Verso la Pasqua 2012

Madre Teresa di Calcutta

UOMINI E DONNE DI DIO PER GLI ALTRI

Il vero amore è anche pieno di dolore! Madre Teresa di Calcutta era solita pronunciare queste parole nel suo vissuto spirituale quando il “dubbio” offuscava la sua intima relazione con Dio. È il silenzio di Dio? Un amore sincero, totale e profondo per Dio era anche fonte di intenso dolore. Anche in questi momenti, la missionaria intensificava la sua presenza tra i più poveri dei poveri; forse per cercare una risposta? Cercava solo tra i corpi lacerati dalla lebbra e da altre infermità le piaghe di Cristo e il suo volto trasfigurato dalla violenza umana: ogni volta che facciamo qualcosa ad un fratello o sorella, lo facciamo a Cristo! Questa esperienza, già nota alla tradizione della spiritualità cristiana, segna non solo i movimenti del cuore, ma ispira e guida il pensiero e l’azione.

Madre Teresa amava Dio e questo legame al suo creatore si traduceva in caritatevole passione, prendersi cura di chi, considerato relitto della società, poteva vivere almeno i suoi ultimi giorni con dignità. La sua autenticità, rettitudine e carità si esprimevano in relazioni giuste e umanizzanti al punto da suscitare comprensione anche in chi si era manifestato ostile, per motivi culturali e/o religiosi, alle attività della suora. Era noto il suo atteggiamento proteso a cercare e assistere i poveri indipendentemente dalla loro appartenenza, fede e infermità. L’icona di madre Teresa inginocchiata e orante dinanzi al corpo esanime di un mendicante disteso sulla piattaforma di una stazione ferroviaria, mentre i passeggeri frettolosamente gli passano accanto evitandolo, ci svela allo stesso tempo l’amore e il dolore di una donna che si consegna a Dio, al suo silenzio e all’umanità.

Essere uomini e donne di Dio per gli altri, comporta l’uscire fuori di se stessi per scoprire, attraverso la presenza dell’altro, il senso e la direzione da dare alla propria vita. Come diceva P. Pedro Arrupe, già Superiore Generale della Compagnia di Gesù, … l’uomo che si chiude in se stesso, che non vive che per i propri interessi, non solo nulla apporta per i fratelli, ma diventa meno uomo, diventa cattivo. L’amore è la dimensione ultima e comprensiva dell’uomo, quella che dà un significato, un valore o un non-valore, a tutte le altre dimensioni. (1973)

Abbiamo iniziato questo nuovo anno con molte nuove incertezze accompagnate da (già annunciati) eventi socio-economici mondiali destabilizzanti e contraddittori rispetto a quella presunta sicurezza e “tranquillità” percepita e vissuta negli anni precedenti. Il clima generale potrebbe non favorire una lettura serena del nostro impegno per l’altro, mentre siamo più esposti a chiuderci nel nostro piccolo mondo problematico, delegando ad altri le responsabilità che riguardano ciascuno di noi. Non dubitiamo delle nostre risorse personali e collettive, esse non si riducono alla sola economia. Ciascuno di noi ha sempre un ruolo da vivere nel grande scenario mondiale nella misura in cui ogni nostra piccola scelta va nella direzione della solidarietà che si traduce in uno stile di vita sobrio e orientato a prendersi cura di… Il nostro desiderio è di continuare, con tutti voi amici del Gruppo India, a promuovere la storia di tanti uomini, donne e bambini dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina che desiderano solo essere riconosciuti nella loro dignità e nella possibilità di conseguire uno sviluppo integrale: diritto di ogni persona!

Auguri, da tutti noi, per una Pasqua ispirata dalla Risurrezione di Cristo!
(p. Gianni Di Gennaro sj)

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