Etiopia

Shiré (Etiopia): giovani donne in azione

Shire - Meheret e Giday preparano il vassoio
A Pasqua 2014 il Gruppo India aveva lanciato un appello per una cooperativa di donne che desiderava avviare una pasticceria a Shirè (Etiopia). Ora è stato aperto un piccolo locale con bar, pasticceria e tavola calda, gestito dalle donne della promozione femminile seguite dalle suore di S. Giovanna Antida. Le ragazze si stanno organizzando molto bene, suddividendo i compiti tra parecchie di loro.
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Animali domestici: si replica!

Soddo_2L’iniziativa di abbà Marcello di donare degli animali domestici alle povere famiglie del Wolaita (Etiopia), ha avuto grande successo: tante famiglie hanno ricevuto buoi per arare i campi, mucche, pecore e galline per avere latte e uova. Molte altre famiglie, però, sono ancora in attesa: sono famiglie con una media di 6 figli che vogliono passare da un’agricoltura di sussistenza (a volte insufficiente ai fabbisogni elementari) a un’attività che sia realmente fonte di reddito e di sviluppo sociale. Abbiamo quindi esteso questo progetto, certi di poter inviare presto ad abbà Marcello quanto gli serve per poter aiutare tanti altri padri a sostenere le proprie famiglie.

Ognuno può offrire quanto copre il costo di un animale: € 40 per una pecora, € 460 per un bue, € 320 per una mucca, € 20 per 5 polli (prezzi indicativi), o anche cifre diverse… Il nostro obiettivo è di raggiungere la quota di € 15.000 per poter assistere a una nuova grande festa in Wolaita (codice progetto 805C).

Etiopia: costruzione cappelle

Etiopia Omorati_3A più riprese dall’Etiopia ci sono giunte richieste di aiuto per la costruzione di cappelle (circolare di Natale 2012, appello del dicembre 2013); tutte quelle per cui ci eravamo impegnati sono ora in funzione, con grande gioia della popolazione e dei parroci. Le cappelle sono tutte semplici e sembrano misere confrontate con le nostre chiese, ma sono centri polifunzionali e punti di aggregazione. Ecco le foto delle ultime due cappelle ultimate e il grazie di un parroco:

I cristiani di Bokeshoya vi ringraziano calorosamente per il vostro aiuto nella costruzione della nuova cappella. Sono tutti veramente felici e pregano per voi.

Grazie mille
 Abba Berhanu Dana

Alcune delle cappelle sono state costruite grazie a singole donazioni, altre con il contributo di tante piccole offerte; ma come sempre grazie a tutti gli amici che hanno sostenuto questo progetto!

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Natale 2016


I doni ricevuti e la misericordia donata

Quanti doni abbiamo ricevuto nella nostra vita? Forse il pensiero corre a quelli materiali, quelli piccoli e grandi, che ci sono stati offerti in diverse circostanze. Certamente pensiamo anche ai doni non materiali, che spesso sono quelli più importanti: l’amore che abbiamo ricevuto, le esperienze che abbiamo vissuto, l’insegnamento di persone speciali.

Al termine dell’anno giubilare della Misericordia, il S. Natale ci offre, ancora una volta, l’occasione per meditare sul mistero del dono. Gesù, piccolo e povero, in mezzo agli uomini è il segno dell’Amore di Dio per ciascuno di noi. È un dono grande sul quale riflettere nel silenzio della preghiera, per continuare il cammino di conversione, che Papa Francesco ci ha proposto anche come responsabilità personale che si fa corresponsabilità comunitaria.

La chiusura delle porte giubilari deve lasciare spalancate le porte del nostro cuore: ciascuno di noi è chiamato a essere “soglia”, attraverso la quale la Misericordia di Cristo è libera di entrare e uscire, in una dinamica continua di dono e accoglienza dell’Amore di Dio. Il dono comporta responsabilità: siamo chiamati a usare bene quel che abbiamo e i talenti ricevuti e – a nostra volta – offrire agli altri un segno di noi. D’altra parte abbiamo certamente tante volte sperimentato che “è più bello donare che ricevere”.

