Sud Sudan

Sudan e Sud Sudan: un’emergenza continua…

campo progughi

Emergenza: secondo il vocabolario è una circostanza imprevista, una particolare condizione di cose, un momento critico, che richiede un intervento immediato. Ma in alcune zone è invece una compagna di vita, ogni giorno presente a fianco di chi è costretto a lottare per qualcosa da mangiare, per avere un misero riparo notturno, per assicurare un’educazione e un futuro ai propri bambini…

Uno di questi luoghi è il Sudan, fino al 2011 un solo grande Paese, ora diviso in Sudan e Sud Sudan. Anche papa Francesco ha rivolto un appello per questa terra:

Destano particolare apprensione le dolorose notizie che giungono dal martoriato Sud Sudan, dove ad un conflitto fratricida si unisce una grave crisi alimentare che colpisce la Regione del Corno d’Africa e che condanna alla morte per fame milioni di persone, tra cui molti bambini. In questo momento è più che mai necessario l’impegno di tutti a non fermarsi solo a dichiarazioni, ma a rendere concreti gli aiuti alimentari e a permettere che possano giungere alle popolazioni sofferenti. Il Signore sostenga questi nostri fratelli e quanti operano per aiutarli.

(Udienza generale, mercoledì 22 febbraio 2017)

Il Gruppo India opera in Sudan e in Sud Sudan sin dal 1995, sostenendo l’impegno delle Suore della Carità di Santa Giovanna Antida che raccontano la loro esperienza e ci mostrano il mondo in cui operano in questo documento, preparato 4-5 anni fa ma ancora attuale.

Natale 2016


I doni ricevuti e la misericordia donata

Quanti doni abbiamo ricevuto nella nostra vita? Forse il pensiero corre a quelli materiali, quelli piccoli e grandi, che ci sono stati offerti in diverse circostanze. Certamente pensiamo anche ai doni non materiali, che spesso sono quelli più importanti: l’amore che abbiamo ricevuto, le esperienze che abbiamo vissuto, l’insegnamento di persone speciali.

Al termine dell’anno giubilare della Misericordia, il S. Natale ci offre, ancora una volta, l’occasione per meditare sul mistero del dono. Gesù, piccolo e povero, in mezzo agli uomini è il segno dell’Amore di Dio per ciascuno di noi. È un dono grande sul quale riflettere nel silenzio della preghiera, per continuare il cammino di conversione, che Papa Francesco ci ha proposto anche come responsabilità personale che si fa corresponsabilità comunitaria.

La chiusura delle porte giubilari deve lasciare spalancate le porte del nostro cuore: ciascuno di noi è chiamato a essere “soglia”, attraverso la quale la Misericordia di Cristo è libera di entrare e uscire, in una dinamica continua di dono e accoglienza dell’Amore di Dio. Il dono comporta responsabilità: siamo chiamati a usare bene quel che abbiamo e i talenti ricevuti e – a nostra volta – offrire agli altri un segno di noi. D’altra parte abbiamo certamente tante volte sperimentato che “è più bello donare che ricevere”.

2016natale_2Il Gruppo India, anche nell’anno trascorso, si è fatto strumento per far giungere a migliaia di bambini e alle loro famiglie quel che generosamente è stato donato. Lo ha fatto – come sempre – mantenendo un contatto diretto con i missionari, assicurando l’effettiva realizzazione delle attività e delle opere e contenendo al massimo le spese di gestione. Ci piace offrire in queste pagine qualche piccola eco del molto di più che è stato fatto e, al tempo stesso, presentare altre necessità. È un viaggio ideale attraverso tanti Paesi e volti di fratelli, che non abbiamo bisogno di conoscere per amare e sostenere con il dono materiale ma, soprattutto, in quell’unione di preghiera e solidarietà, che è alla base della proposta del Gruppo India. Un viaggio che continua ogni giorno nel sito internet, che stiamo aggiornando e vi invitiamo a visitare.

Tra i ringraziamenti che ci giungono da tante parti del mondo, facciamo nostre le parole di una giovane volontaria in una delle missioni aiutate in Africa: “…Io sono il tramite, ma siete voi che avete fatto tantissime belle cose con i soldi che mi avevate dato prima di partire. Aiutare qua non è sempre facile, ma di certo… quell’anziana mamma all’ospedale quel giorno non aveva niente da mangiare e voi gliene avete dato, quel padre di famiglia aveva bisogno di 8 euro per iniziare un commercio per dare da mangiare ai suoi figli e voi glieli avete dati, a una casa mancavano porte e finestre e voi le avete messe. E quante caramelle, quanti sorrisi, quanti piatti di riso avete regalato! Impossibile elencare tutto! Io dico sempre che sono piccoli gesti che non cambieranno il mondo intero, ma danno vita, danno gioia a chi li riceve. E la gioia porta la pace e la pace leva le ingiustizie, e la pace rende felici e la felicità contagia il mondo intero! Grazie ad ognuno di voi!

