Kinshasa (Rep. Dem. Congo): un capannone per il Centro Munzihirwa

Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo, ha circa 10 milioni di abitanti e di questi il 60% sono giovani. Purtroppo lo stato non ha alcuna politica d’impiego per i giovani e molti di loro vivono per la strada. I ragazzi di strada sono chiamati con appellativi diversi, a seconda degli ambienti e delle cause che li hanno spinti o costretti a lasciare le famiglie, ma sono una vera bomba a scoppio ritardato per il paese in generale e la comunità locale in particolare. Il Centro Munzihirwa si adopera perché possano essere reinseriti nella vita sociale.

Il numero dei ragazzi in cerca di aiuto cresce sempre più, ma gli spazi sono limitati. Nel centro di Cogelos, dove si offrono corsi di scolarizzazione e apprendistato artigianale, si vorrebbero accogliere 75 ragazzi. Si vuole costruire un capannone per le attività offerte, per conservare il materiale necessario a questi corsi ed esporre le opere realizzati dai ragazzi durante i corsi pratici di 3 anni in falegnameria e riparazioni-saldature. Infatti gli spazi attuali non consentono stoccaggio ed esposizione, quest’ultima molto importante per l’autostima dei ragazzi. Parte del materiale necessario è già stato acquistato, ma ne occorre altro per circa € 6.000.

Dona ai ragazzi del Centro Munzihirwa il capannone che ospiterà l’inizio della loro nuova vita!

Il Centro Munzihirwa è stato fondato nel 1995 dai gesuiti come risposta pratica al fenomeno dei ragazzi di strada, conseguenza della povertà e della distruzione delle famiglia, per dare loro accompagnamento psicosociale, alloggio temporaneo e reinserimento nella società. Si avvale del supporto di alcuni partner tra cui il Gruppo India (che contribuisce per il 10% delle spese sostenute dal centro per i ragazzi e per la sensibilizzazione e formazione degli educatori) e impiega un totale di 20 persone, tra cui 3 donne.

Alcuni ragazzi possono essere reinseriti nella famiglia biologica o allargata, accompagnando il loro rientro con una scolarizzazione per i più giovani o un apprendistato per i più grandi; per altri non è possibile tale reinserimento (per esempio per quelli accusati di stregoneria) e quindi restano più a lungo nel centro di accoglienza, fino alla loro autonomia.

Il Centro Munzihirwa accompagna circa 100 ragazzi ogni anno, prendendoli totalmente in carico durante la preparazione al reinserimento; è fondamentale nteressarsi alla loro storia individuale e conoscerli a fondo, perché solo comportandosi nei loro confronti come un buon pastore si può assistere alla trasformazione interiore dei ragazzi, ben al di là di quello che possono essere i frutti dell’accompagnamento psicosociale o di formazione professionale, pur necessario. Nel frattempo alcuni operatori prendono contatti con le famiglie d’origine, almeno quelle capaci moralmente e materialmente di prendersi cura dei ragazzi. Lavorando così sui due fronti, molti ragazzi rientrano in famiglia ma continuano a seguire programmi di scolarizzazione o apprendistato per evitare una ricaduta sulla strada, sempre seguiti dal Centro.

Il Centro gestisce due ostelli per ospitare i ragazzi nel quartiere Matonge nel comune di Kalamu, una fattoria da poco avviata a Kimwenza e un laboratorio per l’apprendistato professionale a Cogelos (tutte località che fanno parte del grande agglomerato urbano di Kinshasa). La fattoria dispone di circa un ettaro di terreno ed è un ambiente terapeutico e ricreativo per i ragazzi; sono in via di sviluppo varie attività tra cui piscicultura, allevamento di maiali e animali da cortile, frutteto, vivaio, culture stagionali come manioca, mais, patate dolci, arachidi… La fattoria così serve anche per il fabbisogno alimentare dei ragazzi ospitati negli alloggi temporanei e fornisce alcuni introiti, ma il suo utilizzo è più orientato alla formazione professionale dei ragazzi che a un’attività commerciale.