Siria

Estate 2016

DALL’INDIA AL MONDO…

UN GRANDE PONTE DI MISERICORDIA

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Praticare la misericordia significa avere il cuore di Dio, che “…risponde e si prende cura dei poveri, di coloro che gridano la loro disperazione, che ascolta e interviene per salvare, ispirando donne e uomini generosi. La misericordia non può rimanere indifferente davanti alla sofferenza degli oppressi, al grido di chi è sottoposto a violenza, ridotto in schiavitù, condannato a morte…” (Papa Francesco, Udienza 27 gennaio 2016)

Fu questa “misericordia”, di cui il cuore di p. Mario Pesce sj era pieno, che 35 anni fa lo ispirò a lanciare l’iniziativa delle “adozioni – borse di studio”. Da qui nacque il Gruppo India! L’obiettivo era rivolto all’India, ove era avvenuto l’incontro con tanti bambini bisognosi di tutto. Da allora il ponte di solidarietà si è andato sempre più allargando a tanti altri Paesi.

Il Comitato ha conservato il nome originario anche in occasione della sua trasformazione in onlus, ma i dati che emergono dal bilancio dell’anno 2015 confermano che – grazie al sostegno di tantissimi benefattori – l’aiuto ha raggiunto oltre 100 località in numerosi stati dell’India e almeno altrettanti luoghi in 30 altri Paesi del mondo: dal Pakistan, Bangladesh, Myanmar, Vietnam, Thailandia, Filippine… al Brasile, Argentina, Paraguay, con un’attenzione sempre maggiore all’Africa: Sudan, Camerum, Etiopia, Togo, Angola, Ciad, R.D. del Congo, Rep. Centroafricana, Tanzania, Malawi, Uganda, Madagascar, senza dimenticare alcune aree critiche dell’Europa e Medio Oriente.

Gli aiuti sono stati destinati per poco più di un terzo all’India e un altro terzo all’Africa.

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La destinazione delle risorse per tipologia di aiuto ha incluso la realizzazione e l’arredo di scuole, ma anche il contributo alla costruzione di casette. Una percentuale significativa degli aiuti è andata al settore sanitario col sostegno a dispensari e ospedali e a interventi per dare l’acqua: pozzi, cisterne, impianti di depurazione. Molteplici anche le iniziative in campo sociale (e in parte pastorale) attuate da religiosi e religiose e da noi appoggiate in vista della promozione e dello sviluppo. Una parte degli aiuti è andata a interventi di emergenza soprattutto nelle aree colpite da guerre o da calamità naturali.

Particolarmente significativo è il fatto che anche nel 2015 il “Gruppo India” è riuscito a mantenere le spese di gestione al di sotto del 10% delle offerte ricevute e dunque a inviare effettivamente a chi ha bisogno oltre il 90% di quanto generosamente ci viene donato.

Tanti gesti concreti di amore che sono la testimonianza migliore della “misericordia” vissuta insieme nel 2015, nei 35 anni di vita del Gruppo India e in quelli che verranno: vogliamo che siano per tutti, sempre più “segnati” dalla “misericordia” da accogliere e da donare. Grazie perché continuerete ad essere con noi.

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Pasqua 2016

I poveri sono…

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la possibilità di conversione che Dio ci offre

Nel gennaio di 35 anni fa al ritorno dal primo incontro con i bambini dell’India p. Pesce sj lanciò l’iniziativa della “adozione a distanza” per aiutare quei piccoli a frequentare la scuola e migliorare le loro condizioni di vita e quelle delle loro famiglie attraverso l’opera preziosa di tanti religiosi e collaboratori. Soprattutto p. Pesce desiderava invitare ciascuno ad aprire il proprio cuore a un fratello lontano e contemporaneamente a quanti incontriamo nella vita quotidiana.

