India, Guntur: microimprese per persone con disabilità fisica

Guntur uomo20/3/2017: Questo progetto è stato rilanciato per aiutare altri disabili ad aprire le loro piccole imprese.

Si è da poco concluso un progetto di microcredito a Guntur, in Andra Pradesh (uno stato meridionale dell’India), cofinanziato dal Gruppo India e dai servizi sociali della Diocesi di Guntur. L’obiettivo era quello di assistere 10 persone con disabilità fisica nell’allestimento di negozietti che vendono frutta, verdura, biscotti, cioccolata… o piccoli laboratori.

I disabili selezionati dalla Diocesi per questo progetto sono poveri, appartengono a una comunità ai margini della società e non possono intraprendere attività ordinarie per la loro deformità.

Guntur donnaL’Ufficio dei Servizi Sociali Diocesani ha iniziato con un programma di animazione e formazione per i 10 beneficiari sulle norme importanti del progetto stesso. Sono state date chiare indicazioni di non usare male il denaro dei donatori ma di utilizzare questa importante risorsa per un pieno sviluppo della propria situazione socio-economica e per il miglioramento delle condizioni di vita.

Guntur laboratorioÈ stato poi formato un comitato con 3 disabili e 2 membri dello staff per preparare le edicole o i laboratori e acquistare tutto il necessario per l’avvio delle attività. Il progetto è stato implementato senza incontrare particolari difficoltà e senza deviare dall’obiettivo originario, pienamente raggiunto aiutando queste persone ad avviare piccoli negozi guadagnando così una degna condizione di vita, senza dover dipendere dagli altri, e aumentando la loro autostima. I disabili sono ora in grado di guadagnare 250/300 rupie al giorno e possono anche aiutare i loro poveri genitori.

A conclusione del progetto (sviluppato in tempi molto brevi tra il 21 gennaio e il 28 marzo 2014) il direttore esecutivo fr. K. Rayapu Reddy ha scritto: “Ancora una volta vogliamo ringraziarvi con tutto il cuore per il vostro generoso supporto senza il quale questo progetto non avrebbe visto la luce e i disabili non avrebbero migliorato la loro condizione di vita“.