2016natale_2Il Gruppo India, anche nell’anno trascorso, si è fatto strumento per far giungere a migliaia di bambini e alle loro famiglie quel che generosamente è stato donato. Lo ha fatto – come sempre – mantenendo un contatto diretto con i missionari, assicurando l’effettiva realizzazione delle attività e delle opere e contenendo al massimo le spese di gestione. Ci piace offrire in queste pagine qualche piccola eco del molto di più che è stato fatto e, al tempo stesso, presentare altre necessità. È un viaggio ideale attraverso tanti Paesi e volti di fratelli, che non abbiamo bisogno di conoscere per amare e sostenere con il dono materiale ma, soprattutto, in quell’unione di preghiera e solidarietà, che è alla base della proposta del Gruppo India. Un viaggio che continua ogni giorno nel sito internet, che stiamo aggiornando e vi invitiamo a visitare.

Tra i ringraziamenti che ci giungono da tante parti del mondo, facciamo nostre le parole di una giovane volontaria in una delle missioni aiutate in Africa: “…Io sono il tramite, ma siete voi che avete fatto tantissime belle cose con i soldi che mi avevate dato prima di partire. Aiutare qua non è sempre facile, ma di certo… quell’anziana mamma all’ospedale quel giorno non aveva niente da mangiare e voi gliene avete dato, quel padre di famiglia aveva bisogno di 8 euro per iniziare un commercio per dare da mangiare ai suoi figli e voi glieli avete dati, a una casa mancavano porte e finestre e voi le avete messe. E quante caramelle, quanti sorrisi, quanti piatti di riso avete regalato! Impossibile elencare tutto! Io dico sempre che sono piccoli gesti che non cambieranno il mondo intero, ma danno vita, danno gioia a chi li riceve. E la gioia porta la pace e la pace leva le ingiustizie, e la pace rende felici e la felicità contagia il mondo intero! Grazie ad ognuno di voi!

A tutti un augurio sincero di Buon Natale!

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Animali domestici nel Wolaita (Etiopia)

15/12/2016: Questo progetto, già realizzato, è stato rilanciato nella circolare di Natale 2016 per acquistare altri animali e aiutare altre famiglie, rimaste in attesa! (codice progetto 805C)
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Abba Marcello vive a Soddo in Etiopia da molti anni. È un vecchio amico del Gruppo India che già sostiene il suo progetto “Città dei ragazzi sorridenti”, dedicato all’accoglienza dei bambini di strada e a un percorso per il loro reinserimento nella società che passa attraverso la scuola, lo sport, l’apprendistato e soprattutto la vita in comune e il rispetto delle regole.

Nell’Autunno 2015 abbiamo raccolto il suo appello per un nuovo progetto: comprare degli animali per le famiglie povere del Wolaita, la regione in cui opera. Con l’aiuto del Gruppo India ha potuto acquistare e distribuire un buon numero di animali: 86 pecore, 25 buoi e 15 mucche. Animali che saranno fonte di cibo e reddito per le famiglie che le hanno ricevute in cambio di un piccolo contributo economico. Abbiamo ricevuto una sua lettera di ringraziamento: Continua a leggere

