Brasile

Salgado, Brasile: una “Casa Serena” per i meninos da rua

A Salgado, una cittadina dello stato di Sergipe (nordest del Brasile), c’è “Casa Serena” un centro educativo che aiuta i tanti bambini di strada. Ma si può fare molto di più per aiutare quelli già accolti e incrementare il loro numero. (Progetto 812MContinua a leggere

Brasile: programmi a sostegno delle ragazze

brasile-araras_gruppoIl progetto “Maddalena di Canossa” è un progetto socio-educativo che ha come obbiettivo l’accoglienza e la promozione di bambine e adolescenti dai 6 ai 15 anni che sono in situazioni vulnerabili, a rischio sociale e personale. Consente la partecipazione a varie attività nell’orario libero dalla scuola, la mattina o il pomeriggio.

Araras è una cittadina nello stato di San Paolo, in Brasile. Qui, come in tutto il paese, la politica ha cercato di ridurre la povertà e l’emarginazione ma il dislivello sociale rimane alto, mettendo a rischio le famiglie più povere. La disoccupazione e lo sfruttamento sono realtà spesso presenti nelle famiglie brasiliane. Ad Araras le suore canossiane sostengono il progetto “Maddalena di Canossa”, un servizio socio-assistenziale per bambine e adolescenti in situazioni di vulnerabilità sociale, che rischia di compromettere sia la loro integrità fisica che quella intellettuale. Sono ragazze esposte all’abbandono domestico, alla violenza, alla droga; spesso provengono da famiglie disgregate e questo influisce nella loro formazione emozionale. Il progetto si avvale di alcuni dipendenti come educatori, ausiliari delle pulizie, assistenti sociali, insegnanti… e di volontari che aiutano nel realizzare eventi e per lo sviluppo di laboratori culinari e di artigianato. Alle famiglie è chiesto un contributo per coprire parte delle spese, ma molte non possono versare neanche una piccola offerta. Per questo sr Dilma Maria de Andrade ha chiesto e ottenuto  il nostro supporto con un finanziamento di € 15.000 per il triennio 2017-2019 (sigla progetto 310R).

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Natale 2016


I doni ricevuti e la misericordia donata

Quanti doni abbiamo ricevuto nella nostra vita? Forse il pensiero corre a quelli materiali, quelli piccoli e grandi, che ci sono stati offerti in diverse circostanze. Certamente pensiamo anche ai doni non materiali, che spesso sono quelli più importanti: l’amore che abbiamo ricevuto, le esperienze che abbiamo vissuto, l’insegnamento di persone speciali.

Al termine dell’anno giubilare della Misericordia, il S. Natale ci offre, ancora una volta, l’occasione per meditare sul mistero del dono. Gesù, piccolo e povero, in mezzo agli uomini è il segno dell’Amore di Dio per ciascuno di noi. È un dono grande sul quale riflettere nel silenzio della preghiera, per continuare il cammino di conversione, che Papa Francesco ci ha proposto anche come responsabilità personale che si fa corresponsabilità comunitaria.

La chiusura delle porte giubilari deve lasciare spalancate le porte del nostro cuore: ciascuno di noi è chiamato a essere “soglia”, attraverso la quale la Misericordia di Cristo è libera di entrare e uscire, in una dinamica continua di dono e accoglienza dell’Amore di Dio. Il dono comporta responsabilità: siamo chiamati a usare bene quel che abbiamo e i talenti ricevuti e – a nostra volta – offrire agli altri un segno di noi. D’altra parte abbiamo certamente tante volte sperimentato che “è più bello donare che ricevere”.

2016natale_2Il Gruppo India, anche nell’anno trascorso, si è fatto strumento per far giungere a migliaia di bambini e alle loro famiglie quel che generosamente è stato donato. Lo ha fatto – come sempre – mantenendo un contatto diretto con i missionari, assicurando l’effettiva realizzazione delle attività e delle opere e contenendo al massimo le spese di gestione. Ci piace offrire in queste pagine qualche piccola eco del molto di più che è stato fatto e, al tempo stesso, presentare altre necessità. È un viaggio ideale attraverso tanti Paesi e volti di fratelli, che non abbiamo bisogno di conoscere per amare e sostenere con il dono materiale ma, soprattutto, in quell’unione di preghiera e solidarietà, che è alla base della proposta del Gruppo India. Un viaggio che continua ogni giorno nel sito internet, che stiamo aggiornando e vi invitiamo a visitare.

Tra i ringraziamenti che ci giungono da tante parti del mondo, facciamo nostre le parole di una giovane volontaria in una delle missioni aiutate in Africa: “…Io sono il tramite, ma siete voi che avete fatto tantissime belle cose con i soldi che mi avevate dato prima di partire. Aiutare qua non è sempre facile, ma di certo… quell’anziana mamma all’ospedale quel giorno non aveva niente da mangiare e voi gliene avete dato, quel padre di famiglia aveva bisogno di 8 euro per iniziare un commercio per dare da mangiare ai suoi figli e voi glieli avete dati, a una casa mancavano porte e finestre e voi le avete messe. E quante caramelle, quanti sorrisi, quanti piatti di riso avete regalato! Impossibile elencare tutto! Io dico sempre che sono piccoli gesti che non cambieranno il mondo intero, ma danno vita, danno gioia a chi li riceve. E la gioia porta la pace e la pace leva le ingiustizie, e la pace rende felici e la felicità contagia il mondo intero! Grazie ad ognuno di voi!

A tutti un augurio sincero di Buon Natale!

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