Nel messaggio per la Quaresima di questo anno giubilare, papa Francesco ha ricordato che “la misericordia di Dio è un annuncio al mondo: di tale annuncio ogni cristiano è chiamato a fare esperienza in prima persona”. La speranza è che questo annuncio entri nella nostra vita e ci stimoli all’amore del prossimo, risvegliando “la nostra coscienza spesso assopita davanti al dramma della povertà e per entrare sempre più nel cuore del Vangelo, dove i poveri sono i privilegiati della misericordia divina”.

La generosità di tanti benefattori ha consentito al Gruppo India di sostenere intere comunità (anche con assistenza sanitaria, fornitura di acqua, opere sociali e sostegno a piccole attività imprenditoriali) e vorremmo riuscire a farvi giungere il grazie di chi ha avvertito la vicinanza di un fratello lontano e sconosciuto.

Nonostante tutto questo continuano ad arrivarci bisogni che attendono la nostra risposta generosa e soprattutto la conversione del nostro cuore. In queste pagine presentiamo alcune iniziative a sostegno dell’istruzione, ma anche una TESTIMONIANZA di chi si fa prossimo alle famiglie colpite da una guerra vicina.

Siria… la vita più forte della morte

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In Siria gestivamo una scuola, bella, nuova, con 2.300 alunni! Mi sembrava di vivere in un paradiso con e per i bambini. Ed ecco che nel 2011 la violenza della guerra scoppia in Siria. La situazione si aggrava, le bombe arrivano fino a scuola. Siamo obbligate a trasferirci nei locali del Patriarcato, privi di arredi e attrezzature ma più sicuri. Siamo quattro Suore della Carità, siriane e libanesi. Abbiamo scelto di restare! Desideriamo condividere con la gente questa vita difficile, cercando di ritrovare la gioia e la speranza nonostante le bombe e la miseria e aspettando soprattutto la pace. Ci siamo avventurate in questa sfida, superando difficoltà e paura… per celebrare la vita più forte della morte. Perché tutti i giorni noi andiamo a scuola senza sapere se rientreremo sane e salve a casa con i nostri alunni. Siamo convinte che se siamo in vita è perché abbiamo ancora una missione grande da svolgere in questa terra. La guerra ci ha spinte a essere ancora più vicine ai poveri e a servirli, come chiedeva la nostra fondatrice S. Giovanna Antida Thouret. Ora abbiamo due priorità: la scuola e le famiglie di rifugiati, impoveriti da questa guerra atroce. Quasi tutti i giorni visitiamo queste famiglie per toccare le piaghe della gente. Talvolta siamo là con queste persone, solamente per offrire il nostro ascolto. La nostra preghiera, quella del popolo siriano, si unisce a quella di Gesù in croce, che si può riassumere in poche parole: Signore, porta la luce nei cuori sprofondati nelle tenebre e perdona tutti quelli che vogliono la guerra, perché essi non sanno quel che fanno”. (Sr. Fida)

 

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In Siria, come pure in Libano, le suore portano avanti questa grande missione a sostegno delle famiglie e dei bambini siriani. Attraverso queste foto hanno voluto trasmetterci il loro GRAZIE e dirci che l’emergenza continua e si aggrava… Noi non le lasceremo sole, sicuri che, ogni nostro dono, piccolo o grande, andrà a “toccare la carne di Cristo” in quella di tanti fratelli e sorelle che sono nella sofferenza. (Prog. SILI)

Buona Pasqua a tutti!

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Emergenza Siria e Libano

SL Baskinta 1Nella circolare dell’Estate 2015 avevamo pubblicato l’appello delle suore di Santa Giovanna Antida, ora riceviamo il loro grazie per l’aiuto inviato insieme alla descrizione della situazione di questi paesi.

