Estate 2013


Cari amici, rientrato dal Vietnam, dove da anni il Gruppo India (G.I.) è impegnato per varie iniziative, sento ancora presenti i volti e le storie delle persone incontrate, i profumi e i colori della natura e la suggestiva vivacità di questa cultura indocinese. Attraversando il Paese, poco più grande dell’Italia (331.689 km2) con una popolazione di circa 88 milioni, ho respirato l’aria di un oriente che si dimena tra la tradizione e la modernità, tra l’antico fatto di gesti, simboli e riti e il presente pervaso dall’economia e dai modelli occidentali.

Ovunque ho accolto con stupore le storie di quanti hanno vissuto la tragedia della guerra, dell’esilio e della violenza, talvolta efferata, per il solo fatto di essere cristiani o contrari al regime che si è imposto nel Paese. Ricordo in particolare un uomo anziano che, con gli occhi gonfi di lacrime e quasi scusandosi per quanto mi stava raccontando, mi aprì il suo cuore descrivendomi gli orrori di cui fu vittima perché non volle rinnegare la sua Fede in Dio e la sua appartenenza alla Chiesa Cattolica. Pur godendo di uno status sociale riconosciuto dai suoi concittadini, perse il lavoro e la casa; i suoi figli furono sottoposti a tortura, ma lui continuò apertamente a manifestare la sua fedeltà a Dio e alla Chiesa. Fui impressionato soprattutto dal suo volto e dai movimenti del suo corpo pervasi da un sentimento di pace irradiata dai suoi occhi per quanto bagnati dalle lacrime gocciolanti lungo il naso. “Ho perdonato i miei carnefici …” mi disse con parole dolci e decise “… ed ho trovato l’amore di Dio anche quando tutto mi sembrava ormai alla fine”. L’ho abbracciato, salutato e mentre mi allontanavo da lui cresceva in me la consapevolezza di essere stato evangelizzato da uno sconosciuto, fino a quel momento, ma maestro di vita e compagno autentico di Gesù.

Le vicende della guerra lasciarono il Paese distrutto e con milioni di morti. La maggioranza della popolazione appartiene al buddismo e i cattolici sono circa il 10%. La convivenza è pacifica e talvolta s’improvvisa un mutuo soccorso quando le circostanze e gli eventi lo richiedono. Con grande sorpresa ho conosciuto un gruppo di religiosi dediti al lavoro con i Degar (in francese Montagnard, per indicare minoranze etniche insediate sugli altopiani). Si calcola che tutti i gruppi etnici presenti sul territorio nazionale siano circa il 14% della popolazione vietnamita. Provengono dalla Thailandia e dal Laos, emigrati secoli fa parlano proprie lingue e non hanno scrittura. Non conoscono la lingua vietnamita e ciò rappresenta uno degli ostacoli per la loro sopravvivenza e la relazione con la vita del Paese. I missionari locali promuovono la scolarizzazione dei bambini a cui il G.I. partecipa con molto interesse.

Ho incontrato alcuni gruppi di donne formate alla gestione del microcredito, attività che coinvolge anche il G.I. In questo modo le famiglie possono fronteggiare tutti gli eventi, soprattutto i ricatti degli usurai che diventerebbero un’avventura senza fine. E infine tante altre attività, coordinate dai nostri referenti (pozzi, cisterne, piccoli ponti, sentieri, borse di studio, orfanotrofi, etc…) e rese possibili dalla la solidarietà di tanti di voi, amici benefattori. Concludo questi appunti con un sentimento di riconoscenza verso questo popolo radicato nella sua dignità e capace di riaffermarla anche quando su di esso si abbattono eventi nefasti.

p. Gianni Di Gennaro sj

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