Andhra Pradesh

Chalappally (India): una missione in avvio

India Chalappally 1Chalappally, nella parte orientale del distretto di Godavari (Andhra Pradesh), è un’area costale, abitata da persone delle caste più basse o tribali; sono pescatori molto arretrati dal punto di vista dello sviluppo educativo e economico. Uomini, donne, giovani e bambini devono affrontare molte difficoltà perché la loro situazione finanziaria è tanto povera che mancano del necessario, come acqua, trasporti, istruzione, servizi igienici e strutture abitative adeguate.

Qui le suore canossiane hanno avviato una missione a luglio 2016 e stanno lanciando una serie di progetti a favore di donne, giovani e bambini. C’è molto da fare e hanno bisogno del nostro sostegno.

(Prog. 275C) Continua a leggere

India, Jubo: un asilo per conoscere il valore dell’istruzione

A Jubo, un villaggio tribale indiano, le suore canossiane hanno avviato un asilo per circa 60 bambini, sotto gli alberi. Vorrebbero ristrutturare una sala per loro e far proseguire i più grandicelli, ma manca tutto l’essenziale per una classe. Hanno bisogno di aiuto per portare avanti il programma. (Progetto 269J) Continua a leggere

India, Warangal: animali da latte per la promozione della donna

Un grande sforzo è fatto nella promozione della donna, che gioca un ruolo fondamentale nella società e nella famiglia. Nonostante questo il loro status economico è molto basso. Con questo progetto di animali da latte vogliamo aiutare le donne. ( Fr. D. Vijaya Paul)

 Costo del progetto BUFA: € 15.000 Continua a leggere

India: cibo e medicine per le ragazze di Gopalapuram

Alcuni membri del Comitato Gruppo India hanno visitato la missione di Gopalapuram (Andhra Pradesh, India) nel novembre 2016 e possono testimoniare il bisogno di aiuto. Ci siamo impegnati a donare loro € 2.500 per migliorare la salute e la nutrizione di queste bambine e ragazze (progetto 275G). Continua a leggere

India: impianto acqua potabile a Turpupalem

India AP Turpupalem 1Completato l’impianto per l’acqua potabile a Turpupalem, per il quale avevamo lanciato un appello nell’Autunno 2015. Questa è una delle più grandi parrocchie della diocesi di Guntur (Andra Pradesh, India), in una zona arretrata dal punto di vista sociale ed economico e gli abitanti fanno parte delle caste basse o dei tribali, comunità marginalizzate dalla società. Uno dei grandi problemi del villaggio era avere acqua potabile: l’acqua disponibile era contaminata da sostanze chimiche nocive alla salute, soprattutto per i bambini e ragazzi nell’età della crescita. Da qui l’idea della costruzione di un impianto di acqua minerale per fornire alle persone acqua potabile in grado di migliorare la salute dei loro famiglie ed i bambini.

Siamo ora lieti di trasmettere il grazie della comunità con un breve resoconto del progetto e dei suoi risultati.

Vi siamo eternamente grati per aver finanziato il progetto che consente a 2.500 famiglie un facile accesso all’acqua potabile che non solo migliorerà il livello della loro salute e dell’igiene ma della loro condizione di vita sotto ogni aspetto. Le donne, che avevano l’incarico di procurare l’acqua alla famiglia percorrendo lunghe distanze, ora hanno l’acqua disponibile vicino a casa; le energie e il tempo risparmiato sono devolute ad attività che migliorano le finanze domestiche.

(Fr. K. Rayapu Reddy)

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Thokavaripalem, Guntur: impianto per acqua potabile

india-guntur-thokavaripalem-2Thokavaripalem è una piccola missione nella Diocesi di Guntur, Andhra Pradesh; si trova in un territorio molto arretrato dove vivono 145 famiglie dalith. Gli abitanti sono molto poveri e analfabeti, guadagnano da vivere facendo i braccianti giornalieri, gli straccivendoli e guidatori di risciò. Vivono nei bassifondi senza alcuna forma di igiene, senza acqua potabile ed elettricità. Le donne e i bambini vanno a fare lavori domestici e pulizie nelle case e sono pagati molto poco. I leader politici e i ricchi li sfruttano per le proprie necessità, alcuni addirittura li pagano affinché si assumano la responsabilità di reati commessi dai loro parenti e vadano in prigione al loro posto.