Natale 2014

NATALE È INCONTRO

Natale 2014

La storia del “Gruppo India” nasce da un incontro avvenuto nel Natale 1980, quello fra 15 studenti dell’Istituto Massimo di Roma guidati da P. Mario Pesce sj e centinaia di bambini dei villaggi dell’India. P. Pesce ha poi incontrato e fatto incontrare tante persone attraverso molti luoghi del mondo alimentando il fuoco della Carità, che si è fatta dono vicendevole. Gesù, che è nato per noi a Betlemme, continua oggi a invitarci all’incontro fraterno, che promuove la solidarietà nella condivisione. Il Bambino che nasce povero ci offre il Suo messaggio di salvezza e ci insegna a cercare i valori veri e la ricchezza del cuore. In questo Natale di tempi difficili per chi vive in Italia, ma ancor di più per chi vive nelle periferie del mondo, la “adozione – borsa di studio” è un mezzo semplice per realizzare l’incontro fra persone, riconoscere il nostro fratello da amare come il Bimbo della Grotta, creando spazio nel nostro cuore e nella nostra vita per chi resta lontano e sconosciuto ma viene sostenuto verso un futuro migliore.
Da quel primo incontro il “Gruppo India” continua a farsi strumento per realizzare ponti di solidarietà ed è bello sapere che anche tante scuole italiane accolgono i nostri volontari per conoscere le storie di altri studenti meno fortunati e ricevere stimoli per il cuore e la mente, non meno importanti dell’aiuto economico che si può offrire. Frequentare la scuola, apprendere un mestiere, avere acqua pulita, potersi curare sono esigenze primarie che, attraverso il “Gruppo India”, hanno trovato una risposta concreta per migliaia di persone come testimoniano alcune delle storie che presentiamo in queste pagine, anche come doverosa rendicontazione dello scrupoloso utilizzo di ciò che viene donato nonostante le difficoltà. Molti altri bisogni attendono una risposta generosa: anche un piccolo dono è prezioso e continuerà a consentirci di sostenere decine di luoghi di missione ove tantissimi bambini frequentano la scuola (o vorrebbero averne una) e dove religiosi e laici quotidianamente affrontano con impegno e creatività le sfide della povertà.

E per una risposta ancora più efficace il “Gruppo India”, dal 2 ottobre scorso, ha assunto la qualifica di ONLUS, consentendo così ai benefattori di usufruire dei vantaggi fiscali previsti dalla legge. Un passaggio ponderato e significativo anche per una migliore organizzazione interna, ma che mantiene il “Gruppo India” ben saldo nei principi che hanno ispirato la sua nascita. Lo conferma il fatto che lo scorso settembre è stato eletto presidente del Comitato Marco Petrini, che ha partecipato al primo incontro del 1980 e condiviso da allora l’ormai lungo cammino.

Buon Natale e Felice Anno nuovo a tutti i benefattori
e a tutti coloro che il “Gruppo India” fa incontrare nella solidarietà!

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A Soddo (Etiopia): La città dei ragazzi sorridenti

Anni fa, Mons. Rodrigo Mejia S.J., vescovo di Soddo, ci presentava un progetto per il sostegno dei ragazzi di strada:

Città dei ragazzi sorridenti - Etiopia

“Amici del Gruppo India, nel ringraziarvi per il sostegno da voi ricevuto in occasione della carestia che ha colpito la nostra regione, sottoponiamo alla vostra generosità un programma per i ragazzi di strada. Nella città di Soddo se ne contano circa 1.500 i cui genitori, quando ci sono, devono affrontare povertà e privazioni. Costretti a non poter frequentare la scuola, questi piccoli finiscono sulla strada cercando disperatamente di guadagnare qualcosa, offrendosi ad ogni tipo di attività! In questo modo sono condannati a crescere senza educazione e vulnerabili ad ogni tipo di sfruttamento. Il programma residenziale, in una struttura della Diocesi, intitolata “la città dei ragazzi sorridenti”, ha l’obiettivo di formare buoni cittadini attraverso un percorso segnato da: vita comune, rispetto delle regole, apprendimento di un mestiere, sport, riferimento a valori universali e reintegrazione nella società. Per continuare a realizzare ciò abbiamo bisogno di fondi e per questo ci rivolgiamo anche a voi perché possiate sostenerci in questa impresa. Desideriamo continuare con 100 ragazzi, a voi chiediamo un contributo di 190 euro all’anno per ragazzo. Confidiamo nei vostri benefattori per questa causa che riguarda il futuro di tanti ragazzi. Saluto tutti voi.

