono anche reati, ma è la povertà che li spinge, la fame di affetto e di pane.

Avendo una vasta gamma di esigenze, le suore danno priorità al cibo, ai farmaci, al vestiario, alla semplicissima divisa con la quale frequentano la scuola. Importantissimo è il materiale didattico e quello per i laboratori. Un sogno è poterli ospitare anche per la notte e toglierli definitivamente dalla vita di strada:

Noi siamo la loro famiglia e qui, tutti assieme, dobbiamo superare il fatto che in casa con madre, padre e fratelli naturali non hanno potuto vivere. Chiediamo rispettosamente un contributo che ci permetta di vivere operando in favore di queste creature arrivate a noi dalla disperazione.

Sr Maria Rita Gonçalves Pereira

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