Non ci sono scuole statali nei tre villaggi vicini. La scuola della missione è stata creata per dare istruzione ai bambini più poveri tra i poveri, con lo scopo di migliorare le condizioni degli indigenti della zona. Oggi conta 129 studenti, il cui numero aumenta di anno in anno. Il problema basilare della scuola è la mancanza di acqua potabile e servizi igienici. I bambini devono fare i loro bisogni all’aperto e questo inquina l’ambiente e crea i presupposti per gravi malattie come il colera.  Inoltre i bambini devono andare molto lontano per avere acqua potabile.

Lo scopo del progetto è di migliorare la salute e l’igiene dei bambini della scuola con la realizzazione di un impianto di acqua potabile e di servizi igienici per evitare l’inquinamento e le malattie contagiose, per permettere agli studenti di concentrarsi meglio nello studio ed evitare che alcuni vadano a casa per i loro bisogni personali durante le ore scolastiche. Per coprire le spese del progetto che non possono essere sostenute dalla missione, il Vescovo di Guntur (mons. Gali Bali) ci ha chiesto un contributo di 3.000 euro. (Sigla del progetto: 802P)

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Bongaralabeedu, Guntur: ricostruita la scuola

India AP Bongalralabeedu_05Bongaralabeedu è uno slum della municipalità di Guntur (Andhra Pradesh) la cui popolazione appartiene alle caste inferiori, i poveri tra i poveri, marginalizzati dal punto di vista sociale, economico ed educativo. Si tratta per la maggior parte di lavoratori a giornata: agricoltori, fattorini, imbianchini, conduttori di risciò, muratori… che faticano a sbarcare il lunario e non possono pagare per far studiare i loro figli, anzi spesso li mandano a lavorare, a volte presso i loro creditori. La scuola era in pessimo stato, il tetto stava crollando e questo creava grandi disagi soprattutto nella stagione delle piogge. Con l’aiuto del Gruppo India la struttura è stata ricostruita e il 12/9/16 è stata inaugurata la nuova scuola con 3 grandi aule per accogliere 220 bambini.

I lavori per la ricostruzione hanno coinvolto tutta la comunità: bambini, insegnanti e genitori hanno partecipato al progetto formando comitati, procurando il materiale di costruzione, aiutando ognuno secondo le proprie possibilità.

Natale 2016


I doni ricevuti e la misericordia donata

Quanti doni abbiamo ricevuto nella nostra vita? Forse il pensiero corre a quelli materiali, quelli piccoli e grandi, che ci sono stati offerti in diverse circostanze. Certamente pensiamo anche ai doni non materiali, che spesso sono quelli più importanti: l’amore che abbiamo ricevuto, le esperienze che abbiamo vissuto, l’insegnamento di persone speciali.

Al termine dell’anno giubilare della Misericordia, il S. Natale ci offre, ancora una volta, l’occasione per meditare sul mistero del dono. Gesù, piccolo e povero, in mezzo agli uomini è il segno dell’Amore di Dio per ciascuno di noi. È un dono grande sul quale riflettere nel silenzio della preghiera, per continuare il cammino di conversione, che Papa Francesco ci ha proposto anche come responsabilità personale che si fa corresponsabilità comunitaria.

La chiusura delle porte giubilari deve lasciare spalancate le porte del nostro cuore: ciascuno di noi è chiamato a essere “soglia”, attraverso la quale la Misericordia di Cristo è libera di entrare e uscire, in una dinamica continua di dono e accoglienza dell’Amore di Dio. Il dono comporta responsabilità: siamo chiamati a usare bene quel che abbiamo e i talenti ricevuti e – a nostra volta – offrire agli altri un segno di noi. D’altra parte abbiamo certamente tante volte sperimentato che “è più bello donare che ricevere”.

