Madagascar: scoprire la propria strada
Sitraka è una delle tante ragazze che abbiamo conosciuto durante il nostro viaggio in Madagascar ospiti delle Maestre Pie Venerini. Vi presentiamo la sua storia, così come lei ce la ha raccontata; ma il nostro obiettivo è ringraziare tutte loro, ragazze sempre pronte ad anticipare ogni nostra necessità, prima che ce ne rendessimo conto.
Mi chiamo Sitraka, vengo da Andina, ho 24 anni. Ho frequentato i primi anni della primaria in una scuola parrocchiale, che poi ha chiuso e sono andata alla scuola statale. Quando la scuola parrocchiale è stata riaperta grazie alle Maestre Pie Venerini, sono tornata lì per i quattro anni della secondaria (le nostre scuole medie).
Sono stata contentissima della scelta dei miei genitori, perché le suore educano non solo sulle materie scolastiche, ma ci formano spiritualmente, mentalmente. Attraverso la relazione con le suore ho iniziato a sentire il desiderio di seguirle su questa vita religiosa. Grazie alla buona preparazione ricevuta non ho avuto nessun problema al liceo.
Dopo la maturità avevo pensato di andare all’università, ma poi ho seguito la mia vocazione e mi sono fermata con le suore per ricevere la formazione. Ora sono al secondo anno di noviziato, secondo il programma nell’estate del 2026 prenderò i voti e sono molto contenta della strada che ho preso.
Anche i miei genitori sono contentissimi, perché avevano un sogno: un giorno uno dei nostri figli sarà un religioso; e il loro sogno si è avverato in me.
Al termine di questo racconto le abbiamo chiesto: “Come pensi sarebbe stata la tua vita, se tu non avessi conosciuto le Maestre Pie Venerini e non fossi andata a scuola soprattutto?” Sitraka è rimasta interdetta e poi: “Non lo so, non lo so… non so come sarebbe stata la mia vita senza queste suore, io non sarei diventata quello che sono, non lo so… Quale sarebbe stato il mio sogno? Non lo so…”
Per Sitraka poter frequentare una buona scuola non è stato solo la possibilità di studiare, imparare, crearsi un futuro… è stata la scoperta di una chiamata alla vita religiosa, al dono di sé realizzato anche in tante attività pratiche oltre che nella preghiera. Non è questo il destino dei tanti altri bambini e ragazzi che come lei si sono seduti sui banchi della scuola di Andina, né è lo scopo delle Maestre Pie Venerini che, come dice il loro motto, è “Educare per liberare”.
Un grazie speciale a tutte le ragazze che erano in formazione ad Ampitatafika: Sitraka, Olga, Françine, Melitsoa, Chantal, Régine, Michella, Nathalie, Violette, Marina… perché hanno reso il nostro soggiorno più confortevole e gioioso. Quando ci alzavamo le vedevamo sorridenti, accoglienti e indaffarate; loro erano già in piedi da tempo perché anche il più mattiniero tra noi trovasse l’acqua già scaldata sulla legna per lavarsi, la tavola apparecchiata con cura per la colazione, un caffé pronto e un buongiorno che scaldava il cuore!
