Autunno 2015

Nagaland 1

UN INCONTRO E UNA GIOIA GRANDE

La sfida del “Gruppo India” è di costruire un ponte di amore e fraternità fra persone che non si conoscono ma che si sentono fratelli. Le quotidiane notizie che in questi mesi ci raccontano storie di migrazioni, spesso tragiche, mettono alla prova una volta di più la nostra capacità di aiutare quanti sono nel bisogno in tante parti del mondo. Persone, mamme, bambini sostenuti dal “Gruppo India”, dei quali intravediamo i volti in qualche fotografia o che alcuni di noi incontrano nei viaggi attraverso i quali periodicamente verifichiamo i bisogni dei vari luoghi sostenuti e l’efficacia dei nostri aiuti. Il nostro grazie e quello che quotidianamente riceviamo dai missionari, ai quali trasmettiamo l’aiuto che spesso con sacrificio tanti benefattori ci fanno pervenire, è poca cosa rispetto a quanto vorremmo far conoscere circa la vera utilità del sostegno e di quelle somme, per noi modeste, che consentono a tanti di avere un futuro migliore. Nelle scorse settimane abbiamo ricevuto la notizia di un incontro e una gioia grande…. da condividere con voi!

Ci scrive Fratel Paride Colombo sj: “Sono ormai 8 anni che ho lasciato il Gruppo India e che mi trovo nel noviziato di Genova. Oggi, 5 agosto, ho avuto un incontro che non posso non condividere con voi benefattori del Gruppo India. Nel noviziato, durante tutto il mese di agosto, ospitiamo gli scolastici gesuiti che provengono da varie parti del mondo per lo studio dell’italiano. Accanto a me, a tavola, c’è uno studente dai lineamenti indio – cinesi. Domando la sua provenienza (India – Kohima Region, al confine con il Myanmar) e subito approfitto per raccontare dei miei viaggi in India e anche della visita in Nagaland e proprio a Kohima. A un certo momento il giovane gesuita, in un italiano da principiante, mi racconta che circa 12 anni fa era studente nella scuola e ostello a Nagaland e ricorda che era passato in visita un gesuita italiano. Lo interrompo e gli dico: “Guarda che quel gesuita ero io”. Ricordava ancora il nome di Suor Rosa e di Liliana che mi accompagnavano. L’emozione è stata grande da parte di tutti e due nel rivivere alcuni ricordi e nel far memoria delle tre giornate che trascorsi con tutti i ragazzi”.

Nel 2002 James Kulvi e altri 150 studenti potevano frequentare la scuola superiore nel loro villaggio grazie al sostegno dell’adozione/borsa di studio del “Gruppo India”. Oggi ha 27 anni ed è a Roma per gli studi di teologia che lo condurranno a essere ordinato sacerdote nella Compagnia di Gesù fra 3/4 anni. Un suo compagno di studi è diventato medico e un altro lavora in banca… Sono queste storie che testimoniano l’importanza di quel piccolo grande gesto di solidarietà che da tanti anni il “Gruppo India” propone: l’ADOZIONE/BORSA di STUDIO davvero consente a migliaia di bambini di cambiare la propria vita e con essa la vita di un’intera comunità. La solidarietà si trasforma in speranza e in vita

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Nagaland - James Kulvi James e fr. Paride Nagaland 3