2016natale_2Il Gruppo India, anche nell’anno trascorso, si è fatto strumento per far giungere a migliaia di bambini e alle loro famiglie quel che generosamente è stato donato. Lo ha fatto – come sempre – mantenendo un contatto diretto con i missionari, assicurando l’effettiva realizzazione delle attività e delle opere e contenendo al massimo le spese di gestione. Ci piace offrire in queste pagine qualche piccola eco del molto di più che è stato fatto e, al tempo stesso, presentare altre necessità. È un viaggio ideale attraverso tanti Paesi e volti di fratelli, che non abbiamo bisogno di conoscere per amare e sostenere con il dono materiale ma, soprattutto, in quell’unione di preghiera e solidarietà, che è alla base della proposta del Gruppo India. Un viaggio che continua ogni giorno nel sito internet, che stiamo aggiornando e vi invitiamo a visitare.

Tra i ringraziamenti che ci giungono da tante parti del mondo, facciamo nostre le parole di una giovane volontaria in una delle missioni aiutate in Africa: “…Io sono il tramite, ma siete voi che avete fatto tantissime belle cose con i soldi che mi avevate dato prima di partire. Aiutare qua non è sempre facile, ma di certo… quell’anziana mamma all’ospedale quel giorno non aveva niente da mangiare e voi gliene avete dato, quel padre di famiglia aveva bisogno di 8 euro per iniziare un commercio per dare da mangiare ai suoi figli e voi glieli avete dati, a una casa mancavano porte e finestre e voi le avete messe. E quante caramelle, quanti sorrisi, quanti piatti di riso avete regalato! Impossibile elencare tutto! Io dico sempre che sono piccoli gesti che non cambieranno il mondo intero, ma danno vita, danno gioia a chi li riceve. E la gioia porta la pace e la pace leva le ingiustizie, e la pace rende felici e la felicità contagia il mondo intero! Grazie ad ognuno di voi!

A tutti un augurio sincero di Buon Natale!

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Estate 2016

DALL’INDIA AL MONDO…

UN GRANDE PONTE DI MISERICORDIA

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Praticare la misericordia significa avere il cuore di Dio, che “…risponde e si prende cura dei poveri, di coloro che gridano la loro disperazione, che ascolta e interviene per salvare, ispirando donne e uomini generosi. La misericordia non può rimanere indifferente davanti alla sofferenza degli oppressi, al grido di chi è sottoposto a violenza, ridotto in schiavitù, condannato a morte…” (Papa Francesco, Udienza 27 gennaio 2016)

Fu questa “misericordia”, di cui il cuore di p. Mario Pesce sj era pieno, che 35 anni fa lo ispirò a lanciare l’iniziativa delle “adozioni – borse di studio”. Da qui nacque il Gruppo India! L’obiettivo era rivolto all’India, ove era avvenuto l’incontro con tanti bambini bisognosi di tutto. Da allora il ponte di solidarietà si è andato sempre più allargando a tanti altri Paesi.

Il Comitato ha conservato il nome originario anche in occasione della sua trasformazione in onlus, ma i dati che emergono dal bilancio dell’anno 2015 confermano che – grazie al sostegno di tantissimi benefattori – l’aiuto ha raggiunto oltre 100 località in numerosi stati dell’India e almeno altrettanti luoghi in 30 altri Paesi del mondo: dal Pakistan, Bangladesh, Myanmar, Vietnam, Thailandia, Filippine… al Brasile, Argentina, Paraguay, con un’attenzione sempre maggiore all’Africa: Sudan, Camerum, Etiopia, Togo, Angola, Ciad, R.D. del Congo, Rep. Centroafricana, Tanzania, Malawi, Uganda, Madagascar, senza dimenticare alcune aree critiche dell’Europa e Medio Oriente.

Gli aiuti sono stati destinati per poco più di un terzo all’India e un altro terzo all’Africa.

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La destinazione delle risorse per tipologia di aiuto ha incluso la realizzazione e l’arredo di scuole, ma anche il contributo alla costruzione di casette. Una percentuale significativa degli aiuti è andata al settore sanitario col sostegno a dispensari e ospedali e a interventi per dare l’acqua: pozzi, cisterne, impianti di depurazione. Molteplici anche le iniziative in campo sociale (e in parte pastorale) attuate da religiosi e religiose e da noi appoggiate in vista della promozione e dello sviluppo. Una parte degli aiuti è andata a interventi di emergenza soprattutto nelle aree colpite da guerre o da calamità naturali.