A tutti un augurio sincero di Buon Natale!

Scarica la newsletter completa! (formato PDF)

Pasqua 2016

I poveri sono…

SL Baskinta 2

la possibilità di conversione che Dio ci offre

Nel gennaio di 35 anni fa al ritorno dal primo incontro con i bambini dell’India p. Pesce sj lanciò l’iniziativa della “adozione a distanza” per aiutare quei piccoli a frequentare la scuola e migliorare le loro condizioni di vita e quelle delle loro famiglie attraverso l’opera preziosa di tanti religiosi e collaboratori. Soprattutto p. Pesce desiderava invitare ciascuno ad aprire il proprio cuore a un fratello lontano e contemporaneamente a quanti incontriamo nella vita quotidiana.

Nel messaggio per la Quaresima di questo anno giubilare, papa Francesco ha ricordato che “la misericordia di Dio è un annuncio al mondo: di tale annuncio ogni cristiano è chiamato a fare esperienza in prima persona”. La speranza è che questo annuncio entri nella nostra vita e ci stimoli all’amore del prossimo, risvegliando “la nostra coscienza spesso assopita davanti al dramma della povertà e per entrare sempre più nel cuore del Vangelo, dove i poveri sono i privilegiati della misericordia divina”.

La generosità di tanti benefattori ha consentito al Gruppo India di sostenere intere comunità (anche con assistenza sanitaria, fornitura di acqua, opere sociali e sostegno a piccole attività imprenditoriali) e vorremmo riuscire a farvi giungere il grazie di chi ha avvertito la vicinanza di un fratello lontano e sconosciuto.

Nonostante tutto questo continuano ad arrivarci bisogni che attendono la nostra risposta generosa e soprattutto la conversione del nostro cuore. In queste pagine presentiamo alcune iniziative a sostegno dell’istruzione, ma anche una TESTIMONIANZA di chi si fa prossimo alle famiglie colpite da una guerra vicina.

Siria… la vita più forte della morte

SL Siria

In Siria gestivamo una scuola, bella, nuova, con 2.300 alunni! Mi sembrava di vivere in un paradiso con e per i bambini. Ed ecco che nel 2011 la violenza della guerra scoppia in Siria. La situazione si aggrava, le bombe arrivano fino a scuola. Siamo obbligate a trasferirci nei locali del Patriarcato, privi di arredi e attrezzature ma più sicuri. Siamo quattro Suore della Carità, siriane e libanesi. Abbiamo scelto di restare! Desideriamo condividere con la gente questa vita difficile, cercando di ritrovare la gioia e la speranza nonostante le bombe e la miseria e aspettando soprattutto la pace. Ci siamo avventurate in questa sfida, superando difficoltà e paura… per celebrare la vita più forte della morte. Perché tutti i giorni noi andiamo a scuola senza sapere se rientreremo sane e salve a casa con i nostri alunni. Siamo convinte che se siamo in vita è perché abbiamo ancora una missione grande da svolgere in questa terra. La guerra ci ha spinte a essere ancora più vicine ai poveri e a servirli, come chiedeva la nostra fondatrice S. Giovanna Antida Thouret. Ora abbiamo due priorità: la scuola e le famiglie di rifugiati, impoveriti da questa guerra atroce. Quasi tutti i giorni visitiamo queste famiglie per toccare le piaghe della gente. Talvolta siamo là con queste persone, solamente per offrire il nostro ascolto. La nostra preghiera, quella del popolo siriano, si unisce a quella di Gesù in croce, che si può riassumere in poche parole: Signore, porta la luce nei cuori sprofondati nelle tenebre e perdona tutti quelli che vogliono la guerra, perché essi non sanno quel che fanno”. (Sr. Fida)

 

SL BBe Siria 1

In Siria, come pure in Libano, le suore portano avanti questa grande missione a sostegno delle famiglie e dei bambini siriani. Attraverso queste foto hanno voluto trasmetterci il loro GRAZIE e dirci che l’emergenza continua e si aggrava… Noi non le lasceremo sole, sicuri che, ogni nostro dono, piccolo o grande, andrà a “toccare la carne di Cristo” in quella di tanti fratelli e sorelle che sono nella sofferenza. (Prog. SILI)

Buona Pasqua a tutti!

SL BBe Siria 2

 Scarica la newsletter completa! (formato PDF)