Grazie al contributo di tante persone generose il progetto continua e le notizie che riceviamo sono ottime:

Soddo, 24/3/2016
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Il numero dei bambini oggi presenti al centro è salito a 130 unità. Ma molto presto il Direttore e gli educatori saranno di nuovo sulla strada per invitare altri frugoletti che desiderano o decidono di cambiare la loro vita e pensare seriamente al loro futuro. Altri bambini, quindi usufruiranno ancora delle nostre strutture, del nostro metodo educativo, e di tutte quelle cose necessarie per la loro crescita serena. Sappiate che in questi sei anni di attività circa 400 bambini vivono di nuovo con i loro famigliari. Le famiglie e i loro figli, con il nostro sostegno, possono guardare con fiducia e speranza al futuro. Altri hanno raggiunto l’università. Abbiamo già al centro un nostro ragazzo che si è laureato ed è ora un valido collaboratore del centro. Se sapeste quanto bene fa, con i suoi consigli e con il suo esempio a tanti altri bambini che cercano di imitarlo. A sentirli raccontare la loro storia, e quando manifestano il loro desideri e i loro sogni, veramente delle volte ci si commuove.

Solo due esempi:uno di loro mi ha confidato che vuole diventare dottore, non per fare soldi, ma per andare nelle case dei poveri e lì curare i malati, che non possono pagare le medicine, l’ospedale, insomma per fare del bene a chi non ha nulla. Un secondo mi ha confidato che vuole diventare ingegnere, non per costruire le case o i palazzi, ma costruire un centro come il nostro, per poter dare un lavoro e un futuro a tanti bambini che non possono studiare per mancanza di mezzi e di soldi. Tutto questo sta a dimostrare come l’esempio dato loro, trascina e spinge le persone alla imitazione.

Soddo__RRi2Ancora un grazie di cuore per la solidarietà della vostra benemerita organizzazione. Approfitto dell’occasione per inviare a tutti i membri del vostro gruppo i miei più cordiali saluti, uniti a quelli dei responsabili del centro e nonché quelli dei nostri e vostri bambini.
Sempre grato,
Abba Marcello

Pasqua 2014

LA MISERICORDIA SI FA SPERANZA

Il tempo di Quaresima è da sempre per noi un tempo forte di riflessione e condivisione perché il comandamento dell’amore verso Dio e verso il prossimo, che è la Carità, trova il compimento nel sacrificio della Croce e la speranza nel mistero della Resurrezione.

Essere misericordiosi e operatori di misericordia” è l’invito che il Santo Padre Francesco ha rivolto a tutti i cristiani per questo tempo, rimarcando che “vi è una sola vera miseria: non vivere da figli di Dio e da fratelli di Cristo” e “ciò che dà vera libertà, vera salvezza e vera felicità è l’amore di compassione, di tenerezza e di condivisione”. Abbiamo bisogno gli uni degli altri perché “la miseria è la povertà senza fiducia, senza solidarietà, senza speranza” e tutti noi – anche se abbiamo i beni materiali – possiamo essere miseri se il nostro cuore non ha l’amore che, per il cristiano, è Carità. Questo richiede una conversione del cuore, un cambiamento del nostro modo di vivere e di relazionarci. Per esempio imparando a non sprecare ciò che abbiamo e a fare piccole o grandi rinunce. Ecco perché la Carità duole.

In tanti anni abbiamo sperimentato esempi magnifici di persone che, condividendo l’impegno del Gruppo India, hanno donato con sacrificio e con vero spirito di solidarietà, che non consiste esclusivamente in azioni di promozione e assistenza, ma prima di tutto è attenzione verso l’altro (vicino o lontano) perché ognuno di noi è chiamato a “prendersi cura della fragilità del popolo e del mondo in cui viviamo” (Evangelii Gaudium, n. 216).

Le difficoltà che molte nostre famiglie sperimentano, hanno comportato anche un notevole calo delle donazioni e diminuito le nostre possibilità di rispondere ai bisogni di tanti bambini e ai vari appelli e richieste di aiuto che riceviamo. Confidiamo però che non mancherà uno sforzo in più di generosità e l’impegno di tutti ad “inventare” iniziative e occasioni per coinvolgere altri.

Potremo così continuare a costruire una catena di solidarietà fraterna che raggiunge con piccoli o grandi gesti di amore persone nel bisogno materiale, assicurando loro un futuro migliore, soprattutto attraverso la formazione e l’autosviluppo.