Particolarmente significativo è il fatto che anche nel 2015 il “Gruppo India” è riuscito a mantenere le spese di gestione al di sotto del 10% delle offerte ricevute e dunque a inviare effettivamente a chi ha bisogno oltre il 90% di quanto generosamente ci viene donato.

Tanti gesti concreti di amore che sono la testimonianza migliore della “misericordia” vissuta insieme nel 2015, nei 35 anni di vita del Gruppo India e in quelli che verranno: vogliamo che siano per tutti, sempre più “segnati” dalla “misericordia” da accogliere e da donare. Grazie perché continuerete ad essere con noi.

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Estate 2015

La presenza
di quei volti…
“Ogni persona…
possa percepire
la presenza di quei volti.
Una presenza nascosta,
ma che in realtà dev’essere
la vera protagonista dell’evento:
i volti degli uomini
e delle donne
che hanno fame,
e che si ammalano,
e persino muoiono,
per un’alimentazione
troppo carente o nociva…”
(Papa Francesco,
Videomessaggio
inaugurazione Expo Milano 2015
)

Estate2015

 

In questi giorni tanti ragazzi stanno terminando le fatiche dell’anno scolastico e guardano ai risultati dell’impegno profuso. Anche il “Gruppo India” ha tirato le somme di quanto è stato possibile fare nel 2014 grazie alla generosità di tanti benefattori. Nonostante le difficoltà abbiamo potuto sostenere circa 220 opere gestite da missionari, religiosi e religiose di diversi Ordini o Diocesi per programmi pluriennali o interventi mirati in oltre cento località sparse in 15 stati dell’India e in 27 altri Paesi di Asia, Africa, America Latina, Europa e Medio Oriente con una ripartizione di circa un terzo degli aiuti inviati all’India, un terzo a 13 stati dell’Africa e il restante terzo agli altri luoghi.

 L’iniziativa principale è la “adozione – borsa di studio” per sostenere e accompagnare nella crescita e nell’istruzione gruppi di bambini, ma anche di giovani donne con l’obiettivo dello sviluppo integrale della persona. Tramite tale iniziativa si sostiene la frequenza scolastica di base, ma anche la possibilità di frequentare studi superiori o percorsi di formazione professionale. A questo si è affiancata la realizzazione e l’arredo di scuole, particolarmente ove esse mancano o sono del tutto inadeguate e progetti a favore della popolazione locale, soprattutto pozzi e impianti per l’approvvigionamento e la depurazione dell’acqua. Come sempre si è privilegiato il supporto ad attività generatrici di reddito.

Aiuti e spese 2014

torta2015

Particolare attenzione è stata diretta al settore sanitario con il sostegno a dispensari e ospedali per debellare malattie, prevenire infezioni e favorire lo sviluppo di intere collettività. Oltre a interventi in risposta alle emergenze sono stati sostenuti programmi di sviluppo sociale e di formazione professionale mantenendo una piccola percentuale di contributi per attività più propriamente pastorali. Il grafico qui accanto evidenzia la destinazione delle risorse per tipologia di aiuto e il fatto che siamo riusciti ad inviare effettivamente a chi ha bisogno almeno il 90% di quanto generosamente ci viene donato.

Per noi del “Gruppo India” più dei numeri contano le persone e allora – un po’ come i ragazzi che lasciano i compagni della quotidiana vita scolastica portando con sé il ricordo dei loro volti – vorremo guardare tutti insieme i volti di quelle migliaia di persone, soprattutto bambini, che cerchiamo di aiutare, sapendo bene che anch’essi non cessano di immaginare i volti di chi, con tanta generosità, li ha sostenuti e non li abbandona al bisogno.

Da sempre il “Gruppo India” richiama alla necessità di un “cambiamento di mentalità, per smettere di pensare che le nostre azioni quotidiane – a ogni grado di responsabilità – non abbiano un impatto sulla vita di chi, vicino o lontano, soffre la fame”. È quanto anche Papa Francesco ha ricordato nel suo videomessaggio per l’inaugurazione di Expo, nel quale ha anche raccomandato che tutti, sempre e ovunque siamo accompagnati dalla coscienza dei “volti”: i volti di milioni di persone che oggi hanno fame, che oggi non mangeranno in modo degno di un essere umano.

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