Etiopia: cooperativa di pasticciere per giovani donne

Spesso priva di ogni tipo di istruzione, a volte con una istruzione di base molto limitata ferma ai primi 5 anni di scuola, perché sin da bambina responsabile della casa e della cura dei fratelli più piccoli, la giovane diventa molto presto oggetto di abusi, e talvolta essa stessa si lascia coinvolgere nel giro della prostituzione per procurare cibo alla famiglia. Giovanissima si trova poi ad essere mamma sola, abbandonata dal padre dei figli e dalla sua stessa famiglia…” (Sr Maria Luisa Caruso, S. Giovanna Antida)

Per promuovere un gruppo di giovani donne vogliamo aiutarle a costituirsi in una cooperativa di pasticciere, sostenendo economicamente le giovani per il primo anno e fornendo loro l’attrezzatura e le materie prime necessarie. Con questo aiuto iniziale e con la formazione che stanno ricevendo, questo gruppo potrà avviare la propria cooperativa in maniera eccellente. Se la qualità e l’offerta iniziali saranno buone certamente il servizio prenderà piede perché a Shirè non esistono ancora pasticcerie, ma sono diventate un’esigenza, poiché la città sta vivendo un forte sviluppo dal punto di vista commerciale e turistico. Gli stranieri che lavorano in organismi internazionali (UNHCR, IRC…) sono molti e sono tutti futuri probabili clienti.

Le Suore della Carità di Santa Giovanna Antida operano a Shirè da 10 anni e qui gestiscono una clinica, una scuola materna e un centro di promozione femminile. Il Centro di Promozione femminile avviato lo scorso anno è stato riconosciuto come Istituto Tecnico per l’informatica e accoglie anche corsi di ricamo, taglio e cucito. Oltre a queste attività, il Centro offre corsi per giovani che vogliono costituirsi in cooperative, perché la situazione della donna a Shirè e nei villaggi attorno è il nodo cruciale.

Nel campo dell’istruzione sono state stilate alcune statistiche e si è visto quanto le donne siano svantaggiate nello studio: mentre fino a un certo livello si difendono abbastanza bene, negli ultimi anni della carriera scolastica c’è un forte aumento delle bocciature delle donne rispetto agli uomini; questo preclude loro l’accesso all’Università e ovviamente a molti tipi di lavoro. “Di fronte a un tale quadro non è possibile chiudere gli occhi ma è doveroso cogliere e accogliere ogni segno che possa essere segno positivo di cambiamento e di crescita della posizione della donna.” (Sr Maria Luisa Caruso)

A causa della scarsità delle opportunità di lavoro, si è pensato di offrire alle studentesse un corso che offrisse loro le linee principali per la costituzione di cooperative. Una prima cooperativa per la lavorazione e la vendita del pane è già stata riconosciuta pubblicamente. Le donne sono soprattutto mamme, povere e abbandonate, che combattono ogni giorno per avere quel po’ di pane necessario a sfamare i loro figli. La cooperativa è stata benedetta e inaugurata a luglio 2013 e con l’aiuto del Gruppo India ha potuto comperare un forno e le attrezzature necessarie. Ora, a qualche mese di distanza le cose sembrano pian piano assumere una loro configurazione: le donne sono aiutate nella loro gestione dagli assidui incontri che sr Marceline e il vice parroco Abba Hagos tengono con loro.

Sull’esempio di questa cooperativa, un’altra si sta costituendo: questa volta si tratta di 10 studentesse del corso di informatica che, dopo avere studiato le varie esigenze di mercato a Shirè hanno deciso di avviare una pasticceria. Sempre grazie al contributo del Gruppo India due delle giovani sono state mandate a studiare cucina, preparazione di cibi internazionali e di torte presso le Figlie della Carità di Mekelle. A metà novembre 2013 le due studentesse sono rientrate a Shirè e hanno iniziato a trasmettere agli altri membri della cooperativa ciò che hanno appreso. Continueranno ad insegnare almeno per due mesi, ma poi vorrebbero iniziare a lavorare.

Di questo progetto beneficeranno sicuramente le 10 giovani che costituiscono la cooperativa, ma successivamente anche tutte le altre che vorranno aggiungersi. Infatti il Governo sostiene cooperative molto numerose, quindi sicuramente chiederà l’ampliamento dei membri.

Vogliamo promuovere le giovani, donando loro capacità lavorativa, di collaborazione, di costruire buone relazioni con gli uffici amministrativi locali e regionali, quindi capacità di rendersi autonome. Accanto a tutto questo si cercherà di promuovere le giovani anche a livello morale ed educativo.” (Sr Maria Luisa)