Come vi raccontiamo in queste pagine, sono molti i luoghi del mondo dove il Gruppo India, attraverso missionari di vari Ordini religiosi, si fa presente per prendersi cura soprattutto di bambini e giovani, perché in futuro siano capaci essi stessi di promuovere la crescita culturale, sociale e sanitaria di intere comunità. Purtroppo non mancano drammatiche situazioni di emergenza di cui occuparsi, ma c’è anche l’evidenza di quanto si è potuto già realizzare e l’esempio di belle iniziative di solidarietà dei nostri benefattori.

Così la misericordia si fa speranza.

A tutti voi, amici e benefattori, con il nostro grazie,
gli auguri più sinceri di Buona Pasqua!

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Natale 2013

 

 

 

Natale 2013!

La grotta di Betlemme ci insegna ad amare l’uomo, ogni uomo, ad amarlo di più se è debole, povero, piccolo.

Nell’avvicinarsi del Santo Natale contempliamo ancora una volta il mistero dell’incarnazione di Gesù, che è venuto a portare a ciascuno di noi il messaggio di amore.

Come papa Francesco non manca di ricordarci, Gesù ci ha insegnato che “il più grande comandamento è questo: l’amore!”.

Per noi del “Gruppo India” il Natale è legato alle origini stesse del nostro impegno: in questo tempo, ormai 33 anni fa, un gruppo di giovani dell’Istituto Massimo di Roma accolse l’invito di P. Mario Pesce sj di incontrare Gesù nei bambini dell’India trascorrendo con loro alcuni giorni di condivisione e servizio.

Da quel viaggio è nata l’iniziativa “ADOZIONE – BORSA DI STUDIO” fondata sull’amicizia sincera, il ricordo quotidiano, la condivisione materiale fra fratelli. Ormai tantissime organizzazioni promuovono – anche con grandi mezzi – iniziative simili, ma per noi è importante che all’aiuto materiale – certamente necessario – si accompagni un coinvolgimento personale, in spirito di vera solidarietà.

In queste pagine potrete leggere la testimonianza di uno di quei “ragazzi” che ha recentemente vissuto l’emozione di tornare in quei luoghi e constatare i grandi benefici che l’aiuto dei benefattori del Gruppo India ha recato alle intere popolazioni locali, migliorando di molto le loro condizioni di vita e di istruzione.

Rimane ancora molto da fare come emerge dall’altra testimonianza di chi ha da poco visitato le missioni che aiutiamo in Congo e Uganda, e dalle notizie che ci arrivano da altri Paesi africani. Dinanzi ai drammi umani, che coinvolgono soprattutto bambini che subiscono violenza e sfruttamento, che soffrono la fame, la miseria, l’ignoranza e l’abbandono, nessuno può tirarsi indietro, tutti siamo chiamati in causa e i cristiani più degli altri, perché nel volto di ogni bambino noi adoriamo quello del bambino Gesù, il volto di Dio.

In questo tempo in cui le migrazioni ci interpellano a tanti livelli, lo spirito di fraternità, che è a fondamento della proposta del Gruppo India, sia per noi un dono reso fecondo dalla ricchezza dell’incontro con l’altro e dalla solidarietà vera, fatta di risposta ai bisogni materiali e attenzione alla singola persona vicina o lontana. Questo aiuta tutti a recuperare la fiducia e a tenere sempre viva la speranza: come ha detto papa Francesco in visita al Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati “con l’accoglienza e la fraternità si può avere ancora un futuro” e ha continuato: “i poveri sono maestri privilegiati della nostra conoscenza di Dio; la loro fragilità e semplicità smascherano i nostri egoismi, le nostre false sicurezze, le nostre pretese di autosufficienza e ci guidano all’esperienza della vicinanza e della tenerezza di Dio, a ricevere nella nostra vita il suo amore, la sua misericordia di Padre che, con discrezione e paziente fiducia, si prende cura di noi, di tutti noi”.