Nella mia qualità di coordinatrice dei progetti sociali pastorali per Libano e Siria, vengo a esprimere con la presente la nostra gratitudine per la vostra donazione in favore dei rifugiati siriani che si sono affidati a noi. Grazie a voi, noi abbiamo migliorato le loro condizioni di vita perché la vita qui è difficile per noi libanesi come per i siriani sulla nostra terra. I nostri cuori le nostre porte sono sempre aperte per dare sollievo a questi rifugiati diventati così numerosi nel nostro paese. Ma ci troviamo davanti a difficoltà aumentate di ordine sociale, politico e finanziario“. (sr Mona Corbani) Continua a leggere

Estate 2015

La presenza
di quei volti…
“Ogni persona…
possa percepire
la presenza di quei volti.
Una presenza nascosta,
ma che in realtà dev’essere
la vera protagonista dell’evento:
i volti degli uomini
e delle donne
che hanno fame,
e che si ammalano,
e persino muoiono,
per un’alimentazione
troppo carente o nociva…”
(Papa Francesco,
Videomessaggio
inaugurazione Expo Milano 2015
)

Estate2015

 

In questi giorni tanti ragazzi stanno terminando le fatiche dell’anno scolastico e guardano ai risultati dell’impegno profuso. Anche il “Gruppo India” ha tirato le somme di quanto è stato possibile fare nel 2014 grazie alla generosità di tanti benefattori. Nonostante le difficoltà abbiamo potuto sostenere circa 220 opere gestite da missionari, religiosi e religiose di diversi Ordini o Diocesi per programmi pluriennali o interventi mirati in oltre cento località sparse in 15 stati dell’India e in 27 altri Paesi di Asia, Africa, America Latina, Europa e Medio Oriente con una ripartizione di circa un terzo degli aiuti inviati all’India, un terzo a 13 stati dell’Africa e il restante terzo agli altri luoghi.

 L’iniziativa principale è la “adozione – borsa di studio” per sostenere e accompagnare nella crescita e nell’istruzione gruppi di bambini, ma anche di giovani donne con l’obiettivo dello sviluppo integrale della persona. Tramite tale iniziativa si sostiene la frequenza scolastica di base, ma anche la possibilità di frequentare studi superiori o percorsi di formazione professionale. A questo si è affiancata la realizzazione e l’arredo di scuole, particolarmente ove esse mancano o sono del tutto inadeguate e progetti a favore della popolazione locale, soprattutto pozzi e impianti per l’approvvigionamento e la depurazione dell’acqua. Come sempre si è privilegiato il supporto ad attività generatrici di reddito.

Aiuti e spese 2014

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Particolare attenzione è stata diretta al settore sanitario con il sostegno a dispensari e ospedali per debellare malattie, prevenire infezioni e favorire lo sviluppo di intere collettività. Oltre a interventi in risposta alle emergenze sono stati sostenuti programmi di sviluppo sociale e di formazione professionale mantenendo una piccola percentuale di contributi per attività più propriamente pastorali. Il grafico qui accanto evidenzia la destinazione delle risorse per tipologia di aiuto e il fatto che siamo riusciti ad inviare effettivamente a chi ha bisogno almeno il 90% di quanto generosamente ci viene donato.

Per noi del “Gruppo India” più dei numeri contano le persone e allora – un po’ come i ragazzi che lasciano i compagni della quotidiana vita scolastica portando con sé il ricordo dei loro volti – vorremo guardare tutti insieme i volti di quelle migliaia di persone, soprattutto bambini, che cerchiamo di aiutare, sapendo bene che anch’essi non cessano di immaginare i volti di chi, con tanta generosità, li ha sostenuti e non li abbandona al bisogno.

Da sempre il “Gruppo India” richiama alla necessità di un “cambiamento di mentalità, per smettere di pensare che le nostre azioni quotidiane – a ogni grado di responsabilità – non abbiano un impatto sulla vita di chi, vicino o lontano, soffre la fame”. È quanto anche Papa Francesco ha ricordato nel suo videomessaggio per l’inaugurazione di Expo, nel quale ha anche raccomandato che tutti, sempre e ovunque siamo accompagnati dalla coscienza dei “volti”: i volti di milioni di persone che oggi hanno fame, che oggi non mangeranno in modo degno di un essere umano.

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