Il sostegno ai ragazzi universitari di Kisangani è iniziato tanti anni fa grazie a suor Bruna Piva che si faceva in quattro per seguirli tutti. Era un progetto in continua evoluzione perché ogni anno qualcuno si laureava e qualcun altro iniziava la sua carriera universitaria o specialistica. Quando suor Bruna si è ammalata ed è dovuta rientrare in Italia dove poi è morta, il progetto è proseguito fino al termine degli studi degli ultimi ragazzi inseriti nel gruppo.
Michelina è orfana di padre ed essendo la maggiore dei fratelli, deve occuparsi della famiglia. Una laurea le avrebbe facilitato questo dovere perché sarebbe stato più facile trovare un lavoro ben remunerato. Con fatica, perché non ha mai smesso di lavorare, è riuscita ad arrivare alla laurea in infermeria e ora guarda al futuro con maggiore serenità.
Anche Benjamin è orfano di padre e la mamma, che è poverissima con altri tre figli da allevare, non poteva essergli di aiuto pur desiderandolo tanto. Il ragazzo per tre anni è andato a stirare in tre famiglie benestanti della città, poi ha iniziato ad andare fuori città a comperare il carbone per poi rivenderlo. Con questo si è sempre assicurato i bisogni di sussistenza, ma non riusciva a raggranellare quanto serviva per la retta accademica. Ora si è potuto laureare in infermeria con specializzazione in pediatria e ci ha voluto inviare una lettera di ringraziamento. Come spesso accade non sa esattamente chi ha contribuito alla realizzazione del suo sogno e quindi ringrazia le Suore Canossiane che sono state il tramite:
La mia gratitudine è rivolta alle Figlie della Carità Canossiane per l’amore con cui hanno finanziato i miei studi universitari e a voi, benefattori della Congregazione.
Mi avete dato una grande opportunità per inserirmi nella vita sociale. Che Il Signore vi ricolmi della grazia necessaria di cui avete bisogno per continuare ad aiutare tutti coloro che bussano alla vostra porta.
Che la Vergine Maria interceda per voi affinché la fonte delle vostre risorse non si esaurisca e che lo slancio della vostra generosità si rinnovi di giorno in giorno.
Saluti filiali,
Benjamin
La storia e il grazie dell’altra ragazza aiutata, Mireille, la potete leggere qui.