Siamo perciò chiamati a riflettere e ad agire perché a tutti i livelli la persona umana sia rispettata, accolta, amata. Grazie a ognuno di voi per essere, insieme a noi, tra i poveri della terra. Il Dio-Bambino venuto a raccontarci il suo amore, ci renda sempre più capaci di riconoscerlo e ad accoglierlo in ognuno di loro.

A tutti gli auguri sinceri di Buon Natale e di un sereno Anno 2014 !

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Estate 2012

QUANDO L’AMORE DIVENTA SPERANZA

Siamo da poco rientrati
dall’ETIOPIA,
terzo Paese dell’Africa
per popolazione
(dopo Nigeria ed Egitto),
ricco di altopiani
(Addis Abeba è a 2.360m slm)
e con una speranza di vita
di 49 anni,
una delle più basse del mondo.

Non è una sorpresa ritrovarci,
spesso, con centinaia di bambini:
la vera grande risorsa di questo Paese.

Dalla capitale ci spostiamo a Shiré,
nel nord, per visitare le attività
coordinate dalle suore di S. G. Antida
presenti in quest’area dal 2004.

Entriamo nel dispensario e improvvisamente
siamo immersi e circondati
da donne, bambini, qualche uomo,
tutti provenienti dalle zone limitrofe.

 

In questo clima di ringraziamenti, saluti, sorrisi, pianti, si fa strada ai nostri occhi il dramma dei bambini malnutriti. I piccoli vengono portati, in questo luogo di speranza, quasi scheletrici. Il loro peso e la loro crescita dipendono dal latte materno purtroppo scarso e povero di elementi nutritivi a causa della inadeguata alimentazione e delle continue carestie note a tutto il mondo. Chi ha la fortuna di raggiungere le suore trova assistenza sanitaria e speciali alimenti per i piccoli malnutriti nei cui occhi, lentamente, si riaccende il sorriso mentre le loro carni prendono forma e coprono le piccole e gracili ossa. Infermieri, medici e suore mostrano tutta la loro abilità e umanità nell’accogliere questa gente e nel sottoporla ad esami clinici, visite, incontri formativi e infine somministrando tutto il necessario perché la vita dei piccoli moribondi riprenda il suo cammino. È una vera sinfonia della vita in cui ciascuno svolge la sua parte per strappare alla morte chi non ha scelto di venire al mondo in quelle condizioni. Ci congediamo, consapevoli che quanto sosteniamo economicamente sarà sempre insufficiente di fronte alle migliaia di corpicini incoscienti del loro drammatico futuro, ma crediamo che la Carità è più feconda dei nostri piccoli sforzi.

Lasciamo Shiré e ci dirigiamo al sud del Paese nella località di Soddo. Un lungo viaggio di 300 km in auto guidati da Abba (Padre) Marcello, sacerdote marchigiano che da anni vive a Soddo dedicando la sua vita ai poveri e soprattutto ai ragazzi di strada. Durante le ore di viaggio ci partecipa la sua storia e ci svela il miracolo dell’amore. Sposato senza figli e poi vedovo (con molta emozione parlava di sua moglie), raggiunto il traguardo della pensione decide di svolgere un tempo di volontariato in Etiopia. La sua decisione di dedicare un po’ del suo tempo per gli altri in un Paese sconosciuto, si è trasformata in una scelta: il sacerdozio vissuto con, e per i poveri. Ci accompagna alla Smiling Children Town, dove alloggiamo, e ci parla di questa intuizione divenuta realtà: la città dei ragazzi sorridenti. Era il mio sogno da tempo (ci dice con sguardo sereno e felice). Voi non potete capire cosa significhi l’impotenza nel vedere migliaia di ragazzini per strada, in preda alla sporcizia, alle prepotenze e alle violenze degli adulti, dei boss di quartiere. Se vuoi bene a questa gente, da lì devi partire ed è anche importante come si parte. /…/ E ancora, spesso occorre anche sapere che potresti non vedere i frutti di quello che hai seminato …! Condividiamo ansie e gioie di Abba Marcello e rientriamo in Italia avendo trovato, anche in questa regione dell’Africa, Dio che si fa amore e speranza attraverso la debolezza dei piccoli.

p. Gianni Di Gennaro sj

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