Padre Lino Zucol è morto

Il nostro amico gesuita ha vissuto 65 intensi anni di missione in Kerala,
sempre al fianco dei più poveri, lottando con loro e per loro,
aiutandoli letteralmente a costruirsi una vita migliore e più dignitosa

Abbiamo da poco appreso la notizia della morte di padre  Lino Zucol s.j., con cui il Gruppo India ha collaborato per anni.Sabato 21 dicembre stava celebrando la messa mattutina delle 7, come ogni giorno: un malore, lo svenimento, il trasporto in ospedale, dove gli è stato riscontrato un male incurabile, ormai in fase troppo avanzata. Giorni di degenza, senza quasi riprendere conoscenza. Sabato 4 una ripresa, tanto da chiedere di celebrare la messa, sia pure da seduto, affiancato da due confratelli. L’ultimo suo atto. Conclusa la celebrazione è tornato a letto, dove alle 19 e 10 del 6 gennaio, ora italiana, ha concluso la propria corsa terrena.

Abbiamo necessità di contattare (per e-mail, telefono o lettera)
quanti hanno recentemente donato offerte
destinate a P. Zucol

 

Padre Lino Zucol nasce a Sarnonico (TN) l’8 febbraio 1916, da Giuseppe Zucol e Barbara Abram. È ordinato sacerdote il 9 marzo 1940, opera come cappellano a Vermiglio (sempre in Trentino) per tre anni, per poi entrare in noviziato tra i Gesuiti e prendere la via dell’India nel 1948, destinazione Kerala. Lì rimane per 65 anni consecutivi, operando per il bene della popolazione: il Kerala era ormai diventato la sua casa, tanto che da molto tempo non rientrava più in Italia (fino al 2000 visitava il suo paese ogni 3 anni) per il timore che le autorità ecclesiastiche gli potessero vietare di tornare laggiù.

Nel Kerala padre Lino ha contribuito alla costruzione di circa 10 mila casette per i residenti, le cui capanne col tetto in foglie di cocco erano spazzate via ogni anno dal monsone. E cosa dire di chiese, scuole, conventi, canoniche, piantagioni, pozzi d’acqua potabile… Impara il malayalam, la complicata lingua locale, non senza qualche difficoltà: nei primi tempi voleva dire «carissimi fratelli», ma un accento errato aveva trasformato il significato in «carissimi cavoli». Nonostante le casette costruite per la sua gente, padre Lino viveva in una specie di baracca: «il mio paradiso terrestre», diceva lui.

Anche se in età ormai avanzata, padre Zucol non si è mai fermato. «Ci è stato detto che almeno da un anno non stava bene» testimonia Valentina Ianes, sua compaesana, che ha sempre mantenuto i contatti con lui. «Siamo stati a trovarlo nel Kerala, a febbraio 2013, non ci eravamo accorti di nulla. Sembrava la solita persona attiva e cordiale con tutti. A giugno gli aveva fatto visita un altro missionario; anche a lui era parso che padre Lino stesse bene».

Era convinto di arrivare a 100 anni: «Ho fatto un contratto con Dio…». Il fine corsa è giunto con due anni di anticipo. La gente del Kerala per lui aveva una stima assoluta: video di recente realizzazione mostrano anziani che gli baciano i piedi. Per non parlare dei bambini: gli correvano incontro, abbracciandolo, quasi come fosse il loro papà, complice anche qualche caramella che il missionario elargiva.

I funerali si sono svolti in Kerala mercoledì 8 gennaio alle 16 (11.30 ora italiana)

Come anticipato nelle prime righe, stiamo contattando (per e-mail, telefono o lettera) quanti recentemente hanno voluto inviare delle offerte per  le attività di padre Zucol per informarli della morte di questo santo Gesuita e dello stato delle cose.  Il vescovo ha nominato un amministratore delegato della Diocesi per la gestione delle attività avviate da p. Zucol a Pariyaram, ma ancora non sappiamo come si evolverà la situazione. Preghiamo questi nostri amici di agevolarci, rendendoci noto cosa desiderano sia fatto con il loro dono che non abbiamo potuto trasmettere.